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FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

domenica, 16 agosto 2009
listen it it FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Prof.Angelo Meduri

 

 

Dopo aver imparato a trovare le costellazioni e gli oggetti celesti più importanti, si può avere il desiderio di fissare l’immagine su un supporto. La fotografia celeste (o astrofotografia) offre numerose attrattive ed apre ampi orizzonti di ricerca ai cacciatori di immagini. In effetti, ci sono diversi vantaggi rispetto all’osservazione visuale:

1)   E’ possibile avere a disposizione un documento che testimonia definitivamente tutto quello che si è registrato con la fotocamera in quel giorno;

2)   L’immagine così ottenuta rappresenta un documento fedele ed oggettivo, mentre l’osservazione visuale o il disegno sono soggettivi;

3)   Le esposizioni fotografiche consentono di accumulare la luce e di rendere visibili gli oggetti più deboli, anche quelli invisibili ad occhio;

4)   Le pellicole ed i sensori digitali offrono una gamma di sensibilità ai colori dello spettro molto estesa, perciò possiamo cogliere immagini  nell’infrarosso e nell’ultravioletto, con i colori degli oggetti celesti fotografati;

5)   La zona di cielo inquadrata da una fotografia è molto più estesa di quella che si osserva all’oculare di un binocolo o di un telescopio.

L’evoluzione del mercato informatico sta facendo calare l’interesse per la fotografia analogica in favore di quella digitale, infatti la fotografia digitale resta la più nitida (decine di Megapixel) e la più economica da realizzare.

 

 

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Una reflex a pellicola.

 

    Per numerosi dilettanti appassionati di astrofotografia, la foto a vasto campo rappresenta il primo passo verso una visione più grande dell’universo di quella che il telescopio svelava alla mente del curioso. Per altri, questo può essere solo il primo passo sulla strada dell’apprendimento dei mezzi per realizzare fotografie molto belle ed eccitanti. Prescindendo dal motivo, la macchina fotografica reflex per il 35mm, dotata di un obiettivo normale da 50mm di lunghezza focale è lo strumento ordinario per la prima avventura in questo campo affascinante e misterioso. La macchina fotografica deve essere quindi reflex, dotata di posa B o T e provvista di un innesto per ottiche tra i più facilmente reperibili in commercio. L’impiego di un cavetto di scatto flessibile per agire a distanza permette inoltre di eliminare gran parte delle vibrazioni. L’otturatore deve restare aperto anche per diversi minuti, perciò è meglio se le batterie sono ben cariche.  

6615fa0f7cf26ed2a9a11cf2ff138524 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Fotocamera reflex digitale moderna.

    Gli obiettivi fotografici comuni sono diffusissimi, spesso vengono sottovalutati, ma consentono di ottenere immagini spettacolari, se utilizzati opportunamente. Il 50mm è chiamato normale, perché inquadra le cose come l’occhio umano, mentre gli obiettivi con focali più corte vengono chiamati grandangolari e quelli con lunghezze focali maggiori del 50mm teleobiettivi.   La fotografia astronomica a vasto campo si occupa delle costellazioni, degli oggetti del profondo cielo (nebulose, ammassi stellari, galassie), della Via Lattea, delle meteore e delle comete. La lunghezza focale F dell’obiettivo determina l’ampiezza del campo inquadrato, che deve essere scelto in relazione alle dimensioni dell’oggetto da fotografare. Per la Via Lattea, presa  da una parte all’altra dell’orizzonte, occorre adoperare focali da 8mm a 17mm di tipo fish-eye (occhio di pesce, 180° di campo inquadrato). Per ingrandire alcune parti occorrerà un 50mm oppure un 85mm, o più, mentre per avere sul fotogramma anche i particolari del paesaggio sarà utile un super-grandangolare di 14-20mm. Se si vuole fotografare invece la nebulosa di Orione ci vorrà una focale superiore ai 300mm. La tabella riporta le dimensioni angolari del campo inquadrato da ogni obiettivo sul fotogramma 24×36mm del piccolo formato 35mm. Naturalmente, si possono adoperare formati più ampi, o più piccoli, come il formato APS (1,5-1,6 volte più piccolo del 35mm).  

 

 

Lunghezza focale in mm

Dimensioni del campo

Angolo sulla diagonale del formato 35mm

14

81,2° × 104,2°

114,2°

18

67,3° × 90,0°

100,4°

20

61,9° × 83,9°

94,5°

24

53,1° × 73,7°

84,0°

28

46,3° × 65,4°

75,3°

35

37,8° × 54,4°

63,4°

50

26,9° × 39,5°

46,7°

85

16,0° × 23,9°

28,5°

105

13,0° × 19,4°

23,2°

135

10,1° × 15,1°

18,2°

200

6,8° × 10,2°

12,3°

300

4,5° × 6,8°

8,2°

400

3,4° × 5,1°

6,1°

600

2,2° × 3,4°

4,1°

800

1,7° × 2,5°

3,0°

1000

1,3° × 2,0°

2,4°

2000

41’ × 62’

1,2°

3000

28’ × 42’

50’

  

Oltre agli obiettivi a focale fissa, vi sono quelli a focale variabile, meglio noti come zoom; con essi non sempre esistono dei vantaggi, i principali punti critici sono i seguenti:

1)   il meccanismo che fa variare la lunghezza focale generalmente tende a spostarsi    durante le lunghe pose, rovinando così le foto, tranne che non sia dotato di un blocco;

2)   il costo di un obiettivo a focale variabile di alta qualità fino ai bordi è assai più elevato di un’ottica a focale fissa;

3)   la luminosità dell’immagine fornita dagli zoom generalmente è inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa;

4)   gli zoom distorcono le immagini più facilmente;

5)   gli zoom pesano di più.

Da ciò si può dedurre che, se si sceglie di utilizzare un obiettivo zoom, si dovrebbe controllare attentamente il suo funzionamento. Recentemente sono apparsi sul mercato degli obiettivi zoom professionali di alta luminosità (2,8) con lenti asferiche per eliminare la distorsione e gli altri difetti delle immagini: essi offrono risultati decisamente positivi, superando talvolta le focali fisse! Ho provato uno di questi zoom alla massima apertura ed ho notato che il comportamento era uniforme da un bordo all’altro, non c’era traccia di distorsione e le aberrazioni erano quasi invisibili, tuttavia il funzionamento può variare con la lunghezza focale. Se alle lenti asferiche vengono abbinate anche le lenti a bassa dispersione, persino l’aberrazione cromatica diventerà irrilevante ed usciranno immagini straordinarie, anche a tutta apertura. Inoltre, ho utilizzato un 300mm a tutta apertura (2,8) ed ho ottenuto sempre immagini puntiformi su tutto il campo inquadrato (anche agli angoli), segno di un’ottima correzione delle aberrazioni e della vignettatura già dalla piena apertura.

L’apertura relativa (o luminosità f=F/D) di un obiettivo fotografico convenzionalmente varia secondo il tipo di progetto adottato. Solitamente è possibile fare variare la luminosità da un massimo (2,0) ad un minimo (22,0). Tra uno scatto e l’altro c’è una variazione del 50% (il diametro D si riduce di 1,4 volte), perciò se si apre di uno stop un obiettivo si avrà il doppio della luce, mentre se di chiude di uno stop si otterrà una riduzione della metà. Le grandi aperture sono assai vantaggiose in astronomia, poiché gli oggetti celesti hanno basse luminosità intrinseche e si deve inseguire per lungo tempo.

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Alcuni filtri per obiettivi.

        L’inseguimento si effettua su di una montatura equatoriale con motore, dato che la Terra si sposta e gli oggetti sorgono, culminano e tramontano. Un errore comune che si osserva nelle foto a vasto campo è l’uso costante degli obiettivi alla massima apertura. Poiché quasi tutti gli obiettivi delle macchine reflex sono stati progettati per offrire la prestazione migliore a 1-2 valori dopo la massima apertura, l’uso dell’obiettivo a tutta apertura spesso accentua le aberrazioni, produce una vignettatura eccessiva e causa velature forti ed irregolari. Le ottiche delle macchine fotografiche comuni sono state progettate in modo da rispondere alle necessità dell’utente medio. Questi requisiti non sono tanto rigorosi come quelli della fotografia stellare, che è il test più severo per ogni obiettivo. Le aberrazioni sono difetti degli obiettivi che non si vedono facilmente sui ritratti o sulle fotografie di paesaggio. Oltretutto, nella maggior parte delle applicazioni di tutti i giorni, il fotografo è interessato soltanto alla parte centrale della fotografia, così le aberrazioni ai bordi passano inosservate. Per di più, nella maggior parte delle applicazioni fotografiche, gli obiettivi vengono utilizzati raramente in prossimità della massima apertura, il che rende meno appariscente la presenza delle aberrazioni e della vignettatura (=perdita di luce ai bordi).

Per le applicazioni astronomiche, il test più semplice per determinare l’apertura di diaframma migliore di ogni dato obiettivo è eseguire una serie di foto guidate del cielo notturno. Se l’obiettivo deve essere diaframmato oltre 2 valori dopo la massima apertura per ridurre le aberrazioni e la vignettatura a livelli accettabili, servirà poco nel lavoro astronomico. I vantaggi del diaframmare sono duplici: non solo si sopprimono le aberrazioni e la vignettatura, ma si riduce anche il velo di fondo, migliorando il contrasto da ogni parte. Con le nuove pellicole supersensibili che stanno uscendo, un’esposizione di 20 minuti a f/4 con una pellicola da 1000 ISO produrrà risultati stupendi. Con i sensori digitali riducete il tempo di posa almeno ad un terzo. Poiché le fotografie eseguite con un obiettivo da 50mm ed un motorino d’inseguimento di buona qualità non dovrebbero essere guidate con cannocchiali e oculari con crocicchio, non c’è motivo di rinunciare alla qualità per fare un’esposizione più breve. Per migliorare ulteriormente la resa degli obiettivi è conveniente utilizzare talvolta un filtro (UV, Skylight, giallo o rosso). Di recente sono comparsi sul mercato alcuni filtri, detti interferenziali, che bloccano certe lunghezze d’onda e ne trasmettono invece altre, tuttavia il loro costo resta ancora elevato.

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Le tracce stellari lasciate dopo 45 minuti di posa a f/4 con un obiettivo di 35mm su pellicola di 400 ISO.

 

 

    L’attrezzatura ideale comprende quindi una serie di obiettivi per poter riprendere meglio i vari aspetti del cielo nelle diverse stagioni. In estate potete fotografare bene la Via Lattea, molte nebulose e ammassi aperti. In autunno puntate gli obiettivi sulla galassia di Andromeda, l’ammasso doppio del Perseo e su Cassiopea. D’inverno spiccano Orione con le sue nebulose ed il Toro con i suoi ammassi. Disporre di diversi obiettivi vi servirà per riempire meglio il fotogramma secondo l’oggetto desiderato. Occorrono, in linea di massima, un 24mm, un 50mm ed un 300mm, oppure uno zoom 28-70mm ed un 300mm. Si può acquistare poi un moltiplicatore di focale 1,4x. La possibilità di avere l’autofocus qui è inutile, giacché si lavora sempre impostando la messa a fuoco sull’infinito (∞), è importante invece disporre di una grande apertura (2 o 2,8). Se potete permettervi solo un obiettivo la scelta per eccellenza è quella di un 50mm, anche usato. Se usate il formato APS dovete impiegare invece un 30mm o un 35mm. L’impiego di un trascinatore è indispensabile ed implica pure la conoscenza della messa in stazione verso il Polo Celeste, aiutandosi con la Stella Polare. Il treppiedi (o cavalletto) è un altro accessorio indispensabile per la buona riuscita delle foto.

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La cometa Hale-Bopp, apparsa nel 1997, fotografata con un obiettivo di 300mm a f/2,8 su pellicola di 800 ISO con una posa della durata di 8 minuti.

 

 

    Dopo aver montato un telescopio, nel luogo prescelto, sulla montatura equatoriale, si deve sistemare correttamente tutto l’insieme in modo da poter mantenere l’oggetto celeste costantemente puntato al centro del campo per ore. Ciò significa che si deve orientare con molta precisione la montatura del telescopio per farla funzionare perfettamente dopo aver bilanciato ogni parte dell’insieme. Per orientare correttamente l’asse polare della montatura esistono vari metodi, qui ne descriverò uno. E’ un metodo approssimato, che consente di fotografare con strumenti di corta focale in tempi abbastanza brevi. Questo procedimento permette di rendere l’asse polare della montatura parallelo all’asse di rotazione terrestre, in modo da riuscire ad annullare gli effetti del moto diurno, come previsto dalla teoria. Nell’emisfero boreale le stelle sembrano girare attorno alla Stella Polare ( Ursae Minoris), che è l’ultima stella della coda del Piccolo Carro. Gli appassionati che si recano nell’emisfero australe sono purtroppo meno fortunati dei loro colleghi, poiché le stelle prossime al Polo Sud Celeste non sono splendenti come la Stella Polare. Dunque, le stelle più vicine ai poli celesti sono la Polare (di magnitudine +2) e la σ Octantis (di magnitudine +5,5), che distano rispettivamente 48’ e 59’.  Innanzi tutto, si deve mettere in piano la montatura equatoriale, regolando la lunghezza delle gambe del treppiedi ed osservando la posizione della bolla di livello, finché non si sposta proprio sul centro. Le montature equatoriali alla tedesca spesso sono corredate da un cannocchiale polare (ad esempio 6×30, 8×50, 9×60, ecc.), perciò basta osservare direttamente nel cannocchiale per orientare correttamente l’asse della montatura. In pratica, la Polare deve rientrare in un apposito circoletto. Il cannocchiale polare ha un reticolo illuminato che contiene pure le posizioni delle stelle del campo vicine alla Stella Polare, regolabile tramite un disco orario ed un cerchio datario. I reticoli speciali servono proprio a facilitare l’allineamento polare della montatura. Questa regolazione permetterà di sistemare definitivamente l’inclinazione dell’asse polare della montatura e sarà utile ogni volta che si ritorna a fotografare sullo stesso sito. 

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Stelle sopra la città fotografate con un obiettivo di 24mm aperto a f/2.8 per 60s a 800ISO.

 

 

  Il problema più difficile da risolvere per la fotografia celeste è quello della presenza dell’inquinamento luminoso, dovuto alle luci artificiali dei centri urbani ed extraurbani. Questo fenomeno arreca disturbo alla buona riuscita delle fotografie e si manifesta nelle vicinanze dei centri abitati, a causa del riverbero dell’illuminazione, che alla fine renderà le foto inaccettabili, con un cielo dalla tinta gialla, verde o grigia. La soluzione del problema richiede l’uso di un buon paraluce e la ricerca di luoghi più bui, dove la Via Lattea risalta bene anche ad occhio nudo. In Italia, i cieli più bui si trovano in Valle d’Aosta, sull’Appennino tosco-emiliano, vicino Grosseto, al confine tra Abruzzo e Molise, al confine tra Basilicata e Calabria, sulle vette centrali della Sardegna.

Comunque, non crediate che sia possibile ingrandire le stelle come piccoli globi, perché la loro distanza richiede focali di 200 metri. Di conseguenza, una stella resterà sempre un puntino sia con un obiettivo di 35mm, che con un 2000mm.

Per evidenziare la rotazione della volta celeste stellata, basta sistemare la fotocamera su un treppiedi, fare scattare l’otturatore via cavo e lasciarlo aperto diversi minuti, anche fino a 10-15 minuti per pose digitali, usando basse sensibilità, come 100 ISO, e diaframmi piuttosto aperti, come 2.8 o 4. Con le pellicole la posa deve essere unica, anche di diverse ore, mentre in digitale si sommeranno diverse foto al computer, sempre per ottenere come risultato finale delle strisce lasciate dalle stelle più luminose nel cielo notturno. Per quanto riguarda le pellicole da utilizzare (fresche e ben conservate), è opportuno sceglierne una piuttosto sensibile 400-1600 ISO, se invece si vogliono ottenere stelle puntiformi. Inoltre, quando si porta a sviluppare il rullino, occorre specificare che si tratta di foto astronomiche senza margini ben definiti e che si devono sviluppare senza tagliare la pellicola (si dice sviluppo in striscia). Durante la fase dello sviluppo, infatti, il macchinario o l’operatore potrebbero tagliare a metà una foto, perché fanno fatica a distinguere lo spazio vuoto tra due fotogrammi e lo sfondo del cielo, solitamente sempre nero. Il tempo di posa limite in minuti è dato dalla seguente tabella, per un cielo buio, limpido e senza Luna. Si tiene conto anche del difetto di reciprocità delle pellicole impiegate.

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Rotazione delle stelle attorno al polo celeste nord ottenuta con un obiettivo di 35mm a f/4 e 2 ore a 200ISO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella del tempo limite di saturazione in minuti per varie pellicole e cieli assai bui.

Apertura

100 ISO

250 ISO

400 ISO

800 ISO

1600 ISO

2,0

66 min.

24 min.

14 min.

6 min.             

3  min.

2,8

141

50

30  

14  

6  

3,5

233

83

49  

23  

10  

4,0

315

113

66  

30  

14  

5,6

671

240

141   

65  

30  

 

 

 

Tempo limite in secondi per macchine fisse sul treppiedi e stelle puntiformi

Obiettivo

0°

30°

45°

60°

20mm

30 sec.

35 sec.

42 sec.

60 sec.

24mm

25

29

35

50

28mm

21

25

30

43

35mm

17

20

24

34

50mm

12

14

17

24

100mm

6

7

8

12

300mm

2

2

3

4

La distanza in gradi è dall’equatore celeste, distante 90° dalla stella Polare.

 

 

Tipo di astrofotografia

Pellicola consigliata

Obiettivo e tempo di posa

Congiunzioni di pianeti

Luminosi al tramonto con

La Luna

100-400 ISO  come

Kodak Ektachrome E200

Fuji Provia 400F

35-70mm a f/2.8

Scattare quando l’esposi- metro segna 1-8 secondi

Costellazioni, aurore

800 ISO come

Fuji Superia X-tra 800

20-50mm a f/2.8

20-40 secondi

Costellazioni, Via Lattea,

stelle cadenti, con motore

800-1600 ISO

8-50mm a f/2.8

5 minuti

Foto con inseguimento al

telescopio

800-1600 ISO

14-300mm a f/2.8 

Fino a 5 minuti

 

 

 

 

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Flickr: youngtillidie

domenica, 22 marzo 2009
listen it it Flickr: youngtillidie

84629c9369b8d9c43d41d7dfa9a45bb6 Flickr: youngtillidie

Oggi ci soffermiamo sulla gallery di una utente di Flickr chiamata Raquel Fialho e conosciuta sul portale con il nome di youngtillidie.

Il suo modo di fare fotografia verte principalmente sull’utilizzo della fotografia analogica, in modo particolare delle toy camera e della “filosofia lomografica” che tanto va di moda.

Grazie a questa lettura fresca e colorata della vita che vuole rappresentare, la sua gallery risulta vincente e sicuramente da sfogliare con piacere.

Sia nelle immagini a colori che in quelle in bianco e nero, le composizioni di ritratti e paesaggi rendono vitale ogni cosa che viene fotografata da questa utente. Un occhio di riguardo meritano le multi esposizioni, davvero molto suggestive e ben eseguite.

Fonte ClickBlog.it

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Flickr: *Zephyrance – don’t wake me up.

mercoledì, 11 marzo 2009
listen it it Flickr: *Zephyrance   dont wake me up.

2ffb8491261fde115bd06c042b2218ba Flickr: *Zephyrance   dont wake me up.

Questa è la volta della Cina, dove una brava utente di questo esteso Paese ci accompagna nei suoi viaggi in giro per il mondo. *Zephyrance – don’t wake me up è una utente Flickr cinese, la quale predilige l’uso della fotografia analogica in svariate sue forme.

Dalla polaroid Sx-70, ai formati medio e 35mm, i suoi scatti ci rivelano sempre un sapore nostalgico e della scoperta semplice e preziosa di ogni luogo che visita.

Le fotografie della sua gallery fanno parte di una sorta di album di viaggio, dove ci propone i luoghi che visita e i ritratti delle persone che la accompagnano in giro per il mondo.

Queste immagini sono però ben lungi da essere delle semplici foto da turista, e scrutano il paesaggio e le persone ritratte in maniera molto più approfondita.

Fonte ClickBlog.it

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Flickr: canovix

sabato, 7 febbraio 2009
listen it it Flickr: canovix

12cc4559d61d92abb9ef5722048ea7a7 Flickr: canovix

Oggi ci occupano di un utente Flickr che sfrutta il suo spazio personale sul portale come una sorta di album di famiglia, ma lo fa con un occhio attento e una cura fotografica da mettere in luce.

Sto parlando di canovix, il quale utilizza spesso e volentieri la fotografia analogica per documentare e mostrare i suoi affetti e la vita di tutti i giorni.

Il sapore “retrò” si può evidenziare in ogni suo scatto. Grazie all’utilizzo della pellicola, queste immagini risultano prelevate da un indeterminato decennio del passato, eppure sono foto di oggi.

Le fotografie sembrano a un primo sguardo semplici immagini di persone, viste perlopiù in gruppo, ma in realtà ogni scatto è costituito da composizioni meditate e mai lasciate al caso.

Le persone ritratte sono sempre in ambienti festosi all’aperto, in interni invece vengono ripresi singolarmente, mentre riposano, pensano e hanno gli sguardi altrove. Il fotografo sembra essere un osservatore sempre allerta e presente, pronto a immortalare eventi di ogni tipo e situazione.

Ogni ritratto racchiude un universo di messaggi, situazioni, azioni, che rende le sue fotografie molto intense e delicate, dove gli affetti come la famiglia e gli amici diventano un ricordo prezioso in ogni momento della loro esistenza.

Fonte ClickBlog.it

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Flickr: Matthew Genitempo

sabato, 10 gennaio 2009
listen it it Flickr: Matthew Genitempo

0cc24d58d810c8dfd7d1e649cbb56bc4 Flickr: Matthew Genitempo

Oggi sono lieta di presentare questo utente Flickr texano, chiamato Matthew Genitempo. Quello che subito salta all’occhio è la straordinaria “coerenza” stilistica ed estetica di questo fotografo, il quale ci propone in ogni suo scatto una “firma” personale e siuramente molto interessante.

Che siano ritratti, fotografie di interni oppure immagini di paesaggi, egli riesce a dare una visione unica e degna di nota. Ogni personaggio ritratto è spesso e volentieri comparato all’immensità e all’estensione dei paesaggi americani, in una sorta di confronto tra l’uomo e la natura circostante.

I luoghi anonimi e desolati trovati “on the road”, come ristoranti o motel, vengono ripresi nel dettaglio, cercando sempre una linea stilistica e compositiva che renda ogni viaggio qualcosa di simile al precedente.

La fotografia analogica è sicuramente utilizzata spesso e volentieri da questo utente, infatti divide addirittura i suoi set basandosi sul tipo di fotografia che sfrutta, come la polaroid o il medio formato. Consigio a questo proposito i set intitolati appunto “Medium” e “Polaroids”.

Fonte ClickBlog.it

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Flickr: sweet distin

sabato, 10 gennaio 2009
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Eccoci oggi a parlare di un’altra utente Flickr che predilige la fotografia analogica, sempre tenendo un occhio di riguardo al medio formato.

Vicky Martienssen Slater, iscritta sul portale con il nome di sweet distin, realizza principalmente ritratti di persone singole oppure immagini di interni, sempre mettendo in luce dettagli dei luoghi e a volte anche delle persone che immortala.

La sua ricerca si spinge anche a sperimentazioni interessanti, come il fuori fuoco esasperato, il quale permette una lettura estetica molto intensa e sicuramente personale.

Anche il soffermarsi sui dettagli di persone o cose le permette di realizzare una visione del tutto personale,molto suggestiva e poetica.

Spesso e volentieri i ritratti si rivolgono a ragazzi e ragazze, dei quali si sottolinea la fragilità e la vulnerabilità, grazie anche alla scelta di toni morbidi e pacati. Il risultato è una serie di immagini non invasive ma anzi, pregne di intensità.

Fonte ClickBlog.it

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Perche’ la pellicola non morira’

domenica, 23 novembre 2008
listen it it Perche la pellicola non morira

7c7dcde739a25758156f735efbeff617 Perche la pellicola non morira

I molti oracoli della fotografia hanno sancito da tempo la sicura ed inevitabile scomparsa della fotografia analogica, soppiantata dai mirabolanti vantaggi del digitale. Invece la pellicola si e’ organizzata in sacche di resistenza che, sebbene ormai prive dei vecchi splendori, non sembrano passarsela cosi’ male.

Su Studio Photography di agosto (pagina 18) un interessante articolo di David Backer affronta proprio questo argomento. Perché la pellicola non e’ morta? I motivi, a ben pensarci, sono tanti e concreti. Da chi non riesce a fare a meno di una totale tangibilita’ del medium, a chi solo con la pellicola riesce ad ottenere dei toni davvero ottimali; da chi vuole passare meno tempo al computer e più a fare fotografie, agli studenti che per imparare devono contare su un mezzo “disciplinante” dagli scatti non-infiniti.

Le vendite delle pellicole sono in calo da tempo e questo e’ un dato di fatto da cui non si scappa. Ma e’ probabile che il trend si stabilizzera’. Del resto grandi case produttive come Kodak, Ilford, Fujifilm stanno riorganizzando la loro line-up di pellicole professionali e non. Nonostante qualche uscita di scena eclatante, gli investimenti nel settore analogico si continuano a fare: questo vuol dire che si prevedono, ancora e per molto tempo, dei ritorni economici. Quale migliore evidenza per sfatare il mito della morte della pellicola?

Foto di Ilfordmylove

Fonte ClickBlog.it

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Flickr: Moth Clap

domenica, 23 novembre 2008
listen it it Flickr: Moth Clap

2e29e4bd1398bd378154bae8620b0c97 Flickr: Moth Clap

Torniamo ad esplorare il sito di Flickr con i suoi utenti. Oggi parliamo di Alex Fregon aka “Moth Clap”, un utente australiano. Il suo set “Most Interesting” racchiude il “succo” di tutto il suo operato, dove sono presenti le foto da lui ritenute più interessanti.

Notiamo che questo utente predilige la fotografia analogica e l’utilizzo della polaroid sx 70, i temi son speso legati al viaggio e alla creazione di una sorta di album di famiglia.

L’intimita’ familiare quindi, ma anche i momenti di svago e divertimento sono presenti in numerose foto di questo set. Non mancano le componenti estetiche e compositive, le quali rendono queste immagini molto suggestive e belle.

Oltre a questo account, Fregon ha anche un blog personale dove propone dei suoi lavori di grafica.

Fonte ClickBlog.it

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Workshop e dimostrazioni Silvestri – www.reflex.it

venerdì, 22 febbraio 2008
listen it it Workshop e dimostrazioni Silvestri   www.reflex.it
f81659f9db84e7e080278611308fdd92 Workshop e dimostrazioni Silvestri   www.reflex.it 19.02.2008 – Dal 16 al 17 marzo presso la Villa medicea ad Artimino (Prato), SILVESTRI in collaborazione con Lead, propone ai professionsiti workshop e dimostrazioni sulle proprie fotocamere e sui dorsi digitali. In particolare, si tratta della fotocamera a banco ottico digitale S5 micron per fotografia in studio e della Bicam, dedicata alle ripese in esterni e studio. Silvestri, unico produttore italiano di apparecchi per fotografia analogica o digitale, fabbrica in piccola serie numerosi tipi di fotocamere a sistema aperto per la fotografia scientifica, di architettura, pubblicitaria e Fine Art. I sistemi Silvestri, realizzati materiali di prima qualita’ e con precisione micrometrica, possono montare dorsi ed lenti delle marche preferite e sono noti per la versatilita’ ed una modularita’ unica nel suo genere.
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