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Articoli marcati con tag ‘ricordo’

Visualizing.org: professione infoestetica

martedì, 24 maggio 2011
listen it it Visualizing.org: professione infoestetica

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L’infoestetica è una dicliplina appasionante. Per gli “addicted”, per chi intende avvicinarsi alla materia e per chi è semplicemente curioso di capire di che si tratta, il sito Visualizing.org che vi presento oggi è una vera miniera di informazioni.

Visualizing nasce dalla coscienza che una massa sempre crescente di informazioni, messa a disposizione da enti e organizzazioni pubbliche e private, è ormai di dominio pubblico. Il fatto è epocale e unio nella toria degli esseri umani, ma la domanda fondamentale è: come possimo leggere questi dati? come è possibile dergli un “senso”. È qui che entrano in gioco dei nuovi professionisti, capaci di dominre lo sterminto territorio del data design. Il risultato sono infovisualizzazioni, meglio infoestetiche, grazie alle quali dati complessi diventano interpretabili. Visualizing è una comunità di creativi completamente trasversale alle discipline (ci ritroviamo architetti, climatologi, urbanisti, sciologi, designer…) nata per condividere le sperimentazioni in atto.

Il sito è un database aperto, dove si rischia di perdersi. Suddiviso in diverse sezioni, le principali aree di ricerca sono Salute, Energia e Ambiente. Ma l sezione più interessante è “Visualisations“: è qui che sono raccolte una quantità impressionante di schede che descrivono i progetti. Un’immersione è consigliata: per essere rapiti dalla bellezza dei dati e per riflettere sulle potenzialità e le applicazioni di questa disciplina emergente.

Nella galleria alcuni esempi di infoesteti tratti dal sito che, ricordo, è in Creative Commons.

Visualizing.org
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Visualizing.org: professione infoestetica é stato pubblicato su artsblog alle 11:37 di martedì 24 maggio 2011.

 Visualizing.org: professione infoestetica
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 Visualizing.org: professione infoestetica

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‘Flood Disaster’ di Thomas Hart Benton all’asta. E il Mississipi sta per esondare

giovedì, 19 maggio 2011
listen it it Flood Disaster di Thomas Hart Benton allasta. E il Mississipi sta per esondare

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L’opera che vedete qui sopra è un dipinto del 1951 ed è stato dipinto da Thomas Hart Benton (pittore e muralista americano maestro di Jackson Pollock all’Art Students League di New York) in ricordo di una devastante alluvione che sessanta anni fa colpì le coste del Kansas e del Missouri seminando distruzione. Si chiama proprio Flood Disaster e domani (giovedì 19 maggio 2011) andrà all’asta da Sotheby’s con una stima di prevendita compresa nella forbice 600.000 – 1 milione di euro.

Benton realizzò poi una litografia del dipinto, inviandone copia a ciascun membro del Congresso, chiedendo di aumentare gli stanziamenti per la messa in sicurezza degli argini, ma molte copie (che adesso valgono un occhio della testa), finirono allora nel cestino. Ironia della sorte, proprio oggi che il dipinto sta per essere messo in vendita, il Mississipi ha raggiunto livelli record e sta per esondare in molti punti.

‘Flood Disaster’ di Thomas Hart Benton all’asta. E il Mississipi sta per esondare é stato pubblicato su artsblog alle 18:44 di mercoledì 18 maggio 2011.

 Flood Disaster di Thomas Hart Benton allasta. E il Mississipi sta per esondare

 Flood Disaster di Thomas Hart Benton allasta. E il Mississipi sta per esondare

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 Flood Disaster di Thomas Hart Benton allasta. E il Mississipi sta per esondare

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Acquisto accessorio per D3100

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Acquisto accessorio per D3100

Ciao a tutti!!!

Posseggo una Nikon D3100 con un obiettivo VR 18-55, e un teleobiettivo 55-200 e paraluce a questo abbinato.

Ora, ho a disposizione un budget di 300 euro, ed ero molto indecisa su cosa acquistare.

Un commesso del negozio, dove ho effettuato l’acquisto,
mi ha consigliato un flash METZ (non ricordo ora bene che serie), efficiente quanto quello originale Nikon, ma a metà prezzo.
Io vorrei prendere anche un treppiedi (ma vedendo i prezzi sforerei tanto).

Un mio amico, mi ha consigliato di prendere un Nissin anzicchè un metz, un Polarizzatore, un tappo per calibrare il bianco, e un filtro UV.

Sono molto indecisa a riguardo, e spero voi possiate darmi i consigli giusti 24470 smile Acquisto accessorio per D3100

Grazie!!!

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The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all’8 maggio l’arte contemporanea a Roma

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma

d5ffc TheRoadtoContemporaryArt The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma

Al via in questi giorni l’appuntamento annuale dell’arte contemporanea a Roma. The Road to Contemporary Art è un evento-fiera che si inquadra in una più ampia strategia di rivitalizzazione dei circuiti artistici della capitale che ha visto in questi anni la ristrutturazione del MACRO Testaccio come l’apertura del MAXXI, e che ha portato molti a parlare addirittura di un “rinascimento contemporaneo”.

L’edizione 2010, sulla scia dei due interventi citati sopra, ha visto la partecipazione di circa 50.000 visitatori alla manifestazione. Riconfermata la sede del MACRO Testaccio come location principale nei giorni dl 5 all’8 maggio prossimi, The Road to Contemporary Art coinvolgerà 76 gallerie nazionali e internazionali rivolgendosi a un pubblico di appassionati ma anche e soprattuto di collezionisti, perchè l’obiettivo principale è proprio quello di creare un ciruito che consenta ad artisti e galleristi di esporre e trovare nuovi acquirenti.

Per questa edizione, numerosi come sempre gli eventi collaterali inclusi una serie di premi prevalentemente dedicati a giovani artisti che avranno occasione di vedere acquistate le proprie opere da gallerie e spazi espositivi. Ricordo infine l’iniziativa ROMA.RADIO.ART.FAIR, una web radio nata espressamente intorno alla fiera per arricchirla di contenuti audio e approfondimenti grazie ad un palinsesto sperimentale: il progetto continuerà dal 1 al 5 giugno alla Biennale di Venezia nello Spazio Thetis (Arsenale) per la seconda edizione di “Sound Like Venice”, e il 4 giugno al RADIOPHONIC CREATION DAY – Festival Internazionale dedicato alla creazione di Radio Art.

The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all’8 maggio l’arte contemporanea a Roma é stato pubblicato su artsblog alle 09:51 di martedì 03 maggio 2011.

 The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma

 The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma

 The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma  The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma

 The Road to Contemporary Art 2011: dal 5 all8 maggio larte contemporanea a Roma

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Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

lunedì, 4 aprile 2011
listen it it Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

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Per la nostra domenica nucleare, un’opera che ci arriva da una segnalazione diretta dell’artista Silvio Giordano che ringraziamo.

Da sempre sensibile alle tematiche ambientalistiche-ecologiche, l’opera ha un titolo volutamente ambiguo: Nucleo Familiare (2008). Ne riporto di seguito le descrizione dell’artista, per me poetica ed estremamente attuale: “Esiste un tavolo dove una grande famiglia si unisce compatta e tesse indisturbata il destino del mondo svuotando la democrazia di significato. Esiste un’energia che snoda Cortei copiosi contro di essa.”

Probabilmente lo avrete riconosciuto: si tratta del parlamento delle Nazioni Unite sul quale, con un gesto semplice ed incisivo, viene sovraimposta l’icona della radioattività a delimitare un nuovo spazio simbolico. Complimenti a Silvio Giordano per aver interpretato con sensibilità un’inquietudine comune a molti, e sicuramente di chi scrive.

Vi ricordo infine che è possibile partecipare al ciclo “Ansia Nucleare” inviandoci le vostre opere via mail all’indirizzo segnalazioni del blog, o postandole sulla pagina Facebook dedicata. Per tenervi aggiornati sulla crisi nucleare, vi rimando al solito su Ecoblog.

Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano é stato pubblicato su artsblog alle 17:47 di domenica 03 aprile 2011.

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano  Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

 Il Nucleo Familiare di Silvio Giordano

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Fra umorismo e autobiografia, l’arte al femminile di Shannon Gerard

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

19724 shannon10 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

Shannon Gerard è un’artista canadese originaria dell’Ontario. Le sue principali attività si dividono fra l’illustrazione, la croching art e l’insegnamento di print media e nano-publishing presso l’Ontario College of Art and Design di Toronto.

Tutte le sue opere sono unite da un sottile filo di ironia, impegno sociale e racconto autobiagrafico titpici di un arte femminilista: sono fumetti, libri stampati a mano, illustrazioni, sculture relizzate con lana e uncinetto capaci di raccontare una storia. Il progetto più complesso che ha realizzato è la serie “Boobs & Dinks”, inizita nel 2007 con la creazione dell’”Early Detection Kits”: un kit pensato per la prevenzione del cancro al seno e ai testicoli. Organi genitali maschili e femminili fatti di filo di lana in 4 differenti gradazioni che richiamano le quattro principali gradazioni della pelle umana, nascondono al loro interno un nodulo che è possibile trovare attraverso la palpazione, seguendo precise istruzioni. Ogni kit è infatti accompagnato da un libro illustrato, stampato e rilegato a mano. Le altre componenti consistono in un video che spiega i metodi di auto-esaminazione (in stile fumetto) e da figure umane (un uomo e una donna) a dimensione naturale stampate su cartone pesante ritagliato, che fungono da manichini e indossano fisicamene il kit. Boobs & Dinks approccia un tema delicato che si scontra con le nostre paure profonde (il cancro, la malattia) usando la morbidezza e l’intimità tipica del lavoro a maglia, proprio come la serie “Playng the Doctor” offre un’alternativa ironica e divertente all’educazione sessuale di stampo clinico.

Nella loro semplicità questi oggetti hanno un’estetica molto definita e studiata, come lo è il progetto espositivo (lo potete osservare nella gallery): ricordo inoltre che per ogni kit venduto, 5 dollari vanno all’associazione Cottage Dreams che si occupa di prevenzione al cancro. Altri lavori della Gerard sono i Plustache, baffi di lana pensati per giocare ironicamente con le tematiche di genere, mentre sul versante ecologista/rapporto con la natura ritroviamo la serie “Plants you can’t kill” (che l’artista sostiene di aver creato dopo una serie di fallimenti nel tentativo di coltivare il suo giardino), o ancora “Toxic REEF Toronto”, un particolare progetto dedicato alla barriera corallina.

Per chi volesse invece saperne di più sulla sua biografia, è possibile dilettarsi con HUNG, un fumetto scritto dall’artista proprio a partire da episodi della sua vita personale.

Boobs & Dinks by Shannon Gerard
19724 thn shannon10 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon1 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannn3 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon7 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon9 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon2 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shanon5 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shanon8 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon12 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon6 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard19724 thn shannon4 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

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Fra umorismo e autobiografia, l’arte al femminile di Shannon Gerard é stato pubblicato su artsblog alle 13:39 di domenica 06 marzo 2011.

 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard  Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

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Fare foto attraverso gli specchi d’acqua con colpix P100

lunedì, 10 gennaio 2011
listen it it Fare foto attraverso gli specchi dacqua con colpix P100

Sono ormai quasi due decadi che occupo il mio tempo libero con la pesca sportiva, a spesso mi capita di vedere cose e posti inimmaginabili.
Sarà che stò invecchiando ma sento il bisogno di rivederle non solo più attraverso il mio ricordo.

Molti paesaggi sottomarini, alcuni anni fà ci erano celati da riververi impressonanti ecodizioni di vario genere che non lasciavano scampo alla libera visuale, ma con l’avvento di occhiali polarizzati di ultima generazione, ci possiamo accorgere che abbaimo acqua tra noi e quello che osserviamo solamente togliendoci detti occhiali.

Qualcuno può spiegarmi se la cosa è possibile anche con le nostre nikon?

Ps
Una cosa fondamentale da specificare, per esigense di auto scatto eseguito molto velocemente ho optato per una macchina relativamente semplice, la ormai celebre COOLPIX P100

non avendo nessun tipo di ghiere, siete a conoscenza di qualcosa che faccia al caso mio che ovviamente, vista la mia ignoranza in materia, trascuro grossolanamente.

grazie in anticipo dell’interessamento

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Battery grip per Nikon D5000 D3000 D40 D40x D60

lunedì, 3 gennaio 2011
listen it it Battery grip per Nikon D5000 D3000 D40 D40x D60

Ciao a tutti! ho comprato da poco un Battery grip per la miaNikon D3000 e già che c’ero volevo condividere le informazioni riguardanti a questo prodotto con il Club 7d012 biggrin Battery grip per Nikon D5000 D3000 D40 D40x D60

Il Battery grip si chiama NIKD40 ed è compattiblie con le Nikon D5000 D3000 D40 D40x D60. Ricordo che non è un battery grip originale Nikon.

http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a55741-paint.JPG.html

Questa è la scatola.

http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a55742-paint-2.JPG.html
Questo è il contenuto della scatola. Qui troviamo la garanzia di 3 anni, 2 libretti di istruzioni (ITA e ING), il battery grip e due slot per il battery grip, uno per 2 batterie Nikon EN-EL9a e l’altro per 6 pile AA.

Per il montaggio del battery grip, si toglie lo sportellino della reflex per la batteria (piegandolo a 45°), dopo di che si infila il battery grip sul corpo della macchina. Lo si fissa per bene ruotando la rotellina nel senso del “lock”.

http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a55743-paint3.JPG.html

Il battery grip si installa in modo quasi perfetto con il corpo della macchina (almeno sulla mia D3000)

Il battery grip ha anche un tastino per fotografare (così si può anche fotografare in verticale senza problemi) e funziona ad infrarossi con il corpo (la reflex rivela il tastino per fotografare, come un telecomando esterno), quindi si deve attivare l’impostazione del modo di scatto nel menù della reflex su “remoto rapido”. Per attivare l’infrarosso del battery grip, si seleziona su ON il tastino del grip e si preme un pulsantino, così che sbuchi dal nulla un trasmettitore a infrarossi.

è un po’ scomodo fotografare sull’impostazione “remoto rapido” perchè se metti in orrizontale il corpo, non puoi fotografare con il pulsante del corpo originale.

D’altronde mi è molto comodo questo battery grip e mi piace la nuova forma della mia D3000 7d012 laugh Battery grip per Nikon D5000 D3000 D40 D40x D60

http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a55744-paint4.JPG.html

Se avete ancora qualche domanda, non esitate a chiedere 7d012 smile Battery grip per Nikon D5000 D3000 D40 D40x D60

Fonte Google News

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comando dal corpo macchina al flash (esterno)

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it comando dal corpo macchina al flash (esterno)

salve, ho una nikon d200 e un flash sb600 e volevo sapere come posso far funzionare l’automatismo per far partire la luce dal flash avendolo separato dal corpo macchina (non ricordo il termine 6f242 tongue comando dal corpo macchina al flash (esterno) )
tenendo in considerazione che non ho il manuale d’istruzione della d200

so che devo impostare sul flash un gruppo (A,B,C, oppure D) e un numero (1,2,3, o 4) e poi fare lo stesso con la d200 ma non so come fare 6f242 biggrin comando dal corpo macchina al flash (esterno) help!!

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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Photoshow a Roma dal 27 al 29 marzo 2010 Ottica Universitaria srl

lunedì, 1 marzo 2010
listen it it Photoshow a Roma dal 27 al 29 marzo 2010 Ottica Universitaria srl

Vi ricordo che dal 27 al 29 marzo p.v. si svolgerà presso la Fiera di Roma il Photoshow 2010.

Al riguardo, segnaliamo che Nital s.p.a. offre a tutti la possibilità avere un ingresso ad un solo euro previa compilazione di appposto form alla pagina http://www.nital.it/eventi/photoshow2010.php

Un caro saluto a tutti.

www.otticauniversitaria.it

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Image Spark, condivisione ed ispirazione

venerdì, 13 febbraio 2009
listen it it Image Spark, condivisione ed ispirazione

02429192c0fcbe0e6bb120c43b3f818d Image Spark, condivisione ed ispirazione

Image Spark vi consente di creare una biblioteca di immagini che vi ispirano o piacciono.

Se siete un designer, un fotografo in cerca di ispirazione o semplicemente volete conservare le immagini che vi colpiscono Image Spark fa per voi. Potete sfogliare i gruppi e le foto degli altri oltre a conservare le vostre.

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Il sito è da poco spuntato online ed a differenza di altri servizi non ha utilizzato la formula ad inviti rendendo più semplice l’iscrizione per tutti. Gli unici tipi di immagini non consentite su questo sito sono le foto pornografiche, di famiglia e pubblicitarie.

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Via | ImageSpark

Fonte ClickBlog.it

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