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Articoli marcati con tag ‘molti’

Dubbio su 18-200 o 55-200/300. Ho un 18-55

mercoledì, 26 gennaio 2011
listen it it Dubbio su 18 200 o 55 200/300. Ho un 18 55

Ho una Nikon D3100 con un obiettivo 18-55 VrII, questo:Obiettivo 18-55

Mi piacerebbe arrivare ad avere un po’ più di profondità nelle foto, quindi sto pensando di comprare un altro obiettivo. Sono indeciso tra un 18-200 che mi vada a sostituire il 18-55: Questo

Oppure avevo pensato per risparmiare al 18-200
http://www.ilfotoamatore.it/Scheda_Avanzata.asp?art=NI864

Però per 130 euro (riferimento al sito che sto linkando) posso comprare il 55-300.

http://www.ilfotoamatore.it/Scheda_Avanzata.asp?art=NI944
*********************************************************************

La domanda che mi pongo è se fare cambio di obiettivo, per esempio ad un concerto non sia faticoso, e poco conveniente. Se conviene usare un 18-200, pratico e sempre disponibile. Qualora dovessi scegliere tra il 55-200 e il 55-300 cosa mi consigliate?

Ho letto, anche su questo forum, che molti sconsigliano il 55-300, ma da quello che ho capito non perchè poco valido, ma per una questione di fascia di prezzo e di prodotto ( a livello di mercato) inutle, in quando quel gap era coperto dal 70-300.

Praticamente illuminatemi! 75f48 biggrin Dubbio su 18 200 o 55 200/300. Ho un 18 55 Grazie in anticipo a tutti quelli che rispondono.

P.S.
Ho dimenticato di dirvi che questa è la mia prima reflex, e che pensare di avere uno zoom quale un 18-200 è poco da fotografo professionista, poco da reflex e molto da amatore. Io sono un amatore della fotografia, mi piace scattare foto per hobby e senza pretese. Ciauuuuuuuuuuuu!

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‘Dimora Orgettina’ – Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

martedì, 25 gennaio 2011
listen it it Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

ce650 Ansa DimoraOrgettina Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

Ok, non si tratta del lavoro di un artista famoso…ma sicuramente siamo di fronte ad un intervento creativo. A Milano, il residence dove risiedono 14 delle ragazze implicate nel presunto scandalo a luci rosse che coinvolge Silvio Berlusconi, si chiama Dimora Olgettina.

Nottetempo, un simpaticone, armato di nastro adesivo bianco e pennarello nero, ha cambiato il nome in Dimora Orgettina. Molti di coloro che abitano nelle vicinanze, quando si sono accorti della piccola modifica nella cartellonistica stradale, hanno sorriso, dicendo che il nome sembra più appropriato.

Altri condomini invece non sono contenti ed hanno spinto perché le ragazze vengano espulse dai loro appartamenti. In pericolo ci sarebbe il buon nome e il decoro del residence.

Photo via Ansa

‘Dimora Orgettina’ – Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby é stato pubblicato su artsblog alle 13:30 di lunedì 24 gennaio 2011.

 Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

 Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

 Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby  Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

 Dimora Orgettina   Modificato il cartello del residence delle amiche di Ruby

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Vip Art Fair – La prima fiera d’arte online

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it Vip Art Fair   La prima fiera darte online

Ok, il nome non è proprio simpaticissimo. La Vip Art Fair (VIP sta per Viewing in Private) è la prima fiera d’arte contemporanea completamente online. Il suo ideatore, James Cohan, la presenta come una grande ‘parata’ di gallerie da tutto il mondo. Da sabato 22 a domenica 30 gennaio la rete diventa un punto d’accesso privilegiato, non solo per conoscere gli artisti ed informarsi sulle loro quotazioni, ma per comprare direttamente.

Ci sono dunque degli aspetti, come video, possibilità di effettuare ingrandimenti sulle opere ed approfondimenti biografici, che rendono la partecipazione a questa fiera un’esperienza differente. I clienti possono costruire dei percorsi personalizzati con le opere a cui sono maggiormente interessati e condividerli con gli altri.

Nella lista delle gallerie partecipanti, ci sono molti nomi conosciuti, dalla Gagosian alla White Cube, passando per la Galleria Continua di San Gimignano. Le registrazioni sono ancora aperte, se qualcuno di voi partecipa, ci faccia sapere come è andata!

Vip Art Fair – La prima fiera d’arte online é stato pubblicato su artsblog alle 11:29 di venerdì 21 gennaio 2011.

 Vip Art Fair   La prima fiera darte online

 Vip Art Fair   La prima fiera darte online

 Vip Art Fair   La prima fiera darte online  Vip Art Fair   La prima fiera darte online

 Vip Art Fair   La prima fiera darte online

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Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

venerdì, 21 gennaio 2011
listen it it Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

966fc multitouch iphone4 Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

Molti ricorderanno certamente i nuovi gesture multi touch implementate in iOS 4.3 beta per iPad, principalmente perché implicano la sostanziale ridondanza del tasto home. La notizia di oggi è che, nel frattempo, alcuni screenshot pubblicati da BGR dimostrerebbero che Apple stia realmente testando la percorribilità di un approccio simile anche su iPhone 4.

Non si tratta tuttavia della beta inviata agli sviluppatori: stando alle indiscrezioni, ciò che vediamo nell’immagine qui sopra non è altro una build destinata ad uso interno. Alcuni particolari, tuttavia, (prima fra tutti, la dicitura su schermo “Confidential and Proprietary, if found, please contact…” seguita da un numero con prefisso di Cupertino) ne corroborano l’autenticità. Segno che a riguardo, Apple è molto seria.

Va da sé che occorrerà valutare l’eventuale utilità e praticità di gesture a quattro dita su di un dispositivo tanto piccolo, senza contare che Apple stessa ha recentemente negato funzionalità del genere su iOS 4.3. A voler fare le cassandre, si potrebbe ipotizzare che una eventuale scomparsa del tasto home lascerebbe spazio sufficiente nella cornice -e perché no, sulla schiena del telefono- da destinare ai gesture; ma questa, purtroppo, è una mera speculazione; e in ogni caso è difficile ritenere che riguardi questa o la prossima generazione di iPhone.

Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4 é stato pubblicato su Melablog.it alle 12:00 di giovedì 20 gennaio 2011.

 Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

 Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

 Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4  Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

 Apple testa i gesture MultiTouch su iPhone 4

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X-Pire, immagini a tempo determinato

mercoledì, 19 gennaio 2011
listen it it X Pire, immagini a tempo determinato

f63f1 xpire X Pire, immagini a tempo determinatoX-Pire, un’azienda tedesca, ha deciso di introdurre le immagini a tempo determinato per chi non vuole che le proprie foto siano in rete per troppo tempo.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di particolare imbarazzo per foto che avrebbero dovuto essere private, ma sono diventate pubbliche. Soprattutto a causa delle molte reti sociali attraverso cui si condividono queste immagini.

Il funzionamento di X-Pire è molto semplice. Il programma assegna una chiave elettronica ad ogni immagini ed assegna un tempo di scadenza. Se il server rileva che è stata superata questa data blocca la visualizzazione dell’immagine. Ovviamente nessuno può impedire a qualcuno di fare uno screenshot o salvare in altri modi l’immagine finché è ancora visibile.

L’azienda pensa che ci possa essere un business interessante, soprattutto fra quei molti utenti passivi che buttano in rete un sacco di dati personali e poi se ne dimenticano. X-Pire guadagnerà dalle sottoscrizione che possono andare dai 6,99€ per 3 mesi ai 23,99€ all’anno.

Via | X-Pire

X-Pire, immagini a tempo determinato é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di martedì 18 gennaio 2011.

 X Pire, immagini a tempo determinato

 X Pire, immagini a tempo determinato

 X Pire, immagini a tempo determinato  X Pire, immagini a tempo determinato

 X Pire, immagini a tempo determinato

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Fare foto attraverso gli specchi d’acqua con colpix P100

lunedì, 10 gennaio 2011
listen it it Fare foto attraverso gli specchi dacqua con colpix P100

Sono ormai quasi due decadi che occupo il mio tempo libero con la pesca sportiva, a spesso mi capita di vedere cose e posti inimmaginabili.
Sarà che stò invecchiando ma sento il bisogno di rivederle non solo più attraverso il mio ricordo.

Molti paesaggi sottomarini, alcuni anni fà ci erano celati da riververi impressonanti ecodizioni di vario genere che non lasciavano scampo alla libera visuale, ma con l’avvento di occhiali polarizzati di ultima generazione, ci possiamo accorgere che abbaimo acqua tra noi e quello che osserviamo solamente togliendoci detti occhiali.

Qualcuno può spiegarmi se la cosa è possibile anche con le nostre nikon?

Ps
Una cosa fondamentale da specificare, per esigense di auto scatto eseguito molto velocemente ho optato per una macchina relativamente semplice, la ormai celebre COOLPIX P100

non avendo nessun tipo di ghiere, siete a conoscenza di qualcosa che faccia al caso mio che ovviamente, vista la mia ignoranza in materia, trascuro grossolanamente.

grazie in anticipo dell’interessamento

Fonte Notizia

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Fissino da street

martedì, 4 gennaio 2011
listen it it Fissino da street

Salve e buon anno edfde biggrin Fissino da street

Inziamo questo 2011 con uno dei miei topic-riflessione sugli obiettivi edfde tongue Fissino da street

Mesi fa presi il nuovo 35mm 1.8 come fisso “tutto fare” e di qualità da affiancare al flessibile e discreto 18-105 da cui ero partito…

Ora, ad 8 mesi di distanza, devo dire che il 35mm non mi soddisfa completamente… sia a livello di resa (non sempre quella che mi aspetterei… trovo sia un po’ altalenante), sia a volte come lunghezza focale… in alcuni casi, quando la luce non è amichevole, lo monti in strada come tuttofare e non vorresti toglierlo più, trovo sia un po’ troppo lungo… e non sempre hai la possibilità o il tempo di fare quel passetto indietro per inquadrare tutto quello che vorresti.

Visto che negli ultimi mesi la mia allega famigliola di lenti si è allargata, comprendendo tra l’altro anche un vecchio 50mm 1.8 serie E, stavo cominciando a riflettere se non potesse valer la pena dare via il 35mm per sostituirlo con qualcosa di più corto.. non so, un 24 o un 28mm magari…

E’ anche vero però che si tratta di lenti meno luminose di quella che ho attualmente (questa sera ho fatto foto al presepe vivente del mio paese… tenendo f1.8 sono riuscito a scattare in molti casi a 1/50sec, riuscendo a tenere un tempo abbastanza breve da avere foto discretamente ferme nella maggior parte delle situazioni… con un 24 o un 28 è vero che avrei “tempi di sicurezza” più lunghi, ma potendo aprire “solo” fino a 2.8 rischierei in ogni caso di avere problemi sotto questo punto di vista…)

Non so, voi che dite?

Si tratta più che altro di una riflessione a voce alta… non si tratta assolutamente di un acquisto impellente edfde biggrin Fissino da street

Fonte Google News

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Obbiettivo per Nikon D3100

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it Obbiettivo per Nikon D3100

Salve a tutti Nikkoniani,

Ho comprato da poco una Nikon d3100 che monta l’obbiettivo base 18-55 VRII. Ho intenzione di comprare un obbiettivo che mi dia uno zoom maggiore, per fotografare oggetti in lontananza per esempio.
Ora il mio forte dubbio è quale obbiettivo comprare? Ho pensato ad un 18-200 per via della versatilità, così da usare un solo obbiettivo e non dover fare monta e smonta tra il 55-200 e il 18-55. Però il costo del 18-200 è davvero enorme. Inoltre da poco è uscito il 55-300.

Quindi la mia prima domanda è: Meglio il 18-200 o il 55-300. E’ conveniente usare un solo obbiettivo o cambiarli? Mi rivolgo a chi ha più di un obbiettivo (e credo siate in molti:D), per voi è faticoso o perlomeno seccante cambiare obbiettivo? Come vi ci trovate in situazioni quali concerti o altro?

L’altra domanda riguarda le ottiche Nikkor. Diciamo che dopo aver pagato 600 euro per la fotocamera vorrei perlomeno montargli un ottica che mi sfrutti le qualità del corpomacchina. Quindi mi consigliate un Nikkoro posso andare anche sui Sigma o Tamaron per risparmiare? In poche parole per una persona come me che non fa il fotografo di professione ma per hobby la differenza tra il Tamaron il Sigma e il Nikkor è così evidente??

Grazie per le risposte, non vedo l’ora di leggervi!:)

Fonte Google News

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suggerimenti per acquisto obbiettivi a NY

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it suggerimenti per acquisto obbiettivi a NY

ciao a tutti, per capodanno sarò a New York dove vorrei,oltre che fare un sacco di foto, acquistare qualche nuovo obbiettivo x la mia D5000.Premesso che sono alle prime armi e che ho già un 18-105mm f3.5/5.6 oltre al 18-55 di serie, vorrei acquistare qualcosa di più luminoso e magari un bel grandangolo. Ho ancora molti dubbi ma il 17-55mm f2,8 Nikkor mi piaceebbe tanto oppure c’è il 16-50 f2.8 Tokina….. come lo vedete? e magari un nikkor 10,5mm f2,8…..anche se di sicuro sentirei la mancanza di un piccolo zoom…..
mi date qualche suggerimento? anche su dove acquistare a NY, ho visto sul forum che i migliori sono Adorama e 42photo…..altri aiutini???
grazie mille
22f69 rolleyes suggerimenti per acquisto obbiettivi a NY 22f69 rolleyes suggerimenti per acquisto obbiettivi a NY 22f69 rolleyes suggerimenti per acquisto obbiettivi a NY

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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Aviary, ora in HTML5

venerdì, 17 dicembre 2010
listen it it Aviary, ora in HTML5

59b68 500x aviary html5 Aviary, ora in HTML5

Negli ultimi anni sono nati, ed a volte anche morti, molti editor per immagini disponibili online come applicazioni web.

Uno di questi è Aviary di cui vi avevamo già parlato e che continua a migliorare le sue funzionalità. Prima era disponibile solamente in versione flash, ma ora è possibile editare le foto online senza flash grazie alle tecnologie che ruotano dietro a HTML5.

Le funzionalità aumentano e dal sito è anche possibile generare una versione embed per caricare Aviary sul proprio sito, magari per consentire ai propri utenti di effettuare delle modifiche alle immagini. In futuro verranno aggiunte altri strumenti di modifica, la possibilità di utilizzare temi ed anche la distribuzione del codice come open source.

Via | Aviary

Aviary, ora in HTML5 é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di venerdì 17 dicembre 2010.

Fonte Google News

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nissin di866 e p7000

venerdì, 17 dicembre 2010
listen it it nissin di866 e p7000

il nissin di866, splendido e professionale flash è compatibile con la nikon p7000?
ho comperato il nissin per la mia nuova p7000 e …. il flash pare funzionare perfettamente, lo zoom lavora con lo zoom della parabola, ma il lampo non parte.
molti siti vendono il di866 come compatibile con la p7000, mentre il sito nissin non riporta la compatibilità.
c’è qualcuno che mi aiuta a dare una risposta?
grazie

Fonte Google News

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