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La Canon 1Ds mark III è fuori produzione?

martedì, 18 gennaio 2011
listen it it La Canon 1Ds mark III è fuori produzione?

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Sembra che qualcosa in casa Canon si stia finalmente muovendo.

In rete cominciano a sparire dai listini di grossi negozi le Canon 1Ds mark III. Il messaggio è un semplice “fine scorta”, ma potrebbe preannunciare l’arrivo della nuova ammiraglia? Non si può ancora essere certi, ma facendo due conti con le date si può provare ad intuire qualcosa.

È sempre possibile che si tratti di un problema di approvvigionamento, ma non si può certo dire che con il suo prezzo di listino questa reflex sia un prodotto di massa. La Canon 1Ds mark III è stata annunciata nell’agosto del 2007 e questo significa che siamo di fronte alla più longeva reflex digitale della casa nipponica con i suoi più di 3 anni e mezzo. Anni in cui, però, la concorrenza non è stata a guardare, soprattutto Nikon che ha recuperato molto terreno fra i fotografi professionisti.

Quindi possiamo dare per molto probabile che il 2011 sarà l’anno della Canon 1Ds mark IV, ma quando avverrà effettivamente l’annuncio lo decideranno (o già deciso?) i vertici Canon.

Via | NorthlightImages

La Canon 1Ds mark III è fuori produzione? é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di martedì 18 gennaio 2011.

 La Canon 1Ds mark III è fuori produzione?

 La Canon 1Ds mark III è fuori produzione?

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 La Canon 1Ds mark III è fuori produzione?

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Download su App store: le app stanno per battere la musica

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it Download su App store: le app stanno per battere la musica

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La società di sviluppo e analisi finlandese Asmyco ha appena pubblicato un report che suffraga la crescente importanza rivestita dall’App Store all’interno dell’ecosistema Apple. Con 60 app scaricate in media da ogni dispositivo iOS al mondo sin qui commercializzato (esclusa ovviamente Apple TV), l’App Store cresce ad un ritmo superiore rispetto all’iTunes Store. E il sorpasso è previsto entro marzo.

Mancano pochi giorni al raggiungimento dei 10 miliardi di download sul bazar del software con la mela, e ciò significa che se il trend dovesse continuare con questi ritmi, entro marzo 2011 potremmo assistere al sorpasso vero e proprio: il software, insomma, rischia di battere la musica. E’ vero che una predizione del genere, Asymco l’aveva già lanciata -sbagliando- lo scorso settembre; ma è anche vero che Apple non ama fornire numeri troppo dettagliati, e che per questa ragione le statistiche possono subire poderose escursioni. Questa volta tuttavia ci siamo davvero vicini: in fondo, 10 miliardi di download sono arrivati nella metà del tempo che fu necessario all’iTunes Store:

L’incredibile storia di questa classifica non è tanto che vengono scaricate 30 milioni di app al giorno, quanto la crescita dei ritmi di download. E’ molto difficile concepire una crescita del genere: non soltanto cresce il numero dei download, ma cresce anche il tasso di incremento.
Inoltre, al mosaico va aggiunta un’ultima tessera. Alcuni potrebbero sostenere che la ragione dell’aumento del tasso di download stia tutta nella crescita di pari passo della base installata. In altre parole, il consumo di app potrebbe restare stabile da utente a utente.

E se nel 2008 per ogni dispositivo iOS venduto erano state scaricate 10 app, oggi il numero sale a 60. Ecco perché, concludono ad Asymco, presto i download di software per dispositivi mobili supereranno quelli dedicati al mondo dei PC. Anche se forse, su questo fronte, una sorpresa potrebbe riservarcela il neonato Mac App Store, almeno per qualche tempo.

Download su App store: le app stanno per battere la musica é stato pubblicato su Melablog.it alle 10:02 di lunedì 17 gennaio 2011.

 Download su App store: le app stanno per battere la musica

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Aiuto urgente

sabato, 25 dicembre 2010
listen it it Aiuto urgente

ciao a tutti ho assolutamente bisogno di voi, mi trovo di fronte ad un problema dovrei fare delle foto in una chiesa, sono in possesso di una d60 un nikkor 18-55 f3.5-5.6 ed un 55-200 vr f4-5.6, lo so che sono degli obbiettivi poco luminosi ma essendo molto giovane non posso permettermi altro…
Non avendo il flash esterno volevo sapere se mi potevate dare qualche consiglio visto che non sono esperto…
le foto le devo fare domani….grazie in anticipo

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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File Nef di soli 9 Mp con la D90?

domenica, 5 dicembre 2010
listen it it File Nef di soli 9 Mp con la D90?

Ciao a tutti,

mi sono accorta che i file che escono dalla mia D90 hanno una dimensione di circa 9 Mp, a fronte dei 12Mp che dovrebbero avere (ok, ammettiamo che gli effettivi possano essere meno, ma 3mega di differenza sono davvero troppi)…
Ho fatto diverse prove sia lasciando l’impostazione Nef+Jpeg fine (quella che adopero di più), sia lavorando solo con Nef… nel caso di jpeg la dimensione impostata è la L, la più grande, nel caso di solo Nef la dimensione viene impostata dalla maccchina…

Sbaglio qualcosa o la macchina ha qualche problema?
Quali sono i fattori che influenzano la dimensione del file, oltre ovviamente alla dimensione del sensore?

Grazie!

Fonte Google News

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XXX Campionato Nazionale sbandieratori e musici

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it XXX Campionato Nazionale sbandieratori e musici

Ieri ero a fare 4 passi per il centro di Verona e attratto dal tambur battente alle 22.30
mi sono trovato difronte a a una squadra di sbandieratori trombe e tamburi….

Anche se conscio dei limiti della mia attrezzatura, ho provato con la mia D60 a 1600 ISO e il 35mm 1,8 a fare qualche foto 21850 birgits moved XXX Campionato Nazionale sbandieratori e musici 21850 birgits moved XXX Campionato Nazionale sbandieratori e musici
un po’ abbattuto mene sono fatto una ragione e dopo la prima sessione di prove me ne sono andato.

uscendo ho visto il CARTELLO,

21850 gallery 9573 1020 1879498 XXX Campionato Nazionale sbandieratori e musici
sbandieratore Che potevo fare di più con la mia D60 a 1600 ISO con diaframma a 1.8????

Quindi sarebbe una bella occasione di caccia.

Spero possa essere di interesse.
Ciao a tutti. 21850 happy XXX Campionato Nazionale sbandieratori e musici

Fonte Google News

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5 cose che non sapevate di Nikon

martedì, 20 luglio 2010
listen it it 5 cose che non sapevate di Nikon

eccbc 2299501806 276c416a83 5 cose che non sapevate di Nikon

1. Prima del 1988 il nome dell’azienda non era Nikon.
Prima del 1988 il nome dell’azienda era Nippon Kogaku K.K. Qualcuno pensa che il nome sia cambiato prima, ma la transizione ufficiale è avvenuta solo il 1° aprile 1988 anche se il trademark Nikon era utilizzato a partire dalla metà degli anni ‘40.

La leggenda narra che tutto fu deciso quando l’allora presidente Shigetada Fukuoka si incontrò con il presidente della repubblica primo ministro francese Jacques Chirac. Quest’ultimo sentendo il nome Nippon Kogaku Kogyo rimase un po’ perplesso e solo quando Fukuoka pronunciò la parola Nikon il presidente capì chi aveva di fronte.

2. Nikon creò la prima fotocamera nel 1948
L’azienda fu fondata dall’unione di 3 aziende che si occupavano di ottiche nel 1917, ma la prima fotocamera arrivò solo nel 1948. Fino ad allora vennero prodotti solo obiettivo sotto il marchio Nikkor, binocoli e microscopi.

Il primo modello, Nikon I, fu prodotto troppo velocemente per soddisfare la domanda e la solidità del prodotto ne subì le conseguenze. I modelli successivi corressero queste problematiche.

3. Nikon produsse obiettivi per Canon
Le prime fotocamere Canon erano dei cloni delle Leica, ma l’azienda non aveva ancora esperienza nella produzione di obiettivi.

Quando lanciarono sul mercato la rangefinder Hansa contattarono la Nippon Kogaku Kogyo, un affidabile azienda di obiettivi. La Hansa venne venduta con un Nikkor 50mm f/3.5 lens.

4. La Nikon F al momento del lancio costava 3 stipendi mensili
Nonostante i prezzi attuali possano sembrare alti al momento del lancio la Nikon F, la prima reflex Nikon, costava 67.000 Yen, 3 stipendi mensili di un impiegato governativo all’epoca. Riuscirono a venderne oltre un milione in 15 anni.

La baionetta F è ancora utilizzata oggi nelle reflex dell’azienda. Un attacco rivoluzionario rispetto alle dimensioni delle telemetro in commercio all’epoca.

5. La prima reflex digitale è stata sviluppata in 2 anni
La Nikon D1 è stata sviluppata in soli due anni di lavoro.

Il presidente Nikon nel 1997 chiede ai suoi ingegneri di realizzare una reflex digitale. Questi risposero che sarebbero serviti probabilmente 4 anni di lavoro, ma sicuramente almeno 3. Ne vennero concessi solo due. Nel 1999 venne presentata la Nikon D1 che nonostante il prezzo di 5.500$ vendette oltre 100.000 corpi macchina in un solo anno.

Foto | Joe Shlabotnik
Via | NikonHQ

5 cose che non sapevate di Nikon é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di lunedì 19 luglio 2010.

Fonte Google News

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Canon, quali nuove reflex ci attendono?

giovedì, 1 luglio 2010
listen it it Canon, quali nuove reflex ci attendono?

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Nonostante ci si avvicini al Photokina dal fronte Canon non giungono ancora succose anticipazioni supportate da prove tangibili.

Cosa aspettarsi quindi? Sembra che sia in fase di test una nuova reflex indirizzata soprattutto a chi realizza video con schermo snodabile, corpo macchina più piccolo della Canon 50D e caratteristiche fotografiche inferiori alla Canon 7D. L’annuncio dovrebbe arrivare nel mese di luglio.

Quando arriverà la Canon 1Ds mark IV (agosto/settembre) dovrebbe essere annunciato anche il nuovo flash che dovrebbe essere superiore all’attuale Canon 580exII.

Via | CanonRumors

Canon, quali nuove reflex ci attendono? é stato pubblicato su clickblog alle 16:30 di sabato 26 giugno 2010.

Fonte Google News

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Canon 35mm L f/1,4 fuori produzione?

sabato, 24 aprile 2010
listen it it Canon 35mm L f/1,4 fuori produzione?

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Interessanti indiscrezioni arrivano dal fronte Canon.

Sembra sempre più difficile riuscire ad acquistare un nuovo 35mm L f/1,4. Potrebbe essere un’indicazione di una prossima messa fuori produzione? L’attuale modello ha già compiuto dodici anni e potrebbe essere aggiornato.

Sempre più persone affermano di aver toccato con mano il nuovo 24-70mm IS L f/2,8. Sono in molti anche i lettori in attesa dell’annuncio che potrebbe arrivare in estate per la vetrina che poi offrirà il Photokina 2010.

Via | CanonRumors

Fonte Google News

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Canon 1Ds mark IV, in arrivo nelle prossime settimane?

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Canon 1Ds mark IV, in arrivo nelle prossime settimane?

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Sul fronte Canon qualcosa sembra muoversi nuovamente. Nelle prossime settimane dovrebbero arrivare due annunci.

Nel prima si vedrà la 60D, ma potrebbe essere chiamata con un altro nome. Il 60mm EF-S Macro uscirà in versione stabilizzata e potrebbe arrivare anche un nuovo 70-300mm.

Nel secondo vedremo:

Via | CanonRumors

Fonte Google News

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Nikon AF-S 200-400mm f/4G IF-ED VR

sabato, 17 aprile 2010
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Sul fronte Nikon nell’ultimo periodo c’è stata una calma piatta, ma sembra che presto verrà annunciata una versione aggiornata del Nikon AF-S 200-400mm f/4G IF-ED VR.

Questo nuovo modello avrà uno stabilizzatore migliorato ed altri piccoli dettagli migliorati. A conferma di questa voce in Giappone non è più possibile ordinare questo obiettivo.

L’obiettivo fu introdotto nel 2003 e potrebbe non essere l’unico ad essere svelato durante l’annuncio.

Via | NikonRumors

Fonte Google News

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Qualche buon manuale del National Geographic

venerdì, 16 aprile 2010
listen it it Qualche buon manuale del National Geographic

Salve dad9c smile Qualche buon manuale del National Geographic

L’anno scorso ho letto qualche bel manuale del national geographic…

In ordine cronologico:

Il corso sulla fotografia paesaggistica
Robert Caputo.

Molto bello… pieno di consigli utili e di suggerimenti interessanti… ben scritto, piacevolissimo da leggere.

Davvero molto utile il capitolo sulla composizione dell’immagine… perchè se è vero che ad alcuni dei consigli che vengono dati in realtà ci si arriva anche da niubbi, appena fai un po’ di esperienza sul campo, le “regole” della composizione sono invece un qualcosa di più “misterioso” a cui difficilmente sarei arrivato da solo… semplicemente perchè non ci avevo mai pensato

Bene o male mi guardo intorno, vedo qualcosa che mi piace e scatto… ed ora a posteriori mi rendo conto che spesso, senza neanche saperlo, rispetto molte di quelle linee guida…
D’altronde se qualcuno si è preso la briga di formularle (prima ancora che nella fotografia, nella pittura) è perchè evidentemente le immagini che le rispettano tendono generalmente ad avere un qualcosa in più che le arricchisce…
Certo che averle lì davanti, formalizzate nero su bianco, è una cosa che ti apre un po’ gli occhi, e te li giuda con più lucidità, quando hai di fronte un’immagine interessante

Consigliatissimo, specie se piace il genere.

Fotografia di viaggio
Robert Caputo.

Non male, assolutamente non male.
Testo piuttosto completo… si trattano diverse tipologie di fotografia (paesaggistica, in interno, in città, “da strada”, fotografie alle persone…), e vengono fatte numerose considerazioni generali, come in tutti i testi di Caputo, sull’approccio mentale alla fotografia… ed in particolare, in questo caso, all’approccio con culture e posti diversi dai nostri.
Mi è piaciuto molto, e Caputo conferma di essere davvero un ottimo insegnate ed un bravo scrittore.

I ritratti
Robert Caputo

Anche questo mi è piaciuto molto… forse un po’ meno dei due precedenti, ma è anche una questione di gusti sul genere fotografico in sè…
Anche in questo caso il bravo Robert unisce consigli tecnici sui vari tipi di ritratto (primo piano del viso, figura intera, ritratti “ambientati”, fotografie “rubate”, ritratti di gruppo, l’uso della luce…) con una serie di interessanti considerazioni sull’approccio da usare, e sul rapporto da instaurare con i soggetti della nostra fotografia.

Il bianco e nero
Richard Olsenius

E’ stato un po’ una delusione…
Non perchè non sia scritto bene, o non sia interessante.
Splendide immagini, bei consigli, interessante anche la parte su photoshop e la conversione in bianco e nero delle immagini a colori…
Il problema è che dedica (a mio avviso) troppo spazio (parliamo praticamente di mezzo libro) ad argomenti molto, molto tecnici… i vari tipi di fotocamera (35mm, medio e grande formato… dorsi e fotocamere digitali), il passaggio da pellicola a digitale (con consigli sugli scanner da usare), la stampa (con pagine sulle stampanti), la conservazione delle stampe, il flusso di lavoro e via di questo passo…
Argomenti che alla fine ho letto per cultura generale, ma che di fatto mi serviranno a ben poco… chiaro che se la cosa interessa… se avete una macchina a pellicola ed avete intenzione di investire parecchio per essere autosufficienti ed effettuare in proprio i vari passaggi dalla pellicola a colori alla stampa in BK… beh, le cose cambiano…
Ma per quelli che erano i miei interessi, posso quasi dire che mezzo libro sia stato “sprecato”… insomma, avrei preferico che venissero approfonditi argomenti diversi…
Peccato…

In ogni caso meritano tutti.
Ma Caputo, come dicono i giovani, spacca dad9c biggrin Qualche buon manuale del National Geographic

Fonte Google News

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