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Un nuovo murale di Blu a Jesi

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Un nuovo murale di Blu a Jesi

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Per le festività pasquali Blu è tornato dalle sue parti, nelle Marche e ha dipinto un muro. Il profilo di un uomo rappresentato di ¾ mentre prega, intento a ’succhiare’ uno spaghetto che proviene direttamente dalla sua testa. Una figura oscura, con gli occhi iniettati di bianco, che mangia se stesso. Una visione cruda dell’Italia, intenta appunto a consumarsi dall’interno.

Sempre di pochi giorni fa è una nuova stampa di Blu realizzata da Studio Cromie in edizione limitata (150 copie, dimensioni 70×90 cm). Si tratta di un lavoro davvero interessante in cinque colori che riporta in piccolo un grande murale realizzato l’anno scorso a Rennes, in Francia.

Blu – Murale a Jesi e stampa da Studio Cromie
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Un nuovo murale di Blu a Jesi é stato pubblicato su artsblog alle 17:55 di lunedì 02 maggio 2011.

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi  Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

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Legalmente cieca, dipinge paesaggi

domenica, 23 gennaio 2011
listen it it Legalmente cieca, dipinge paesaggi

Nancy Jernigan, oggi ventiquattrenne, perse improvvisamente la vista a tre anni. Non è completamente cieca, ma viene considerata “legalmente cieca”.

Oggi ha riscoperto una passione che aveva fin da piccola, la pittura. Per scegliere e trovare i pennelli da usare, li tocca con le labbra, per capire di che spessore è la setola, ed a volte assaggia con la lingua il colore, per capire di che tonaità cromatica si tratta.

Dipingere è diventata così la sua pratica quotidiana per vedere ciò che non potrebbe vedere. Tutto comincia con una stampa, una fotografia, che cerca di visualizzare grazie all’uso di una lente di ingrandimento.

Le piacciono i paesaggi e, una volta che ha messo i suoi colori in ordine, comincia un viaggio nella sua mente, per mettere su tela delle suggestioni che scaturiscono dalla realtà, ma che sono completate dalla sua immaginazione.

Per lei dipingere è un’attività terapeutica, non cerca soldi, ma vuole confrontarsi coi limiti che Madre Natura gli ha imposto. Qualche tempo fa ha dipinto un murale di grandi dimensioni vicino al campo di calcio dove gioca suo figlio.

Via KLTV

Legalmente cieca, dipinge paesaggi é stato pubblicato su artsblog alle 16:02 di sabato 22 gennaio 2011.

 Legalmente cieca, dipinge paesaggi

 Legalmente cieca, dipinge paesaggi

 Legalmente cieca, dipinge paesaggi  Legalmente cieca, dipinge paesaggi

 Legalmente cieca, dipinge paesaggi

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Rivolte in Tunisia

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Rivolte in Tunisia

aeb9a t01 26681845 Rivolte in Tunisia

Lo scorso dicembre sono iniziate alcune manifestazione di piazza in Tunisia contro la crescita costante del costo della vita.

La reazione scomposta del governo unita alla blindatura della stampa e delle televisione ha spinto le persone a comunicare attraverso i nuovi strumenti messi a disposizione dalla rete e dopo vari giorni di scontri il presidente Zine el-Abidine Ben Ali è scappato all’estero dopo 23 anni di potere conquistato deponendo il presidente Bourguiba anche grazie all’aiuto dei servizi segreti italiani.

Le immagini raccolte da BigPicture sono lo spaccato che mostra la rabbia di un popolo governato da persone che per decenni hanno pensato solo ad arricchirsi sulle spalle dei comuni cittadini nel nome del quale avrebbero dovuto, invece, governare.

Via | BigPicture

Rivolte in Tunisia é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di giovedì 20 gennaio 2011.

 Rivolte in Tunisia

 Rivolte in Tunisia

 Rivolte in Tunisia  Rivolte in Tunisia

 Rivolte in Tunisia

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Manuale>D7000

sabato, 25 dicembre 2010
listen it it Manuale>D7000

ciao a tutti, tralasciando il fatto che non vi è nessun Cd e nessun manuale nella confezione della D7000 body l’ho trovato su internet ma non posso stamparlo perché è protetto.
Sapete come posso fare per stamparlo oppure conoscete un link dove scaricarlo stampabile??
Mi trovo abbastanza scomodo senza manuale cartaceo!

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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qualità della stampa o foto fatte male?

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it qualità della stampa o foto fatte male?

ciao a tutti! 3735e smile qualità della stampa o foto fatte male?
ho ritirato oggi le stampe di due rullini a colori (Kodak ultramax 400 e Kodak Ektar 100) utilizzati con la mia nuova (comprata usata 3735e wink qualità della stampa o foto fatte male? ) nikon FM2. sono rimasta a dir poco delusa dal risultato e mi chiedo quanta colpa sia mia e quanta dello studio fotografico.

non sono una fotografa, e quindi non mi aspettavo di vedere immagini da maestro, ma lo scontento deriva (soprattutto) da colori e definizione: più che da negativo, le stampe sembrano fatte da digitale. sembra tutto un po’ “piatto”, in alcune immagini i colori sembrano troppo saturi, troppo contrastati, così che alcune parti sono piuttosto scure e altre troppo chiare, in generale prive di sfumature.
a parlare sono anche i rami degli alberi (spogli) contro il cielo: i contorni non sono netti. e poi: in una foto fatta al chiuso il muro bianco digrada verso il verde! eppure era tutto bianco…

ho scattato con luce invernale e col cielo coperto, generalmente a f/2.8 e con tempi 1/100 o 1/60, e confesso che a volte ho scattato con l’esposimetro che mi diceva “occhio, è sottoesposta di un terzo di stop”, ma l’ho fatto per evitare il mosso. Non ho approfittato dello sfocato del f/2.8, come distanza focale ho messo infinito, perché ero in strada e riprendevo i soggetti che camminavano, i palazzi, l’ambiente in genere.

non mi aspettavo quindi di avere ombre nette e forte contrasto come se fossi sotto un bel sole estivo, ma per lo meno di avere una buona definizione, una definizione migliore che con la mia vecchia digitale minolta z1 (vecchia vecchia…). la cosa che mi stupisce, infatti, è che non ci sono grandi differenze tra le foto fatte con iso 400 e quelle con iso 100 nello stesso frangente (lungo la stessa strada, alla stessa ora): vista la diversa grana, mi aspettavo qualcosa di minimamente differente.

proverò domani a scansionare alcune stampe (oltretutto avendo chiesto il 13×19 certe foto sono croppate in maniera vergognosa, con teste, piedi, spalle e lampioni mozzati), così da cercare di rendere meglio l’idea.

nel frattempo, qualcuno sa dirmi se è una questione di stampa mediocre (su fujicolor crystal archive paper) o se il grosso dell’errore sta nella scelta di aver scattato in quelle condizioni? [b]oppure, ancora, l’esposimetro non funziona granché bene?
[/b]grazie sin d’ora a chi avrà avuto la pazienza di leggere i miei deliri 3735e happy qualità della stampa o foto fatte male?

ornella

Fonte Google News

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Il "mitico" Enzo

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it Il "mitico" Enzo

… dovendogli regalare una foto ho deciso di stampargli questa in formato poster. Ho deciso bene? Cioè è una buona foto?

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Stampa Cover DVD

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it Stampa Cover DVD

Ciao a tutti, è mia intenzione stampare dei cover per DVD.
Vorrei usare Photosciopp, qualcuno mi può suggerire gentilmete dove reperire dei template in formato PSD con le misure già impostate?

Grazie

Fonte Google News

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Stampe Album Online, La Mia Esperienza Negativa

venerdì, 3 dicembre 2010
listen it it Stampe Album Online, La Mia Esperienza Negativa

Volevo segnalare la mia esperienza negativa con Photocity, per chi fosse in dubbio su quale laboratorio scegliere.
Ho fatto stampare diversi libri fotografici, ho inviato diversi ordini dello stesso album ma mi sono accorto purtroppo dopo 1 mese che in 1 degli ordini le pagine erano tutte tagliate male e quindi da buttare.
Ho quindi contattato photocity, comunicando il numero d’ordine, per vedere se c’era qualche possibilità, magari uno sconto sulla ristampa o altro, dato che il problema era un difetto di produzione.
Mi rispondono dispiaciuti e mi dicono di non preoccuparmi assolutamente e di rimandare gli album a spese mie, mi avrebbero rispedito gli album e rimborsato le spese… beh, ho pensato, che serietà!
Dopo 2 giorni mi rispondono che hanno potuto accreditarmi solamente l’importo degli album perchè ormai erano passati + di 10 giorni!
Io ho risposto che potevano anche dirmelo prima di rispedirglieli, bastava semplicemente controllare le date! così, tra ristampe e trasporti ci ho rimesso 45€ a causa della loro incompetenza.
Ho deciso quindi di chiedere la cancellazione di tutti i miei dati visto che non sarei stato piu’ loro cliente. Mi sarei aspettato qualcosa di piu’ della semplice conferma!
La mia soddisfazione è quella di raccontare questo fatto in tutti i forum di fotografia, dato che per loro la perdita dei clienti non è importante!

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Consigli su sito e stampa on line

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it Consigli su sito e stampa on line

Salve a tutti,

sto valutando di stampare alcune mie foto sia nei formati tradizionali (10×15, 13×19, ecc), sia qualche stampa a dimensioni maggiori per la quale accetto consigli tra poster/cartoncino opaco per farne dei quadri da appendere al muro. Le foto sono scattate con d90 in raw e alcune vecchie con una Bridge panasonic da 10 MP…fino a che dimensione posso spingermi indicativamente?

a parte i siti più commerciali (es. photocity) volevo sapere se esiste qualche sito più tecnico di riferimento per compromesso prezzi/qualità.

Grazie a tutti per eventuali risposte,
Gianluca

Fonte Google News

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camera control pro 2 – stampa diretta

martedì, 23 novembre 2010
listen it it camera control pro 2   stampa diretta

salve nikonisti volevo un’informazione per me essenziale:

ho appena installato camera control pro 2.8 (versione traial) da utilizzare con una D90, tutto è andato a buon fine, la macchina è riconosciuta dal programma ma mi sa che manca quello che cercavo: è possibile stampare direttamente dal pc la foto che faccio con la macchina???

so che è assurdo, la SD è nella macchina però mi chiedevo se camera control pro ha questa funzione oppure devo cercare un’altro programma, e se si quale???

grazie

Fonte Google News

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…recuperiamo il recuperabile…

domenica, 21 novembre 2010
listen it it ...recuperiamo il recuperabile...

…vecchia stampa acquisita da scanner e 1 ora di photoshop2d71d happy ...recuperiamo il recuperabile...

…so bene che si poteva fare di meglio ma il budget a disposizione consentiva di arrivare fino a qui…

…com’era…
http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a53975-001.jpg.html

…e com’è…
http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a53976-002.jpg.html

http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a53977-003.jpg.html

Fonte Google News

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