mercoledì, 16 marzo 2011
Botaniq è un progetto focalizzato su un’idea molto particolare di conservazione dell’opera d’arte.
Ideato dal’artista e ricercatore Gabriel Vanegas, il sottotitolo di Botaliq è “Diaries of an observer and interactor” (Diari di un osservatore e un “interattore”, traduco letteralmente questa parola che è una forzatura credo voluta anche nella versione inglese). Il cuore della riflessione parte dal presupposto (da me condiviso) che un modo per perservare l’arte è la condivisione delle nostre esperienze e interazioni con l’opera medesima: uno spostamento dagli aspetti descrittivi e materiali dell’opera verso la sua capacità di artefatto di raccontare le “storie di un periodo culturale, viaggi unici, particolari e irripetibili“(dalla home del sito).
Botaniq è dunque un archivio di esperienze di opere d’arte, a vocazione internazionale. Ma la cosa forse più interessante di questo progetto è il metodo. Per creare l’archivio, gli artisti partecipano a workshop di grafica sperimentale e composizione attraverso i quali si realizza una documentazione dell’opera sotto forma di un diario personale dell’esperienza. Non ci sono limiti alle tecniche e ai tipi di materiali utilizzati per costruire il diario. Un diario che diventa in se stesso l’opera d’arte. I workshop si chiamano “Workshops of conservation of Experiences”: è possibile parteciparvi o ospitarne uno all’interno di un proprio evento.
Botaniq è un’idea meravigliosa su cui i musei, storici dell’arte e curatori avrebbero molto a apprendere: vi immaginate se l’archiviazione introiettasse questa pratica come metodologia? Che ne pensate? Il video in alto intanto ci spiega l’approccio teorico utilizzato: se ne avete voglia guardatelo, è molto inteessante.
Botaniq. L’archivio delle esperienze é stato pubblicato su artsblog alle 11:23 di martedì 15 marzo 2011.


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lunedì, 27 dicembre 2010
Salve, mi sono appena iscritto e volevo consigli
avrei trovato una Nikon D50 con obiettivo 28-80 a 200 Euro, lo so che è una macchina un pò datata ma forse per quello che serve a me potrebbe essere piu che sufficiente
dico subito che sono mega ignorante in materia di fotografia, e che una macchina con 1000 mila funzioni sarebbe decisamente sprecata per me, alla fine l’ultima macchina che avevo preso era una compatta da 5 mega pixel e che da un po mi da qualche problema, ragione per la quale ultimamente le uniche foto che posso fare sono col telefonino, anche quello da 5 mega, ma una reflex penso che sia propio un altro mondo
ho guardato anche per la D80, ma la si trova a prezzi superiori, e forse per me la spesa in piu non vale la resa
poi comunque la D50 è dotata di motorizzazione sul corpo macchina, quindi potre utilizzare obbiettivi AF o AFD senza perdere l’autofocus
questa D50 la dovrei andare a vedere nei prossimi giorni, dalle foto sembra ok, mi devo informare sugli scatti all’attivo, ho visto che tramite un software “opanda” si potrebbe vedere la quantità reali degli scatti fatti, qualcuno mi potrebbe spiegare il procedimento per fare questo
per adesso vi ringrazio e a breve tante altre domande
Fonte Google News
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mercoledì, 1 dicembre 2010
Ho bisogno di fissare la reflex ad un piano di legno e stavo cercando le viti “standard” usate per attaccare le teste dei cavaletti ai corpi macchina.
A me servono di 3 o 4 centimetri pero’ se non fosse possibile posso provare arrangiarmi anche con viti piu’ corte.
Qualcuno riesce a dirmi:
1) Che formato sono? Cosa devo dire in ferramente per farmi capire? Ho provato a spiegare che mi servivano quel tipo di viti e tutti mi guardano storto.
Leggendo un forum online in inglese ho letto che sono le viti diametro 1/4 di pollice filettatura passo 20. E’ giusta questa definizione? In italia usiamo i millimetri quindi non so se posso azzardare una banale conversione o devo usare qualche sigla tipo A5 o simili.
2) Dove posso comprarle se non in ferramenta?
Grazie mille a tutti in anticipo
Fonte Google News
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mercoledì, 24 novembre 2010
Ciao a tutti sono anch’io un posessore di una d3000 da qualche mese, e devo dire che mi trovo bene è una macchina ovviamente entry level ma a mio parere per chi come me entra adesso nel mondo della fotografia reflex si può benissimo accontentare. Tra l’altro io sto facendo un corso di foto dove ti spiegano che innanzi tutto le foto le fanno le ottiche con il giusto corpo macchina, ma se uno non ha un pò d’occhio enon sa come comporre la foto si può prendere anche il top di gamma che farà sempre foto banali.
Questo è solo il mio pensiero sul tipo di macchina, la mia domanda per chi perfavore sa rispondermi è ” che cosa serve il pulsante apertura della macchina?” Sul manuale è a pagina 2 ed è il tasto 4, ringrazio tutti quelli che mi sapranno rispondere
P.S.
la foto è un arte che non dipende sempre dalla macchina , ma da chi fa la foto
D3000
Fonte Google News
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martedì, 23 novembre 2010
In questo topic vorrei presentare un tema molto scottante, che è quello del fotoritocco e della sua liceità. Ovvero, è lecito fotoritoccare?
Si potrebbero fare considerazioni lunghe km, stare qui a parlare per ore, ma quello che vorrei sottoporvi è un approccio del tutto personale verso l’argomento. Siete quindi ovviamente liberi di contraddirmi, ma quello che spero è che nasca un sano confronto, su un tema che ripempie spesso topic e discussioni.
Secondo me esistono due tipi di diversi di fotoritocco: lo sviluppo del file e il fotoritocco
Non voglio essere tautologico, ma quello che viene generalmente definito fotoritocco, secondo me è un secondo step nell’elaborazione di un file ottenuto dopo uno scatto.
Provo a spiegarmi, introducendo qualche dettaglio in più sulle due fasi introdotte precedentemente.
Immaginiamo di avere a disposizione 2 equipaggiamenti diversi:
1. Nikon D3000 + 18-55VR
2. Nikon D700 + 28-70/2.8
Con entrambe le macchine ci mettiamo sullo stesso treppiede, con la stessa inquadratura (quindi fate la conversione dell’angolo di campo), impostiamo gli stessi parametri di scatto (diaframma, tempo, sensibilità, saturazione, contrasto, ecc ecc) e facciamo la stessa foto.
Prendiamo le nostre macchine dopo aver fatto i due scatti e li confrontiamo. Sono uguali?
Ovviamente no, anzi, verosimilmente lo scatto della coppia D700+28-70 sarà migliore di quello D3000+18-55, ma questo significa che i due scatti non sono uguali
Eh già perché le due macchine non hanno ottenuto lo stesso risultato, nonostante l’estrema cura nel controllare che tutto fosse uguale. Un esempio banalissimo? Secondo voi la definizione del 28-70 e del 18-55 sono uguali? Beh sicuramente no, quindi tra le due foto, così al volo, già notiamo che c’è qualcosa di diverso, nonostante gli sforzi per avere tutto uguale.
Ancora? Beh le transizioni cromatiche, ovvero come si passa da un colore all’altro. Beh il 28-70 è un’ottica vecchia scuola, col transazioni dolci, mentre il 18-55 è sicuramente di concezione più nuova è sarà più plasticoso come resa, con gradini più evidenti tra i colori. Ma allora anche per questo aspetto el foto non sono uguali nonostante gli sforzi fatti per renderle tali…
Ancora? Beh il rumore. Gli ISO della D3000 hanno lo stesso effetto sulla foto di quelli della D700? Eppure sono su entrambe, ad esempio, 400ISO… Quindi anche per questo le foto non sono uguali
Questa digressione semplicemente per mostrare come ci sia una fortissima dipendenza dal mezzo, ovvero entrambe le macchine riprendono nelle medesime condizioni la stessa scena, ma danno due risultati diversi…
Non sarebbe allora lecito operare in una qualche maniera per avere le due foto uguali? Cioè mi spiegate perché io non devo ottenere due cose uguali in un contesto come questo? Non è lecito intervenire in post produzione per portare le foto allo stesso risultato finale?
Secondo me, e qui rinnovo la soggettività della trattazione, la risposta è positiva. Cioè mi sembra più che lecito agire per avere due foto uguali… Perché devo avere il limite del mezzo? Perché devo avere qualcosa di falso tra le mie mani?
Eh sì perché o la D3000 o la D700 hanno ritratto in modo artefatto la realtà, in modo falso, perché non hanno fatto la stessa cosa. Confrontando i due scatti, fatti nelle medesime condizioni, ho due cose diverse. Sicuro una delle due almeno rappresenta in modo falso la realtà…
Ecco quindi che questo scenario sembra essere uno per cui fotoritoccare è lecito, quantomeno per evitare che il fotografo si trovi davanti due rappresentazioni diverse della stessa realtà.
Ma detto questo, come si fa? Come si fa a stabilire chi ha detto il vero tra la D700 e la D3000? Beh l’istinto e il marketing ci portano a dire:”Uè ciccio, la D3000 sicuro ha fatto la foto falsa”, quindi l’idea istintiva sarebbe quella di portare la foto della D3000 verso quella della D700.
Ma siamo sicuri che la foto della D700 sia quella VERA?
Abbandoniamo cioè per un momento la coppia di macchine e lavoriamo solamente con la D700. Faccio lo stesso scatto, ma solo con lei e il 28-70 montato. Sono sicuro che è vera sta foto? Cioè senza preoccuparmi se ho fatto meglio o peggio di una D3000 con il 18-55, quello che la D700 ha fatto è VERO?
Beh bisogna vedere se la foto RAPPRESENTE IN MODO FEDELE LA REALTA’. E cioé?????? Come se fa sta cosa?
Beh innanzi tutto dobbiamo controllare se su macchina abbiamo la stessa cosa che i nostri occhi stanno guardando. Le famose transazioni cromatiche, le saturazioni, le rappresentazioni dei colori, la nitidezza, ecc ecc, sono VERE? Sono cioè identiche alle vere?
Beh per quanto uno si sforzi di comprare ottiche e corpi costosi e pregiati, niente è come i nostri occhi e ogni elemento introduce un suo modo di leggere le scene e questo va sempre bene?
Cioè siamo sicuri che quello che fa la macchina è esattamente quello che facevamo noi con gli occhi?
Nella mia esperienza ho potuto constatare che spesso, anche le macchine più elevate di fascia, hanno un’inevitabile distorsione della realtà, ovvero introducono un loro marchio sulla foto, rappresentando in modo più o meno veritiero gli elementi della scena. Perché io allora, in quanto essere che ha premuto il pulsante di scatto, non devo riportare la foto che la macchina ha fatto a quello che vedevano i miei occhi?
Perché non dovrei cioè sviluppare il file? Mutuo questo termine dalla pellicola per chiarire come sia secondo me addirittura necessario riportare a quanto si vedeva la scena catturata dalla reflex.
Molte molte volte sento gente che dice:”Io le foto non le ritocco, le lascio così come uscite dalla macchina. Queste sono foto vere, non quelle ritoccate”.
Ma siete sicuri che siano davvero VERE tali foto? In base a quanto detto prima, la macchina fotografica ha fatto una SUA cattura della realtà, che potrebbe discostarsi, e tanto, dal mondo che i notri occhi vedevano al momento. Perché allora “doversi accontentare”? O meglio, perché rendere lecito il fotoritocco che fa la fotocamera e colpevolizzare il nostro al computer?
Dopotutto io vorrei solamente riportare la foto a quello che vedevo, perché questo dovrebbe essere sbagliato?
Vorrei lasciare spazio ad un esempio fotografico, piuttosto che continuare con le parole. Le due foto allegate sono relative ad un RAW scattato al tramonto al lago di Bolsena. Come si nota il RAW ha delle tonalità molto meno sature, transazioni cormatiche delicate, ma non accentuate. Era davvero questo quello che vedevo mentre scattavo?
Nei miei occhi c’era davvero quello che il RAW rappresenta?
La risposta è ASSOLUTAMENTE NO, ovvero nonostante il 35/2 montato e la D700, comunque non c’è stata una rappresentazione REALE della scena.
La foto “elaborata”, o meglio sviluppata, è un tentativo di riportare la foto, l’immagine a quello che effettivamente vedevo con gli occhi.
E’ lecito secondo voi? Qual è vera e qual è falsa delle due foto?
Secondo quanto detto prima, così come la pensano in tanti, il RAW è la foto vera perché è uscita dalla macchina senza il minimo ritocco, ma vi posso garantire che non è così, perché quello che vedevo non è affatto quanto rappresentato dal RAW
La foto, VERA, ovvero quella che rappresenta al meglio quello che avevo visto, è quella sviluppata, quella cioé che ha i colori esattamente come erano al momento, la prospettiva esattamente come la vedevo al momento.
Se ci fate caso infatti ho scelto questa foto, anche per l’evidentissima distorsione prospettica e l’inclinazione dell’orizzonte visibili nel RAW. Nel JPEG è sparito tutto, orizzonte dritto e prospettiva corretta. Non è forse anche questo mettere mani sulla foto? Certo, ma se non l’avessi fatto, avrei rappresentato VERAMENTE la scena?
Beh no, perché la balaustra è dritta nella realtà e l’orizzonte è orizzontale.
Inoltre in questo scatto ho dovuto distorcere entrambi per poterli recuperare senza troppe difficoltà, quindi perché non dovrei sviluppare il file?
Come si nota cioè da quanto scritto, una prima fase di approccio al file è quella di riportarlo al vero, appunto di svilupparlo. Questo lo si fa inevitabilmente fotoritoccando, ovvero intervenendo al computer sulla foto, ma l’intento è quello di riportare “al vero” lo scatto.
Non mi piace che sia la macchina (più ottica) a dirmi cosa effettivamente c’era e come era. Sono IO che so come era la realtà che stavo riprendendo… la macchina è solo uno strumento al mio servizio per portarmi dietro QUELLA scena e se non ci è risucita, allora ci penso io a recuperarla.
Ma allora, il fotoritocco, ovvero la II Fase detta prima… che roba é? Beh ogni volta che supero la realtà col fotoritocco, introducendo qualcosa di eccessivo, valico lo sviluppo. Se cioè supero quello che effettivamente i mei occhi vedevano, se la mia rappresentazione non è realistica, allora ho fotoritoccato in modo secondo me criticabile.
Certo è che il limite è soggettivo e proprio di ogni foto, perché solo l’autore sa di preciso cosa c’era al momento dello scatto…
Con questo topic spero di aver suscitato se non altro senso critico sulla cosa, che poi può essere a favore o contrario, ma spero quantomeno se ne parli.
Il tema scotta, so benissimo di toccare delle corde molto sensibili, ma vorrei sapere cosa ne pensate…
Fonte Google News
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domenica, 21 novembre 2010
Questo post e’ riservato a chi conosce ambedue i flash, altrimenti potete anche non leggere.
Buongiorno devo comprare in tempi rapidi un flash per la mia Nikon D60 la scelta è fra il Metz 36 ed il Metz 50. Voglio capire se vale la pena comprare il 50 ad una spesa quasi tripla del primo.
Ho letto ambedue i manuali d’istruzione a quando ho capito il più economico non ha la parabola automatizzata, inoltre la parabola ha meno possibilità di orientamento, e cosa molto importante non ha la possibilità di aggiornamento via web pertanto se compro una Nikon che non esiste ancora lo devo mandare a Fowa per l’aggiornamento. Voglio capire dai più esperti quando possano essere d’impiccio tutte queste cose inoltre se c’è qualche altra differenza sostanziale, che magari ho letto nei manuali ma non me ne sono reso conto. Grazie in anticipo per le risposte.
Premetto che io non ho molte esigenze, difficilmente lo userò esterno alla macchina.
Un ultima domanda riservata a biancoenerofotografia nel caso mi avesse letto fin qua: Ho visto i tuoi articoli sull’uso del flash e ti faccio i complimenti. Ho un dubbio, se ho capito bene usando la ottica Nkkor attacco Dx (quello da kit insomma) eventualmente implementato con Tamron piuttosto che Sigma con lo stesso attacco, pertanto motorizzati e possibilmente stabilizzati fino a 200 mm (nel caso del metz 50) il flash mette a fuoco l’oggetto, insomma fra posizione a 200 mm e a 18 il flash cambia, ho capito bene? Riesce in due parole a spiegarmelo? Grazie
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domenica, 21 novembre 2010
Dunque, innanziatutto buona sera a tutti. Sono (ovviamente trovandomi qui) appassionata di fotografia, ma non conoscendo bene particolari tecniche o modalità d’uso ho optato ormai da un annetto per una Nikon D3000. Fin qui tutto perfetto se non fosse che da un po’ di tempo a questa parte mi è venuta la malsana idea di provare un fisheye. Mi sono sommariamente informata e ho scoperto che attualmente per ottenere un effetto fisheye direttamente e non tramite manipolazioni successive (tipo con photoshop ecc.) l’unico modo è acquistare un obiettivo da parecchie decine di euro. Non essendo a disposizione di tali somme ho rinunciato. Ultimamente però ho scoperto dell’esistenza di un Fisheye 20 mm Diana Lens della Lomo con relativo adattatore per Nikon a un prezzo decisamente più accessibile ed ho pensato di provarlo. Il problema adesso è che, tale obiettivo, montato sulla mia Nikon non dà i risultati sperati. Ho letto di alcune discussioni riguardanti la variazione dell’angolo di campo in relazione a diversi formati di sensore ecc.. ma detto sinceramente non è che ci abbia capito granchè…Qualcuno può chiarirmi questa situazione e magari spiegarmi come fare a migliorare la resa fotografica con quest’obiettivo che, ne sono consapevole, già di suo non deve essere il massimo. Grazie in anticipo per l’aiuto 
Dimenticavo..la macchina mi permette lo scatto col nuovo obiettivo soltanto in modalità manuale. Inoltre mi inabilita all’uso del flash con il seguente messaggio: “Flash in modo TTL. scegliere un’altra impostazione oppure usare un obiettivo CPU.”
O.O AIUTO.
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