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Articoli marcati con tag ‘Vista’

Anteprima Raw in Windows 7,Vista,Xp (32/64bit) freeware

domenica, 15 maggio 2011
listen it it Anteprima Raw in Windows 7,Vista,Xp (32/64bit) freeware

Ciao a tutti,
se vi interessa visualizzare l’anteprima dei raw nelle cartelle di windows:

http://atrazemilia.blogspot.com/2011/05/an…in-windows.html

Fonte Notizia

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Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC

lunedì, 14 marzo 2011
listen it it Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC

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Guai in vista per Thierry Guetta aka Mr Brainwash. Il “pupillo” di Banksy (o forse sarebbe meglio dire il team di grafici che lavorano per lui) è accusato di violazione di copyright. Il fotografo Glen Friedman lo ha denunciato per aver utilizzato senza permesso un’immagine dei Run DMC, da lui scattata nel 1985.

Friedman fa sul serio e ha ingaggiato uno speciale ‘avvocato di strada’, Douglas Linde, pronto a riscuotere una bella quota di “utili indiretti” maturati da Guetta attraverso l’uso dell’immagine, che appare su murales, volantini, stampe, lavori in tecnica mista e materiale promozionale realizzato per la sua mostra di debutto in galleria a Los Angeles nel 2008.

Si tratta di una causa abbastanza grossa, che trova un suo precedente in quella che l0Associated Press intentò contro Shepard Fairey, per l’utilizzo di una foto di Obama nel ritratto Hope (conclusasi poi con un patteggiamento). Gli avvocati difensori di Guetta puntano sul tasto del “fair use”, che consentirebbe riproduzioni limitate di opere coperte da copyright a fini di parodia e per uso creativo.

Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC
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Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC é stato pubblicato su artsblog alle 13:07 di domenica 13 marzo 2011.

 Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC

 Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC

 Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC  Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC

 Street art: Mr Brainwash nei guai per utilizzo improprio di una foto dei Run DMC

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Al Mathaf di Doha l’arte moderna araba come non si è mai vista

sabato, 5 marzo 2011
listen it it Al Mathaf di Doha larte moderna araba come non si è mai vista

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Qualche tempo fa vi avevamo parlato del Mathaf, il Museo Arabo d’Arte Moderna a Doha, il cui scopo è proteggere, conservare e promuovere il patrimonio artistico del mondo arabo. Dopo la mostra inaugurale, adesso è in corso Sajjil: A Century of Modern Art, un percorso lungo gli ultimi cento anni di storia dell’arte nell’area culturale musulmana. Un’operazione di mappatura importante, la cui necessità è tutta iscritta nel significato della parola Sajjil: Atto di Registrazione.

In mostra cento artisti attivi dal dal 1840 ad oggi. Solo due “giocano in casa”, provengono dal Qatar Jassim al-Zainy e Yousef Ahmad. Ma ciò non ci dovrebbe sorprendere se pensiamo che a metà del secolo scorso Doha era ancora una città di pescatori di perle e carovane di nomadi, scarsamente popolata.

Oggi il Mathaf è il simbolo di una metropoli che non vuol essere solo un agglomerato dei più alti grattacieli del mondo. Il nuovo museo nasce dalla forte spinta della sceicca al-Mayassa al-Thani, figlia dell’Emiro, che ha puntatouna forte caratterizzazione scientifica del museo. Da una parte è vero che in Medio Oriente non vi è una grande omogeneità culturale fra i vari stati e di conseguenza si fatica a raggruppare artisti, tecniche e movimenti.

Dall’altra però esiste una sensibilità araba moderna verso le arti visive e si deve ad artisti come l’egiziano Georges Sabbagh e il libanese Saliba Douaihy, tra i primi a recarsi a Parigi ad inizio del novecento per avvicinarsi ai progressi delle avanguardie e creare una tradizione figurativa araba. Oggi è tempo di rifletterci al di sopra dei confini nazionali.

Images Courtesy – Mathaf – Doha

Sajjil – 100 anni di arte moderna araba al Mathaf di Doha
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Al Mathaf di Doha l’arte moderna araba come non si è mai vista é stato pubblicato su artsblog alle 18:12 di mercoledì 02 marzo 2011.

 Al Mathaf di Doha larte moderna araba come non si è mai vista

 Al Mathaf di Doha larte moderna araba come non si è mai vista

 Al Mathaf di Doha larte moderna araba come non si è mai vista  Al Mathaf di Doha larte moderna araba come non si è mai vista

 Al Mathaf di Doha larte moderna araba come non si è mai vista

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Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

mercoledì, 16 febbraio 2011
listen it it Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

e67f1 van goghgirasoli Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

Quando pensate a Van Gogh che colori vi vengono in mente? A me i blu scuri dei crepuscoli, i marroni della sua stanza e poi il giallo vivido dei girasoli. Proprio questo colore è a rischio di degradazione e gli esperti stanno cercando una soluzione applicabile al più presto.

Secondo uno studio congiunto di alcune università (Perugia, Anversa, Delf e Grenoble), un preoccupante processo di degradazione a livello chimico è in corso sui gialli utilizzati da Van Gogh (ma anche da Manet e Renoir). Si tratta del giallo cromo, pigmento a base di cromato di piombo, scarsamente stabile a livello fotochimico.

I girasoli, ma anche altri dipinti come Le rive della Senna (1887) e Vista di Arles con Iris (1888), sono destinati a subire un lento processo di imbrunimento che farà scomparire la loro luminosità, se non si riuscirà a trovare una soluzione.

Adesso capirete anche perché al Van Gogh Museum di Amsterdam, se vi beccano con una macchina fotografica, magari anche dotata di flash, non ve la fanno passare liscia.

Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione é stato pubblicato su artsblog alle 17:03 di lunedì 14 febbraio 2011.

 Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

 Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

 Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione  Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

 Il giallo di Van Gogh a rischio degradazione

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Facebook si scusa con una fotografa di neonati

martedì, 11 gennaio 2011
listen it it Facebook si scusa con una fotografa di neonati

5e2dd allattamento Facebook si scusa con una fotografa di neonatiFacebook è la rete sociale più utilizzata in quasi tutto il mondo e viene utilizzata anche dai fotografi per intrattenere contatti di lavoro e presentare i propri lavori.

Qualche giorno fa Laura Eckert si è vista cancellare delle foto e disabilitare l’account Facebook senza alcuna spiegazione. Nessuna risposta è arrivata dopo neanche dopo varie email. Laura è una fotografa specializzata nel realizzare fotografie a mamme e bimbi neonati nei loro primi e felicissimi istanti di vita.

È sempre stata attenta a rispettare le regole di Facebook che impediscono di postare nudità, ma con un lavoro del genere è normale pubblicare foto che contengono seni, anche senza arrivare mai al capezzolo. Non è la prima volta che Facebook si comporta in questo modo e probabilmente non sarà l’ultima.

L’account è stato riattivato con le scuse dei gestori quando i suoi fan hanno creato un gruppo per protestare e Laura è stata intervistata da una televisione locale. Se non si fossero smossi mari e monti cosa sarebbe successo? Come sempre il dubbio è legittimo.

Foto | Daquella Manera
Via | Blorge

Facebook si scusa con una fotografa di neonati é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 11 gennaio 2011.

 Facebook si scusa con una fotografa di neonati

 Facebook si scusa con una fotografa di neonati

 Facebook si scusa con una fotografa di neonati  Facebook si scusa con una fotografa di neonati

 Facebook si scusa con una fotografa di neonati

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COOLSCAN SU WINDOWS 7

martedì, 4 gennaio 2011
listen it it COOLSCAN SU WINDOWS 7

Buonasera recentemente sono passato da vista a 7 (versione ultimate a 64 bit) ma nel momento d’installare lo scanner 5000 ed ho scoperto che non è compatibile con la mia versione di 7,ho provato a cercare anche sul sito della nital,ma nulla; possibile che debba rassegnarni a non poter installare il mio scanner,che non ci sia alcun programma/driver capace di risolvere il mio problema,qualcuno può aiutarmi?
Ringrazio sin d’ora per l’aiuto.

Fonte Google News

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nuova nikon d400

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it nuova nikon d400

buon giorno a tutti , vorrei un opinione da voi che molto probabilmente siete piu esperti di me: volevo comprare un secondo corpo macchina e avevo pensato alla d300, ma il mio negoziante di fiducia mi a consigliato la d700 ( io posseggo una d5000) dicendomi che dalla mia macchina l’unico passo possibile era passare alla d700 ( per via del senzore pieno formato) , allorora ho cominciato a cercare notizie su internet e vista la d7000 mi chiedevo : secondo voi la d400 montera il sensore fx? avra il processore expeed 2? farà filmati in hd? e di megapixel quanti ne avra? e quando uscirà? vorrei sapere cosa ne pensate voi? grazie a tutti per la risposta

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

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qualità della stampa o foto fatte male?

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it qualità della stampa o foto fatte male?

ciao a tutti! 3735e smile qualità della stampa o foto fatte male?
ho ritirato oggi le stampe di due rullini a colori (Kodak ultramax 400 e Kodak Ektar 100) utilizzati con la mia nuova (comprata usata 3735e wink qualità della stampa o foto fatte male? ) nikon FM2. sono rimasta a dir poco delusa dal risultato e mi chiedo quanta colpa sia mia e quanta dello studio fotografico.

non sono una fotografa, e quindi non mi aspettavo di vedere immagini da maestro, ma lo scontento deriva (soprattutto) da colori e definizione: più che da negativo, le stampe sembrano fatte da digitale. sembra tutto un po’ “piatto”, in alcune immagini i colori sembrano troppo saturi, troppo contrastati, così che alcune parti sono piuttosto scure e altre troppo chiare, in generale prive di sfumature.
a parlare sono anche i rami degli alberi (spogli) contro il cielo: i contorni non sono netti. e poi: in una foto fatta al chiuso il muro bianco digrada verso il verde! eppure era tutto bianco…

ho scattato con luce invernale e col cielo coperto, generalmente a f/2.8 e con tempi 1/100 o 1/60, e confesso che a volte ho scattato con l’esposimetro che mi diceva “occhio, è sottoesposta di un terzo di stop”, ma l’ho fatto per evitare il mosso. Non ho approfittato dello sfocato del f/2.8, come distanza focale ho messo infinito, perché ero in strada e riprendevo i soggetti che camminavano, i palazzi, l’ambiente in genere.

non mi aspettavo quindi di avere ombre nette e forte contrasto come se fossi sotto un bel sole estivo, ma per lo meno di avere una buona definizione, una definizione migliore che con la mia vecchia digitale minolta z1 (vecchia vecchia…). la cosa che mi stupisce, infatti, è che non ci sono grandi differenze tra le foto fatte con iso 400 e quelle con iso 100 nello stesso frangente (lungo la stessa strada, alla stessa ora): vista la diversa grana, mi aspettavo qualcosa di minimamente differente.

proverò domani a scansionare alcune stampe (oltretutto avendo chiesto il 13×19 certe foto sono croppate in maniera vergognosa, con teste, piedi, spalle e lampioni mozzati), così da cercare di rendere meglio l’idea.

nel frattempo, qualcuno sa dirmi se è una questione di stampa mediocre (su fujicolor crystal archive paper) o se il grosso dell’errore sta nella scelta di aver scattato in quelle condizioni? [b]oppure, ancora, l’esposimetro non funziona granché bene?
[/b]grazie sin d’ora a chi avrà avuto la pazienza di leggere i miei deliri 3735e happy qualità della stampa o foto fatte male?

ornella

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una rivista virtuale con contenuti "tutto nikon"

mercoledì, 15 dicembre 2010
listen it it una rivista virtuale con contenuti "tutto nikon"

Scrivo qui un interessantissimo suggerimento giuntomi dalla redazione di Tutti Fotografi:

CITAZIONE
Gentile Domenico
ho visto che oltre a www.canonclubitalia.com gestisce anche www.nikonclubitalia.com
Se lo desidera posso mettere a disposizione degli utenti una rivista virtuale che abbiamo realizzato con contenuti “tutto nikon”
Si va da test di reflex e obiettivi che sul nostro sito sono a pagamento, a porfolio di fotografi che usano materiale Nikon.
Cordiali saluti, paolo

http://www.nikonclubitalia.com/forum/index.php?act=attach&type=post&id=55181

CLICCA QUI PER SFOGLIARLA VIRTUALMENTE: http://multimedia.fotografia.it/flippingbo…ikon/index.html

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passeggiando per l’Appia Antica

domenica, 21 novembre 2010
listen it it passeggiando per lAppia Antica

Sto seguendo un corso base di fotografia e fra le altre cose era prevista un’uscita fotografica.

Ho fatto un po’ di post produzione sia per cimentarmi sull’argomento che per recuperare agli errori (tanti) che ho trovato negli scatti.

Aspetto critiche e consigli

2a408 happy passeggiando per lAppia Antica

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Card Reader

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Card Reader

Ciao a tutti volevo chiedere un consiglio:
Avendo Nikon ho scelto schede di memoria Lexar Professional; purtroppo ho un card reader “sfigato” che oltre ad vecchio e lento, ha bisogno di installare un driver in ogni pc in cui tento di collegarlo, sia Windows XP che Vista e 7. Mi secca portarmelo sempre assieme al lettore e cercavo uno che fosse riconosciuto automaticamente anche da XP come la maggior parte.

Vorrei prendere questo:
Lexar Professional UDMA USB 2.0 Card Reader
Mi sembra semplice e veloce, ma mi chiedevo se il fatto di supportare UDMA per le CF necessiti dell’installazione di un driver, in tal caso ne starei alla larga e proverei questo:
Lexar Multi-Card 24-in-1 USB Reader

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