Qui su Clickblog abbiamo visto pubblicato tanti esempi di persone industriose che si sono costruite da sole la propria fotocamera. In alcuni casi anche medio formato o grande formato.
Fernando Ramírez Martínez ha creato una medio formato utilizzando solo i classici mattoncini Lego che “scatta” su pellicole 6×6. Il corpo è stato ricoperto da nastro adesivo nero per assicurare la perfetta tenuta alla luce ed è presente un meccanismo per impedire al rullino di tornare indietro.
Sul retro è presente anche un sistema per centrare correttamente la pellicola.
ho letto parecchi topic in questo forum, ma avrei bisogno di una risposta diretta alla domanda titolo del topic…
Premetto: sono perfettamente cosciente che se il NIKON 70-200 mm f/2.8G ED-IF AF-S VR costa 2000 euri, avrà delle performance migliori di un Sigma pari focale e pari luminosità che costa la metà…
Ovviamente, non sono un professionista, ma mi piacerebbe andare in pista (ad emepio a Misano x MotoGP o SBK) un paio di volte e portare a casa qualche bello scatto…
Cosigli in merito?! diciamo che il budget è intorno ai 800/900 euri…
salve ragazzi, innanzitutto volevo farvi i miei migliori auguri, poi volevo sottoporvi il mio problema. è arrivato da poco babbo natale che mi ha portato un bellissimo nikkor af-d 50mm 1.8 (perfetto dato che ho intenzione di cambiare camera), e un altrettanto bellissimo metz 50 af-1… ora leggendo sul manuale questo è in perfetta sintonia con la mia cara fotocamera, ma purtroppo se metto la macchina in automatico non legge niente, nè distanza focale, nè esposizione nè nulla, tanto è vero che mi si apre il flash incorporato della macchina, eppure il metz spara… com’è possibile questo controsenso? avete qualche delucidazione?? ancora auguri
salve ragazzi… ho un dubbio iperboooooolico… scato da poco piu di 2 mesi e mi sono innamorato dei risultati che una lente 50mm puo darmi… ora il punto e’ questo: un amico possessore di d60 ha un 50mm vecchio stampo che funziona perfettamente col focus manuale…. io ho la nuova d3000 e vorrei comprare lo stesso 50 mm analogico dato che i prezzi sono abb bassi e al momento non ho mezza lira da spendere, che voi sappiate e’ compatibile anche con la d3000?
oppure se c’è qualcuno disposto a venderlo usato (sia digitale che analogico) che mi contatti in pvt grazie
ho un problema con l’autofocus della mia D3000. La macchina monta un 18-55mm AF-S DX, in dotazione con la reflex, primi tempi usato perfettamente (sono alle prime armi, quindi prima di comprare un’obiettivo piu’ grosso volevo fare pratica), fino a ieri, quando decido di fare due scatti alla neve: la macchina non riesce piu’ a mettere a fuoco nulla, eppure tutte le impostazioni sono messe su automatico, tralaltro era qualche settimana che non la toccavo piu’…avete qualche soluzione? Grazie anticipatamente!
Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia. Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.
Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.
Innanzitutto poche considerazioni generali. Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono. Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.
Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante. Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco )
Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)? Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire. Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:
Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.
Passiamo ora al corso.
Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie. Il suo indice è:
Inquadratura
Lunghezza focale e prospettiva
Regola dei terzi e rapporti aurei
Simmetrie ed asimmetrie
Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.
CAPITOLO UNO: Inquadratura
Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.
Come si deve dunque scegliere l’inquadratura? La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.
Alcune citazioni dotte sul tema.
“The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.
Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:
“There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.
In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.
“If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.
In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.
Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più. Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura. Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:
Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.
Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.
Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.
L’inquadratura e le linee
L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto. Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea. Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano. Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle. Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.
Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.
Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.
In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.
In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.
L’inquadratura e la terza dimensione
L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole. La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico. Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.
Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4). La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.
L’inquadratura come strumento scenico
Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.
I formati
Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza. Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo. In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:
1/1 ovvero quadrata
Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.
E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto. Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno). Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.
Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.
Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.
Orientamento dell’inquadratura
Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale. Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico. Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare. Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro ) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi. Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?”
Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale
La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.
Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione. Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.
Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra. Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago
Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino. Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.
Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.
Conclusioni
Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.
IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’
Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
Riempite il fotogramma
Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.
ESERCIZI PER CASA Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti. Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa per un po’. Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento. INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo. Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso. Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo
il nissin di866, splendido e professionale flash è compatibile con la nikon p7000?
ho comperato il nissin per la mia nuova p7000 e …. il flash pare funzionare perfettamente, lo zoom lavora con lo zoom della parabola, ma il lampo non parte.
molti siti vendono il di866 come compatibile con la p7000, mentre il sito nissin non riporta la compatibilità.
c’è qualcuno che mi aiuta a dare una risposta?
grazie
Oggi purtroppo ho riscontrato un problema sulla mia nikon… purtroppo il meccanismo di apertura del flash pare rotto… premo il pulsante e non scatta se non dopo vari tentativi … quando finalmente si sgancia e provo a scattare la foto funziona tutto perfettamente! Facendo varie prove a chiuderlo e farlo scattare si alza senza problemi ma appena la spengo e riprovo facendo passare un certo lasso di tempo si ripresenta il problema! Oggi sono stata in un centro Nikon, il commesso me l’ha aggiustato dicendomi che c’era finita della polvere ma il tempo di arrivare a casa e il problema si è ripresentato!!! Premendo il bottoncino laterale io sento il rumore di “sgancio” ma il flash non si alza se non dopo aver premuto ancora per una serie di volte il bottone! non ho provato a forzare l’apertura con le mani per evitare di peggiorare le cose!Che posso fare??? Grazie
Salve, sono possessore di un grandangolo WC-E63 per coolpix. Vorrei comprare una P5100 o P6000 ma ho visto che ufficialmente non è compatibile con questa due macchine. Io però ho visto vari informazioni su forum e video su youtube che dicono/mostrano la perfetta compatibilità.
Guardate il video……http://www.youtube.com/watch?v=CIwDBNqD3B8.
Ho recentemente comprato una D3100 del quale sono pienamente soddisfatto. All’atto dell’acquisto ho portato anche il mio flash Metz 44AF-4N. I Venditore lo ha provato e mi dice…” funziona perfettamente”…… seee…. un paio di balle… (scusate). Dopo averlo provato e ripovato(a casa) ne ho dedotto che funzione solo con la macchina in manuale e il flash in TTL…..!! Sbaglio qualcosa? Qualcuno sa darmi qualche suggerimento?? Devo portare il flash per un aggiornamento software??? Che devo fare??? Vi sarei grato se mi deste una mano. Grazie
Nikon qualche giorno fa ha denunciato che alcuni siti web vendevano in maniera illegale alcuni dei suoi software.
Per questo motivo ha annunciato che disabiliterà da remoto le copie di Capture NX, Capture NX 2, Camera Control Pro e Camera Control Pro 2 che utilizzano chiavi non autorizzate. Purtroppo in questa guerra contro la pirateria sembra che alcuni utenti siano finiti in mezzo al campo di battaglia.
Secondo quello che ha scritto Thom Hogan sembra che reinstallare qualche volta uno di questi software possa far spuntare il messaggio di copia illegale anche per software perfettamente legale. In quel caso non resta che contattare direttamente Nikon.
COOLPIX P100: tutto ciò che si può desiderare è a disposizione
Pensata per coloro che pretendono molto da una fotocameracompatta, questa nuovo modello “bridge” garantisce grandi prestazioni, per consentire al fotografo di riprendere una vasta gamma di soggetti e scene diverse, ottenendo sempre il massimo risultato. Il potente obiettivo grandangolare NIKKOR con zoom 26x (impreziosito dalla lente in vetro ED) permette la massima libertà di ripresa e garantisce immagini sempre nitide e brillanti. Il rivoluzionario sensore d’immagine CMOS retroilluminato aumenta la sensibilità della macchina e riduce il rumore, per generare ottime immagini, anche in condizioni di scarsa illuminazione. La risoluzione di 10,3 megapixel permette di catturare i dettagli più difficili e creare ingrandimenti di alta qualità. Sia di giorno che di notte, si potranno inoltre realizzare filmati incredibili grazie alla tecnologia Full HD 1080p, con audio stereo, zoom ottico, autofocus e un frame rate di 30 fps. L’estrema innovazione tecnologica di questa fotocamera non compromette in alcun modo la facilità di utilizzo: il fotografo ha a disposizione un pulsante dedicato per la registrazione video e un display LCD ad angolazione variabile da 7,5 cm (3″). La COOLPIX P100 offre, inoltre, cinque impostazioni (Stabilizzazione dell’immagine tramite decentramento del sensore più VR elettronico, ISO 3200, Rilevamento del movimento e Scelta dello scatto migliore) per la riduzione dell’effetto mosso, che consentono di mettere perfettamente a fuoco l’immagine prescelta. Infine, le prestazioni avanzate del nuovo sensore di immagine CMOS Retroilluminato consentono l’integrazione della nuova funzione HDR (High Dynamic Range), che permette di unire diverse immagini della stessa scena per crearne una con una gamma di dettagli tonali che non potrebbero essere catturati in una singola foto.
NB. il premio è offerto proprio dal Nikon Club Community che ha deciso in questo caso di non appoggiarsi a nessuna sponsorizzazione esterna.
Il concorso è aperto a tutti, partecipare è semplice, all’interno della nostra galleria fotografica è stata creata una nuova categoria suddivisa in 4 sottosezioni (4 stagioni) al seguente link: (Galleria Generale Contest)
dove ogni utente dovrà postare una sola foto della stagione preferita, di qualunque natura purchè appunto rappresenti al meglio il tema del contest.
a partire dal primo Ottobre 2010 (con un distacco di 24 ore tra chiusura contest e apertura voti per configurare la galleria per le votazioni) non si potrà più postare e avranno inizio le votazioni da parte di tutti voi, votando la singola foto come fate di solito sulla galleria, assegnando un numero di stelline in base al vostro indice di gradimento… ogni utente dovrà postare una sola foto della stagione preferita , di qualunque natura purchè appunto rappresenti al meglio il tema del contest, ogni partecipante potrà postare in una sola stagione.
dopo 15 giorni, in base al numero di voti si decreterà il vincitore per ogni stagione, tenete presente che la classifica è legata sia al numero di voti che alle percentuale del voto stesso in maniera del tutto automatica tenendo conto dei due fattori (quantità e qualità di voto).
Successivamente gli Amministratori del forum (Domiad e Buovento) sceglieranno tra le 4 foto vincitrici la foto più bella in assoluto a cui verrà assegnato il premio di cui sopra.
Le regole per partecipare fanno sempre capo alle regole generali del forum e alle regole relative alle gallerie fotografiche, il Nikon Club Italia non si assume alcuna responsabilità sulle foto da voi postate e si riserva di intervenire e di qualificare gli scatti nei casi un cui si contravvenga alle regole previste e in particolare:
Norme Generali
- Le foto in gara (non piu di una) devono essere postate come indicato sopra nelle sottosezioni delle varie stagioni.
- Non è assolutamente possibile sostituire una foto già postata per la partecipazione al contest.
- La foto utilizzata per il contest deve essere “inedita” per il NCI, cioè mai postata sul Portale NikonClubItalia (Gallery o Forum).
Partecipazione
- Potranno partecipare al contest tutti, ivi compreso lo STAFF, esclusi soltanto gli Amministratori.
Tema
Il tema proposto è da intendersi vincolante nell’ambito di tutte le sue legittime interpretazioni o “declinazioni” che ciascun concorrente potrà e vorrà trovare, fermo restando il vincolo del non stravolgimento dello stesso. Saranno pertanto ammesse immagini che ne diano interpretazioni (a puro titolo di esempio e in senso non limitativo) figurate, evocative, descrittive, didascalico-documentaristiche, umoristiche ecc.
Premio
L’indicazione del premio data è da intendersi non vincolante, infatti NCI si riserva facoltà di modificare il premio del contest in ogni momento per il sopraggiungere di difficoltà o impedimenti di forza maggiore.
Responsabilità
- NCI non può in alcun modo essere ritenuto responsabile di eventuali contestazioni riguardanti la paternità e l’autorizzazione alla pubblicazione; esse sono a totale carico dell’utente che ha inviato le immagini e che dichiara altresì di esserne Autore e detentore dei relativi Diritti di Pubblicazione con ciò sollevando esplicitamente NCI e lo Staff da ogni e qualsiasi responsabilità in merito in ogni e qualsiasi grado.
- Per ogni e qualsiasi altro parametro non espressamente previsto nel presente Regolamento, fa fede il giudizio degli Amministratori che è inappellabile.
Votazione
- il Voto Popolare è insindacabile e inappellabile, siete invitati quindi a evitare ogni genere di polemica o contestazione.
- Per qualsiasi controversia in merito allo svolgimento del contest, i partecipanti accettano di rimettersi al giudizio finale degli Amministratori che è inappellabile.
- Alla chiusura della Votazione Popolare, i due Amministratori stileranno la lista delle 4 foto Vincitrici (una per ogni stagione) e sceglierà infine il vincitore in assoluto a cui sarà assegnata una Nikon Coolpix P100.
- Ciascun votante (durante la fase della votazione popolare) può esprimere il proprio voto, da 1 a 5 stelline in qualunque “stagione”, anche in quelle in cui non ha partecipato, vi preghiamo di evitare di votarsi da soli, in quanto la votazione finale tiene conto sia della quantità che della qualità dei voti (ij sostanza è inutile votarsi da soli).
- Nel caso in cui riscontrassimo voti dati da account provenienti dallo stesso IP (account multipli), la foto sarà immediatamente squalificata e l’utente titolare della foto sospeso per 7 giorni dal forum in attesa di ulteriori decisioni (che possono prevedere anche l’allontanamento definitivo dal forum), vi invitiamo quindi a non barare nella fase della votazione popolare, poichè abbiamo gli strumenti per verificare che tutto proceda con regolarità e senza imbrogli. Questo contest vuole essere una premiazione e un ringraziamento per tutti voi che rendete questo forum sempre più ricco di contenuti, vivete quindi questo contest con la massima serenità.