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Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

Chi conosce Shepard Fairey, sa della sua passione per la musica. Da sempre collabora con musicisti per le copertine di dischi e chi lo ha sentito nelle vesti di Dj dice che Obey ha buon gusto anche come selezionatore e miscelatore.

Da poco è uscito l’ultimo videoclip dei Death Cab for Cutie, Home is a Fire è il primo singolo dall’album Codes And Keys che uscirà il prossimo 31 maggio. La canzone è molto poetica nei toni ovattati, nel procedere energico del groove e anche nel testo, che vi riporto per intero dopo il salto su Continua.

Come vi dicevo il video è stato ideato Shepard Fairey e Nicholas Harmer, bassista del gruppo. La canzone parla della ridefinizione dello spazio familiare e collega una serie di pensieri, azioni, accadimenti ai poster e ai cut-up con cui le parole prendono forma.

“Sleep, sleep with the lights on
Shutter and shades drawn
There’s too many windows
Noise, cars on the freeway
Tempting a clean break
There’s nowhere left to go
Watching the room tweak
Through cracks in the concrete

Plates they will shift
Houses will shake
Fences will drift
We will awake
Only to find
Nothing’s the same
Nothing’s the same

Home, home is a fire
A burning reminder
Of where we belong, oh
With walls, built up around us
The bricks make me nervous
They’re only so strong, though
They’re only so strong, though

Plates they will shift
Houses will shake
Fences will drift
We will awake
Only to find
Nothing’s the same
Nothing’s the same
Nothing’s the same
Nothing’s the same
As yesterday
As yesterday”

Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie é stato pubblicato su artsblog alle 13:35 di martedì 17 maggio 2011.

 Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

 Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

 Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie  Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

 Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

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Consiglio su scelta zoom grandangolare-medio

sabato, 14 maggio 2011
listen it it Consiglio su scelta zoom grandangolare medio

Salve a tutti,

sono in procinto di acquistare un nikkor 70-300 vr per la mia D90 per ampliare il mio parco ottiche in previsione di un viaggio estivo in Venezuela, e trovandomi in giro per siti di lenti stavo riaggiornando anche la mia “wish list”.

Al momento ero indeciso più che altro su quale obbiettivo affiancare al 70 300, al posto del discreto generalista 18-105 che possiedo già.

Premettendo che sono un amatore, ho dato una scorsa a buona parte delle discussioni recenti riguardanti queste focali. Ero abbastanza convinto sul Tamron 17 50 2.8 versione non stabilizzata(dovrebbe avere un gruppo ottico migliore) e consapevole di non avere una lente che comprendesse le focali da 50 a 70, quando passando sul sito Sigma ho trovato un Sigma 17-70 OS HSM 2.8-4 che è andato a sostituire la vecchia versione 2.8-4.5.

Nelle discussioni qui sul forum non ne ho visto ne parlare ne consigliare direttamente, quindi mi chiedevo come potesse essere questa ottica.

In più, trovandomi, vorrei inserire anche il Sigma 24-70 2.8 nella lista dei papabili, qualora volessi poi affiancare un vero grandangolare tipo tokina 12 24.

Voi che ne pensate? ora come ora, quale sarebbe l’ottica che consigliereste tra queste (o tra altre, rimanendo sempre nello stesso range di prezzi)?

Considerate che a livello di soggetti spazio da panorami a ritratti a sport sia indoor che outdoor(basket, kite/wind surf).

Grazie in anticipo a tutti per i consigli 7aa6c smile Consiglio su scelta zoom grandangolare medio

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Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

mercoledì, 6 aprile 2011
listen it it Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

5a345 aksioma Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

Si inaugura oggi a Lubiana il nuovo project space di Aksioma, Istituto di Arte contemporanea che opera in Slovania da circa un decennio.

Lo spazio nasce con l’obiettivo di ospitare e promuovere le produzioni del centro quanto pratiche e progetti legati alla new media art che hanno bisogno di uno spazio espositivo e trovano difficoltà a reperirlo. La riflessione proncipale ruota intorno alla società dei mas media: come trovare un “hack” nella sua complessa architettura attraverso opere che interpretino il tema usando critica, pratiche sovversive e narrative ironiche e taglienti.

Aksioma coglie inoltre la sfida di creare una galleria d’arte in in momento storico in cui le tecnologie digitali costringono tali “istituzioni” a ripensare in modo radicale il loro ruolo: il luogo fisico dell’esposizione non è infatti più necessariamente il punto di approdo del prodotto artistico, il cui processo/esperienza continua altrove. Per l’opening è stato scelto l’artista Trevor Paglen con la mostra “A Hidden Landscape”.

I miei migliori auguri ad Aksioma per riuscire a cogliere questa sfida, ricordandone che la direzione artistica è di Janez Janša, personaggio che credo molti di voi apprezzano e conoscono già.

Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia é stato pubblicato su artsblog alle 19:01 di lunedì 04 aprile 2011.

 Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

 Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

 Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia  Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

 Aksioma. Un nuovo project space per la new media art in Slovenia

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Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

lunedì, 4 aprile 2011
listen it it Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

30fb4 nucleofamiliare Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

Per la nostra domenica nucleare, un’opera che ci arriva da una segnalazione diretta dell’artista Silvio Giordano che ringraziamo.

Da sempre sensibile alle tematiche ambientalistiche-ecologiche, l’opera ha un titolo volutamente ambiguo: Nucleo Familiare (2008). Ne riporto di seguito le descrizione dell’artista, per me poetica ed estremamente attuale: “Esiste un tavolo dove una grande famiglia si unisce compatta e tesse indisturbata il destino del mondo svuotando la democrazia di significato. Esiste un’energia che snoda Cortei copiosi contro di essa.”

Probabilmente lo avrete riconosciuto: si tratta del parlamento delle Nazioni Unite sul quale, con un gesto semplice ed incisivo, viene sovraimposta l’icona della radioattività a delimitare un nuovo spazio simbolico. Complimenti a Silvio Giordano per aver interpretato con sensibilità un’inquietudine comune a molti, e sicuramente di chi scrive.

Vi ricordo infine che è possibile partecipare al ciclo “Ansia Nucleare” inviandoci le vostre opere via mail all’indirizzo segnalazioni del blog, o postandole sulla pagina Facebook dedicata. Per tenervi aggiornati sulla crisi nucleare, vi rimando al solito su Ecoblog.

Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano é stato pubblicato su artsblog alle 17:47 di domenica 03 aprile 2011.

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano  Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

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8 ore di video su d7000: stress sensore?

lunedì, 14 marzo 2011
listen it it 8 ore di video su d7000: stress sensore?

Ciao a tutti,
dovrei riprendere un soggetto che parla, a distanza fissa, per circa 2 volte a settimana per 8 ore a volta.
Questo può causare un eccessivo stress dell’elettronica o riscaldamento del sensore?

Inoltre, vi chiedo se avete sottomano una tabella che indichi lo spazio che il video occupa in memoria a seconda delle risoluzini utilizzate.

Grazie

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consiglio borsa fotografica

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it consiglio borsa fotografica

Salve a tutti, sono alla ricerca di una borsa che contenga il mio materiale fotografico, che se pur esiguo, si sta piano piano espandendo e richiede un po’ di spazio in più:

Nikon D5000
obiettivo 18-55
obiettivo 55-200
obiettivo nikon 50 1,4 AF-S (che è un po’ più ingombrante dell’afd)
batterie e piccoli accessori.

Ho visto su internet un modello che “esteticamente” potrebbe fare al caso mio (ovvero piuttosto anonima) la borsa nikon CF-EU04…qualcuno ce l’ha? Può contenere la D5000 con uno degli obiettivi montati più gli altri due che restino facilmente accessibili?
Avete altre borse da propormi?

Grazie mille!
Barbara

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Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dell’arte digitale a Vienna

domenica, 20 febbraio 2011
listen it it Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna

a8260 cuisinedigitale Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna

Nel cuore el MuseumsQuartier di Vienna il collettivo artistico 5uper.net ha insediato la sua Cuisine Digitale.

Cuisine Digitale è innanzitutto uno spazio pensato in cui artisti, producers e amanti di nw media art, architettura, musica possono incontrarsi, ma anche esporre, esibirsi, tenere workshop, talk, proporre e organizzare eventi. Ogni domenica il “MedienKunstCafé” (foto in alto) è un appuntamento settimanale realizzato in collaborazione con gruppi quali readme.cc e shifz.org. Nell’atmosfera rilassata e informale di un cafè, seduti ad un tavolo con una torta e una bevanda calda in mano, presentazioni di artisti in residenza, talk sulla new media art o CocktailRobotic-theory di shifz.org, offoìrono opportunità nuove di apprendere e sviluppare progetti: l’ingresso è libero. Dietro MedienKunstCafé 5uper.net c’è inoltre una riflesione precisa: l’interdipendenza e l’analogia fra spazio fisico e spazio virtuale, dove la libera circolazione di informazione è parte del progetto architettonico. Dal2 006, Cuisine Digitale offre inoltre la possibilità di partecipare ad una open call for submission in cui artisti possono preentare progetti per mostre personali in diversi ambiti (net.art, installazioni e lavori interattivi, video, CD, DVD). Il progetto selezionato viene esposto per un tempo da 3 a 6 settimane.

In sintesi, se pasate da Vienna consiglio di farci un salto; se siete artisti, Digital Cusine è invece un’opportunità da esplorare. Sempre alla ricerca di posti del genere in Italia: se ne conoscete, le vostre segnalazioni sono più che benvenute.

Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dell’arte digitale a Vienna é stato pubblicato su artsblog alle 11:44 di sabato 19 febbraio 2011.

 Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna

 Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna

 Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna  Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna

 Cuisine Digitale. 5uper.net e i luoghi dellarte digitale a Vienna

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Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

martedì, 1 febbraio 2011
listen it it Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

61fb8 tmop7 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

Un po’ tardi per postare, ma mi trovo a Berlino, proprio dentro la House of Culture, dove mi godrò questa lunga settimana di transmediale festival, con tanto di connessione per scrivere

Vi avevo promesso che il blog ci “sarebbe stato” e infatti eccomi qua con le prime immagini. Iniziamo forse con le più belle, quelle che rimangono nascoste all’occhio del pubblico: lo spazio si sta creando sotto i miei occhi. Sono le sette ad è ancora tutto un calno e strutturato fermento. Artisti, tecnici, organizzatori stanno ultimando le istallazioni. C’è un tranquillo chicchiericio che si diffonde insieme a rimori di martelli, scotch strappato, passi di gente che sale e scende da grandi scale, sound check e suoni elettronici improvvisi che si espandono delle installazioni.

Oggi non parleremo di contenuti, ma solo dello spazio. La soluzione architettonica scelta par l’allestimento privileggia un semplice bianco e nero: lo stesso minimalismo che domina il logo, il sitto e in generale il consolidato stile grafico di transmediale. Sono tre le aree principali di cui si compone il festival: il grande auditorium che ospita le conferenze; l’area espositiva (l’exhibit); una open zone pensata come luogo del’”imparare facendo” in cui si svolgono workshop, presentazioni, performance. Semplici teli di nylon bianco, in tensione su assi di metallo, si srotolano in modo labirintico lungo l’architettura della House of Culture, fungendo da separé: è questa l’anima del progetto di allestimento. Il resto (blocchi, cubi, struttire in legno) è tutto nero.

Adesso vi lascio con una gallery che sarà certo più efficace della mia spiagazione. A domani per l’opening del festival.

transmediale11 under construction
2c6d0 thn tmop7 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione2c6d0 thn tmop6 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione941f0 thn tmop1 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione941f0 thn tmop Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione941f0 thn tmop3 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione941f0 thn tmop5 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione941f0 thn tmop4 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione941f0 thn tmop8 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione é stato pubblicato su artsblog alle 19:21 di lunedì 31 gennaio 2011.

 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione  Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

 Live Blobbing da Transmediale: lo spazio in costruzione

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AIUTOO.. Problema colori- spazio di lavoro-profilo,con photoshop CS5

giovedì, 6 gennaio 2011
listen it it AIUTOO.. Problema colori  spazio di lavoro profilo,con photoshop CS5

Chi di voi potrebbe darmi dei chiarimenti o magari alcuni settaggi ideali??
Preciso che io scatto in sRGB e uso cs5.
Quando apro una foto dopo la camera raw mi compare la casella con scritto:
Incorporato: Adobe rgb 98
Di lavoro: monitor Rgb-srgb display ecc….

Cosa intendete fare?
Usare il profilo incorporato( anzikè lo spazio di lavoro)
Convertire colori del documento in spazio di lavoro
Elimina profilo incorporato (non gestire i colori)

Io sinceramente metto il primo Usa il profilo incorporato …. ma senza un motivo valido perchè non capisco di cosa si parla … 6be4e birgits shuffle AIUTOO.. Problema colori  spazio di lavoro profilo,con photoshop CS5
Una volta aperta la foto … se vado su visualizza- imposta prova-( non so quale scegliere tra i vari CMYK di lavoro ; rgb monitor ecc…) poi non so se lavorare con l’opzione prova colore spuntata…
Per non parlare poi se vado su
modifica-Impostazione colore ; oppure
modifica-assegna profilo, o ancora
modifica-converti in profilo.
Vi sarei molto grato se riusciste a darmi delle dritte … perchè vedo che ho problemi con i colori sia per le stampe sia se le apro con anteprima o visualizzazione schermo intero sia se le pubblico in internet in diversi siti …. dalla stessa immagine salvata dipende dove la apro ottengo risultati diversi… non so proprio come fare… e non è un problema da poco…. 63713 ibf ranting2 AIUTOO.. Problema colori  spazio di lavoro profilo,con photoshop CS5 1da57 wallbash AIUTOO.. Problema colori  spazio di lavoro profilo,con photoshop CS5
GRz mille…. c354f birgits pray AIUTOO.. Problema colori  spazio di lavoro profilo,con photoshop CS5

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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San Nikon

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it San Nikon

66040 118743 San Nikon

Quante volte avete visto una piccola guerra di religione fra i “credenti” di due diversi marchi?

Sempre troppo spesso. A volte, però, c’è lo spazio per giocare un po’ con questi atteggiamenti come quando ho visto la foto della piccola chiesetta dedicata a San Nikon che potete vedere in copertina. Si trova nell’isola di Rodi ed è dedicata a Nikon “the Metanoite” (????? ? ??????????), un monaco e santo greco ortodosso morto nel 998.

Se vi capita da quelle parte potrebbe essere divertente andare a cercare quella piccola chiesetta anche per visitare un po’ di più le bellezza dell’entroterra.

Via | FreeBlog

San Nikon é stato pubblicato su clickblog alle 10:30 di martedì 30 novembre 2010.

Fonte Google News

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consiglio zaino

mercoledì, 24 novembre 2010
listen it it consiglio zaino

ciao a tutti..ringrazio tutti perchè mi siete di grande aiuto nella mia nuova vita fotografica(ho ripreso la reflex dopo una pausa di 10 anni)
Chiedo consiglio per uno zaino fotografico dove porre la mia attrezzatura..e cioè
una nikon D300 con il 16-85
macro 105
70-300
10-24
sb 900
macchinetta compatta
piccolezze varie ed eventuali
Il primo requisito è che ci stia sta roba, anche se nei giri vari non è che mi porto tutto, ma se avanza spazio non è male…
domanda stupida: come fate coi paraluce?…mai visto su catalogo uno zaino con obbiettivi e paraluce
si rompono infilati nell’obbiettivo? meglio staccarli?
Non mi interessa molto la comodità di estrazione; ho mal di schiena quindi per abitudine tolgo lo zaino è mi appoggio..non faccio nessuna contorsione
Mi piaceva l’idea del versatile tenba shootout daypack (32x41x19 2,4 kg non commercializzato da noi) con tasca apribile alla necessità(per giacca o altro)ma mi sa che non si trova..
Ho visto e letto del
lowepro flipside 400 AW (30x25x46 1,6kg il meno bello ma con apertura antifurto)
lowepro rower AW II (34x26x52 1,51 kg bello ma piccolo per attrezzatura)
tenba shootout medium backpack (38x47x30 2,8 kg bello)
Impossibile? qual’è il compromesso?
Forniti i dati che consiglio mi date? accetto anche alternative!
grazie anticipato

Fonte Google News

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