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Vitali Shkaruba

Registrazione 21 ott 2007
Offline Ultima Attività giu 07 2018 07:28
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#99106 Esposizione con una dSLR in situazioni di alto contrasto

Inviato da Vitali Shkaruba in 26 aprile 2009 - 19:20

Esempio
Torniamo ora alla nostra fotografia ed osserviamo quali sono le zone che la nostra fotocamera tende a sovraesporre. Come si può vedere, esse sono il cielo intorno alla lupa ed alla parte più alta del Colosseo. Se vogliamo preservare dettagli in queste aree, dobbiamo renderle il più chiare possibile ma senza sovraesporle al punto tale da iniziare a perdere dettagli (punto di clipping). In questo modo si utilizza tutta la gamma dinamica della dSLR per catturare il maggior numero possibile di dettagli dalla scena. Successivamente, nella fase di elaborazione, tenteremo di rendere più chiare (aprire) le zone più scure. In altre parole esponiamo per i bianchi e sviluppiamo per i neri.

Ora impostiamo l'esposimetro della nostra dSLR nella modalità Matrix (valutativa), misuriamo l'esposizione senza introdurre alcuna compensazione, mettendo a fuoco sulla figura della lupa e scattiamo.

D3_00_15377e.jpg
foto 2: esempio misurazione Matrix

Si potrà ben vedere come alcune parti del cielo siano state bruciate ("clipped"). Questo è avvenuto perché la parte più grande della nostra fotografia era in ombra e l'esposimetro ha dato una leggera priorità a quest'area, sovraesponendo di fatto alcune parti del cielo poiché le ha valutate meno importanti. Se si vuole controllare la luminosità di una determinata zona, è necessario impostare la lettura esposimetrica in modalità Spot e la fotocamera in modalità Manuale. Ora sarà possibile misurare separatamente il cielo e decidere quanto debba essere luminoso modificando manualmente i parametri di esposizione.

Se si vuole che il cielo divenga quasi bianco, sarà necessario sovraesporre quest'area fino ad un massimo di 2 stop. La quantità esatta dipende dal modello di fotocamera e dalle impostazioni presenti sulla reflex quali contrasto, saturazione, profilo di colore, ecc. Per fare ciò, si deve puntare lo spot sul cielo e modificare l'esposizione in maniera tale che l'esposimetro indichi che si sta sovraesponendo l'area al massimo di due stop. Per una lettura precisa lo spot dev'essere diretto sulla zona più luminosa. Se zone con dettagli più scuri entrano nel circolo di lettura dello spot, sarà necessario ridurre l'entità della sovraesposizione.

A questo punto si può scattare con i settaggi così impostati e guardare la pagina di informazione delle alte luci. Si vedrà così che non ci sarà nessun'area che lampeggia. Se si osserva l'istogramma, si vedrà che il picco più a destra, che rappresenta la luminosità del cielo, è posizionato vicino al limite delle alte luci.

histogram.jpg
foto 3: istogramma

L'obiettivo è posizionare questo picco quanto più a destra possibile, ma senza che tocchi il bordo. Questa è una classica tecnica per trovare una giusta esposizione delle alte luci, che in fotografia digitale è chiamata talvolta "esporre a destra".

Nell'esempio abbiamo trovato le impostazioni per l'esposizione in grado di rendere la parte più luminosa dell'immagine quasi bianca, ma non ancora bruciata. Si può vedere che l'area sotto le colonne appare ora un po' più scura di quanto si vorrebbe che apparisse nell'immagine finale. Quest'area può essere recuperata in post produzione oppure utilizzando degli strumenti integrati nel software interno della fotocamera come il D-Lighting, che è particolarmente utile quando si scatta direttamente in formato JPEG dal momento che questo formato dà meno possibilità di intervento in post produzione, oppure qualora fosse necessario saltare il processo di post produzione.


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