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Articoli marcati con tag ‘pesante’

zoom standard elevata luminosità per NIKON D200

mercoledì, 27 aprile 2011
listen it it zoom standard  elevata luminosità  per NIKON D200

carissimi amici, ho bisogno di un consiglio per aiutarmi a scegliere uno zoom che copra le focali all’incirca 17-50 o 17-70 , assolutamente luminoso, ma non eccessivamente ingombrante, che possa utilizzare come unica ottica da abbinare alla mia nikon D200.
Premetto di possedere già nikkor 18-35 ; nikkor 50 f1.4 ; nikkor 85 f 1.8 ; nikkor 80-200 f2.8
la finalità di questo nuovo zoom sarebbe quella di utilizzarlo come unica lente in alcuni miei viaggi, nei quali non posso portare con me tutto il corredo di ottiche e soprattutto non posso cambiare continuamente ottica……….. sarebbe quindi uno zoom ” tuttofare” , vorrei pero che mi permettesse di ottenere comunque anche qualche bel ritratto, senza farmi pentire”troppo” di non aver con me i miei fissi…..

riassumendo quindi gli aspetti fondamentali :
1) facile trasportabilità, quindi non eccessivamente grande e pesante
2) focali circa 17-50 oppure 17-70
3) luminoso (2.8 fisso) non tanto per scattare con poca luce (quindi non cerco stabilizzato), ma specialmente per poter ottenere un gradevole sfocato dietro al soggetto nei ritratti

cercando nei forum ed in siti di specializzati, mi sono venuti in mente tamron 17-50 f2.8 : sigma 17-50 f 2.8 ma non ho mai avoto universali ed ho paura di essere deluso dalla qualità della resa ottica
in alternativa il sigma 17-70 f2.8-4.5 oppure nikkor 24-85 f 2-4 ( ma avere f4 o 4.5 a 70mm non credo mi permetta di sfumare lo sfonod nei ritratti, o sbaglio ?? )

cerco consigli specialmente da parte di chi li ha già provati , non voglio fidarmi solo dei test pubblicati, spesso contrastanti tra loro e non sempre veritieri
grazie mille

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Consigli per gli acquisti?

sabato, 23 aprile 2011
listen it it Consigli per gli acquisti?

Ragazzi come sempre mi trovo a chiedere dei consigli, avevo intenzione di prendere due cose come avrete capito… andiamo in ordine:

1) il cavalletto, in realtà ne ho uno ma diciamo che non è molto stabile e soprattutto trovo limitante il fatto che se voglio scattare foto in verticale non riesce a tenere ferma la macchina (non so se incontrerò con tutti i cavalletti lo stesso problema) non c’è bisogno che sia super leggero basta che non sia un macigno 5852a biggrin Consigli per gli acquisti? lo userei per ora con d5000+ 18-105, ma spero di prendere “a breve” il 70-300 comunque più “pesante” del 18-105, le foto che scatterò saranno soprattutto paesaggi e architettura,inoltre potrei trovarmi ogni tanto a fare qualche ritratto o qualcosa di still life…
girando un pochino avevo visto questo, voi che ne dite? (ho scritto cavalletto ma mi riferisco anche alla testa) il budget diciamo….max 80 €

2) La borsa invece…anche qui ne ho una ma è già troppo piccola così….ci dovrei mettere d5000+ 18-105 + 35f1.8 + (diciamo in futuro sempre 70-300 e per esempio il fish samyang) più cavetti vari, il treppiede del punto uno, sinceramente preferisco gli zaini, l’importante è che ci entri quello k ho scritto e che non sia troppo pesante già di suo… anche qui diciamo sugli 80 sbl€uri 5852a biggrin Consigli per gli acquisti?
avevo visto sul sito della kata qualcosa di carino e anche in giro lowepro ecc però solo cose molto care….una cosa carina della kata era la possibilità di tirare fuori la protezione antipioggia (su alcuni modelli)

attendo i vostri consigli….grazie!

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Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

bcf6f clet 01a Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

All’interno del panorama dell’arte urbana nazionale, c’è una voce fuori dal coro, che spiazza e sorprende con i suoi interventi minimali ed intelligenti. Sto parlando di Clet, poliedrico artista di base a Firenze, del cui omino comune vi avevamo parlato poco tempo fa.

Un artista politicamente scorretto, che predilige interventi sui cartelli stradali, trasformando la segnaletica in opere d’arte sottili. Il meccanismo del suo linguaggio è semplice. Secondo C.S. Peirce, il padre della semiotica (la scienza che studia i segni), un cartello stradale è un Indice, un segno collegato all’oggetto che indica tramite un nesso causale.

Così Clet, a volte utilizza il significato si un cartello e lo decontestualizza attraverso l’aggiunta un elemento di novità. A volte usa il cartello principalmente come elemento estetico, come nel caso del ‘rettangolo bianco orizzontale su cerchio rosso’ (il senso unico o divieto di circolazione), che diventa una pesante croce, un fardello da portare per il suo omino comune (e quindi anche il senso unico trova nuova collocazione a livello di significato)…

Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere
bcf6f thn clet 06 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e rifletterebcf6f thn clet 05 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e rifletterebcf6f thn clet 03 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e rifletterebcf6f thn clet 04 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

Comunque vada, c’è da divertirsi ad incrociare per strada le sue creazioni. Come il Marchionni che vedete qui sopra. Il suo profilo spunta da una grossa “P” di parcheggio che vomita macchine bianche, rosse e verdi. Sotto la scritta “Motocicli condotti a mano”, suona misteriosa e inquietante nel contesto.

Clet rivisita i simboli onfondendo il panorama urbano con stile e grazia… i cartelli rimangono sempre leggibili e questo è importante per la sicurezza stradale. Come la freccia con la moneta da un euro che indica “a destra il capitale” o quella col cuore, “a sinistra il sociale”.

bcf6f clet 03 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere é stato pubblicato su artsblog alle 15:51 di mercoledì 09 marzo 2011.

 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere  Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

 Arte urbana, con Clet Firenze torna a sorridere e riflettere

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Fra umorismo e autobiografia, l’arte al femminile di Shannon Gerard

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

19724 shannon10 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

Shannon Gerard è un’artista canadese originaria dell’Ontario. Le sue principali attività si dividono fra l’illustrazione, la croching art e l’insegnamento di print media e nano-publishing presso l’Ontario College of Art and Design di Toronto.

Tutte le sue opere sono unite da un sottile filo di ironia, impegno sociale e racconto autobiagrafico titpici di un arte femminilista: sono fumetti, libri stampati a mano, illustrazioni, sculture relizzate con lana e uncinetto capaci di raccontare una storia. Il progetto più complesso che ha realizzato è la serie “Boobs & Dinks”, inizita nel 2007 con la creazione dell’”Early Detection Kits”: un kit pensato per la prevenzione del cancro al seno e ai testicoli. Organi genitali maschili e femminili fatti di filo di lana in 4 differenti gradazioni che richiamano le quattro principali gradazioni della pelle umana, nascondono al loro interno un nodulo che è possibile trovare attraverso la palpazione, seguendo precise istruzioni. Ogni kit è infatti accompagnato da un libro illustrato, stampato e rilegato a mano. Le altre componenti consistono in un video che spiega i metodi di auto-esaminazione (in stile fumetto) e da figure umane (un uomo e una donna) a dimensione naturale stampate su cartone pesante ritagliato, che fungono da manichini e indossano fisicamene il kit. Boobs & Dinks approccia un tema delicato che si scontra con le nostre paure profonde (il cancro, la malattia) usando la morbidezza e l’intimità tipica del lavoro a maglia, proprio come la serie “Playng the Doctor” offre un’alternativa ironica e divertente all’educazione sessuale di stampo clinico.

Nella loro semplicità questi oggetti hanno un’estetica molto definita e studiata, come lo è il progetto espositivo (lo potete osservare nella gallery): ricordo inoltre che per ogni kit venduto, 5 dollari vanno all’associazione Cottage Dreams che si occupa di prevenzione al cancro. Altri lavori della Gerard sono i Plustache, baffi di lana pensati per giocare ironicamente con le tematiche di genere, mentre sul versante ecologista/rapporto con la natura ritroviamo la serie “Plants you can’t kill” (che l’artista sostiene di aver creato dopo una serie di fallimenti nel tentativo di coltivare il suo giardino), o ancora “Toxic REEF Toronto”, un particolare progetto dedicato alla barriera corallina.

Per chi volesse invece saperne di più sulla sua biografia, è possibile dilettarsi con HUNG, un fumetto scritto dall’artista proprio a partire da episodi della sua vita personale.

Boobs & Dinks by Shannon Gerard
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Fra umorismo e autobiografia, l’arte al femminile di Shannon Gerard é stato pubblicato su artsblog alle 13:39 di domenica 06 marzo 2011.

 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

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 Fra umorismo e autobiografia, larte al femminile di Shannon Gerard

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14-24/f2.8 oppure 16-35/ f 4 ?????

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it 14 24/f2.8 oppure 16 35/ f 4 ?????

salve a tutti sono alla ricerca di consigli su quale Grandangolo comprare ( magari anche fisso) x la mia 700. Ho gia il 20-2.8 d di cui sono contento ma facendo foto in giro nell’appennino pensavo di trovare 1 grandangolo 1 po + spinto. Sento parlare benissimo del 14-24 ma ho visto che è uscito anche il 16-35 f 4 Vr. Che ne dite li avete provati??? Il 14-24 è anche molto pesante e da portare al collo in montagna non è comodissimo, e se pensassi a 1 buon Fisso? Cosa ne pensate?
Grazie in Anticipo 74a0b rolleyes 14 24/f2.8 oppure 16 35/ f 4 ?????

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Obiettivo zoom, qualche consiglio…

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it Obiettivo zoom, qualche consiglio...

Ciao a tutti sono nuovo! Mi servirebbe un consiglio da chi ne sa più di me…

Ho una Nikon D3000 con due obiettivi:
- Nikon 18-55mm f/3.5-5.6 (il solito che danno in un bundle)
- Nikon DX 35mm f/1.8 (il primo acquisto “serio”)

Premesso che non vivo per fotografare ma è un hobby e seppur mi piace tantissimo non ho ora la voglia, il budget e la necessità di spendere cifre alte (e poi chi me lo fa fare con una modesta D3000) vorrei un obiettivo zoom in quanto sopra i 50mm per ovvie ragioni quelle poche volte che riesco a fare un’uscita fotografica decente mi sento sempre limitatissimo.

Detto ciò ho letto molte recensioni e pareri e mi starei orientando sul Nikon 55-200mm f/4-5.6 AF-S VR DX. Le motivazioni sono:

- costa pochissimo, online si trova a poco più di 160€ ma sui vari forum vedo che va via anche nuovo o seminuovo (nital) a circa 120€
- è stabilizzato, è motorizzato (requisito necessario per la mia D3000) ed è internal focus (non mi dispiace affatto)
- è maneggevole nel senso che rispetto ad un ipotetico 70-300 pesa molto meno (il 70-300 è veramente pesante)

Lo so che tantissimi vorrebbero consigliarmi l’ottimo 70-300VR che ho anche avuto modo di provare ma è totalmente fuori budget. Preferisco avere un obiettivo medio (55-200) che non avere niente no? So anche che come lente non è il top del top (120€ ci mancherebbe) ma per imparare mi serve qualcosa con cui cominciare e quindi questo mi sembra il compromesso migliore.

Ho detto tutto, attendo solo pareri o consigli sulla base delle mie considerazioni f154a smile Obiettivo zoom, qualche consiglio...

Tnx

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Rocambolesca battaglia legale in Grecia

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it Rocambolesca battaglia legale in Grecia

9f517 imac24problem11 Rocambolesca battaglia legale in Grecia

Una delle aziende greche che eroga supporto tecnico per i prodotti Apple, Systemgraph, ha ritirato la causa legale avviata ai danni di un suo cliente. Il poverino, Dimitris Papadimitriadis, consegnò un iMac all’azienda in questione per risolvere un problema relativo al suo display: alcune aree erano molto scure. Al momento del ritiro constatò che il problema non era stato risolto, anzi era addirittura peggiorato. L’azione legale giunse come conseguenza alla lamentela che il cliente espresse pubblicamente attraverso un forum online. La Systemgraph negli atti depositati dichiarò che si trattava di un “tentativo premeditato di calunnia e offesa”.

La causa è stata oggi formalmente ritirata, sebbene sembrasse evaporata già pochi giorni dopo la sua sottomissione. La Systemgraph ammise già a suo tempo di esserci andata giù pesante in una nota:

“Abbiamo gestito la situazione con una risposta eccessiva e inappropriata, infine comprendiamo che le intenzione del Sig. Papadimitriadis non erano quelle di rovinare la reputazione e la credibilità della nostra azienda. Ritiriamo l’accusa legale.”

Tutto bene allora? No. Papadimitriadis precisa che ad oggi l’azienda non ha comunque provveduto a rimborsarlo dei costi legali sostenuti per difendersi dall’accusa e che il suo iMac è sempre danneggiato. Pare che un avvocato gli abbia detto che quest’onere spetti ad Apple.

L’avvocato dell’accusato in questo momento sta cercando di arrivare ad un accordo. Il vero guaio dell’intera vicenda è la cattiva pubblicità che l’azienda si è procurata online (e di rimando ha procurato ad Apple), non solo tra i media ma persino tu Twitter attraverso l’apposito hashtag #systemgraph. I clienti greci stanno valutando di recarsi direttamente negli Apple Store.

[Via MacNN]

Rocambolesca battaglia legale in Grecia é stato pubblicato su Melablog.it alle 14:00 di giovedì 20 gennaio 2011.

 Rocambolesca battaglia legale in Grecia

 Rocambolesca battaglia legale in Grecia

 Rocambolesca battaglia legale in Grecia  Rocambolesca battaglia legale in Grecia

 Rocambolesca battaglia legale in Grecia

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Ancora treppiedi: carico >4kg

sabato, 8 gennaio 2011
listen it it Ancora treppiedi: carico >4kg

Mi sono regalato un gran bell’obiettivo ma mi accorgo ora che il mio treppiedi Benro A-250 EX con Testa a Sfera Quick BH 100 che danno per un carico massimo di 2.6kg, non ce la fa.
Intanto, quanto devo dare retta a quella voce “carico massimo”? Una D90, diciamo con battery pack, fa circa 1 kg ed altri 1.3kg lo faceva l’obiettivo più pesante che avevo; totale 2.3kg e non mi pareva che avesse problemi di stabilità. Il carico massimo è esclusa la testa, giusto?
Che dite, provo ad usare il nuovo obiettivo di 2.6kg per 27cm di lunghezza su quel treppiedi? 2efb0 21 Ancora treppiedi: carico >4kg Rinunciare alla sezione estrema delle gambe ed aggiungere un peso alla colonna centrale mi può aiutare?
Oppure è meglio che mi metta subito alla ricerca del treppiedi giusto? 2efb0 book2 Ancora treppiedi: carico >4kg E quale mi consigliereste?
Peso dell’attrezzatura 3.6 kg ora, magari in futura diventa 4 kg con una fotocamera ff ed una guaina antipioggia e/o antirumore… Basta un treppiedi con carico massimo 4kg o meglio orientarsi, chessò, verso i 10kg?
Difficilmente lo porterò in impegnative escursioni in montagna; così ad occhio che pesi 1 kg o 2 non mi cambia molto. Anche come dimensioni, se pure è un po’ più lungo va bene lo stesso, lo zaino che uso (Computrekker AW) è lungo circa 45cm, se non sporgesse troppo sarebbe meglio. Anche l’altezza minima da terra non è fondamentale, gli stessi 45 cm sono ok.
E che testa? Uso generico, non panoramiche, qualche foto di sport, se riuscisse a “catturare” uccelli in volo sarebbe meglio ma non è indispensabile.
Ovviamente meno spendo meglio è. Con 200€ dalla testa ai piedi ce la faccio? Non vorrei salire oltre i 400… Cercherei volentieri anche tra l’usato se sapessi cosa cercare… 2efb0 birgits scratch Ancora treppiedi: carico >4kg
Insomma, aiuto…
A proposito, anche se non è la sezione giusta, ho un po’ di materiale Nikon (18-105VR, Tamron 18-250, Micro 60/2.8 AFD, SB-800, Sunpak ng 42,…) che mi avanza da scambiare con un signor treppiedi, se può interessare…

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Info filtro danneggiato?

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it Info filtro danneggiato?

Ciao, ho appena acquistato un filtro hoya Pro1 digital UV via web….e “grazie” al corriere è arrivato con la confezione sbriciolata…sicuramente è finito sotto quale altro pacco ben pesante. Vi chiedo…in quanto non ho mai avuto in mano un filtro UV…il “vetro” è fisso rispetto alla ghiera metallica? Perchè qui invece è libero di ruotare e ha un leggerissimo gioco. Fatemi sapere…così posso valutare se richiedere il rimborso o tenerlo ugualmente…

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chiedo consiglio. da D60 a…?

lunedì, 29 novembre 2010
listen it it chiedo consiglio. da D60 a...?

Salve a tutti ragazzi, torno a scrivervi per chiedervi un consiglio, ora che è uscita la nuova d7000.
Ho una D60 con 18-55, un 50 ino f 1.8 (manual focus su d60) e un sigma 10-20 hsm.
Voglio cambiare il corpo macchina, per tanti motivi, tra i più significativi assenza di motore interno, resa scarsa ad alti iso, una sola ghiera tempi e diaframmi, ecc..
Scartando l’ipotesi d300s (troppo pesante per me che uso la macchina in giro, gite fuori porta o comunque mentre cammino. E dato che ha lo stesso sensore della d90), avrei valutato.

-d90 nuova (la trovo a 600 euro, garanzia europea)
-d7000 nuova (1000 euro, stessa garanzia)

Che mi consigliereste?
da una parte, ho provato la d90, stupenda macchina. ma del 2008, inizia ad esser vecchia per un acquisto? certo il prezzo è buono e con quello che risparmio ci prenderei un’ottica tipo il sigma 24-70 f2.8 o simili, magari utilizzabili fra 10 anni su FF icon wink chiedo consiglio. da D60 a...?
Dall’altra parte la d7000, mi attira la messa fuoco, sarà sicuramente migliore, più precisa e veloce. scatta fino a 25600 iso, per gli interni mi alletta molto. sensore nuovo..expeed2..insomma cambia la musica..però costicchia. quanto ci mette a calar di prezzo??? icon smile chiedo consiglio. da D60 a...?

Voi che fareste? anche in base ai test che avete visto? grazie mille a chi vorrà rispondermi, un caro saluto a tutti!

Fonte Google News

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Nikon 70-300 VR o Tamron 70-200

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Nikon 70 300 VR o Tamron 70 200

Ciao a tutti!!!
Come da titolo chiedo consiglio a voi esperti su quale di queste 2 lenti far cadere la mia scelta.
Vi anticipo già che non sono un professionista ma che è giunto il momento di fare un passo in avanti, visto che il mio 18-55 mi va stretto. Si lo so, non coprirei tutte le focali con questa scelta, ma ora vorrei uno tele e magari più avanti prendere un 18-105. Non voglio prendere un 18-200, xkè leggendo in giro è si un’ottima lente, ma ha qualche pecca, poi avrei un doppione di lente e non saprei + cosa farmene. Oddio questi sono mie congetture, se avete altri consigli sono sempre ben accetti!! 4678a alien7 Nikon 70 300 VR o Tamron 70 200
comunque onestamente non ho una idea precisa dell’uso che dovrei farne, ma di sicuro vorrei provare a fare della macro, vegetazione, e altro insomma!!!
Come prezzi ho visto che siamo li, 100€ in 100€ in meno, e mi volevo fare questo regalo per natale, poi no so, il tamron dal vivo non l’ho mai visto, è davvero così grande e pesante!?
A dimenticavo, ho una D40, si si lo so, montare delle gomme da Ferrari su una 500, ma la D40 è si una 500 ma Abart 4678a tongue Nikon 70 300 VR o Tamron 70 200
A parte gli scherzi, se voi dovreste decidere tra questi 2 obiettivi quali scegliereste e perchè?!
Grazie a tutti
4678a biggrin Nikon 70 300 VR o Tamron 70 200

Fonte Google News

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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

venerdì, 28 agosto 2009
listen it it SCEGLIERE LOBIETTIVO GIUSTO

Prof.Angelo Meduri

La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche reflex, cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi reflex sono:

1. Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;

2. Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;

3. Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;

4. Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.

Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’immagine (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’immagine ben inquadrata ed esposta. Ogni fotocamera monta solo obiettivi della stessa marca (come Canon, Nikon, Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della fotocamera, l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.

In generale, gli obiettivi sono tubi che contengono gruppi di lenti o di specchi per formare le immagini su un’area circolare, detta cerchio di copertura. E’ sufficiente che il diametro del cerchio di copertura sia pari alla diagonale del formato utilizzato. I formati usati oggi sono numerosi, perciò occorre controllare bene per quale formato l’obiettivo sia stato progettato. Ma la caratteristica più importante nell’effettuare la scelta dell’ottica è la sua lunghezza focale, che stabilisce l’ampiezza dell’angolo di campo e l’ingrandimento della zona inquadrata. Un obiettivo di lunghezza focale minore abbraccia un angolo di campo maggiore, mentre un obiettivo con lunghezza focale maggiore ingrandisce una zona più ristretta. La variazione dell’angolo di campo non altera la prospettiva, cioè il rapporto dimensionale tra gli elementi della scena vicini e lontani, purché non si cambi la posizione dell’apparecchio. Il procedimento meccanico di formazione dell’immagine risiede nelle proprietà di propagazione della luce attraverso le lenti o gli specchi. Le onde luminose piane, dopo aver subito riflessione o rifrazione, diventano sferiche, perciò le onde emergenti risultano deformate e questa deformazione può dare origine alle aberrazioni, ossia a difetti sull’immagine che si è formata dietro l’obiettivo. Le aberrazioni che affliggono le immagini sono:

1. Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;

2. Coma, cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;

3. Astigmatismo, ossia immagini puntiformi allungate come segmenti;

4. Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;

5. Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;

6. Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;

7. Curvatura di campo, ossia formazione dell’immagine su una superficie curva, invece che sul piano focale.

Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come Nikon o Canon ad esempio, minimizzano tali difetti.

La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della fotocamera, poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato Nikon APS-C.

Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le immagini risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo. Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle immagini non è sempre uguale.

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Scilla con uno standard di 50mm

Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le immagini sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.

Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della fotografia, come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.

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Duomo di Reggio Calabria con grandangolo di 35mm.

Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’immagine. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti. Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.

Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104° includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.

Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio-immagine al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.

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Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.

L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.

Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.

Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.

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Scilla vista attraverso un teleobiettivo da 105mm.

La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere immagini di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.

Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di un’ottica professionale di alte prestazioni.

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Scilla con un tele di 300mm f/2.8

Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle immagini, annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.

Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.

Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.

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Foglia ripresa da vicino con obiettivo macro.

Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.

Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.

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Stretto di Messina con obiettivo 16-85 formato DX, equivalente a un 24-120mm.

Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.

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Santuario di S.Antonio con zoom 10-20 formato DX, equivalente a un 15-30mm.

Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.

I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle immagini è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.

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Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm f/2.8

In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere immagini perfette.

Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento. Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali Nikon, con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le immagini poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La Nikon ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.

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Rosa fotografata con uno zoom standard.

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Torre Ruggero con obiettivo grandangolare di 20mm.

In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.

Tabella delle focali.

Campo in gradi

Formato 24×36

Formato Nikon DX

(la focale si moltiplica per 1,5 volte)

Formato Canon

(1,6 volte)

180° fisheye circ.

8mm

4.5mm

4.5mm

122° grandangolo

12

8

7.5

114° grandangolo

14

9

8.5

110° grandangolo

15

10

9

180° fisheye diag.

16

10.5

10

104° grandangolo

17

11

10

100° grandangolo

18

12

11

94° grandangolo

20

13

12.5

84° grandangolo

24

16

15

75° grandangolo

28

19

17.5

63° grandangolo

35

23

22

46° standard

50

33

31

34° tele

70

47

44

28° tele

85

57

53

23° tele

105

70

66

18° tele

135

90

84

12° tele

200

133

125

8° tele

300

200

187.5

6° tele

400

267

250

5° tele

500

333

312.5

4° tele

600

400

375

3° tele

800

533

500

2.5° tele

1000

667

625

2° tele

1200

800

750

1.2° tele

2000

1333

1250

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