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simulator

mercoledì, 22 dicembre 2010
listen it it simulator

icon biggrin simulator scusate ma da quanto tempo ce il simulatore di obbiettivi nikon sul loro sito?
boia l’ho scoperto stamani è troppo forte ti permette di valutare miglio il prossimo aquiato è troppo una figata? lascio il link per chi non lo sapesse:
http://www.nikon.it/it_IT/product/nikkor-lenses/simulator

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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mc mto-11ca con nikon d60

lunedì, 22 novembre 2010
listen it it mc mto 11ca con nikon d60

Ciao ragazzi,da ieri ho a disposizione un catadiotrico uguale a questo:

http://forum.mflenses.com/sold-mc-mto-11ca…new-t29234.html

che non so neppure che tipo di funzionalità e caratteristiche abbia,lo usava mio zio molti anni fà, abbinato con una zenit ttl, volevo sapere se è possibile trovare,se esistono e se e fattibile, dei addattatori per la mia nikon d60? Grazie mille!!!

Fonte Google News

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Fisheye

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Fisheye

Dunque, innanziatutto buona sera a tutti. Sono (ovviamente trovandomi qui) appassionata di fotografia, ma non conoscendo bene particolari tecniche o modalità d’uso ho optato ormai da un annetto per una Nikon D3000. Fin qui tutto perfetto se non fosse che da un po’ di tempo a questa parte mi è venuta la malsana idea di provare un fisheye. Mi sono sommariamente informata e ho scoperto che attualmente per ottenere un effetto fisheye direttamente e non tramite manipolazioni successive (tipo con photoshop ecc.) l’unico modo è acquistare un obiettivo da parecchie decine di euro. Non essendo a disposizione di tali somme ho rinunciato. Ultimamente però ho scoperto dell’esistenza di un Fisheye 20 mm Diana Lens della Lomo con relativo adattatore per Nikon a un prezzo decisamente più accessibile ed ho pensato di provarlo. Il problema adesso è che, tale obiettivo, montato sulla mia Nikon non dà i risultati sperati. Ho letto di alcune discussioni riguardanti la variazione dell’angolo di campo in relazione a diversi formati di sensore ecc.. ma detto sinceramente non è che ci abbia capito granchè…Qualcuno può chiarirmi questa situazione e magari spiegarmi come fare a migliorare la resa fotografica con quest’obiettivo che, ne sono consapevole, già di suo non deve essere il massimo. Grazie in anticipo per l’aiuto eca6d biggrin Fisheye

Dimenticavo..la macchina mi permette lo scatto col nuovo obiettivo soltanto in modalità manuale. Inoltre mi inabilita all’uso del flash con il seguente messaggio: “Flash in modo TTL. scegliere un’altra impostazione oppure usare un obiettivo CPU.”
O.O AIUTO.

Fonte Google News

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Flickriver Lens Explorer

martedì, 16 novembre 2010
listen it it Flickriver Lens Explorer

2d79e flickriver Flickriver Lens Explorer

Flickriver è un sito che vi avevamo già presentato un anno fa, molto interessante per esplorare l’enorme oceano delle foto su Flickr.

Rispetto alla vecchia versione è stata aggiunta la possibilità di effettuare ricerche di foto scattate con un ben determinato obiettivo: Flickriver Lens Explorer. Tutto quel che dovete fare è scegliere marca e modello, poi non vi resterà che scorrere il lunghissimo fiume di foto trovate.

Un modo pratico e veloce per trovare molte immagini realizzati con uno dei potenziali prossimi acquisti.

Via | PetaPixel

Flickriver Lens Explorer é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 09 novembre 2010.

Fonte Google News

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5 cose che non sapevate di Nikon

martedì, 20 luglio 2010
listen it it 5 cose che non sapevate di Nikon

eccbc 2299501806 276c416a83 5 cose che non sapevate di Nikon

1. Prima del 1988 il nome dell’azienda non era Nikon.
Prima del 1988 il nome dell’azienda era Nippon Kogaku K.K. Qualcuno pensa che il nome sia cambiato prima, ma la transizione ufficiale è avvenuta solo il 1° aprile 1988 anche se il trademark Nikon era utilizzato a partire dalla metà degli anni ‘40.

La leggenda narra che tutto fu deciso quando l’allora presidente Shigetada Fukuoka si incontrò con il presidente della repubblica primo ministro francese Jacques Chirac. Quest’ultimo sentendo il nome Nippon Kogaku Kogyo rimase un po’ perplesso e solo quando Fukuoka pronunciò la parola Nikon il presidente capì chi aveva di fronte.

2. Nikon creò la prima fotocamera nel 1948
L’azienda fu fondata dall’unione di 3 aziende che si occupavano di ottiche nel 1917, ma la prima fotocamera arrivò solo nel 1948. Fino ad allora vennero prodotti solo obiettivo sotto il marchio Nikkor, binocoli e microscopi.

Il primo modello, Nikon I, fu prodotto troppo velocemente per soddisfare la domanda e la solidità del prodotto ne subì le conseguenze. I modelli successivi corressero queste problematiche.

3. Nikon produsse obiettivi per Canon
Le prime fotocamere Canon erano dei cloni delle Leica, ma l’azienda non aveva ancora esperienza nella produzione di obiettivi.

Quando lanciarono sul mercato la rangefinder Hansa contattarono la Nippon Kogaku Kogyo, un affidabile azienda di obiettivi. La Hansa venne venduta con un Nikkor 50mm f/3.5 lens.

4. La Nikon F al momento del lancio costava 3 stipendi mensili
Nonostante i prezzi attuali possano sembrare alti al momento del lancio la Nikon F, la prima reflex Nikon, costava 67.000 Yen, 3 stipendi mensili di un impiegato governativo all’epoca. Riuscirono a venderne oltre un milione in 15 anni.

La baionetta F è ancora utilizzata oggi nelle reflex dell’azienda. Un attacco rivoluzionario rispetto alle dimensioni delle telemetro in commercio all’epoca.

5. La prima reflex digitale è stata sviluppata in 2 anni
La Nikon D1 è stata sviluppata in soli due anni di lavoro.

Il presidente Nikon nel 1997 chiede ai suoi ingegneri di realizzare una reflex digitale. Questi risposero che sarebbero serviti probabilmente 4 anni di lavoro, ma sicuramente almeno 3. Ne vennero concessi solo due. Nel 1999 venne presentata la Nikon D1 che nonostante il prezzo di 5.500$ vendette oltre 100.000 corpi macchina in un solo anno.

Foto | Joe Shlabotnik
Via | NikonHQ

5 cose che non sapevate di Nikon é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 19 luglio 2010.

Fonte Google News

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LensFolder, album condivisi

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it LensFolder, album condivisi

718e1 lensFolder550x376 LensFolder, album condivisi

Le foto delle vacanze, delle uscite, degli eventi familiari o di lavoro sono sempre importanti, ma c’è sempre il problema della condivisione di queste foto.

Spesso non è facile o ci vuole molto tempo per riuscire ad ottenere le foto da tutti i partecipanti. LensFolder è un nuovo sito che offre un sistema per cambiare le cose.

Chiunque può creare una cartella sul sito dove amici, colleghi o parenti possono caricare le foto foto scattate in occasione del medesimo evento e facilitare così la condivisione del materiale per tutti. LensFolder è gratuito.

Via | PhotographyBlog

LensFolder, album condivisi é stato pubblicato su clickblog alle 13:59 di giovedì 17 giugno 2010.

Fonte Google News

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Lens Sample Photo Archive per micro quattro terzi

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it Lens Sample Photo Archive per micro quattro terzi

9d063 panasonic gh1 02 Lens Sample Photo Archive per micro quattro terzi

E-P1.net è una delle risorse per chi è interessato al sistema micro quattro terzi.

Sul sito oltre al forum è presente un’interessante raccolta di scatti effettuati utilizzando un gran varietà di obiettivi diversi su corpi macchina micro quattro terzi.

Potete navigare all’interno del Lens Sample Photo Archive per vedere come uno dei vostri obiettivi funzionerebbe su una di queste fotocamere senza specchio, oppure saltare direttamente all’indice che trovate anche dopo il salto.

Olympus Micro Four Thirds

M.Zuiko 17mm f/2.8
M.Zuiko 14-42mm f/3.5-5.6
M.Zuiko Digital ED 9-18mm f/4.0-5.6

Panasonic Micro Four Thirds

Panasonic Lumix G 14-45mm f/3.5-5.6 MEGA O.I.S.
Panasonic Lumix 20mm f/1.7
Panasonic Lumix 14-140mm f/3.5-5.6
Panasonic Lumix 45mm f/2.8 MACRO
Panasonic Lumix G 7-14mm f/4
Panasonic Lumix G Vario 45-200mm f/4-5.6

Olympus Four Thirds

Olympus Zuiko 70-300mm
Olympus 50mm f/2 Macro
Olympus DZ 50-200 f/2.8-3.5
Olympus DZ 35mm f/3.5 Macro
Olympus DZ 40-150mm f/4-5.6

Olympus OM

Olympus OM 55mm f/1.2
Olympus OM Auto S 50mm f/1.8
Olympus OM 50mm f/1.4
Olympus OM 135mm f/3.5

Olympus PEN

PEN F G Zuiko Auto S 40mm f/1.4
PEN F G Zuiko Auto S 38mm f/1.8

Carl Zeiss

Carl Zeiss Jena 50mm f/1.8
Carl Zeiss Jena Sonnar 135mm f/4 (Exacta Mount)
Zeiss ZM 25mm f/2.8
Zeiss Jena 29mm f/2.8 (M42 Mount)
Carl Zeiss 50mm Pancolar (M42 Mount)
Zeiss Planar 85mm f/1.4
Carl Zeiss Jena 80mm f/2.8 MC Biometar

Leitz

Leitz Summilux 50mm f/1.4 Pre-ASPH
Leitz 90mm Elmarit M f/2.8
Leitz Summitar 50mm f/2
Leitz Summicron 50mm f/2 “Rigid”
Leitz Summicron 35mm I (8-elements)
Leitz Summilux M 50mm f/1.4 (With Leitz Oufro Extension Tube)

Leica

Leica Summicron 50mm f/2 Pre ASPH
Leica Summicron 35mm And 50mm
Leica Summicron C 40mm f/2

Canon

Canon Serenar 35mm f/2.8
Canon TV 16-100mm f/1.9
Canon 50mm f/1.8 LTM

Voigtlander

Voigtlander Nokton 50mm f/1.1
Voigtlander Ultra Wide-Heliar 12mm f/5.6 Aspherical
Voigtlander Heliar 75mm f/2.5
Voigtlander 15mm f/4.5 Super Wide Heliar
Voigtlander Color Skopar 21mm f/4 MC
Voigtlander Nokton 40mm f/1.4

Mamiya/Sekor

Mamiya/Sekor Auto 50mm f/2
Mamiya/Sekor Auto 28mm f/2.8

Nikkor

Nikkor 80-200mm f/4 AI-S
Nippon Kogaku 5cm f/2
Nikkor 50mm f/1.8

Minolta

Minolta Rokkor PG 50mm f/1.4
Minolta M Rokkor 90mm f/4 (A CLE)

Konica

Konica Hexanon AR 50mm f/1.4 (AR mount)
Konica Hexanon AR 40mm f/1.8 (AR Mount)
Konica Hexanon AR 57mm f/1.2 (AR mount)
Konica AR Hexanon 50mm f/1.7

Industar

Industar 50 50mm f/3.5
Industar 69 f/2.8 28mm Pancake
Industar 26M 52mm f/2.8 (LTM/L39 mount)

Pentax

Pentax 25mm f/1.4 CCTV

Exakta

Exacta Lenses

Makinon

Makinon 28mm f/2.8 (OM Mount)

Cosina

Cosinon Auto 50mm f/1.8 (M42 Mount)

Contax

Contax Zeiss (CY mount) 135mm f/2.8
Contax Zeiss 85mm f/1.4 (With Contax CY Extension Tube 16)

Vivitar

Vivitar (Komine) 200mm f/3.5

Helios

Helios 44 2 58mm f/2 (M42 mount)

CCTV Lenses

CCTV 25mm f/1.4 (C Mount)
CCTV lens (Fujian China) 35mm f/1.7 (C-mount)

Jupiter

Jupiter 9 85mm f/2
Jupiter 8 50mm f/2

Other Lenses

Color Minotar 35mm f/2.8
M.U.K. Extension Tubes
Chiyoko Super Rokkor 45mm f/2.8
FishEye Lenses
Wollensak 13mm f/1.2 Raptar Wide Angle
Mir 37B (OM Mount)
Angennieux 135mm f/3.5
Bell and Howell Lumax 1″ f/1.9
Russian Telenar 200mm
FED 10 50mm f/3.5
Heliar 15mm f/4.5
Auto Revuenon 135mm f/2.8 (M42 Mount)
Cosmicar 12.5mm f/1.9

Via | EP1

Lens Sample Photo Archive per micro quattro terzi é stato pubblicato su clickblog alle 15:00 di domenica 13 giugno 2010.

Fonte Google News

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Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

sabato, 17 aprile 2010
listen it it Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

7c910 pscs5313x400 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5Sigma ha annunciato che ha stipulato una collaborazione Adobe.

Tutti gli obiettivi di Sigma saranno, quindi, compatibili con la funzionalità “Lens Correction” di Photoshop CS5 e la sua versione Extended. Quando viene utilizzata le aberrazioni cromatiche e le distorsioni vengono corrette automaticamente in base all’obiettivo utilizzato.

Potete capire come funziona insieme a tutte le altre novità del nuovo Photoshop guardando la video presentazione.

Via | PhotographyBlog

 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5  Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

Fonte ClickBlog.it

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Tappi Don Zeck disponibili anche per Nikon

lunedì, 21 dicembre 2009
listen it it Tappi Don Zeck disponibili anche per Nikon

pubblicato da Derfy in: Accessori

Photo1 Tappi Don Zeck disponibili anche per Nikon

I tappi Don Zeck sono realizzati appositamente per i teleobiettivi e fino a ieri erano disponibili solo per Canon.

Ora si possono acquistare anche per i seguenti teleobiettivi Nikkor: 200mm F2.0 VR, 300mm F2.8 VR, 300mm F2.8 AF-S, 400mm F2.8 VR, 400mm F2.8 AF-S, 500mm F4 VF, 500mm F4 AF-S, 600mm F4 VR e 200-400mm F4 VR.

Il tappo si aggancia grazie a 6 piccoli gommini posti all’interno e la maniglia è a scomparsa per non dare fastidio durante il trasporto. Viene venduto a circa 38€ con garanzia a vita e clausola 30 giorni soddisfatti o rimborsati.

Via | DonZeckLensCap

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Nikon sta lavorando su molti obiettivi?

lunedì, 10 agosto 2009
listen it it Nikon sta lavorando su molti obiettivi?

pubblicato: lunedì 10 agosto 2009 da Derfy in: Obiettivi Nikon Rumors Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Nikon, avvistati altri brevetti

sabato, 8 agosto 2009
listen it it Nikon, avvistati altri brevetti

pubblicato da Derfy in: Nikon

66cc09bb03d10259053dbe5f604cb7cd Nikon, avvistati altri brevetti

Sono stati avvistati altri brevetti registrati negli ultimi mesi da Nikon. Nonostante un brevetto non corrisponda automaticamente ad un prodotto finito, può dare qualche indicazione sullo sviluppo interno dell’azienda.

Tra i brevetti recentemente pubblicati uno è relativo alla costruzione di un obiettivo 24mm f/1,4 per il formato fx ed un altro sempre per obiettivi grandangolari.

Un brevetto interessante è relativo ad una fotocamera ad obiettivi intercambiabili senza specchio con un dispositivo che impedisce alla polvere di entrare quando si toglie l’obiettivo. Una dimostrazione che l’azienda ha preso in considerazione le idee proposte dal micro quattro terzi.

Via | NikonRumors

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