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18° Contest Fotografico SonyAlpha – vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze…

giovedì, 3 novembre 2011
listen it it 18° Contest Fotografico SonyAlpha   vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze...

photocontest 18° Contest Fotografico SonyAlpha   vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze...

 

il tema:
…Meritate Vacanze..
Premiazione Vincitore
Vince: STREGHETTA

 

gallery 34721 21 195186 18° Contest Fotografico SonyAlpha   vincitore e commenti, tema: Meritate Vacanze...

FOTO N° 1343 AUTORE: STREGHETTA TITOLO:OLO: BREGENZ 1° vincitore
link foto: http://www.domiad.it/forum/Bregenz-image9464.html
La composizione non solo rispecchia i canoni classici, ma ne esalta
gli spazi, le dimensioni, le proporzioni. La scelta del taglio orizzontale
è quanto mai efficace, aggiunge serenità alla lettura. Il momento delle luci
è pensato, studiato, atteso, certo fortuito, ma sfruttato ad arte.
La dolcezza che emana trasporta l’osservatore accanto alla fotografa,
ne cattura l’in emozione.
VOTI: 9 in tecnica & 9 in emozione

FOTO N°2 AUTORE: GINOPORTICI TITOLO: MERITATE VACANZE 6°
link foto: http://www.domiad.it/forum/Meritate-vacanze-image9640.html
L’immagine rispecchia appieno il tema. Il rilassamento totale, il riposo
agognato, desiderato, meritato. La composizione rispecchia i canoni classici, il primo piano mette in evidenza il soggetto, i rimanenti piani di lettura inseriscono l’osservatore nel contesto in cui la scena si svolge.
VOTI: 4 in tecnica & 4 in emozione

FOTO N°11 AUTORE: ICEKILL TITOLO: DRITTI VERSO LA VACANZA 5°
link foto: http://www.domiad.it/forum/Dritti-verso-la…-image9630.html
La costruzione curata mette in relazione l’immagine con il TITOLO:olo in modo
Inequivocabile. Efficace il messaggio, una direzione certa, la vacanza,
che comunque non si incontrerà mai con l’altro aspetto contingente della vacanza stessa, ossia il lavoro. Una chiave di lettura non immediata ma proprio per questo più costruttiva.
VOTI: 6 in tecnica & 5 in emozione

FOTO N°32 AUTORE: MARKDIDXO TITOLO: LA FINESTRA SUL PASSATO 4°
link foto: http://www.domiad.it/forum/la-finestra-sul…-image9605.html
Benché il TITOLO:olo non rispecchi l’immagine, la freschezza del paesaggio
la sua solarità, riportano in un istante alla vacanza. I cromatismi delicati
riconducono alla serenità che nella vacanza è tanto desiderata.
La composizione schematica, rende immediata la lettura quindi più gradevole l’osservazione.
VOTI: 6 in tecnica & 7 in emozione

FOTO N°54 AUTORE: PUPAXX33 TITOLO: FERRAGOSTO AFFOLLATO 3°
link foto: http://www.domiad.it/forum/ferragosto-affo…-image9571.html
La scelta del TITOLO:olo in relazione all’immagine è quanto mai spiritosa quindi
mette di buon umore. La solitudine, la pace, il silenzio, sono le caratteristiche prime di una vacanza che rigenera. La composizione
rispecchia i canoni classici. I cromatismi ed il taglio verticale facilitano
la lettura e la comprensione dell’immagine.
VOTI: 7 in tecnica & 8 in emozione

FOTO N° 75 AUTORE: REA TITOLO: UN ANNO DI ATTESA 2°
link foto: http://www.domiad.it/forum/anno-di-attesa-image9540.html
Delicata ed al contempo dolce, l’immagine riconduce alla vacanza per
Antonomasia, il riposo, cullati dal dolce far niente in un contesto
tranquillo che predisponga il nostro animo alla riflessione.
La composizione conduce l’osservatore per mano e lo costringe alla lettura
parziale e più efficace che l’AUTORE:ore ritiene fondamentale per la
comprensione.
VOTI: 7 in tecnica & 9 in emozione

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Nikon, cosa nasconde il conto alla rovescia?

sabato, 17 aprile 2010
listen it it Nikon, cosa nasconde il conto alla rovescia?

6958b nikoncountdwoncampaign Nikon, cosa nasconde il conto alla rovescia?

Prosegue il conto alla rovescia di Nikon di cui vi abbiamo parlato ieri.

La bella notizia è che riguarda Nikon. La brutta notizia è che potrebbe non essere una nuova reflex full frame da sostituire alla Nikon D700, ma una normale coolpix. Su una rivista inglese, infatti, si trova una compagna simile che pubblicizza una compatta.

Addirittura potrebbe essere solo un sito web. In ogni caso la Nikon D700 è definita da più parti come fuori produzione e quindi un’ipotetica Nikon D800 non può essere molto distante nel tempo.

Fonte Google News

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Applicazione per iPhone di Autoblog.it, Gossipblog.it e Melablog.it

venerdì, 19 febbraio 2010
listen it it Applicazione per iPhone di Autoblog.it, Gossipblog.it e Melablog.it

Varie

Prospettiva Applicazione per iPhone di Autoblog.it, Gossipblog.it e Melablog.it

Rilasciata pochissimi minuti fa, sono approdate su App Store le applicazioni ufficiale dei nostri cugini di Autoblog, Gossipblog e Melablog per iPhone ed iPod touch. Si tratta di un’applicazione nativa che permette l’accesso rapido alle ultime notizie presenti appunto su Autoblog.it, Gossipblog.it e Melablog.it, ma è possibile configurare l’applicazione per leggere le notizie di uno degli altri 47 blog di Blog, compreso ovviamente quello che state sfogliando ora.

Oltre a fornire tutti i contenuti in modo ottimizzato l’applicazione permette di sfogliare le gallerie di immagini, vedere i video pubblicati nonchè leggere e scrivere commenti alle notizie. Se ci sono argomenti che vi stanno particolarmente a cuore, potete selezionarli nella sezione “Mie news” ed avere così la propria pagina personalizzata.

E’ inoltre possibile rimanere aggiornati costantemente sulle notizie nell’istante in cui vengono pubblicate. In questo caso l’abbonamento per ricevere le notifiche push è di soli ‚Ǩ 0,79 al mese.

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FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

domenica, 16 agosto 2009
listen it it FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Prof.Angelo Meduri

 

 

Dopo aver imparato a trovare le costellazioni e gli oggetti celesti più importanti, si può avere il desiderio di fissare l’immagine su un supporto. La fotografia celeste (o astrofotografia) offre numerose attrattive ed apre ampi orizzonti di ricerca ai cacciatori di immagini. In effetti, ci sono diversi vantaggi rispetto all’osservazione visuale:

1)   E’ possibile avere a disposizione un documento che testimonia definitivamente tutto quello che si è registrato con la fotocamera in quel giorno;

2)   L’immagine così ottenuta rappresenta un documento fedele ed oggettivo, mentre l’osservazione visuale o il disegno sono soggettivi;

3)   Le esposizioni fotografiche consentono di accumulare la luce e di rendere visibili gli oggetti più deboli, anche quelli invisibili ad occhio;

4)   Le pellicole ed i sensori digitali offrono una gamma di sensibilità ai colori dello spettro molto estesa, perciò possiamo cogliere immagini  nell’infrarosso e nell’ultravioletto, con i colori degli oggetti celesti fotografati;

5)   La zona di cielo inquadrata da una fotografia è molto più estesa di quella che si osserva all’oculare di un binocolo o di un telescopio.

L’evoluzione del mercato informatico sta facendo calare l’interesse per la fotografia analogica in favore di quella digitale, infatti la fotografia digitale resta la più nitida (decine di Megapixel) e la più economica da realizzare.

 

 

287ce6ab51dbb16db89302a5fb973c52 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Una reflex a pellicola.

 

    Per numerosi dilettanti appassionati di astrofotografia, la foto a vasto campo rappresenta il primo passo verso una visione più grande dell’universo di quella che il telescopio svelava alla mente del curioso. Per altri, questo può essere solo il primo passo sulla strada dell’apprendimento dei mezzi per realizzare fotografie molto belle ed eccitanti. Prescindendo dal motivo, la macchina fotografica reflex per il 35mm, dotata di un obiettivo normale da 50mm di lunghezza focale è lo strumento ordinario per la prima avventura in questo campo affascinante e misterioso. La macchina fotografica deve essere quindi reflex, dotata di posa B o T e provvista di un innesto per ottiche tra i più facilmente reperibili in commercio. L’impiego di un cavetto di scatto flessibile per agire a distanza permette inoltre di eliminare gran parte delle vibrazioni. L’otturatore deve restare aperto anche per diversi minuti, perciò è meglio se le batterie sono ben cariche.  

6615fa0f7cf26ed2a9a11cf2ff138524 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Fotocamera reflex digitale moderna.

    Gli obiettivi fotografici comuni sono diffusissimi, spesso vengono sottovalutati, ma consentono di ottenere immagini spettacolari, se utilizzati opportunamente. Il 50mm è chiamato normale, perché inquadra le cose come l’occhio umano, mentre gli obiettivi con focali più corte vengono chiamati grandangolari e quelli con lunghezze focali maggiori del 50mm teleobiettivi.   La fotografia astronomica a vasto campo si occupa delle costellazioni, degli oggetti del profondo cielo (nebulose, ammassi stellari, galassie), della Via Lattea, delle meteore e delle comete. La lunghezza focale F dell’obiettivo determina l’ampiezza del campo inquadrato, che deve essere scelto in relazione alle dimensioni dell’oggetto da fotografare. Per la Via Lattea, presa  da una parte all’altra dell’orizzonte, occorre adoperare focali da 8mm a 17mm di tipo fish-eye (occhio di pesce, 180° di campo inquadrato). Per ingrandire alcune parti occorrerà un 50mm oppure un 85mm, o più, mentre per avere sul fotogramma anche i particolari del paesaggio sarà utile un super-grandangolare di 14-20mm. Se si vuole fotografare invece la nebulosa di Orione ci vorrà una focale superiore ai 300mm. La tabella riporta le dimensioni angolari del campo inquadrato da ogni obiettivo sul fotogramma 24×36mm del piccolo formato 35mm. Naturalmente, si possono adoperare formati più ampi, o più piccoli, come il formato APS (1,5-1,6 volte più piccolo del 35mm).  

 

 

Lunghezza focale in mm

Dimensioni del campo

Angolo sulla diagonale del formato 35mm

14

81,2° × 104,2°

114,2°

18

67,3° × 90,0°

100,4°

20

61,9° × 83,9°

94,5°

24

53,1° × 73,7°

84,0°

28

46,3° × 65,4°

75,3°

35

37,8° × 54,4°

63,4°

50

26,9° × 39,5°

46,7°

85

16,0° × 23,9°

28,5°

105

13,0° × 19,4°

23,2°

135

10,1° × 15,1°

18,2°

200

6,8° × 10,2°

12,3°

300

4,5° × 6,8°

8,2°

400

3,4° × 5,1°

6,1°

600

2,2° × 3,4°

4,1°

800

1,7° × 2,5°

3,0°

1000

1,3° × 2,0°

2,4°

2000

41’ × 62’

1,2°

3000

28’ × 42’

50’

  

Oltre agli obiettivi a focale fissa, vi sono quelli a focale variabile, meglio noti come zoom; con essi non sempre esistono dei vantaggi, i principali punti critici sono i seguenti:

1)   il meccanismo che fa variare la lunghezza focale generalmente tende a spostarsi    durante le lunghe pose, rovinando così le foto, tranne che non sia dotato di un blocco;

2)   il costo di un obiettivo a focale variabile di alta qualità fino ai bordi è assai più elevato di un’ottica a focale fissa;

3)   la luminosità dell’immagine fornita dagli zoom generalmente è inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa;

4)   gli zoom distorcono le immagini più facilmente;

5)   gli zoom pesano di più.

Da ciò si può dedurre che, se si sceglie di utilizzare un obiettivo zoom, si dovrebbe controllare attentamente il suo funzionamento. Recentemente sono apparsi sul mercato degli obiettivi zoom professionali di alta luminosità (2,8) con lenti asferiche per eliminare la distorsione e gli altri difetti delle immagini: essi offrono risultati decisamente positivi, superando talvolta le focali fisse! Ho provato uno di questi zoom alla massima apertura ed ho notato che il comportamento era uniforme da un bordo all’altro, non c’era traccia di distorsione e le aberrazioni erano quasi invisibili, tuttavia il funzionamento può variare con la lunghezza focale. Se alle lenti asferiche vengono abbinate anche le lenti a bassa dispersione, persino l’aberrazione cromatica diventerà irrilevante ed usciranno immagini straordinarie, anche a tutta apertura. Inoltre, ho utilizzato un 300mm a tutta apertura (2,8) ed ho ottenuto sempre immagini puntiformi su tutto il campo inquadrato (anche agli angoli), segno di un’ottima correzione delle aberrazioni e della vignettatura già dalla piena apertura.

L’apertura relativa (o luminosità f=F/D) di un obiettivo fotografico convenzionalmente varia secondo il tipo di progetto adottato. Solitamente è possibile fare variare la luminosità da un massimo (2,0) ad un minimo (22,0). Tra uno scatto e l’altro c’è una variazione del 50% (il diametro D si riduce di 1,4 volte), perciò se si apre di uno stop un obiettivo si avrà il doppio della luce, mentre se di chiude di uno stop si otterrà una riduzione della metà. Le grandi aperture sono assai vantaggiose in astronomia, poiché gli oggetti celesti hanno basse luminosità intrinseche e si deve inseguire per lungo tempo.

a3372b24321e369354425796f1cd4b26 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Alcuni filtri per obiettivi.

        L’inseguimento si effettua su di una montatura equatoriale con motore, dato che la Terra si sposta e gli oggetti sorgono, culminano e tramontano. Un errore comune che si osserva nelle foto a vasto campo è l’uso costante degli obiettivi alla massima apertura. Poiché quasi tutti gli obiettivi delle macchine reflex sono stati progettati per offrire la prestazione migliore a 1-2 valori dopo la massima apertura, l’uso dell’obiettivo a tutta apertura spesso accentua le aberrazioni, produce una vignettatura eccessiva e causa velature forti ed irregolari. Le ottiche delle macchine fotografiche comuni sono state progettate in modo da rispondere alle necessità dell’utente medio. Questi requisiti non sono tanto rigorosi come quelli della fotografia stellare, che è il test più severo per ogni obiettivo. Le aberrazioni sono difetti degli obiettivi che non si vedono facilmente sui ritratti o sulle fotografie di paesaggio. Oltretutto, nella maggior parte delle applicazioni di tutti i giorni, il fotografo è interessato soltanto alla parte centrale della fotografia, così le aberrazioni ai bordi passano inosservate. Per di più, nella maggior parte delle applicazioni fotografiche, gli obiettivi vengono utilizzati raramente in prossimità della massima apertura, il che rende meno appariscente la presenza delle aberrazioni e della vignettatura (=perdita di luce ai bordi).

Per le applicazioni astronomiche, il test più semplice per determinare l’apertura di diaframma migliore di ogni dato obiettivo è eseguire una serie di foto guidate del cielo notturno. Se l’obiettivo deve essere diaframmato oltre 2 valori dopo la massima apertura per ridurre le aberrazioni e la vignettatura a livelli accettabili, servirà poco nel lavoro astronomico. I vantaggi del diaframmare sono duplici: non solo si sopprimono le aberrazioni e la vignettatura, ma si riduce anche il velo di fondo, migliorando il contrasto da ogni parte. Con le nuove pellicole supersensibili che stanno uscendo, un’esposizione di 20 minuti a f/4 con una pellicola da 1000 ISO produrrà risultati stupendi. Con i sensori digitali riducete il tempo di posa almeno ad un terzo. Poiché le fotografie eseguite con un obiettivo da 50mm ed un motorino d’inseguimento di buona qualità non dovrebbero essere guidate con cannocchiali e oculari con crocicchio, non c’è motivo di rinunciare alla qualità per fare un’esposizione più breve. Per migliorare ulteriormente la resa degli obiettivi è conveniente utilizzare talvolta un filtro (UV, Skylight, giallo o rosso). Di recente sono comparsi sul mercato alcuni filtri, detti interferenziali, che bloccano certe lunghezze d’onda e ne trasmettono invece altre, tuttavia il loro costo resta ancora elevato.

304253bf789a7ba774dd0560ab270990 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Le tracce stellari lasciate dopo 45 minuti di posa a f/4 con un obiettivo di 35mm su pellicola di 400 ISO.

 

 

    L’attrezzatura ideale comprende quindi una serie di obiettivi per poter riprendere meglio i vari aspetti del cielo nelle diverse stagioni. In estate potete fotografare bene la Via Lattea, molte nebulose e ammassi aperti. In autunno puntate gli obiettivi sulla galassia di Andromeda, l’ammasso doppio del Perseo e su Cassiopea. D’inverno spiccano Orione con le sue nebulose ed il Toro con i suoi ammassi. Disporre di diversi obiettivi vi servirà per riempire meglio il fotogramma secondo l’oggetto desiderato. Occorrono, in linea di massima, un 24mm, un 50mm ed un 300mm, oppure uno zoom 28-70mm ed un 300mm. Si può acquistare poi un moltiplicatore di focale 1,4x. La possibilità di avere l’autofocus qui è inutile, giacché si lavora sempre impostando la messa a fuoco sull’infinito (∞), è importante invece disporre di una grande apertura (2 o 2,8). Se potete permettervi solo un obiettivo la scelta per eccellenza è quella di un 50mm, anche usato. Se usate il formato APS dovete impiegare invece un 30mm o un 35mm. L’impiego di un trascinatore è indispensabile ed implica pure la conoscenza della messa in stazione verso il Polo Celeste, aiutandosi con la Stella Polare. Il treppiedi (o cavalletto) è un altro accessorio indispensabile per la buona riuscita delle foto.

9ebe95f552f0b6fbe8efee21098f07b0 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

La cometa Hale-Bopp, apparsa nel 1997, fotografata con un obiettivo di 300mm a f/2,8 su pellicola di 800 ISO con una posa della durata di 8 minuti.

 

 

    Dopo aver montato un telescopio, nel luogo prescelto, sulla montatura equatoriale, si deve sistemare correttamente tutto l’insieme in modo da poter mantenere l’oggetto celeste costantemente puntato al centro del campo per ore. Ciò significa che si deve orientare con molta precisione la montatura del telescopio per farla funzionare perfettamente dopo aver bilanciato ogni parte dell’insieme. Per orientare correttamente l’asse polare della montatura esistono vari metodi, qui ne descriverò uno. E’ un metodo approssimato, che consente di fotografare con strumenti di corta focale in tempi abbastanza brevi. Questo procedimento permette di rendere l’asse polare della montatura parallelo all’asse di rotazione terrestre, in modo da riuscire ad annullare gli effetti del moto diurno, come previsto dalla teoria. Nell’emisfero boreale le stelle sembrano girare attorno alla Stella Polare ( Ursae Minoris), che è l’ultima stella della coda del Piccolo Carro. Gli appassionati che si recano nell’emisfero australe sono purtroppo meno fortunati dei loro colleghi, poiché le stelle prossime al Polo Sud Celeste non sono splendenti come la Stella Polare. Dunque, le stelle più vicine ai poli celesti sono la Polare (di magnitudine +2) e la σ Octantis (di magnitudine +5,5), che distano rispettivamente 48’ e 59’.  Innanzi tutto, si deve mettere in piano la montatura equatoriale, regolando la lunghezza delle gambe del treppiedi ed osservando la posizione della bolla di livello, finché non si sposta proprio sul centro. Le montature equatoriali alla tedesca spesso sono corredate da un cannocchiale polare (ad esempio 6×30, 8×50, 9×60, ecc.), perciò basta osservare direttamente nel cannocchiale per orientare correttamente l’asse della montatura. In pratica, la Polare deve rientrare in un apposito circoletto. Il cannocchiale polare ha un reticolo illuminato che contiene pure le posizioni delle stelle del campo vicine alla Stella Polare, regolabile tramite un disco orario ed un cerchio datario. I reticoli speciali servono proprio a facilitare l’allineamento polare della montatura. Questa regolazione permetterà di sistemare definitivamente l’inclinazione dell’asse polare della montatura e sarà utile ogni volta che si ritorna a fotografare sullo stesso sito. 

e09d701a4faac69ef307811ba8a3bf4a FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Stelle sopra la città fotografate con un obiettivo di 24mm aperto a f/2.8 per 60s a 800ISO.

 

 

  Il problema più difficile da risolvere per la fotografia celeste è quello della presenza dell’inquinamento luminoso, dovuto alle luci artificiali dei centri urbani ed extraurbani. Questo fenomeno arreca disturbo alla buona riuscita delle fotografie e si manifesta nelle vicinanze dei centri abitati, a causa del riverbero dell’illuminazione, che alla fine renderà le foto inaccettabili, con un cielo dalla tinta gialla, verde o grigia. La soluzione del problema richiede l’uso di un buon paraluce e la ricerca di luoghi più bui, dove la Via Lattea risalta bene anche ad occhio nudo. In Italia, i cieli più bui si trovano in Valle d’Aosta, sull’Appennino tosco-emiliano, vicino Grosseto, al confine tra Abruzzo e Molise, al confine tra Basilicata e Calabria, sulle vette centrali della Sardegna.

Comunque, non crediate che sia possibile ingrandire le stelle come piccoli globi, perché la loro distanza richiede focali di 200 metri. Di conseguenza, una stella resterà sempre un puntino sia con un obiettivo di 35mm, che con un 2000mm.

Per evidenziare la rotazione della volta celeste stellata, basta sistemare la fotocamera su un treppiedi, fare scattare l’otturatore via cavo e lasciarlo aperto diversi minuti, anche fino a 10-15 minuti per pose digitali, usando basse sensibilità, come 100 ISO, e diaframmi piuttosto aperti, come 2.8 o 4. Con le pellicole la posa deve essere unica, anche di diverse ore, mentre in digitale si sommeranno diverse foto al computer, sempre per ottenere come risultato finale delle strisce lasciate dalle stelle più luminose nel cielo notturno. Per quanto riguarda le pellicole da utilizzare (fresche e ben conservate), è opportuno sceglierne una piuttosto sensibile 400-1600 ISO, se invece si vogliono ottenere stelle puntiformi. Inoltre, quando si porta a sviluppare il rullino, occorre specificare che si tratta di foto astronomiche senza margini ben definiti e che si devono sviluppare senza tagliare la pellicola (si dice sviluppo in striscia). Durante la fase dello sviluppo, infatti, il macchinario o l’operatore potrebbero tagliare a metà una foto, perché fanno fatica a distinguere lo spazio vuoto tra due fotogrammi e lo sfondo del cielo, solitamente sempre nero. Il tempo di posa limite in minuti è dato dalla seguente tabella, per un cielo buio, limpido e senza Luna. Si tiene conto anche del difetto di reciprocità delle pellicole impiegate.

91b2ad53ff1e58ba24a10ee5f3208564 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Rotazione delle stelle attorno al polo celeste nord ottenuta con un obiettivo di 35mm a f/4 e 2 ore a 200ISO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella del tempo limite di saturazione in minuti per varie pellicole e cieli assai bui.

Apertura

100 ISO

250 ISO

400 ISO

800 ISO

1600 ISO

2,0

66 min.

24 min.

14 min.

6 min.             

3  min.

2,8

141

50

30  

14  

6  

3,5

233

83

49  

23  

10  

4,0

315

113

66  

30  

14  

5,6

671

240

141   

65  

30  

 

 

 

Tempo limite in secondi per macchine fisse sul treppiedi e stelle puntiformi

Obiettivo

0°

30°

45°

60°

20mm

30 sec.

35 sec.

42 sec.

60 sec.

24mm

25

29

35

50

28mm

21

25

30

43

35mm

17

20

24

34

50mm

12

14

17

24

100mm

6

7

8

12

300mm

2

2

3

4

La distanza in gradi è dall’equatore celeste, distante 90° dalla stella Polare.

 

 

Tipo di astrofotografia

Pellicola consigliata

Obiettivo e tempo di posa

Congiunzioni di pianeti

Luminosi al tramonto con

La Luna

100-400 ISO  come

Kodak Ektachrome E200

Fuji Provia 400F

35-70mm a f/2.8

Scattare quando l’esposi- metro segna 1-8 secondi

Costellazioni, aurore

800 ISO come

Fuji Superia X-tra 800

20-50mm a f/2.8

20-40 secondi

Costellazioni, Via Lattea,

stelle cadenti, con motore

800-1600 ISO

8-50mm a f/2.8

5 minuti

Foto con inseguimento al

telescopio

800-1600 ISO

14-300mm a f/2.8 

Fino a 5 minuti

 

 

 

 

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COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMA

sabato, 14 febbraio 2009
listen it it COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMA

La Coolpix S620 presenta, in un corpo camera dalle dimensioni decisamente contenute, un sensore da 12,2 megapixel effettivi, un obiettivo zoom Nikkor 4x con funzionalità di ripresa grandangolare (equivalente ad un 28 – 112 mm nel 35 mm), un monitor LCD da 2,7 pollici ad ampio angolo di visione ed un’ampia gamma di caratteristiche che consentono riprese ad alte prestazioni, come la possibilità di estendere la sensibilità ISO fino a 6400, che garantisce disturbi minimi anche quando si realizzano immagini a pieno formato (4000×3000 pixel). Come nella Coolpix S630, anche nella Coolpix S620 sono presenti quattro funzioni avanzate di stabilizzazione (Vibration Reduction, rilevamento del movimento, sensibilità ISO estendibile fino a 6400, BSS) e non mancano la modalità AF con priorità al volto, la Selezione Scene Auto e le nuove funzioni Verifica occhi aperti e Ritocco rapido. L’avanzatissima modalità Inseguimento soggetto AF (presente solo su questo modello), invece, permette di mantenere la messa a fuoco su un soggetto in movimento, anche se il soggetto stesso esce dall’inquadratura per qualche istante (per massimo 3 secondi). L’elegante corpo metallico della S620 offre una linea finemente dettagliata ed è disponibile nei colori silver, pink, purple e black. La nuova Coolpix S620 è la scelta ideale per chi è alla ricerca di stile e prestazioni avanzate, impreziosite ulteriormente da una velocità di azione impressionante (tempo di avvio di appena 0,7 secondi e ritardo allo scatto di appena 0,33 secondi).

d9784e44605668471b58540fbaea28b6 COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMAd33609d303fb6c9d018fa1c2f2bbdc14 COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMA

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Dietro lo sguardo di Daniela V.

sabato, 7 febbraio 2009
listen it it Dietro lo sguardo di Daniela V.

08aca5de0eea3dc891a756206faa6e24 Dietro lo sguardo di Daniela V.

Daniela V. è un piccolo mistero con una grande passione per la fotografia, per le emozioni e sensazioni che questa gli consente di cogliere e manifestare, per le Polaroid e gli sguardi analogici. Da giovane fotografa autodidatta, sensibile alla psicologia che osserva e analizza ogni nostro gesto, pensiero o emozione, Daniela si augura di riuscire a tradurre e sentire quello che il mondo dice e mostra, sente e sogna, grazie anche ad un obiettivo puntato su tutto quello che la circonda.

I suoi scatti, concentrati sulla carica emozionale dell’esistenza, che sa investire il nostro sguardo, un campo di grano, un fiume che scorre ineluttabile o le ossessioni compulsive, animano il suo profilo Carbonmade e Deviantart. Se siete curiosi di svelare il piccolo mistero che aleggia intorno alla sua identità, date un’occhiata a pagina 18 di Bulb Magazine n.9 e alla sua Hellzapoppin’. Curiosi? Io si! Quella che segue è la nostra chiacchierata.

Daniela V. … La maggior parte dei fotografi mantiene la propria identità anagrafica nella sua interezza, per quanto impronunciabile o bizzarra, la tua al contrario è ammantata da un alone di mistero, da cosa ha origine questa scelta?
Ho scelto di scrivere solo l’iniziale del mio cognome per comodità, dal momento che ho la “brutta abitudine” di firmare le mie foto e per rendere il mio nome più semplice da ricordare.

Indipendentemente dal modo in cui ti percepiscono gli altri, chi è Daniela V. e cosa caratterizza il tuo stile fotografico?
Innanzitutto tengo a precisare che non sono una fotografa professionista, nel senso che non ho mai frequentato scuole o corsi, sono una ragazza di 25 anni, studentessa di Psicologia con una grande passione per la fotografia e attraverso quest’arte cerco di esprimere il mio modo di guardare alla vita, le mie emozioni e soprattutto il mio stato d’animo. Ecco perché penso che in realtà la mia fotografia non è caratterizzata da uno stile in particolare, credo piuttosto che sia in continua evoluzione. Lo stile delle mie foto cresce con me e rispecchia l’umore dell’istante in cui le ho scattate.

Facendo un passo indietro, ci racconti quando e com’è nata la tua passione per il linguaggio fotografico?
Ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia più o meno all’età di 10 anni, avevo diverse macchine analogiche che utilizzavano i miei genitori, ma il vero colpo di fulmine è stato per la Polaroid Supercolor che mi ha regalato il mio papà. Da quel momento la fotografia si è letteralmente impossessata di me, scattavo foto a chiunque e a qualunque cosa, ti lascio immaginare quanto fossero pentiti i miei genitori di avermi insegnato ad usare quelle macchine fotografiche, dal momento che spendevano una fortuna in rullini e stampe.

Quali sono le tue migliori fonti d’ispirazione, qual è il tuo immaginario di riferimento?
Tutto ciò che mi circonda diventa per me fonte d’ispirazione, spesso scatto foto ad oggetti all’apparenza insignificanti o banali, ma che in certi contesti e con la luce giusta riescono a diventare “magici” ai miei occhi.

Cosa cerchi nei tuoi soggetti, nelle tue fotografie e soprattutto cosa ci trovi?
Cerco sempre la spontaneità, di cogliere quell’attimo che magari non si ripresenterà mai più; ma devo ammettere che non sempre riesco a trovarlo, soprattutto se i soggetti sono persone. Sai bene che quando ci si trova davanti ad un obiettivo si perde tutta quella naturalezza con cui si affronta la vita ogni giorno.

Cosa c’è di te nelle tue foto?
A volte c’è tutta me stessa nel vero senso della parola, visto che mi offro spesso come modella, eheh, colgo comunque l’occasione per fare un appello a chiunque voglia fare da “cavia da obiettivo” contattatemi… scherzi a parte, devo dire che ogni singolo scatto rispecchia sempre il mio stato d’animo, allegro o triste che sia.

C’è una foto alla quale sei particolarmente legata?
Forse sembrerò presuntuosa, ma sono legata a tutte le mie foto, perché in ognuna c’è un ricordo particolare, c’è uno scorcio della mia vita, è chiaro che alcune le trovo particolarmente riuscite, altre meno.

La cosa più bella del mondo da fotografare?
Ci sarebbe un bell’elenco da fare, è difficile sceglierne una…ehm, potrei dirti il sorriso di qualcuno in un momento di gioia, un fulmine a ciel sereno, una scivolata di qualcuno che detestiamo, eheh, sono davvero troppe.

C’è qualcosa che non fotograferesti mai, per niente al mondo?
Al momento posso dirti che i fetish portrait e il nudo non fanno per me, ma nella vita, come si dice, mai dire mai…

Quando rivedi le tue vecchie fotografie, cosa pensi?
Alcune le trovo insensate, altre di una pessima qualità, altre ancora orribili sotto tutti i punti di vista, però ce ne sono alcune che continuano a stupirmi e a piacermi, forse più di quando le avevo scattate.

Cos’è la fotografia per te?
E’ un’arte attraverso cui è possibile esprimere tutto ciò che si vuole, pensieri, sentimenti, creatività…and the list goes on

Fotografi per … ricordare, immortalare, esplorare o per spingerti oltre?
Fotografo prima di tutto per esprimere ciò che ho dentro, per dare voce alla mia creatività e sicuramente per tutti gli altri motivi che hai citato.

Quando hai deciso di passare dall’analogico al digitale?
Fosse per me fotograferei ancora solo ed esclusivamente in analogico, ma oggi è diventato un po’ troppo dispendioso, comunque faccio ancora tante foto in analogico, quindi in teoria non mi sono ancora decisa… infatti, la prima digitale non l’ho neppure scelta io, è stato un regalo dei miei. Credo risalga a 6 o 7 anni fa, una Polaroid. Poi sono passata ad una Nikon coolpix e finalmente sono arrivata ad una reflex Canon.

Da fotografo cosa non puoi proprio fare a meno di portare sempre con te?
Ehm, la fotocamera, ahah, no dai, credo delle memory card di scorta visto che scatto più foto io in 1 ora che David Lachapelle in tutta la sua vita e una batteria di riserva.

Che mi dici della tua attrezzatura fotografica?
Attualmente lavoro quasi sempre con una Canon 1000D e obiettivi a seconda delle esigenze, spesso utilizzo Photoshop cs3 per piccole correzioni.

Come hai scelto la tua prima macchina fotografica?
La prima che ho scelto è stata una Nikon coolpix e l’ho scelta più che altro in funzione del mio budget, comunque volevo una compatta da poter portare ovunque andassi e che non fosse ingombrante ma al tempo stesso volevo che avesse delle caratteristiche che in una compatta non avrei mai potuto trovare. Risultato? Chi si accontenta gode e devo dire che mi sono resa conto che non è la fotocamera a fare il fotografo, si possono ottenere dei bellissimi scatti anche con una macchina dalle capacità ridotte.

Come concili quotidianità e fotografia?
Credo che ormai la fotografia faccia parte della mia quotidianità, non esco senza portare con me la fotocamera e ovunque mi trovo cerco di scorgere qualcosa di interessante da catturare, spero comunque che un giorno possa diventare la mia quotidianità, magari trasformando questa passione in un vero e proprio lavoro.

Progetti futuri o sogni nel cassetto?
Progetti futuri…organizzare un’esposizione fotografica, sogni…troppi, sono una sognatrice incallita, primo fra tutti realizzare un photobook, poi vedere pubblicati i miei lavori su qualche grande rivista e…forse sto esagerando…?

Cosa vivi la tua dimensione non solo professionale di creativa e fotografa italiana?
Trovo sia una gran bella soddisfazione per me essere contattata da persone che hanno visto le mie foto e vogliono magari anche solo complimentarsi con me, chiedermi dei consigli o info su come ho realizzato un determinato scatto, è semplicemente fantastico sapere che le mie foto trasmettono qualcosa a chi le osserva. Al di la del guadagno, in termini economici che posso trarre dai miei lavori, per me il supporto delle persone è ancora più importante perché mi arricchisce a livello personale. Inoltre ho ricevuto dei features da alcuni siti internet ed ho vinto molti contest e questo è davvero molto gratificante non solo dal punto di vista professionale ma anche a livello di soddisfazioni e come incentivo a continuare su questa strada.

Hai qualche consiglio o dritta per un’aspirante fotografa?
Forse non sono ancora nella posizione di dispensare consigli, però posso dire che l’originalità e la creatività sono un requisito indispensabile per intraprendere questa strada.

Ciao Daniela, grazie del tempo che ci hai dedicato e delle ‘confidenze’, mi auguro di avere presto l’occasione di riprendere la chiacchierata, magari per la tua mostra o il photobook . Ora però vi lascio alla gallery che Daniela V. ha selezionato per noi.

Daniela V Gallery
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Fonte ClickBlog.it

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nel mais….

domenica, 28 dicembre 2008
listen it it nel mais....

mi ricordo perfettamente questa scena…. il mio sguardo era intontito dal riverbero della luce e dall’ondeggeggiare delle forme e dei piani nel vento…
come per gioco ho iniziato a seguire con l’occhio quella figura che scorreva lenta e distante da me…senza voltarsi e senza guardare…
immaginavo quel vecchio cappello consumato. O forse lo conoscevo talmente bene per averlo tante volte tenuto in mano.

la figura avanzava e si inabissava sempre di più…nel mais…quasi comprendesse che non c’era ritorno.
La terra come la vita.

poi lentamente per una distrazione son tornata a cercare quela traccia….semplicemente non c’era più.
Ho provato a chiamare ma il vento era talmente forte da soffocare la mia voce.
Così è stato che ho visto scomparire quell’uomo….

Così dolce e lento dovrebbe essere lo scomparire….così rassicurante. Uscre dalla vista dell’altro senza clamori.
Sebbene mi sia capitato di tornare esattamente in quel posto ….non avrei più rivisto quella scena. Senza mio padre.

PS – E’ una delle pochissime immagini che ho di lui

http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a15127-nel-mais.jpg.html

 nel mais....

 nel mais....

Fonte nikonclubitalia.com

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Arte performativa e fotografia, insieme per comunicare

domenica, 23 novembre 2008
listen it it Arte performativa e fotografia, insieme per comunicare

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Riitta Ikonen e’ una giovane artista finlandese di stanza a Londra, con un master in Comunicazione e Design del Royal College of Art, che utilizza abili travestimenti e piccole messe in scena, immortalati dagli scatti della giovane fotografa Anja Schaffner, compagna di College e di altri colleghi, per entrare in sintonia con i ruoli che interpreta, comunicare messaggi forti e sensibilizzare chiunque sulle conseguenze del cambiamento climatico o su questioni riguardanti il trasporto pubblico.

Ogni scatto la vede protagonista di performance, nelle quali il suo corpo travestito da qualcos’altro, giace alla deriva come un pesce o si lascia trasportare dalle onde del Mar Baltico come un piccolo iceberg sciolto dal surriscaldamento terrestre. Puo’ essere un cristallo di neve, una rondine , una foglia o un tutt’uno con la tappezzeria di un auto.

Ogni istante e’ preparato con cura e colto da uno scatto, per perorare in modo eccentrico, dirompente, poetico e suggestivo, le cause in cui credono questi giovani artisti, che usano linguaggi diversi, l’arte performativa da una parte e la fotografia dall’altra, per raggiungere un fine comune… comunicare.

Via | Weheartit.com

Riitta Ikonen & Anja Schaffner Gallery
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 Arte performativa e fotografia, insieme per comunicare

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 Arte performativa e fotografia, insieme per comunicare

Fonte ClickBlog.it

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