lunedì, 9 novembre 2009
Prof.Angelo Meduri
La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche reflex, cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi reflex sono:
- Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;
- Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;
- Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;
- Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.
Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’immagine (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’immagine ben inquadrata ed esposta. Ogni fotocamera monta solo obiettivi della stessa marca (come Canon, Nikon, Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della fotocamera, l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.
- Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;
- Coma, cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;
- Astigmatismo, ossia immagini puntiformi allungate come segmenti;
- Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;
- Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;
- Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;
- Curvatura di campo, ossia formazione dell’immagine su una superficie curva, invece che sul piano focale.
Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come Nikon o Canon ad esempio, minimizzano tali difetti.

Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm.
La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della
fotocamera, poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato
Nikon APS-C.
Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le immagini risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo. Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle immagini non è sempre uguale.
Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le immagini sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.
Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della fotografia, come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo di 35mm.
Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle
fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.
Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’immagine. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Torre Ruggero con obiettivo di 20mm.
Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti. Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.
Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104° includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.
Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.
Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio-immagine al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.
Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.
L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.
Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.
Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.
La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere immagini di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.
Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di un’ottica professionale di alte prestazioni.

La Luna con 2000mm di focale.
Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle immagini, annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.
Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.
Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.
Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.
Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.
Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Stretto di Messina con zoom standard.
Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.
Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.
I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Rosa con obiettivo macro 105mm.
Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle immagini è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.
In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere immagini perfette.
Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento. Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali Nikon, con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le immagini poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La Nikon ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.
In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.
Tabella delle focali.
| Campo in gradi |
Formato 24×36 |
Formato Nikon DX(la focale si moltiplica per 1,5 volte) |
Formato Canon(1,6 volte) |
| 180° fisheye circ. |
8mm |
4.5mm |
4.5mm |
| 122° grandangolo |
12 |
8 |
7.5 |
| 114° grandangolo |
14 |
9 |
8.5 |
| 110° grandangolo |
15 |
10 |
9 |
| 180° fisheye diag. |
16 |
10.5 |
10 |
| 104° grandangolo |
17 |
11 |
10 |
| 100° grandangolo |
18 |
12 |
11 |
| 94° grandangolo |
20 |
13 |
12.5 |
| 84° grandangolo |
24 |
16 |
15 |
| 75° grandangolo |
28 |
19 |
17.5 |
| 63° grandangolo |
35 |
23 |
22 |
| 46° standard |
50 |
33 |
31 |
| 34° tele |
70 |
47 |
44 |
| 28° tele |
85 |
57 |
53 |
| 23° tele |
105 |
70 |
66 |
| 18° tele |
135 |
90 |
84 |
| 12° tele |
200 |
133 |
125 |
| 8° tele |
300 |
200 |
187.5 |
| 6° tele |
400 |
267 |
250 |
| 5° tele |
500 |
333 |
312.5 |
| 4° tele |
600 |
400 |
375 |
| 3° tele |
800 |
533 |
500 |
| 2.5° tele |
1000 |
667 |
625 |
| 2° tele |
1200 |
800 |
750 |
| 1.2° tele |
2000 |
1333 |
1250 |
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sabato, 1 agosto 2009
La nuova top di gamma Nikon DX offre un’ampia schiera di nuove opportunità creative

Torino, 30 luglio 2009 – Nikon è lieta di presentare la D300s, la fotocamera in grado di ampliare in maniera significativa le possibilità creative di tutti i fotografi.
Nikon dichiara che “la D300s, con sensore CMOS da 12,3 megapixel in formato DX, è stata progettata pensando anche alla nuova generazione di image maker creativi che desiderano combinare la possibilità di realizzare foto straordinarie con il potenziale creativo dell’acquisizione videoâ€. Il formato DX con i relativi vantaggi derivanti dal più ristretto angolo di campo equivalente, le dimensioni compatte del corpo camera e l’ottimo rapporto qualità /prezzo rendono la nuova top di gamma Nikon formato DX la scelta ideale per tutti coloro che vogliono portare la “propria†fotografia ad un livello superioreâ€.
Acquisizione e editing di filmati HD con audio stereo
Nikon D300s amplia notevolmente le funzioni di acquisizione video DSLR grazie all’aggiunta di un ingresso audio stereo esterno ed alle funzioni di autofocus e di “editing†dei filmati direttamente “on cameraâ€. Il supporto del microfono stereo esterno conferisce un maggiore realismo ai suoni durante la ripresa di filmati e il nuovo pulsante Live View dedicato, semplifica ulteriormente il passaggio da foto a filmati e viceversa.
Per effettuare l’editing dei filmati direttamente “on cameraâ€, è sufficiente selezionare i punti di inizio e fine durante la riproduzione, e la fotocamera penserà ad effettuare la modifica. Inoltre, la nuova interfaccia HDMI di tipo C consente di apportare le modifiche anche visualizzando foto e filmati su un monitor o televisore HD.
Supporti di memorizzazione a doppio slot
Per la prima volta in questa serie di fotocamere, Nikon D300s consente di scegliere fra due supporti di memorizzazione standard, CF (Compact Flash™) e SD (Secure Digital™), con la possibilità di gestire le relative opzioni di memorizzazione.
Ad esempio, è possibile memorizzare le foto nella CF card ed i filmati nella SD.
Riprese rapide e di qualità eccellente
Nikon D300s è in grado di acquisire immagini all’incredibile velocità di 7 fotogrammi al secondo, senza necessità di battery pack aggiuntivi. Il battery pack MB-D10 opzionale consente di raggiungere la velocità di 8fps e di ottenere una migliore ergonomia di scatto verticale.
Questa fotocamera incorpora le avanzatissime tecnologie imaging della D300, come il sistema di riconoscimento scena con misurazione esposimetrica dei colori RGB e le eccellenti prestazioni di autofocus, garantite dal sistema Multi-CAM3500 a 51 punti, che consentono una accurata messa a fuoco, una precisa esposizione automatica ed un ottimo controllo del bilanciamento del bianco. Il sistema di elaborazione immagini Nikon Expeed, permette di realizzare immagini eccezionalmente dettagliate, contraddistinte da colori vividi, tonalità uniformi nella resa dell’incarnato e da una riduzione al minimo dei disturbi. Tutto ciò, insieme alla flessibilità dell’esclusivo sistema Nikon di controllo immagine Picture Control, che garantisce la massima flessibilità di controllo.
Ergonomia e controlli intuitivi
Il corpo camera, sviluppato sul modello D300 ed apprezzatissimo da professionisti e fotoamatori evoluti, adotta lo stesso multi-selettore della serie D3, che include un pulsante centrale anche impiegabile per l’avvio e interruzione dei filmati. D300s dispone inoltre della modalità scatto silenzioso, in grado di ridurre il suono prodotto dall’abbassamento dello specchio della fotocamera durante la ripresa.
Il pulsante Info semplifica la visualizzazione e i collegamenti delle impostazioni comuni mentre il diffusore incorporato del flash a sollevamento automatico garantisce un campo di illuminazione impiegabile fino ad angoli di campo di focali pari a 16 mm.
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martedì, 23 giugno 2009
Visitate il portale www.premioartelaguna.it per scoprire tutte le novità e per potervi iscrivere al Premio Arte Laguna 2009, il concorso che sta rivoluzionando l’approccio verso l’arte contemporanea, dando uno sguardo originale e inedito sulle opere della nuova generazione di giovani artisti, i “maestri†di domani. La 4a edizione si apre con importanti novità e prospettive di ampio respiro, che rendono questo concorso uno stimolante scenario aperto al futuro dell’Arte.
Studio Arte Laguna e l’Associazione Culturale MoCA hanno aperto ufficialmente le iscrizioni alla quarta edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, patrocinato tra gli altri dal Ministero degli Esteri, dalla Regione del Veneto, dall’Istituto Europeo di Design, e da Nikon, un premio che, a partire dalle proprie origini nel 2006, è in costante evoluzione verso l’internazionalità , ma che continua a credere nelle proprie origini e fondamenti: la forte identità veneziana e la propensione verso le espressioni artistiche giovani, innovative, in grado di spronare il mondo dell’arte, dando nuova linfa al panorama mondiale e dando voce alle “new generations†che attendono solo di farsi scoprire.
Il Premio Arte Laguna si suddivide – come nelle precedenti edizioni – in tre sezioni: Pittura, Scultura e Arte Fotografica, ognuna delle quali presieduta da un quotato critico e curatore italiano. Una giuria volutamente giovane e aperta alle nuove proposte, tecniche e modalità espressive, curiosa e stimolante, che si prefigge l’obiettivo di rendere questo concorso peculiare e mai banale.
(continua…)
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domenica, 31 maggio 2009
Abbiamo già parlato dei tre nuovi modelli a di Sony. Adesso li vediamo un po’ più nello specifico:
- a230 (10,2 megapixel effettivi e schermo LCD da 2,7â€)
- a330 (10,2 megapixel effettivi e schermo LCD
orientabile da 2,7â€)
- a380 (14,2 megapixel effettivi e schermo LCD
orientabile da 2,7â€)
Hanno in comune:
- Corpo macchina compatto ed elegante
- Grande libertà di scatto grazie al sistema Quick AF Live View con schermo LCD orientabile, messa a fuoco automatica precisa e veloce e funzione “live previewâ€*
- Utilizzo ancora più semplice grazie alla Guida su schermo e al display grafico
- Stabilizzatore SteadyShotâ„¢ INSIDE per scatti a mano libera
- Uscita in alta definizione HDMI e sistema BRAVIA Sync per facilitare la connessione a un televisore BRAVIAâ„¢
* ad esclusione del modello α230
Tutte e tre le fotocamere nascono nell’ottica della maneggevolezza. Il modello a230, grazie alle dimensioni compatte, è la scelta perfetta per chi desidera immortalare al meglio i momenti di un bel viaggio senza penalizzare lo spazio in valigia. La disposizione dei comandi è stata rivista e ‘alleggerita’, per evitare che un numero eccessivo di opzioni creative mettano in soggezione che si accosta per la prima volta al mondo della fotografia reflex.
C’è anche una nuova semplice interfaccia su schermo LCD da 2,7 pollici. Scegliendo fra sei diverse modalità di scena, si regolano le impostazioni a seconda del soggetto.
I modelli a330 e a380 integrano il sistema Quick AF Live View. Esclusivo di Sony, questo sistema coniuga i vantaggi della funzione ‘live preview’ delle immagini a una messa a fuoco veloce e precisa. Ora ancora più luminoso per visualizzare chiaramente le inquadrature anche in piena luce, lo schermo LCD da 2,7†è ampiamente inclinabile verso l’alto e verso il basso (eccetto il modello a230), consentendo di scattare da qualsiasi posizione in tutta comodità .
Grazie al sensore CCD in formato APS-C che opera in totale armonia con il motore di elaborazione d’immagine BIONZ, le immagini sono di alta qualità .
Al processore BIONZ si deve anche la capacità di risposta delle nuove fotocamere, che consente scatti continui fino a 2,5 fps (2 fps in modalità Live View – solo modelli a330 e a380). Una nuova modalità di autoscatto permette raffiche fino a 3 o 5 fotogrammi, per scongiurare ritratti o foto di gruppo rovinati da un soggetto che chiude gli occhi al momento sbagliato.
Come ogni reflex digitale Alpha, tutti i nuovi modelli vantano lo stabilizzatore ottico SteadyShot™ INSIDE, per garantire immagini più nitide e ferme negli scatti a mano libera. La tecnologia di stabilizzazione delle immagini interna al corpo macchina di Sony corregge le vibrazioni che l’apparecchio subisce quando si scatta senza cavalletto. Soprattutto, il sistema è compatibile con l’intera gamma di obiettivi intercambiabili a– il che evita di dover investire in ingombranti ottiche dotate di questa funzione.
Il sistema D-Range Optimiser, ora ulteriormente ottimizzato, regola i valori di esposizione nelle scene che presentano zone molto luminose e ombre in forte contrasto.
Infine, novità assoluta nella gamma Alpha, la compatibilità con la funzione BRAVIA™ Sync consente di controllare comodamente le varie modalità di riproduzione, come il slideshow, dal telecomando del televisore.
Per il massimo della praticità , tutti i nuovi modelli sono compatibili con i supporti Memory Stick PRO Duo e Memory Stick PRO-HG Duo, nonché con le schede di memoria SD / SDHC. (NB: per i supporti miniSD, miniSDHC, microSD e microSDHC occorre un adattatore opzionale).
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