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Articoli marcati con tag ‘Parti’

Help! un chiarimento per obbiettivi?

domenica, 22 maggio 2011
listen it it Help! un chiarimento per obbiettivi?

Ciao a tutti, come ho scritto nelle presentazioni sto aspettando il mio primo corpo macchina Nikon, per la precisione una FM2

adesso stavo cercando su ebay un obiettivo ma spesso non capisco se sono adatti o meno.

esempio su ebay c’e’ scritto “obbiettivo per nikon” non meglio precisato a parte la focale e F 1.8. posso montarlo sulla fm2? cioe’ ogni obbiettivo per nikon va bene su ogni nikon?
oppure un’altro nikkor s auto.. cos’e’ quell’auto? autofocus? ho provato a cercare su internet per capire un po meglio prima di scrivere ma trovo informazioni contradditorie.

di base ho capito che ci posso montare tutti gli obbiettivi tranne la serie G pero’ da altre parti ho letto che non monta nemmeno la seire E e che la serie consigliata e’ la AI-S
sinceramente riporto queste sigle senza ben sapere cosa sto scrivendo.. mi potete confermare o chiarire questa cosa? quando la serie non e’ riportata come spesso succede su ebay e’ meglio diffidare?

scusate la banalita’ delle domande ma sto appena provando ad entrare con un po consapevolezza in questo mondo, fino ad ora scattavo con quello che mi ero trovato in casa (fuji stx 2 e un paio di ottiche) senza farmi troppe domande.

grazie in anticipo

Lorenzo

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Da Analigica a Digitale

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Da Analigica a Digitale

Ciao Ragazzi sono nuovo di queste parti, uso una Praktica analogica da un paio di anni, un lascito del mio povero nonno, siccome per lavoro l’analogica risulta obsoleta, per via dei tempi di sviluppo e della scansione dopo, ho sempre usato un paio di compatte digitali per poi mettere sul mio sito le immagini, ora pero’ comprendo che in fin dei conti, la foto ad un’opera o un prodotto è tutto per internet…è un pò la confezione del prodotto stesso.

Non avendo grosse disponibilità economiche attualmente, (diciamo che meno spendo meglio è, per ora posso stare sui 600 Euro) mi sono guardato in giro per cercare una reflex digitale che non mi facesse accendere mutui, e che magari con qualche adattatore mi desse la possibilità di usare gli obbiettivi che ho a disposizione…….la faccio breve…..

Ho visto che per le economiche, la D3100 come prezzo mi va bene, non mi frega molto dei video ma c’e', anche la 3000 andava bene, ma per spendere 100 euro meno a questo punto meglio avere qualche mpx in più.

Ditemi se è vero che esistono degli adattatori per gli obbiettivi più anziani perchè io non ne ho trovati, che non abbiano l’autofocus, chissene frega, non è bello smanettare…..?

E poi se secondo voi, il passaggio a questo punto ne vale la pena.
Grazie a tutti da subito

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Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

99473 11tudela Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

Da un po’ di tempo non ci occupavamo di uno street artist che da queste parti ci è sempre piaciuto molto. Sto parlando dello spagnolo Sam3, che, con il suo stile semplice e monocromatico, è capace di raccontare storie avvolgenti e riflessive.

Del luglio 2010 è un murale a Miajadas, in Extremadura. Due esseri che al posto della testa hanno nidi, sostengono due cicogne. Poi c’è il lavoro che che Sam3 ha realizzato nel settembre 2010 a Tudela, in Navarra. Coprendo l’intera facciata di un edificio di tre piani ha dipinto uno dei suoi giganti che viene trascinato da un asino. Interessante la tecnica di realizzazione (peraltro già utilizzata da Sam 3), che rovescia il rapporto tra vuoti e pieni.

Infine il ‘Gatto nero’, realizzato insieme a Limow sulla parete esterna di una fabbrica abbandonata in Murcia, è l’ultima produzione in esterna dell’artista.

Nuovi murales di Sam 3 in Spagna
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Nuovi murales di Sam 3 in Spagna é stato pubblicato su artsblog alle 12:09 di lunedì 16 maggio 2011.

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna  Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

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Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

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Per celebrare la nostra domenica nuleare, oggi getiamo un’occhio su coloratissim impianti di raffreddmento.

Imagine topica di fabbriche e centrali, le torri di raffreddamento sono una superba superfice da reinventare. Ed ecco che in diverse parti del mondo gli sreet artist sono arrivati anche là. Le opere che vediamo sono ciclopiche. Ci roviamo a Mangaung (Sud Africa), dove la Orlando Power Station in onore della 201 World Cup si ricopre di graffiti vuvuzela, o a Joanesbourg dove ritroviamo una Coca-Cola Tower (sponsorizzata dallo stesso marchio); in Germania o infine in Francia, dove l’impianto di Cruas è stto dipinto dall’artista Jean-Marie Pierret con l’aiuto di 9 alpinisti: il dipinto, realizzato con 4.000 litri di colore, ci parla del rapporto ecologico fra aria e acqua (i progetti sono riportati in modo sequenziale nela gallery).

Un segno grafico per riscrivee un paesaggio e dagli nuovo significato: nella sua semplicità, la street art è sempre terribilmente comunicativa.

Via | Photographyrea.com
Cooling Tower Street Art
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Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety] é stato pubblicato su artsblog alle 17:54 di domenica 15 maggio 2011.

 Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

 Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

 Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]  Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

 Cooling Tower Street Art [Nuclear Anxiety]

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Un nuovo murale di Blu a Jesi

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Un nuovo murale di Blu a Jesi

354d1 BluJesi 01 Un nuovo murale di Blu a Jesi

Per le festività pasquali Blu è tornato dalle sue parti, nelle Marche e ha dipinto un muro. Il profilo di un uomo rappresentato di ¾ mentre prega, intento a ’succhiare’ uno spaghetto che proviene direttamente dalla sua testa. Una figura oscura, con gli occhi iniettati di bianco, che mangia se stesso. Una visione cruda dell’Italia, intenta appunto a consumarsi dall’interno.

Sempre di pochi giorni fa è una nuova stampa di Blu realizzata da Studio Cromie in edizione limitata (150 copie, dimensioni 70×90 cm). Si tratta di un lavoro davvero interessante in cinque colori che riporta in piccolo un grande murale realizzato l’anno scorso a Rennes, in Francia.

Blu – Murale a Jesi e stampa da Studio Cromie
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Un nuovo murale di Blu a Jesi é stato pubblicato su artsblog alle 17:55 di lunedì 02 maggio 2011.

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi  Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

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DEberlusconiZER. Il software che cancella Berlusconi

domenica, 17 aprile 2011
listen it it DEberlusconiZER. Il software che cancella Berlusconi

afc2e TheNewYorkTimes9Feb2011 DEberlusconiZER. Il software che cancella Berlusconi

Silvio Berlusconi. Il personaggio non ha bisogno di presentazioni: la lista di cariche, aneddoti (pruriginosi e non), contesti a cui il nostro ineguagliabile premier è associato (o associabile) è troppo lunga (e francamente ormai noiosa per chi scrive) da riassumere qui.

Detto questo, andando su una qualsiasi pagina di giornale, rivista, tv (online e nel mondo fisico), dibattito politico di ambo le parti è impossibile non imbattersi in un’imagine, un video, una citazione che non rimandi al presidente: il personaggio produce un effetto di saturazione mediatica, moltiplicandosi praticamente all’infinito e se dovessimo analizzarlo, Berlusconi è un fenomeno prima mediatico che politico (come gli effetti del berlusconismo sono prima culturali e di costume che politici…).

Un gruppo di artisti e programmatori ha riflettuto proprio su questo argomento. Si tratta di Elisa Giardina Papa, Fabrizio Giardina Papa, Giovanni Salerno e Floriano Lapolla. La loro creatura, resa pubblica soltanto ieri, è il DEberlusconiZER: un’applicazione che permette di riutilizzare lo spazio web occupato dalle immagini e dalle parole collegate al presidente del consiglio italiano. Il software funziona in modo milto semblice e devo dire efficace lavorando su tre fasi progressive, come ci spiega il gruppo nel comunicato di lancio: “inizialmente sostituisce le parole e le immagini che si riferiscono al premier con delle bande colorate. Nella fase successiva, questi spazi vuoti lasceranno il posto a una serie di interventi di artisti italiani e stranieri. Gli artisti saranno invitati a riflettere su Internet come contesto pubblico e a immaginare un nuovo destino per questo spazio liberato. Infine, saranno gli stessi utenti a decidere e proporre nuovi contenuti.” La piattaforma è inoltre un prodotto open source: chi possiede le competenze tecniche potrà quindi scaricare il codice, modificarlo e proporne nuove versioni e usi, primo fra tutti scegliere nuove parole o immagini che desidera cancellare e sostituire. Il sito di riferimento è www.de-zer.com: da qui potrete scaricare il software, installarlo o usarlo come bookmarklet sul proprio browser.

Cosa mi piace piace di questo progetto? Non tanto l’idea della cancellazione (il silenzio, come uno spazio vuoto, può avere un peso comunicativo pari se non anche maggiore), quanto l’idea di ri-usare quello spazio saturato popolandolo di nuovi contenuti e soprattutto un’inversione di marcia molto significativa: Berlusconi è il simbolo dell’appropriazione di un privato sullo spazio e sulle funzioni pubbliche. DEberlusconiZER inverte questo processo, restituendo la gestione dello spazio pubblico (digitale) occupato da questo personaggio nelle mani prima degli artisti e poi direttamente deli utenti/cittadini.

Dopo il salto potete leggere il testo critico di Domenico Quaranta.

[Nella foto in alto e nella gallery, alcuni esempi di pagine web modiificate con DEberlusconiZER]

DEberlusconiZER
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Testo critico di Domenico Quaranta

Il Deberlusconizer è un programma che, attivato sul browser dell’utente durante la navigazione in rete, blocca l’accesso a qualsiasi contenuto – testo e immagini – relativo al presidente del consiglio italiano. Il contenuto “censurato” viene sostituito, di volta in volta, da altri contenuti: delle bande colorate, come hanno scelto gli autori del progetto per enfatizzare la sua natura liberatoria; delle opere d’arte; dei contenuti inseriti dagli utenti stessi.

Il Deberlusconizer non è senza precedenti. Nel 2008 l’artista americano Steve Lambert ha realizzato Add-art, un programma che blocca le inserzioni pubblicitarie dei giornali online e le rimpiazza con opere d’arte. Questo precedente, tuttavia, non lede l’originalità del Deberlusconizer, anzi: il salto concettuale implicito nel passaggio dal blocco dei messaggi pubblicitari alla censura dell’informazione è enorme, e possibile, per ora, solo in Italia.

Uno degli aspetti più desolanti della cosiddetta “anomalia italiana” è la degenerazione dell’informazione a pubblicità. Questa involuzione (da pilastro della democrazia a ufficio marketing del potere) non riguarda solo i media asserviti al potere, ma anche e soprattutto i media liberi e critici nei suoi confronti. Questo accade perché Berlusconi ha intuito una cosa molto semplice: che l’unico modo per asservire i media è essere la notizia. Sempre, in qualunque modo e a qualunque condizione. La capacità che scandali sessuali, processi, lapsus e umorismo di bassa lega hanno di indebolirlo sarà sempre inferiore alla forza che gli garantisce la semplice presenza. Anzi: in ultima analisi, tutta questa aneddotica non fa altro che vivacizzare la comunicazione, e rendere più appetibile il prodotto. In fondo, Ruby Rubacuori è l’immancabile oggetto del desiderio presente in ogni spot, in grado di rendere sexy qualsiasi prodotto, Berlusconi incluso.

Riuscite veramente a immaginarlo, un giorno senza Berlusconi? Siete sicuri che questo limite dell’immaginazione non sia esattamente quello che vuole? Intasare l’immaginario è il modo migliore per eliminare qualsiasi opposizione.

Il Deberlusconizer vuole liberare il nostro immaginario, e lo fa liberando uno degli spazi pubblici che più contribuiscono a crearlo: lo spazio dell’informazione. Il vuoto che crea è, innanzitutto, un vuoto che dobbiamo godere, respirare a pieni polmoni.

Ma è anche uno spazio che va riempito: di nuove idee, nuovi sogni, un nuovo immaginario. L’idea di aprirlo a degli artisti, prima che a tutti noi che artisti non siamo, nasce dalla necessità di mettere a punto un vocabolario, una cassetta degli attrezzi fatta di parole e di immagini. Un compito a cui degli artisti, come quelli selezionati, abituati a operare negli interstizi e a intervenire negli spazi pubblici possono assolvere con competenza e sensibilità.

Poi toccherà a voi, ma fate attenzione. Il Deberlusconizer è un’arma complessa, e va usata con discrezione. Nasce con Berlusconi perché con Berlusconi nasce l’occupazione abusiva del mondo dell’informazione, ma potrà colpire altri obiettivi quando questi ultimi dispiegheranno strategie simili.

Inoltre, non va dimenticato che il Deberlusconizer è uno strumento di censura e di manipolazione del flusso informativo. La possibilità che sfrutta come tattica di resistenza può, se abusata, trasformarsi in qualcosa di molto diverso: uno strumento per cancellare ciò che non vogliamo vedere, per costruirci una realtà a nostro uso e consumo. Non cadete in questo errore: l’obiettivo deve essere, ancora e sempre, cambiare il mondo, non fuggirlo.

DEberlusconiZER. Il software che cancella Berlusconi é stato pubblicato su artsblog alle 10:58 di giovedì 14 aprile 2011.

 DEberlusconiZER. Il software che cancella Berlusconi

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Assassinato Juliano Mer-Khamis, fondatore del Freedom Theatre

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Assassinato Juliano Mer Khamis, fondatore del Freedom Theatre

È di quattro giorni fa la notizia che Juliano Mer-Khamis è stato ucciso. Il 4 aprile scorso l’attore, noto per il suo impegno politico, viene freddato da cinque colpi di pistola nel campo profughi di Jenin, dove gestiva il suo Freedom Theatre. Gli autori dell’esecuzione rimangono anonimi.

Juliano, artista e attivista in una terra complessa come il territorio israelo-palestinese, aveva solo 52 anni: figlio di un’israeliana e di un palestinese cristiano, si definisce al 100% dell’una e dell’altra nazionalità e, senza esitazioni, abbraccia la causa palestinese. A precederlo la madre Arna che negli anni ‘90 si sposta nei territori occupati della Palestina per offrire un sistema alternativo di educazione rivolto particolarmente ai bambini, nel desiderio di alleviarne la condizione di profughi restituendo una forma di normalità alle loro vite. Il Freedom Theatre diventa un modo per loro di esprimere rabbia, frustrazione, dolore, gioia, paure. Nel 2002 il teatro viene distrutto dagli israeliani e ricostruito da Juliano insieme al pacifista ebreo-svedese Zakariya Al Zubeidi, leader delle Brigate Al-Aqsa: ci vogliono quattro anni, ma nel 2006 Freedom Theatre riapre i battenti. Il gruppo vive in trincea, una realtà difficile da accettare da entrambe le parti, qualcosa che rompe gli schieramenti ideologici e dà fastidio a chi vorrebbe riprodurli (dall’uno e dall’altro lato della barricata). Nel 2009 il centro musicale viene incendiato e Juliano risponde così: “we’re going to start a new intifada by poetry, theater, art, humans rights, pacific demonstrations against the wall (stiamo per iniziare una nuova indifada fatta di poesia, teatro, arte, diritti umani, dimostrazioni pacifiche contro il muro)” …

La sua morte, a distanza di due anni da queste affermazioni, lascia un senso di amarezza e di dolore, e un rispetto infinito per chi realmente usa la sua arte, i suoi mezzi espressivi e primo fra tutti il proprio corpo per agire dentro i conflitti, dentro la guerra. Nel video in alto il suo ultimo messaggio lasciato in rete.

RIP: è questa l’unica cosa che riesco a pronunciare. Consiglio a tutti di andare sul sito del Freeom Theatre per capire di che si tratta.

Via | Senzasoste.it

Assassinato Juliano Mer-Khamis, fondatore del Freedom Theatre é stato pubblicato su artsblog alle 11:22 di venerdì 08 aprile 2011.

 Assassinato Juliano Mer Khamis, fondatore del Freedom Theatre

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 Assassinato Juliano Mer Khamis, fondatore del Freedom Theatre  Assassinato Juliano Mer Khamis, fondatore del Freedom Theatre

 Assassinato Juliano Mer Khamis, fondatore del Freedom Theatre

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A Los Angeles, un database partecipativo per schedare i graffitari

sabato, 5 marzo 2011
listen it it A Los Angeles, un database partecipativo per schedare i graffitari

e220f 800pxLA Skyline Mountains2 A Los Angeles, un database partecipativo per schedare i graffitari

A Los Angeles la guerra ai graffiti tag è ormai senza quartiere. Da poco è in fase di lancio un database digitale per schedare i taggers. L’operazione di tracking dei graffiti interessa quattro zone della città e, novità delle novità, avviene con la partecipazione dei cittadini.

Con Tagrs, chiunque infatti potrà caricare le fotografie dei graffiti incriminati sul database, tramite Facebook, previo utilizzo di apposite tag (e qui mi soffermerei a notare la polisemia del termine ‘tag’, che ormai fa parte, da più parti, della nostra vita quotidiana).

Nel promuovere l’operazione di sensibilizzazione collettiva, il sindaco di LA Antonio Villaraigosa e il consigliere Jose Huizara hanno ricordato agli abitanti che il Comune spende 10 milioni di dollari l’anno nella rimozione e nella pulizia dei graffiti.

I graffitari di Los Angeles sono dunque avvisati… le fotografie dei loro concittadini potranno costituire elementi di prova nei processi a loro carico per imbrattamento di proprietà pubbliche.

Photo via Wikipedia.

A Los Angeles, un database partecipativo per schedare i graffitari é stato pubblicato su artsblog alle 19:33 di venerdì 04 marzo 2011.

 A Los Angeles, un database partecipativo per schedare i graffitari

 A Los Angeles, un database partecipativo per schedare i graffitari

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Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992

venerdì, 28 gennaio 2011
listen it it Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992

Bellissimo frammento video che riporta una lezione che Bruno Munari fece all’Università di Venezia nel 1992. Nello specifico, qui si parla della differenza tra la fantasia e l’invenzione, del ruolo della creatività e dell’immaginazione.

“La fantasia permette di pensare a qualcosa che prima non c’era senza nessun limite…anche cose che non sono realizzabili praticamente. L’esempio è quello del drago di San Giorgio… che non esiste ma è fatto con parti di animali esistenti […]

L’invenzione invece produce qualcosa che prima non c’era… ma senza problemi estetici… L’inventore produce un meccanismo e non si preoccupa che sia anche bello, si preoccupa solo che sia perfettamente funzionante […] poi c’è la creatività, che usa sia la fantasia che l’invenzione per produrre qualcosa che prima non c’era ma che sia realizzabile e funzionante.

L’immaginazione permette alle persone di immaginare quello che la fantasia, l’invenzione e la creatività producono.”

Il video è collegato a tutta una serie di altri frammenti che trovate su Youtube, in cui il grande Munari eviscera questi concetti con grande senso pratico.

“Allenare la creatività… si fa con la sperimentazione. La creatività opera nella memoria, come la fantasia e l’invenzione… più dati ci sono e più si possono fare collegamenti […] io mi preoccupo sempre che un giocattolo possa essere manipolato dal bambino, non deve essere solo da guardare”

Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992 é stato pubblicato su artsblog alle 16:19 di giovedì 27 gennaio 2011.

 Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992

 Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992

 Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992  Bruno Munari: fantasia, invenzione, creatività ed immaginazione. Una lezione a Venezia del 1992

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Julieanne Kost mette a disposizione i suoi preset per Lightroom 3

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it Julieanne Kost mette a disposizione i suoi preset per Lightroom 3

6e154 Melablog kost Julieanne Kost mette a disposizione i suoi preset per Lightroom 3

Julieanne Kost, fotografa ed evangelista di Adobe Lightroom, ha messo in linea negli ultimi giorni alcuni presets da lei creati. Questa iniziativa ha preso spunto dalle numerose richieste che le sono arrivate da utenti che chiedono di poter usare i presets che lei ha mostrato numerose volte nelle sue dimostrazioni di Lightroom 3.

Nel blog di Julieanne Kost, troviamo preset relativi a:

Per chi cercasse ulteriori presets distribuiti da altri fotografi o da sviluppatori, Lightroom Exchange potrebbe essere un ottimo punto di partenza per trovare plugin di terze parti per Lightroom.

Julieanne Kost mette a disposizione i suoi preset per Lightroom 3 é stato pubblicato su Melablog.it alle 14:08 di domenica 16 gennaio 2011.

 Julieanne Kost mette a disposizione i suoi preset per Lightroom 3

 Julieanne Kost mette a disposizione i suoi preset per Lightroom 3

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