Articoli marcati con tag ‘rete’
X-Pire, immagini a tempo determinato
mercoledì, 19 gennaio 2011
X-Pire, un’azienda tedesca, ha deciso di introdurre le immagini a tempo determinato per chi non vuole che le proprie foto siano in rete per troppo tempo.
Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di particolare imbarazzo per foto che avrebbero dovuto essere private, ma sono diventate pubbliche. Soprattutto a causa delle molte reti sociali attraverso cui si condividono queste immagini.
Il funzionamento di X-Pire è molto semplice. Il programma assegna una chiave elettronica ad ogni immagini ed assegna un tempo di scadenza. Se il server rileva che è stata superata questa data blocca la visualizzazione dell’immagine. Ovviamente nessuno può impedire a qualcuno di fare uno screenshot o salvare in altri modi l’immagine finché è ancora visibile.
L’azienda pensa che ci possa essere un business interessante, soprattutto fra quei molti utenti passivi che buttano in rete un sacco di dati personali e poi se ne dimenticano. X-Pire guadagnerà dalle sottoscrizione che possono andare dai 6,99€ per 3 mesi ai 23,99€ all’anno.
Via | X-Pire
X-Pire, immagini a tempo determinato é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 18 gennaio 2011.
La Canon 1Ds mark III è fuori produzione?
martedì, 18 gennaio 2011

Sembra che qualcosa in casa Canon si stia finalmente muovendo.
In rete cominciano a sparire dai listini di grossi negozi le Canon 1Ds mark III. Il messaggio è un semplice “fine scorta”, ma potrebbe preannunciare l’arrivo della nuova ammiraglia? Non si può ancora essere certi, ma facendo due conti con le date si può provare ad intuire qualcosa.
È sempre possibile che si tratti di un problema di approvvigionamento, ma non si può certo dire che con il suo prezzo di listino questa reflex sia un prodotto di massa. La Canon 1Ds mark III è stata annunciata nell’agosto del 2007 e questo significa che siamo di fronte alla più longeva reflex digitale della casa nipponica con i suoi più di 3 anni e mezzo. Anni in cui, però, la concorrenza non è stata a guardare, soprattutto Nikon che ha recuperato molto terreno fra i fotografi professionisti.
Quindi possiamo dare per molto probabile che il 2011 sarà l’anno della Canon 1Ds mark IV, ma quando avverrà effettivamente l’annuncio lo decideranno (o già deciso?) i vertici Canon.
Via | NorthlightImages
La Canon 1Ds mark III è fuori produzione? é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 18 gennaio 2011.
L’Etna erutta in un grande spettacolo
giovedì, 13 gennaio 2011
L’Etna è il vulcano più alto d’Europa ed uno dei più alti al mondo. È ancora attivo e ciclicamente fa parlare di sé per la sua attività.
La maggior parte delle volte si tratta di fuoriuscite effusive che non pongono problemi alla sicurezza degli abitanti della zona. A volte, come in questo caso, è presente anche un’attività un po’ più esplosiva che i vulcanologi definiscono Stromboliana e che riesce a creare delle coreografie incredibili.
In rete stanno arrivando delle bellissime immagini che riescono a catturare la forza e la vitalità dell’Etna a cui fa da contraltare la notte siciliana. Potete trovare continui aggiornamenti sulla situazione attraverso YouReport.
L’Etna erutta in un grande spettacolo é stato pubblicato su clickblog alle 01:00 di giovedì 13 gennaio 2011.
d3100 o 500d?
lunedì, 10 gennaio 2011
Mi scuso per aver aperto una discussione che avrete sentito decine di volte ma è un dilemma a cui non riesco a trovare risposta con le risorse che ho trovato in rete. Io fra le due macchine proposte dal titolo preferirei la d3100 perchè mi sembra quella che ofrre immagini con la migliore qualità. Il problema è che la d3100 non ha il motore per l’autofocus e quindi dovrei cercare obbiettivi motorizzati. io dovrò fare prevalentemente fotografia subacquea per la quale essenzialmente servono 3 obbiettivi: lo zoom del kit (e per quello sarei aposto), un macro (quali modelli ci sono motorizzati?) e un grandangolare spinto, preferibilmente fisheye (quanto costano motorizzati?). Però sono certo che sarò preso anche dalla fotografia esterna e quindi sicramente vorrò prendere prima o poi un tele (magari cominciando con il 55-200 che costa relativamente poco). In definitiva la domanda è: se prendo la d3100 riesco a reperire gli obbiettivi che cerco motorizzati senza spendere 1000 euro per ogni obbiettivo o vale la pena prendere la canon 500d che ha già il motore per l’autofocus e quindi spenderei meno in obbiettivi?
Grazie in anticipo a tutti quelli che mi risponderanno!
Canon Powershot G12, l’annuncio Canon ha finalmente rilasciato la Canon Po
mercoledì, 5 gennaio 2011
da: domiad
Descrizione: Canon Powershot G12, l’annuncio
Canon ha finalmente rilasciato la Canon Powershot G12, la sua compattona di qualità che si era già vista in rete grazie qualche tempo fa.
È dotata di un sensore CCD da 1/1.7″ con una risoluzione di 10 megapixel, schermo LCD snodabile da 2,8 pollici ed un obiettivo che copre le focali equivalenti ad un 28-140mm. Quest’ultimo è dotato dello stabilizzatore ibrido che ha fatto la sua comparsa negli ultimi obiettivi EOS annunciati. Come le precedenti versioni di questa fascia è in grado di salvare le foto in raw.
Può registrare video HD 720p e le foto possono essere scattate nei seguenti formati 3:2, 4:3, 1:1, 16:9 e 4:5. Per la memorizzazione utilizza supporti di tipo SD e sono supportate anche le schede SDXC.
Sarà disponibile a partire da ottobre al prezzo indicativo di 649€.
Via | PhotographyBlog
Tags: 8243, annuncio, canon, canon powershot, Comparsa, G12, Google, hd, megapixel, obiettivo, photo, Powershot Canon, rete, schermo lcd, sensore ccd, tempo faConvertire video D7000
lunedì, 27 dicembre 2010
Provengo da una D90 e sono da qualche giorno passato ad una D7000.
Confrontando i video su pc fra le due macchine devo dire che su questa nuova è stato fatto un gran passo in avanti, a parte per le possibilità di regolazioni, ma proprio la definizione e nitidezza mi sembra siano nettamente migliori forse grazie anche al nuovo codec utilizzato.
Proprio questo ora è il mio problema, prima con la D90 trasferivo i file su una penna usb e me li guardavo direttamente tramite usb del tv o del dvd mentre adesso questi nuovi file con estensione MOV non vengono letti da nessuna parte se non dal pc.
Ho provato a fare qualche ricerca in rete e mi sembra di aver capito che occorre a questo punto convertire i video in avi/mpeg solo che ho trovato solo programmi a pagamento.
Esiste qualche altro metodo per vedere questi video oppure sapete se esiste qualche software free per effettuare queste conversioni?
Tags: arte, Avanti, Avi Mpeg, Azioni, Capito, Chi, Codec, D70, d700, D90, Dav, Devo, Font, grammi, inizio, Le Con, Lt, Ltr, macchine, Mp, Mpeg Solo, Nessuna, Netta, Par, Passa, passo, Prob, Programmi, prova, regola, rete, ricerca, Sb, Software, USB, versioni, Video Avi, Video Mpeg, ZioPer i possessori del nissin di622
sabato, 25 dicembre 2010
ciao a tutti,
ho acquistato da poco il flash nissin di622, unico problema, il mini cd con il manuale d’uso che c’era all’interno era crepato!
in rete non sono riuscito a trovarlo…
mi chiedevo se c’era qualche anima buona che, passate le feste, mi poteva inviare per posta una copia del cd
grazie e Buon Natale!
Consiglio per una compatta con esposizione manuale
martedì, 21 dicembre 2010
Ciao, stavo cercando una compattina senza troppe pretese da portarmi dietro. Unica eferenza deve avere la possibilità di esporre nei modi A, S, M
Non conosco molto bene il settore.
Qualcuno può aiutarmi
Grazie
Tags: aiuta, armi, Atta, compatta, Conosco, Consigli, consiglio, Font, Lt, modi, molto bene, Mp, rete, ZioC2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura
lunedì, 20 dicembre 2010
Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.
Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.
Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.
Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco
)
Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:
- Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
- Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
- Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.
Passiamo ora al corso.
Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:
- Inquadratura
- Lunghezza focale e prospettiva
- Regola dei terzi e rapporti aurei
- Simmetrie ed asimmetrie
Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.
CAPITOLO UNO: Inquadratura
Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.
Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.
Alcune citazioni dotte sul tema.
“The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.
Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

“There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.
In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

“If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.
In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:
- Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
- Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.
Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.
Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.
L’inquadratura e le linee
L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.
Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.
Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.
In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.
In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.
L’inquadratura e la terza dimensione
L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.
Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.
L’inquadratura come strumento scenico
Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.
I formati
Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:
- 1/1 ovvero quadrata
- Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.
E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.
Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.
Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.
Orientamento dell’inquadratura
Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro
) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?”
Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale
La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.
Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.
Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 
Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.
Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.
Conclusioni
Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.
IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’
- Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
- Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
- Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
- Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
- Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
- Riempite il fotogramma
- Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
- Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
- Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.
ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa
per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.
Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo
nasce MODEL4YOU.IT
venerdì, 17 dicembre 2010
Salve,
non so se mi trovo nella sezione giusta ma volevo segnalarvi la nascita di un mio nuovo progetto chiamato MODEL4YOU.IT
MODEL4YOU nasce quasi per gioco all’inizio di Novembre del 2010 da un’idea di Daniele Florio e Saverio Conte già presenti sulla scena del web italiano con pix-yu.com una piattaforma di repository di foto vincitore tra l’altro della categoria Social Network al Premio Web Italia 2009. MODEL4YOU è una piattaforma atta a creare una rete di interconnessione che renda ancora più semplice il contatto tra tutti i vari attori del mondo della fotografia, della moda e della pubblicità e quindi parliamo di fotografi, modelle, agenzie, make-up artists, hair stylists e stilisti di moda. L’intento è quello di promuovere le attività di ognuno di questi soggetti e fare in modo che ognuno di loro sia visibile all’altro. In ogni profilo infatti, ( sia questo di un’agenzia, di un fotografo, di una modella o altro ) è possibile inserire un commento di feedback che identifica in percentuale ( da 0 a 100 ) la professionalità del soggetto. Il sito da inoltre la possibilità di caricare un numero illimitato di foto e rendere perciò visibili agli utenti del sito la propria galleria anche attraverso la semplicissima e funzionale slideshow. Ogni giorno vengono automaticamente selezionate dal sistema dieci foto ed inserite nella sezione EXPLORE; la selezione avviene in base ad un calcolo matematico che ovviamente somma le visualizzazioni, i commenti e quanti utenti hanno messo tra le preferite quella determinata foto. Vi è inoltre una parte dedicata agli annunci di chi cerca o di chi offre lavoro ovviamente sempre nel campo della fotografia. Il progetto sta avendo i primi risultati dopo soli 3 giorni in termini di visualizzazione, avendo sfiorato le 5000 page views giornaliere.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate: http://www.model4you.it
Grazie a tutti e mi scuso nuovamente se non sono nella sezione corretta.
Daniele Florio – Portrait & Fashion Photographer [ http://www.danieleflorio.com ]
Cerco lametta da barba a f/1,8
lunedì, 29 novembre 2010
Scusate per il titolo ma non ho altri vocaboli per descrivere meglio il mio pensiero.
Vi spiego: sono possessore del fantastico 16-85mm f/3.5-5,6 del quale sono mooolto contento, ma vorrei ampliare il parco obiettivi con un fisso molto luminoso e dettagliato per usarlo come un classico 35mm.
Ho cercato in rete, letto opinioni di tutti i tipi ma non riesco a convincermi su cosa prendere.
Ho avuto modo di provare il Nikkor AF 24mm f/2,8 D ma l’altro giorno ho scoperto che a 2,8 praticamente si comporta come un fondo di bottiglia, l’immagine è scandalosamente impastata al centro e non ho parole per descrivere la resa ai margini del fotogramma. la situazione migliora solo da f/4 in poi, ma che me ne faccio se posso usarlo solo da questo diaframma in su? Io voglio un obiettivo che alla massima apertura sia preciso, non mi basta poter scattare e basta, io voglio nitidezza!
Ora sto a chiedervi: con assoluta certezza e dati di fatto, sapreste darmi un consiglio su un obiettivo che abbia focale da 20mm al max 28mm, con diaframma tipo f/1.4 fino a f/2.8 e che sia molto dettagliato? Non importa che sia Nikon, qualsiasi marca va bene.
Grazie.


















