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Articoli marcati con tag ‘lavoro’

18° Contest Fotografico SonyAlpha – vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze…

giovedì, 3 novembre 2011
listen it it 18° Contest Fotografico SonyAlpha   vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze...

photocontest 18° Contest Fotografico SonyAlpha   vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze...

 

il tema:
…Meritate Vacanze..
Premiazione Vincitore
Vince: STREGHETTA

 

gallery 34721 21 195186 18° Contest Fotografico SonyAlpha   vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze...

FOTO N° 1343 AUTORE: STREGHETTA TITOLO:OLO: BREGENZ 1° vincitore
link foto: http://www.domiad.it/forum/Bregenz-image9464.html
La composizione non solo rispecchia i canoni classici, ma ne esalta
gli spazi, le dimensioni, le proporzioni. La scelta del taglio orizzontale
è quanto mai efficace, aggiunge serenità alla lettura. Il momento delle luci
è pensato, studiato, atteso, certo fortuito, ma sfruttato ad arte.
La dolcezza che emana trasporta l’osservatore accanto alla fotografa,
ne cattura l’in emozione.
VOTI: 9 in tecnica & 9 in emozione

FOTO N°2 AUTORE: GINOPORTICI TITOLO: MERITATE VACANZE 6°
link foto: http://www.domiad.it/forum/Meritate-vacanze-image9640.html
L’immagine rispecchia appieno il tema. Il rilassamento totale, il riposo
agognato, desiderato, meritato. La composizione rispecchia i canoni classici, il primo piano mette in evidenza il soggetto, i rimanenti piani di lettura inseriscono l’osservatore nel contesto in cui la scena si svolge.
VOTI: 4 in tecnica & 4 in emozione

FOTO N°11 AUTORE: ICEKILL TITOLO: DRITTI VERSO LA VACANZA 5°
link foto: http://www.domiad.it/forum/Dritti-verso-la…-image9630.html
La costruzione curata mette in relazione l’immagine con il TITOLO:olo in modo
Inequivocabile. Efficace il messaggio, una direzione certa, la vacanza,
che comunque non si incontrerà mai con l’altro aspetto contingente della vacanza stessa, ossia il lavoro. Una chiave di lettura non immediata ma proprio per questo più costruttiva.
VOTI: 6 in tecnica & 5 in emozione

FOTO N°32 AUTORE: MARKDIDXO TITOLO: LA FINESTRA SUL PASSATO 4°
link foto: http://www.domiad.it/forum/la-finestra-sul…-image9605.html
Benché il TITOLO:olo non rispecchi l’immagine, la freschezza del paesaggio
la sua solarità, riportano in un istante alla vacanza. I cromatismi delicati
riconducono alla serenità che nella vacanza è tanto desiderata.
La composizione schematica, rende immediata la lettura quindi più gradevole l’osservazione.
VOTI: 6 in tecnica & 7 in emozione

FOTO N°54 AUTORE: PUPAXX33 TITOLO: FERRAGOSTO AFFOLLATO 3°
link foto: http://www.domiad.it/forum/ferragosto-affo…-image9571.html
La scelta del TITOLO:olo in relazione all’immagine è quanto mai spiritosa quindi
mette di buon umore. La solitudine, la pace, il silenzio, sono le caratteristiche prime di una vacanza che rigenera. La composizione
rispecchia i canoni classici. I cromatismi ed il taglio verticale facilitano
la lettura e la comprensione dell’immagine.
VOTI: 7 in tecnica & 8 in emozione

FOTO N° 75 AUTORE: REA TITOLO: UN ANNO DI ATTESA 2°
link foto: http://www.domiad.it/forum/anno-di-attesa-image9540.html
Delicata ed al contempo dolce, l’immagine riconduce alla vacanza per
Antonomasia, il riposo, cullati dal dolce far niente in un contesto
tranquillo che predisponga il nostro animo alla riflessione.
La composizione conduce l’osservatore per mano e lo costringe alla lettura
parziale e più efficace che l’AUTORE:ore ritiene fondamentale per la
comprensione.
VOTI: 7 in tecnica & 9 in emozione

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Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

765f4 ve1.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

Iniziamo la settimana con una densa intervista a Eleonora Oreggia, aka xname.

Forse qualcuno di voi si ricorda di lei e del lavoro che abbiamo conosciuto circa un anno fa, Virtual Entity. Lo spunto iniziale dell’intervista nasce ancora da lì: a marzo, nel corso della mostra “Remix the World! Reinvent Reality” opitata dalla Furtherfield Gallery (Londra), Virtual Entity è stata presentata per la prima volta sotto forma di un’installazione, ma sono tante le novità strutturali aportate al progetto, da una web app fino all’ifovisualizzazione delle diverse sostanze che compongono la Ve. Per questo ho chiesto a Eleonora raccontarcele.

Il nostro dialoo online è proseguito toccando due nuovi progetti che Eleonora ha appena concluso: “Noise_Objects”, frutto di una residenza artistica presso Acess Space (Sheffield) e “FlavourCollider”, realizzato in collaborazione con l’artista ed ipnotista ispano-britannico Marcos Lutyens e presentato per la prima volta al Festival Future Everything (Manchester).

Come avete notato, tanta Inghilterra. Eleonora si è infatti trasferita a Londra dove attualmene vive e lavora. L’ultima domanda, quasi inevitabile, riguarda la questa “migrazione” e la possibilità concreta di portare avanti i suoi progetti qui in Italia. La cosidetta “fuga di cervelli” è fenomeno cronico e ben codificato della penisola su cui vale sempre la pena riflettere e soffermarsi, e ringrazio Eleonora per avermi risposto preferendo a facili retoriche il racconto della sua esperienza diretta.

Buona lettura.

Eleonora Oreggia: Virtual Entity & Noise_Objects
765f4 thn ve1.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn database of souls.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve3.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve2.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

- Ho pubblicato una tua intervista il 15 febbraio 2010. A distanza di poco piu’ di un anno eccoci di nuovo a parlare della tua Ve (Virtual Entity). Il progetto continua e se non sbaglio è la prima volta che lo presenti sotto forma di installazione. Prima di tutto: ci racconti l’installazione?

L’installazione è organizzata in forma di trittico: al centro, proiettata sul pavimento, SOUL, l’applicazione a linea di comando che permette di creare anime di files in rete o in locale. A destra la visualizzazione del database di anime in tempo reale realizzata in Fluxus (live coding software) da Gabor Papp, programmatore e artista Ungherese. A sinistra la prima versione di SOULS, la web application utilizzabile direttamente dal browser, scritta da Antonios Galanopoulos.

Tre immagini accompagnano il lavoro: il poster centrale, di maggiore dimensione rispetto agli altri, rappresenta un testo costruito combinando caratteri presi da una rivista inglese degli anni ‘50 (objet trouvé) che, ricordando una lettera minatoria in stile Sex Pistols, invita il visitatore a creare l’anima di un file.

A destra la Cosmogonia raffigura una similitudine tra la fisica Aristotelica, che descrive il mondo sublunare come costituito da cerchi concentrici con al centro l’elemento più pesante ed alla periferia quello più leggero, e il mondo digitale, cosicché le sostanze della rete (testo, suono, immagine, video) sono poste in relazione di similitudine e specularità con i quattro elementi fuoco, aria, acqua, terra. Il software e’ invece paragonato all’Etere, il quinto elemento, quello leggero, divino ed immutabile, capace di creare, distruggere e ricombinare tutte le altre sostanze.

A sinistra le relazioni tra anima, aura, metadata ed entità sono simboleggiate tramite la rielaborazione di un’immagine che rappresenta i legami chimici di una molecola.
http://virtualentity.org

- Web app e infovisualizzazione: sono altre due novità che hai sperimentato nella mostra. Ce le descrivi?

La Web App utilizza Django, un framework in Python per lo sviluppo di applicazioni web, ed e’ la versione ‘user-friendly’ dell’applicazione a linea di comando.

La visualizzazione raffigura invece un universo parallelo a tre dimensioni in cui sfere di colore e dimensioni diverse rappresentano le anime delle varie sostanze: le sfere bianche sono anime di testo, quelle rosse rappresentano il video, le blu il suono, e quelle lilla le immagini. Le sfere più luminose sono quelle che hanno molti alias, ovvero quelle il cui file esiste in diversi formati (es, .mov, .ogg e .mp4 per il video).

La dimensione delle sfere indica il numero di relazioni genetiche: un’enorme sfera è un po’ come un vecchio e grasso nonno dalla progenie numerosa.

Lo spazio trasparente attorno all’anima rappresenta invece l’aura che può anch’essa crescere smisuratamente a seconda di quante annotazioni vi vengono scritte. Infine le relazioni sono rappresentate da linee che congiungono queste sfere: la linea continua e’ una relazione semantica, mentre la linea spezzata (o filamentosa) è una relazione genetica, dove dall’ancestor (antenato) il vettore punta verso il discendente.

- Come pensi si svilupperanno nel futuro? Altre novità in cantiere?

L’universo di anime ha la possibilità di crescere ed espandersi proprio come il nostro universo, e vi sono stelle e pianeti e galassie, o, in termini meno poetici, grafi. In questo modo il viaggio nella rete può tornare ad essere una specie di naufragio, e quali saranno allora i ‘messaggi nella bottiglia’ che vi si potranno leggere e scrivere? Navigando verso un’anima, ed entrando nella sua ‘atmosfera’, il testo contenuto nell’aura prima, quello nell’anima poi, si dispiegheranno nel cielo.

Inoltre il sistema non e’ statico: entità che hanno relazioni tra loro tendono a muoversi una verso l’altra, e ci suono due tipi di movimento che influenzano questo universo, il movimento genetico e quello semantico. Dunque i grafi tendono a raggrupparsi, e la loro disposizione nello spazio potrà forse un giorno, come l’immagine di un rebus composta da puntini, raccontarci una storia che, sebbene di fronte ai nostri occhi, non avevamo ancora visto.

- Subito dopo la mostra hai iniziato una nuova residenza: ce ne parli? Di che si tratta?

A Sheffield, capitale dell’acciaio e della musica elettronica, ho trascorso una residenza di tre settimane ad ‘Access Space’, un progetto comunitario commistione tra galleria d’arte, hacklab e centro di integrazione sociale.
Il progetto, che connette hacking e street art, noise music ed arte povera, è chiamato “Noise_Objects”, e consiste in una serie di sculture fatte di materiale di riciclo e micro componenti elettroniche che gli permettono, quando attivati da pannelli solari, di compiere azioni dalla valenza più semantica che tecnologica, ovviamente a seconda delle condizioni metereologiche. Il progetto elabora il concetto di scarto nella società industriale, teorizzando una presa di coscienza dei rifiuti stessi verso un processo che stimoli l’immaginazione: creando macchine ‘inutili’ fatte di spazzatura, e dandogli potere enunciativo, ovvero: permettendogli di parlare, gli si da la possibilità di aprire un dialogo con noi umani affinché ci inducano a riflettere sul nostro operato, svelando alcuni dei meccanismi nascosti in questa società.

Le sculture sono complete quando vengono inserite nello spazio pubblico urbano ed iniziano un loro processo di adattamento, un’esistenza per sé o in relazione a piccioni, gatti randagi e passanti distratti.

La maggior parte delle sculture sono scomparse dopo pochi giorni, dunque restano il gusto innocente dell’effimero, la documentazione ed un velo di mistero: che fine hanno fatto i Noise_Objects in public space?

http://noise.hotglue.me

- E adesso?

Al momento sto lavorando a “FlavourCollider”, una collaborazione con Marcos Lutyens, artista ed ipnotista ispano-britannico.
Indossando cuffie che detettano gli stati del cervello (i mindwave sets realizzati da Neurowsky), i visitatori dell’Absolute Vodka bar potranno influenzare un’immagine in movimento proiettata su quattro schermi adiacenti. Il software che genera questa animazione video in tempo reale esplora in un iperspazio autonomo determinati modelli matematici alla ricerca di comportamenti emergenti che si possano definire interessanti (life-alike, alife). Questa e’ un’elaborazione del modello ‘cellular automata’ creata da Claude Heiland-Allen, autore appunto di RDEX (reaction-diffusion explorer). Le variazioni dei livelli di attenzione (ovvero di elettricita’) nel cervello durante il processo di degustazione delle bevande influenzeranno l’evoluzione di questo mondo parallelo.
Questo progetto è stato esposto per la prima volta a Manchester al Future Everything festival dall’11 al 14 Maggio.

http://futureeverything.org/art/marcos-luytens-absolut-flavourcollider/
http://rdex.goto10.org/

- Ti sei trasferita recentemente a Londra: potresti svolgere il tuo lavoro in Italia? Ce ne sono le condizioni?

In verità non saprei, prima di vivere a Londra ho abitato in Olanda per sette anni e per un breve periodo in Belgio, dunque la mia figura professionale, come artista e ricercatrice, si è formata direttamente al di là delle Alpi. Ho trascorso qualche mese nella mia città d’origine, Milano, nel periodo di transizione tra Olanda ed Inghilterra tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Devo ammettere che è stato tanto difficile quanto interessante. Inizialmente non potevo fare a meno di notare mille piccoli dettagli che mi facevano sembrare il paese in piena rovina, dai corpi femminili e vuoti, con sorrisi robotici e denti bianchissimi, spalmati su enormi cartelloni nelle strade, fino a ironiche e quasi iconiche immagini di un verde inesistente alla periferia Nord Ovest della città, dove, ad esempio, un metro quadrato di rifiuti urbani lo scorso anno sfoggiava un cartello pubblicitario che reclamava: “Questo verde e’ curato da Bayer e dal Comune di Milano”. Certo, dopo anni in un posto come Amsterdam in cui è normale che il cittadino si prenda cura del verde pubblico piantando fiori e piante nelle aiuole della città, una scritta così, accanto ad una pianta morta ed un cumulo di spazzatura, non può che far pensare.
Dal punto di vista del lavoro quei mesi sono stati scoraggianti: ho avuto l’impressione ci fosse più competizione che collaborazione, e poi difficoltà a trovare ingaggi, tempi lunghissimi per farsi pagare, un mondo lavorativo dominato da una mentalità maschile e da tutta una serie di stereotipi che non lasciano molto spazio alla libertà di espressione. In pratica la mia impressione è stata che in Italia un giovane, al giorno d’oggi, se non ha alle spalle una famiglia che gli permette di avere una casa di proprietà e possibilmente una rendita che gli permette di vivere e lavorare pressoché gratuitamente, ha veramente poche possibilità di poter sviluppare in maniera libera la propria professione, specialmente se questa implica una occupazione artistica, creativa o intellettuale.
Non ci vedo molta democrazia in questo, in uno stato in cui la possibilita’ di successo ti viene data piu’ dal bagaglio – e dall’abbienza – familiare, che non dalla tenacia e dal talento, ed in cui lo stato non ti offre alcuna sicurezza sociale.

Per quanto straniera e “migrante”, una volta stabilitami a Londra, che pure è gravemente colpita dalla recessione, le cose mi sono sembrate più semplici e naturali, e mi sono trovata davanti a possibilità che altrimenti non avrei avuto, anche se devo ammettere che, come tutti ben sappiamo sa di sale lo pane altrui.

Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname) é stato pubblicato su artsblog alle 18:27 di lunedì 23 maggio 2011.

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)
 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)  Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

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Da Analigica a Digitale

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Da Analigica a Digitale

Ciao Ragazzi sono nuovo di queste parti, uso una Praktica analogica da un paio di anni, un lascito del mio povero nonno, siccome per lavoro l’analogica risulta obsoleta, per via dei tempi di sviluppo e della scansione dopo, ho sempre usato un paio di compatte digitali per poi mettere sul mio sito le immagini, ora pero’ comprendo che in fin dei conti, la foto ad un’opera o un prodotto è tutto per internet…è un pò la confezione del prodotto stesso.

Non avendo grosse disponibilità economiche attualmente, (diciamo che meno spendo meglio è, per ora posso stare sui 600 Euro) mi sono guardato in giro per cercare una reflex digitale che non mi facesse accendere mutui, e che magari con qualche adattatore mi desse la possibilità di usare gli obbiettivi che ho a disposizione…….la faccio breve…..

Ho visto che per le economiche, la D3100 come prezzo mi va bene, non mi frega molto dei video ma c’e', anche la 3000 andava bene, ma per spendere 100 euro meno a questo punto meglio avere qualche mpx in più.

Ditemi se è vero che esistono degli adattatori per gli obbiettivi più anziani perchè io non ne ho trovati, che non abbiano l’autofocus, chissene frega, non è bello smanettare…..?

E poi se secondo voi, il passaggio a questo punto ne vale la pena.
Grazie a tutti da subito

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Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

99473 11tudela Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

Da un po’ di tempo non ci occupavamo di uno street artist che da queste parti ci è sempre piaciuto molto. Sto parlando dello spagnolo Sam3, che, con il suo stile semplice e monocromatico, è capace di raccontare storie avvolgenti e riflessive.

Del luglio 2010 è un murale a Miajadas, in Extremadura. Due esseri che al posto della testa hanno nidi, sostengono due cicogne. Poi c’è il lavoro che che Sam3 ha realizzato nel settembre 2010 a Tudela, in Navarra. Coprendo l’intera facciata di un edificio di tre piani ha dipinto uno dei suoi giganti che viene trascinato da un asino. Interessante la tecnica di realizzazione (peraltro già utilizzata da Sam 3), che rovescia il rapporto tra vuoti e pieni.

Infine il ‘Gatto nero’, realizzato insieme a Limow sulla parete esterna di una fabbrica abbandonata in Murcia, è l’ultima produzione in esterna dell’artista.

Nuovi murales di Sam 3 in Spagna
99473 thn sam3 madrid Nuovi murales di Sam 3 in Spagna99473 thn sam3 tudela Nuovi murales di Sam 3 in Spagna99473 thn sam3a tudela Nuovi murales di Sam 3 in Spagna99473 thn sam3b tudela Nuovi murales di Sam 3 in Spagna99473 thn sam3 murcia Nuovi murales di Sam 3 in Spagna99473 thn sam3a murcia Nuovi murales di Sam 3 in Spagna134ed thn sam3b murcia Nuovi murales di Sam 3 in Spagna134ed thn sam3c murcia Nuovi murales di Sam 3 in Spagna134ed thn sam3d murcia Nuovi murales di Sam 3 in Spagna134ed thn Sam3andLimowmuralspaincloseup2 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna134ed thn sam3 miajadas Nuovi murales di Sam 3 in Spagna134ed thn sam3 miajadas2 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

Nuovi murales di Sam 3 in Spagna é stato pubblicato su artsblog alle 12:09 di lunedì 16 maggio 2011.

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

 Nuovi murales di Sam 3 in Spagna  Nuovi murales di Sam 3 in Spagna

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Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

lunedì, 9 maggio 2011
listen it it Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

46e85 Nuvoledipneumaticiinstallazione Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

Michael Sailstorfer è un artista concettuale tedesco, specializzato nella reinterpretazione di oggetti e materiali del quotidiano, con cui realizza sculture e installazioni sia all’aperto che negli spazi espositivi delle gallerie.

La sua ricerca è orientata sul movimento e la collocazione spaziale degli elementi e non manca un twist umoristico al suo lavoro di decostruzione e ricostruzione oggettuale: per esempio in uno degli ultimi lavori ha smontato un aliante per ricostruire poi una casa su un albero.

Ora espone per la prima volta una sua personale alla Modern Art Oxford Gallery con l’installazione del 2010 “Wolken”, tante camere d’aria interne di pneumatici gonfiate e aggregate insieme, che formano un cielo di nuvolette nere all’interno di questa galleria (specializzata dal 1965 in arte visuale, moderna e contemporanea), riscrivendone la percezione di spazi e volumi. La mostra chiude il 22 maggio 2011.

Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery é stato pubblicato su artsblog alle 11:35 di lunedì 09 maggio 2011.

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery  Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

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8 Circles, ‘performance drawing’ di Tony Orrico

sabato, 7 maggio 2011
listen it it 8 Circles, performance drawing di Tony Orrico

Ve ne avevamo già parlato poco tempo fa, Tony Orrico è un performer artist che fa dei movimenti del suo corpo un originale strumento di disegno. Invitato dalla National Academy of Science di Washington DC, ha realizzato il suo primo solo project dal titolo 8 Circles (Penwald Series). Per realizzare i suoi pattern si ispira all’antropologia, alla decorazione astratta di matrice religiosa, alla matematica e alla successione simmetrica dei movimenti dei suoi arti.

A vederlo, sembra quasi che nuoti sui fogli, in una danza che riproduce il suo ritmo interiore. A questo link trovate un’intervista in cui spiega nei dettagli il suo lavoro. Le idee che sviluppa scaturiscono sempre da un principio d’intuizione, d’improvvisazione e nel realizzarle si trova molto vicino allo spirito del designer, che conduce la sua libertà creativa attraverso modelli condivisibili, per arrivare alla costruzione di un prodotto.

8 Circles, ‘performance drawing’ di Tony Orrico é stato pubblicato su artsblog alle 13:36 di venerdì 06 maggio 2011.

 8 Circles, performance drawing di Tony Orrico

 8 Circles, performance drawing di Tony Orrico

 8 Circles, performance drawing di Tony Orrico  8 Circles, performance drawing di Tony Orrico

 8 Circles, performance drawing di Tony Orrico

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Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

0f13d riso 1 Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

Irriverente, erotica, dissacrante e allo stesso tempo ’sacra’… il genio creativo di Francesca Woodman si è espresso in una parabola breve ma davvero piena, che non manca di continuare a meravigliare ed affascinare. Un abbraccio poetico, doloroso, il suo, che ci porta all’interno di un’individualità straziata ma sempre consapevole dell’importanza dell’intensità nell’esperienza di vita.

A partire da domenica 23 maggio 2011, al Museo del Louvre di Roma (Via della Reginella 28) saranno in mostra settantasette opere inedite della fotografa americana, tra foto, cartoline d’invito, disegni e lettere. Tra questi lavori vanno ricordati gli scatti con interventi grafici dell’artista (Angelo per Cristianò, Al contrario, Riso e ricotta) e la serie del guanto, ispirata a Max Klinger e realizzata al bar Fassi di Roma nel 1978. Un assaggio esclusivo per il pubblico italiano, nel mentre oltreoceano è in preparazione la più grande retrospettiva mai realizzata sul suo lavoro (prima allestita a San Francisco e poi a New York).

Photo Courtesy Museo del Louvre

Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma
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Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma é stato pubblicato su artsblog alle 14:55 di mercoledì 04 maggio 2011.

 Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

 Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

 Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma  Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

 Gli inediti di Francesca Woodman al Museo del Louvre di Roma

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Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi

Realizzata il 30 aprile scorso per la Notte Bianca di Firenze, Tape Florence è una belllissima istallazione creata dal collettivo Numen / For Use.

Il gruppo, composto da Sven Jonke, Christoph Katzler e Nikola Radeljkovic, lavora tra Vienna e Zagabria intrecciando tecniche classiche di design con sperimentazione di nuovi materiali e risorse tecniche e tecnolgiche, ache molto semplici ma d’impatto come in questo caso. Tape Florence è una scultura fatta di migliaia di strati di nastro adesivo trasparente a comporre un’enorme bozzolo che si inserisce nell’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi. I visitatori possono non solo “guardare” l’insolito oggetto, ma entrarci dentro: grazie a delle apposite aperture. piccoli gruppi di 3/4 persone spogliate di scarpe, bracciali e anelli, sotto la supervisione dello staff hanno infatti la possibilità di visitare l’interno cavo della scultura, sviluppando un’esperienza sensoriale e a suo modo interattiva del bozzolo.

Il video in alto ci mostra il work in progress dei lavori: il montaggio rapidissimo e la compressione dei tempi crea una peculiare similitudine fra esseri umani e insetti. Artisti e staff al lavoro sembrano infatti un’operosa squadra di insetti immersa in un’intensa attività. Tape Florence sarà visibile e visitabile fin al 20 maggio prossimo.

Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi é stato pubblicato su artsblog alle 10:46 di mercoledì 04 maggio 2011.

 Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi

 Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi

 Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi  Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi

 Tape Florence. Un bozzolo di scotch a Palazzo Strozzi

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Un nuovo murale di Blu a Jesi

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Un nuovo murale di Blu a Jesi

354d1 BluJesi 01 Un nuovo murale di Blu a Jesi

Per le festività pasquali Blu è tornato dalle sue parti, nelle Marche e ha dipinto un muro. Il profilo di un uomo rappresentato di ¾ mentre prega, intento a ’succhiare’ uno spaghetto che proviene direttamente dalla sua testa. Una figura oscura, con gli occhi iniettati di bianco, che mangia se stesso. Una visione cruda dell’Italia, intenta appunto a consumarsi dall’interno.

Sempre di pochi giorni fa è una nuova stampa di Blu realizzata da Studio Cromie in edizione limitata (150 copie, dimensioni 70×90 cm). Si tratta di un lavoro davvero interessante in cinque colori che riporta in piccolo un grande murale realizzato l’anno scorso a Rennes, in Francia.

Blu – Murale a Jesi e stampa da Studio Cromie
354d1 thn BluJesi Un nuovo murale di Blu a Jesi Un nuovo murale di Blu a Jesi Un nuovo murale di Blu a Jesi Un nuovo murale di Blu a Jesi

Un nuovo murale di Blu a Jesi é stato pubblicato su artsblog alle 17:55 di lunedì 02 maggio 2011.

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi  Un nuovo murale di Blu a Jesi

 Un nuovo murale di Blu a Jesi

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Il mondo di Guerrilla SPAM!: abusivo, piacevole e provocante – Intervista

domenica, 1 maggio 2011
listen it it Il mondo di Guerrilla SPAM!: abusivo, piacevole e provocante   Intervista

Li abbiamo incontrati solo qualche giorno fa ed è con grande piacere che vi presento oggi un’intervista con i giovanissimi di Guerrilla Spam!

Non ho indagato volutamente sull’identità del gruppo, riporto nell’articolo solo alcune informazioni di dominio pubblico: come sappiamo dalle loro azioni, possiamo geolocalizzarli in Toscana (Firenze sembra il centro propulsore), mentre sul loro profilo di FaceBook come data di nascita ritroviamo 1986. Ma è di gran lunga più importante scoprire cosa fanno, come lo fanno e le motivazioni che spingono i ragazzi di SPM!. Di tutto questo abbiamo parlato in questa intervista che si è rivelata un bellissimo dialogo.

Prima di lasciarvi alle loro parole, vorrei spendere qualche riga di commento personale. Sono diverse le cose che mi hanno colpito dell’ateggiamento di SPAM!. Una di queste è il loro quesi rifiuto a definire i loro intervnti come “arte”: il loro obiettivo principale sembra essere comunicare, creare un’imprevisto capace di rompere la routine in cui siamo immersi quotidianamente. Il secondo è una radicale accettazione della transitorietà, che si sposa ad una relazione ecologica con l’ambiente urbano, come ci spiegano perfettamente in questa frase: “Insomma niente di ciò che facciamo vuole imporsi permanentemente nelle strade. La città è di tutti, e qui tutti possono dire la loro. Anche noi. Noi diciamo la nostra, ma lo facciamo alla pari del cittadino comune, che può essere ascoltato come ignorato.”

Per rappreentarli ho invece scelto il video di una delle loro ultime perfoemence “BEVIMI”. Per avere un’idea complessiva del loro lavoro consiglio invece di visionare il sito: vi accorgerete come questo giovanissimo gruppo sia riuscito a creare un’iconografia molto forte e definita, a mio avviso capace di comunicare e farci riflettere. Buona lettura.

Guerrilla SPAM. Prima di tutto come e perchè nasce il vostro nome e cosa fate: l’accostamento fra due tecniche/tattiche come la guerriglia e lo spam è interessante e mi ha subito incuriosito.

Innanzitutto si parte da SPAM. Questo è un nome semplice, immediato, un nome che ricorda la famosa carne in scatola americana, ma anche le e-mail indesiderate che riempiono di “pubblicità abusiva” le nostre caselle di posta elettronica. Noi volevamo essere al tempo stesso come queste e-mail, ovvero abusivi, ma anche il loro opposto, ovvero piacevoli e provocanti al tempo stesso. La guerriglia poi è venuta da sola… In una realtà della comunicazione come quella attuale, dove appunto non esiste comunicazione, se vuoi farti sentire, se vuoi esprimerti e dar voce alle tue idee, allora i canali ufficiali fatti di compromessi non vanno bene, è necessario guadagnarsi con rispetto e pazienza dei modi alternativi per dire ciò che tutti pensano ma che nessuno dice. Noi lo diciamo e tutto questo si chiama guerrilla SPAM.

Siete apparsi da pochissimo tra Firenze e Siena, ma mi sembrate già attivissimi: ci volete raccontare qualcuna delle vostre azioni, ad esempio “BEVIMI” o Tele-Stupriamoci? Nel primo caso, dal video i passanti sembravano incuriositi, mentre nel secondo vorrei sapere se ci sono state reazioni da parte degli abitanti e qual’è l’impatto secondo voi di un’azione di street art in un piccolo centro…

Il primo attacco in strada che abbiamo fatto risale solo a cinque mesi fa. SPAM è cresciuto in fretta e molto bene, e questo, oggi, lo possiamo affermare osservando le reazioni generalmente positive dei cittadini che ogni giorno s’imbattono nei nostri attacchi. Molti ci incoraggiano e ci stimano, tuttavia c’è sempre chi ci strappa via i manifesti, oppure chi si preoccupa con cura di staccarli delicatamente per portarseli a casa… C’è poi chi li fotografa, chi ci ride sopra e chi li ignora. C’è chi cerca di promuoverci e chi ci sostiene via web. Un sostegno perenne che è aumentato notevolmente con l’ultimo attacco “BEVIMI!”, nel quale abbiamo lanciato cento sardine nella fontana della stazione di Firenze. E’ stato uno degli attacchi più impegnativi e meticolosi da organizzare; eravamo veramente molti e tutti coordinati per eseguire l’azione in un tempo breve come 7 – 8 secondi. Il rischio era alto perché il tutto andava fatto di giorno, ma la gente ha apprezzato da subito questo nuovo intervento che sicuramente aveva un che di “scenografico”. Tantissimi i passanti che si sono fermati a guardare e fotografare le sardine morte nell’acqua, la gente era divertita e “riflessiva” al tempo stesso. Ci siamo messi ad ascoltare i commenti delle persone, ed è emerso ciò che noi volevamo: l’attacco era ironico e faceva sorridere, ma mentre si strappava un sorriso ai passanti, ognuno elaborava la sua considerazione e “morale” del problema. E questo era l’obbiettivo di SPAM.

“tele-stupriamoci” è stato invece un attacco differente. Era mirato e studiato per essere realizzato in un centro storico di un piccolo paese come Colle Val d’Elsa (Siena). Volevamo testare l’approccio che le persone avrebbero avuto con i manifesti di SPAM. Ebbene i quaranta omini-tv che abbiamo disseminato per il paese hanno destato la curiosità della gente, specialmente lì, dove qualsiasi minima novità è percepita dagli abitanti del paesino come un drastico cambiamento. L’esperimento è riuscito bene, e abbiamo osservato un approccio a SPAM differente da quello più distaccato che può avere un cittadino di una grande città. L’effetto di “tele-stupriamoci” ci ha intrigato, e vogliamo portarlo in altri centri abitati…

Nella vostra produzione c’è un richiamo costante alla temporaneità, quasi un approccio “ecologico” ma anche in senso culturale: arte che si rimuove e che viene riassorbita dall’ecosistema urbano. Che ne pensate?

Questo è vero. Vogliamo precisare però che nelle nostre intenzioni non c’è l’obbiettivo preciso di fare arte. Ci piace dire che noi facciamo comunicazione, o per lo meno, provochiamo e lanciamo messaggi alle persone, e il nostro obbiettivo è quello di creare “un imprevisto”, di sovvertire almeno in parte la solita routine quotidiana. Quasi tutto quello che facciamo ha una vita breve. Molti manifesti attaccati cinque mesi fa, sono ancora lì sui muri, ma molti altri si sono decomposti autonomamente, riassorbiti dalla città stessa, sono stati strappati dalle persone, si sono macchiati dell’umidità insistente delle vecchie case. Insomma niente di ciò che facciamo vuole imporsi permanentemente nelle strade. La città è di tutti, e qui tutti possono dire la loro. Anche noi. Noi diciamo la nostra, ma lo facciamo alla pari del cittadino comune, che può essere ascoltato come ignorato.

Nell’incipit del vostro sito affermante che SPAM nasce per contrastare il potere della comunicazione mediatica e della disinformazione. Nella vostra iconografia è presentissimo il tema della televisione: tv antropomorfe (o uomini-tv), animali-tv antenne televisive, cavi e così via. Con l’era digitale si parla sempre più del “prosumer” cun “consumatore-produttore” di informazioni che ha un ruolo attivo: voi che ne pensate? Questo prosumer ha i mezzi (o gli anticorpi in qualche modo) per difendersi dalla comunicazione di massa? e dalla disinformazione?

La comunicazione di massa non deve preoccuparci. Almeno in Italia non esiste. Esiste piuttosto un sistema corrotto fatto di disinformazione, che con il finto intento di informare, crea solo menzogne di basso livello pronte per essere assimilata dalle persone. I nostri Tg vendono quotidianamente notizie-burla, utilissime per “rincitrullire” o meglio “deviare” l’attenzione della gente dai problemi reali. Si costruisce un paese che non c’è, e la televisione, ancora oggi ha il suo ruolo primario in questa campagna d’imbarbarimento delle folle. L’unico modo per salvarsi, è cercare l’informazione alternativa in modo autonomo ad esempio con la rete. I nostri attacchi non sono la soluzione a questo sistema in crisi. In fin dei conti le nostre provocazioni criticano soltanto una realtà negativa, non propongono soluzioni al problema. Ma noi non facciamo politica, non vogliamo dare risposte risolutive, anche perché non ne abbiamo. Ci limitiamo a lanciare un input, un messaggio, sarà poi il cittadino che formerà il dibattito, la discussione, e speriamo un giorno, il cambiamento.

Infine ultima domanda: v rivedremo presto all’azione? ci volete/potete dare qualche anticipazione?

Abbiamo in progetto molti nuovi attacchi. Li dobbiamo condensare e disseminare gradualmente… Possiamo dire che uno dei prossimi attacchi riporterà alla luce un fatto di cronaca nera di qualche mese fa, che come tutte le notizie-bolla, viene strumentalizzato, acclamato e poi dimenticato. Sarà un attacco un po’ “brutale” ma speriamo che le persone siano pronte a reggere il colpo. Adesso siamo intensamente al lavoro, e non possiamo dire che tutto ciò non ci piaccia e non ci diverta incredibilmente. SPAM era nato come un esperimento “simpatico”, un po’ improvvisato, fatto per provocare e far sorridere… adesso è la nostra opportunità per creare.

Il mondo di Guerrilla SPAM!: abusivo, piacevole e provocante – Intervista é stato pubblicato su artsblog alle 19:51 di giovedì 28 aprile 2011.

 Il mondo di Guerrilla SPAM!: abusivo, piacevole e provocante   Intervista

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Echo – Le animazioni di Bart Hess alla scoperta del corpo umano

mercoledì, 27 aprile 2011
listen it it Echo   Le animazioni di Bart Hess alla scoperta del corpo umano

ef7f5 Immagine10 03 Echo   Le animazioni di Bart Hess alla scoperta del corpo umano

Bart Hess è un esploratore. Questo artista olandese, autore tra l’altro degli effetti di slime art nel video Born This Way di Lady Gaga, si muove nelle intersezioni tra animazione, fotografia e materia. Tutto ciò che fa è profondamente istintivo e la scintilla che muove la sua ricerca è il tastare i volumi del corpo umano.

Proiettato nel futuro, Bart si interroga da anni sui processi evolutivi che riguardano il genere umano e in particolare sul come potremmo essere in futuro; la tonalità rosa carne è il colore dominante dei suoi lavori. In Lucy and Bart il corpo si spoglia di emotività e si riveste di schegge asimmetriche; nel video Hunt For High-Tech si indagano gli archetipi animali del domani, esseri a metà a robot e organismo geneticamente modificato con le loro modalità di movimento.

Quella che vedete qui sopra è un’immagine tratta dal suo ultimo lavoro “Echo” (del 2011), realizzato per il Glassmuseum; qui studia l’espressività del corpo, attraverso una serie di movimenti minimali e sovrapposizioni animate di corazzeora fluide, ora segmentate che ad esso si adattano.

Echo – Le animazioni di Bart Hess alla scoperta del corpo umano é stato pubblicato su artsblog alle 08:30 di mercoledì 27 aprile 2011.

 Echo   Le animazioni di Bart Hess alla scoperta del corpo umano

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Scelta di una seconda reflex e obiettivi

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Scelta di una seconda reflex e obiettivi

Ciao a tutti!
scrivo a voi per avere qualche consiglio riguardo la scelta di una nuova reflex.
al momento ho una Nikon D90 con obiettivi: 18-135 e 70-300 VR che uso prettamente per foto sportive.
a breve dovrei comprare un secondo corpo macchina per non stare lì a cambiare obiettivi in situazioni di lavoro. così sto pensando come corpo macchina ad un’altra D90 o ad una D7000 a paragone è meglio spendere qualcosa in più sulla macchina o sull’obiettivo? e tra le due quale sarebbe meglio?
Sto pensando inoltre anche a cambiare gli obiettivi, o meglio, vorrei vendere il 70-300 VR e comprare qualcosa di più potente, nelle foto che scatto mi serve un buon zoom e velocità di scatto, però i costi lievitano, cosa mi potete consigliare? preferirei tenere tutto Nikon, ma ho visto che ci sono anche Sigma e Tamron, in termini di qualità e velocità cosa è preferibile?
Stavo guardando il SIGMA Obiettivo 150-500mm che potrebbe essere potente ad un prezzo sui 900 euro, oppure il 55-300 della Nikon o il 70-200.

Che mi consigliate?? Grazie 458ae biggrin Scelta di una seconda reflex e obiettivi in anticipo!!!

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