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Articoli marcati con tag ‘modi’

ColoRotate

sabato, 30 gennaio 2010

pubblicato da Derfy in: Photoshop

ColoRotate è un selettore per colori da usare con Photoshop CS4.

Si tratta di un plugin realizzato appositamente per consentire di esplorare l’itera gamma dei colori nei modi più semplici grazie alla visualizzazione ed alla possibilità di fare una selezione accurata con slider e joystick.

Viene venduto in due versione quella standard a 39$ e quella clound che consente di sincronizzare le palette con su tutti i vostri computer a 49$ all’anno.

Via | PhotographyBlog

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Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

lunedì, 9 novembre 2009

Scatti effettuati con Sony Alpha 330

Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo . Questa piccola e leggera è dotata di un sensore CCD in formato APS-C da 10,2 megapixel, 9 punti di messa a fuoco e di un range ISO che va da 100 a 3200.

Questa stupisce davvero per le sue dimensioni contenute e per la conseguente riprogettazione della sua interfaccia da parte di Sony. Sono infatti spariti i pulsanti sulla sinistra dello schermo (tipici dei precedenti modelli da noi recensiti) e gran parte delle funzioni sono state incorporate da una pulsantiera rotonda che permette di modificare al volo iso, flash, autofocus, le modalità di scatto ( singola, scatto continuo, autoscatto) e i diversi pannelli informativi del display. Molto utile anche il tasto Fn che permette di accedere facilmente ad altre funzioni della come i metodi di misurazione dell’esposizione, il bilanciamento del bianco, gli stili creativi ecc.

Se peso e dimensioni contenute sono un punto a favore di questa lo è decisamente meno la sua ergonomia. Infatti nonostante l’ottimo grip in gomma, l’impugnatura manca di una sagomatura e di una forma che permetta una presa ferma e sicura. Senza contare che, stringendo troppo, si finisce per premere accidentalmente la pulsantiera rotonda. Un’altra cosa che lascia poco convinti è la qualità delle plastiche, anche questa volta decisamente al di sotto delle aspettative.

Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330

Per quanto riguarda i supporti di memoria l’ Alpha 330 è dotata di due slot di memoria, uno per le schede SD e uno per le schede PRO HG Duo di Sony. Un selettore posto nello stesso vano degli slot permette di scegliere quale memoria usare. Sono inoltre presenti una presa Hi-Speed USB 2.0 e mini HDMI video.

La qualità delle è un’altra bella sorpresa di questa . Secondo quanto riportato dai effettuati da PopPhoto la ha ottenuto eccellenti risultati sia nei di fedeltà del colore che in quelli di controllo del rumore fino a 800 ISO. Da 800 ISO in su i risultati, seppur non eccellenti, si mantengono comunque molto alti. Dalle scattate non posso che confermare questa valutazione. L’autofocus è un’altra nota positiva infatti è molto veloce e preciso anche in situazioni di scarsa luminosità o di poco contrasto. Lo schermo della , 2.7 pollici TFT con una risoluzione di 230,400 punti, è molto chiaro e brillante e viene naturale utilizzarlo con la in modalità live view. Lo schermo è solidamente attaccato al corpo macchina tramite una cerniera in metallo. Questa cerniera se da un lato è molto utile e dà un senso di sicurezza notevole, permette di muovere lo schermo soltanto verticalmente, cosa che potrebbe dare fastidio a chi è abituato a schermi più snodati.

Sempre utile e sempre ottimamente funzionale lo SteadyShot interno alla che permette di fare scatti con tempi di posa più lunghi del normale. Strana, quantomeno, la scelta di Sony di non dotare questa della funzione video, che la fa arretrare al confronto con altre competitor dotate invece di tale caratteristica. La vera chicca di questa sta però nei bellissimi menu grafici. Questi menu sono ottimamente disegnati e permettono anche all’utente meno avvezzo al mondo di capire chiaramente a cosa servono le varie funzioni. Ogni programma di scatto (auto, program auto, priorità di tempi, priorità diaframmi, ritratti in notturna, tramonto, sport, macro, paesaggio, ritratto, auto senza flash) viene chiaramente spiegato in poche righe fornendo anche consigli, apparentemente banali ma utili per chi inizia, su come scattare al meglio con quel particolare programma.

La è stata provata con l’obiettivo Sony AF DT 18-55 F3.5-5.6 SAM che si può trovare in kit. Questa lente, pur avendo una qualità costruttiva davvero mediocre (sempre il solito problema delle plastiche) e un motore SAM (Smooth Autofocus Motor) che non rende davvero silenziosa la messa a fuoco, è comunque comoda da usare e dà sostanzialmente pulite, nette e senza distorsioni eccessive, che per un prezzo che si aggira intorno ai 50 € (se non meno) è davvero un’ottima performance. Alla fine della prova posso dire che la si è rivelata piacevole da trasportare data la sua leggerezza e il suo ingombro ridotto, versatile e molto facile da usare. Il prezzo, che si aggira intorno ai 500€ nella sua versione in kit con il 18-55, la rende una adatta a tutti coloro che decidono di fare il grande salto da compatta a e che vogliono farlo divertendosi ed essendo sicuri di comprare una che non sia troppo complicata.


Scatti effettuati con Sony Alpha 330

Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330

Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330

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Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330Scatti effettuati con Sony Alpha 330

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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

lunedì, 9 novembre 2009

Prof.Angelo Meduri

 

    La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche , cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi sono:

  1. Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;
  2. Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;
  3. Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;
  4. Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.

Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’ (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’ ben inquadrata ed esposta. Ogni monta solo obiettivi della stessa marca (come , , Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della , l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.

  1. Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;
  2. Coma,  cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;
  3. Astigmatismo, ossia puntiformi allungate come segmenti;
  4. Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi  delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;
  5. Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;
  6. Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;
  7. Curvatura di campo, ossia formazione dell’ su una superficie curva, invece che sul piano focale.

Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come o ad esempio, minimizzano tali difetti.

Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm.

Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm.

 

   La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della , poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato APS-C.

    Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo.  Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle non è sempre uguale.

    Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.

    Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della , come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo di 35mm.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo di 35mm.

    Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto  diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.

    Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Torre Ruggero con obiettivo di 20mm.

Torre Ruggero con obiettivo di 20mm.

    Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti.  Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.

     Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104°  includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.

    Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

    Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio- al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.

    Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.

    L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.

    Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.

    Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.

    La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.

    Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di  un’ottica professionale di alte prestazioni.

La Luna con 2000mm di focale.

La Luna con 2000mm di focale.

  

  Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle , annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.

    Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.

    Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.

    Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.

    Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.

    Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Stretto di Messina con zoom standard.

Stretto di Messina con zoom standard.

  

  Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.

    Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.

    I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Rosa con obiettivo macro 105mm.

Rosa con obiettivo macro 105mm.

    Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.

    In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere perfette.

    Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento.  Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali , con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.

    In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.

Tabella delle focali.

Campo in gradi Formato 24×36  Formato DX(la focale si moltiplica per 1,5 volte) Formato (1,6 volte)
180° fisheye circ. 8mm 4.5mm 4.5mm
122°  grandangolo 12 8 7.5
114° grandangolo 14 9 8.5
110° grandangolo 15 10 9
180° fisheye diag. 16 10.5 10
104° grandangolo 17 11 10
100° grandangolo 18 12 11
94°  grandangolo 20 13 12.5
84°  grandangolo 24 16 15
75°  grandangolo 28 19 17.5
63°  grandangolo 35 23 22
46°  standard 50 33 31
34°  tele 70 47 44
28°  tele 85 57 53
23°  tele 105 70 66
18°  tele 135 90 84
12°  tele 200 133 125
8°     tele 300 200 187.5
6°     tele 400 267 250
5°     tele 500 333 312.5
4°     tele 600 400 375
3°     tele 800 533 500
2.5° tele 1000 667 625
2°     tele 1200 800 750
1.2° tele 2000 1333 1250
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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

venerdì, 28 agosto 2009
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AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED VR II

sabato, 1 agosto 2009

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Teleobiettivo professionale riprogettato; qualità dell’ straordinaria in qualsiasi condizione di illuminazione


Torino, 30 luglio 2009
presenta il nuovo AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED VR II, contraddistinto da un nuovissimo design ottico in grado di garantire qualità di straordinaria e capacità estese di Riduzione ottica delle Vibrazioni VR.

dichiara che “il design ottico è stato completamente riprogettato per rispondere alle esigenze dei sensori di attuali. Il suo funzionamento migliora, inoltre, quando si utilizzano tempi di posa lunghi ed è stato adattato per fungere da complemento alle più avanzate tecnologie autofocus”.


Migliori riprese in condizioni di luce scarsa
L’AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED VR II presenta la avanzata tecnologia di stabilizzazione ottica di Riduzione Vibrazioni VR II, tale da consentire di scattare con tempi di posa fino a quattro stop* più lunghi rispetto a quanto sarebbe possibile senza tale sistema. Sono disponibili due modalità: “Normale” per gli scatti più comuni e “Attivo” per ridurre al minimo le vibrazioni in caso di scatti effettuati in movimento. Entrambe le modalità garantiscono una maggiore stabilità dell’ nel mirino, consentendo così anche una messa a fuoco e un’inquadratura notevolmente più comode e precise.


Qualità dell’ straordinaria

Il nuovo obiettivo è progettato per garantire la migliore qualità dell’ nella sua categoria, con un’eccellente qualità centro-bordi sulle attuali fotocamere in formato FX. L’esclusivo rivestimento antiriflesso Nano Crystal e le sette lenti in vetro ED, riducono al minimo i riflessi interni e le aberrazioni per garantire nitide, con contrasto elevato, anche nelle condizioni di luce più difficili.

Il nuovo obiettivo presenta tre modi di messa a fuoco: A/M, M/A ed M. Il nuovo selettore A/M consente di impostare la priorità di autofocus anche se l’anello di messa a fuoco viene ruotato durante la ripresa.

Le dimensioni inferiori rispetto alla versione precedente, dovute al nuovo design ottico, non compromettono la robustezza richiesta dai fotografi professionisti. Il corpo in magnesio è completamente sigillato ed in grado di contrastare gli effetti di polvere e umidità, per un utilizzo sicuro in qualsiasi condizione.

* In base ai sulle prestazioni di .


CARATTERISTICHE GENERALI

  • Sistema di stabilizzazione Riduzione Vibrazioni di seconda generazione (VR II), che consente scatti fino a 4 stop più veloci.
  • Nuovo schema ottico caratterizzato da 7 lenti in vetro ED
  • Il rivestimento Nano Crystal Coat riduce al minimo i riflessi interni e le aberrazioni.
  • Motore Silent Wave (SWM) per un funzionamento dell’autofocus rapido e straordinariamente silenzioso.
  • Tre modi di messa a fuoco: M, M/A, A/M.
  • Diaframma a nove lamelle (arrotondate) per un bokeh (effetto sfocato) naturale.
  • Distanza minima di messa a fuoco: 1,4 m in tutta l’escursione dello zoom.
  • Corpo in magnesio di elevata qualità.
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Nikon D300s: evoluzione della perfezione

sabato, 1 agosto 2009

La nuova top di gamma DX offre un’ampia schiera di nuove opportunità creative

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Torino, 30 luglio 2009
è lieta di presentare la D300s, la in grado di ampliare in maniera significativa le possibilità creative di tutti i fotografi.

dichiara che “la D300s, con sensore CMOS da 12,3 megapixel in formato DX, è stata progettata pensando anche alla nuova generazione di image maker creativi che desiderano combinare la possibilità di realizzare foto straordinarie con il potenziale creativo dell’acquisizione video”. Il formato DX con i relativi vantaggi derivanti dal più ristretto angolo di campo equivalente, le dimensioni compatte del corpo camera e l’ottimo rapporto qualità/prezzo rendono la nuova top di gamma formato DX la scelta ideale per tutti coloro che vogliono portare la “propria” ad un livello superiore”.


Acquisizione e editing di filmati HD con audio stereo

D300s amplia notevolmente le funzioni di acquisizione video DSLR grazie all’aggiunta di un ingresso audio stereo esterno ed alle funzioni di autofocus e di “editing” dei filmati direttamente “on camera”. Il supporto del microfono stereo esterno conferisce un maggiore realismo ai suoni durante la ripresa di filmati e il nuovo pulsante Live View dedicato, semplifica ulteriormente il passaggio da foto a filmati e viceversa.

Per effettuare l’editing dei filmati direttamente “on camera”, è sufficiente selezionare i punti di inizio e fine durante la riproduzione, e la penserà ad effettuare la modifica. Inoltre, la nuova interfaccia HDMI di tipo C consente di apportare le modifiche anche visualizzando foto e filmati su un monitor o televisore HD.


Supporti di memorizzazione a doppio slot

Per la prima volta in questa serie di fotocamere, D300s consente di scegliere fra due supporti di memorizzazione standard, CF (Compact Flash™) e SD (Secure Digital™), con la possibilità di gestire le relative opzioni di memorizzazione.
Ad esempio, è possibile memorizzare le foto nella CF card ed i filmati nella SD.cb7160f7350d4c845fb8bf65db260e29 Nikon D300s: evoluzione della perfezione


Riprese rapide e di qualità eccellente

D300s è in grado di acquisire all’incredibile velocità di 7 fotogrammi al secondo, senza necessità di battery pack aggiuntivi. Il battery pack MB-D10 opzionale consente di raggiungere la velocità di 8fps e di ottenere una migliore ergonomia di scatto verticale.
Questa incorpora le avanzatissime tecnologie imaging della D300, come il sistema di riconoscimento scena con misurazione esposimetrica dei colori RGB e le eccellenti prestazioni di autofocus, garantite dal sistema Multi-CAM3500 a 51 punti, che consentono una accurata messa a fuoco, una precisa esposizione automatica ed un ottimo controllo del bilanciamento del bianco. Il sistema di elaborazione Expeed, permette di realizzare eccezionalmente dettagliate, contraddistinte da colori vividi, tonalità uniformi nella resa dell’incarnato e da una riduzione al minimo dei disturbi. Tutto ciò, insieme alla flessibilità dell’esclusivo sistema di controllo Picture Control, che garantisce la massima flessibilità di controllo.


Ergonomia e controlli intuitivi

Il corpo camera, sviluppato sul modello D300 ed apprezzatissimo da professionisti e fotoamatori evoluti, adotta lo stesso multi-selettore della serie , che include un pulsante centrale anche impiegabile per l’avvio e interruzione dei filmati. D300s dispone inoltre della modalità scatto silenzioso, in grado di ridurre il suono prodotto dall’abbassamento dello specchio della durante la ripresa.
Il pulsante Info semplifica la visualizzazione e i collegamenti delle impostazioni comuni mentre il diffusore incorporato del flash a sollevamento automatico garantisce un campo di illuminazione impiegabile fino ad angoli di campo di focali pari a 16 mm.

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Fotolia lancia l’Abbonamento Premium

martedì, 14 luglio 2009

Per la prima volta incluse in altissima risoluzione, vettoriali e video

 

fotolia_premium

ROMA, 10 luglio 2009 – Fotolia, storica agenzia di distribuzione di e video di qualità professionale a basso costo, presenta l’Abbonamento Premium, che completa le offerte in abbonamento includendo le alla massima risoluzione possibile (fino al formato XXXL ed oltre 30 Mpixel), i files vettoriali e i video.

Le numerose richieste provenienti da grande editoria, agenzie, designer e case di produzione video sono finalmente state accolte con l’offerta Premium, che a partire da soli 249€ al mese consente di scaricare alla massima risoluzione presente in catalogo con un costo singolo equivalente a partire da 0.23€ per le , 0.69€ per i files vettoriali e 2.30€ per i video.

fotolia_premium_2L’Abbonamento Premium prevede le stesse condizioni di grande flessibilità di quelli Standard, permettendo di personalizzare durata (da un mese ad un anno), numero di utenti in sub account (da uno ad infiniti) e quota file desiderata (25-250 al giorno) secondo le esigenze.

Lisa Sallusto, manager Fotolia per l’Italia dichiara: “Se finora i professionisti erano a volte costretti a rinunciare alla comodità e convenienza degli abbonamenti perché avevano necessità di vettoriali o in risoluzione più alta per le loro creatività, li abbiamo ancora una volta accontentati: l’Abbonamento Premium Fotolia rappresenta infatti la grande libertà di scaricare ogni tipologia di file a prezzi imbattibili!”.

 

Fotolia

fotolia_logoFotolia, con filiali in undici paesi e siti in dieci lingue, è la maggiore agenzia mondiale di in microstock.

Lanciata nel novembre 2005, Fotolia è una comunità globale di oltre 1.200.000 utenti, animata da professionisti dell’, fotografi, videomaker e designer di talento, con un database di oltre 6.000.000 di e video disponibili in alta risoluzione con licenza royalty free, destinate all’uso professionale in pubblicità, grafica, editoria, video e telefonia, Web e , comunicazione aziendale, decorazioni e gadgets, a prezzi imbattibili (a partire da 0,14€). Con l’offerta Stock Video Fotolia continua a espandersi in nuovi mercati, per soddisfare le esigenze delle case di produzione ed emittenti televisive di tutto il mondo anche nell’ambito del materiale di archivio generico, proponendo un’alternativa di alta qualità e basso costo rispetto alle tradizionali banche di filmati, mentre l’ampia proposta di API evolute e gratuite consente una facile integrazione del catalogo Fotolia in qualunque applicazione commerciale innovativa.

Per maggiori informazioni e accedere ai servizi, visitate www.fotolia.it.

 

Contatti Fotolia Italia

tel. 06-916.501.625

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Catapult, amplica la gestione dei raw di Aperture

venerdì, 3 luglio 2009

pubblicato da Derfy in: Software

1ed1bd5be0f49082343730f907853c50 Catapult, amplica la gestione dei raw di Aperture

Brushed Pixel Software ha rilasciato Catapult un plugin per Apple Aperture.

Questo software consente di integrare all’interno di aperture Adobe Camera Raw o Capture automatizzando il lavoro di esportazione dei file e della successiva importazione dei file convertiti in jpeg o tiff.

Per supportare la modifica non distruttiva dei dati supporta l’archiviazione del file xmp prodotto da Adobe Camera Raw o dal file delle impostazioni di Capture. Il programma è disponibile in versione demo o in versione completa al prezzo di 49$.

Via | PhotographyBlog

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Portrait Professional 9

domenica, 7 giugno 2009

pubblicato da Derfy in: Software

fdf0fed200a462bbcef851592042abf2 Portrait Professional 9

Anthropics ha rilasciato una nuova versione di Portrait Professional 9, un software che semplifica il miglioramento estetico dei visi.

Per ogni ritratto fornito il programma consente di migliorare ogni singolo aspetto, come eliminare il doppio mento, allargare o stringere le labbra, eliminare rughe o imperfezioni della palle e persino modificare la forma del viso.

Sono disponibili più di 100 controlli che consentono di lavorare in maniera intuitiva e rapida. Viene venduto in due versioni Standard e Studio al prezzo, rispettivamente, di 66$ e 100$.

Via | PortraitProfessional

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Ritratti con due luci

domenica, 7 giugno 2009

pubblicato da Derfy in: Tecniche

b6fc83c95b033356f3c6779db0f15c5d Ritratti con due luci

I ritratti si possono realizzare in molti modi per valorizzare meglio il soggetto fotografato.

David Hobb sta cercando di esplorare i vari tipi di illuminazione che si possono utilizzare quando si hanno a disposizione solamente due luci. Le variazioni comprendono l’uso di vari modificatori per la luce come snoot, softbox oppure ring flash come l’Orbis.

Una buona fonte d’ispirazione per chi voglia cercare nuove ispirazioni per i propri ritratti e non disponga di molte luci. Parte 1, 2 e 3.

Via | Strobist

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