lunedì, 20 dicembre 2010
Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.
Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.
Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.
Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco
)
Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:
- Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
- Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
- Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.
Passiamo ora al corso.
Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:
- Inquadratura
- Lunghezza focale e prospettiva
- Regola dei terzi e rapporti aurei
- Simmetrie ed asimmetrie
Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.
CAPITOLO UNO: Inquadratura
Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.
Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.
Alcune citazioni dotte sul tema.
“The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.
Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

“There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.
In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

“If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.
In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:
- Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
- Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.
Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

L’inquadratura e le linee
L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.
Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.
In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.
L’inquadratura e la terza dimensione
L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.
Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.
L’inquadratura come strumento scenico
Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.
I formati
Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:
- 1/1 ovvero quadrata
- Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.
E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.
Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

Orientamento dell’inquadratura
Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro
) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?”
Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale
La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.
Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.
Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 
Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.
Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.
Conclusioni
Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.
IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’
- Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
- Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
- Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
- Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
- Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
- Riempite il fotogramma
- Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
- Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
- Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.
ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa
per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.
Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo
Fonte Google News
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martedì, 16 novembre 2010

Come ogni anno Thom Hogan ha pubblicato i suoi pensieri su quello che succederà nel 2011. Potete anche controllare quanto di quello che aveva previsto per il 2010 si è effettivamente avverato.
Quel che sicuramente vedremo nel 2011 saranno le reflex full frame che sono mancate quest’anno. Prima di entrare nel dettaglio vi proponiamo le liste dello stato dei vari marchi.
Canon
Sembra che Canon non si stia rendendo conto del mercato che le cambia attorno. Infatti continua a riproporre la medesima strategia del passato: più megapixel, aggiunta del video, ma la stessa reflex. Non si vede molta innovazione, mentre le altre aziende si stanno accapigliando sugli ultimi ritrovati della tecnica a partire dai sistemi di messa a fuoco a quelli di metering.
Nel 2011 sicuramente vedremo arrivare la Canon 1Ds mark IV con una risoluzione di 32 megapixel ed una Canon 5D Mark III che spingerà ancora molto nel segmento video per ripetere il successo della precedente. Oltre a questo non c’è molto all’orizzonte. Non si parla assolutamente di sistemi tipo evil e la risoluzione sulle APS-C è già arrivata al massimo possibile. Per invogliare nuovi utenti a scegliere Canon è necessario rivedere la strategia e proporre qualcosa di innovativo.
Nikon
Il 2010 per Nikon è stato un’ottima annata con crescita sotto ogni punto di vista ed un po’ di innovazione. Sembra, inoltre, che la dirigenza si renda conto che bisogna avere una politica diversa dal “more pixels, more video”.
Il 2011 potrebbe essere una grande annata per Nikon che inevitabilmente annuncerà D800, D400 e D4. Sarà interessante vedere come verranno ricevute dal mercato nei confronti degli analoghi modelli di Canon.
Sony
Sony quest’anno è partita per la tangente proponendo due sistemi innovativi: Nex e SLT. La loro politica con le reflex tradizionali non si è rivelata un successo, ma con questa mossa rischiosa possono riuscire ad ottenere ampie fette di mercato. Ammesso che mantengano tutte le promesse per il futuro.
Sicuramente arriverà la reflex che prenderà il posto della A700 con qualche interessante caratteristica, ma è poco probabile che possa essere al livello della concorrenza di CaNikon e di ottenere grandi fette di mercato. C’è la possibilità che abbia un sensore da 24 megapixel, ma non sono molti gli obiettivi di Sony ad essere nitidi con una simile risoluzione. Nel 2011 potrebbero arrivarne 5 nuovi, fra cui anche il 200mm. Non mancheranno nuove evil e nuovi obiettivi anche per i nuovi sistemi.
Olympus così come Sony sta scommettendo su un sistema diverso dalle reflex tradizionali decidendo di abbandonare il 4/3. A differenza di Sony oltre a produrre obiettivi per il micro quattro terzi i suoi utenti potranno utilizzare nativamente anche quelle prodotte dagli altri marchi del consorzio. Una carta che potrebbe essere vincente.
Nel 2011 vedremo probabilmente due nuovi modelli il cui scopo fondamentale sarà contenere i costi di produzioni, e quindi di vendita, mantenendo le medesime prestazioni di quelli attualmente sul mercato. Sarà interessante vedere la micro quattro terzi professionale che sicuramente debutterà il prossimo anno poiché tutto il team di sviluppo è ormai focalizzato su questo sistema.
Anche in Panasonic hanno deciso di scommettere tutto sul micro quattro terzi, ma nel 2010 hanno fatto un grave errore che si spera non venga ripetuto con i nuovi modelli. La GH1 è un’ottima evil e molti hacker hanno modificato il firmware per ottenere di più, ma l’azienda ha cercato di bloccare il tutto dimostrando di non capire le esigenze dei suoi stessi utenti.
Nel 2011 vedremo sicuramente nuovi modelli di evil micro quattro terzi, ma arriveranno anche molti obiettivi, sicuramente dei fissi grandangolari su cui l’azienda essersi specializzata ultimamente. Purtroppo la scelta di nomi contenenti tutti la lettera G ed il numero 2 potrebbero confondere i potenziali utenti (GH-2, G2, G20, GF-2).
Purtroppo la situazione di Pentax nonostante le novità non è ancora rosea come si meriterebbe. Non ci sono molte indiscrezioni anche se potrebbe arrivare una evil.
Il 2010 ha visto Leica lavorare per riuscire a soddisfare la domanda per i suoi nuovi modelli, ma la vera sfida la combatterà nel 2011 quando dovrà dimostrare di essere cambiata continuando ad innovare.
Nel 2011 vedremo sicuramente due nuovi obiettivi sia per il sistema S sia per il sistema M. Probabilmente arriverà una X2 con un 35mm f/2. Potrebbero sbancare il mercato producendo i loro classici fissi per il micro quattro terzi, ma sicuramente non si cimenteranno mai in quest’impresa.
Purtroppo nonostante l’annuncio dell’interessante DP1 non sembra ancora attirare molta attenzione da parte di nuovi potenziali utenti.
Samsung nel 2011 cercherà di trovare una nicchia di mercato in cui superare la concorrenza e la sua video camera NX100 potrebbe essere il suo cavallo di battaglia, ma al momento sta ricalcando, con un po’ di ritardo, le mosse di Panasonic. Arriveranno sicuramente nuovi corpi NX, ma la mancanza di obiettivi di qualità potrebbe penalizzare quest’azienda.
Foto | Yakinik
Via | ByThom
Thom Hogan, le previsioni per il 2011 é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 08 novembre 2010.
Fonte Google News
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Pubblicato in Nikon News, Nikon Reflex, nikon rumors | Nessun commento »
martedì, 9 novembre 2010
organizza un concorso fotografico a premi, è escluso il nostro staff, a fine contest sarà proprio lo staff a decidere e valutare i vostri scatti e decretare il vincitore.
…EMOZIONI…
inizio contest: 9 Novembre 2010 ore 00.01
fine contest: 18 Dicembre 2010 23.59
in questa edizione il premio al primo classificato è offerto da Mc Digital di Christian Milazzo:

Immagine ridotta: 87% della dimensione originale [ 728 x 90 ]

Al Primo classificato:

Immagine ridotta: 96% della dimensione originale [ 663 x 900 ]

Questo concorso è aperto a tutti gli iscritti escluso lo STAFF, purché venga interpretato da ogni partecipante come un momento di sana competizione e che ognuno si impegni a che il clima si mantenga sempre disteso e cordiale.
Partecipanti e modalità di iscrizione:
Tutti gli iscritti al Nikon Club Italia possono partecipare al concorso tranne lo staff… (non sei iscritto? Iscriviti subito……!). La partecipazione è naturalmente completamente gratuita come ogni altra attività del Nikon Club Italia. Alla chiusura delle iscrizioni nessuno potrà più partecipare a questo contest, ma potrà partecipare a quelli futuri.
Realizzazione ed invio delle opere:
La fotografia che partecipa al concorso può essere realizzata con qualsiasi tipo di macchina fotografica, ( possibilmente Nikon..) a colori o in bianco nero, comprensiva di dati exif. Non è consentito aggiungere cornici digitali, scritte di qualsiasi tipo alla foto (sia che si tratti di titolo, didascalia, firma o altri credits). La foto non potrà essere pubblicata all’interno del forum o della galleria fino a quando le votazioni non verranno chiuse.
E’ possibile inviare una sola fotografia per ogni contest.
Il formato dell’opera in concorso è lasciato libero, questo vuol dire che si possono presentare opere nel classico formato 3:2 – 6:4 – 4:3 ma anche in 16:9 e nel formato quadrato.
La foto che partecipa al concorso deve avere possibilmente come lato maggiore la dimensione di 1024px (scelta non obbligata ma fortemente consigliata), lasciando la grandezza dell’altro lato come conseguenza del formato prescelto, con un peso massimo consentito di 500KB
Le fotografie tradizionali dovranno essere inviate in formato elettronico (scansione del negativo o della stampa, i partecipanti si impegnano su eventuale richiesta della giuria ad inviare il RAW-JPEG-Scansione digitale originali della foto, per fugare ogni dubbio).
L’opera può presentare un titolo diverso dal tema del concorso. Sempre nei limiti della sana creatività e della decenza Questo perché è la foto che deve rispettare il tema mentre il titolo può semplicemente aiutare a descrivere meglio…Rispettate il tema del Contest. Foto fuori tema, non verranno considerate.
Le foto devono essere postate al seguente link:
Le foto saranno sottoposte a votazione da parte dello staff nei giorni successivi la chiusura (15 giorni dalla chiusura del contest).
Fermo restando che : I risultati dei contest sono incontestabili e inappellabili.
In linea di principio, non verranno ammesse immagini di nudo esplicito e/o volgare, violenza o altri generi lesivi del buongusto e della morale. In questi casi lo Staff di Nikon Club Italia si riserva la possibilità di accettare scatti di particolare interesse artistico.
Inviando le foto ai contest acconsentirete contestualmente alla eventuale pubblicazione della foto e dei vostri dati (nick e/o nome e cognome) sia su Nikon Club Italia che su altri media, pubblicazione che sarà assolutamente gratuita e che esclude alcun tipo di compenso in denaro.
Le immagini resteranno proprietà del fotografo, che cede a Nikon Club Italia solamente il diritto d’uso illimitato e non esclusivo.
Ogni autore, con l’invio della propria foto, dichiara implicitamente di essere in possesso dei diritti esclusivi di pubblicazione. Nel caso in cui dovesse essere necessario, il partecipante deve essere in possesso di autorizzazione alla pubblicazione da parte dei soggetti ritratti. In nessun modo Nikon Club Italia potrà essere ritenuta responsabile per violazioni o danni conseguenti al mancato adempimento da parte dell’autore.
Un concorso fotografico o contest, deve essere un motivo per migliorare la propria conoscenza tecnica e occhio fotografico, lo scopo è invogliare l’utente ad uscire per fotografare. Per queste motivazioni, verranno tenute in considerazione, per una plusvalenza da applicare al giudizio finale, le foto scattate dopo l’apertura del contest.
( data verificabile dai dati exif ).
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Pubblicato in concorso fotografico | 1 Commento »
giovedì, 9 settembre 2010
organizza un concorso fotografico a premi, aperto a tutti, compreso il nostro staff, le votazioni saranno poi popolari, cioè ognuno di voi a fine contest potrà dara la propria preferenza.
“ Il Diverso ”
inizio contest: 10 Settembre 2010 ore 00.01
fine contest: 10 Ottobre 2010 23.59
Al Primo classificato: NIKON COOLPIX S3000 SILVER

NB: il premio è messo in palio dal Nikon Club Italia e non da sponsor esterni.
Questo concorso è aperto a tutti gli iscritti compreso lo STAFF e tutti posso prenderne parte, purché venga interpretato da ogni partecipante come un momento di sana competizione e che ognuno si impegni a che il clima si mantenga sempre disteso e cordiale.
Partecipanti e modalità di iscrizione:
Tutti gli iscritti al Nikon Club Italia possono partecipare al concorso… (non sei iscritto? Iscriviti subito……!). La partecipazione è naturalmente completamente gratuita come ogni altra attività del Nikon Club Italia. Alla chiusura delle iscrizioni nessuno potrà più partecipare a questo contest, ma potrà partecipare a quelli futuri.
Realizzazione ed invio delle opere:
La fotografia che partecipa al concorso può essere realizzata con qualsiasi tipo di macchina fotografica, ( possibilmente Nikon..) a colori o in bianco nero, comprensiva di dati exif. Non è consentito aggiungere cornici digitali, scritte di qualsiasi tipo alla foto (sia che si tratti di titolo, didascalia, firma o altri credits). La foto non potrà essere pubblicata all’interno del forum o della galleria fino a quando le votazioni non verranno chiuse.
E’ possibile inviare una sola fotografia per ogni contest.
Il formato dell’opera in concorso è lasciato libero, questo vuol dire che si possono presentare opere nel classico formato 3:2 – 6:4 – 4:3 ma anche in 16:9 e nel formato quadrato.
La foto che partecipa al concorso deve avere come lato maggiore la dimensione di 1024px, lasciando la grandezza dell’altro lato come conseguenza del formato prescelto, con un peso massimo di 300KB
Le fotografie tradizionali dovranno essere inviate in formato elettronico (scansione del negativo o della stampa, i partecipanti si impegnano su eventuale richiesta della giuria ad inviare il RAW-JPEG-Scansione digitale originali della foto, per fugare ogni dubbio).
L’opera può presentare un titolo diverso dal tema del concorso. Sempre nei limiti della sana creatività e della decenza Questo perché è la foto che deve rispettare il tema mentre il titolo può semplicemente aiutare a descrivere meglio…Rispettate il tema del Contest. Foto fuori tema, non verranno considerate.
Le foto devono essere postate al seguente link (dal 10 Settembre 2010 ore 00.01 in poi):
Le foto saranno sottoposte a votazione da parte di tutti voi che deciderete il vincitore nei giorni successivi la chiusura (7/10 giorni dalla chiusura del contest).
Fermo restando che : I risultati dei contest sono inappellabili.
In linea di principio, non verranno ammesse immagini di nudo esplicito e/o volgare, violenza o altri generi lesivi del buongusto e della morale. In questi casi lo Staff di Nikon Club Italia si riserva la possibilità di accettare scatti di particolare interesse artistico.
Inviando le foto ai contest acconsentirete contestualmente alla eventuale pubblicazione della foto e dei vostri dati (nick e/o nome e cognome) sia su Nikon Club Italia che su altri media, pubblicazione che sarà assolutamente gratuita e che esclude alcun tipo di compenso in denaro.
Le immagini resteranno proprietà del fotografo, che cede a Nikon Club Italia solamente il diritto d’uso illimitato e non esclusivo.
Ogni autore, con l’invio della propria foto, dichiara implicitamente di essere in possesso dei diritti esclusivi di pubblicazione. Nel caso in cui dovesse essere necessario, il partecipante deve essere in possesso di autorizzazione alla pubblicazione da parte dei soggetti ritratti. In nessun modo Nikon Club Italia potrà essere ritenuta responsabile per violazioni o danni conseguenti al mancato adempimento da parte dell’autore.
Un concorso fotografico o contest, deve essere un motivo per migliorare la propria conoscenza tecnica e occhio fotografico, lo scopo è invogliare l’utente ad uscire per fotografare. Per queste motivazioni, verranno tenute in considerazione, per una plusvalenza da applicare al giudizio finale, le foto scattate dopo l’apertura del contest.
( data verificabile dai dati exif ).
IMPORTANTE:
Chiunque invierà immagini che non si attengono al regolamento, e che in particolare infrangono le regole per la produzione delle immagini indicate ai punti, oltre ad avere la propria foto squalificata per il contest in corso, subirà un turno di squalifica ovvero non verrà ammesso al contest successivo. Lo staff si riserva la facoltà di applicare ulteriori provvedimenti disciplinari in casi di particolare gravità. Ricordiamo che la partecipazione al contest comporta automaticamente l’accettazione del presente regolamento, come pure del regolamento generale di Nikon Club Italia.
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