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Articoli marcati con tag ‘qualita’

quale flash comrare??

domenica, 21 novembre 2010
listen it it quale flash comrare??

ciao a tutti!!
premette che sono un neofita, ho intensione di comprarmi un flash estrerno, sia per migliorare la qualità di alcuni ti pi di foto, e anche perchè, con il 18-200, quando sono a 18, quando scatto la foto con il flasch incorporato mi fa venire un’ombra fastidiotissima in basso!!
io sono indeciso fra l SB 400 e l’SB600!!!
innanzitutto, il prezzo dei due flash è abbastanza differente….ma io non devo farci grandi cose!!
ora mi chiedevo:

- è meglio comprare un flash da meno, visto le mie esigenze ,o quello più costoso e qualitativamente migliore?
forse l’sb 600 è una spesa che m ritrovo anche piu avanti!! bo….

consigliatemi!!! db294 biggrin quale flash comrare?? db294 biggrin quale flash comrare??

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ma il 18-55 vr è veramente cosi scarso?

domenica, 21 novembre 2010
listen it it ma il 18 55 vr è veramente cosi scarso?

salve ragazzi da quanto ho potuto leggere nel forum ad ogni persona che chiedeva consigli sul 18-55 o a chi fosse al primo acquisto hanno spesso consigliato di lasciar perdere il 18-55 e di passare al 18-105. ma è veramente cosi scadente il 18-55 premetto che ho preso la d3100 e gli devo quindi abbinare un buon obiettivo. è la mia prima reflex e non capisco una cippa di fotografia. l’unica cosa che mi piace sono le foto con lo sfondo sfocato e quindi profondità di campo. voi cosa mi consigliate per iniziare? alcuni dicono che per fare gli sfocati il top è avere un 50 f.18 che è quello che non costa un occhio della testa. voi che dite, ad un novellino come me che si getta per la prima volta nel mondo reflex cosa consigliereste come basi per cominciare. contate che il 18-105 costa un po in più ma a me interessa qualitativamente il migliore e non mi interessa lo zoom dato che ho un fz38 che porto sempre con me che ha un bel 18x. quindi a parità di foto tipo panorama ritratto e sfocato che vince tra un 18-55 ed un 18-105? grazie

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Dilemma!!!!!!

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Dilemma!!!!!!

Ciao Ragazzi
Sono un più che entusiasta possessore di una D90 affiancata dal semplice 18-55 Vr e dal magistrale 70-300 Vr che mi dà tante soddisfazioni…..il problema dov’è?????? Il buco che ho nelle focali che pensavo non mi sevissero e invece mi mancano eccome….ora mi chiedo vale la pena sostituirlo con il 18-105 Vr? in termini di qualità andrei a guadagnarci o a perderci?Qualcuno puo farmi un confrondo qualitativo fra i due perchè molte recensioni non hanno fatto altro che confondermi le idee….Please e grazie in anticipo!!!!!!!

P.S. So che molti mi diranno : Prendi il 16-85 Vr, il 18-70, il sigma 18-125…etc ma vi ringrazio in anticipo, vorrei un confronto tra questi due “plasticotti”

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Snapixel, un’agenzia microstock un po’ diversa

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Snapixel, unagenzia microstock un po diversa

fd528 snapixel Snapixel, unagenzia microstock un po diversa

Snapixel è un’agenzia microstock che si definisce figlia di un ipotetico matrimonio fra Flickr ed iStockphoto.

L’idea è quella di creare un mercato per le foto che non sono le classiche “stock”. La condivisione delle foto ed i gruppi sono esattamente come Flickr, seguire altri fotografi è un po’ come Twitter e potete visualizzare l’attività come succede su Facebook.

Non c’è un processo di revisione, le immagini devono solo rispettare uno standard qualitativo. Il sito paga al raggiungimento dei 30€ ed il fotografo guadagna il 60% del prezzo di vendita. Esiste la possibilità di creare un account gratuito, non troppo limitativo.

Via | SnaPixel

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Un tele e un macro…

sabato, 17 aprile 2010
listen it it Un tele e un macro...

Ciao a tutti cb73c biggrin Un tele e un macro... al contrario di quello che avevo pronosticato,alla fine mi sono portato a casa una buona offerta che include la Nikon D3000(che per iniziare ad avere a che fare con le reflex sembra un’ottima macchina cb73c biggrin Un tele e un macro... ) + il 18-105 nikkor VR,obiettivo di cui sono abbastanza contento avendo una buona qualità…magari però col passare del tempo dovrò pensare sicuramente all’acquisto di una buona ottica tele e,volendo,anche di una buona ottica macro…cosa mi consigliate di prendere?se mi date più suggerimenti su tutte e due i tipi di obiettivi mi fare ancora più felice cb73c biggrin Un tele e un macro... possibilmente indicatemi un tele di tetto massimo 400 euro e un macro di 300 basta che siano qualitativamente validi,luminosi il più possibile e non necessariamente Nikon,potete anche darmi qualche alternativa di Sigma e Tamron cb73c happy Un tele e un macro...

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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

venerdì, 28 agosto 2009
listen it it SCEGLIERE LOBIETTIVO GIUSTO

Prof.Angelo Meduri

La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche reflex, cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi reflex sono:

1. Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;

2. Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;

3. Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;

4. Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.

Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’immagine (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’immagine ben inquadrata ed esposta. Ogni fotocamera monta solo obiettivi della stessa marca (come Canon, Nikon, Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della fotocamera, l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.

In generale, gli obiettivi sono tubi che contengono gruppi di lenti o di specchi per formare le immagini su un’area circolare, detta cerchio di copertura. E’ sufficiente che il diametro del cerchio di copertura sia pari alla diagonale del formato utilizzato. I formati usati oggi sono numerosi, perciò occorre controllare bene per quale formato l’obiettivo sia stato progettato. Ma la caratteristica più importante nell’effettuare la scelta dell’ottica è la sua lunghezza focale, che stabilisce l’ampiezza dell’angolo di campo e l’ingrandimento della zona inquadrata. Un obiettivo di lunghezza focale minore abbraccia un angolo di campo maggiore, mentre un obiettivo con lunghezza focale maggiore ingrandisce una zona più ristretta. La variazione dell’angolo di campo non altera la prospettiva, cioè il rapporto dimensionale tra gli elementi della scena vicini e lontani, purché non si cambi la posizione dell’apparecchio. Il procedimento meccanico di formazione dell’immagine risiede nelle proprietà di propagazione della luce attraverso le lenti o gli specchi. Le onde luminose piane, dopo aver subito riflessione o rifrazione, diventano sferiche, perciò le onde emergenti risultano deformate e questa deformazione può dare origine alle aberrazioni, ossia a difetti sull’immagine che si è formata dietro l’obiettivo. Le aberrazioni che affliggono le immagini sono:

1. Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;

2. Coma, cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;

3. Astigmatismo, ossia immagini puntiformi allungate come segmenti;

4. Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;

5. Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;

6. Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;

7. Curvatura di campo, ossia formazione dell’immagine su una superficie curva, invece che sul piano focale.

Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come Nikon o Canon ad esempio, minimizzano tali difetti.

La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della fotocamera, poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato Nikon APS-C.

Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le immagini risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo. Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle immagini non è sempre uguale.

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Scilla con uno standard di 50mm

Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le immagini sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.

Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della fotografia, come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.

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Duomo di Reggio Calabria con grandangolo di 35mm.

Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’immagine. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti. Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.

Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104° includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.

Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio-immagine al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.

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Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.

L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.

Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.

Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.

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Scilla vista attraverso un teleobiettivo da 105mm.

La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere immagini di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.

Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di un’ottica professionale di alte prestazioni.

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Scilla con un tele di 300mm f/2.8

Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle immagini, annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.

Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.

Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.

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Foglia ripresa da vicino con obiettivo macro.

Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.

Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.

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Stretto di Messina con obiettivo 16-85 formato DX, equivalente a un 24-120mm.

Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.

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Santuario di S.Antonio con zoom 10-20 formato DX, equivalente a un 15-30mm.

Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.

I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle immagini è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.

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Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm f/2.8

In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere immagini perfette.

Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento. Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali Nikon, con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le immagini poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La Nikon ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.

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Rosa fotografata con uno zoom standard.

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Torre Ruggero con obiettivo grandangolare di 20mm.

In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.

Tabella delle focali.

Campo in gradi

Formato 24×36

Formato Nikon DX

(la focale si moltiplica per 1,5 volte)

Formato Canon

(1,6 volte)

180° fisheye circ.

8mm

4.5mm

4.5mm

122° grandangolo

12

8

7.5

114° grandangolo

14

9

8.5

110° grandangolo

15

10

9

180° fisheye diag.

16

10.5

10

104° grandangolo

17

11

10

100° grandangolo

18

12

11

94° grandangolo

20

13

12.5

84° grandangolo

24

16

15

75° grandangolo

28

19

17.5

63° grandangolo

35

23

22

46° standard

50

33

31

34° tele

70

47

44

28° tele

85

57

53

23° tele

105

70

66

18° tele

135

90

84

12° tele

200

133

125

8° tele

300

200

187.5

6° tele

400

267

250

5° tele

500

333

312.5

4° tele

600

400

375

3° tele

800

533

500

2.5° tele

1000

667

625

2° tele

1200

800

750

1.2° tele

2000

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Nikon N°1 in Italia

mercoledì, 11 febbraio 2009
listen it it Nikon N°1 in Italia

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Anche nell’esercizio 2008 le reflex e compatte Nikon sono le più vendute del mercato italiano.

Secondo gli ultimi dati GFK, Nikon conferma un’indiscussa leadership nel mercato italiano della fotografia migliorando, rispetto al 2007, la propria quota di mercato di circa il 2% a volume e di oltre il 4% a valore.
Rappresentando più del 25% dell’intero mercato italiano a valore e oltre il 18% a volume (dati GFK, Totale mercato – periodo gennaio – dicembre 2008) il brand giapponese consolida il primato sia nel segmento delle compatte digitali che in quello delle reflex digitali.

Nel segmento delle compatte digitali, che rappresenta circa il 94% a volume e il 76% a valore dell’intero mercato fotografico, Nikon conferma la sua prima posizione, aumentando addirittura, rispetto al 2007, la propria quota di mercato di circa l’1% a volume e di circa l’1,5% a valore.
Un risultato ottenuto grazie anche alle fantastiche performance della Coolpix S210 e della Coolpix L16: le compatte digitali più vendute in Italia nel 2008!

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La qualità ottica e tecnologica oltre ad un’ampia varietà di modelli proposta dalle tre linee della gamma Coolpix (Life, per gli utenti entry level, Style, per coloro che cercano elevata tecnologia e design elegante e ricercato, e Performance, l’ultimo passo nel mondo delle compatte prima dell’ingresso nel mondo reflex) sono stati tra i fattori determinanti per il raggiungimento di questo importante risultato.

da5699ae5fca7bb7b2eaf1a900e54194 Nikon N°1 in ItaliaAumentando la propria quota del 5% a volume e dell’8% a valore rispetto al 2007 e rappresentando di conseguenza più del 50% del mercato sia a volume che a valore, Nikon si conferma altresì leader assoluta nel mercato italiano delle reflex digitali assumendo un ruolo sempre più decisivo nella crescita di questo segmento.
È grazie alla sua gamma ampia ed eterogenea in grado di soddisfare le esigenze di un vasto target, dalle entry level alle top di gamma professionale Nikon D3 e D3x, che Nikon è riuscita e riesce a distinguersi dai suoi concorrenti. Conferma né è la Nikon D60 la reflex digitale più venduta nel 2008 in Italia!
Un risultato straordinario, motivato dall’eccellente rapporto qualità/prezzo di questo prodotto.

Ma nell’analisi complessiva relativa alla straordinaria performance ottenuta da Nikon nel segmento delle reflex digitali, non è possibile trascurare l’introduzione sul mercato di prodotti estremamente performanti e qualitativi quali la Nikon D700 e la Nikon D90.

0d468b079dce94fb3824acd5d331db63 Nikon N°1 in ItaliaQuesto straordinario risultato coincide, inoltre, con un importante anniversario. 50 anni fa infatti nasceva la Nikon F, la macchina fotografica che ha rivoluzionato il mondo della fotografia, introducendo il concetto di “sistema reflex”. L’innesto a baionetta F-mount, utilizzato per la prima volta, appunto, sulla Nikon F ed ancora oggi applicato a tutte le reflex digitali Nikon, consente una compatibilità assoluta tra obiettivi e corpi macchina, indipendentemente da quando siano stati prodotti. Ciò si traduce, in pratica, nella possibilità di utilizzare un obiettivo prodotto nel 1959, montandolo sull’ultima arrivata Nikon D3x: siamo di fronte a 50 anni di compatibilità!

Il primato dunque è una importante conferma di fiducia per uno dei principali protagonisti della storia della fotografia.

(Fonte GFK, periodo: gennaio – dicembre 2008)

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Err99, un approfondimento

sabato, 7 febbraio 2009
listen it it Err99, un approfondimento

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Err99 è un codice d’errore che capita in alcuni casi su reflex Canon e di cui avevamo parlato al tempo dell’uscita della Canon 50D per il qualità dei controlli.

LensRental ha deciso di sviscerare il problema andando a scavare dagli albori dei codici d’errore, da cui si scopre che in realtà quell’errore è un po’ un riassunto che può indicare vari tipi di malfunzionamenti.

La possibilità di poter testare molti esemplari ha permesso di arrivare a restringere i casi più comuni che di solito sono, cattivi contatti fra obiettivo e corpo macchina, malfunzionamenti elettrici o batterie danneggiate.

Grazie a svariati esperimenti è stato scoperto che quando la tensione scende sotto ai 7,3v, a causa di vecchie batterie, è molto probabile veder spuntare l’err99. Alcuni obiettivi stabilizzati possono richiedere più corrente e quindi causare più facilmente questo errore.

Se qualcuno avesse incontrato questo problema può provare a seguire i passi per capire dove risieda il problema prima di mandare la reflex in riparazione. Con un po’ di fortuna potrebbe essere un problema transitorio.

Via | LensRental

Fonte ClickBlog.it

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Problemi di qualità anche la Nikon D3X? – Clickblog.it

sabato, 7 febbraio 2009
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 Problemi di qualità anche la Nikon D3X?   Clickblog.it
Problemi di qualità anche la Nikon D3X?
Clickblog.it - 30 gen 2009
Si è fatto cambiare la reflex con un’altra ed ha riscritto la sua recensione. Sembra che poi altre persone si siano rese conto di avere un esemplare con una

Fonte Google News

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Nikon D3x, dettagli e caratteristiche ora disponibili – freelancephoto.blogosfere.it

sabato, 29 novembre 2008
listen it it Nikon D3x, dettagli e caratteristiche ora disponibili   freelancephoto.blogosfere.it
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Ne parlavamo giusto ieri (guardare l’articolo sotto) ed ecco oggi ulteriori novita’.
Circolano in queste ore alcune immagini tratte dall’ultimo numero €peo del magazine Nikon Pro dove viene raffigurata la nuova ammiraglia della casa.
In cosa consiste il fattore X? icon smile Nikon D3x, dettagli e caratteristiche ora disponibili   freelancephoto.blogosfere.it
Vediamo.
La definizione di questa Nikon si avvicina a quella offerta dalle medio formato.
Il sensore di tipo Formato Pieno (Full Format FX) (35.9x24mm) a 24.5 Megapixels e’ il più prestante mai offerto dalla casa nipponica fino ad oggi. Viene accompagnato dalla presenza di un processore Expeed a 16bit, da un sistema autofocus a 51 punti e naturalmente da un robusto corpo in lega di magnesio. La sensibilita’ ISO varia da 50 a 6400 e puo’ scattare ad una velocita’ in pieno formato di 5 immagini per secondo.
Ma come dicevo ieri, il numero dei pixel non e’ una garanzia sulla qualita’ di una fotografia. In questa reflex il complesso sistema disegnato su misura secondo Nikon garantirebbe dettagli e passaggi tonali mai visti prima d’ora in una Reflex Digitale DSLR.
Per questo si avvicina al medio formato?
In effetti le caratteristiche tecniche sono ottimali per un genere di fotografia di moda, di paesaggio o commerciale, dove i passaggi tonali della pelle o i dettagli e le texture diventano fondamentali.
Non ci sono ulteriori novita’ riguardo l’uscita di lenti o di altre fotocamere, per adesso ci tocchera’ attendere fino a lunedi’.
Per maggiori informazioni visitate il sito NikonRumors.
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Epson riduce le emissioni del 53% – www.reflex.it

giovedì, 27 novembre 2008
listen it it Epson riduce le emissioni del 53%   www.reflex.it

0f39dbd38cbc44542935ab315af6bffe Epson riduce le emissioni del 53%   www.reflex.it 07.11.2008 -Il rapporto EPSON sulla Sostenibilita’ 2008, realizzato sulla base dei dati raccolti attraverso questionari interni e sondaggi esterni svolti da enti indipendenti, mostra come le attivita’ Epson puntino sulla qualita’ prevenendo il riscaldamento globale grazie all’aumentata consapevolezza dei dipendenti verso le problematiche ambientali. Epson si e’ impegnata a ridurre le emissioni di CO2, principali responsabili dell’effetto serra, dovute ai propri prodotti e attivita’ del 90%. Il Rapporto 2008 indica che il Gruppo Epson ha ridotto le emissioni unitarie di CO2 del 53% rispetto all’anno di esercizio 1990, superando addirittura l’lente (lens) stabilito del 50%. Inoltre, per quanto riguarda il riciclo e la conservazione delle risorse, il tasso di riciclo e’ stato pari al 69,3%, mentre la quantita’ di rifiuti generata e’ diminuita di 1500 tonnellate rispetto all’esercizio 2006.

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Concorso video con la Nikon D90 DSLR – www.reflex.it

giovedì, 27 novembre 2008
listen it it Concorso video con la Nikon D90 DSLR   www.reflex.it

7f92763087e839b298c4d703dceb6f9b Concorso video con la Nikon D90 DSLR   www.reflex.it 28.10.2008 – C’e’ tempo fino al 15 gennaio per partecipare al concorso “Filma & vinci con Nikon D90 DSLR” organizzato da NITAL, distributore Nikon per il mercato italiano. In palio, due viaggi per due persone in Malesia con un posto in pole position per assistere allo spettacolo del Gran Premio 2009 di F1 a Sepang. Si partecipa con l’acquisto di una Nikon D90 DSLR, reflex digitale che consente di effettuare riprese video di alta qualita’ oltre alle normali fotografie, ma il gioco sta nella realizzazione di un cortometraggio spiritoso sul tema “La velocita’”. Dopo aver registrato la garanzia sul portale Nikon Italia si potra’ caricare il filmato e concorrere per un posto in prima fila nel circuito di Sepang. Una giuria di esperti e una giuria popolare sceglieranno le due storie più creative e originali.

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