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Articoli marcati con tag ‘valore’

Valore Nikon d5000?

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Valore Nikon d5000?

Salve a tutti, questo è il mio primo post in questo forum che però seguo da mesi b7cef biggrin Valore Nikon d5000?
Spero di non aver sbagliato posto per chiedere una domanda del genere.

In poche parole volevo sapere quanto posso chiedere per una D5000 (solo corpo) con ancora 2 anni di garanzia Nital?
Grazie mille

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Sony e Adobe nel mirino di Apple? Ieri sono circolate alcune voci secondo

domenica, 8 maggio 2011
listen it it Sony e Adobe nel mirino di Apple?  Ieri sono circolate alcune voci secondo

92486 son Sony e Adobe nel mirino di Apple?  Ieri sono circolate alcune voci secondo

da: domiad

Descrizione: Sony e Adobe nel mirino di Apple?

Ieri sono circolate alcune voci secondo le quali Apple sarebbe intenzionata ad acquisire alcune società, fra le quali Sony ed Adobe.

Apple può disporre di una liquidità pari a ben 51 miliardi di dollari e qualcuno si è chiesto come avrebbe potuto sfruttare tutto questo denaro. Sono in molti a credere che si tratti, quindi, solo di ipotesi di mercato e non ci siano trattative serie dietro.

Non vedremo quindi presto delle fotocamere Apple o un nuovo Apple Photoshop, ma alcuni titoli in borsa hanno avuto una piccola impennata di valore nel corso dello scorso pomeriggio. Certo che con tutti quei soldi le possibili acquisizioni sarebbero molte, ma voi cosa comprereste se foste al posto di Steve Jobs.

Via | Reuters

tratto da Domiad Photo Review

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‘Exchanghibition Bank’, il guerrilla banking parte dall’Olanda

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Exchanghibition Bank, il guerrilla banking parte dallOlanda

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Della serie ’sono pazzi questi olandesi’. Oggi vi voglio presentare un interessante progetto di guerrilla banking, Exchanghibition Bank, The Art of turning money into art (che suona tipo ‘La Banca della Mostrascambio, L’arte di trasformare soldi in arte).

Si tratta di un simpatica operazione, raffinata quanto irriverente. Un gruppo di artisti si chiede: in tempi di crisi finanziaria, che valore hanno a livello sociale o artistico i milioni di euro a cui vengono venduti pezzi di Hirst, Koons o Picasso? Ecco allora che si rovescia tutto il meccanismo, si costruisce uno strampalato sportello per il cambio e si invitano le persone a scambiare i loro euro per Miliardi di Euro. Questi Miliardi non sono altro che delle piccole opere d’arte: la banconota da 0 Miliardi costa 5 euro, quella da 1 Miliardo ne costa 2,5.

Insomma, un’operazione delirante e finemente concettuale, patrocinata dal governo olandese, che nell’ultima versione si è svolta alla stazione centrale di Amsterdam. C’è chi ha cercato di scambiare denaro contraffatto, chi ha cercato di aprire conti bancari, chi voleva spedire denaro all’estero.

Qui sotto potete vedervi le foto scattate da Idzard Kwadijk e gli artwork delle banconote. Sul sito di Exchanghibition Bank riassume bene lo spirito dell’iniziativa una frase di Oscar Wilde:”Quando i banchieri si riuniscono per la cena, discutono di arte. Quando gli artisti si riuniscono per la cena, discutono di soldi”.

‘Exchanghibition Bank’, il guerrilla banking parte dall’Olanda
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‘Exchanghibition Bank’, il guerrilla banking parte dall’Olanda é stato pubblicato su artsblog alle 17:23 di mercoledì 04 maggio 2011.

 Exchanghibition Bank, il guerrilla banking parte dallOlanda

 Exchanghibition Bank, il guerrilla banking parte dallOlanda

 Exchanghibition Bank, il guerrilla banking parte dallOlanda  Exchanghibition Bank, il guerrilla banking parte dallOlanda

 Exchanghibition Bank, il guerrilla banking parte dallOlanda

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Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al-Hilali

mercoledì, 27 aprile 2011
listen it it Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al Hilali

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L’unica consolazione per la madre di Kais al-Hilali, il vignettista libico di 34 anni ucciso dalle forze lealiste, è che la sua storia sta facendo il giro del mondo.

Noi ve lo avevamo presentato come uno street artist, perché si tratta di un artista che lavora in strada, ma forse la sua passione civile lo accomuna di più ai muralisti messicani. In realtà Kais è stato ucciso per la sua satira politica, da martire, da artista, da vignettista.

Molti vignettisti di tutto il mondo, tra cui il nostro Forattini, hanno voluto omaggiarlo alla loro maniera. Per lui, per disegnare, non c’erano a disposizione i fondo-colonna dei quotidiani, ma le mura agli incroci di Bengasi. La strada ha dato alla sua arte un forte valore politico e forse lo ha reso tanto, troppo visibile.

Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais-Al-Hilali

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Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al-Hilali é stato pubblicato su artsblog alle 17:25 di martedì 26 aprile 2011.

 Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al Hilali

 Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al Hilali

 Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al Hilali  Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al Hilali

 Vignettisti di tutto il mondo ricordano Kais al Hilali

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ReeDo – riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it ReeDo   riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni

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Qualche giorno fa ho scritto un post su un progetto che con mia piacevolissima sorpresa ha coinvolto i lettori del blog: tanti “I like” su Facebook e diversi commenti: ReeDo – riusare per piacere.

Eccoci dunque con un intervista a Giampaolo Proni, come si definisce lui “il docente che ha avuto la folle idea di mettere in moto tutto questo… (assieme a Fethi, per dirla tutta). Come probabilmente molti di voi ricorderanno, Reedo ha appena inaugurato una mostra-evento presso lo store di IKEA Rimini. L’intevista è l’occasione per capire cosìè e come si è sviluppato il progetto, ma anche per saperne di più sulla mostra che ha riscosso un notevole successo, tanto che l’esposizione si è protratta fino a mercoledì 30 marzo.

Detto questo, vi lascio alle parole di Giampaolo e faccio i miei migliori auguri al team per le prossime azioni di cui li vedremo protagonisti. Vi invito infine a dare un occhio alla pagina dedicata allo staff: dà un idea molto concreta e tangibile di quanto ReeDo sia riuscito a coinvolgere realmente gli studenti ed è un valore enorme.

- Reedo. Come nasce e come si sviluppa l’idea. Partiamo dal nome, ci sembra interessante.

E’ stato un lavoro di creazione collettiva e quasi tutto fatto in rete, usando il nostro strumento di lavoro, la piattaforma open source Moodle. Siamo partiti dal concept, e abbiamo fatto un brain storming tras tutti: docenti e studenti del workshop. Il concetto era ri-uso, ma anche valore estetico, perché facciamo moda, e un certo aspetto ludico. Ognuno proponeva dei nomi, e poi alla fine ognuno ha votato. E’ il metodo che seguo sempre e funziona. “ReeDo. Riusare per piacere” ha vinto con grande distacco. Pensa che ReeDo ha un significato anche in cinese! Abbiamo sempre un gruppo di studenti cinesi nella nostra classe alla Magistrale in Moda.

[Continua dopo il salto …]
Mostra ReeDo presso lo store di IKEA Rimini
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- I ragazzi sembrano i veri protagonisti del progetto: mi incuriosisce sia la loro risposta sia quella delle istituzioni. Non è banale riuscire a portare una lezione “fuori” dall’aula: come ci siete riusciti?

Non è stato veramente difficile. I colleghi mi guardano come uno un po’ strano, ma la moda è un ambito nel quale la creatività è un obbligo, e comunque siamo una comunità abbastanza unita. Anche se insegniamo materie diverse, che vanno dalla Letteratura al design, dalla storia della moda all’organizzazione delle imprese.

- Parliamo di Reedo a IKEA. So che è difficilissimo convincere il cosso svedese a ospitare un evento: ci racconti come è andata?

Anche qui è andata con molta semplicità. Avevamo conosciuto Chiara Farneti, che si occupa del sociale per il negozio di Rimini, ad Ambiente Festival, e l’abbiamo contattata per sapere se IKEA voleva collaborare con noi per il workshop Designing the Sense 2011. Hanno accettato e così è nato ReeDo@IKEA. Abbiamo lavorato molto bene, con persone giovani e molto valide. Tra parentesi, Ambiente Festival probabilmente non si farà più perché Andrea Zanzini, l’assessore del Comune di Rimini che lo curava, è stato messo fuori dalla giunta. Avevamo collborato bene con lui. Pare che quando un politico è valido debba essere scaricato!

- La mostra ha riscosso successo: per chi non ci è stato, ci vuoi parlare delle due installazioni principali?

La prima, Tautology, era una capsule collection curata da ReeDo Couture, il team di sartoria del ri-uso coordinato da Cristiana Curreli, e aveva come vincolo di progetto l’uso (il ri-uso) di tessuti IKEA. Il tema scelto era appunto la tautologia come ridondanza, ripetizione. Hanno fatto dei lavori fantastici: c’è un paio di calzoni veramente splendido! Durante la performance, le ragazze indossavano dei capi finiti e nello stesso tempo terminavano altri capi. In diretta davanti al pubblico. Anche le loro ‘divise’ sono state create da loro stesse.
La seconda, BodyPlane, coordinata da Fethi Atakol, il direttore artistico del Workshop, sviluppava il rapporto tra un piano, un pannello bianco di 1m x 2, il corpo umano e alcuni oggetti IKEA. I corpi dei ragazzi e delle ragazze attraversano il pannello e creano delle scene con prodotti IKEA, su diversi temi. Una serie di questi pannelli poteva essere interpretata dal pubblico e le foto venivano fatte da noi e poi postate sul web.
Il gioco è rendere umano, divertente, un prodotto che oggi è il vero pop, non più il pop di Warhol della zuppa Campbell ma quello del design funzionale svedese. Credo che la simpatia italiana abbia contaminato bene la democratica e razionale forma scandinava.

ReeDo – riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni é stato pubblicato su artsblog alle 11:27 di martedì 05 aprile 2011.

 ReeDo   riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni

 ReeDo   riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni

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 ReeDo   riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni

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‘Come vendere un Banksy’

sabato, 29 gennaio 2011
listen it it Come vendere un Banksy

Le stampe di Banksy vengono vendute per migliaia di euro, per non parlare degli originali. Per andare contro l’establishment dell’arte (critici, case d’asta, gallerie e collezionisti), due registi (buontemponi e molto cinci) hanno creato il progetto “Come vendere un Banksy“, di cui vedete qui sopra il trailer.

Un documentario di prossima uscita che solleva questioni circa la proprietà dell’arte urbana e la presenza dell’autenticazione della firma. Un gruppo di persone rimuove un famoso poster di Banksy dal lato di un cavalcavia e lo ricompone, esibendolo ad una mostra. Chi è disposto a pagare per questo pezzo? Ci sono molte persone interessate, si prendono contatti con degli acquirenti giapponesi, il pezzo viene esposto e qualcuno sostiene possa valere intorno ai 30.000 euro.

Ecco una docu-comedy, che parte da un crimine, da un furto non punibile per legge (rimuovere e rubare street art) ed arriva a farci riflettere sul vero valore dell’arte stessa, che, se ci pensiamo, è nelle mani di chi fornisce certificati di autenticazione.

‘Come vendere un Banksy’ é stato pubblicato su artsblog alle 13:29 di sabato 29 gennaio 2011.

 Come vendere un Banksy

 Come vendere un Banksy

 Come vendere un Banksy  Come vendere un Banksy

 Come vendere un Banksy

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Torna in Francia un Degas rubato

domenica, 23 gennaio 2011
listen it it Torna in Francia un Degas rubato

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Torna in Francia dopo 37 anni Des Blanchisseuses Souffrant Dents (Le lavandaie soffrono di mal di denti), un dipinto di Edgar Degas del 1870, che era stato rubato da un museo in Normandia nel lontano 1973. Lo scorso ottobre, dopo un lungo periodo di dimenticanza, il quadro aveva fatto la sua ricomparsa nel catalogo di Sotheby’s.

Pur trattandosi di un lavoro di poche decine di centimetri (valore che oscilla tra i 200 e i 300mila euro), i francesi ci tenevano a recuperarlo, data la relativa scarsità di dipinti di Degas oltralpe. “Ai tempi in cui il maestro impressionista lavorava, la sua pittura era forse considerata troppo moderna”, ha dichiarato Francois Rivasseau, ambasciatore francese negli Stati Uniti. “Così troverete più Degas negli Stati Uniti che da noi“.

L’attuale proprietario, che dice di aver ereditato il quadro dal padre e di aver agito in ‘buona fede’, rischierebbe fino a 20 anni di carcere secondo la legge americana, ma verrà processato in Francia.

Torna in Francia un Degas rubato
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Torna in Francia un Degas rubato é stato pubblicato su artsblog alle 14:49 di sabato 22 gennaio 2011.

 Torna in Francia un Degas rubato

 Torna in Francia un Degas rubato

 Torna in Francia un Degas rubato  Torna in Francia un Degas rubato

 Torna in Francia un Degas rubato

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GeoTagging all’italiana: intervista a Fabrizio Bartolomucci

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it GeoTagging allitaliana: intervista a Fabrizio Bartolomucci

5e7b5 Schermata20110119a22.25.49 GeoTagging allitaliana: intervista a Fabrizio Bartolomucci

Come avrete sicuramente notato, da qualche tempo abbiamo iniziato a dar voce diretta agli sviluppatori attraverso le interviste. Ogni giorno riceviamo parecchie segnalazioni di applicazioni per iOS e OS X e tra queste selezioniamo quelle più interessanti.

L’obiettivo di queste interviste è quello di condividere il dietro le quinte dello sviluppo per iOS con voi lettori. Ogni sviluppatore ha una sua storia, un suo background, una serie di ragioni che lo hanno spinto a misurarsi. Noi di melablog crediamo nel valore di questo background ed è per questo che con grande curiosità vi proponiamo le storie di questi sviluppatori.

Questa volta abbiamo scelto l’applicazione sviluppata da Fabrizio Bartolomucci. Si chiama Virtual Tags e l’idea di fondo è molto affascinante: permette di lasciare messaggi virtuali nello spazio circostante. Ma lasciamo la parola a Fabrizio.

Ciao Fabrizio, spiegaci che cosa fa la tua applicazione.

L’applicazione permette di scrivere messaggi dove si vuole che saranno poi visualizzati come nuvolette sospese nel luogo dove sono state lasciate. L’uso semplice ne amplifica al massimo l’utilizzo al modo di quanto sia possibile con mezzi reali, tuttavia estendendo questa possibilità a luoghi dove ciò non è possibile, vietato o semplicemente inopportuno.

L’idea alla base della tua applicazione mi ha molto colpito: cosa ha ispirato la realizzazione di un’applicazione di questo tipo?

Mi hanno già posto questa domanda, ma sinceramente non ricordo esattamente. Posso solo citare di aver commissionato un’applicazione sul tipo “caccia al tesoro” basata su GPS ad una società anglo-indiana in estate che tuttavia dopo aver ricevuto l’acconto e spedito un prototipo non funzionante si è dileguata: cosa che mi ha spinto a prendere lo sviluppo nelle mie mani e ad aggiungere il linguaggio Objective-C al novero di quelli con i quali posso lavorare. Molto utile a questo proposito un corso che ho seguito presso la Medita di Roma tenuto da tre insegnanti macedoni.

Da diverso tempo “realtà aumentata” e “geo-tagging” sono presentate come rivoluzioni epocali destinate a cambiare le abitudini degli utenti. Malgrado diversi tentativi, anche di grande impatto, pare che stentino a conquistarsi una propria nicchia di applicabilità. Tu cosa ne pensi?

Penso che occorra che le applicazioni siano tolleranti data la precisione attuale degli strumenti di localizzazione soprattutto quando non è possibile triangolare sulle antenne telefoniche. Quindi le applicazioni che consentono di trovare il classico ago nel pagliaio come la propria auto in un mega parcheggio sono preferibilmente sostituite dall’annotare la posizione in base alle indicazioni del parcheggio.

Diverso il caso di applicazioni come Virtual Tags per la quale pochi metri di distanza dal luogo di riferimento fanno poca differenza per l’utente.
C’è ovviamente il problema sociale che riguarda questo tipo di applicazioni di trovarsi a girare intorno a se guardando il telefonino, ma era anche imbarazzante “parlare da soli” ai tempi dei primi microfoni bluetooth e quindi penso anche questo comportamento sarà entro breve tempo “assorbito”. Ovvio che quando saranno messi in circolazione occhiali “aumentati” sarà tutto diverso. Allora si potranno vedere le nuvolette da una parte, i risultati sportivi guardando in basso, le previsioni del tempo in alto, il menu sovrapposto al ristorante e gli interessi di una persona scritti sopra di essa.
Una cosa simile è già in esercizio per i piloti militari.

Hai già esperienze come sviluppatore per altre piattaforma mobili, oppure iOS è la prima?

E’ la prima; sono laureato in Scienze dell’Informazione a Pisa e finora ho lavorato solo su piattaforme desktop prevalentemente in ambiente Windows, nonostante sia un appassionato della piattaforma Mac praticamente dai tempi della tesi di laurea: scritta sul Mac Classic del relatore.

Come ti sembra lo sviluppo per iOS?

Gli strumenti di sviluppo di Xcode sono molto potenti, anche se purtroppo non del tutto robusti. A volte mi è capitato di avere un comportamento inaspettato, recuperare dal backup un versione precedente, riportare tutti i cambiamenti ed avere tutto che tornava a funzionare, oppure abbandonare una finestra “infestata” e dover ripartire da capo. Quello che posso consigliare agli sviluppatori è di affiancare un affidabile sistema di backup al quale occorrerà ricorrere con una certa frequenza, soprattutto per l’appunto in relazione all’Interface Builder la vera spina nel fianco degli sviluppatori, tuttavia inevitabile se si vuole godere degli automatismi del supporto.

Lo sviluppo è stato condotto autonomamente nei tre mesi di prevalente cassa integrazione dalla mia occupazione abituale dal settembre al novembre dello scorso anno, compreso l’apprendimento della piattaforma. La grafica e la musica sono stati curati da collaboratori riportati nel sito web. E’ prevista una breve revisione del supporto musicale a cura di una giovane musicista romana. Ringrazio naturalmente gli utenti del forum di sviluppo della Apple che sono davvero impagabili.

Lo spunto l’ho preso prevalentemente dall’applicazione “abortita” già citata, il cui spunto, a sua volta, deriva dalla statua di Pasquino a Roma – forse essa può in definitiva essere stata di ispirazione a questa stessa applicazione.

Prevedi di migliorare l’aspetto grafico dell’applicazione?

Sinceramente al momento non vedo cosa potrei fare di diverso: naturalmente valuterò con attenzione i suggerimenti che riceverò dagli utenti.

La tua applicazione è online da poche settimane: ti sei prefisso dei traguardi precisi in merito al numero di download?

Sto promuovendo l’applicazione in modo molto attivo, non solo per l’aspetto economico, quanto per l’effetto virtuoso che, secondo me, potrebbe avere sulle possibilità di comunicazione della società e la riscoperta degli spazi fisici per superare l’ineffabile immaterialità dei social network tradizionali, che appaiono ovunque nello stesso modo e spingono quindi gli utenti a farsi utilizzare come finestre sulla vita, quando Virtual Tags invita gli utenti piuttosto all’esplorazione fisica del territorio con la sua variabilità a distanza di pochi metri. Avere aspettative sarebbe solo fonte di delusioni. Sono convinto di aver fatto un buon lavoro e lo faccio sapere: poi toccherà ad altri farsi sedurre.

Qualche tempo fa, anche qui su melablog, abbiamo affrontato il tema della censura che Apple esercita sulle applicazioni di App Store. Qual è stata la tua esperienza? In quanto tempo hanno accettato la tua applicazione?

Circa tre settimane. Non mi lamento, hanno anche avuto modo di individuare alcuni malfunzionamenti non riscontrati nella fase di beta-test e così corretti prima della messa in commercio. In generale mi trovo d’accordo con i criteri di qualità della Apple che garantiscono che non vengano introdotte applicazioni che possano accedere e diffondere dati riservati o produrre attacchi del tipo man-in-the-middle. Mi trovo leggermente meno d’accordo sull’esclusione delle applicazioni Flash e di quelle a tema sessuale. Del resto è in atto un’adeguata classificazione delle applicazioni che garantisce che applicazioni non adeguate cadano nelle mani di coloro ai quali dovrebbero essere precluse.

In base a quali criteri hai fissato il prezzo della tua app? Dopo quanti download pensi di coprire i costi di sviluppo?

L’idea di base era stata quella di valutarla al minimo per favorirne una diffusione capillare, ma poi ho seguito il consiglio di Paperon de’ Paperoni secondo il quale per favorire le vendite è opportuno aumentare i prezzi piuttosto che diminuirli e quindi l’ho portata nella seconda fascia. Ho ragionato che avere sul proprio iPhone delle applicazioni rappresenta già un costo molto sensibile in termini di spazio di memoria occupata ed ha poco senso vendere un’applicazione ad un costo paragonabile a quello dello spazio occupato nella memoria dell’iPhone. Esemplifico: se un iPhone di € 600,00 ha 16GB, questo significa che un’applicazione di 16MB costa € 0,60 solo di spazio di memoria. L’utente è quindi fortemente stimolato a disinstallarla presto rinunciando all’investimento per recuperare spazio; per questo tra l’altro vedo con sfavore le applicazioni gratuite che ignorano per l’appunto le limitate capacità di memoria di un dispositivo mobile ed il relativo costo intrinseco, al quale spesso si aggiunge l’onere dovuto alle presenze pubblicitarie. Così ignorando la differenza tra i dispositivi mobili ed i siti web e la diversa curva nella crescita delle relative possibilità di memoria; particolarmente significativo il fatto che l’iPhone 4 è uscito dopo due anni con la stessa memoria massima della generazione precedente. Comunque Virtual Tags pesa 8MB e quindi costa “solo” € 0,30 come occupazione di memoria: meno nel modello iPhone da 32GB. E’ difficile stimare il costo di sviluppo in quanto ci sono molti costi indispensabili per lo sviluppo, ma che non si esauriscono con lo stesso. Gli unici costi focalizzati sono stati quelli per la grafica, i testi e la promozione.

Dimmi i nomi di 5 app che più ti hanno colpito in App Store?

myPantone è semplicemente splendido, nonostante il costo. Ho utilizzato i suoi straordinari strumenti di accostamento cromatico per stabilire le tinte della seconda finestra dell’applicazione sulla base di una foto di tramonto da me scattata nel castello di Heidelberg in Germania. Poi certo Star Walk e le sue possibilità di vedere il cielo stellato sul proprio schermo. Altre applicazioni che trovo molto utili sono i traduttori: ottimo il Collins Inglese-Tedesco. Tra i giochi certo Flight Control che consente di trascorrere simpatici momenti di distrazione e Asphlat 5 con il quale a volte ci si entusiasma a buttare fuori strada le macchine della polizia, imparando presto tuttavia che così facendo si perde…

Grazie mille per questa intervista.

Prego, è stato un piacere.

GeoTagging all’italiana: intervista a Fabrizio Bartolomucci é stato pubblicato su Melablog.it alle 10:00 di giovedì 20 gennaio 2011.

 GeoTagging allitaliana: intervista a Fabrizio Bartolomucci

 GeoTagging allitaliana: intervista a Fabrizio Bartolomucci

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Apple festeggia i 10 miliardi di app scaricate con un concorso

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it Apple festeggia i 10 miliardi di app scaricate con un concorso

5b001 itunesappstore10billion Apple festeggia i 10 miliardi di app scaricate con un concorso

L’App Store sta per raggiungere il ragguardevole traguardo di 10 miliardi di applicazioni scaricate da quando è stato aperto al pubblico nel luglio del 2008.

Per festeggiare l’evento Apple regalerà una Gift Card del valore di 10.000 $, circa 7.500 €, a chi riuscirà a scaricare la decimiliardesima applicazione.

Sul sito istituzionale di Apple è stata predisposta una pagina che mostra il contatore che segna il rapido avvicinamento alla fatidica cifra.

E’ possibile partecipare al concorso anche senza scaricare applicazioni, semplicemente compilando l’apposito form, fino ad un massimo di 25 volte al giorno. Buona fortuna.

Apple festeggia i 10 miliardi di app scaricate con un concorso é stato pubblicato su Melablog.it alle 22:00 di venerdì 14 gennaio 2011.

 Apple festeggia i 10 miliardi di app scaricate con un concorso

 Apple festeggia i 10 miliardi di app scaricate con un concorso

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Dubbi visualizzazione nel mirino e liveview

mercoledì, 8 dicembre 2010
listen it it Dubbi visualizzazione nel mirino e liveview

Ciao boys,
ho da 2settimane la D3100 e sono strafelice perchè è una cannonata dato che vengo da una canon powershot del 2006 28359 biggrin Dubbi visualizzazione nel mirino e liveview

comunque il dubbio è questo:
nella compattina in base al settaggio dei parametri in Manuale vedevo un’anteprima di come veniva la foto tramite liveview e poi scattavo.

mentre con la D3100 modificando tempi/diaframma/esposizione/iso non cambia nulla sia vedendo la scena dal mirino sia dal liveview…cambia solo il “valore” dell’esposimetro.

cosa devo attivare per avere un’anteprima della foto??

spero di essermi spiegato. grazie a tutti

Fonte Google News

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Foto con SB-25

martedì, 7 dicembre 2010
listen it it Foto con SB 25

Ciao, dovrei fotografare in un ristorante il compleanno di mio nipote, ho un SB-25 che userò in A. Vorrei sapere se posso lasciare impostato il diaframma sia del flash che della macchina allo stesso valore e anche gli ISO fissi in modo da non dover regolare sempre i parametri magari mantenendo sempre la focale a 18mm, ho un sigma 18-50 f/2.8.Faccio questa domanda perchè tempo fa ho visto un fotografo che scattava al ristorante proprio con una D300s e flash, non toccando mai i parametri, grz.

Fonte Google News

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Aiuto per bilanciare il bianco con faretti in casa

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it Aiuto per bilanciare il bianco con faretti in casa

ciao a tutti,
volendo fare degli scatti in casa e non avendo molta attrezzatura a disposizione avrei bisogno di alcuni consigli…

volevo creare uno sfondo bianco usando un lenzuolo, ho a disposizione un faretto che ho montato su un cavalletto…la lampada originale è da 1000w 3400k (r7s)…accecante!…ho preso una lampada da 200w 3000k, mi procurerò un pannello di polistirolo o altro per riflettere la luce…

il mio dubbio è questo…visto che la luce da 3000k è troppo calda, posso impostare la macchina su una temperatura diversa senza dover ricorrere alla post produzione?

devo impostare 3000k oppure un valore maggiore?

l’alternativa è procurarmi un softbox su ebay e utilizzare una lampada da 5000k…

il soggetto da fotografare è la mia figlioletta di pochi mesi, ecco perchè ho scartato la lampada da 1000w…esagerata per una stanza d’appartamento

Fonte Google News

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