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Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone d’oro alla carriera

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone doro alla carriera

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Nel mentre si scaldano i motori per la nuova edizione della Biennale di Venezia (e l’Italia continua a collezionare le sue ‘belle figure’ dopo l’abbandono di Sgarbi come curatore del Padiglione Italia), sono stati diramati oggi i nomi degli artisti vincitori del Leone d’Oro alla carriera 2011.

Dopo John Baldessari e Yoko Ono, che si erano aggiudicati il premio nel 2009, adesso è la volta di Franz West, scultore austriaco nato nel 1947 che lavora sul confine tra arte ed arte applicata ed Elaine Sturtevant, artista americana nata nel 1930 il cui lavoro (non troppo conosciuto) si è basato sulla copia e l’imitazione di autori molto famosi in ambito pop e concettuale.

Entrambi gli artisti, i cui Leoni d’oro alla carriera sono stati proposti da Bice Curiger, direttrice del settore Arti Visive della 54 °edizione della Biennale, verranno premiati per il loro sostanziale contributo alla visione postmoderna dell’arte.

Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone d’oro alla carriera
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Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone d’oro alla carriera é stato pubblicato su artsblog alle 19:23 di lunedì 02 maggio 2011.

 Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone doro alla carriera

 Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone doro alla carriera

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 Biennale di Venezia, Franz West ed Elaine Sturtevart premiati con il Leone doro alla carriera

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Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

sabato, 23 aprile 2011
listen it it Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

de527 michelangeloRubrik Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

Dopo la Gioconda, adesso anche alcuni affreschi della Cappella Sistina sono stati ricreati alla London Marathon utilizzando 12.090 cubi di Rubrick. Undici appassionati di puzzle e rompicapi si sono ritrovati per 400 ore (più di 15 ore), sistemando minuziosamente ogni singolo cubo per ottenere l’esatto colore del capolavoro di Michelangelo.

In una fase iniziale Cube Works Studio ha fatto una mappatura degli affreschi a Roma, per predisporre un modello dove ogni singolo quadrato del cubo corrisponde ad un pixel (in tutto sono 108.810). Questi 12mila cubi sono solo la prima parte di un progetto più ampio, che intende ricreare l’intera Cappella Sistina con 250.000 cubi, circa 50 tonnellate da appendere al soffitto.

Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik
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Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik é stato pubblicato su artsblog alle 16:44 di venerdì 22 aprile 2011.

 Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

 Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

 Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik  Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

 Londra, ricreati alcuni affreschi della Cappella Sistina con 12 mila cubi di Rubrik

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I santi moderni di Various & Gould

mercoledì, 16 febbraio 2011
listen it it I santi moderni di Various & Gould

d2e75 vg1 I santi moderni di Various & Gould

Various & Gould fanno parte del gruppo di street-artists berlinesi Grobgrafik, insieme dal 2005, sono intenti a cogliere gli scampoli di bellezza inaspettata in giro per le città. Appassionati di carta e tecnica collage, con la serie Rabotniki hanno iniziato la loro ricerca sugli archetipi delle figure lavorative.

Ora hanno pensato questa serie di poster ispirati ai santi cristiani, si chiama Modern Saints-Santi Moderni e si compone di una serie di ritratti di uomini e donne che rappresentano vaie categorie lavorative e umane dei giorni nostri; tutti i personaggi della religione cristiana che una volta davano conforto e senso di protezione, hanno progressivamente perso importanza e, secondo questi artisti, sono stati sostituiti dai dottori, dai politici, dagli idoli della pop-music.

C’è Spekulatius il santo dei banchieri, Santa Data la dea dei computer, Santa Pharma è quella dei dottori e via con l’analisi approfondita delle famose “risorse umane” in cui come sempre, l’abito la dice molto lunga.

d2e75 thn vg1 I santi moderni di Various & Gouldd2e75 thn vg2 I santi moderni di Various & Gouldd2e75 thn vg3 I santi moderni di Various & Gouldd2e75 thn vg4 I santi moderni di Various & Gould

I santi moderni di Various & Gould é stato pubblicato su artsblog alle 09:30 di mercoledì 16 febbraio 2011.

 I santi moderni di Various & Gould

 I santi moderni di Various & Gould

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 I santi moderni di Various & Gould

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Barriere coralline artificiali

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it Barriere coralline artificiali

c871e nat Barriere coralline artificiali

Cosa fareste con una vecchia nave della marina statunitense nata durante la seconda guerra mondiale?

A parte qualche servizio fotografico a bordo un bestione (159 metri) di questo genere rappresenta un grosso corpo inquinante che va smaltito. Il governo degli Stati Uniti ha deciso di bonificarla, eliminando tutti i possibili componenti inquinanti e l’ha poi fatta affondare, quasi due anni fa, al largo delle sue coste.

Non si tratta del primo vascello affondato in questo modo e lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo di una barriera corallina per offrire un rifugio ad alcune specie di pesci. Il National Geographic ha mandato una spedizione a controllare la formazione della barriera e non si può non rimanere impressionati da come la natura marina è riuscita a trasformare un semplice ammasso di ruggine in una vera e propria opera d’arte.

Via | NationalGeographic

Barriere coralline artificiali é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 20 gennaio 2011.

 Barriere coralline artificiali

 Barriere coralline artificiali

 Barriere coralline artificiali  Barriere coralline artificiali

 Barriere coralline artificiali

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Anche a Singapore si va a scuola con iPad

lunedì, 17 gennaio 2011
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9df9b ipad studenti Anche a Singapore si va a scuola con iPad

Mentre altrove i fondi per scuola pubblica e ricerca -preziosa linfa vitale e presupposto di qualunque ripresa economica- vengono falcidiati a colpi di machete, nella ricca Singapore quattro licei si sono uniti in un progetto ambizioso: sostituire l’intero parco libri con un iPad. Spesa totale dell’esperimento, $100.000.

Al momento, sono stati forniti 140 tablet ad altrettanti studenti, più una decina per il corpo docente. L’idea di base, comunque, è di espandere il programma ad un numero sempre maggiore di distretti scolastici, e gli studenti -manco a dirlo- rispondono con entusiasmo alle domande dei giornalisti:

Se i professori ci dicono di visitare un sito Web, noi possiamo andarci subito e fare lì i nostri compiti

E anche i presidi lodano l’iniezione di autonomia che il nuovo metodo di studio comporta:

L’iPad è stato scelto perché consente un nuovo metodo d’insegnamento grazie al quale agli studenti è fornita maggiore libertà di apprendere da sé, invece di affidarsi esclusivamente al docente come nelle classi tradizionali.

Niente di nuovo sotto il sole, comunque. Non molto tempo fa anche lo stato di New York aveva intrapreso un progetto simile dotando di circa 2.000 iPad il proprio sistema scolastico.

Anche a Singapore si va a scuola con iPad é stato pubblicato su Melablog.it alle 10:36 di lunedì 17 gennaio 2011.

 Anche a Singapore si va a scuola con iPad

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 Anche a Singapore si va a scuola con iPad  Anche a Singapore si va a scuola con iPad

 Anche a Singapore si va a scuola con iPad

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In arrivo un nuovo processore Apple A8 dual core ?

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it In arrivo un nuovo processore Apple A8 dual core ?

ef407 AppleA8 In arrivo un nuovo processore Apple A8 dual core ?

Secondo alcune indiscrezioni Apple starebbe realizzando un nuovo processore ARM per dispositivi dotati di sistema operativo iOS come logica evoluzione dell’attuale Apple A4, basato sull’architettura Cortex A8 single core.

Il nuovo processore potrebbe chiamarsi Apple A8, in quanto formato fondamentalmente da due core A4, e potrebbe essere adottato nei prossimi iPad 2 e iPhone 5, per fronteggiare a testa alta la concorrenza che sempre più spesso ricorre a processori ARM Cortex A9 dual core, come l’NVidia Tegra 2 utilizzato nei più recenti tablet e smartphone Android.

Tra i file di iOS 4.3 beta sono invece stati scoperti i driver della GPU POWERVR SGX543 evoluzione dell’attuale SGX535 integrata nel processore Apple A4.

Questa nuova GPU è stata progettata proprio per supportare architetture multi core ed a parità di frequenza offre prestazioni superiori rispetto alla precedente generazione riuscendo a gestire 35 milioni di poligoni al secondo e 1 miliardo di pixel al secondo alla frequenza di 200 MHz, contro i 28 milioni di poligoni al secondo e i 500 mila pixel al secondo gestiti dall’attuale SGX535.

La SGX543 supporta anche le specifiche Apple OpenCL che permettono di sfruttare contemporaneamente la CPU e la GPU per le elaborazioni grafiche più complesse.

[via macrumors]

In arrivo un nuovo processore Apple A8 dual core ? é stato pubblicato su Melablog.it alle 08:00 di sabato 15 gennaio 2011.

 In arrivo un nuovo processore Apple A8 dual core ?

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 In arrivo un nuovo processore Apple A8 dual core ?

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Statica delle ottiche pesanti :P

lunedì, 27 dicembre 2010
listen it it Statica delle ottiche pesanti :P

Salve a tutti mi piacerebbe molto acquistare un af-d 80-200 f/2.8 non so quale dei mille modelli che nikkor realizza, ma per intendersi non è recentissimo (si trova usato a 400 euri su ebay) e non ha il gancio (scusate se non conosco termini più precisi) per il cavalletto. Le domandone sono le seguenti:

cosa accade se metto la mia macchina ( F5 ) con la suddetta bestiola attaccata su un cavalletto? regge? c’è qualcuno che lo possiede e lo utilizza con il cavalletto?

grazie per il vostro tempo
sciamp

Fonte Google News

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D90 e flash incorporato!!!!

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it D90 e flash incorporato!!!!

ragazzi mi spiegate una cosa, nella D90 metto l’opzione flash in “lampi flash strombo” ovviamente la macchina in manuale però non mi fa per esempio i 15 lampi impostati perchè? grazie aspetto notizie

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

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Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

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Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

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Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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qualità della stampa o foto fatte male?

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it qualità della stampa o foto fatte male?

ciao a tutti! 3735e smile qualità della stampa o foto fatte male?
ho ritirato oggi le stampe di due rullini a colori (Kodak ultramax 400 e Kodak Ektar 100) utilizzati con la mia nuova (comprata usata 3735e wink qualità della stampa o foto fatte male? ) nikon FM2. sono rimasta a dir poco delusa dal risultato e mi chiedo quanta colpa sia mia e quanta dello studio fotografico.

non sono una fotografa, e quindi non mi aspettavo di vedere immagini da maestro, ma lo scontento deriva (soprattutto) da colori e definizione: più che da negativo, le stampe sembrano fatte da digitale. sembra tutto un po’ “piatto”, in alcune immagini i colori sembrano troppo saturi, troppo contrastati, così che alcune parti sono piuttosto scure e altre troppo chiare, in generale prive di sfumature.
a parlare sono anche i rami degli alberi (spogli) contro il cielo: i contorni non sono netti. e poi: in una foto fatta al chiuso il muro bianco digrada verso il verde! eppure era tutto bianco…

ho scattato con luce invernale e col cielo coperto, generalmente a f/2.8 e con tempi 1/100 o 1/60, e confesso che a volte ho scattato con l’esposimetro che mi diceva “occhio, è sottoesposta di un terzo di stop”, ma l’ho fatto per evitare il mosso. Non ho approfittato dello sfocato del f/2.8, come distanza focale ho messo infinito, perché ero in strada e riprendevo i soggetti che camminavano, i palazzi, l’ambiente in genere.

non mi aspettavo quindi di avere ombre nette e forte contrasto come se fossi sotto un bel sole estivo, ma per lo meno di avere una buona definizione, una definizione migliore che con la mia vecchia digitale minolta z1 (vecchia vecchia…). la cosa che mi stupisce, infatti, è che non ci sono grandi differenze tra le foto fatte con iso 400 e quelle con iso 100 nello stesso frangente (lungo la stessa strada, alla stessa ora): vista la diversa grana, mi aspettavo qualcosa di minimamente differente.

proverò domani a scansionare alcune stampe (oltretutto avendo chiesto il 13×19 certe foto sono croppate in maniera vergognosa, con teste, piedi, spalle e lampioni mozzati), così da cercare di rendere meglio l’idea.

nel frattempo, qualcuno sa dirmi se è una questione di stampa mediocre (su fujicolor crystal archive paper) o se il grosso dell’errore sta nella scelta di aver scattato in quelle condizioni? [b]oppure, ancora, l’esposimetro non funziona granché bene?
[/b]grazie sin d’ora a chi avrà avuto la pazienza di leggere i miei deliri 3735e happy qualità della stampa o foto fatte male?

ornella

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Flash SB900 e gemello con stativo per uso "studio"

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it Flash SB900 e gemello con stativo per uso "studio"

Ciao a tutti! Ho visto che alcuni fotografi utilizzano uno o più flash SB900 con stativi e softbox per fare delle foto in studio con buoni risultati.
Visto che io ho un SB900 e mi interessa molto avere dell’attrezzatura fortemente portatile, sapete quali stativi si adattano per poterci mettere su un flash con attacco a slitta?
Io ho una Nikon D90 e la mia idea era la seguente:

- prendere uno stativo “richiudibile” con testa “snodabile” per posizionare e orientare l’SB900 con eventuale softbox;
- prendere un secondo stativo sempre “richiudibile” da posizionare con eventuale kit ombrelli (esiste un attacco per mettere sia l’ombrello che il flash?);
- prendere un secondo flash (per forza SB900??? Ne esiste uno compatibile da utilizzare wireless ma che costi meno visto che lo userei solo per lo studio???) da utilizzare con il secondo stativo

Quindi riepilogando due stativi, due flash (un SB900 già ce l’ho), un kit ombrelli, una softbox e probabilmente qualche pannello di supporto per gestire la luce. Tutto questo con il solo scopo di poter smontare e mettere il materiale in un valigione per portarmelo dietro…diciamo un ministudio portatile, è fattibile? Cosa mi consigliate?
Vi ringrazio in anticipo!!!

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Foto notturna a soggetto in movimento

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Foto notturna a soggetto in movimento

Vorrei fotografare un aereo di notte e vorrei anche avere una foto statica. Ossia,non voglio settare il tempo di esposizione a valore elevati(facendo apparire tutte le scie delle luci);vorrei fotografare l’aereo così come lo vedo quando passa.
So che sono necessari ISO alti e,immagino,dei tempi di esposizione brevi.
Sapreste darmi dei consigli più precisi?

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