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Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

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Da un po’ di tempo non ci occupavamo di uno street artist che da queste parti ci è sempre piaciuto molto. Sto parlando dello spagnolo Sam3, che, con il suo stile semplice e monocromatico, è capace di raccontare storie avvolgenti e riflessive.

Del luglio 2010 è un murale a Miajadas, in Extremadura. Due esseri che al posto della testa hanno nidi, sostengono due cicogne. Poi c’è il lavoro che che Sam3 ha realizzato nel settembre 2010 a Tudela, in Navarra. Coprendo l’intera facciata di un edificio di tre piani ha dipinto uno dei suoi giganti che viene trascinato da un asino. Interessante la tecnica di realizzazione (peraltro già utilizzata da Sam 3), che rovescia il rapporto tra vuoti e pieni.

Infine il ‘Gatto nero’, realizzato insieme a Limow sulla parete esterna di una fabbrica abbandonata in Murcia, è l’ultima produzione in esterna dell’artista.

Nuovi murales di Sam 3 in Spagna
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Nuovi murales di Sam 3 in Spagna é stato pubblicato su artsblog alle 12:09 di lunedì 16 maggio 2011.

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna  Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

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consiglio zoom d5000

mercoledì, 27 aprile 2011
listen it it consiglio zoom d5000

salve..ho da poco preso una d5000 al posto della d80..il problema è che mi ritrovo con un obiettivo AF NIKKOR 70-300 mm 1:4-5,6 D ED non motorizzato…quindi dovrei prenderne uno nuovo…vorrei optare per un sigma 70-300 apo hsm,cosa ne pensate?

vendendo l’altra ottica nikkor quando potrei recuperarci?comunque mi dispiace passare dall’ottica nikkor a sigma.. 0f4e0 sleep consiglio zoom d5000

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valutazione tra Canon 1100D e Nikon D3100

giovedì, 24 febbraio 2011
listen it it valutazione tra Canon 1100D e Nikon D3100

Posto quì il mio quesito, e quindi devo fare una breve premessa;
non sono completamente a digiuno di fotografia, e provengo da una serie di Canon powerschot, l’ultima datata di almeno tre anni…

Non sono un’ amante delle foto a raffica stile gita fuori porta, ma piuttosto cerco di cogliere l’attimo o comporre una bella posa,in preferenza faccio foto a soggetti naturali e paesaggi, specialmente montani e lagunari, ma non disdegno ritratti, foto di soggetti in azione e macro.
Veniamo quindi ai miei quesiti: sono incerto nell’acquisto (il primo nel campo delle entry level) tra la ormai collaudata D3100 e la nuova arrivata EOS 1100D…

a questa prima scelta si andrebbe a dover farne un’ altra successivamente, ovvero, potrebbero rivelarsi sufficenti gli obbiettivi venduti in kit, i classici 18-55mm o dovrei optare subito per un buon tuttofare delle rispettive case?… eventualmente anche di altri marchi, Tamron, Sigma e similari?…

insomma, cerco un pò di consigli! b52c2 happy valutazione tra Canon 1100D e Nikon D3100

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Le Flat Life di Finn Magee

giovedì, 24 febbraio 2011
listen it it Le Flat Life di Finn Magee

c367c flatlife Le Flat Life di Finn Magee

Due poster da attaccare al muro trasformati in due particolari elettrodomestici.

Flat Life (Vita Piatta) è un progetto dell’artista Finn Magee, di cui sono stati ideati due prototipi. Il primo è Flat Light, una lampada da tavolo, il secondo e Flat Time (una radiosveglia). Come vedete nelle foto, entrambi gli elettrodomestici sono “stampati” su un poster: al posto della lampadina e del display una serie di LED restituiscono al disegno le funzionalità originali degli elettrodomestici: la luce e il display. Un cavo elettrico e un classico bottone (che esce direttamente dalla dimensione bidimensionale del quadro per entrare nel mondo fisico 3D) ne assicura l’accensione e lo spegnimento in modo semplice e veloce.

Flat Light e Flat Time sono state accolte con calore dalla Moss Gallery di New York e riprodotte in una serie limitata di 50 pezzi. Mi piace molto di questo lavoro la suggestione che la produzione dell’oggetto rimanga quasi allo stadio di prototipo iniziale (l’idea e il disegno) associato a un device tecnologico. Provate a immaginare quanti degli oggetti che abbiamo in casa potrebbero ridursi a due dimensioni e attacati al muro (un mondo “piatto”, per l’appunto): quadri collegati ad una presa elettrica o al nostro pc.

Un’idea di design he farebbe invidia ai creativi di IKEA: rapporto spazio/tempo/costro di produzione e distribuzione veramente bassissimo.

flat life
c367c thn flatlightk Le Flat Life di Finn Mageec367c thn flatlife600x411 Le Flat Life di Finn Magee

Le Flat Life di Finn Magee é stato pubblicato su artsblog alle 13:17 di mercoledì 23 febbraio 2011.

 Le Flat Life di Finn Magee

 Le Flat Life di Finn Magee

 Le Flat Life di Finn Magee  Le Flat Life di Finn Magee

 Le Flat Life di Finn Magee

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Obiettivo macro nitido su D90

sabato, 29 gennaio 2011
listen it it Obiettivo macro nitido su D90

Ciao a tutti! E’ la prima volta che posto sul forum dopo innumerevoli sguardi da visitatore indiscreto.
Nonostante ciò ho ben presente le regole: ho già sfogliato gran parte delle discussioni a cui i termini della mia ricerca rimandano ma mai nessuna mi ha soddisfatto fino in fondo.

Quindi:

sto cercando un obiettivo da affiancare al polivalente 18-105 DX e al 50 f/1.4D, da dedicare ai ritratti.
Sì, “ma hai già il cinquantino”, direte. Diciamo che è uno sfizio che ho deciso di togliermi. Voglio che sia una lente veramente tagliente, precisa, nitidissima, per questo ho pensato agli obiettivi macro (che posso benissimo reinvestire nella macrofotografia vera e propria).

I papabili (dopo lunghe ricerche, pareri e veloci prove) si sono ridotti a:
Sigma 105mm f/2.8 EX DG Macro
• Nikon 60mm f/2.8 D Micro
• Tamron 90mm f/2.8 Di Macro
Nel metro di discriminazione, ovviamente, è rientrato anche il prezzo, che per tutti oscilla tra i 300 e i 400 euro su ebay.
Su focali maggiori, per il ritratto, ci vorrebbe lo stabilizzatore (vedi il 150 Sigma che arriverà tra poco), quindi credo sia meglio rimanere su questi numeri.
Valutandoli, dunque, e comparandoli tutti e tre, considerato anche l’uso che ne farei, quale mi consigliate?

Grazie

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Panasonic G3 in arrivo?

mercoledì, 12 gennaio 2011
listen it it Panasonic G3 in arrivo?

2758e gh10 disc Panasonic G3 in arrivo?

Partiamo da un dato di fatto, Panasonic ha deciso di non produrre altre esemplari del suo modello micro quatto terzi G10.

Da indiscrezioni si scopre però che al suo posto andrà a posizionarsi l’attuale G2 che verrà quindi ricollocata all’uscita della nuova G3 che ormai dovrebbe essere imminente. Questo nuovo modello dovrebbe introdurre novità di rilievo rispetto ai precedenti, ma non ci sono ancora dati chiari a riguardo.

Quel che sembra certo, invece, è il periodo dell’annuncio che dovrebbe avvenire entro primavera. Sembra però che i primi esemplari tarderanno ad arrivare effettivamente sul mercato rispetto all’annuncio ufficiale.

Via | 43Rumors

Panasonic G3 in arrivo? é stato pubblicato su clickblog alle 08:30 di mercoledì 12 gennaio 2011.

 Panasonic G3 in arrivo?

 Panasonic G3 in arrivo?

 Panasonic G3 in arrivo?  Panasonic G3 in arrivo?

 Panasonic G3 in arrivo?

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Fujifilm FinePix Z90

sabato, 8 gennaio 2011
listen it it Fujifilm FinePix Z90

3238a fujifilm z90 Fujifilm FinePix Z90

Fujifilm ha svelato al CES 2011 la nuova tascabile FinePix Z90.

Questa compatta va a prender eil posto della Z70 ed è dotata di un sensore da 14 megapixel, uno schermo LCD touch screen da 3 pollici ed un obiettivo zoom 5x che copre le focali equivalenti da 28mm a 140mm. La Z90 può anche registrare video HD 720p ed è dotata di AF tracking.

Dall’interfaccia della fotocamera si possono selezionare video e foto da caricare automaticamente una volta collegata al computer utilizzando il software MyFinePix Studio. Sarà in vendita a partire da metà gennaio al prezzo indicativo di 175€.

Via | Fujifilm.it

Fujifilm FinePix Z90 é stato pubblicato su clickblog alle 15:30 di venerdì 07 gennaio 2011.

 Fujifilm FinePix Z90

 Fujifilm FinePix Z90

 Fujifilm FinePix Z90  Fujifilm FinePix Z90

 Fujifilm FinePix Z90

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Modifica foto a piacimento

domenica, 26 dicembre 2010
listen it it Modifica foto a piacimento

Salvee vi posto il link una mia foto che potete modificare a piacimento 0f80b smile Modifica foto a piacimento e se qualcuno ha voglia magari riuscirebbe a mettere uno sfondo totalmente nero? al posto di quello che si vede dietro? 0f80b smile Modifica foto a piacimento grazie in anticipoo

http://www.flickr.com/photos/57457595@N04/5293957690/

Fonte Google News

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Un dubbio (Nikon D60)

giovedì, 23 dicembre 2010
listen it it Un dubbio (Nikon D60)

Ho una D60.
Mi è sorto un dubbio.
Se in manuale (M) imposto il tempo 1/320 ruotando la
ghiera su priorità di tempi (S) mi ritrovo lo stesso tempo (1/320).
Altresì se su priorità di apertura (A) imposto f/8 mi ritrovo
la stessa apertura se mi sposto in manuale (M).
Ciò si verifica anche invertendo le operazioni.
Dico questo perchè mi sembrava di ricordare che ogni modo
di scatto mantenesse le singole impostazioni.
Spero di essere stato chiaro e ringrazio chiunque voglia
fare qualche prova.
AUGURI A TUTTI

Fonte Google News

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d3100 si muove!!

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it d3100 si muove!!

ciao sono nuovo di qui, mi sono appena presentato volevo chiedervi una cosa, ho il dubbio che la mia d3100 obiettivo 18-105vr abbia qualcosa che si muove mente scatto una foto con tempi lunghi,
vi spiego meglio,
fotogtafando con cavalletto,autoscatto 2sec, con tempi lunghi 15/30sec di notte dalla cima di un monte le luci delle case sono una scia vertivale.
provo a scattare un altra foto stesso risultato..
cosi anche la settimana dopo scattate in un altro posto,
ora impostando l’autoscatto a 10sec la foto non si muove piu, ma guardando dal mirino si nota che dopo un paio di secondi limmagine ha come un sobbalzo anche se minimo!! è normale????

altro dubbio è normale che ruotando la ghiera del fuoco l’immagine si sposti destra sinistra, anche se di pochissimo e solo su una determinata (zummata) dell obiettivo.(scusate il termine ma non conosco ancora il vostro gergo)

vi ringrazio se riesco inserisco le foto mosse così si capisce meglio.
ciao francesco

Fonte Google News

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obiettivo analogico per d3000, posibile?

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it obiettivo analogico per d3000, posibile?

salve ragazzi… ho un dubbio iperboooooolico…
scato da poco piu di 2 mesi e mi sono innamorato dei risultati che una lente 50mm puo darmi… ora il punto e’ questo: un amico possessore di d60 ha un 50mm vecchio stampo che funziona perfettamente col focus manuale…. io ho la nuova d3000 e vorrei comprare lo stesso 50 mm analogico dato che i prezzi sono abb bassi e al momento non ho mezza lira da spendere, che voi sappiate e’ compatibile anche con la d3000?

oppure se c’è qualcuno disposto a venderlo usato (sia digitale che analogico) che mi contatti in pvt cc8fe biggrin obiettivo analogico per d3000, posibile? grazie cc8fe biggrin obiettivo analogico per d3000, posibile?

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

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Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

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Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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