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consigli(atemi)

mercoledì, 24 novembre 2010
listen it it consigli(atemi)

ciao a tutti, sto finalmente prendendo la decisione di passare (anche)al digitale, affiancando alla mia adorata nikon analogica una reflex digitale…
qualche tempo fa ho preso una scatola e c’ho scritto fuori “d300s” (dopo tanti mesi passati su forum e blog a farmi un’idea di quale macchina comprare) e ho cominciato a metterci dentor un euro al giorno…tanto per rendere l’idea.
ora che ci sono quasi salta fuori la nikon d7000…ho per le mani un’offerta di una d300s usata (5000 scatti con garanzia ancora attiva per due anni NITAL) a 750 euro solo corpo…sono molto indecisa se attendere ancora un po’ e raggiungere la cifra giusta per la d7000 o prendere al volo la d300s.
aiuto!
confido in voi “smanettoni” esperti…
vi ringrazio in anticipo
martina

Fonte Google News

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Fotoritocco

martedì, 23 novembre 2010
listen it it Fotoritocco

In questo topic vorrei presentare un tema molto scottante, che è quello del fotoritocco e della sua liceità. Ovvero, è lecito fotoritoccare?
Si potrebbero fare considerazioni lunghe km, stare qui a parlare per ore, ma quello che vorrei sottoporvi è un approccio del tutto personale verso l’argomento. Siete quindi ovviamente liberi di contraddirmi, ma quello che spero è che nasca un sano confronto, su un tema che ripempie spesso topic e discussioni.

Secondo me esistono due tipi di diversi di fotoritocco: lo sviluppo del file e il fotoritocco
Non voglio essere tautologico, ma quello che viene generalmente definito fotoritocco, secondo me è un secondo step nell’elaborazione di un file ottenuto dopo uno scatto.

Provo a spiegarmi, introducendo qualche dettaglio in più sulle due fasi introdotte precedentemente.

Immaginiamo di avere a disposizione 2 equipaggiamenti diversi:
1. Nikon D3000 + 18-55VR
2. Nikon D700 + 28-70/2.8

Con entrambe le macchine ci mettiamo sullo stesso treppiede, con la stessa inquadratura (quindi fate la conversione dell’angolo di campo), impostiamo gli stessi parametri di scatto (diaframma, tempo, sensibilità, saturazione, contrasto, ecc ecc) e facciamo la stessa foto.

Prendiamo le nostre macchine dopo aver fatto i due scatti e li confrontiamo. Sono uguali?
Ovviamente no, anzi, verosimilmente lo scatto della coppia D700+28-70 sarà migliore di quello D3000+18-55, ma questo significa che i due scatti non sono uguali

Eh già perché le due macchine non hanno ottenuto lo stesso risultato, nonostante l’estrema cura nel controllare che tutto fosse uguale. Un esempio banalissimo? Secondo voi la definizione del 28-70 e del 18-55 sono uguali? Beh sicuramente no, quindi tra le due foto, così al volo, già notiamo che c’è qualcosa di diverso, nonostante gli sforzi per avere tutto uguale.

Ancora? Beh le transizioni cromatiche, ovvero come si passa da un colore all’altro. Beh il 28-70 è un’ottica vecchia scuola, col transazioni dolci, mentre il 18-55 è sicuramente di concezione più nuova è sarà più plasticoso come resa, con gradini più evidenti tra i colori. Ma allora anche per questo aspetto el foto non sono uguali nonostante gli sforzi fatti per renderle tali…

Ancora? Beh il rumore. Gli ISO della D3000 hanno lo stesso effetto sulla foto di quelli della D700? Eppure sono su entrambe, ad esempio, 400ISO… Quindi anche per questo le foto non sono uguali

Questa digressione semplicemente per mostrare come ci sia una fortissima dipendenza dal mezzo, ovvero entrambe le macchine riprendono nelle medesime condizioni la stessa scena, ma danno due risultati diversi…
Non sarebbe allora lecito operare in una qualche maniera per avere le due foto uguali? Cioè mi spiegate perché io non devo ottenere due cose uguali in un contesto come questo? Non è lecito intervenire in post produzione per portare le foto allo stesso risultato finale?

Secondo me, e qui rinnovo la soggettività della trattazione, la risposta è positiva. Cioè mi sembra più che lecito agire per avere due foto uguali… Perché devo avere il limite del mezzo? Perché devo avere qualcosa di falso tra le mie mani?
Eh sì perché o la D3000 o la D700 hanno ritratto in modo artefatto la realtà, in modo falso, perché non hanno fatto la stessa cosa. Confrontando i due scatti, fatti nelle medesime condizioni, ho due cose diverse. Sicuro una delle due almeno rappresenta in modo falso la realtà…

Ecco quindi che questo scenario sembra essere uno per cui fotoritoccare è lecito, quantomeno per evitare che il fotografo si trovi davanti due rappresentazioni diverse della stessa realtà.

Ma detto questo, come si fa? Come si fa a stabilire chi ha detto il vero tra la D700 e la D3000? Beh l’istinto e il marketing ci portano a dire:”Uè ciccio, la D3000 sicuro ha fatto la foto falsa”, quindi l’idea istintiva sarebbe quella di portare la foto della D3000 verso quella della D700.

Ma siamo sicuri che la foto della D700 sia quella VERA?

Abbandoniamo cioè per un momento la coppia di macchine e lavoriamo solamente con la D700. Faccio lo stesso scatto, ma solo con lei e il 28-70 montato. Sono sicuro che è vera sta foto? Cioè senza preoccuparmi se ho fatto meglio o peggio di una D3000 con il 18-55, quello che la D700 ha fatto è VERO?
Beh bisogna vedere se la foto RAPPRESENTE IN MODO FEDELE LA REALTA’. E cioé?????? Come se fa sta cosa?

Beh innanzi tutto dobbiamo controllare se su macchina abbiamo la stessa cosa che i nostri occhi stanno guardando. Le famose transazioni cromatiche, le saturazioni, le rappresentazioni dei colori, la nitidezza, ecc ecc, sono VERE? Sono cioè identiche alle vere?

Beh per quanto uno si sforzi di comprare ottiche e corpi costosi e pregiati, niente è come i nostri occhi e ogni elemento introduce un suo modo di leggere le scene e questo va sempre bene?
Cioè siamo sicuri che quello che fa la macchina è esattamente quello che facevamo noi con gli occhi?

Nella mia esperienza ho potuto constatare che spesso, anche le macchine più elevate di fascia, hanno un’inevitabile distorsione della realtà, ovvero introducono un loro marchio sulla foto, rappresentando in modo più o meno veritiero gli elementi della scena. Perché io allora, in quanto essere che ha premuto il pulsante di scatto, non devo riportare la foto che la macchina ha fatto a quello che vedevano i miei occhi?

Perché non dovrei cioè sviluppare il file? Mutuo questo termine dalla pellicola per chiarire come sia secondo me addirittura necessario riportare a quanto si vedeva la scena catturata dalla reflex.

Molte molte volte sento gente che dice:”Io le foto non le ritocco, le lascio così come uscite dalla macchina. Queste sono foto vere, non quelle ritoccate”.
Ma siete sicuri che siano davvero VERE tali foto? In base a quanto detto prima, la macchina fotografica ha fatto una SUA cattura della realtà, che potrebbe discostarsi, e tanto, dal mondo che i notri occhi vedevano al momento. Perché allora “doversi accontentare”? O meglio, perché rendere lecito il fotoritocco che fa la fotocamera e colpevolizzare il nostro al computer?
Dopotutto io vorrei solamente riportare la foto a quello che vedevo, perché questo dovrebbe essere sbagliato?

Vorrei lasciare spazio ad un esempio fotografico, piuttosto che continuare con le parole. Le due foto allegate sono relative ad un RAW scattato al tramonto al lago di Bolsena. Come si nota il RAW ha delle tonalità molto meno sature, transazioni cormatiche delicate, ma non accentuate. Era davvero questo quello che vedevo mentre scattavo?
Nei miei occhi c’era davvero quello che il RAW rappresenta?
La risposta è ASSOLUTAMENTE NO, ovvero nonostante il 35/2 montato e la D700, comunque non c’è stata una rappresentazione REALE della scena.
La foto “elaborata”, o meglio sviluppata, è un tentativo di riportare la foto, l’immagine a quello che effettivamente vedevo con gli occhi.
E’ lecito secondo voi? Qual è vera e qual è falsa delle due foto?
Secondo quanto detto prima, così come la pensano in tanti, il RAW è la foto vera perché è uscita dalla macchina senza il minimo ritocco, ma vi posso garantire che non è così, perché quello che vedevo non è affatto quanto rappresentato dal RAW

La foto, VERA, ovvero quella che rappresenta al meglio quello che avevo visto, è quella sviluppata, quella cioé che ha i colori esattamente come erano al momento, la prospettiva esattamente come la vedevo al momento.

Se ci fate caso infatti ho scelto questa foto, anche per l’evidentissima distorsione prospettica e l’inclinazione dell’orizzonte visibili nel RAW. Nel JPEG è sparito tutto, orizzonte dritto e prospettiva corretta. Non è forse anche questo mettere mani sulla foto? Certo, ma se non l’avessi fatto, avrei rappresentato VERAMENTE la scena?
Beh no, perché la balaustra è dritta nella realtà e l’orizzonte è orizzontale.
Inoltre in questo scatto ho dovuto distorcere entrambi per poterli recuperare senza troppe difficoltà, quindi perché non dovrei sviluppare il file?

Come si nota cioè da quanto scritto, una prima fase di approccio al file è quella di riportarlo al vero, appunto di svilupparlo. Questo lo si fa inevitabilmente fotoritoccando, ovvero intervenendo al computer sulla foto, ma l’intento è quello di riportare “al vero” lo scatto.
Non mi piace che sia la macchina (più ottica) a dirmi cosa effettivamente c’era e come era. Sono IO che so come era la realtà che stavo riprendendo… la macchina è solo uno strumento al mio servizio per portarmi dietro QUELLA scena e se non ci è risucita, allora ci penso io a recuperarla.

Ma allora, il fotoritocco, ovvero la II Fase detta prima… che roba é? Beh ogni volta che supero la realtà col fotoritocco, introducendo qualcosa di eccessivo, valico lo sviluppo. Se cioè supero quello che effettivamente i mei occhi vedevano, se la mia rappresentazione non è realistica, allora ho fotoritoccato in modo secondo me criticabile.
Certo è che il limite è soggettivo e proprio di ogni foto, perché solo l’autore sa di preciso cosa c’era al momento dello scatto…

Con questo topic spero di aver suscitato se non altro senso critico sulla cosa, che poi può essere a favore o contrario, ma spero quantomeno se ne parli.
Il tema scotta, so benissimo di toccare delle corde molto sensibili, ma vorrei sapere cosa ne pensate…

Fonte Google News

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Risolvetemi degli enigmi sulla mia D90

lunedì, 22 novembre 2010
listen it it Risolvetemi degli enigmi sulla mia D90

Ciao a tutti ragazzi
VI scrivo per chiedervi un favorone.
Dunque,la mia D90 mi è arrivata con il libro istruzioni inglese.
L’inglese un po lo capisco ma cavolo,un vangelo cosi spesso tutto in inglese mette male tradurselo..
A me interessano solo due stupidate se riuscite a darmi solo due dritte…

Per prima cosa vi chiedo

1)esiste un modo in modalità off,di disattivare il display secondario per non farmi sapere quanti scatti mi sono rimasti sulla memory card?
Essendo abituato alla Canon che quando la spegnevo si spegneva tutta,mi sorge il dubbio che il display secondario mi tiri giu un po la batteria anche quando la macchina è spenta.
Se non esiste,pazienza non muore nessuno

2)Come si attivano gli iso automatici in modalità P se non voglio settarmi io l’iso in una foto ma lasciare decidere alla macchina?

3)Non riesco a far funzionare l’autorotate sulle foto scattate in verticale.Ma funziona in alcuni casi o c’e un sistema preciso?Io nel menu ho settato autorotate on,ma quando scatto in verticale e giro la fotocamera per vedere la foto a pieno schermo non succede nulla.

4)Ultima domanda del questionario.Ieri ho eseguito la mia prima carica della batteria.Premetto che quando ho comprato la macchina e mi è arrivata,ho inserito subito la batteria e questa aveva ancora due tacche.L’ho lasciata scaricare completamente e ho fatto tutto come dicono le istruzioni.Cioè l ho lasciata caricare fino a quando la spia del caricabatterie è diventata fissa,e poi l ho staccata.Ha un tempo determinato di carica la batteria come ore o va bene levarla quando la spia del caricabatterie diventa fissa?

Per ora non ho piu domande.Grazie per la vostra attenzione. ff973 wink Risolvetemi degli enigmi sulla mia D90

Fonte Google News

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Pareri su ottiche fisse AI

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Pareri su ottiche fisse AI

Buongiorno a tutti,
avrei bisogno di un parere per un acquisto che sto metidando (ma devo decidere velocemente).
Vorrei comprare una macchina analogica (tranquilli è solo apparentemente off topic;) e ho trovato quella che desidero corredata da un parco ottiche che mi alletta…
Sono tutte ottiche fisse, con attacco a baionetta ai, e si tratta in particolare di queste:

28 mm f3.5
50 mm f1.8
105 mm f2.8
200 mm f4.0

ho fatto un po’ di ricerche e le quotazioni di questi obiettivi nell’usato sono basse. La motivazione del basso prezzo che hanno non so se interpretarla come il fatto che siano effettivamente ottiche di bassa qualità o per il fatto che perderebbero gli automatismi sulle attuali macchine.

premessa doverosa è che mi interessa la qualità dell’ottica e non mi interessa perdere gli automatismi. quindi, se fossero ottiche che danno una buona resa io le prenderei al volo. Vorrei usarle anche sulla mia nikon d80 per la quale attualmente ho solo un 50ino 1,8 af e l’obiettivo venduto in kit che è il 18-135 3.5-4.5 che però, da quando ho il 50mm fisso, resta per la maggior parte del tempo in borsa. Scusate la lunga premessa ma è per far capire le mie aspettative in un eventuale acquisto, visto che non sono uguali per tutti e magari per molti la comodità di ottiche più versatili o che abbiano più automatismi è fondamentale.

Riassumendo, il quesito che pongo a chi è più esperto: sono delle buone ottiche a livello di resa e qualità del risultato? paragonabili (in senso lato) al 5oino, più moderno, che possiedo?

Grazie infinite a chi potrà aiutarmi a capire qualcosa in più!
Silvia

Fonte Google News

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Viaggio fotografico in Botswana !!!

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Viaggio fotografico in Botswana !!!

Visto che, ahimè, il viaggio alle Galapagos è stato rimandato di un anno, come “ripiego”, dopo 2 mesi di telefonate con le agenzie 83f57 birgits blahblah Viaggio fotografico in Botswana !!! , sono riuscito a programmare questo tour completo del Botswana 83f57 cool Viaggio fotografico in Botswana !!!
… penso che di meglio non potevamo fare 83f57 wink Viaggio fotografico in Botswana !!!

Già siamo 5 persone a partire io più altre due coppie, se c’è qualcuno interessato me lo faccia sapere al più presto !!! 83f57 laugh Viaggio fotografico in Botswana !!! 83f57 birgits w00t Viaggio fotografico in Botswana !!!

Ciao,
Fabio

1°Giorno (B/-/-) 14 Ottobre 2010
ROMA – JOHANNESBURG
Partenza da Roma con volo Emirates via Dubai per Johannesburg

2°Giorno (B/-/-) 15 Ottobre
JOHANNESBURG
Arrivo a Johannesburg, trasferimento in hotel e pernottamento all’hotel 4* Airport Grand Hotel Conference center (5 km dall’aeroporto)

3°- 4°Giorno (B/L/D) 16 – 17 Ottobre
JOHANNESBURG – MAUN – NXAI PANS
Arrivo a Johannesburg e coincidenza per Maun, incontro con il nostro corrispondente e trasferimento a Nxai Pans. Giornata dedicata al Safari. Quest’area comprende una varietà di ambienti sorprendente. Grandi dune di sabbia, paludi, praterie di erba gialla, foresta e soprattutto, il fiume, che attira una grande quantità di uccelli e mammiferi. Quest’area è famosa per l’abbondanza di felini e pachidermi che abitano questa zona, ma è anche uno dei rari posti al mondo dove si possono ammirare specie di antilopi molto rare quali il lechwe rosso e il sitatunga.
Pernottamento in tende con servizi interni – Pensione completa escluso le bevande.

5° Giorno (B/L/D) 18 Ottobre
MAGKADIGKADI PAN
Trasferimento in mattinata al Makgadikgadi National Park.
Da qui esploreremo l’area meridionale per trovare 13000 zebre migrate qui. Nelle distese intorno si trovano enormi piane saline. Sono assicurate fotografie indimenticabili. Vi è la possibilità di osservare predatori in azione dato che la fonte di cibo è facilmente reperibile. Pranzo al sacco.
Pernottamento presso il campo tendato Meno a Kwena – Pensione completa escluso le bevande.

6° – 7°-8° Giorno (B/L/D) 19 – 20 – 21 Ottobre
NXAI PANS – RISERVA DI MOREMI – Xaxanaka area
Prima colazione e trasferimento alla riserva di Moremi nell’area della laguna di Xaxanaka, le attività in questa zona si svolgeranno prettamente sul fiume.
Pernottamento in tende con servizi interni – Pensione completa escluso le bevande

9°-10° Giorno (B/L/D) 22 – 23 Ottobre
RISERVA DI MOREMI – Khwai area
Prima colazione e trasferimento alla riserva di Moremi, nella zona del fiume Khwai. L’area di Khwai della Riserva Moremi è stata creata nel 1968 dalla Tribù Tawana e considerata da sempre una delle mete più ambite per il safari.
Pernottamento in tende con servizi interni – Pensione completa escluso le bevande

11°Giorno (B/L/D) 24 Ottobre
MOREMI – CHOBE NP (Savuti)
Prima colazione e trasferimento Al Chobe NP , nell’area di Savuti,Il pomeriggio e la giornata successiva saranno dedicati al safari fotografico nel Parco Naturale del Chobe.
Pernottamento in tende con servizi interni – Pensione completa escluso le bevande

12° – 13°Giorno (B/L/D) 25 – 26 Ottobre
CHOBE NATIONAL PARK SETTENTRIONALE
Partenza dal Savuti, ci dirigiamo verso il Chobe National Park Settentrionale, che è il secondo parco nazionale più esteso del Botswana e copre 10.566 km quadrati. Questo parco possiede una delle più elevate concentrazioni di animali del continente africano. L’unicità della sua natura offre un’esperienza di safari unica. Arrivati al campo qualche ora di relax prima di partire per il safari pomeridiano. Durante il secondo giorno possibilità di partecipare a una rilassante crociera per ammirare il tramonto e gli animali che vengono ad abbeverarsi al fiume Chobe. Questo fiume è risorsa vitale per migliaia di elefanti e altre specie durante la stagione secca. Ritorno al campo per cena.
Pernottamento in tende con servizi interni – Pensione completa escluso le bevande

14°Giorno (B/L/D) 27 Ottobre
CASCATE VITTORIA E LIVINGSTONE
Arrivo a Livingstone. Trasferimento in auto allo Stanley Safari Lodge
Giornata dedicata alla visita delle cascate Vittoria.
Pensione completa + trasferimenti da e per Cascate Vittoria.

15°Giorno (B/-/-) 28 Ottobre
CASCATE VITTORIA E LIVINGSTONE
Prima colazione, in mattinata trasferimento all’aeroporto di Livingstone.
Volo internazionale per Johannesburg e in serata coincidenza con il volo intercontinentale per Roma

16°Giorno (-/-/-) 29 Ottobre
Arrivo a Roma e fine dei servizi

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE in camera doppia base 4/5 persone € 3.960,00
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE in camera doppia base 6/7 persone € 3.440,00
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE in camera doppia base 8/9 persone € 3.170,00

QUOTA VOLO INTERCONTINENTALE + VOLI INTERNI € 1032,00 + € 175,00 TASSE AEROPORTUALI

SUPPLEMENTO SINGOLA PER TUTTO IL TOUR € 870,00

LA QUOTA COMPRENDE:
• Trattamento e tour come da programma
• Guida privata parlante inglese per tutto il tour
• Due safari al giorno nei parchi
• Tasse di entrata ai parchi naturali
• Notte a Johannesburg

LA QUOTA NON COMPRENDE
• Volo intercontinentale
• Tasse aeroportuali
• Bevande
• Assicurazione
• Tutto quanto non espressamente riportato ne “la quota comprende”

Fonte Google News

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Nikon D3100, foto e caratteristiche

sabato, 14 agosto 2010
listen it it Nikon D3100, foto e caratteristiche

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Il mensile tedesco Foto Digital ha involontariamente fornito a tutti noi le ultime informazioni sulla futura Nikon D3100 quando ha inviato il numero di settembre ai suoi abbonati.

In copertina potete trovare la scansione con la foto della nuova reflex. Ecco le caratteristiche:

  • sensore Cmos da 14 megapixel
  • live view
  • schermo da 3 pollici
  • sensibilità iso da 100 a 12800
  • 11 punti di messa a fuoco automatica
  • registrazione video HD 1080p
  • Processore Expeed2
  • Costo di circa 650€

Dopo il salto potrete trovare anche i nuovi obiettivi che verranno annunciati.

c2070 nikonlenses Nikon D3100, foto e caratteristiche

Nessuna novità inattesa per questi obiettivi che dovrebbero essere presentati nel corso della prossima settimana.

  • Nikkor AF-S DX 55-300mm f/4.5-5.6 G ED VR (420€)
  • Nikkor AF-S 85mm f/1.4 G with Nano (1650€)
  • Nikkor AF-S 24-120mm f/4 G ED VR (1220€)
  • Nikkor AF-S 28-300mm f/3.5-5.6 G ED VR (1000€)

Via | NikonRumors

Nikon D3100, foto e caratteristiche é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di sabato 14 agosto 2010.

Fonte Google News

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Olympus E-5, l’ultima della specie?

lunedì, 26 luglio 2010
listen it it Olympus E 5, lultima della specie?

a8d59 Olympus Cuatro Tercios 2010 2 Olympus E 5, lultima della specie?

Olympus in una recente intervista ha confermato che non ha intenzione di abbandonare la sua linea 4/3.

Recentemente, però, su Quesabesde è stata ribadita la notizia secondo cui la futura Olympus E-5 sarebbe l’ultima della specie così come conosciamo oggi la linea 4/3. La reflex che ne prenderà il posto potrebbe essere modulare e persino senza specchio, le voci corrono veloci e l’unico punto fermo è la volontà di innovare la sua serie E.

La brutta notizia per gli utilizzatore Olympus è che non verranno più svelati nuovi obiettivi fino all’evoluzione/rivoluzione.

Via | 43Rumors

Olympus E-5, l’ultima della specie? é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di domenica 25 luglio 2010.

Fonte Google News

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Nikon, Coolpix a volontà – Il Sole 24 Ore

sabato, 17 aprile 2010
listen it it Nikon, Coolpix a volontà   Il Sole 24 Ore
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Il Sole 24 Ore
 Nikon, Coolpix a volontà   Il Sole 24 Ore
Nikon, Coolpix a volontà
Il Sole 24 Ore
Completamente rinnovata la gamma di fotocamere digitali Coolpix di Nikon, studiate per soddisfare qualsiasi esigenza di scatto e di finitura.
Nikon COOLPIX S3000: fotografie per tuttiAmpleTech
Ecco la S3000 l'ultimo gioiellino della famiglia CoolpixGizmodo Italia
Nital presente al Photoshow 2010BitCity

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FastPictureViewer Professional

martedì, 29 dicembre 2009
listen it it FastPictureViewer Professional

pubblicato da Derfy in: Software

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FastPictureViewer Professional è un visualizzatore per immagini.

Punta tutto sulla velocità e sulla semplicità d’uso. Funziona su windows XP o più recenti e supporta la copia al volo, i voti e la visualizzazione in finestra o full screen. Oltre ai classici formati d’immagine è in grado anche di mostrare i più comuni formati raw.

Il prezzo per l’acquisto è di 39,90$, ma attualmente è scontato a 33,92$.

Via | FastPictureViewer

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Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

lunedì, 9 novembre 2009
listen it it Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

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Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex. Questa fotocamera piccola e leggera è dotata di un sensore CCD in formato APS-C da 10,2 megapixel, 9 punti di messa a fuoco e di un range ISO che va da 100 a 3200.

Questa fotocamera stupisce davvero per le sue dimensioni contenute e per la conseguente riprogettazione della sua interfaccia da parte di Sony. Sono infatti spariti i pulsanti sulla sinistra dello schermo (tipici dei precedenti modelli da noi recensiti) e gran parte delle funzioni sono state incorporate da una pulsantiera rotonda che permette di modificare al volo iso, flash, autofocus, le modalità di scatto (immagine singola, scatto continuo, autoscatto) e i diversi pannelli informativi del display. Molto utile anche il tasto Fn che permette di accedere facilmente ad altre funzioni della fotocamera come i metodi di misurazione dell’esposizione, il bilanciamento del bianco, gli stili creativi ecc.

Se peso e dimensioni contenute sono un punto a favore di questa fotocamera lo è decisamente meno la sua ergonomia. Infatti nonostante l’ottimo grip in gomma, l’impugnatura manca di una sagomatura e di una forma che permetta una presa ferma e sicura. Senza contare che, stringendo troppo, si finisce per premere accidentalmente la pulsantiera rotonda. Un’altra cosa che lascia poco convinti è la qualità delle plastiche, anche questa volta decisamente al di sotto delle aspettative.

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Per quanto riguarda i supporti di memoria l’ Alpha 330 è dotata di due slot di memoria, uno per le schede SD e uno per le schede PRO HG Duo di Sony. Un selettore posto nello stesso vano degli slot permette di scegliere quale memoria usare. Sono inoltre presenti una presa Hi-Speed USB 2.0 e mini HDMI video.

La qualità delle immagini è un’altra bella sorpresa di questa fotocamera. Secondo quanto riportato dai test effettuati da PopPhoto la fotocamera ha ottenuto eccellenti risultati sia nei test di fedeltà del colore che in quelli di controllo del rumore fino a 800 ISO. Da 800 ISO in su i risultati, seppur non eccellenti, si mantengono comunque molto alti. Dalle immagini scattate non posso che confermare questa valutazione. L’autofocus è un’altra nota positiva infatti è molto veloce e preciso anche in situazioni di scarsa luminosità o di poco contrasto. Lo schermo della fotocamera, 2.7 pollici TFT con una risoluzione di 230,400 punti, è molto chiaro e brillante e viene naturale utilizzarlo con la fotocamera in modalità live view. Lo schermo è solidamente attaccato al corpo macchina tramite una cerniera in metallo. Questa cerniera se da un lato è molto utile e dà un senso di sicurezza notevole, permette di muovere lo schermo soltanto verticalmente, cosa che potrebbe dare fastidio a chi è abituato a schermi più snodati.

Sempre utile e sempre ottimamente funzionale lo SteadyShot interno alla fotocamera che permette di fare scatti con tempi di posa più lunghi del normale. Strana, quantomeno, la scelta di Sony di non dotare questa fotocamera della funzione video, che la fa arretrare al confronto con altre competitor dotate invece di tale caratteristica. La vera chicca di questa fotocamera sta però nei bellissimi menu grafici. Questi menu sono ottimamente disegnati e permettono anche all’utente meno avvezzo al mondo reflex di capire chiaramente a cosa servono le varie funzioni. Ogni programma di scatto (auto, program auto, priorità di tempi, priorità diaframmi, ritratti in notturna, tramonto, sport, macro, paesaggio, ritratto, auto senza flash) viene chiaramente spiegato in poche righe fornendo anche consigli, apparentemente banali ma utili per chi inizia, su come scattare al meglio con quel particolare programma.

La fotocamera è stata provata con l’obiettivo Sony AF DT 18-55 F3.5-5.6 SAM che si può trovare in kit. Questa lente, pur avendo una qualità costruttiva davvero mediocre (sempre il solito problema delle plastiche) e un motore SAM (Smooth Autofocus Motor) che non rende davvero silenziosa la messa a fuoco, è comunque comoda da usare e dà immagini sostanzialmente pulite, nette e senza distorsioni eccessive, che per un prezzo che si aggira intorno ai 50 € (se non meno) è davvero un’ottima performance. Alla fine della prova posso dire che la fotocamera si è rivelata piacevole da trasportare data la sua leggerezza e il suo ingombro ridotto, versatile e molto facile da usare. Il prezzo, che si aggira intorno ai 500€ nella sua versione in kit con il 18-55, la rende una fotocamera adatta a tutti coloro che decidono di fare il grande salto da compatta a reflex e che vogliono farlo divertendosi ed essendo sicuri di comprare una fotocamera che non sia troppo complicata.


Scatti effettuati con Sony Alpha 330

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Luci artificiali in fotografia n°4, Che febbre…misuriamo la temperatura…

venerdì, 25 settembre 2009
listen it it Luci artificiali in fotografia n°4, Che febbre...misuriamo la temperatura...

gallery 17809 1646 104533 Luci artificiali in fotografia n°4, Che febbre...misuriamo la temperatura...

“Ma sta stoffa e’ blu o celeste Anto’?”

“Boh, tie’ namo alla finestra a vede’ mejo, ar sole… ‘o vedi che e’ celeste no?”

“eh, Anto’…fai presto te a di…poi vie’ a signora, ‘a vede co sta luce de sta lampadina e dice che e’ blu’…”

“ ho capito, tu fajela vede ‘n finestra allora…”

“ e si dommani quanno a signnnora vie’ piove? E quella magara a vede verde Anto’…”

Hihihih…chissa’ quante discussioni simili…mia nonna (sarta) andava a comprare le stoffe e il commesso zelante le faceva vedere i colori uscendo dal negozio, alla luce del Sole…ma mia nonna (senza sapere troppo di tecniche di illuminazione e fotografia) se sceglieva la stoffa per un vestito da sera, o da gala’, voleva vederla con le lampade del negozio….

Insomma, stiamo parlando di un metodo che ci consente di avere un riferimento numerico pressoche’ assoluto sul colore della luce: misurarle la temperatura.

Si prende un termometro, se la luce e’ piccolina si scopre il sederino e poi….

No no, non si puo’ fare cosi con la luce… Ma allora che diavolo e’ sta “temperatura colore”? Come si misura?

l’articolo continua qui (cliccare)

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Luci artificiali in fotografia n°3

venerdì, 18 settembre 2009
listen it it Luci artificiali in fotografia n°3

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Parliamo della “GUEST STAR…” la prima “lampada elettrica” della storia, e quella con piu’ parenti prossimi:

LA LAMPADA A SCARICA…

La sua nascita e’ quasi incidentale…e molto antecedente alla lampada a incandescenza….

Fu Benjamin Franklin (osservando la luce emessa dai fulmini) a chiedersi da dove diavolo provenisse tutta quella luce…anche se era più’ interessato a mostrare i suoi esperimenti con le chiavi e gli aquiloni alle giovin donzelle dell’epoca, come la cronaca racconta…

Il fenomeno sul quale si basa, e’ imbarazzante…come spesso succede, in Fisica e nella vita…occorre , ehm, ecco….eccitarsi….per concludere qualche cosa di bello!

E anche nel caso della lampada a scarica e’ cosi: qualunque gas, o miscela di gas come l’aria, se viene “eccitato”, facendolo palpeggiare più o meno violentemente da elettroni (cioè se viene fatto attraversare da una scarica elettrica…btzzzzz..ecco perché si chiama lampada a “scarica”…) si eccita e “ionizza”, diventa quello che spesso sentiamo chiamare “plasma”.

l’articolo continua qui….

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