martedì, 16 novembre 2010

Come ogni anno Thom Hogan ha pubblicato i suoi pensieri su quello che succederà nel 2011. Potete anche controllare quanto di quello che aveva previsto per il 2010 si è effettivamente avverato.
Quel che sicuramente vedremo nel 2011 saranno le reflex full frame che sono mancate quest’anno. Prima di entrare nel dettaglio vi proponiamo le liste dello stato dei vari marchi.
Canon
Sembra che Canon non si stia rendendo conto del mercato che le cambia attorno. Infatti continua a riproporre la medesima strategia del passato: più megapixel, aggiunta del video, ma la stessa reflex. Non si vede molta innovazione, mentre le altre aziende si stanno accapigliando sugli ultimi ritrovati della tecnica a partire dai sistemi di messa a fuoco a quelli di metering.
Nel 2011 sicuramente vedremo arrivare la Canon 1Ds mark IV con una risoluzione di 32 megapixel ed una Canon 5D Mark III che spingerà ancora molto nel segmento video per ripetere il successo della precedente. Oltre a questo non c’è molto all’orizzonte. Non si parla assolutamente di sistemi tipo evil e la risoluzione sulle APS-C è già arrivata al massimo possibile. Per invogliare nuovi utenti a scegliere Canon è necessario rivedere la strategia e proporre qualcosa di innovativo.
Nikon
Il 2010 per Nikon è stato un’ottima annata con crescita sotto ogni punto di vista ed un po’ di innovazione. Sembra, inoltre, che la dirigenza si renda conto che bisogna avere una politica diversa dal “more pixels, more video”.
Il 2011 potrebbe essere una grande annata per Nikon che inevitabilmente annuncerà D800, D400 e D4. Sarà interessante vedere come verranno ricevute dal mercato nei confronti degli analoghi modelli di Canon.
Sony
Sony quest’anno è partita per la tangente proponendo due sistemi innovativi: Nex e SLT. La loro politica con le reflex tradizionali non si è rivelata un successo, ma con questa mossa rischiosa possono riuscire ad ottenere ampie fette di mercato. Ammesso che mantengano tutte le promesse per il futuro.
Sicuramente arriverà la reflex che prenderà il posto della A700 con qualche interessante caratteristica, ma è poco probabile che possa essere al livello della concorrenza di CaNikon e di ottenere grandi fette di mercato. C’è la possibilità che abbia un sensore da 24 megapixel, ma non sono molti gli obiettivi di Sony ad essere nitidi con una simile risoluzione. Nel 2011 potrebbero arrivarne 5 nuovi, fra cui anche il 200mm. Non mancheranno nuove evil e nuovi obiettivi anche per i nuovi sistemi.
Olympus così come Sony sta scommettendo su un sistema diverso dalle reflex tradizionali decidendo di abbandonare il 4/3. A differenza di Sony oltre a produrre obiettivi per il micro quattro terzi i suoi utenti potranno utilizzare nativamente anche quelle prodotte dagli altri marchi del consorzio. Una carta che potrebbe essere vincente.
Nel 2011 vedremo probabilmente due nuovi modelli il cui scopo fondamentale sarà contenere i costi di produzioni, e quindi di vendita, mantenendo le medesime prestazioni di quelli attualmente sul mercato. Sarà interessante vedere la micro quattro terzi professionale che sicuramente debutterà il prossimo anno poiché tutto il team di sviluppo è ormai focalizzato su questo sistema.
Anche in Panasonic hanno deciso di scommettere tutto sul micro quattro terzi, ma nel 2010 hanno fatto un grave errore che si spera non venga ripetuto con i nuovi modelli. La GH1 è un’ottima evil e molti hacker hanno modificato il firmware per ottenere di più, ma l’azienda ha cercato di bloccare il tutto dimostrando di non capire le esigenze dei suoi stessi utenti.
Nel 2011 vedremo sicuramente nuovi modelli di evil micro quattro terzi, ma arriveranno anche molti obiettivi, sicuramente dei fissi grandangolari su cui l’azienda essersi specializzata ultimamente. Purtroppo la scelta di nomi contenenti tutti la lettera G ed il numero 2 potrebbero confondere i potenziali utenti (GH-2, G2, G20, GF-2).
Purtroppo la situazione di Pentax nonostante le novità non è ancora rosea come si meriterebbe. Non ci sono molte indiscrezioni anche se potrebbe arrivare una evil.
Il 2010 ha visto Leica lavorare per riuscire a soddisfare la domanda per i suoi nuovi modelli, ma la vera sfida la combatterà nel 2011 quando dovrà dimostrare di essere cambiata continuando ad innovare.
Nel 2011 vedremo sicuramente due nuovi obiettivi sia per il sistema S sia per il sistema M. Probabilmente arriverà una X2 con un 35mm f/2. Potrebbero sbancare il mercato producendo i loro classici fissi per il micro quattro terzi, ma sicuramente non si cimenteranno mai in quest’impresa.
Purtroppo nonostante l’annuncio dell’interessante DP1 non sembra ancora attirare molta attenzione da parte di nuovi potenziali utenti.
Samsung nel 2011 cercherà di trovare una nicchia di mercato in cui superare la concorrenza e la sua video camera NX100 potrebbe essere il suo cavallo di battaglia, ma al momento sta ricalcando, con un po’ di ritardo, le mosse di Panasonic. Arriveranno sicuramente nuovi corpi NX, ma la mancanza di obiettivi di qualità potrebbe penalizzare quest’azienda.
Foto | Yakinik
Via | ByThom
Thom Hogan, le previsioni per il 2011 é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 08 novembre 2010.
Fonte Google News
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mercoledì, 13 ottobre 2010
Salve a tutti, inserisco questo annuncio con il benestare del responsabile di questo sito Domenico Addotta.
Sono il responsabile di progetto del nascente archivio fotografico Imagitaly facente capo alla società Imagitaly s.r.l. che intende proporsi con forza ed entusiasmo nel panorama internazionale (punteremo molto su U.S.A., Centro ed Est Europa e Paesi Orientali) come la prima vera banca immagini interamente dedicata all’ Italia e al Made in Italy, sulla sua promozione e valorizzazione in un momento di grande fermento, attraverso fotografie di elevata qualità rappresentative del territorio in tutti i suoi aspetti, dai monumenti all’ artigianato, dai luoghi più famosi a quelli meno conosciuti passando per il food ed il folklore.
I nostri clienti saranno grandi e piccoli editori, agenzie di stampa, enti sul territorio, film commissions regionali, agenzie di grafica, web agency, tour operator, e cosi via;
L’ archivio prevede una copertura abbastanza capillare del territorio con l’ inserimento di un fotografo per regione (per le regioni più grandi ed importanti) ed al massimo uno per due regioni per quelle tipo Abruzzo e Molise.
I fotografi selezionati diverranno partners del progetto e riceveranno una percentuale fissa sugli utili derivanti dalla vendita degli abbonamenti (abbiamo calcolato e stimato che nel primo anno di attività dovremmo venderne circa mille), che saranno di due tipologie:
semestrale ed annuale, ognuno dei quali avrà un limite di downloads possibili e, soprattutto, sarà venduto a prezzi estremamente concorrenziali in relazione alla assoluta eccellenza delle immagini proposte. Il sito dell’ archivio che stiamo sviluppando da quasi due anni con grande profusione di mezzi e fondi e che avrà funzionalità molto avanzate è attualmente sotto indirizzo URL nascosto (sono attualmente presenti circa un migliaio di immagini, a campione, realizzate da me che copro Campania e Basilicata) e sarà reso pubblico solo al momento della presentazione ufficiale del progetto che realizzeremo a Roma alla presenza della stampa internazionale visto e considerato che il Mondo sarà il nostro principale mercato d’azione, e non prima che siano presenti all’ interno dell’ archivio almeno 50/60000 fotografie rappresentative della gran parte del territorio nazionale.
L’indirizzo URL dell’ archivio sarà reso noto per ragioni di riseravtezza solo ai colleghi che si dimostreranno concretamente interessati ad aderire al nostro progetto. Ora, avendo quasi completato lo sviluppo del sito siamo alla ricerca dei fotografi partners per le regioni che risultano ancora scoperte:
Lombardia, Piemonte e VdA, Liguria, Veneto, Trentino e FVG, Emilia Romagna, Umbria e Marche, Abruzzo e Molise, Sardegna, Sicilia;
Siamo quindi alla ricerca di 10 partners che se non proprio professionisti dovranno avvicinarsi molto a tale definizione, dovranno essere già in possesso di un buon archivio del territorio nel quale vivono ed operano o essere disponibili a proporre in tempi ragionevoli un primo campione di almeno 3/4000 foto di alta qualità rappresentative dei luoghi di maggior interesse della regione/i per la quale si presentano. Inutile precisare ancora che le foto dovranno essere al limite dell’ eccellenza e non ci sarà spazio per l’ improvvisazione.
La selezione avverà valutando un campione di 30 immagini scattate dall’ autore nei luoghi in cui vive e per le quali dovrà garantire l’ assoluta autenticità con apposita dichiarazione. Le fotografie dovranno essere inviate nella risoluzione originale ed in formato JPG all’ indirizzo: info@imagitaly.com; insieme alle foto è gradita anche una breve presentazione di se stessi ed un breve curriculum professionale.
Sono ovviamente a vostra disposizione per fornire ogni ulteriore chiarimento.
Antonio Botte
Imagitaly s.r.l.
Ph.: +39 081 3791958
info@imagitaly.com
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mercoledì, 23 giugno 2010
Il leader europeo nel microstock lancia Fotolia Desktop, la prima applicazione Adobe AIR dedicata alle immagini di stock
ROMA, 22 giugno 2010 – Da oggi, per la prima volta, milioni di utilizzatori di immagini di stock hanno la possibilità di effettuare ricerche e scaricare foto, vettoriali e video direttamente dal loro desktop, con Fotolia Desktop.
Sviluppata sulla potente piattaforma Adobe AIR e quindi compatibile con MacOS X, Windows e Linux, la nuova applicazione gratuita porta direttamente nelle mani e sul desktop di grafici, designer e photoeditor di tutto il mondo l’intera collezione Fotolia di oltre nove milioni di contenuti digitali in alta risoluzione.
Immediatamente scaricabile ed installabile da www.fotolia.it/desktop, Fotolia Desktop consente attività in precedenza non disponibili via browser, quali:
- Acquisto e download con un click
- Interfaccia drag and drop per lightbox, gallerie e carrello
- Trasferimenti multipli di file
- Creazione illimitata di gallerie personalizzate per tema o nome cliente
- Funzioni ottimizzate di ricerca rapida o avanzata
- Supporto per acquisto immediato di crediti e abbonamenti
“Con Fotolia Desktop, i quasi due milioni di iscritti Fotolia hanno a disposizione una modalità innovativa di ricerca sul nostro catalogo e gestione delle immagini scaricate,”, dichiara Thibaud Elzière, co-fondatore di Fotolia e Vice Presidente Sviluppo Prodotto. “Cerchiamo continuamente idee fuori dagli schemi ordinari per progettare nuovi prodotti e servizi in grado di prevenire le esigenze dei nostri clienti.”

Fotolia Desktop - Welcome
La nuova applicazione Fotolia Desktop, localizzata in 13 lingue e che ha richiesto mesi di sviluppo, è la prima del suo genere nell’industria del microstock, e segue il percorso già tracciato con il recente rilascio dei plug-in per Microsoft Office. L’obiettivo di Fotolia è da un lato migliorare l’user-experience e la facilità di utilizzo per i clienti, e dall’altro portare ad ulteriori livelli evolutivi l’integrazione con i partner, dalle maggiori software house mondiali – Microsoft e Adobe – alle centinaia di partner API che hanno già integrato il catalogo Fotolia nelle loro applicazioni on-line.

Fotolia Desktop - Schermata iniziale
I frutti degli accordi con Microsoft e Adobe sono un esempio del continuo impegno di Fotolia nel collaborare con protagonisti innovativi e le tecnologie più avanzate. Fotolia continua a distinguersi tramite la promozione dei propri collaboratori creativi attraverso partnership aziendali e di marketing localizzate.

Fotolia Desktop - Ricerca immagine
Fotolia
Con filiali in 13 paesi e siti in 12 lingue, è leader in Europa nel mercato microstock.
Fotolia rende disponibile un database di oltre 9.000.000 di immagini, vettoriali e video da scaricare in alta risoluzione con licenza Royalty Free, per un uso professionale e a prezzi imbattibili (a partire da 0,75€ per immagini singole e da soli 0,14€ in abbonamento).
Quasi due milioni di professionisti nel mondo scelgono Fotolia per le loro esigenze di comunicazione: con una collezione di oltre 9 milioni di immagini tra le quali scegliere, su Fotolia c’è! Trovala su www.fotolia.it
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domenica, 16 agosto 2009
Prof.Angelo Meduri
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Dopo aver imparato a trovare le costellazioni e gli oggetti celesti più importanti, si può avere il desiderio di fissare l’immagine su un supporto. La fotografia celeste (o astrofotografia) offre numerose attrattive ed apre ampi orizzonti di ricerca ai cacciatori di immagini. In effetti, ci sono diversi vantaggi rispetto all’osservazione visuale:
1)  E’ possibile avere a disposizione un documento che testimonia definitivamente tutto quello che si è registrato con la fotocamera in quel giorno;
2)  L’immagine così ottenuta rappresenta un documento fedele ed oggettivo, mentre l’osservazione visuale o il disegno sono soggettivi;
3)  Le esposizioni fotografiche consentono di accumulare la luce e di rendere visibili gli oggetti più deboli, anche quelli invisibili ad occhio;
4)  Le pellicole ed i sensori digitali offrono una gamma di sensibilità ai colori dello spettro molto estesa, perciò possiamo cogliere immagini nell’infrarosso e nell’ultravioletto, con i colori degli oggetti celesti fotografati;
5)  La zona di cielo inquadrata da una fotografia è molto più estesa di quella che si osserva all’oculare di un binocolo o di un telescopio.
L’evoluzione del mercato informatico sta facendo calare l’interesse per la fotografia analogica in favore di quella digitale, infatti la fotografia digitale resta la più nitida (decine di Megapixel) e la più economica da realizzare.
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Una reflex a pellicola.
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   Per numerosi dilettanti appassionati di astrofotografia, la foto a vasto campo rappresenta il primo passo verso una visione più grande dell’universo di quella che il telescopio svelava alla mente del curioso. Per altri, questo può essere solo il primo passo sulla strada dell’apprendimento dei mezzi per realizzare fotografie molto belle ed eccitanti. Prescindendo dal motivo, la macchina fotografica reflex per il 35mm, dotata di un obiettivo normale da 50mm di lunghezza focale è lo strumento ordinario per la prima avventura in questo campo affascinante e misterioso. La macchina fotografica deve essere quindi reflex, dotata di posa B o T e provvista di un innesto per ottiche tra i più facilmente reperibili in commercio. L’impiego di un cavetto di scatto flessibile per agire a distanza permette inoltre di eliminare gran parte delle vibrazioni. L’otturatore deve restare aperto anche per diversi minuti, perciò è meglio se le batterie sono ben cariche. Â

Fotocamera reflex digitale moderna.
   Gli obiettivi fotografici comuni sono diffusissimi, spesso vengono sottovalutati, ma consentono di ottenere immagini spettacolari, se utilizzati opportunamente. Il 50mm è chiamato normale, perché inquadra le cose come l’occhio umano, mentre gli obiettivi con focali più corte vengono chiamati grandangolari e quelli con lunghezze focali maggiori del 50mm teleobiettivi.   La fotografia astronomica a vasto campo si occupa delle costellazioni, degli oggetti del profondo cielo (nebulose, ammassi stellari, galassie), della Via Lattea, delle meteore e delle comete. La lunghezza focale F dell’obiettivo determina l’ampiezza del campo inquadrato, che deve essere scelto in relazione alle dimensioni dell’oggetto da fotografare. Per la Via Lattea, presa da una parte all’altra dell’orizzonte, occorre adoperare focali da 8mm a 17mm di tipo fish-eye (occhio di pesce, 180° di campo inquadrato). Per ingrandire alcune parti occorrerà un 50mm oppure un 85mm, o più, mentre per avere sul fotogramma anche i particolari del paesaggio sarà utile un super-grandangolare di 14-20mm. Se si vuole fotografare invece la nebulosa di Orione ci vorrà una focale superiore ai 300mm. La tabella riporta le dimensioni angolari del campo inquadrato da ogni obiettivo sul fotogramma 24×36mm del piccolo formato 35mm. Naturalmente, si possono adoperare formati più ampi, o più piccoli, come il formato APS (1,5-1,6 volte più piccolo del 35mm). Â
Â
Â
|
Lunghezza focale in mm
|
Dimensioni del campo
|
Angolo sulla diagonale del formato 35mm
|
|
14
|
81,2° × 104,2°
|
114,2°
|
|
18
|
67,3° × 90,0°
|
100,4°
|
|
20
|
61,9° × 83,9°
|
94,5°
|
|
24
|
53,1° × 73,7°
|
84,0°
|
|
28
|
46,3° × 65,4°
|
75,3°
|
|
35
|
37,8° × 54,4°
|
63,4°
|
|
50
|
26,9° × 39,5°
|
46,7°
|
|
85
|
16,0° × 23,9°
|
28,5°
|
|
105
|
13,0° × 19,4°
|
23,2°
|
|
135
|
10,1° × 15,1°
|
18,2°
|
|
200
|
6,8° × 10,2°
|
12,3°
|
|
300
|
4,5° × 6,8°
|
8,2°
|
|
400
|
3,4° × 5,1°
|
6,1°
|
|
600
|
2,2° × 3,4°
|
4,1°
|
|
800
|
1,7° × 2,5°
|
3,0°
|
|
1000
|
1,3° × 2,0°
|
2,4°
|
|
2000
|
41’ × 62’
|
1,2°
|
|
3000
|
28’ × 42’
|
50’
|
 Â
Oltre agli obiettivi a focale fissa, vi sono quelli a focale variabile, meglio noti come zoom; con essi non sempre esistono dei vantaggi, i principali punti critici sono i seguenti:
1)  il meccanismo che fa variare la lunghezza focale generalmente tende a spostarsi   durante le lunghe pose, rovinando così le foto, tranne che non sia dotato di un blocco;
2)  il costo di un obiettivo a focale variabile di alta qualità fino ai bordi è assai più elevato di un’ottica a focale fissa;
3)  la luminosità dell’immagine fornita dagli zoom generalmente è inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa;
4)  gli zoom distorcono le immagini più facilmente;
5)  gli zoom pesano di più.
Da ciò si può dedurre che, se si sceglie di utilizzare un obiettivo zoom, si dovrebbe controllare attentamente il suo funzionamento. Recentemente sono apparsi sul mercato degli obiettivi zoom professionali di alta luminosità (2,8) con lenti asferiche per eliminare la distorsione e gli altri difetti delle immagini: essi offrono risultati decisamente positivi, superando talvolta le focali fisse! Ho provato uno di questi zoom alla massima apertura ed ho notato che il comportamento era uniforme da un bordo all’altro, non c’era traccia di distorsione e le aberrazioni erano quasi invisibili, tuttavia il funzionamento può variare con la lunghezza focale. Se alle lenti asferiche vengono abbinate anche le lenti a bassa dispersione, persino l’aberrazione cromatica diventerà irrilevante ed usciranno immagini straordinarie, anche a tutta apertura. Inoltre, ho utilizzato un 300mm a tutta apertura (2,8) ed ho ottenuto sempre immagini puntiformi su tutto il campo inquadrato (anche agli angoli), segno di un’ottima correzione delle aberrazioni e della vignettatura già dalla piena apertura.
L’apertura relativa (o luminosità f=F/D) di un obiettivo fotografico convenzionalmente varia secondo il tipo di progetto adottato. Solitamente è possibile fare variare la luminosità da un massimo (2,0) ad un minimo (22,0). Tra uno scatto e l’altro c’è una variazione del 50% (il diametro D si riduce di 1,4 volte), perciò se si apre di uno stop un obiettivo si avrà il doppio della luce, mentre se di chiude di uno stop si otterrà una riduzione della metà . Le grandi aperture sono assai vantaggiose in astronomia, poiché gli oggetti celesti hanno basse luminosità intrinseche e si deve inseguire per lungo tempo.
       L’inseguimento si effettua su di una montatura equatoriale con motore, dato che la Terra si sposta e gli oggetti sorgono, culminano e tramontano. Un errore comune che si osserva nelle foto a vasto campo è l’uso costante degli obiettivi alla massima apertura. Poiché quasi tutti gli obiettivi delle macchine reflex sono stati progettati per offrire la prestazione migliore a 1-2 valori dopo la massima apertura, l’uso dell’obiettivo a tutta apertura spesso accentua le aberrazioni, produce una vignettatura eccessiva e causa velature forti ed irregolari. Le ottiche delle macchine fotografiche comuni sono state progettate in modo da rispondere alle necessità dell’utente medio. Questi requisiti non sono tanto rigorosi come quelli della fotografia stellare, che è il test più severo per ogni obiettivo. Le aberrazioni sono difetti degli obiettivi che non si vedono facilmente sui ritratti o sulle fotografie di paesaggio. Oltretutto, nella maggior parte delle applicazioni di tutti i giorni, il fotografo è interessato soltanto alla parte centrale della fotografia, così le aberrazioni ai bordi passano inosservate. Per di più, nella maggior parte delle applicazioni fotografiche, gli obiettivi vengono utilizzati raramente in prossimità della massima apertura, il che rende meno appariscente la presenza delle aberrazioni e della vignettatura (=perdita di luce ai bordi).
Per le applicazioni astronomiche, il test più semplice per determinare l’apertura di diaframma migliore di ogni dato obiettivo è eseguire una serie di foto guidate del cielo notturno. Se l’obiettivo deve essere diaframmato oltre 2 valori dopo la massima apertura per ridurre le aberrazioni e la vignettatura a livelli accettabili, servirà poco nel lavoro astronomico. I vantaggi del diaframmare sono duplici: non solo si sopprimono le aberrazioni e la vignettatura, ma si riduce anche il velo di fondo, migliorando il contrasto da ogni parte. Con le nuove pellicole supersensibili che stanno uscendo, un’esposizione di 20 minuti a f/4 con una pellicola da 1000 ISO produrrà risultati stupendi. Con i sensori digitali riducete il tempo di posa almeno ad un terzo. Poiché le fotografie eseguite con un obiettivo da 50mm ed un motorino d’inseguimento di buona qualità non dovrebbero essere guidate con cannocchiali e oculari con crocicchio, non c’è motivo di rinunciare alla qualità per fare un’esposizione più breve. Per migliorare ulteriormente la resa degli obiettivi è conveniente utilizzare talvolta un filtro (UV, Skylight, giallo o rosso). Di recente sono comparsi sul mercato alcuni filtri, detti interferenziali, che bloccano certe lunghezze d’onda e ne trasmettono invece altre, tuttavia il loro costo resta ancora elevato.

Le tracce stellari lasciate dopo 45 minuti di posa a f/4 con un obiettivo di 35mm su pellicola di 400 ISO.
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   L’attrezzatura ideale comprende quindi una serie di obiettivi per poter riprendere meglio i vari aspetti del cielo nelle diverse stagioni. In estate potete fotografare bene la Via Lattea, molte nebulose e ammassi aperti. In autunno puntate gli obiettivi sulla galassia di Andromeda, l’ammasso doppio del Perseo e su Cassiopea. D’inverno spiccano Orione con le sue nebulose ed il Toro con i suoi ammassi. Disporre di diversi obiettivi vi servirà per riempire meglio il fotogramma secondo l’oggetto desiderato. Occorrono, in linea di massima, un 24mm, un 50mm ed un 300mm, oppure uno zoom 28-70mm ed un 300mm. Si può acquistare poi un moltiplicatore di focale 1,4x. La possibilità di avere l’autofocus qui è inutile, giacché si lavora sempre impostando la messa a fuoco sull’infinito (∞), è importante invece disporre di una grande apertura (2 o 2,8). Se potete permettervi solo un obiettivo la scelta per eccellenza è quella di un 50mm, anche usato. Se usate il formato APS dovete impiegare invece un 30mm o un 35mm. L’impiego di un trascinatore è indispensabile ed implica pure la conoscenza della messa in stazione verso il Polo Celeste, aiutandosi con la Stella Polare. Il treppiedi (o cavalletto) è un altro accessorio indispensabile per la buona riuscita delle foto.

La cometa Hale-Bopp, apparsa nel 1997, fotografata con un obiettivo di 300mm a f/2,8 su pellicola di 800 ISO con una posa della durata di 8 minuti.
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   Dopo aver montato un telescopio, nel luogo prescelto, sulla montatura equatoriale, si deve sistemare correttamente tutto l’insieme in modo da poter mantenere l’oggetto celeste costantemente puntato al centro del campo per ore. Ciò significa che si deve orientare con molta precisione la montatura del telescopio per farla funzionare perfettamente dopo aver bilanciato ogni parte dell’insieme. Per orientare correttamente l’asse polare della montatura esistono vari metodi, qui ne descriverò uno. E’ un metodo approssimato, che consente di fotografare con strumenti di corta focale in tempi abbastanza brevi. Questo procedimento permette di rendere l’asse polare della montatura parallelo all’asse di rotazione terrestre, in modo da riuscire ad annullare gli effetti del moto diurno, come previsto dalla teoria. Nell’emisfero boreale le stelle sembrano girare attorno alla Stella Polare ( Ursae Minoris), che è l’ultima stella della coda del Piccolo Carro. Gli appassionati che si recano nell’emisfero australe sono purtroppo meno fortunati dei loro colleghi, poiché le stelle prossime al Polo Sud Celeste non sono splendenti come la Stella Polare. Dunque, le stelle più vicine ai poli celesti sono la Polare (di magnitudine +2) e la σ Octantis (di magnitudine +5,5), che distano rispettivamente 48’ e 59’. Innanzi tutto, si deve mettere in piano la montatura equatoriale, regolando la lunghezza delle gambe del treppiedi ed osservando la posizione della bolla di livello, finché non si sposta proprio sul centro. Le montature equatoriali alla tedesca spesso sono corredate da un cannocchiale polare (ad esempio 6×30, 8×50, 9×60, ecc.), perciò basta osservare direttamente nel cannocchiale per orientare correttamente l’asse della montatura. In pratica, la Polare deve rientrare in un apposito circoletto. Il cannocchiale polare ha un reticolo illuminato che contiene pure le posizioni delle stelle del campo vicine alla Stella Polare, regolabile tramite un disco orario ed un cerchio datario. I reticoli speciali servono proprio a facilitare l’allineamento polare della montatura. Questa regolazione permetterà di sistemare definitivamente l’inclinazione dell’asse polare della montatura e sarà utile ogni volta che si ritorna a fotografare sullo stesso sito.Â

Stelle sopra la città fotografate con un obiettivo di 24mm aperto a f/2.8 per 60s a 800ISO.
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 Il problema più difficile da risolvere per la fotografia celeste è quello della presenza dell’inquinamento luminoso, dovuto alle luci artificiali dei centri urbani ed extraurbani. Questo fenomeno arreca disturbo alla buona riuscita delle fotografie e si manifesta nelle vicinanze dei centri abitati, a causa del riverbero dell’illuminazione, che alla fine renderà le foto inaccettabili, con un cielo dalla tinta gialla, verde o grigia. La soluzione del problema richiede l’uso di un buon paraluce e la ricerca di luoghi più bui, dove la Via Lattea risalta bene anche ad occhio nudo. In Italia, i cieli più bui si trovano in Valle d’Aosta, sull’Appennino tosco-emiliano, vicino Grosseto, al confine tra Abruzzo e Molise, al confine tra Basilicata e Calabria, sulle vette centrali della Sardegna.
Comunque, non crediate che sia possibile ingrandire le stelle come piccoli globi, perché la loro distanza richiede focali di 200 metri. Di conseguenza, una stella resterà sempre un puntino sia con un obiettivo di 35mm, che con un 2000mm.
Per evidenziare la rotazione della volta celeste stellata, basta sistemare la fotocamera su un treppiedi, fare scattare l’otturatore via cavo e lasciarlo aperto diversi minuti, anche fino a 10-15 minuti per pose digitali, usando basse sensibilità , come 100 ISO, e diaframmi piuttosto aperti, come 2.8 o 4. Con le pellicole la posa deve essere unica, anche di diverse ore, mentre in digitale si sommeranno diverse foto al computer, sempre per ottenere come risultato finale delle strisce lasciate dalle stelle più luminose nel cielo notturno. Per quanto riguarda le pellicole da utilizzare (fresche e ben conservate), è opportuno sceglierne una piuttosto sensibile 400-1600 ISO, se invece si vogliono ottenere stelle puntiformi. Inoltre, quando si porta a sviluppare il rullino, occorre specificare che si tratta di foto astronomiche senza margini ben definiti e che si devono sviluppare senza tagliare la pellicola (si dice sviluppo in striscia). Durante la fase dello sviluppo, infatti, il macchinario o l’operatore potrebbero tagliare a metà una foto, perché fanno fatica a distinguere lo spazio vuoto tra due fotogrammi e lo sfondo del cielo, solitamente sempre nero. Il tempo di posa limite in minuti è dato dalla seguente tabella, per un cielo buio, limpido e senza Luna. Si tiene conto anche del difetto di reciprocità delle pellicole impiegate.

Rotazione delle stelle attorno al polo celeste nord ottenuta con un obiettivo di 35mm a f/4 e 2 ore a 200ISO.
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Tabella del tempo limite di saturazione in minuti per varie pellicole e cieli assai bui.
|
Apertura
|
100 ISO
|
250 ISO
|
400 ISO
|
800 ISO
|
1600 ISO
|
|
2,0
|
66 min.
|
24 min.
|
14 min.
|
6 min.            Â
|
3 Â min.
|
|
2,8
|
141
|
50
|
30 Â
|
14 Â
|
6 Â
|
|
3,5
|
233
|
83
|
49 Â
|
23 Â
|
10 Â
|
|
4,0
|
315
|
113
|
66 Â
|
30 Â
|
14 Â
|
|
5,6
|
671
|
240
|
141 Â Â
|
65 Â
|
30 Â
|
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Tempo limite in secondi per macchine fisse sul treppiedi e stelle puntiformi
|
Obiettivo
|
0°
|
30°
|
45°
|
60°
|
|
20mm
|
30 sec.
|
35 sec.
|
42 sec.
|
60 sec.
|
|
24mm
|
25
|
29
|
35
|
50
|
|
28mm
|
21
|
25
|
30
|
43
|
|
35mm
|
17
|
20
|
24
|
34
|
|
50mm
|
12
|
14
|
17
|
24
|
|
100mm
|
6
|
7
|
8
|
12
|
|
300mm
|
2
|
2
|
3
|
4
|
La distanza in gradi è dall’equatore celeste, distante 90° dalla stella Polare.
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|
Tipo di astrofotografia
|
Pellicola consigliata
|
Obiettivo e tempo di posa
|
|
Congiunzioni di pianeti
Luminosi al tramonto con
La Luna
|
100-400 ISOÂ come
Kodak Ektachrome E200
Fuji Provia 400F
|
35-70mm a f/2.8
Scattare quando l’esposi- metro segna 1-8 secondi
|
|
Costellazioni, aurore
|
800 ISO come
Fuji Superia X-tra 800
|
20-50mm a f/2.8
20-40 secondi
|
|
Costellazioni, Via Lattea,
stelle cadenti, con motore
|
800-1600 ISO
|
8-50mm a f/2.8
5 minuti
|
|
Foto con inseguimento al
telescopio
|
800-1600 ISO
|
14-300mm a f/2.8Â
Fino a 5 minuti
|
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17mm,
20mm,
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