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Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

765f4 ve1.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

Iniziamo la settimana con una densa intervista a Eleonora Oreggia, aka xname.

Forse qualcuno di voi si ricorda di lei e del lavoro che abbiamo conosciuto circa un anno fa, Virtual Entity. Lo spunto iniziale dell’intervista nasce ancora da lì: a marzo, nel corso della mostra “Remix the World! Reinvent Reality” opitata dalla Furtherfield Gallery (Londra), Virtual Entity è stata presentata per la prima volta sotto forma di un’installazione, ma sono tante le novità strutturali aportate al progetto, da una web app fino all’ifovisualizzazione delle diverse sostanze che compongono la Ve. Per questo ho chiesto a Eleonora raccontarcele.

Il nostro dialoo online è proseguito toccando due nuovi progetti che Eleonora ha appena concluso: “Noise_Objects”, frutto di una residenza artistica presso Acess Space (Sheffield) e “FlavourCollider”, realizzato in collaborazione con l’artista ed ipnotista ispano-britannico Marcos Lutyens e presentato per la prima volta al Festival Future Everything (Manchester).

Come avete notato, tanta Inghilterra. Eleonora si è infatti trasferita a Londra dove attualmene vive e lavora. L’ultima domanda, quasi inevitabile, riguarda la questa “migrazione” e la possibilità concreta di portare avanti i suoi progetti qui in Italia. La cosidetta “fuga di cervelli” è fenomeno cronico e ben codificato della penisola su cui vale sempre la pena riflettere e soffermarsi, e ringrazio Eleonora per avermi risposto preferendo a facili retoriche il racconto della sua esperienza diretta.

Buona lettura.

Eleonora Oreggia: Virtual Entity & Noise_Objects
765f4 thn ve1.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn database of souls.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve3.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve2.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

- Ho pubblicato una tua intervista il 15 febbraio 2010. A distanza di poco piu’ di un anno eccoci di nuovo a parlare della tua Ve (Virtual Entity). Il progetto continua e se non sbaglio è la prima volta che lo presenti sotto forma di installazione. Prima di tutto: ci racconti l’installazione?

L’installazione è organizzata in forma di trittico: al centro, proiettata sul pavimento, SOUL, l’applicazione a linea di comando che permette di creare anime di files in rete o in locale. A destra la visualizzazione del database di anime in tempo reale realizzata in Fluxus (live coding software) da Gabor Papp, programmatore e artista Ungherese. A sinistra la prima versione di SOULS, la web application utilizzabile direttamente dal browser, scritta da Antonios Galanopoulos.

Tre immagini accompagnano il lavoro: il poster centrale, di maggiore dimensione rispetto agli altri, rappresenta un testo costruito combinando caratteri presi da una rivista inglese degli anni ‘50 (objet trouvé) che, ricordando una lettera minatoria in stile Sex Pistols, invita il visitatore a creare l’anima di un file.

A destra la Cosmogonia raffigura una similitudine tra la fisica Aristotelica, che descrive il mondo sublunare come costituito da cerchi concentrici con al centro l’elemento più pesante ed alla periferia quello più leggero, e il mondo digitale, cosicché le sostanze della rete (testo, suono, immagine, video) sono poste in relazione di similitudine e specularità con i quattro elementi fuoco, aria, acqua, terra. Il software e’ invece paragonato all’Etere, il quinto elemento, quello leggero, divino ed immutabile, capace di creare, distruggere e ricombinare tutte le altre sostanze.

A sinistra le relazioni tra anima, aura, metadata ed entità sono simboleggiate tramite la rielaborazione di un’immagine che rappresenta i legami chimici di una molecola.
http://virtualentity.org

- Web app e infovisualizzazione: sono altre due novità che hai sperimentato nella mostra. Ce le descrivi?

La Web App utilizza Django, un framework in Python per lo sviluppo di applicazioni web, ed e’ la versione ‘user-friendly’ dell’applicazione a linea di comando.

La visualizzazione raffigura invece un universo parallelo a tre dimensioni in cui sfere di colore e dimensioni diverse rappresentano le anime delle varie sostanze: le sfere bianche sono anime di testo, quelle rosse rappresentano il video, le blu il suono, e quelle lilla le immagini. Le sfere più luminose sono quelle che hanno molti alias, ovvero quelle il cui file esiste in diversi formati (es, .mov, .ogg e .mp4 per il video).

La dimensione delle sfere indica il numero di relazioni genetiche: un’enorme sfera è un po’ come un vecchio e grasso nonno dalla progenie numerosa.

Lo spazio trasparente attorno all’anima rappresenta invece l’aura che può anch’essa crescere smisuratamente a seconda di quante annotazioni vi vengono scritte. Infine le relazioni sono rappresentate da linee che congiungono queste sfere: la linea continua e’ una relazione semantica, mentre la linea spezzata (o filamentosa) è una relazione genetica, dove dall’ancestor (antenato) il vettore punta verso il discendente.

- Come pensi si svilupperanno nel futuro? Altre novità in cantiere?

L’universo di anime ha la possibilità di crescere ed espandersi proprio come il nostro universo, e vi sono stelle e pianeti e galassie, o, in termini meno poetici, grafi. In questo modo il viaggio nella rete può tornare ad essere una specie di naufragio, e quali saranno allora i ‘messaggi nella bottiglia’ che vi si potranno leggere e scrivere? Navigando verso un’anima, ed entrando nella sua ‘atmosfera’, il testo contenuto nell’aura prima, quello nell’anima poi, si dispiegheranno nel cielo.

Inoltre il sistema non e’ statico: entità che hanno relazioni tra loro tendono a muoversi una verso l’altra, e ci suono due tipi di movimento che influenzano questo universo, il movimento genetico e quello semantico. Dunque i grafi tendono a raggrupparsi, e la loro disposizione nello spazio potrà forse un giorno, come l’immagine di un rebus composta da puntini, raccontarci una storia che, sebbene di fronte ai nostri occhi, non avevamo ancora visto.

- Subito dopo la mostra hai iniziato una nuova residenza: ce ne parli? Di che si tratta?

A Sheffield, capitale dell’acciaio e della musica elettronica, ho trascorso una residenza di tre settimane ad ‘Access Space’, un progetto comunitario commistione tra galleria d’arte, hacklab e centro di integrazione sociale.
Il progetto, che connette hacking e street art, noise music ed arte povera, è chiamato “Noise_Objects”, e consiste in una serie di sculture fatte di materiale di riciclo e micro componenti elettroniche che gli permettono, quando attivati da pannelli solari, di compiere azioni dalla valenza più semantica che tecnologica, ovviamente a seconda delle condizioni metereologiche. Il progetto elabora il concetto di scarto nella società industriale, teorizzando una presa di coscienza dei rifiuti stessi verso un processo che stimoli l’immaginazione: creando macchine ‘inutili’ fatte di spazzatura, e dandogli potere enunciativo, ovvero: permettendogli di parlare, gli si da la possibilità di aprire un dialogo con noi umani affinché ci inducano a riflettere sul nostro operato, svelando alcuni dei meccanismi nascosti in questa società.

Le sculture sono complete quando vengono inserite nello spazio pubblico urbano ed iniziano un loro processo di adattamento, un’esistenza per sé o in relazione a piccioni, gatti randagi e passanti distratti.

La maggior parte delle sculture sono scomparse dopo pochi giorni, dunque restano il gusto innocente dell’effimero, la documentazione ed un velo di mistero: che fine hanno fatto i Noise_Objects in public space?

http://noise.hotglue.me

- E adesso?

Al momento sto lavorando a “FlavourCollider”, una collaborazione con Marcos Lutyens, artista ed ipnotista ispano-britannico.
Indossando cuffie che detettano gli stati del cervello (i mindwave sets realizzati da Neurowsky), i visitatori dell’Absolute Vodka bar potranno influenzare un’immagine in movimento proiettata su quattro schermi adiacenti. Il software che genera questa animazione video in tempo reale esplora in un iperspazio autonomo determinati modelli matematici alla ricerca di comportamenti emergenti che si possano definire interessanti (life-alike, alife). Questa e’ un’elaborazione del modello ‘cellular automata’ creata da Claude Heiland-Allen, autore appunto di RDEX (reaction-diffusion explorer). Le variazioni dei livelli di attenzione (ovvero di elettricita’) nel cervello durante il processo di degustazione delle bevande influenzeranno l’evoluzione di questo mondo parallelo.
Questo progetto è stato esposto per la prima volta a Manchester al Future Everything festival dall’11 al 14 Maggio.

http://futureeverything.org/art/marcos-luytens-absolut-flavourcollider/
http://rdex.goto10.org/

- Ti sei trasferita recentemente a Londra: potresti svolgere il tuo lavoro in Italia? Ce ne sono le condizioni?

In verità non saprei, prima di vivere a Londra ho abitato in Olanda per sette anni e per un breve periodo in Belgio, dunque la mia figura professionale, come artista e ricercatrice, si è formata direttamente al di là delle Alpi. Ho trascorso qualche mese nella mia città d’origine, Milano, nel periodo di transizione tra Olanda ed Inghilterra tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Devo ammettere che è stato tanto difficile quanto interessante. Inizialmente non potevo fare a meno di notare mille piccoli dettagli che mi facevano sembrare il paese in piena rovina, dai corpi femminili e vuoti, con sorrisi robotici e denti bianchissimi, spalmati su enormi cartelloni nelle strade, fino a ironiche e quasi iconiche immagini di un verde inesistente alla periferia Nord Ovest della città, dove, ad esempio, un metro quadrato di rifiuti urbani lo scorso anno sfoggiava un cartello pubblicitario che reclamava: “Questo verde e’ curato da Bayer e dal Comune di Milano”. Certo, dopo anni in un posto come Amsterdam in cui è normale che il cittadino si prenda cura del verde pubblico piantando fiori e piante nelle aiuole della città, una scritta così, accanto ad una pianta morta ed un cumulo di spazzatura, non può che far pensare.
Dal punto di vista del lavoro quei mesi sono stati scoraggianti: ho avuto l’impressione ci fosse più competizione che collaborazione, e poi difficoltà a trovare ingaggi, tempi lunghissimi per farsi pagare, un mondo lavorativo dominato da una mentalità maschile e da tutta una serie di stereotipi che non lasciano molto spazio alla libertà di espressione. In pratica la mia impressione è stata che in Italia un giovane, al giorno d’oggi, se non ha alle spalle una famiglia che gli permette di avere una casa di proprietà e possibilmente una rendita che gli permette di vivere e lavorare pressoché gratuitamente, ha veramente poche possibilità di poter sviluppare in maniera libera la propria professione, specialmente se questa implica una occupazione artistica, creativa o intellettuale.
Non ci vedo molta democrazia in questo, in uno stato in cui la possibilita’ di successo ti viene data piu’ dal bagaglio – e dall’abbienza – familiare, che non dalla tenacia e dal talento, ed in cui lo stato non ti offre alcuna sicurezza sociale.

Per quanto straniera e “migrante”, una volta stabilitami a Londra, che pure è gravemente colpita dalla recessione, le cose mi sono sembrate più semplici e naturali, e mi sono trovata davanti a possibilità che altrimenti non avrei avuto, anche se devo ammettere che, come tutti ben sappiamo sa di sale lo pane altrui.

Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname) é stato pubblicato su artsblog alle 18:27 di lunedì 23 maggio 2011.

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)
 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)  Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

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Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

 Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

Da mercoledì 18 maggio a sabato 2 luglio 2011 si svolgerà a Torino, presso la Galleria Davico, la mostra “Sogni da guardare. Emanuele Luzzati e Tonino Conte: disegni, collage, parole e versi

Per chi non ne conoscesse la storia, Luttazzi (1921-2007) e Conte sono i fondatori del Teatro della Tosse: per la prima volta, la mostra raccoglie e sistematizza decenni di attività del celebre scenografo e illustratore accostandoli ai collage del regista. Origine della loro amicizia è la passione per le immagini: i due si conoscono infatti grazie a un libro illustrato che un giovane e squattrinato regista (Conte) vende a un professionista già affermato sulla scena artistica (Luttazzi). Siamo alla fine degli anni ‘50 e questo dialogo non si è mai interrotto.

In questa mostra si ripercorrono tanti anni e tanti simboli: fra bozzetti, dipinti, maschere, ritagli di giornali, copertine di dischi, statue, libri d’arte, si rovista dentro uno “scatolone” pieno di imagini da cui entrambe attingevano.

Sogni da Guardare
 Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torinoed630 thn LeleLuzzatiAlice Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torinoed630 thn ToninoConteUnosguardodamore Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torinoed630 thn ToninoConteChebocconcino Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino é stato pubblicato su artsblog alle 21:04 di lunedì 16 maggio 2011.

 Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

 Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

 Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino  Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

 Sogni da guardare. Il Teatro della Tosse in mostra a Torino

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sigma AF 17-50mm F2.8 EX DC OS HSM o tamron SP AF 17-50mm F2.8 XR Di II VC

sabato, 14 maggio 2011
listen it it sigma AF 17 50mm F2.8 EX DC OS HSM o tamron SP AF 17 50mm F2.8 XR Di II VC

Ciao a tutti è la prima volta che scrivo , vorrei un consiglio su quale delle suddette ottiche comprare, sono alquanto indeciso mi potreste aiutare, grazie.

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Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

lunedì, 9 maggio 2011
listen it it Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

46e85 Nuvoledipneumaticiinstallazione Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

Michael Sailstorfer è un artista concettuale tedesco, specializzato nella reinterpretazione di oggetti e materiali del quotidiano, con cui realizza sculture e installazioni sia all’aperto che negli spazi espositivi delle gallerie.

La sua ricerca è orientata sul movimento e la collocazione spaziale degli elementi e non manca un twist umoristico al suo lavoro di decostruzione e ricostruzione oggettuale: per esempio in uno degli ultimi lavori ha smontato un aliante per ricostruire poi una casa su un albero.

Ora espone per la prima volta una sua personale alla Modern Art Oxford Gallery con l’installazione del 2010 “Wolken”, tante camere d’aria interne di pneumatici gonfiate e aggregate insieme, che formano un cielo di nuvolette nere all’interno di questa galleria (specializzata dal 1965 in arte visuale, moderna e contemporanea), riscrivendone la percezione di spazi e volumi. La mostra chiude il 22 maggio 2011.

Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery é stato pubblicato su artsblog alle 11:35 di lunedì 09 maggio 2011.

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery  Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

 Le nuvole pneumatiche di Michael Sailstorfer in mostra alla Modern Art Oxford Gallery

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Lo street-artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

sabato, 23 aprile 2011
listen it it Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

d2ccb Immagine10 02 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

Macabro e irriverente sono i primi aggettivi che ti vengono quando vedi un opera dello street-artist inglese D*Face. Ha il gusto dell’entomologo e si diverte a scarabocchiare le immagini della Regina questo artista partito dagli stickers, che presto ha sentito l’esigenza di espandersi attraverso i posters prima e graffiti poi, nell’intento di stimolare chi guarda a trovare i significati “altri” di ciò che ci circonda.

Ora espone per la prima volta in quel di Los Angeles presso la Corey Helford Gallery, fino al 27 aprile si potranno ammirare dal vivo le sue reinterpretazioni delle icone della cultura popolare.

Coppie di innamorati e ritratti di Michael Jackson in salsa Roy Lichtenstein, ma in versione zombie alla Romero. Per la cronaca, questi acrilici su tela sono valutati intorno ai 30.000 U.S.Dollars.

Lo street-artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles é stato pubblicato su artsblog alle 10:00 di sabato 23 aprile 2011.

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles  Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

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Nissin di866 con Nikon D60

domenica, 17 aprile 2011
listen it it Nissin di866 con Nikon D60

Ciao a tutti
è la prima volta che scrivo nel forum e lo faccio per avere qualche consiglio da tutti voi.
Oggi mi è arrivato il sopracitato flash e provandolo ho visto che le foto vengono completamente nere in stanza buia oppure scarsissamamente illuminate se le faccio in stanza con luce naturale…
Come posso risolvere? devo impostare o sincronizzare qualcosa sulla macchina o sul flash?
Se qualcuno potesse darmi qualche dritta gliene se sarei grato..
Grazie a tutti
Claudio

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Share Conference Belgrad – L’arte digitale in Serbia

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Share Conference Belgrad   Larte digitale in Serbia

SHARE Conference – #deaddrops from SHARE Conference on Vimeo.

Si è aperto ieri a Belgrado Share Conference Festival, progetto che per la prima volta ha riunito nella capitale Serba new media artist, attivisti ed esperti di social media, musicisti da tutto il mondo.

Per la tre giorni, gli organizzatori hanno scelto la formula “Share by day” e “Share by night”. Share by day è intesa come una piattaforma di formazione. Divisa in tre aree, Tactical Data, Digital Tribe, Exit Music Conference, vi parteciperanno personalità eterogenee provenienti dal mondo dei Dj, dell’attivismo quanto da aziende ed accademie globalmente rconosciute come Google, Twitter, Harvard, o il MIT. Il proramma prevede workshop sperimetali, lecture, mostre. Share by night è l’anima notturna del festival tutta incentrata su live performance che si susseguiranno nei club di Belgrado: fra le presenze confermate, Carl Craig, Does It Offend You Yeah, Beardyman, Fabio, Jimmy Edgar, Minitel Rose, Rustie & MJ Cole.

Bello vedere questi segnali dalla Serbia, ancora più bello poterci essere dal vivo: spero che una volta o l’altra mi capiti. Frattanto, se guardate il promo ci troverete proprio le pennette USB murate di qualche articolo fa, un’idea realmente virale e contagiosa.

Via | Jasmina Tesanovic

Share Conference Belgrad – L’arte digitale in Serbia é stato pubblicato su artsblog alle 08:12 di venerdì 08 aprile 2011.

 Share Conference Belgrad   Larte digitale in Serbia

 Share Conference Belgrad   Larte digitale in Serbia

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 Share Conference Belgrad   Larte digitale in Serbia

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Occasione safari e caccia fotografica

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Occasione safari e caccia fotografica

Ciao ragazzi,
quest’estate avrò la fortuna di andare in Africa, in Malawi, in una missione di padri Monfortani. Tra le attività proposte non c’è un vero e proprio safari fotografico, nè tanto meno “sessioni” di caccia fotografica, ma ci è stato proposto un safari dal fiume, ovvero prendiamo una barca (una zattera a motore direi, no cavalletto, mano libera, di giorno) e risaliamo un fiume da cui si può vedere qualche esemplare tra volatili, mammiferi e quant’altro, se si è fortunati..(per farvi capire la situazione di scatto).
Ora: io ho la d700 e arrivo al massimo a 200mm (bighiera). Non chiedetemi la grandezza del fiume, ma a prescindere da ciò credo di essere corto, così stavo pensando di arrivare almeno a 300.
Rientro dunque nella categoria di fotografi che non fanno fotografia naturalistica, questa è la prima volta per intenderci, e non hanno intenzione di praticare questo tipo di fotografia, ma hanno questa occasione, ecco..
Mi consigliate di acquistare un Nikon 70-300, o acquistare/affittare un 300 f4 (sempre che riesca a trovarlo..) per le due settimane che sarò via?
O mi consigliate altro?
Grazie!

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‘Cercando Picasso’, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Cercando Picasso, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

Giorgio Albertazzi è a teatro con Cercando Picasso, una messa in scena da testi di Pablo Picasso e Federico García Lorca per la coreografia di Martha Graham sulla guerra civile spagnola. Sul palco assieme ad Albertazzi ci saranno proprio le danzatrici della Martha Graham Dance Company. Dopo Messina e Roma, fino a domenica 3 aprile 2011 è la volta del Teatro della Pergola di Firenze.

Uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che è anche un grande omaggio a tutte le avanguardie artistiche del novecento e a quell’idea beckettiana del teatro come arte totale, aperto ad includere diverse forme e modalità espressive. La scrittura di Garcia Lorca assume nuove sfumature con la voce di Albertazzi, aperta a nuove interpretazioni.

Non è la prima volta che Antonio Calenda lavora con Albertazzi e dirigere l’attore 86enne attraverso la personalità del vecchio Picasso deve essere stato anche assecondarne alcuni tratti. La verve creativa, la forza d’animo, la mordente passione per il proprio lavoro e un fremito di lussuria, accompagnano sempre personaggi del loro calibro. Le scene e i costumi sono di Pier Paolo Busceri. Una grande tela bianca e alcuni mobili, al centro un letto in cui il pittore vive, sogna e potrebbe morire, e poi fogli e disegni.

Dopo la tappa fiorentina, non sono ancora state annunciate le nuove date dello spettacolo che proseguirà in Italia e in Europa.

‘Cercando Picasso’, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze é stato pubblicato su artsblog alle 16:48 di giovedì 31 marzo 2011.

 Cercando Picasso, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

 Cercando Picasso, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

 Cercando Picasso, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze  Cercando Picasso, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

 Cercando Picasso, intervista a Giorgio Albertazzi alla Pergola a Firenze

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Art Dubai 2011

venerdì, 18 marzo 2011
listen it it Art Dubai 2011

Cominciata ieri, fino a sabato 19 marzo 2011 va in scena la quinta edizione di Art Dubai. La location è il resort Madinat Jumeirah, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, uno dei pochi stati del medio-oriente dove non sono scoppiati disordini, dove il turismo, le banche ed i grattacieli continuano a prosperare.

Il direttore artistico della fiera è Antonia Carver, che ha selezionato con il suo team 81 gallerie provenienti da 34 paesi. Rappresentano circa 500 artisti, che lavorano principalmente con pittura, scultura e video animazioni. Per la prima volta sono presenti due gallerie dalla Cina (da Pechino, Liu Ling) e una da Hong Kong.

Affiancata da un ricco programma di presentazioni e performances, quella di Dubai è una fiera in crescita, per il continuo interesse dei piccoli collezionisti. Gli espositori italiani presenti sono la Galleria Continua e Cardi Black Box, tra gli inviati alle conferenze spuntano i nomi di Francesco Vezzoli e Germano Celant.

Art Dubai 2011
089bb thn img003 Art Dubai 2011089bb thn img004 Art Dubai 2011135b3 thn img005 Art Dubai 2011

Art Dubai 2011 é stato pubblicato su artsblog alle 08:02 di giovedì 17 marzo 2011.

 Art Dubai 2011

 Art Dubai 2011

 Art Dubai 2011  Art Dubai 2011

 Art Dubai 2011

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Il cursore urbano

lunedì, 14 marzo 2011
listen it it Il cursore urbano

a1608 uc Il cursore urbano

Il Cursore Urbano (Urban Cursor) è un intervento di arte pubblica realizzato da Sebastian Campion, meglio noto al secolo come Guerrilla Inovation.

L’opera consiste in un cursore da computer tridimensionale di grandi dimensioni, che sbuca dallo schermo per posizionarsi direttamente sul mondo fisico in piazze e strade trasformandosi in un’installazione urbana mobile. Dentro l’oggetto si cela un GPS che consente di tracciare i movimenti del cursore su una mappa virtuale. L’idea è semplice e bellissima: lo spazio virtuale di internet e quello urbano si incontrano per stimolare forme ibride di socializzazione e reinventare i confini e l’uso degli spazi pubblici. La gente è infatti invitata ad interagire con il cursore giocandoci, spostandolo in punti diversi della città e stimolando a loro volta negli altri nuove interazioni. In questo modo si ottiene una mappa che dalla strada ritorna alla dimensione dei pixel.

Urban cursor è stato realizzato per la prima volta in Ctalogna (Spagna) presso il Festival Ingràvid (23-27 settembre 2009). Francamente, voto altissimo per questa opera che apre a narrative e interazioni insaspettate la città.

Urban Cursor
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Il cursore urbano é stato pubblicato su artsblog alle 11:13 di sabato 12 marzo 2011.

 Il cursore urbano

 Il cursore urbano

 Il cursore urbano  Il cursore urbano

 Il cursore urbano

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Piccola lista di domande su d7000

venerdì, 11 marzo 2011
listen it it Piccola lista di domande su d7000

Ciao a tutti,
ho usato per la prima volta ieri sera la d7000 con obiettivo kit 18-105, la mia prima reflex.
L’ho utilizzata di sera ad una festa e il buio era rischiarato da forti luci. Non avendo tecnica, ancora, l’ho utilizzata tutta in automatico. Risultato pessimo. Con una compattina avrei ottenuto risultati MOLTO migliori. Le foto sono quasi inguardabili con una dominante rossa paurosa.
Detto questo…alcune domande/curiosità:

  • Perchè risultati così scarsi? seppur in automatica rispetto ad una compattina non dovrebbe lavorare comunque meglio?
  • la D7000 è (semi)tropicalizzata…ma in pratica cosa significa? Posso metterla sotto il rubinetto come alcune pentax? posso usarla sotto la pioggia insistente? tra il vento che spazza la sabbia in spiaggia? La tropicalizzazione riguarda solo il corpo o anche l’obiettivo kit?
  • Nel riporre la macchina su un supporto o in uno zaino quanta cura devo avere? gli obiettivi sono molto sensibili agli urti (esperienze di uso gradite)? e il corpo?

Grazie in anticipo

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