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Articoli marcati con tag ‘La Storia’

I robot di Flix ridanno colore al Venezuela

sabato, 29 gennaio 2011
listen it it I robot di Flix ridanno colore al Venezuela

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Come penso saprete, mi piace l’arte urbana perché riesce ad essere una sintesi tra la storia, le culture, gli stili ed arriva alla gente per la sua potenza estetica o per il suo messaggio, prima ancora che per il suo valore economico.

Così oggi voglio condividere con voi alcune immagini del lavoro di Flix, architetto venezuelano di 30 anni. Partito dalle strade di Caracas, con i suoi poster, graffiti e sculture urbane, è arrivato fino al Cairo, Madrid e Parigi. Da una parte il suo lavoro è politico, tratta di riscaldamento globale, mancanza di spazi pubblici, crisi finanziaria globale e violenza. Potete vederlo nel suo Flickr.

Nella galleria qui sotto invece vi propongo i suoi coloratissimi robot. Dentro ci vedo qualcosa dell’estetica delle culture precolombiane, una visione del futuro vintage (cioè come si immaginava il futuro negli anni ‘70-80). Questo è il suo modo di combattere la monotonia della città o di ridare vitalità, vividezza, a un mucchio di rovine.

Avremo modo di riparlare presto di lui e, magari, di intervistarlo.

I robot di Flix ridanno colore al Venezuela
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I robot di Flix ridanno colore al Venezuela é stato pubblicato su artsblog alle 19:04 di venerdì 28 gennaio 2011.

 I robot di Flix ridanno colore al Venezuela

 I robot di Flix ridanno colore al Venezuela

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 I robot di Flix ridanno colore al Venezuela

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Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

giovedì, 13 gennaio 2011
listen it it Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

b2bad flickr2 Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

Flickr è sicuramente la community fotografica più grande ed importante della rete e dal 2005 è proprietà di Yahoo che l’ha acquistato dagli sviluppatori originali.

Yahoo non naviga certamente in ottime acque ed a dicembre ha effettuato il quarto licenziamento di massa in soli 3 anni lasciando a casa circa 600 persone. Una delle divisioni più colpite è stata proprio Flickr. Qualcuno, come Thomas Baekdal, vorrebbe che qualcuno acquistasse Flickr per svecchiarlo e farlo tornare ai fasti di una volta.

Se è vero che il portalone fotografico ha fatto la storia della rete, ma è innegabile che a parte un recente restyling e la possibilità di caricare video non si sono viste novità o miglioramenti significativi. Il concetto di base del sito è ancora quello di un lustro fa. Eppure migliorando le caratteristiche sociali o i servizi per i fotografi e fotoamatori evoluti potrebbe fare veramente la differenza e distaccare tutta la concorrenza.

Sono innumerevoli le funzionalità che potrebbero fare la gioia degli utenti, oltre a cambiare le politiche censorie, ed in rete le proposte abbondano ma non sembra che il management di Yahoo sia interessato. Forse l’unica soluzione sarebbe la vendita di Flickr a qualcuno che ha una visione differente. Voi cosa ne pensate?

Via | Baekdal

Yahoo dovrebbe vendere Flickr? é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 13 gennaio 2011.

 Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

 Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

 Yahoo dovrebbe vendere Flickr?  Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

 Yahoo dovrebbe vendere Flickr?

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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66° anniversario dello sbarco in Normandia da parte delle truppe Alleate.

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it 66° anniversario dello sbarco in Normandia da parte delle truppe Alleate.

Un attacco molto ambizioso, probabilmente uno dei più grandi nella storia del mondo, con oltre 160.000 soldati sbarcati sulla spiaggia assistiti da 5.000 navi, aerei da bombardamento e paracadutisti……

Buona visione… be3ea 1621AdolfHitler 66° anniversario dello sbarco in Normandia da parte delle truppe Alleate.

http://www.boston.com/bigpicture/2010/06/r…_years_ago.html

Fonte Google News

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Nikon, due reflex per sostituire la D700… ma nel 2011!

lunedì, 7 giugno 2010
listen it it Nikon, due reflex per sostituire la D700... ma nel 2011!

de009 605798268 PanWgM Nikon, due reflex per sostituire la D700... ma nel 2011!

Sembra proprio che Nikon non abbia intenzione di sostituire la Nikon D700 fino a marzo 2011.

Era già arrivata qualche voce di questo tipo, ma ora è apparsa anche la storia di un fotografo molto quotato che ha deciso di passare a Nikon e più di un responsabile gli ha spiegato di prendere una D700 ora e di utilizzarla come backup a partire dalla primavera del prossimo anno.

Probabilmente Nikon dividerà la linea in due versioni “S” e “X” come già successo con la D3. Per quanto riguarda gli obiettivi arriverà l’obiettivo 85mm f/1.4, ma non un nuovo 35mm. Dovremo attendere ancora fino al Photokina per avere la certezza di quel che accadrà.

Via | NikonRumors

Nikon, due reflex per sostituire la D700… ma nel 2011! é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di sabato 05 giugno 2010.

Fonte Google News

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Digital Analogue

venerdì, 12 febbraio 2010
listen it it Digital Analogue

Antiquariato fotografico Curiosità

Sin dall’introduzione del digitale la relazione fra fotografo e mezzo è cambiata drasticamente.

Come omaggio ad importanti fotocamere che hanno fatto la storia della fotografia ftjelly ha creato questo video in stop motion che si compone di una colonna sonora realizzata con i rumori meccanici di antichi modelli ed una parte video che gioca con alcuni di questi modelli.

Il video è composto da oltre 6000 immagini messe in sequenza.

Via | Adobe

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Luci artificiali in fotografia n°3

venerdì, 18 settembre 2009
listen it it Luci artificiali in fotografia n°3

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Parliamo della “GUEST STAR…” la prima “lampada elettrica” della storia, e quella con piu’ parenti prossimi:

LA LAMPADA A SCARICA…

La sua nascita e’ quasi incidentale…e molto antecedente alla lampada a incandescenza….

Fu Benjamin Franklin (osservando la luce emessa dai fulmini) a chiedersi da dove diavolo provenisse tutta quella luce…anche se era più’ interessato a mostrare i suoi esperimenti con le chiavi e gli aquiloni alle giovin donzelle dell’epoca, come la cronaca racconta…

Il fenomeno sul quale si basa, e’ imbarazzante…come spesso succede, in Fisica e nella vita…occorre , ehm, ecco….eccitarsi….per concludere qualche cosa di bello!

E anche nel caso della lampada a scarica e’ cosi: qualunque gas, o miscela di gas come l’aria, se viene “eccitato”, facendolo palpeggiare più o meno violentemente da elettroni (cioè se viene fatto attraversare da una scarica elettrica…btzzzzz..ecco perché si chiama lampada a “scarica”…) si eccita e “ionizza”, diventa quello che spesso sentiamo chiamare “plasma”.

l’articolo continua qui….

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Luci Artificiali in fotografia – Marigò

giovedì, 17 settembre 2009
listen it it Luci Artificiali in fotografia   Marigò

gallery 17809 1646 57326 Luci Artificiali in fotografia   Marigò

Eccoci qui a disquisire su uno che e’ tra gli oggetti più’ diffusi nelle nostre case, per le vie, nella nostra vita, e talmente “comune” che nel tempo ha assunto una standardizzazione tale che la ritrovate uguale in tutto il mondo! Neanche la pizza napoletana ha avuto lo stesso successo. Provate a guardarvi intorno e cercarne una, anzi provate a vedere quante ce ne sono intorno a voi:

La Lampada ad incandescenza.

Ebbe grande lungimiranza un docente francese, Erasmus Wilson, che nel 1889 all’esposizione di Parigi disse la storica frase: “Finita questa mostra di luce elettrica non sentiremo più’ parlare….”

La storia della nascita la conosciamo tutti, per grandi linee. Magari certi retroscena un po’ piccanti (non fu proprio Edison a inventarla, anzi…anche un italiano ne ha il merito, ma di lui si parla poco…cercate Alessandro Cruto in rete o su wikipedia).
Edison pero’ ebbe il merito di renderla usabile, la lampadina, creando parte delle infrastrutture necessarie, come le centrali elettriche e le linee di trasmissione dell’energia elettrica). Un grande imprenditore…. la discussione continua qui

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Onore al Kodachrome – www.reflex.it

mercoledì, 24 giugno 2009
listen it it Onore al Kodachrome   www.reflex.it

241429d42b3bd6ee246024b7c6d49dcb Onore al Kodachrome   www.reflex.it La storia si chiude. Da molti anni ormai la Kodak aveva mostrato l’intenzione di terminare la produzione della pellicola per diapositive a colori Kodachrome in vendita dal 1935. Ma le poteste degli utenti (e dei non utenti) l’avevano indotta a tenere in vita una piccola produzione le cui scorte si esauriranno nei prossimi mesi. Oltre al crollo delle vendite dovuto a nuove emulsioni e poi al digitale, la crisi del Kodachrome è dovuta alla scomparsa del cinema a passo ridotto (Super-8), poi alla difficoltà di reperire alcuni componenti chimici, all’aumento del costo degli stessi. Dal punto di vista pratico all’aumento del costo della pellicola, arrivato fino a 25 dollari, è corrisposta la quasi scomparsa dei laboratori in grado di trattarla. Oggi solo la ditta Dwayne’s Photo nel Kansas, è in grado di eseguire il trattamento. Inventata da due musicisti, Leopold Mannes e Leopold Godowsky (foto nella home) con l’hobby della chimica, è stata la pellicola che più ha segnato la storia della fotografia a cominciare dalla foto dell’incidente del dirigibile Hindemburg nel 1937, l’unica a colori. Per l’occasione Kodak ha creato una galleria di immagini famose dedicata alla pellicola nel suo sito ove saranno realizzati podcast dei fotografi Steve McCurry e Peter Guttman.

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“REFLEX” pubblica la storia di Capa

domenica, 17 maggio 2009
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51df3c0f12978e95b894a97f354eb41b REFLEX pubblica la storia di Capa 21.03.2009 - Apre il 28 marzo a FORMA la mostra “Questa è la Guerra. Robert Capa al lavoro” cui si affianca una restrospettiva su Gerda Taro. Dopo New York e Londra approda a Milano una importante raccolta di oltre 300 immagini del fotografo di guerra. Intanto, nel numero in edicola, FOTOGRAFIA REFLEX pubblica un ampio servizio con la storia di Rober Capa e Gerda Taro e degli eventi dietro i cinque servizi di cui fa parte la mostra. In una doppia pagina, la rivista affronta il discusso tema della fotografia del “miliziano che cade” e della complessa operazione per consentire al settimanale LIFE di pubblicare il servizio sul D-Day. Perché quello di Capa è l’unico dello sbarco? In un interessante riquadro sono anche mostrate le fotocamere usate da Capa ed in particolare la Nikon S a telemetro (foto Akihiko Suzuki) che impugnava quando morì in Indocina saltando su una mina.

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Su “REFLEX” i segreti dell’antiriflesso

domenica, 17 maggio 2009
listen it it Su REFLEX i segreti dellantiriflesso

fba5a876d641f65a1fc309cb38583417 Su REFLEX i segreti dellantiriflesso 12.01.2009 - “Il sole negli occhi” è il titolo di un interessante e documentato articolo che trovate sul numero di gennaio di FOTOGRAFIA REFLEX, in edicola. L’articolo affronta un argomento spesso trascurato dai fotografi, quello del trattamento antiriflesso degli obiettivi, che insieme al loro progetto ottico e alla qualità delle lenti, è fondamentale per ottenere immagini nitide e plastiche. I riflessi parassiti, infatti, determinano un decadimento del contrasto e della qualità complessiva della fotografia. Nel testo, corredato di schemi ed esempi, trovate la storia dei trattamenti antiriflesso a partire dalle origini, il loro funzionamento, gli sviluppi più recenti e alcuni importanti consigli per fotografare in tutta sicurezza… in controluce.

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Nikon N°1 in Italia

mercoledì, 11 febbraio 2009
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Anche nell’esercizio 2008 le reflex e compatte Nikon sono le più vendute del mercato italiano.

Secondo gli ultimi dati GFK, Nikon conferma un’indiscussa leadership nel mercato italiano della fotografia migliorando, rispetto al 2007, la propria quota di mercato di circa il 2% a volume e di oltre il 4% a valore.
Rappresentando più del 25% dell’intero mercato italiano a valore e oltre il 18% a volume (dati GFK, Totale mercato – periodo gennaio – dicembre 2008) il brand giapponese consolida il primato sia nel segmento delle compatte digitali che in quello delle reflex digitali.

Nel segmento delle compatte digitali, che rappresenta circa il 94% a volume e il 76% a valore dell’intero mercato fotografico, Nikon conferma la sua prima posizione, aumentando addirittura, rispetto al 2007, la propria quota di mercato di circa l’1% a volume e di circa l’1,5% a valore.
Un risultato ottenuto grazie anche alle fantastiche performance della Coolpix S210 e della Coolpix L16: le compatte digitali più vendute in Italia nel 2008!

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La qualità ottica e tecnologica oltre ad un’ampia varietà di modelli proposta dalle tre linee della gamma Coolpix (Life, per gli utenti entry level, Style, per coloro che cercano elevata tecnologia e design elegante e ricercato, e Performance, l’ultimo passo nel mondo delle compatte prima dell’ingresso nel mondo reflex) sono stati tra i fattori determinanti per il raggiungimento di questo importante risultato.

da5699ae5fca7bb7b2eaf1a900e54194 Nikon N°1 in ItaliaAumentando la propria quota del 5% a volume e dell’8% a valore rispetto al 2007 e rappresentando di conseguenza più del 50% del mercato sia a volume che a valore, Nikon si conferma altresì leader assoluta nel mercato italiano delle reflex digitali assumendo un ruolo sempre più decisivo nella crescita di questo segmento.
È grazie alla sua gamma ampia ed eterogenea in grado di soddisfare le esigenze di un vasto target, dalle entry level alle top di gamma professionale Nikon D3 e D3x, che Nikon è riuscita e riesce a distinguersi dai suoi concorrenti. Conferma né è la Nikon D60 la reflex digitale più venduta nel 2008 in Italia!
Un risultato straordinario, motivato dall’eccellente rapporto qualità/prezzo di questo prodotto.

Ma nell’analisi complessiva relativa alla straordinaria performance ottenuta da Nikon nel segmento delle reflex digitali, non è possibile trascurare l’introduzione sul mercato di prodotti estremamente performanti e qualitativi quali la Nikon D700 e la Nikon D90.

0d468b079dce94fb3824acd5d331db63 Nikon N°1 in ItaliaQuesto straordinario risultato coincide, inoltre, con un importante anniversario. 50 anni fa infatti nasceva la Nikon F, la macchina fotografica che ha rivoluzionato il mondo della fotografia, introducendo il concetto di “sistema reflex”. L’innesto a baionetta F-mount, utilizzato per la prima volta, appunto, sulla Nikon F ed ancora oggi applicato a tutte le reflex digitali Nikon, consente una compatibilità assoluta tra obiettivi e corpi macchina, indipendentemente da quando siano stati prodotti. Ciò si traduce, in pratica, nella possibilità di utilizzare un obiettivo prodotto nel 1959, montandolo sull’ultima arrivata Nikon D3x: siamo di fronte a 50 anni di compatibilità!

Il primato dunque è una importante conferma di fiducia per uno dei principali protagonisti della storia della fotografia.

(Fonte GFK, periodo: gennaio – dicembre 2008)

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