Articoli marcati con tag ‘salto’
mercoledì, 6 aprile 2011

Qualche giorno fa ho scritto un post su un progetto che con mia piacevolissima sorpresa ha coinvolto i lettori del blog: tanti “I like” su Facebook e diversi commenti: ReeDo – riusare per piacere.
Eccoci dunque con un intervista a Giampaolo Proni, come si definisce lui “il docente che ha avuto la folle idea di mettere in moto tutto questo… (assieme a Fethi, per dirla tutta). Come probabilmente molti di voi ricorderanno, Reedo ha appena inaugurato una mostra-evento presso lo store di IKEA Rimini. L’intevista è l’occasione per capire cosìè e come si è sviluppato il progetto, ma anche per saperne di più sulla mostra che ha riscosso un notevole successo, tanto che l’esposizione si è protratta fino a mercoledì 30 marzo.
Detto questo, vi lascio alle parole di Giampaolo e faccio i miei migliori auguri al team per le prossime azioni di cui li vedremo protagonisti. Vi invito infine a dare un occhio alla pagina dedicata allo staff: dà un idea molto concreta e tangibile di quanto ReeDo sia riuscito a coinvolgere realmente gli studenti ed è un valore enorme.
- Reedo. Come nasce e come si sviluppa l’idea. Partiamo dal nome, ci sembra interessante.
E’ stato un lavoro di creazione collettiva e quasi tutto fatto in rete, usando il nostro strumento di lavoro, la piattaforma open source Moodle. Siamo partiti dal concept, e abbiamo fatto un brain storming tras tutti: docenti e studenti del workshop. Il concetto era ri-uso, ma anche valore estetico, perché facciamo moda, e un certo aspetto ludico. Ognuno proponeva dei nomi, e poi alla fine ognuno ha votato. E’ il metodo che seguo sempre e funziona. “ReeDo. Riusare per piacere” ha vinto con grande distacco. Pensa che ReeDo ha un significato anche in cinese! Abbiamo sempre un gruppo di studenti cinesi nella nostra classe alla Magistrale in Moda.
[Continua dopo il salto …]
Mostra ReeDo presso lo store di IKEA Rimini







- I ragazzi sembrano i veri protagonisti del progetto: mi incuriosisce sia la loro risposta sia quella delle istituzioni. Non è banale riuscire a portare una lezione “fuori” dall’aula: come ci siete riusciti?
Non è stato veramente difficile. I colleghi mi guardano come uno un po’ strano, ma la moda è un ambito nel quale la creatività è un obbligo, e comunque siamo una comunità abbastanza unita. Anche se insegniamo materie diverse, che vanno dalla Letteratura al design, dalla storia della moda all’organizzazione delle imprese.
- Parliamo di Reedo a IKEA. So che è difficilissimo convincere il cosso svedese a ospitare un evento: ci racconti come è andata?
Anche qui è andata con molta semplicità. Avevamo conosciuto Chiara Farneti, che si occupa del sociale per il negozio di Rimini, ad Ambiente Festival, e l’abbiamo contattata per sapere se IKEA voleva collaborare con noi per il workshop Designing the Sense 2011. Hanno accettato e così è nato ReeDo@IKEA. Abbiamo lavorato molto bene, con persone giovani e molto valide. Tra parentesi, Ambiente Festival probabilmente non si farà più perché Andrea Zanzini, l’assessore del Comune di Rimini che lo curava, è stato messo fuori dalla giunta. Avevamo collborato bene con lui. Pare che quando un politico è valido debba essere scaricato!
- La mostra ha riscosso successo: per chi non ci è stato, ci vuoi parlare delle due installazioni principali?
La prima, Tautology, era una capsule collection curata da ReeDo Couture, il team di sartoria del ri-uso coordinato da Cristiana Curreli, e aveva come vincolo di progetto l’uso (il ri-uso) di tessuti IKEA. Il tema scelto era appunto la tautologia come ridondanza, ripetizione. Hanno fatto dei lavori fantastici: c’è un paio di calzoni veramente splendido! Durante la performance, le ragazze indossavano dei capi finiti e nello stesso tempo terminavano altri capi. In diretta davanti al pubblico. Anche le loro ‘divise’ sono state create da loro stesse.
La seconda, BodyPlane, coordinata da Fethi Atakol, il direttore artistico del Workshop, sviluppava il rapporto tra un piano, un pannello bianco di 1m x 2, il corpo umano e alcuni oggetti IKEA. I corpi dei ragazzi e delle ragazze attraversano il pannello e creano delle scene con prodotti IKEA, su diversi temi. Una serie di questi pannelli poteva essere interpretata dal pubblico e le foto venivano fatte da noi e poi postate sul web.
Il gioco è rendere umano, divertente, un prodotto che oggi è il vero pop, non più il pop di Warhol della zuppa Campbell ma quello del design funzionale svedese. Credo che la simpatia italiana abbia contaminato bene la democratica e razionale forma scandinava.
ReeDo – riusare per piacere. Intervista a Giampaolo Proni é stato pubblicato su artsblog alle 11:27 di martedì 05 aprile 2011.


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mercoledì, 2 febbraio 2011
Mentre studiavo per un pallosissimo esame mi è venuta una ideuzza ma non so se sia brillante o se invece sia la spia che il mio esame mi sta esaurendo
Dunque, a settembre ho comprato per 100 euro un 55-200 vr non Nital( non so se sia fondamentale specificarlo ma io lo dico) da settembre ad oggi non ho Mai avuto modo di utilizzarlo se non per qualche scatto di prova a casa…
Ora, mi era venuto in mente di darlo via e prendere il 35 mm 1.8 in previsione anche di un viaggio che farò a breve.
So che il costo del 35 è irrisorio anche senza dare via il 55-200 ma guardando comunque le foto che ho fatto anche questa estate dove non lo avevo ancora mi sono resa conto che non mi sono sentita limitata con il mio 18-55 .. e credo che il 35 1.8 rappresenterebbe una bel salto di qualità!
Che fare?
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martedì, 1 febbraio 2011
In un video appena pubblicato su YouTube, una documentazione visiva da Arte Fiera 2011, che si conclude oggi a Bologna. Il filmato è stato realizzato da ArteBo, l’associazione culturale no-profit che opera nel settore dell’arte contemporanea, creata da Roberto Lacentra.
Si tratta naturalmente di un filmato amatoriale, ma ben dà l’idea dell’atmosfera che si respira (molta gente, molta luce, gallerie che si susseguono una dopo l’altra) e delle nuove tendenze che il mercato dell’arte ha individuato negli ultimi tempi. Accanto agli intramontabili classici (De Chirico sarò sempre presente!), intravedo alcune foto di JR, molta pop art e un po’ di lowbrow.
Sinceramente, lo dico con tutto il rispetto ma non mi nascondo, non ho mai amato le fiere d’arte. C’è poca possibilità di fermarsi a riflettere e pensare, nessun luogo di raccoglimento, difficoltà di parlare coi galleristi di questioni che non siano inerenti ai coefficienti e ai prezzi. Al di là degli incontri collaterali, per il visitatore tipo è difficile avere un qualche contato con il mondo della critica contemporanea.
Per fortuna questo video mette via il terrificante brusio di sottofondo e lo sostituisce con una bella colonna sonora. Se ci fate un salto anche voi, dotatevi di cuffie.
Video Report da Arte Fiera 2011 é stato pubblicato su artsblog alle 12:51 di lunedì 31 gennaio 2011.


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venerdì, 21 gennaio 2011
iDOS, l’emulatore del sistema operativo DOS per iOS torna sull’App Store, dopo aver perduto la funzione di caricare giochi o altro software usando il sync di iTunes. Un pegno da pagare per tornare nelle grazie di Apple e rispettare la policy dello Store. iDOS era molto usato, dato che faceva rivivere i classici dei giochi di MS DOS sotto iOS, il che include iPhone, iPod touch e iPad.
Le restrizioni legate alla policy dell’App Store avevano obbligato gli sviluppatori di iDOS a ritirare la loro app; ma il recente ammorbidimento delle regole prevede anche la possibilità di eseguire del codice interpretato, a patto che l’app non esegua nessun download. Questo significa che emulatori come C64 o iOS hanno ora le porte dello Store spalancate, anche se non è più possibile scaricare direttamente nuovi programmi da eseguire. Infatti, iDOS viene installato con i seguenti giochi: Wolfenstein 3D, Duke I/II, Major Striker, SuperNova e Kingdom of Kroz II.
A che serve un emulatore senza la possibilità di caricare programmi da emulare? Diciamo che le possibilità di iDOS sarebbero quanto meno ridotte se non esistesse un trucco per poter comunque caricare vecchi programmi DOS nell’iPhone. Per di più si tratta di un piccolo hack che non richiede jailbreak.
I passi necessari per caricare programmi DOS nell’emulatore sono semplici come navigare fra le directory del vostro iPhone o iPad. Li descriviamo dopo il “salto“…



Usando l’utility freeware iPhone Explorer, caricate i giochi per iDOS nella cartella della app. Infatti la cartella /Apps/iDos/documents/ è equivalente al C: di iDOS e tutti i programmi che vi si trovano saranno accessibili dall’emulatore.
La nuova versione 2.0.1 di iDOS è disponibile gratuitamente su App Store (link diretto) sia per iPhone/iPod touch che per iPad.



L’emulatore iDOS torna sull’App Store é stato pubblicato su Melablog.it alle 16:16 di giovedì 20 gennaio 2011.


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lunedì, 17 gennaio 2011
Gli oli d’oliva è un applicazione per iPod Touch ed iPhone sviluppata dall’italiano Emilio Vacca. Come il titolo lascia intendere si tratta di un’applicazione che raccoglie tantissime informazioni relative ad uno dei tanti prodotti che l’Italia vanta a livello internazionale.
Più in dettaglio, l’applicazione contiene una ricca sezione dedicata alla storia dell’olio nelle diverse epoche storiche e nelle diverse zone del pianeta oltre che un dettagliato elenco di tutti gli oli più costosi assieme a quelli qualitativamente migliori. Ricca è anche la sezione inerente i diversi tipi di olive esistenti e i possibili accostamenti culinari. A completare l’opera sono stati inserite due sezioni rispettivamente riguardanti i corsi e i libri consigliati.
Gli oli d’oliva è disponibile tramite App Store al prezzo di € 0,79 in lingua italiana ed inglese. Dopo il salto trovate l’intervista ad Emilio Vacca, sviluppatore di Gli oli d’oliva.
Ciao Emilio, come mai hai deciso di sviluppare applicazioni per piattaforma iOS?
E’ stata una fortunata sequenza di eventi: inizia tutto con l’acquisto di un iMac per sviluppare con OpenFrameworks, un toolkit open source per XCode per realizzare applicativi di interactive design. Questo mi ha permesso di avvicinarmi all’ambiente Apple e all’Objective-C, dopo anni di sviluppo in ambiente Windows. Utilizzando openFrameworks ho scoperto un porting per iPhone, molto utilizzato per creative apps, e ho iniziato a studiare l’ambiente specifico di iOS, trovandolo fantastico. Dopo esser diventato un felice possessore di iPhone ho compreso appieno le potenzialità del device e soprattutto il paradigma completamente diverso che rappresenta e che oggi, come possiamo vedere anche dal recente CES di Las Vegas, è diventato assolutamente dominante nel mercato.
L’idea di un’applicazione che avesse come tema gli oli d’oliva mi ha molto incuriosito. Come è nata esattamente?
Anche qui un buon aiuto dal caso: un caro amico, Francesco Liello, fondatore di un’associazione no-profit che aiuta i ragazzi di strada, Chefs Sans Frontieres, mi ha chiesto di aiutarlo con il sito internet dell’associazione. Francesco è sommelier dell’olio e la cosa mi ha incuriosito, dal momento che conoscevo solo i sommelier del vino; ho verificato se sull’App Store per caso fosse disponibile un’applicazione per approfondire la conoscenza dell’olio d’oliva. Con grande sorpresa ho scoperto che non esisteva nulla che raccontasse come si produce, come si assaggia o semplicemente permettesse di conoscere le varietà di olio d’oliva prodotte in Italia e nel mondo e ho perciò deciso di colmare questa lacuna.
Si tratta della tua prima applicazione per dispositivi mobili?
No, ho sviluppato un prototipo di un visualizzatore di immagini su iPad per una società italiana che si occupa di radiologia, che però non è ancora rilasciato su App Store.
E’ stato difficile sviluppare per iOS oppure ti aspettavi di peggio?
Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso: gli strumenti a disposizione sono straordinari e davvero offrono la possibilità di sviluppare ottimi prodotti in tempi rapidi. Ovviamente è necessario conoscere la programmazione ad oggetti, ma anche per un neofita il tempo necessario per acquisire padronanza con XCode e l’SDK è decisamente ridotto. L’applicazione ha richiesto un totale di due mesi di sviluppo, tra scrittura del codice, realizzazione dei contenuti, oggetti grafici (immagini, layout, ecc), traduzione (l’applicazione è disponibile anche in inglese) e testing.
Ho preso ispirazione dall’ottima app di Nike, True City, per la schermata di avvio: volevo qualcosa che permettesse di avere una visione d’insieme delle funzionalità dell’applicazione sin dalla prima schermata, senza necessità di passaggi ulteriori. Non volevo ‘copiare’ quanto realizzato da Nike e soprattutto volevo qualcosa di colorato, che facesse riferimento al concetto di ’solare’ legato alla produzione dell’olio d’oliva e al ‘belpaese’, motivo per cui ho inserito le gradazioni di colori come tema dominante. Ho realizzato tutto da solo, con la supervisione sui testi da parte del Sommelier dell’olio d’oliva.
Prevedi di implementare altre funzionalità in futuro? Se si, puoi anticiparci quali?
Sto pensando di introdurre la possibilità di visualizzare le diverse tipologie di olive in modalità grafica (ogni oliva ha caratteristiche estetiche ben precise, infatti), e la possibilità di acquistare i libri consigliati direttamente dall’interno dell’applicazione.
Quanti download speri di totalizzare con la tua applicazione?
Al momento in cui scrivo l’applicazione, a cinque giorni dalla pubblicazione, è al 26mo posto nella sua categoria nello store Italiano ed al 99mo in quello Statunitense. Sinceramente non ho pensato ad un numero di download, ma devo dire che sarei molto contento se salisse nella classifica USA, perchè mentre noi Italiani abbiamo una cultura enogastronomica che già ci permette di apprezzare l’olio d’oliva (oltre a moltissimi altri prodotti della nostra terra), negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni è ancora abbastanza sconosciuta la differenza tra un olio extravergine ed un olio qualunque. Sarebbe molto bello che, nel suo piccolo, l’applicazione contribuisse a diffondere la conoscenza di un prodotto così legato al nostro territorio.
Hai già progetti in cantiere per altre app?
Assolutamente si e precisamente un gioco, di cui che però, per ovvi motivi, non posso dire molto e un’applicazione più ‘classica’ nella categoria salute e benessere.
Che consiglio daresti a chi si avvicina per la prima volta allo sviluppo iOS?
Innanzitutto di comprendere le regole della programmazione orientata ad oggetti. Senza questa base non è possibile affrontare lo sviluppo per iOS. Poi di studiare testi come quelli di Erica Sadun, Dave Mark o di Richard Wagner. Molti sono disponibili su Wrox o Safari Books, a costi contenuti: non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine, perchè dopo l’impatto iniziale entrerete facilmente nella logica della programmazione iOS seguendo gli esempi, che permettono soprattutto di iniziare a padroneggiare l’ambiente di sviluppo, ovvero XCode, Interface Builder e soprattutto Instruments, fondamentale per il controllo del codice ed il testing. Molto importante, in questa fase iniziale è registrarsi come sviluppatore sul sito Developer di Apple, che rappresenta sicuramente la risorsa più importante in assoluto, in qualunque fase dello sviluppo e a qualunque livello. Ci sono decine di esempi, il forum è straordinario e si entra in contatto con sviluppatori molto più esperti di noi che ci faciliterranno il percorso di apprendimento (se poi ci si registra pagando la quota annuale si può accedere ai video dell’Apple Worldwide Developers Conference che sono assolutamente magnifici). E poi provare, provare, provare, solo così sarà possibile evidenziare cosa sappiamo fare da quelle che sono le nostre carenze come sviluppatori: quindi se vedete un’interfaccia in un’app che vi piace particolarmente, provate a replicarla da soli, anche se non la userete mai per una vostra app (io l’ho fatto cercando di replicare l’interfaccia di Pulse); acquisirete familiarità e allargherete le vostre conoscenze applicando la programmazione ad un obbiettivo preciso.
Per finire: quali sono le prime 5 app che ti saltano in mente?
Pulse e FlipBoard: perché hanno ridefinito il concetto di RSS reader, trasformandolo in un’esperienza molto più interattiva e piacevole, la prima elevando le immagini che normalmente accompagnano un post a punto focale dell’attenzione dell’utente, la seconda perché crea ogni volta che la si usa un vero e proprio magazine, con l’unico limite che non ogni feed è utilizzabile. Molto bella, infine, la nuova impaginazione dei siti partner di Flipboard, i cui feed sono ancora più belli da vedere e semplici da sfogliare.
Cut the Rope: è impossibile non amare quel meraviglioso personaggio che non aspetta altro che le caramelle da mangiare. Consiglio a tutti di fermarsi nel giocare ogni tanto e gustarsi le animazioni che ci invitano a fare qualcosa! Giocabilità geniale nella sua semplicità. Se poi amate i giochi in cui la fisica e l’intelligenza sono parte fondamentale, allora è il gioco perfetto.
SpringPad: reminder, lista della spesa, sistema di gestione delle scadenze, foglio per appunti, e tutto quello che si potrebbe fare con un foglio di carta ed una penna, tutto in una sola applicazione. Solo che rispetto a carta e penna lo sincronizzi su qualunque device e tutto è organizzato per categorie, così non si perde tempo a cercare nulla.
The Accidental News Explorer: qui siamo alla genialità applicata alla disponibilità di notizie sul web. Partire da una notizia ed arrivare ad una completamente diversa ma assolutamente collegata alla prima. Serendipity alla sua massima espressione.
Grazie mille per l’intervista ed in bocca al lupo per il tuo futuro da sviluppatore.
Grazie a voi, soprattutto per il vostro blog che offre sempre un gran numero di informazioni utili.
Gli oli d’oliva per iOS – intervista ad Emilio Vacca é stato pubblicato su Melablog.it alle 18:00 di sabato 15 gennaio 2011.



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lunedì, 10 gennaio 2011
Qui sopra potete vedere un video girato da sixtwelve per la canzone “The Better Man” di Cayetano e filmata con la Canon 5D mark II.
Nel video il protagonista riceve in dono per il suo compleanno una Polaroid 636 con cui inizia ad immortalare le persone che incontra e riguardandone poi le foto ne scoprirà i desideri segreti.
Al CES 2011 Polaroid ha mostrato la sua nuova linea non convincendo tantissimo, mentre il mondo continua a provare una grande passione per i vecchi prodotti che sono ancora utilizzabili grazie ai pacchi foto prodotti dall’Impossible Project.
Trovandosi a scattare sotto l’acqua in una scena hanno anche scoperto che questa fotocamera quando si bagna entra in modalità scatto a raffica come potete vedere dal video dopo il salto.
Via | PetaPixel
Polaroid 636, un omaggio in un video musicale é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 10 gennaio 2011.


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lunedì, 10 gennaio 2011
Memjet è un’azienda che produce stampanti a getto d’inchiostro che riescono a sfornare le pagine molto velocemente.
La differenza rispetto alle stampanti tradizionali è l’eliminazione della testina mobile che ha bisogno di tempo per spostarsi da una parte all’altra della pagina riducendo notevolmente la velocità massima. Le stampanti memjet hanno una testina grande come il documento e, nel caso di un foglio A4, sono presenti 70.000 ugelli in grado di generare 700 milioni di microscopiche goccioline d’inchiostro al secondo.
Non resta che aspettare che questa tecnologia arrivi su tutti i modelli a getto d’inchiostro che utilizzano ancora l’approccio tradizionale. Dopo il salto potete trovare alcuni video dimostrativi.
Via | Engadget
Memjet, stampanti ultrarapide é stato pubblicato su clickblog alle 12:30 di domenica 09 gennaio 2011.


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domenica, 9 gennaio 2011

Eye-Fi è un’azienda che produce schede SD a cui da lo stesso nome che contengono un chip per la connessione WiFi integrato, questo consente di copiare le foto sul vostro computer senza estrarre il supporto dalla vostra fotocamera.
Al CES 2011 ha presentato la nuova modalità “Direct” che consente alla scheda di comunicare direttamente con il vostro tablet o il vostro smartphone senza alcun intervento dopo il setup iniziale.
Questo ulteriore passo in avanti dimostra la voglia dell’azienda di ottimizzare il prodotto per dare tante piccole comodità ai suoi utenti. Dopo il salto potete trovare un video introduttivo della nuova funzionalità.
Via | Engadget
Eye-Fi, nuova modalità Direct é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di domenica 09 gennaio 2011.


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lunedì, 22 novembre 2010

La foto che vedete in copertina sta facendo discutere tantissimo in rete.
È apparsa su un forum cinese e potrebbe rappresentare la prima foto della futura Evil di Nikon. C’è sempre la possibilità che si tratti semplicemente di concept e non della versione definitiva, ma quando si iniziano a vedere questo genere di foto l’annuncio non è mai molto lontano.
La linea estetica di questo fotocamera potrà non piacere a tutti, ma sicuramente c’è dietro uno studio per cercare di attirare una più ampia massa di fotoamatori utilizzando linee e combinazioni di colori accattivanti. Voi cosa ne pensate? Dopo il salto potete trovare l’immagine completa.

Via | NikonRumors
Nikon evil, la prima foto sul web? é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 22 novembre 2010.
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martedì, 2 novembre 2010

Con una mossa un po’ a sorpresa Nikon ha svelato MyPicturetown 3D, una servizio di condivisione delle foto al 3D per gli utenti del suo servizio MyPicturetown.
Inoltre è in grado di convertire le tradizionali foto 2D in foto tridimensionali. Al momento il servizio è disponibile nel solo Giappone e gli iscritti riceveranno un visualizzatore, NF-300i, in comodato d’uso per poter apprezzare le immagini 3D.
Da notare che non si pagherà solo per l’hosting delle foto, ma anche per la conversione al 3D con un prezzo a foto di circa 2,68€. Che sia un sistema economico per testare con mano quale sia l’effettivo interesse attorno al 3D da parte dei consumatori? Dopo il salto i dettagli del Nikon NF-300i:
- 7.2″ lenticular display
- 800×600 (SVGA, 4:3)
- Distanza per la visione 3D: 1 metro
- 4GB di memoria
- Wifi
- Ethernet
- USB
- Android 2.1
Via | 1001NoisyCameras
Nikon si getta nel 3D? é stato pubblicato su clickblog alle 12:59 di domenica 31 ottobre 2010.
Fonte Google News
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martedì, 2 novembre 2010
La nuova Nikon D7000 sta generando molto interesse per le sue qualità video.
In copertina potete vedere una prova con luce bassa e sensibilità iso che varia fra 2000 e 5000. Dopo il salto potete trovare altri 3 video di esempio. Su Imaging Resource, invece, potete trovare più di 100 foto di prova comprese di jpg di dimensioni reali e la possibilità di scaricare i raw.
Via | PhotographyBay
Nikon D7000, alcuni video é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di venerdì 29 ottobre 2010.
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martedì, 5 ottobre 2010

Nikon ha svelato la Nikon D7000, ma non ha ancora rimpiazzato né la D700 né la D300s e Thom Hogan ha pubblicato alcune riflessioni sulle reflex future.
Nei prossimi mesi la concorrenza continuerà ad essere spietata e Nikon aumenterà il numero di modelli di reflex in vendita per coprire ogni singola fascia di prezzo e le esigenze di ogni tipo di fotografo per non lasciare spazi ad altri, come Canon. Per fine 2011 potremmo vedere in listino la EVIL, D3100, D5100/D6000, D7000, D400, D700x/D800 e D4.
Secondo Thom la D5100/D6000 e D700x/D800 prenderanno il nome in baso alla data di rilascio. Se verranno presentate prima della D4 avranno il nome dispari, altrimenti il pari.
Non si sa ancora se la D400 farà il grande salto al full frame, ma probabilmente resterà DX con una risoluzione di 16 megapixel e sicuramente avrà una raffica da almeno 8 fps e probabilmente un sistema di messa a fuoco derivato dalla prossima ammiraglia.
Via | ByThom
Thom Hogan, cosa aspettarsi da Nikon? é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di martedì 05 ottobre 2010.
Fonte Google News
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