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Articoli marcati con tag ‘speranza’

Addio D80?

domenica, 17 aprile 2011
listen it it Addio D80?

Ciao a tutti, sono relativamente nuovo del forum, e vorrei chiedervi un consiglio su una cosa che mi è successa..
Il mio cane ha allegramente preso la mia D80 e gli si è aperto il flash che lui ha manguicchiato….
Tratta in salvo la macchina, come un idiota l’ ho accesa per vedere se funzionasse ancora e i fili che sporgevano dal flash mangiucchiato hanno fatto corto circuito, la macchina si è spenta e non si è più riaccesa.
Provato anche con battery pack nella speranza che si fosse bruciata la batteria…
Secondo voi è da buttare? C’i sono precedenti?
Grazie a tutti

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Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety - 63]

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety   63]

7d720 34 k koester Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety   63]

Per questa domenica nucleare vi presento un progetto toccante. Siamo a Pripyat, città vicina a Chernobyl diventata dopo l’esplosione un deserto abbandonato, una città fantasma dove ogni segno di vita, umana è scomparso lasciando il passo ad un silenzio interrotto solo dal vento.

È qui che a 20 anni dal disastro nucleare un gruppo di street artist ritorna per lasciare una traccia, alla memoria e alla speranza. Su iniziativa di Vitali Shkliarou e Sergey Abramchuk, bambini al tempo dell’esplosione, il progetto prende forma: Radiating Places. Nell’ottobre del 2005 7 artisti da Mosca, Minsk e Berlino viaggiano verso l’area radioattiva. Sono Konstatin Danilov, Denis Averyanov, Ivan Malakhov, Kim Köster e Tobias Starke: useranno quei muri come una tavolozza e, ognuno con il proprio stile, con i colori o il bianco e nero, ci dicono che una nuova Chernobyl non deve accadere. I fatti, purtroppo, li smentiscono – ma non smentiscono la follia umana.

Vi lascio con una data: 26 aprile 1986. E con qualche numero: a Chernobyl sono morte 4000 persone per diretta conseguenza dell’esplosione; 5.000.000 di esseri umani vivono in zone ancora contaminate; miliaia sono quelli che ne subiscono ancora gli effetti sul proprio corpo a causa di malfomazioni, tumori, leucemie; il numero di tutti quelle che hanno subito traumi a livello psichico non è calcolabile.

I numeri del Giappone li conosceremo fra 20 anni.

ps: Nuclear Anxiety “- 63″ è il mio conto alla rovescia per il eferendum. Da oggi al 12 giugno mancano sessantatre giorni.

Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety - 63] é stato pubblicato su artsblog alle 08:18 di domenica 10 aprile 2011.

 Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety   63]

 Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety   63]

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Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

giovedì, 24 febbraio 2011
listen it it Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

5c8fc afghanistan painter Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

La guerra non è fatta solo di armi, potere, morte e distruzione. Spesso il mondo del giornalismo e dei media cerca di raccontarla, con reportage e immagini, ma non sempre è possibile. Chris Hennebery è un ex-soldato canadese di pattuglia in Afghanistan e da marzo, insieme alla sua divisa e al casco, avrà delle armi diverse, fatte di matite e pennelli.

Hennebery, 42 anni, ha ricevuto una formazione classica presso l’Università di Emily Carr. La sua speranza è che alcuni dei suoi quadri possano andare al Canadian War Museum di Ottawa, mentre il resto sarà devoluto ai reggimenti locali. Adesso però vuole servire il suo paese in un modo diverso durante la sua missione speciale di tre settimane nella zona di guerra. Insieme al fotografo Shaun O’Mara (anche lui ex-militare), documenterà attraverso la pittura e la fotografia l’azione dei soldati canadesi per portare stabilità in Afghanistan.

L’obiettivo è quello di creare dieci dipinti di grandi dimensioni, e centinaia di piccoli schizzi, acquerelli e fotografie, una testimonianza visiva per riportare la storia di quello che sta succedendo laggiù e che farà parte di una mostra prevista per l’aprile 2012.

La cosa davvero interessante è che il progetto è stato finanziato tramite la campagna di fundrising di Kickstarter, la piattaforma di hosting video che permette agli utenti di sottoscrivere e finanziare un progetto creativo, così da renderlo operativo. La quota da raggiungere era di 3.00 dollari, ma siamo arrivati oltre 5.000. Adesso i mecenati (i backers in gergo), riceveranno in dono alcune opere di Hennebery.

Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra é stato pubblicato su artsblog alle 13:37 di mercoledì 23 febbraio 2011.

 Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

 Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

 Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra  Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

 Afghanistan, il soldato pittore che documenta la guerra

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News – Il Progetto denominato Impossible è dato un anno di reinventare la pellicola istantanea

martedì, 20 gennaio 2009
listen it it News   Il Progetto denominato Impossible è dato un anno di reinventare la pellicola istantanea

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Hai perso la produzione di pellicola istantanea Polaroid per telecamere nel 2010. Questa è la sfida del collettivo “Progetto Impossible”, guidato da Florian Kaps. L’acquisto di macchinari e di produzione nel centro di Amsterdam e di collaborazione Ildford Polaroid risolvere un piano rappresenta un barlume di speranza per i fan del film. Inoltre, essa ha confermato la conclusione della seconda edizione della Giornata Mondiale della Fotografia Chimica.
 News   Il Progetto denominato Impossible è dato un anno di reinventare la pellicola istantanea


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 News   Il Progetto denominato Impossible è dato un anno di reinventare la pellicola istantanea

Articolo tratto da Quesabesde.com

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Diario: 23 novembre

domenica, 23 novembre 2008
listen it it Diario:  23 novembre

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Light & Hope

“Battenti semichiusi lasciano filtrare la luce della speranza, sola ed unica sopravvissuta in luoghi abbandonati e dimenticati forse troppo in fretta. Per non dimenticare il 23.11.1980, See here the complete reportage.”

Panalumix Dmc FZ50
(November ‘07)
f 3.2, 1/8sec, 200iso

Foto di Daniele Pollice

La prossima immagine del nostro Diario potrebbe essere la vostra.

Fonte ClickBlog.it

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