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La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

domenica, 1 maggio 2011
listen it it La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

deed8 monnalisapane La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

Sembra aver riscosso la simpatia -o quantomeno la curiosità- degli abitanti di Matera l’installazione dell’artista mosaicista inglese Laura Hadland, una mega mosaico di 1.080 fette di pane tostato disposte in modo da riprodurre il ritratto di Monna Lisa.

La Hadland per la verità, era già famosa per un ritratto/installazione dalle dimensioni record, fatto sempre con le fette di pane, e curiosamente realizzata come regalo di compleanno per sua suocera. Comunque, il 24 aprile scorso giorno di Pasqua, un fitto via vai di teglie nella piazza materanese ha pian piano ricomposto il capolavoro che Leonardo da Vinci dipinse in un momento databile nei primi 10/15 anni del 1500.

C’è anche da dire che tutto quel pane è stato messo a disposizione dal Consorzio di Tutela del Pane di Matera IGP. Nel video si vede l’ultimo tocco alla composizione di 12 metri x 15, con tanto di commovente applauso finale; allora è proprio vero che l’arte illumina le città e avvicina la gente. Ma anche della serie: cosa non si può fare con il tostapane!

La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera é stato pubblicato su artsblog alle 10:17 di giovedì 28 aprile 2011.

 La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

 La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

 La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera  La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

 La Gioconda di pane tostato in Piazza Vittorio Veneto a Matera

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Lo street-artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

sabato, 23 aprile 2011
listen it it Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

d2ccb Immagine10 02 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

Macabro e irriverente sono i primi aggettivi che ti vengono quando vedi un opera dello street-artist inglese D*Face. Ha il gusto dell’entomologo e si diverte a scarabocchiare le immagini della Regina questo artista partito dagli stickers, che presto ha sentito l’esigenza di espandersi attraverso i posters prima e graffiti poi, nell’intento di stimolare chi guarda a trovare i significati “altri” di ciò che ci circonda.

Ora espone per la prima volta in quel di Los Angeles presso la Corey Helford Gallery, fino al 27 aprile si potranno ammirare dal vivo le sue reinterpretazioni delle icone della cultura popolare.

Coppie di innamorati e ritratti di Michael Jackson in salsa Roy Lichtenstein, ma in versione zombie alla Romero. Per la cronaca, questi acrilici su tela sono valutati intorno ai 30.000 U.S.Dollars.

Lo street-artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles é stato pubblicato su artsblog alle 10:00 di sabato 23 aprile 2011.

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles  Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

 Lo street artist londinese D*Face ora in una personale a Los Angeles

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La foresta incantata di Antony James

venerdì, 18 marzo 2011
listen it it La foresta incantata di Antony James

e4852 aj1 La foresta incantata di Antony James

L’artista inglese Antony James ha riprodotto una foresta sotto vetro. Ricorda il famoso squalo in formaldeide di Damien Hirst questa installazione di tronchi di betulla del Minnesota, realizzata a partire dal 2005.

Sono tronchi segati e ben disposti dentro teche che hanno degli specchi e delle luci al neon. Il risultato è un effetto visivo ipnotico, di moltiplicazione: da pochi tronchi è subito foresta -incantata- come in una fiaba del futuro. Sono porzioni luminose di alberi inscatolati, tra cui anche una teca con una Ferrari nuova sfasciata che gli ha procurato un bel po’ di attenzione.

Sono forme di vita inscatolate in cubi e scatole verticali di vetro e metallo, per avere un’idea del loro successo, l’ultima, chiamata “birch” (betulla), è stata venduta ad un collezionista tedesco per 125.000 dollari in occasione dell’ultima edizione di Design Miami/basel.

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Immagini | FastCoDesign

La foresta incantata di Antony James é stato pubblicato su artsblog alle 09:00 di giovedì 17 marzo 2011.

 La foresta incantata di Antony James

 La foresta incantata di Antony James

 La foresta incantata di Antony James  La foresta incantata di Antony James

 La foresta incantata di Antony James

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Botaniq. L’archivio delle esperienze

mercoledì, 16 marzo 2011
listen it it Botaniq. Larchivio delle esperienze

Botaniq è un progetto focalizzato su un’idea molto particolare di conservazione dell’opera d’arte.

Ideato dal’artista e ricercatore Gabriel Vanegas, il sottotitolo di Botaliq è “Diaries of an observer and interactor” (Diari di un osservatore e un “interattore”, traduco letteralmente questa parola che è una forzatura credo voluta anche nella versione inglese). Il cuore della riflessione parte dal presupposto (da me condiviso) che un modo per perservare l’arte è la condivisione delle nostre esperienze e interazioni con l’opera medesima: uno spostamento dagli aspetti descrittivi e materiali dell’opera verso la sua capacità di artefatto di raccontare le “storie di un periodo culturale, viaggi unici, particolari e irripetibili“(dalla home del sito).

Botaniq è dunque un archivio di esperienze di opere d’arte, a vocazione internazionale. Ma la cosa forse più interessante di questo progetto è il metodo. Per creare l’archivio, gli artisti partecipano a workshop di grafica sperimentale e composizione attraverso i quali si realizza una documentazione dell’opera sotto forma di un diario personale dell’esperienza. Non ci sono limiti alle tecniche e ai tipi di materiali utilizzati per costruire il diario. Un diario che diventa in se stesso l’opera d’arte. I workshop si chiamano “Workshops of conservation of Experiences”: è possibile parteciparvi o ospitarne uno all’interno di un proprio evento.

Botaniq è un’idea meravigliosa su cui i musei, storici dell’arte e curatori avrebbero molto a apprendere: vi immaginate se l’archiviazione introiettasse questa pratica come metodologia? Che ne pensate? Il video in alto intanto ci spiega l’approccio teorico utilizzato: se ne avete voglia guardatelo, è molto inteessante.

Botaniq. L’archivio delle esperienze é stato pubblicato su artsblog alle 11:23 di martedì 15 marzo 2011.

 Botaniq. Larchivio delle esperienze

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 Botaniq. Larchivio delle esperienze  Botaniq. Larchivio delle esperienze

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I collage retrò di Claire Pestaille

sabato, 5 marzo 2011
listen it it I collage retrò di Claire Pestaille

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Dive, immagini di donne e bellezza dal sapore antico trovano nei lavori di Claire Pasteille (UK) una nuova vita.

La principale tecnica usata da questa artista inglese è il collage, esplorato in modo particolare. Il materiale è costituito da fotografie vintage, tutti soggetti femminili. Le foto vengono ritagliate in sezioni geometriche (quadrati, rombi, rettangol, strisce) per essere riassemblate. Il risultato è un’immagine disturbata, rotta, moltiplicata, che rivela qualcosa del mondo segreto delle donne. L’effetto visivo ricorda leggermente la tecnica usata nel digitale per sgranare i pixel, anche se molto più complesso.

Nella gallery diversi esempi di opere: oltre ai collage, che rimangono i miei preferiti, Pasteille si dedica anche alla pittura manipolando grandi opere storiche. Potete seguire il suo lavoro su Twitter, qui.

I collage di Claire Pasteille
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I collage retrò di Claire Pestaille é stato pubblicato su artsblog alle 16:39 di giovedì 03 marzo 2011.

 I collage retrò di Claire Pestaille

 I collage retrò di Claire Pestaille

 I collage retrò di Claire Pestaille  I collage retrò di Claire Pestaille

 I collage retrò di Claire Pestaille

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Damien Hirst cerca un assistente

venerdì, 18 febbraio 2011
listen it it Damien Hirst cerca un assistente

f5fba damienhirstrequiem10 Damien Hirst cerca un assistente

Siete dei giovani artisti e vi piacerebbe fare l’assistente di Damien Hirst? Beh, da fine gennaio l’artista inglese sta cercando un apprendista che lo aiuti a creare le sue opere milionarie. Per l’assistente ci sono 20.000 sterline l’anno, niente male… circa 2.000 euro al mese, ma poca cosa in confronto alle cifre che gravitano intorno all’artista.

Hirst ha delineato un profilo per la ricerca del suo assistente: un candidato che abbia le competenze e l’estro per disegnare, conosca la teoria dei colori e sia abile a dipingere di pittura. Seguono altri requisiti più specifici contenuti in un documento dettagliato di due pagine.

Già da tempo molti hanno denunciato la dipendenza di Hirst, 45enne, da un piccolo esercito di lavoratori sparsi per le botteghe di mezzo mondo. Alcuni progetti hanno coinvolto decine, finanche centinaia di lavoratori. Chi lavora con lui è tenuto a firmare un contratto di riservatezza… ma i più critici tornano a dire…che razza di artista è questo, che con le proprie mani sa fare poco o niente?

Una cosa è certa, al di là che lo possiate apprezzare o meno, va detto che Hirst è abbastanza tirchio, la sua fortuna personale è stata stimata in 215 milioni di sterline nel 2005 e paga i suoi preziosi collaboratori come dei semplici impiegati…

Damien Hirst cerca un assistente é stato pubblicato su artsblog alle 19:14 di giovedì 17 febbraio 2011.

 Damien Hirst cerca un assistente

 Damien Hirst cerca un assistente

 Damien Hirst cerca un assistente  Damien Hirst cerca un assistente

 Damien Hirst cerca un assistente

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Gli oli d’oliva per iOS – intervista ad Emilio Vacca

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

43ebe Schermata20110113a20.20.25 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio VaccaGli oli d’oliva è un applicazione per iPod Touch ed iPhone sviluppata dall’italiano Emilio Vacca. Come il titolo lascia intendere si tratta di un’applicazione che raccoglie tantissime informazioni relative ad uno dei tanti prodotti che l’Italia vanta a livello internazionale.

Più in dettaglio, l’applicazione contiene una ricca sezione dedicata alla storia dell’olio nelle diverse epoche storiche e nelle diverse zone del pianeta oltre che un dettagliato elenco di tutti gli oli più costosi assieme a quelli qualitativamente migliori. Ricca è anche la sezione inerente i diversi tipi di olive esistenti e i possibili accostamenti culinari. A completare l’opera sono stati inserite due sezioni rispettivamente riguardanti i corsi e i libri consigliati.

Gli oli d’oliva è disponibile tramite App Store al prezzo di € 0,79 in lingua italiana ed inglese. Dopo il salto trovate l’intervista ad Emilio Vacca, sviluppatore di Gli oli d’oliva.

Ciao Emilio, come mai hai deciso di sviluppare applicazioni per piattaforma iOS?

E’ stata una fortunata sequenza di eventi: inizia tutto con l’acquisto di un iMac per sviluppare con OpenFrameworks, un toolkit open source per XCode per realizzare applicativi di interactive design. Questo mi ha permesso di avvicinarmi all’ambiente Apple e all’Objective-C, dopo anni di sviluppo in ambiente Windows. Utilizzando openFrameworks ho scoperto un porting per iPhone, molto utilizzato per creative apps, e ho iniziato a studiare l’ambiente specifico di iOS, trovandolo fantastico. Dopo esser diventato un felice possessore di iPhone ho compreso appieno le potenzialità del device e soprattutto il paradigma completamente diverso che rappresenta e che oggi, come possiamo vedere anche dal recente CES di Las Vegas, è diventato assolutamente dominante nel mercato.

L’idea di un’applicazione che avesse come tema gli oli d’oliva mi ha molto incuriosito. Come è nata esattamente?

Anche qui un buon aiuto dal caso: un caro amico, Francesco Liello, fondatore di un’associazione no-profit che aiuta i ragazzi di strada, Chefs Sans Frontieres, mi ha chiesto di aiutarlo con il sito internet dell’associazione. Francesco è sommelier dell’olio e la cosa mi ha incuriosito, dal momento che conoscevo solo i sommelier del vino; ho verificato se sull’App Store per caso fosse disponibile un’applicazione per approfondire la conoscenza dell’olio d’oliva. Con grande sorpresa ho scoperto che non esisteva nulla che raccontasse come si produce, come si assaggia o semplicemente permettesse di conoscere le varietà di olio d’oliva prodotte in Italia e nel mondo e ho perciò deciso di colmare questa lacuna.

Si tratta della tua prima applicazione per dispositivi mobili?

No, ho sviluppato un prototipo di un visualizzatore di immagini su iPad per una società italiana che si occupa di radiologia, che però non è ancora rilasciato su App Store.

E’ stato difficile sviluppare per iOS oppure ti aspettavi di peggio?

Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso: gli strumenti a disposizione sono straordinari e davvero offrono la possibilità di sviluppare ottimi prodotti in tempi rapidi. Ovviamente è necessario conoscere la programmazione ad oggetti, ma anche per un neofita il tempo necessario per acquisire padronanza con XCode e l’SDK è decisamente ridotto. L’applicazione ha richiesto un totale di due mesi di sviluppo, tra scrittura del codice, realizzazione dei contenuti, oggetti grafici (immagini, layout, ecc), traduzione (l’applicazione è disponibile anche in inglese) e testing.
Ho preso ispirazione dall’ottima app di Nike, True City, per la schermata di avvio: volevo qualcosa che permettesse di avere una visione d’insieme delle funzionalità dell’applicazione sin dalla prima schermata, senza necessità di passaggi ulteriori. Non volevo ‘copiare’ quanto realizzato da Nike e soprattutto volevo qualcosa di colorato, che facesse riferimento al concetto di ’solare’ legato alla produzione dell’olio d’oliva e al ‘belpaese’, motivo per cui ho inserito le gradazioni di colori come tema dominante. Ho realizzato tutto da solo, con la supervisione sui testi da parte del Sommelier dell’olio d’oliva.

Prevedi di implementare altre funzionalità in futuro? Se si, puoi anticiparci quali?

Sto pensando di introdurre la possibilità di visualizzare le diverse tipologie di olive in modalità grafica (ogni oliva ha caratteristiche estetiche ben precise, infatti), e la possibilità di acquistare i libri consigliati direttamente dall’interno dell’applicazione.

Quanti download speri di totalizzare con la tua applicazione?

Al momento in cui scrivo l’applicazione, a cinque giorni dalla pubblicazione, è al 26mo posto nella sua categoria nello store Italiano ed al 99mo in quello Statunitense. Sinceramente non ho pensato ad un numero di download, ma devo dire che sarei molto contento se salisse nella classifica USA, perchè mentre noi Italiani abbiamo una cultura enogastronomica che già ci permette di apprezzare l’olio d’oliva (oltre a moltissimi altri prodotti della nostra terra), negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni è ancora abbastanza sconosciuta la differenza tra un olio extravergine ed un olio qualunque. Sarebbe molto bello che, nel suo piccolo, l’applicazione contribuisse a diffondere la conoscenza di un prodotto così legato al nostro territorio.

Hai già progetti in cantiere per altre app?

Assolutamente si e precisamente un gioco, di cui che però, per ovvi motivi, non posso dire molto e un’applicazione più ‘classica’ nella categoria salute e benessere.

Che consiglio daresti a chi si avvicina per la prima volta allo sviluppo iOS?

Innanzitutto di comprendere le regole della programmazione orientata ad oggetti. Senza questa base non è possibile affrontare lo sviluppo per iOS. Poi di studiare testi come quelli di Erica Sadun, Dave Mark o di Richard Wagner. Molti sono disponibili su Wrox o Safari Books, a costi contenuti: non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine, perchè dopo l’impatto iniziale entrerete facilmente nella logica della programmazione iOS seguendo gli esempi, che permettono soprattutto di iniziare a padroneggiare l’ambiente di sviluppo, ovvero XCode, Interface Builder e soprattutto Instruments, fondamentale per il controllo del codice ed il testing. Molto importante, in questa fase iniziale è registrarsi come sviluppatore sul sito Developer di Apple, che rappresenta sicuramente la risorsa più importante in assoluto, in qualunque fase dello sviluppo e a qualunque livello. Ci sono decine di esempi, il forum è straordinario e si entra in contatto con sviluppatori molto più esperti di noi che ci faciliterranno il percorso di apprendimento (se poi ci si registra pagando la quota annuale si può accedere ai video dell’Apple Worldwide Developers Conference che sono assolutamente magnifici). E poi provare, provare, provare, solo così sarà possibile evidenziare cosa sappiamo fare da quelle che sono le nostre carenze come sviluppatori: quindi se vedete un’interfaccia in un’app che vi piace particolarmente, provate a replicarla da soli, anche se non la userete mai per una vostra app (io l’ho fatto cercando di replicare l’interfaccia di Pulse); acquisirete familiarità e allargherete le vostre conoscenze applicando la programmazione ad un obbiettivo preciso.

Per finire: quali sono le prime 5 app che ti saltano in mente?

Pulse e FlipBoard: perché hanno ridefinito il concetto di RSS reader, trasformandolo in un’esperienza molto più interattiva e piacevole, la prima elevando le immagini che normalmente accompagnano un post a punto focale dell’attenzione dell’utente, la seconda perché crea ogni volta che la si usa un vero e proprio magazine, con l’unico limite che non ogni feed è utilizzabile. Molto bella, infine, la nuova impaginazione dei siti partner di Flipboard, i cui feed sono ancora più belli da vedere e semplici da sfogliare.
Cut the Rope: è impossibile non amare quel meraviglioso personaggio che non aspetta altro che le caramelle da mangiare. Consiglio a tutti di fermarsi nel giocare ogni tanto e gustarsi le animazioni che ci invitano a fare qualcosa! Giocabilità geniale nella sua semplicità. Se poi amate i giochi in cui la fisica e l’intelligenza sono parte fondamentale, allora è il gioco perfetto.
SpringPad: reminder, lista della spesa, sistema di gestione delle scadenze, foglio per appunti, e tutto quello che si potrebbe fare con un foglio di carta ed una penna, tutto in una sola applicazione. Solo che rispetto a carta e penna lo sincronizzi su qualunque device e tutto è organizzato per categorie, così non si perde tempo a cercare nulla.
The Accidental News Explorer: qui siamo alla genialità applicata alla disponibilità di notizie sul web. Partire da una notizia ed arrivare ad una completamente diversa ma assolutamente collegata alla prima. Serendipity alla sua massima espressione.

Grazie mille per l’intervista ed in bocca al lupo per il tuo futuro da sviluppatore.

Grazie a voi, soprattutto per il vostro blog che offre sempre un gran numero di informazioni utili.

Gli oli d’oliva per iOS – intervista ad Emilio Vacca é stato pubblicato su Melablog.it alle 18:00 di sabato 15 gennaio 2011.

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca  Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

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Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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Viti per attacco macchina al cavalletto

mercoledì, 1 dicembre 2010
listen it it Viti per attacco macchina al cavalletto

Ho bisogno di fissare la reflex ad un piano di legno e stavo cercando le viti “standard” usate per attaccare le teste dei cavaletti ai corpi macchina.

A me servono di 3 o 4 centimetri pero’ se non fosse possibile posso provare arrangiarmi anche con viti piu’ corte.

Qualcuno riesce a dirmi:

1) Che formato sono? Cosa devo dire in ferramente per farmi capire? Ho provato a spiegare che mi servivano quel tipo di viti e tutti mi guardano storto.
Leggendo un forum online in inglese ho letto che sono le viti diametro 1/4 di pollice filettatura passo 20. E’ giusta questa definizione? In italia usiamo i millimetri quindi non so se posso azzardare una banale conversione o devo usare qualche sigla tipo A5 o simili.

2) Dove posso comprarle se non in ferramenta?

Grazie mille a tutti in anticipo

Fonte Google News

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Risolvetemi degli enigmi sulla mia D90

lunedì, 22 novembre 2010
listen it it Risolvetemi degli enigmi sulla mia D90

Ciao a tutti ragazzi
VI scrivo per chiedervi un favorone.
Dunque,la mia D90 mi è arrivata con il libro istruzioni inglese.
L’inglese un po lo capisco ma cavolo,un vangelo cosi spesso tutto in inglese mette male tradurselo..
A me interessano solo due stupidate se riuscite a darmi solo due dritte…

Per prima cosa vi chiedo

1)esiste un modo in modalità off,di disattivare il display secondario per non farmi sapere quanti scatti mi sono rimasti sulla memory card?
Essendo abituato alla Canon che quando la spegnevo si spegneva tutta,mi sorge il dubbio che il display secondario mi tiri giu un po la batteria anche quando la macchina è spenta.
Se non esiste,pazienza non muore nessuno

2)Come si attivano gli iso automatici in modalità P se non voglio settarmi io l’iso in una foto ma lasciare decidere alla macchina?

3)Non riesco a far funzionare l’autorotate sulle foto scattate in verticale.Ma funziona in alcuni casi o c’e un sistema preciso?Io nel menu ho settato autorotate on,ma quando scatto in verticale e giro la fotocamera per vedere la foto a pieno schermo non succede nulla.

4)Ultima domanda del questionario.Ieri ho eseguito la mia prima carica della batteria.Premetto che quando ho comprato la macchina e mi è arrivata,ho inserito subito la batteria e questa aveva ancora due tacche.L’ho lasciata scaricare completamente e ho fatto tutto come dicono le istruzioni.Cioè l ho lasciata caricare fino a quando la spia del caricabatterie è diventata fissa,e poi l ho staccata.Ha un tempo determinato di carica la batteria come ore o va bene levarla quando la spia del caricabatterie diventa fissa?

Per ora non ho piu domande.Grazie per la vostra attenzione. ff973 wink Risolvetemi degli enigmi sulla mia D90

Fonte Google News

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raccolta di link utili per la fotografia e la post produzione

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it raccolta di link utili per la fotografia e la post produzione

come richiestomi ho raccolto una serie di link utili per la fotografia e la post produzione, sarebbe bello che il topic si ampliasse nel tempo con la collaborazione di tutti per cui siete pregati vivamente di inserire altri link in modo da formare un indice che possa tornare utile a tutti per una veloce consultazione senza girovagare a vuoto in internet
ciao

Manuali di fotografia
http://digidownload.libero.it/fotografarte…o/Dispensa1.pdf
http://digidownload.libero.it/fotografarte…o/Dispensa2.pdf
http://www.nadir.it/tecnica_00.htm
http://www.nital.it/educational/
http://www.nital.it/corso_foto_digitale/index.php
http://www.ainu.it/fotografia/corsi-di-fot…nline-gratuiti/
http://www.3megapixel.it/site_map.html
http://www.mediaworld.it/tecnoguide-news/scuolafotografia/
http://www.dg28.com/technique.html (in inglese)
http://www.michelevacchiano.com/articoli.htm
http://www.bellone.net/link_utili_fotografia_digitale.htm (raccolta di siti di fotografia)

photoshop (video)
http://www.total-photoshop.com/ video
http://www.earthboundlight.com/phototips/c…ements-4-5.html

archivio plugin di gimp
http://registry.gimp.org/

programma free per cambiare a rotazione lo sfondo del monito con le nostre foto
http://www.webalice.it/giovanni.scandurra/…aperchanger.htm

siti per lightroom
http://lightroom-news.com/lightroom-11-update/sharpening/
http://www.comefarea.it/grafica/lightroom/
http://www.seust.it/blog/?p=430

software sostitutivi di camera control
http://www.diyphotobits.com/download-diyph…camera-control/
http://www.d-software.co.za/index.html
http://www.sofortbildapp.com/ (solo se hai mac)
http://www.gphoto.org/ (per mac ed altri sistemi non win)

dispense di fotografia (non per neofiti)
http://www.andreaolivotto.com/photo_it.php
http://www.net-art.it/photomonitor/html/te…tecnica-i.shtml
http://www.nadir.it/tecnica_00.htm
http://www.digital-photography-school.com/tips
http://blog.braguglia.ch/category/tutorials/?pg=3

focus chart (regolazione e verifica messa a fuoco)
http://www.focustestchart.com/chart.html

colore digitale e stampanti (non per neofiti)
http://www.colormancer.ca/free/download-filters/download.htm (solo come riferimento per entrare nel sito)
http://www.boscarol.com/blog/?page_id=8640
http://www.boscarol.com/blog/?page_id=3795

sistema zonale Ansel Adams
http://www.cuneofotografia.it/PDF/RPSistemaZonale.pdf

sito dove vengono comparati i vari raw converter (non recentissimo)
http://www.sphoto.com/techinfo/rawconverte…wconverters.htm

composizione
http://www.abfotografia.it/articoli/Regole…_Fotografia.htm
http://www.lightpainting.it/tutorial/compo…tografica.shtml
http://photoinf.com/General/NAVY/Photograp…ion_Balance.htm

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Digital Photography School

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Digital Photography School

io sono il gironzolone di internet e quando trovo qualcosa che possa essere utile lo rigiro al forum

http://digital-photography-school.com/digi…s-for-beginners

ciao

è in inglese ma con il traduttore automatico di google non cui sono problemi

Fonte Google News

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