La pellicola Kodachrome è stata la preferita da generazioni di fotografi e fotoamatori.
La recente decisione di cessarne la produzione ha provocato nostalgia in quasi tutti, compresi quelli ormai passati al digitale.
In questo video e quello dopo il salto, Steve McCurry, autore della celeberrima foto “Ragazza afganaâ€, e Peter Guttman si guardano indietro e parlano di questa importante pellicola e del mondo fotografico.
La storia si chiude. Da molti anni ormai la Kodak aveva mostrato l’intenzione di terminare la produzione della pellicola per diapositive a colori Kodachrome in vendita dal 1935. Ma le poteste degli utenti (e dei non utenti) l’avevano indotta a tenere in vita una piccola produzione le cui scorte si esauriranno nei prossimi mesi. Oltre al crollo delle vendite dovuto a nuove emulsioni e poi al digitale, la crisi del Kodachrome è dovuta alla scomparsa del cinema a passo ridotto (Super-8), poi alla difficoltà di reperire alcuni componenti chimici, all’aumento del costo degli stessi. Dal punto di vista pratico all’aumento del costo della pellicola, arrivato fino a 25 dollari, è corrisposta la quasi scomparsa dei laboratori in grado di trattarla. Oggi solo la ditta Dwayne’s Photo nel Kansas, è in grado di eseguire il trattamento. Inventata da due musicisti, Leopold Mannes e Leopold Godowsky (foto nella home) con l’hobby della chimica, è stata la pellicola che più ha segnato la storia della fotografia a cominciare dalla foto dell’incidente del dirigibile Hindemburg nel 1937, l’unica a colori. Per l’occasione Kodak ha creato una galleria di immagini famose dedicata alla pellicola nel suo sito ove saranno realizzati podcast dei fotografi Steve McCurry e Peter Guttman.