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Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

93fc9 sculturepixellegno Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

Shawn Smith è un artista di Dallas classe 1972, il suo lavoro è una continua tensione tra il mondo digitale e quello reale. E soprattutto gli preme la percezione che abbiamo della natura attraverso la tecnologia, perchè quando noi vediamo la natura in uno schermo, in realtà stiamo vedendo tanti pixel che la riproducono.

Di solito Smith individua le immagini di animali e oggetti naturali in internet e poi li ricrea attraverso le sue sculture tridimensionali, il nome di queste produzioni è infatti “Re-Things”; attraverso la riproduzione di pixel in tre dimensioni, si può finalmente captare l’identità del soggetto.

Attraverso la pixelizzazione il colore viene distillato e certe componenti infinitesimali si perdono, contribuendo così a definire un immagine vagamente astratta; il processo di costruzione diventa allora una sorta di alchimia in cui i materiali di recupero definiscono l’immagine, casella dopo casella, interpretati dal lavoro manuale dell’artista.

Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith é stato pubblicato su artsblog alle 08:30 di venerdì 20 maggio 2011.

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith  Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

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Passaggio a reflex digitale

giovedì, 7 aprile 2011
listen it it Passaggio a reflex digitale

Buonasera a tutti, è da tempo che vorrei acquistare un corpo macchina reflex digitale, ma non riesco a trovare le risposte alle mie domande.
Le mie domande sono :

Io possiedo da tanti anni una NiKon F3, con alcune ottiche di pregio, qualcuno dirà la domanda quale è. Eccola, quale corpo macchina digitale mi permette di utilizzare le mie vecchie ottiche, alle quali non vorrei rinunciare.
MI potete dire da che modello devo partire e a quale posso arrivare.
Ringrazio anticipatamente per l’aiuto che tutti voi mi darete, per togliermi qualsiasi dubbio, e poter acquistare con tranquillità la mia nuova macchina.
Grazie Luigi

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Sigma 150-500mm… a me piace !

lunedì, 4 aprile 2011
listen it it Sigma 150 500mm... a me piace !

Ebbene sì, ho acquistato dopo tanti tentennamenti un vero tele.

Avevo il 55-300 ma volevo qualcosa che mi avvicinasse di più. Specie per fotografare gli animali in montagna.

Ho dunque preso il 150-500 di Sigma, con l’intesa con il negoziante che entro 10 gg se lo tengo religiosamente (come di solito faccio con il materiale) me lo cambia con il 120-400.
Questo perchè avevo letto che la resa ottica era più scarsa rispetto al 120-400.

Ho fatto qualche scatto e devo dire che a me piace.

La messa a fuoco in condizioni di luce buona è rapida e precisa. Invece è difficile quando la luce cala.
Altra cosa che ho notato: se il soggetto è molto distante, e intendo proprio tanto distante (anche 300/400m) allora la messa a fuoco è meno precisa e il risultato un filo meno definito.

Devo ancora provarlo bene, ma a 500mm se la cava bene. Certo non sarà professionale, ma costa anche una frazione delle lenti professionali.

Buono lo stabilizzatore, se non si scende sotto 1/500 (di giorno scatto a 200 o 400 iso) le immagini risultano nitide nella gran parte dei casi.

La lente di per sè è ben rifinita a mio avviso. Solida, senza nessun gioco e ben rivestita.

Morale, a me piace per ora.

Chi altri lo possiede ? O chi possiede il 120-400 ? Sono curioso di sentirVi.

Ecco un esempio con il 500mm. La chiesetta è a 300m in linea d’aria da casa.

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D5000 qualcosa no mi convince

lunedì, 14 marzo 2011
listen it it D5000 qualcosa no mi convince

Da pochi giorni possiedo una nikon d5000, dopo tanti anni di esperienza con una canon ae1. Mi sono accorto che guardando sul visore della d5000 prima di mettere a fuoco, noto un quadratino di colore rosso al centro, diventa poi verde nel momento che la macchina elabora la messa a fuoco. Tutto questo accade con il selettore in posizione; P,S,A,M e in SCENE. In posizione AUTO il quadratino rosso non si vede. Vi chiedo se tutto questo sia normale.
Premetto che ieri mattina la macchina si è comportata in modo anomalo. Ad un certo punto volendo rivedere i fotogrammi esposti, non mi dava la possibilità di farlo. Ancora, dopo aver inquadrato quello che dovevo fotografare pigiando il tasto di scatto a metà corsa per la messa a fuoco, questa non avveniva. La batteria era carica, la cosa che ho fatto, ho fatto il reset e i problemi pare siano spariti. Ma ho sempre il dubbio che qualcosa non vada bene. Penso a quel quadratino rosso, che i primi giorni non avevo notato. Che ne pensate? E il caso di mandarla in assistenza, oppure è nella normalità?
Un saluto aspetto i vostri consigli.

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dubbio amletico su lente principale. nikkor sigma o tamron?

sabato, 5 marzo 2011
listen it it dubbio amletico su lente principale. nikkor sigma o tamron?

Buongiorno, vorrei comprarmi una lente principale che possa permettermi il salto di qualità dal classico 18-55.
girovagando qua e là sarei arrivato già di mio a qualche conclusione, ma ora la parte più difficile…
non avendo mai provando nessuno dei tre, qualcuno sa farmi un confronto (meglio se con esperienza) tra questi modelli?

nikkor 35-70 f/2.8
Sigma 24-70mm F2.8 EX DG Macro (e poi… hsm o non hsm?? ci sono tanti euro di differenza)
tamron 28-75 Di aspherical

vorrei sapere più che altro le differenze di qualità fotografica e i rapporti qualità prezzo. secondo photozone il sigma spacca alla grande.. ma ho letto molti pareri contrastanti.
Mi orienterei comunque su un articolo usato, così da smussare un po’ la spesa.

grazie mille a tutti, ogni parola sarà di grandissimo aiuto!

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15000 scatti per una D80 sono tanti?

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it 15000 scatti per una D80 sono tanti?

Comprereste una D80 usata di 2 anni con 15000 scatti?
Un caro amico (neofita) mi ha fatto questa domanda. Francamente non saprei. La mia D80 ne ha poco più di 3000.
Sono tanti 15000 scatti?
Qual’è la vita media di una reflex digitale Nikon in numero di scatti?
Grazie a chi vorrà aiutarmi.

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365: i self di Alex Stoddard

martedì, 18 gennaio 2011
listen it it 365: i self di Alex Stoddard

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Per guardarsi da tanti punti di vista diversi, o solo per vedersi meglio, per cercare quello che ci sfugge e magari scovare l’insospettabile, gli autoritratti rimangono un laboratorio d’esplorazione, analisi e scoperta, estremamente proficuo e illuminante.

Per tutte queste stesse ragioni e forse anche per altre, spogliandosi di ruoli e maschere, o indossandone altri funzionali ad una dimensione di volta in volta fantastica, ironica, onirica, a tratti anche surreale, Alex Stoddard ha deciso di mettersi alla prova con 365 self e altrettanti ruoli e situazioni.

Il fotografo in erba ancora diciassettenne ha decido di concedersi un anno davanti e dietro l’obiettivo, per sondare personalità e attitudini insieme al suo rapporto ancora acerbo con il linguaggio fotografico, che comunque a giudicare dei primi risultati sembra partire da basi promettenti.

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Per farvi un’idea potete sbirciare qualche self nella gallery, e quelli che trovate sul Flickr del giovanissimo fotografo americano, che da Jacksonville (Florida) si è trasferito in Georgia con la sua famiglia numerosa, senza la quale probabilmente sarebbe dura assecondare questa sua passione e ‘la messa in scena’ che richiede.

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365: i self di Alex Stoddard é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di martedì 18 gennaio 2011.

 365: i self di Alex Stoddard

 365: i self di Alex Stoddard

 365: i self di Alex Stoddard  365: i self di Alex Stoddard

 365: i self di Alex Stoddard

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

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Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

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Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

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Nikon d40x sostituzione vetrino

mercoledì, 1 dicembre 2010
listen it it Nikon d40x sostituzione vetrino

Ciao a tutti
come da titolo mi tocca cambiare il vetrino della mia d40x, in pratica qualche tempo fà avevo fatto la genialata di pulirlo con un panno, come ho anche letto su vari forum si graffia come niente e infatti è successo e non lo sapevo.
Ora mi tocca cambiarlo, ma dove lo trovo?
Sono appena stato dal mio fotografo, lui la manderebbe in riparazione a Torino (Nikon) ma non la vedrei in non meno di 2 mesi e mi scoccia abbastanza.
Ho letto di qualcuno che l’ha fatto da se, con pinze e tutto.
Ma dove potrei trovarlo questo vetrino con tutto il neccessario per montarlo??
Mandatemi anche mp vi ringrazio tantissimo.

Poi è normale che la “molletta” che lo blocca non resta più in sede?

Dove sto sbagliando ancora? 7f7c7 mellow Nikon d40x sostituzione vetrino

Grazie a tutti

Alex

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Grandangolo per nikon d3000

martedì, 30 novembre 2010
listen it it Grandangolo per nikon d3000

Ciao ragazzi, sono in possesso di una nikon d3000 con il kit 18-55 VR /55-200 VR e vorrei comprare un buon grandangolo dato che me ne sono innamorato ( ho provato per un fine settimana un sigma 10-20)….e mi ha fatto divertire tantissimo…
Naturalmente deve essere motorizzato non avendo un motore interno 0f7d1 dry Grandangolo per nikon d3000
Le mie idee sono appunto questo sigma 10-20 ex dc hsm, e poi ho visto anche un tokina 12-24 o tamron 10-20….
Secondo voi qual’è il migliore in termini di qualità/ prezzo?
Vorrei un’ottica che mi permetta di fare delle foto Wide, se cosi di dice, che mi dia molta profondità! 0f7d1 biggrin Grandangolo per nikon d3000 Scusate l’ignoranza 0f7d1 biggrin Grandangolo per nikon d3000

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chiedo consiglio. da D60 a…?

lunedì, 29 novembre 2010
listen it it chiedo consiglio. da D60 a...?

Salve a tutti ragazzi, torno a scrivervi per chiedervi un consiglio, ora che è uscita la nuova d7000.
Ho una D60 con 18-55, un 50 ino f 1.8 (manual focus su d60) e un sigma 10-20 hsm.
Voglio cambiare il corpo macchina, per tanti motivi, tra i più significativi assenza di motore interno, resa scarsa ad alti iso, una sola ghiera tempi e diaframmi, ecc..
Scartando l’ipotesi d300s (troppo pesante per me che uso la macchina in giro, gite fuori porta o comunque mentre cammino. E dato che ha lo stesso sensore della d90), avrei valutato.

-d90 nuova (la trovo a 600 euro, garanzia europea)
-d7000 nuova (1000 euro, stessa garanzia)

Che mi consigliereste?
da una parte, ho provato la d90, stupenda macchina. ma del 2008, inizia ad esser vecchia per un acquisto? certo il prezzo è buono e con quello che risparmio ci prenderei un’ottica tipo il sigma 24-70 f2.8 o simili, magari utilizzabili fra 10 anni su FF icon wink chiedo consiglio. da D60 a...?
Dall’altra parte la d7000, mi attira la messa fuoco, sarà sicuramente migliore, più precisa e veloce. scatta fino a 25600 iso, per gli interni mi alletta molto. sensore nuovo..expeed2..insomma cambia la musica..però costicchia. quanto ci mette a calar di prezzo??? icon smile chiedo consiglio. da D60 a...?

Voi che fareste? anche in base ai test che avete visto? grazie mille a chi vorrà rispondermi, un caro saluto a tutti!

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consigli(atemi)

mercoledì, 24 novembre 2010
listen it it consigli(atemi)

ciao a tutti, sto finalmente prendendo la decisione di passare (anche)al digitale, affiancando alla mia adorata nikon analogica una reflex digitale…
qualche tempo fa ho preso una scatola e c’ho scritto fuori “d300s” (dopo tanti mesi passati su forum e blog a farmi un’idea di quale macchina comprare) e ho cominciato a metterci dentor un euro al giorno…tanto per rendere l’idea.
ora che ci sono quasi salta fuori la nikon d7000…ho per le mani un’offerta di una d300s usata (5000 scatti con garanzia ancora attiva per due anni NITAL) a 750 euro solo corpo…sono molto indecisa se attendere ancora un po’ e raggiungere la cifra giusta per la d7000 o prendere al volo la d300s.
aiuto!
confido in voi “smanettoni” esperti…
vi ringrazio in anticipo
martina

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