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domenica, 10 aprile 2011
![Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety 63] 7d720 34 k koester Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety 63]](http://www.nikonclubitalia.com/test/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/7d720_34_k_koester.jpg)
Per questa domenica nucleare vi presento un progetto toccante. Siamo a Pripyat, città vicina a Chernobyl diventata dopo l’esplosione un deserto abbandonato, una città fantasma dove ogni segno di vita, umana è scomparso lasciando il passo ad un silenzio interrotto solo dal vento.
È qui che a 20 anni dal disastro nucleare un gruppo di street artist ritorna per lasciare una traccia, alla memoria e alla speranza. Su iniziativa di Vitali Shkliarou e Sergey Abramchuk, bambini al tempo dell’esplosione, il progetto prende forma: Radiating Places. Nell’ottobre del 2005 7 artisti da Mosca, Minsk e Berlino viaggiano verso l’area radioattiva. Sono Konstatin Danilov, Denis Averyanov, Ivan Malakhov, Kim Köster e Tobias Starke: useranno quei muri come una tavolozza e, ognuno con il proprio stile, con i colori o il bianco e nero, ci dicono che una nuova Chernobyl non deve accadere. I fatti, purtroppo, li smentiscono – ma non smentiscono la follia umana.
Vi lascio con una data: 26 aprile 1986. E con qualche numero: a Chernobyl sono morte 4000 persone per diretta conseguenza dell’esplosione; 5.000.000 di esseri umani vivono in zone ancora contaminate; miliaia sono quelli che ne subiscono ancora gli effetti sul proprio corpo a causa di malfomazioni, tumori, leucemie; il numero di tutti quelle che hanno subito traumi a livello psichico non è calcolabile.
I numeri del Giappone li conosceremo fra 20 anni.
ps: Nuclear Anxiety “- 63″ è il mio conto alla rovescia per il eferendum. Da oggi al 12 giugno mancano sessantatre giorni.
Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety - 63] é stato pubblicato su artsblog alle 08:18 di domenica 10 aprile 2011.
![Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety 63] Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety 63]](http://www.nikonclubitalia.com/test/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/7d720_di)
![Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety 63] Radiating Places: i graffiti di Pripyat a 20 anni dal disastro di Chernobyl [Nuclear Anxiety 63]](http://www.nikonclubitalia.com/test/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/7d720_di)
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giovedì, 24 febbraio 2011
Maxim Iliukhin, Natasha Struchkova, Mike Kosolapov è il trio di artisti russi ideatore di ABC group – Art Business Consulting group.
Fondato nel 2001 a Mosca, ABC group è un’osservazione/ provocazione radicale sul rapidissimo (e immediato) assorbimento degli stili di vista e dei modelli economici occidentali nell’Ex Unione Sovietica. ABC lo fa creando una pseudo-corporate identity e vestendo i panni della nascente upper-middle class moscovita: ad esempio, mentre i loro colleghi scelgono linee di metro, autobus e spazi pubblici, gli eventi della company espongono l’arte in lussuose macchine e gradevoli suite… Nel 2004 il gruppo inizia anche a vendere nella galleria apena creata a mo’ di office i lavori di altri artisti che amano e apprezzano, per tenere fede alla promessa cntenuta el nome (una business company). Ma i cambiamenti sociali ed economici di quella Russia di frontiera corrono veloci e nel 2009 associare la parola “art” a “business” ormai non basta più: il processo si è normalizzato. Con il progetto installativo “Contact”, dello stesso anno, ABC si dota di un vero e proprio ufficio e lo lancia nello spazio, in esplorazione. Un momento di riflessione e di assestamento, sancito simbolicamente in modo molto bello e poetico
Maxim Iliukhin, Natasha Struchkova, Mike Kosolapov continuano a lavorare come artisti e consulenti. Le opere prodotte dal trio come ABC sono del tutto peculiari se comparati ad altri storici esempi di fake corporate identity (uno per tutti gli Yes Men): non c’è un tentativo di infiltrazione, né un tentativo di deuncia esplicita. Il linguaggio delle corporation è usato e ABC accetta commissioni da aziende, senza mai riunciare all’ironia e alla provocazione. Il gruppo flirta, in sintesi, sia con l’apparenza del mondo business, sia con il mondo dell’attivismo, senza identificarsi né con l’uno né con l’altro. Il detournement sta tutto nella capacità trasportare le corporation in contesti completamente incongrui.
ABC ha prodotto altalene proposte come parcheggi per automobili (installazione “No Parking Place”), prototipi di bio-uffici, paricolari uniformi da lavoro e molto altro: aspetto di vedere cosa come si trasformeranno qualdo il loro ufficio ritornerà dallo spazio.
[Video in alto: “Contact”, ABC from the space]
ABC group





ABC, l’Art Business Consulting group di Mosca é stato pubblicato su artsblog alle 17:00 di mercoledì 23 febbraio 2011.


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venerdì, 4 febbraio 2011
In tutto il mondo cresce l’interesse (espositivo e di mercato) per la poster art e per la grafica, soprattutto quando ha rappresentato con forza cambiamenti epocali a livello sociopolitico. Ne è prova una mostra in corso al Moma di New York, Seeing Red: Hungarian Revolutionary Posters, 1919.
Bauhaus, cubismo, costruttivismo… molte nuove correnti che si espandono in Europa influenzano il lavoro di questi artisti. In mostra poster di tre degli autori più importanti della grafica nell’Ungheria rivoluzionaria, Mihaly Biro, Sandor Bortnyik e Bertalan Por, membri attivi del movimento socialista rivoluzionario che culminò nella Repubblica ungherese dei Soviet, durata circa sei mesi nel 1919.
Dopo la restaurazione della monarchia, molti intellettuali, da Budapest trovarono riparo a Vienna, Mosca e Berlino. Il loro tratto, politico, satirico, propagandistico, avrebbe fatto scuola negli anni a venire.
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Al Moma, i poster della Rivoluzione ungherese del 1919 é stato pubblicato su artsblog alle 15:20 di giovedì 03 febbraio 2011.


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sabato, 8 agosto 2009
Da ottobre 2009 per una cifra vicina ai 16.000 euro (15,996 sterline) sarà disponibile la nuova fotocamera digitale medio formato LEICA S2. Attesa da tempo come punto di svolta nell’era della fotografia digitale, arriva l’annuncio ufficiale dalla casa tedesca che scommette su questa medio formato costruita attorno ad un sensore da 37,5 milioni di pixel, più grande del 56% di un 24x26mm (noto come formato pieno). Un intero sistema è stato creato per la S2, nel quale spicca un parco obiettivi che, per ora, comprende il Summarit-S 35mm f/2,5 ASPH, il Summarit-S 70mm f/2,5 ASPH, l’Apo-Macro-Summarit-S 120mm f/2,5 e per finire l’Apo-Tele-Elmar-S 180mm f/3,5. Tutti disponibili anche nella versione CS, vale a dire con otturatore centrale. Il corpo macchina, spendendo ancora qualcosina in più (diciamo 4000 euro), sarà disponibile anche nella versione S2-P caratterizzata dal vetro del monitor allo zaffiro, ma soprattutto coperta dal Platinum Service, un servizio di assistenza di cui si conosceranno maggiori informazioni prossimamente, e la curiosità non manca. Leica, dopo l’apertura dei Leica Store di Berlino, Parigi, Tokyo e Mosca, ha annunciato la prossima inaugurazione del Leica Store di Londra a Burton Place, Mayfair, nei pressi di Old Bond Street zona di gallerie e ristoranti. Il centro ospiterà anche una Leica Akademie ed un S-System studio per il lancio della S2. L’idea è quella di far crescere la fama del brand in Inghilterra, in concomitanza con l’importante lancio del sistema professionale S.
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mercoledì, 12 marzo 2008

Adobe ha recentemente concluso una tournée nella quale Dave Story, Vice Presidente Interactive Design di Adobe, ha presentato alcune nuove tecnologie in fase di sviluppo.
In particolare sono stati presentati alcuni prototipi di PC ad elevatissime prestazioni, in grado di manipolare velocemente immagini di diversi gigapixel, poi dei software capaci di riconoscere i file immagine modificati e, dulcis in fundo, ed e’ di questo che vi parliamo, il prototipo di un lente (lens) con 19 lenti in grado, con un apposito plug-in per Adobe Photoshop ancora in fase di sviluppo, di ottenere immagini in 3D.
Scopo di Adobe e’ che in futuro sia possibile manipolare un immagine in maniera completamente diversa da come si fa oggi:
ad esempio per eliminare uno sfondo non si ricorrera’ più a strumenti del tipo lazo magnetico o gomma magica ma si chiedera’ al software di togliere tutto quello che e’ più lontano di x metri, oppure gli si chiedera’ di sfocare un oggetto alla distanza y e mettere maggiormente a fuoco quello che dista z.
Tutto questo sara’ possibile perche’ ogni punto immagine in realta’ conterra’ molte informazioni aggiuntive ottenute proprio grazie alle 19 lenti di questo lente (lens).
Sicuramente merita un occhiata il video nel quale Dave Story presenta questa tecnologia.
A proposito, avete notato qualche affinita’ concettuale con il post precedente?
Per caso in futuro dovremo abituarci ad lenti strutturati come l’occhio di una mosca?
[via Crave]
Fonte ClickBlog.it
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