Articoli marcati con tag ‘reflex digitale’
domenica, 21 novembre 2010
Ciao a tutti
Ho acquistato il 25 di ottobre una d90 con il 18-105 in kit.. L’ho presa online e l’ho cercata ovviamente Nital…
Ora guardando il sito nital ho notato questa dicitura
“All’interno della confezione della nuova reflex digitale Nikon troverà, oltre a tutti gli accessori forniti dalla casa madre, la Nital Card “3 anni”.
Ecco io non l’ho trovata… però ho registrato sia la reflex che l’obiettivo sul sito nital dove cliccando su “verifica garanzia” appaiono i miei prodoti registrati
Prodotto: D90 body x Kit 18-105mm Anni garanzia: 3
Prodotto: 18-105mm Anni garanzia: 4
ora guardando il contenuto della confezione della d90 vedo che ci sono solo due pezzi di carta dove c’è scritto “nikon europe service warranty”.. che sono ciò che assomiglia di più alla nital card.
Un ultima cosa, sulla confezione c’è il bollino sigillo “nital card 3 anni”, ma in defintiva, come faccio ad averla tra le mani???
Ciao e grazie se mi aiuterete :S
Fonte Google News
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martedì, 20 luglio 2010

1. Prima del 1988 il nome dell’azienda non era Nikon.
Prima del 1988 il nome dell’azienda era Nippon Kogaku K.K. Qualcuno pensa che il nome sia cambiato prima, ma la transizione ufficiale è avvenuta solo il 1° aprile 1988 anche se il trademark Nikon era utilizzato a partire dalla metà degli anni ‘40.
La leggenda narra che tutto fu deciso quando l’allora presidente Shigetada Fukuoka si incontrò con il presidente della repubblica primo ministro francese Jacques Chirac. Quest’ultimo sentendo il nome Nippon Kogaku Kogyo rimase un po’ perplesso e solo quando Fukuoka pronunciò la parola Nikon il presidente capì chi aveva di fronte.
2. Nikon creò la prima fotocamera nel 1948
L’azienda fu fondata dall’unione di 3 aziende che si occupavano di ottiche nel 1917, ma la prima fotocamera arrivò solo nel 1948. Fino ad allora vennero prodotti solo obiettivo sotto il marchio Nikkor, binocoli e microscopi.
Il primo modello, Nikon I, fu prodotto troppo velocemente per soddisfare la domanda e la solidità del prodotto ne subì le conseguenze. I modelli successivi corressero queste problematiche.
3. Nikon produsse obiettivi per Canon
Le prime fotocamere Canon erano dei cloni delle Leica, ma l’azienda non aveva ancora esperienza nella produzione di obiettivi.
Quando lanciarono sul mercato la rangefinder Hansa contattarono la Nippon Kogaku Kogyo, un affidabile azienda di obiettivi. La Hansa venne venduta con un Nikkor 50mm f/3.5 lens.
4. La Nikon F al momento del lancio costava 3 stipendi mensili
Nonostante i prezzi attuali possano sembrare alti al momento del lancio la Nikon F, la prima reflex Nikon, costava 67.000 Yen, 3 stipendi mensili di un impiegato governativo all’epoca. Riuscirono a venderne oltre un milione in 15 anni.
La baionetta F è ancora utilizzata oggi nelle reflex dell’azienda. Un attacco rivoluzionario rispetto alle dimensioni delle telemetro in commercio all’epoca.
5. La prima reflex digitale è stata sviluppata in 2 anni
La Nikon D1 è stata sviluppata in soli due anni di lavoro.
Il presidente Nikon nel 1997 chiede ai suoi ingegneri di realizzare una reflex digitale. Questi risposero che sarebbero serviti probabilmente 4 anni di lavoro, ma sicuramente almeno 3. Ne vennero concessi solo due. Nel 1999 venne presentata la Nikon D1 che nonostante il prezzo di 5.500$ vendette oltre 100.000 corpi macchina in un solo anno.
Foto | Joe Shlabotnik
Via | NikonHQ
5 cose che non sapevate di Nikon é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 19 luglio 2010.
Fonte Google News
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domenica, 16 agosto 2009
Prof.Angelo Meduri
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Dopo aver imparato a trovare le costellazioni e gli oggetti celesti più importanti, si può avere il desiderio di fissare l’immagine su un supporto. La fotografia celeste (o astrofotografia) offre numerose attrattive ed apre ampi orizzonti di ricerca ai cacciatori di immagini. In effetti, ci sono diversi vantaggi rispetto all’osservazione visuale:
1)  E’ possibile avere a disposizione un documento che testimonia definitivamente tutto quello che si è registrato con la fotocamera in quel giorno;
2)  L’immagine così ottenuta rappresenta un documento fedele ed oggettivo, mentre l’osservazione visuale o il disegno sono soggettivi;
3)  Le esposizioni fotografiche consentono di accumulare la luce e di rendere visibili gli oggetti più deboli, anche quelli invisibili ad occhio;
4)  Le pellicole ed i sensori digitali offrono una gamma di sensibilità ai colori dello spettro molto estesa, perciò possiamo cogliere immagini nell’infrarosso e nell’ultravioletto, con i colori degli oggetti celesti fotografati;
5)  La zona di cielo inquadrata da una fotografia è molto più estesa di quella che si osserva all’oculare di un binocolo o di un telescopio.
L’evoluzione del mercato informatico sta facendo calare l’interesse per la fotografia analogica in favore di quella digitale, infatti la fotografia digitale resta la più nitida (decine di Megapixel) e la più economica da realizzare.
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Una reflex a pellicola.
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   Per numerosi dilettanti appassionati di astrofotografia, la foto a vasto campo rappresenta il primo passo verso una visione più grande dell’universo di quella che il telescopio svelava alla mente del curioso. Per altri, questo può essere solo il primo passo sulla strada dell’apprendimento dei mezzi per realizzare fotografie molto belle ed eccitanti. Prescindendo dal motivo, la macchina fotografica reflex per il 35mm, dotata di un obiettivo normale da 50mm di lunghezza focale è lo strumento ordinario per la prima avventura in questo campo affascinante e misterioso. La macchina fotografica deve essere quindi reflex, dotata di posa B o T e provvista di un innesto per ottiche tra i più facilmente reperibili in commercio. L’impiego di un cavetto di scatto flessibile per agire a distanza permette inoltre di eliminare gran parte delle vibrazioni. L’otturatore deve restare aperto anche per diversi minuti, perciò è meglio se le batterie sono ben cariche. Â

Fotocamera reflex digitale moderna.
   Gli obiettivi fotografici comuni sono diffusissimi, spesso vengono sottovalutati, ma consentono di ottenere immagini spettacolari, se utilizzati opportunamente. Il 50mm è chiamato normale, perché inquadra le cose come l’occhio umano, mentre gli obiettivi con focali più corte vengono chiamati grandangolari e quelli con lunghezze focali maggiori del 50mm teleobiettivi.   La fotografia astronomica a vasto campo si occupa delle costellazioni, degli oggetti del profondo cielo (nebulose, ammassi stellari, galassie), della Via Lattea, delle meteore e delle comete. La lunghezza focale F dell’obiettivo determina l’ampiezza del campo inquadrato, che deve essere scelto in relazione alle dimensioni dell’oggetto da fotografare. Per la Via Lattea, presa da una parte all’altra dell’orizzonte, occorre adoperare focali da 8mm a 17mm di tipo fish-eye (occhio di pesce, 180° di campo inquadrato). Per ingrandire alcune parti occorrerà un 50mm oppure un 85mm, o più, mentre per avere sul fotogramma anche i particolari del paesaggio sarà utile un super-grandangolare di 14-20mm. Se si vuole fotografare invece la nebulosa di Orione ci vorrà una focale superiore ai 300mm. La tabella riporta le dimensioni angolari del campo inquadrato da ogni obiettivo sul fotogramma 24×36mm del piccolo formato 35mm. Naturalmente, si possono adoperare formati più ampi, o più piccoli, come il formato APS (1,5-1,6 volte più piccolo del 35mm). Â
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|
Lunghezza focale in mm
|
Dimensioni del campo
|
Angolo sulla diagonale del formato 35mm
|
|
14
|
81,2° × 104,2°
|
114,2°
|
|
18
|
67,3° × 90,0°
|
100,4°
|
|
20
|
61,9° × 83,9°
|
94,5°
|
|
24
|
53,1° × 73,7°
|
84,0°
|
|
28
|
46,3° × 65,4°
|
75,3°
|
|
35
|
37,8° × 54,4°
|
63,4°
|
|
50
|
26,9° × 39,5°
|
46,7°
|
|
85
|
16,0° × 23,9°
|
28,5°
|
|
105
|
13,0° × 19,4°
|
23,2°
|
|
135
|
10,1° × 15,1°
|
18,2°
|
|
200
|
6,8° × 10,2°
|
12,3°
|
|
300
|
4,5° × 6,8°
|
8,2°
|
|
400
|
3,4° × 5,1°
|
6,1°
|
|
600
|
2,2° × 3,4°
|
4,1°
|
|
800
|
1,7° × 2,5°
|
3,0°
|
|
1000
|
1,3° × 2,0°
|
2,4°
|
|
2000
|
41’ × 62’
|
1,2°
|
|
3000
|
28’ × 42’
|
50’
|
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Oltre agli obiettivi a focale fissa, vi sono quelli a focale variabile, meglio noti come zoom; con essi non sempre esistono dei vantaggi, i principali punti critici sono i seguenti:
1)  il meccanismo che fa variare la lunghezza focale generalmente tende a spostarsi   durante le lunghe pose, rovinando così le foto, tranne che non sia dotato di un blocco;
2)  il costo di un obiettivo a focale variabile di alta qualità fino ai bordi è assai più elevato di un’ottica a focale fissa;
3)  la luminosità dell’immagine fornita dagli zoom generalmente è inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa;
4)  gli zoom distorcono le immagini più facilmente;
5)  gli zoom pesano di più.
Da ciò si può dedurre che, se si sceglie di utilizzare un obiettivo zoom, si dovrebbe controllare attentamente il suo funzionamento. Recentemente sono apparsi sul mercato degli obiettivi zoom professionali di alta luminosità (2,8) con lenti asferiche per eliminare la distorsione e gli altri difetti delle immagini: essi offrono risultati decisamente positivi, superando talvolta le focali fisse! Ho provato uno di questi zoom alla massima apertura ed ho notato che il comportamento era uniforme da un bordo all’altro, non c’era traccia di distorsione e le aberrazioni erano quasi invisibili, tuttavia il funzionamento può variare con la lunghezza focale. Se alle lenti asferiche vengono abbinate anche le lenti a bassa dispersione, persino l’aberrazione cromatica diventerà irrilevante ed usciranno immagini straordinarie, anche a tutta apertura. Inoltre, ho utilizzato un 300mm a tutta apertura (2,8) ed ho ottenuto sempre immagini puntiformi su tutto il campo inquadrato (anche agli angoli), segno di un’ottima correzione delle aberrazioni e della vignettatura già dalla piena apertura.
L’apertura relativa (o luminosità f=F/D) di un obiettivo fotografico convenzionalmente varia secondo il tipo di progetto adottato. Solitamente è possibile fare variare la luminosità da un massimo (2,0) ad un minimo (22,0). Tra uno scatto e l’altro c’è una variazione del 50% (il diametro D si riduce di 1,4 volte), perciò se si apre di uno stop un obiettivo si avrà il doppio della luce, mentre se di chiude di uno stop si otterrà una riduzione della metà . Le grandi aperture sono assai vantaggiose in astronomia, poiché gli oggetti celesti hanno basse luminosità intrinseche e si deve inseguire per lungo tempo.
       L’inseguimento si effettua su di una montatura equatoriale con motore, dato che la Terra si sposta e gli oggetti sorgono, culminano e tramontano. Un errore comune che si osserva nelle foto a vasto campo è l’uso costante degli obiettivi alla massima apertura. Poiché quasi tutti gli obiettivi delle macchine reflex sono stati progettati per offrire la prestazione migliore a 1-2 valori dopo la massima apertura, l’uso dell’obiettivo a tutta apertura spesso accentua le aberrazioni, produce una vignettatura eccessiva e causa velature forti ed irregolari. Le ottiche delle macchine fotografiche comuni sono state progettate in modo da rispondere alle necessità dell’utente medio. Questi requisiti non sono tanto rigorosi come quelli della fotografia stellare, che è il test più severo per ogni obiettivo. Le aberrazioni sono difetti degli obiettivi che non si vedono facilmente sui ritratti o sulle fotografie di paesaggio. Oltretutto, nella maggior parte delle applicazioni di tutti i giorni, il fotografo è interessato soltanto alla parte centrale della fotografia, così le aberrazioni ai bordi passano inosservate. Per di più, nella maggior parte delle applicazioni fotografiche, gli obiettivi vengono utilizzati raramente in prossimità della massima apertura, il che rende meno appariscente la presenza delle aberrazioni e della vignettatura (=perdita di luce ai bordi).
Per le applicazioni astronomiche, il test più semplice per determinare l’apertura di diaframma migliore di ogni dato obiettivo è eseguire una serie di foto guidate del cielo notturno. Se l’obiettivo deve essere diaframmato oltre 2 valori dopo la massima apertura per ridurre le aberrazioni e la vignettatura a livelli accettabili, servirà poco nel lavoro astronomico. I vantaggi del diaframmare sono duplici: non solo si sopprimono le aberrazioni e la vignettatura, ma si riduce anche il velo di fondo, migliorando il contrasto da ogni parte. Con le nuove pellicole supersensibili che stanno uscendo, un’esposizione di 20 minuti a f/4 con una pellicola da 1000 ISO produrrà risultati stupendi. Con i sensori digitali riducete il tempo di posa almeno ad un terzo. Poiché le fotografie eseguite con un obiettivo da 50mm ed un motorino d’inseguimento di buona qualità non dovrebbero essere guidate con cannocchiali e oculari con crocicchio, non c’è motivo di rinunciare alla qualità per fare un’esposizione più breve. Per migliorare ulteriormente la resa degli obiettivi è conveniente utilizzare talvolta un filtro (UV, Skylight, giallo o rosso). Di recente sono comparsi sul mercato alcuni filtri, detti interferenziali, che bloccano certe lunghezze d’onda e ne trasmettono invece altre, tuttavia il loro costo resta ancora elevato.

Le tracce stellari lasciate dopo 45 minuti di posa a f/4 con un obiettivo di 35mm su pellicola di 400 ISO.
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   L’attrezzatura ideale comprende quindi una serie di obiettivi per poter riprendere meglio i vari aspetti del cielo nelle diverse stagioni. In estate potete fotografare bene la Via Lattea, molte nebulose e ammassi aperti. In autunno puntate gli obiettivi sulla galassia di Andromeda, l’ammasso doppio del Perseo e su Cassiopea. D’inverno spiccano Orione con le sue nebulose ed il Toro con i suoi ammassi. Disporre di diversi obiettivi vi servirà per riempire meglio il fotogramma secondo l’oggetto desiderato. Occorrono, in linea di massima, un 24mm, un 50mm ed un 300mm, oppure uno zoom 28-70mm ed un 300mm. Si può acquistare poi un moltiplicatore di focale 1,4x. La possibilità di avere l’autofocus qui è inutile, giacché si lavora sempre impostando la messa a fuoco sull’infinito (∞), è importante invece disporre di una grande apertura (2 o 2,8). Se potete permettervi solo un obiettivo la scelta per eccellenza è quella di un 50mm, anche usato. Se usate il formato APS dovete impiegare invece un 30mm o un 35mm. L’impiego di un trascinatore è indispensabile ed implica pure la conoscenza della messa in stazione verso il Polo Celeste, aiutandosi con la Stella Polare. Il treppiedi (o cavalletto) è un altro accessorio indispensabile per la buona riuscita delle foto.

La cometa Hale-Bopp, apparsa nel 1997, fotografata con un obiettivo di 300mm a f/2,8 su pellicola di 800 ISO con una posa della durata di 8 minuti.
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   Dopo aver montato un telescopio, nel luogo prescelto, sulla montatura equatoriale, si deve sistemare correttamente tutto l’insieme in modo da poter mantenere l’oggetto celeste costantemente puntato al centro del campo per ore. Ciò significa che si deve orientare con molta precisione la montatura del telescopio per farla funzionare perfettamente dopo aver bilanciato ogni parte dell’insieme. Per orientare correttamente l’asse polare della montatura esistono vari metodi, qui ne descriverò uno. E’ un metodo approssimato, che consente di fotografare con strumenti di corta focale in tempi abbastanza brevi. Questo procedimento permette di rendere l’asse polare della montatura parallelo all’asse di rotazione terrestre, in modo da riuscire ad annullare gli effetti del moto diurno, come previsto dalla teoria. Nell’emisfero boreale le stelle sembrano girare attorno alla Stella Polare ( Ursae Minoris), che è l’ultima stella della coda del Piccolo Carro. Gli appassionati che si recano nell’emisfero australe sono purtroppo meno fortunati dei loro colleghi, poiché le stelle prossime al Polo Sud Celeste non sono splendenti come la Stella Polare. Dunque, le stelle più vicine ai poli celesti sono la Polare (di magnitudine +2) e la σ Octantis (di magnitudine +5,5), che distano rispettivamente 48’ e 59’. Innanzi tutto, si deve mettere in piano la montatura equatoriale, regolando la lunghezza delle gambe del treppiedi ed osservando la posizione della bolla di livello, finché non si sposta proprio sul centro. Le montature equatoriali alla tedesca spesso sono corredate da un cannocchiale polare (ad esempio 6×30, 8×50, 9×60, ecc.), perciò basta osservare direttamente nel cannocchiale per orientare correttamente l’asse della montatura. In pratica, la Polare deve rientrare in un apposito circoletto. Il cannocchiale polare ha un reticolo illuminato che contiene pure le posizioni delle stelle del campo vicine alla Stella Polare, regolabile tramite un disco orario ed un cerchio datario. I reticoli speciali servono proprio a facilitare l’allineamento polare della montatura. Questa regolazione permetterà di sistemare definitivamente l’inclinazione dell’asse polare della montatura e sarà utile ogni volta che si ritorna a fotografare sullo stesso sito.Â

Stelle sopra la città fotografate con un obiettivo di 24mm aperto a f/2.8 per 60s a 800ISO.
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 Il problema più difficile da risolvere per la fotografia celeste è quello della presenza dell’inquinamento luminoso, dovuto alle luci artificiali dei centri urbani ed extraurbani. Questo fenomeno arreca disturbo alla buona riuscita delle fotografie e si manifesta nelle vicinanze dei centri abitati, a causa del riverbero dell’illuminazione, che alla fine renderà le foto inaccettabili, con un cielo dalla tinta gialla, verde o grigia. La soluzione del problema richiede l’uso di un buon paraluce e la ricerca di luoghi più bui, dove la Via Lattea risalta bene anche ad occhio nudo. In Italia, i cieli più bui si trovano in Valle d’Aosta, sull’Appennino tosco-emiliano, vicino Grosseto, al confine tra Abruzzo e Molise, al confine tra Basilicata e Calabria, sulle vette centrali della Sardegna.
Comunque, non crediate che sia possibile ingrandire le stelle come piccoli globi, perché la loro distanza richiede focali di 200 metri. Di conseguenza, una stella resterà sempre un puntino sia con un obiettivo di 35mm, che con un 2000mm.
Per evidenziare la rotazione della volta celeste stellata, basta sistemare la fotocamera su un treppiedi, fare scattare l’otturatore via cavo e lasciarlo aperto diversi minuti, anche fino a 10-15 minuti per pose digitali, usando basse sensibilità , come 100 ISO, e diaframmi piuttosto aperti, come 2.8 o 4. Con le pellicole la posa deve essere unica, anche di diverse ore, mentre in digitale si sommeranno diverse foto al computer, sempre per ottenere come risultato finale delle strisce lasciate dalle stelle più luminose nel cielo notturno. Per quanto riguarda le pellicole da utilizzare (fresche e ben conservate), è opportuno sceglierne una piuttosto sensibile 400-1600 ISO, se invece si vogliono ottenere stelle puntiformi. Inoltre, quando si porta a sviluppare il rullino, occorre specificare che si tratta di foto astronomiche senza margini ben definiti e che si devono sviluppare senza tagliare la pellicola (si dice sviluppo in striscia). Durante la fase dello sviluppo, infatti, il macchinario o l’operatore potrebbero tagliare a metà una foto, perché fanno fatica a distinguere lo spazio vuoto tra due fotogrammi e lo sfondo del cielo, solitamente sempre nero. Il tempo di posa limite in minuti è dato dalla seguente tabella, per un cielo buio, limpido e senza Luna. Si tiene conto anche del difetto di reciprocità delle pellicole impiegate.

Rotazione delle stelle attorno al polo celeste nord ottenuta con un obiettivo di 35mm a f/4 e 2 ore a 200ISO.
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Tabella del tempo limite di saturazione in minuti per varie pellicole e cieli assai bui.
|
Apertura
|
100 ISO
|
250 ISO
|
400 ISO
|
800 ISO
|
1600 ISO
|
|
2,0
|
66 min.
|
24 min.
|
14 min.
|
6 min.            Â
|
3 Â min.
|
|
2,8
|
141
|
50
|
30 Â
|
14 Â
|
6 Â
|
|
3,5
|
233
|
83
|
49 Â
|
23 Â
|
10 Â
|
|
4,0
|
315
|
113
|
66 Â
|
30 Â
|
14 Â
|
|
5,6
|
671
|
240
|
141 Â Â
|
65 Â
|
30 Â
|
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Tempo limite in secondi per macchine fisse sul treppiedi e stelle puntiformi
|
Obiettivo
|
0°
|
30°
|
45°
|
60°
|
|
20mm
|
30 sec.
|
35 sec.
|
42 sec.
|
60 sec.
|
|
24mm
|
25
|
29
|
35
|
50
|
|
28mm
|
21
|
25
|
30
|
43
|
|
35mm
|
17
|
20
|
24
|
34
|
|
50mm
|
12
|
14
|
17
|
24
|
|
100mm
|
6
|
7
|
8
|
12
|
|
300mm
|
2
|
2
|
3
|
4
|
La distanza in gradi è dall’equatore celeste, distante 90° dalla stella Polare.
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|
Tipo di astrofotografia
|
Pellicola consigliata
|
Obiettivo e tempo di posa
|
|
Congiunzioni di pianeti
Luminosi al tramonto con
La Luna
|
100-400 ISOÂ come
Kodak Ektachrome E200
Fuji Provia 400F
|
35-70mm a f/2.8
Scattare quando l’esposi- metro segna 1-8 secondi
|
|
Costellazioni, aurore
|
800 ISO come
Fuji Superia X-tra 800
|
20-50mm a f/2.8
20-40 secondi
|
|
Costellazioni, Via Lattea,
stelle cadenti, con motore
|
800-1600 ISO
|
8-50mm a f/2.8
5 minuti
|
|
Foto con inseguimento al
telescopio
|
800-1600 ISO
|
14-300mm a f/2.8Â
Fino a 5 minuti
|
Â
Â
Â
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sabato, 8 agosto 2009
NIKON mostra di credere molto alla funzione video nelle sue reflex digitali. Infatti, dopo la D90 e la D5000 ecco una nuova versione della reflex di classe media D300 che guadagna, oltre alla lettera “s†nella sigla, la possibilità di effettuare filmati in formato HD 720p e non solo. In occasione del rinnovo della D300, infatti, il produttore giapponese ha rivisto anche altri dettagli della fotocamera tra cui la velocità di scatto in sequenza che è ora di 7 fotogrammi al secondo (8 con lo speciale Multi Power Pack) e la possibilità dello scatto silenzioso Quiet Drive molto apprezzata in ambienti ove i rumori dell’apparecchio possono disturbare il soggetto. La nuova Nikon D300s vede anche la presenza di due slot per schede di memoria, una di formato CompactFlash e l’altra SD, utilizzabili sia in contemporanea per registrare una copia di backup o in formato diverso sia separatamente. Rinnovati anche alcuni comandi e funzioni; presente ad esempio una funzione Info semplificata che consente di regolare rapidamente i parametri di ripresa così come la possibilità di visualizzare, nel display, una livella elettronica durante la funzione video. L’otturatore è testato per 150.000 cicli, mentre il corpo è impermeabilizzato. L’apparecchio è dotato inoltre di ingressi per microfono stereo e di possibilità di editare in modo semplice, i filmati ripresi, direttamente nell’apparecchio. Rimangono tutte le altre caratteristiche della precedente D300 a cominciare dal sensore da 12 megapixel formato Aps-C e dal processore d’immagine Expeed.
Insieme alla D300s la Nikon ha presentato anche una nuova reflex digitale di fascia economica che si chiama D3000 e rappresenta il nuovo biglietto di ingresso nel mondo Nikon reflex. Il nuovo apparecchio che sostituisce la D60, offre una sensore da 10 megapixel e diverse caratteristiche provenienti dai modelli superiori come ad esempio il processore d’immagine Expeed ed il sistema autofocus ad 11 punti già adottato nella D5000 e nella D90; inoltre l’apparecchio è dotato di display da tre pollici e funzioni facilitare tra cui una modalità guidata per chi ha meno esperienza con le fotocamere reflex. Avrà , a detta di Nikon, un prezzo estremamente competitivo.
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sabato, 8 agosto 2009
Quando una casa fa circolare la voce che sarebbe una buona idea visitare una fiera importante come la IFA di Berlino, significa che sotto sotto c’è qualcosa che vuole mostrare. PANASONIC fa capire di aver carne sul fuoco, e quando è così si tratta di solito di cosa importante. In mancanza di fuga di notizie o adeguate intercettazioni, non si può che ricorerre alle ipotesi da prendere, come sempre, con beneficio d’inventario. Tuttavia, pare molto probabile che la sorpresa riguardi l’ampliamento del sistema G Quattro Terzi con mirino elettronico ed obiettivi intercambiabili. Qualche nuovo obiettivo o accessorio? Troppo poco. Un modello della serie G entry level o più avanzato magari con un nuovo sensore? Perché no? Un nuovo modello Quattro Terzi dal design rivoluzionario oppure una specie di rivale della Olympus PEN digitale? Sarebbe interessante. Il rilancio di una vera reflex digitale erede della L1? Questa sì, sarebbe una sorpresona.
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sabato, 8 agosto 2009
Anche SAMSUNG approfitterà della fiera di Berlino per lanciare le sue novità . La più importante delle quali dovrebbe essere il sistema fotografico NX con mirino elettronico ad obiettivi intercambiabili già annunciato al Pma di Las Vegas lo scorso marzo. Il condizionale è d’obbligo perché trattandosi di un prodotto strategico, verrà introdotto solo nel momento in cui tutto sarà perfettamente a punto. Di questa serie si sa che adotterà un sensore Cmos APS-C, display Oled e la funzione video. Il punto delicato della faccenda riguada gli obiettivi, settore nel quale Samsung non è notoriamente attrezzata. Problema non secondario considerato che la serie NX adotta un innesto a baionetta originale e non più quello Pentax. Ma le cose protrebbero cambiare in quanto lo scorso 9 luglio Samsung ha firmato un contratto per la fornitura di obiettivi intercambiabili con la Optron-Tec. Si tratta di un’azienda coreana specializzata in prodotti tecnologici, ma che fornisce anche filtri infrarossi per fotocamere digitali, lenti speciali e, a questo punto, anche obiettivi intercambiabili. La notizia si ferma qui, quindi non è dato capire se questo contratto andrà a sostituire il rapporto con la Schneider in atto da molti anni o se gli obiettivi coreani porteranno il marchio Samsung oppure esporranno ancora quello tedesco (su licenza). Passando alla reflex digitale (con specchio) il progetto di una Samsung originale non è stato cancellato, tuttavia pare sospeso in attesa di decisioni definitive sia dopo il lancio del sistema NX, sia dell’evoluzione del mercato reflex stesso.
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sabato, 1 agosto 2009
La nuova reflex Nikon si propone come “guida†all’affascinante mondo delle reflex digitali
Torino, 30 luglio 2009 – Nikon annuncia la reflex digitale più semplice e accessibile mai realizzata prima d’ora, la D3000.
Immaginate di avere in una fotocamera la più avanzata tecnologia utilizzata dalle reflex digitali unita ad una semplicità d’uso straordinaria: bene, state pensando alla nuova Nikon D3000.
Nikon dichiara che “con la D3000 si smentisce il luogo comune secondo cui le fotocamere reflex digitali siano complicate da utilizzare. La nuova reflex Nikon consente di riprendere immagini di qualità eccezionale con una semplicità mai vista prima. La fotografia si rivelerà un divertimento e, grazie al nuovo Modo Guida, sarà possibile ottenere grandi risultati con il minimo sforzoâ€.
Reflex digitale, pura e semplice
La Nikon D3000 è stata pensata per tutti coloro che desiderano realizzare fotografie senza doversi preoccupare delle impostazioni. È sufficiente scegliere tra le varie modalità scene proposte dalla fotocamera, oppure impostare una delle modalità presenti sulla ghiera, e la fotocamera farà il resto, consentendo, grazie ad una velocità di risposta molto rapida, di non perdere mai nessun momento decisivo. Il sistema di autofocus a 11 punti, inoltre, assicura una messa a fuoco precisa di tutti i soggetti ed il mirino luminoso garantisce di ottenere il risultato desiderato al momento giusto.
Immagini stupende, in automatico
Il sensore da 10,2 megapixel, il potente sistema di elaborazione delle immagini Nikon Expeed e la compatibilità con gli obiettivi Nikkor, assicurano immagini eccellenti in qualunque situazione, indipendentemente dalle condizioni di movimento del soggetto ripreso. Il sistema completo di misurazione esposimetrica, la sensibilità ISO estendibile fino a 1.600 ed il flash incorporato, inoltre, garantiscono la giusta luminosità anche in luoghi con scarsa luce.
Fatevi guidare
Il Modo Guida intelligente consente di ottenere il massimo dal potenziale che il mondo reflex digitale è in grado di offrire. Il modo guida semplifica le impostazioni della fotocamera e mostra come ottenere foto di grande qualità . Volete migliorare le vostre prestazioni di fotografo? Volete concentrarvi esclusivamente sul soggetto da riprendere? Bene, la Nikon D3000 consente di farlo in automatico, senza alcuno sforzo.
Monitor LCD da 3 pollici
Lo schermo LCD da 3 pollici consente di condividere le proprie fotografie con chiunque ed in ogni momento e rende il ritocco on camera delle foto un’operazione semplice e molto divertente. Oltre al modo guida, i menu di interfaccia grafica utente sono ancor più semplici, grazie soprattutto ad un maggiore utilizzo di immagini esemplificative a supporto. La vasta gamma di effetti di elaborazione di cui dispone la fotocamera consente, inoltre, di esprimere tutta la propria creatività .
Sempre e ovunque
Qualunque cosa facciate, ovunque andiate, per tutti i vostri giorni di vacanza o per gli eventi importanti, non potrete fare a meno della D3000. L’elevata tecnologia e la robusta struttura del corpo camera sono adatte a qualunque tipo di condizione climatica e pronte a soddisfare ogni vostra esigenza.
L’esclusivo doppio sistema di riduzione della polvere riduce al minimo l’impatto della polvere sul sensore di immagine; inoltre, il peso e le dimensioni compatte, nonché la robustezza del corpo camera, rendono la D3000 la scelta ideale per chi desidera una fotocamera che cresca di pari passo con le proprie capacità fotografiche ed artistiche.
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mercoledì, 24 giugno 2009
Rivoluzione annunciata in casa Olympus. Il prototipo della reflex digitale Micro Quattro Terzi visto alla scorsa Photokina di Colonia e poi al Photoshow di Milano, diventa realtà . Per l’occasione la Olympus rispolvera il mitico nome Pen che, cinquanta anni fa identificava gli apparecchi mezzo formato della casa giapponese, reflex e compatte dalle dimensioni contenute e dalle prestazioni eccellenti. La nuova reflex digitale si chiama Pen E-P1 ed offre, nelle dimensioni di una compatta, le prestazioni di una reflex ad ottica intercambiabile. L’aspetto del corpo macchina è improntato ad un design tradizionalista mentre il contenuto tecnologico è di prim’ordine, a cominciare dal sensore LiveMOS da 12 megapixel, al processore d’immagine TruePic V, allo stabilizzatore IS, alla completa dotazione di funzioni di controllo dell’immagine compresi i filtri digitali Art Filter. A tutto questo si aggiunge la funzione video HD con audio in qualità PCM, la bolla elettronica, la tecnologia Face Detection ed il riconoscimento automatico della scena ripresa. Manca l’oculare mentre il display posteriore che funziona anche come mirino è un HyperCrystal con diagonale di tre pollici; come accessori è disponibile un mirino ottico esterno. L’innesto obiettivi Micro Quattro Terzi accetta anche, tramite un adattatore da acquistare a parte, gli obiettivi per il formato Quattro Terzi. Insieme all’apparecchio sono state presentate due nuove ottiche disegnate apposta per questa fotocamera, un 17mm f/2,8 Pancake, e quindi ultrapiatto, ed uno zoom 14-42mm f/3,5-5,6. La nuova reflex digitale Olympus Pen E-P1 è disponibile in finitura nera, silver o bianca a partire dal mese prossimo.
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mercoledì, 24 giugno 2009
05.06.2009 – La Technical Image Press Association (TIPA), pubblica ogni mese un sondaggio online. Quello di giugno riguarda il nostro comportamento in questo periodo di crisi economica. Sulla home page tipa.com trovate il box “Quick Poll” con cinque domande a cui potete rispondere. Alla domanda “La presente crisi ecomomica sta influenzando i vostri acquisti fotografici?”. Queste le possibili risposte: 1) No, sto per comprare una reflex digitale (DSLR). 2) No, ma acquisterò un modello meno costoso. 3) No, ma cerco i prezzi più bassi più di prima 4) Sì, comprerò sul mecato dell’usato. 5) Sì, ho smesso di comprare.
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mercoledì, 24 giugno 2009
Annunciata la disponibilità del nuovo obiettivo PENTAX 60-250mm f/4 ED [IF] SDM che appartiene alla gamma DA* per le reflex digitali. Questo tele è dotato delle più avanzate tecnologie di costruzione proprietarie della casa, come gli lenti a bassa dispersione e gli originali trattamenti ottici Pentax. La costruzione di questo nuovo obiettivo garantisce la tenuta di polvere ed acqua, grazie all’impiego di speciali guarnizioni, mentre la lente frontale è rivestita con il trattamento Super Protect (SP) che, grazie ad un composto al fluoro sulla sua superficie, respinge polvere, acqua e grassi facilitandone la pulizia. Il sistema autofocus è di tipo ibrido ed è in grado di utilizzare sia il motore integrato ultrasonico autofocus SDM dello zoom che quello nell’apparecchio. Montato su una reflex digitale Pentax, lo zoom offre la lunghezza focale equivalente ad un 92-383mm nel formato 35mm. Distribuito in Italia da Fowa.
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domenica, 31 maggio 2009
Per i nuovi modelli a380, a330 e a230 è disponibile una varietà di quattro nuovi obiettivi compatti intercambiabili cui si aggiunge un flash esterno, studiato per gli scatti di tutti i giorni, ma anche per i momenti di vita quotidiana o di viaggio.
C’è poi una scelta ancora più ricca di accessori efficaci nel proteggere la propria reflex digitale a.
Obiettivo da ritratto DT 50mm F1.8 SAM
Il modello SAL50F18 è un leggero e luminoso obiettivo da ritratto che offre prestazioni ottiche di qualità a un prezzo molto interessante per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle reflex digitali. Con un’ampia apertura del diaframma, pari a F1,8, è l’ideale per realizzare ritratti in presenza di luce naturale con sfondi dall’effetto sfocato. La funzione di messa a fuoco automatica è silenziosa grazie al motore Smooth Autofocus Motor (SAM) integrato.
DT 18-55 mm F3.5-5.6 SAM e DT 55-200 mm F4-5.6 SAM
I due nuovi zoom vantano una funzione AF silenziosa, frutto del sistema Smooth Autofocus Motor (SAM) integrato.
Il teleobiettivo zoom DT da 18-55 mm F3.5-5.6 SAM è la soluzione ideale per
gli scatti di tutti i giorni. Il modello DT da 55-200 mm F4-5.6 SAM rappresenta invece la soluzione perfetta per avvicinare i soggetti distanti con una lunghezza focale massima equivalente a 300 mm (equivalente al formato 35 mm).
Flash esterno ultracompatto HVL-F20AM
Versatile e facile da usare, questo flash esterno garantisce l’illuminazione ideale in qualsiasi situazione di scatto con la propria reflex digitale a. Talmente sottile da infilarsi comodamente in un taschino.
Dal design intelligente, il flash HVL-F20AM pesa meno di 100 g ed è pieghevole, per occupare un ingombro minimo quando non utilizzato. Ma all’occorrenza è subito pronto all’uso: basta infatti risollevare la testa del flash per attivarlo. È inoltre dotato di un pratico interruttore per la selezione della modalità “Bounce†(flash riflesso), che fornisce un’illuminazione indiretta per assicurare risultati naturali nei ritratti e in altre scene che, altrimenti, risulterebbero troppo rischiarati dalla luce diretta del flash interno.
Il modello HVL-F20AM funge anche da controller flash wireless per l’a900 full-frame. Il modello di punta della gamma reflex digitali di Sony non dispone, infatti, di flash integrato e l’unità HVL-F20AM può essere utilizzata come
conveniente trigger per il controllo a distanza del flash in modalità wireless.
Obiettivo macro 1:1 DT 30 mm F2.8 SAM
In arrivo nell’autunno 2009, l’obiettivo SAL30M28 rende più accessibile che mai la macrofotografia a dimensioni reali 1:1. Piccolo e leggero, questo obiettivo macro spalanca le porte su un mondo di nuove possibilità creative, nel segno della massima ricchezza dei dettagli. L’ottica consente una messa a fuoco perfetta su fiori, insetti e altri soggetti a distanza ravvicinatissima, fino a 2 cm.
Nuovi accessori
Da oggi si può scegliere tra un più ricco assortimento di accessori per proteggere la propria fotocamera α.
Visita il sito www.sony.it
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domenica, 31 maggio 2009
Abbiamo già parlato dei tre nuovi modelli a di Sony. Adesso li vediamo un po’ più nello specifico:
- a230 (10,2 megapixel effettivi e schermo LCD da 2,7â€)
- a330 (10,2 megapixel effettivi e schermo LCD
orientabile da 2,7â€)
- a380 (14,2 megapixel effettivi e schermo LCD
orientabile da 2,7â€)
Hanno in comune:
- Corpo macchina compatto ed elegante
- Grande libertà di scatto grazie al sistema Quick AF Live View con schermo LCD orientabile, messa a fuoco automatica precisa e veloce e funzione “live previewâ€*
- Utilizzo ancora più semplice grazie alla Guida su schermo e al display grafico
- Stabilizzatore SteadyShotâ„¢ INSIDE per scatti a mano libera
- Uscita in alta definizione HDMI e sistema BRAVIA Sync per facilitare la connessione a un televisore BRAVIAâ„¢
* ad esclusione del modello α230
Tutte e tre le fotocamere nascono nell’ottica della maneggevolezza. Il modello a230, grazie alle dimensioni compatte, è la scelta perfetta per chi desidera immortalare al meglio i momenti di un bel viaggio senza penalizzare lo spazio in valigia. La disposizione dei comandi è stata rivista e ‘alleggerita’, per evitare che un numero eccessivo di opzioni creative mettano in soggezione che si accosta per la prima volta al mondo della fotografia reflex.
C’è anche una nuova semplice interfaccia su schermo LCD da 2,7 pollici. Scegliendo fra sei diverse modalità di scena, si regolano le impostazioni a seconda del soggetto.
I modelli a330 e a380 integrano il sistema Quick AF Live View. Esclusivo di Sony, questo sistema coniuga i vantaggi della funzione ‘live preview’ delle immagini a una messa a fuoco veloce e precisa. Ora ancora più luminoso per visualizzare chiaramente le inquadrature anche in piena luce, lo schermo LCD da 2,7†è ampiamente inclinabile verso l’alto e verso il basso (eccetto il modello a230), consentendo di scattare da qualsiasi posizione in tutta comodità .
Grazie al sensore CCD in formato APS-C che opera in totale armonia con il motore di elaborazione d’immagine BIONZ, le immagini sono di alta qualità .
Al processore BIONZ si deve anche la capacità di risposta delle nuove fotocamere, che consente scatti continui fino a 2,5 fps (2 fps in modalità Live View – solo modelli a330 e a380). Una nuova modalità di autoscatto permette raffiche fino a 3 o 5 fotogrammi, per scongiurare ritratti o foto di gruppo rovinati da un soggetto che chiude gli occhi al momento sbagliato.
Come ogni reflex digitale Alpha, tutti i nuovi modelli vantano lo stabilizzatore ottico SteadyShot™ INSIDE, per garantire immagini più nitide e ferme negli scatti a mano libera. La tecnologia di stabilizzazione delle immagini interna al corpo macchina di Sony corregge le vibrazioni che l’apparecchio subisce quando si scatta senza cavalletto. Soprattutto, il sistema è compatibile con l’intera gamma di obiettivi intercambiabili a– il che evita di dover investire in ingombranti ottiche dotate di questa funzione.
Il sistema D-Range Optimiser, ora ulteriormente ottimizzato, regola i valori di esposizione nelle scene che presentano zone molto luminose e ombre in forte contrasto.
Infine, novità assoluta nella gamma Alpha, la compatibilità con la funzione BRAVIA™ Sync consente di controllare comodamente le varie modalità di riproduzione, come il slideshow, dal telecomando del televisore.
Per il massimo della praticità , tutti i nuovi modelli sono compatibili con i supporti Memory Stick PRO Duo e Memory Stick PRO-HG Duo, nonché con le schede di memoria SD / SDHC. (NB: per i supporti miniSD, miniSDHC, microSD e microSDHC occorre un adattatore opzionale).
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