sabato, 2 aprile 2011
In un precedente Topic, per una serie di motivi avevo proposto la possibilità di sostituire un 18-105 VR con un 18-55 VR. La mia idea partiva dal presupposto che in termini qualitativi, tra 18 e 55 millimetri le due ottiche fossero molto simili. Anzi, in teoria il 18-55 poteva anche essere migliore vista la minore escursione focale.
Mi è stato fatto notare però che non è così, e una ricerca in rete non mi ha aiutato a capirne meglio il perché. Infatti, tutte le discussioni a riguardo vertono l’acquisto di una prima ottica in kit, ed è abbastanza ovvio che in questa situazione la scelta migliore è il 18-105.
Così, sono andato sul tanto citato Photozone. Con la consapevolezza che i dati riportati dai test sono sempre da prendere un po’ con le pinze e mai per oro colato, ho voluto comparare le due ottiche. Seppure i grafici proposti dal sito sono molto chiari, un’accurata e diretta comparazione tra le due ottiche mi era un po’ difficile: troppe barre e troppo grafici, difficile passare da un’obiettivo all’altro senza perdersi nei numeri.
Così, ho generato dei grafici riassuntivi per confrontare in maniera più agevole le due ottiche. Visto che c’ero, ho aggiunto anche il 16-85 VR, l’ottica ammiraglia nel mercato delle lenti Nikkor “economiche” in questa fascia di focali.
I grafici che vi proporrò di seguito sono creati semplicemente utilizzado i dati riportati qui:
Nikkor AF-S DX 18-55mm f/3.5-5.6G VR
Nikkor AF-S DX 18-105mm f/3.5-5.6G ED
Nikkor AF-S 16-85mm f/3-5-5.6G ED VR DX
Mi sembra inutile sottolineare che quanto posterò di seguito non è la legge, ma solo quello che risulta dai dati messi a disposizione da questo sito. Nessuno di questi numeri può sostituire l’occhio umano e il confronto diretto sul campo che ognuno di noi può fare.
Nelle successive figure, i puntini rappresentano i valori medi; la linea nera continua unisce le medie per l’obiettivo 18-105, quella tratteggiata il 18-55, e quella continua celeste il 16-85. Purtroppo non conosco bene il significato numerico di alcune variabili utilizzate, per cui l’opinione che mi posso fare dai grafici è un po’ limitata; inoltre, non sono in grado di capire esattamente quanto le differenze a livello numerico rispecchino poi effettive differenze pratiche.
Infine, non sempre i test per le tre ottiche sono perfettamente comparabili. Vuoi per piccole differenze nella massima apertura su determinate focali, vuoi perché il 18-55 è stato testato a 55mm, mentre 18-105 e 16-85 a 50mm. In questi casi ho chiuso un occhio e sovrapposto comunque le diverse condizioni di testing, opportunamente segnalandolo nei grafici.
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martedì, 23 novembre 2010
In questo topic vorrei presentare un tema molto scottante, che è quello del fotoritocco e della sua liceità. Ovvero, è lecito fotoritoccare?
Si potrebbero fare considerazioni lunghe km, stare qui a parlare per ore, ma quello che vorrei sottoporvi è un approccio del tutto personale verso l’argomento. Siete quindi ovviamente liberi di contraddirmi, ma quello che spero è che nasca un sano confronto, su un tema che ripempie spesso topic e discussioni.
Secondo me esistono due tipi di diversi di fotoritocco: lo sviluppo del file e il fotoritocco
Non voglio essere tautologico, ma quello che viene generalmente definito fotoritocco, secondo me è un secondo step nell’elaborazione di un file ottenuto dopo uno scatto.
Provo a spiegarmi, introducendo qualche dettaglio in più sulle due fasi introdotte precedentemente.
Immaginiamo di avere a disposizione 2 equipaggiamenti diversi:
1. Nikon D3000 + 18-55VR
2. Nikon D700 + 28-70/2.8
Con entrambe le macchine ci mettiamo sullo stesso treppiede, con la stessa inquadratura (quindi fate la conversione dell’angolo di campo), impostiamo gli stessi parametri di scatto (diaframma, tempo, sensibilità, saturazione, contrasto, ecc ecc) e facciamo la stessa foto.
Prendiamo le nostre macchine dopo aver fatto i due scatti e li confrontiamo. Sono uguali?
Ovviamente no, anzi, verosimilmente lo scatto della coppia D700+28-70 sarà migliore di quello D3000+18-55, ma questo significa che i due scatti non sono uguali
Eh già perché le due macchine non hanno ottenuto lo stesso risultato, nonostante l’estrema cura nel controllare che tutto fosse uguale. Un esempio banalissimo? Secondo voi la definizione del 28-70 e del 18-55 sono uguali? Beh sicuramente no, quindi tra le due foto, così al volo, già notiamo che c’è qualcosa di diverso, nonostante gli sforzi per avere tutto uguale.
Ancora? Beh le transizioni cromatiche, ovvero come si passa da un colore all’altro. Beh il 28-70 è un’ottica vecchia scuola, col transazioni dolci, mentre il 18-55 è sicuramente di concezione più nuova è sarà più plasticoso come resa, con gradini più evidenti tra i colori. Ma allora anche per questo aspetto el foto non sono uguali nonostante gli sforzi fatti per renderle tali…
Ancora? Beh il rumore. Gli ISO della D3000 hanno lo stesso effetto sulla foto di quelli della D700? Eppure sono su entrambe, ad esempio, 400ISO… Quindi anche per questo le foto non sono uguali
Questa digressione semplicemente per mostrare come ci sia una fortissima dipendenza dal mezzo, ovvero entrambe le macchine riprendono nelle medesime condizioni la stessa scena, ma danno due risultati diversi…
Non sarebbe allora lecito operare in una qualche maniera per avere le due foto uguali? Cioè mi spiegate perché io non devo ottenere due cose uguali in un contesto come questo? Non è lecito intervenire in post produzione per portare le foto allo stesso risultato finale?
Secondo me, e qui rinnovo la soggettività della trattazione, la risposta è positiva. Cioè mi sembra più che lecito agire per avere due foto uguali… Perché devo avere il limite del mezzo? Perché devo avere qualcosa di falso tra le mie mani?
Eh sì perché o la D3000 o la D700 hanno ritratto in modo artefatto la realtà, in modo falso, perché non hanno fatto la stessa cosa. Confrontando i due scatti, fatti nelle medesime condizioni, ho due cose diverse. Sicuro una delle due almeno rappresenta in modo falso la realtà…
Ecco quindi che questo scenario sembra essere uno per cui fotoritoccare è lecito, quantomeno per evitare che il fotografo si trovi davanti due rappresentazioni diverse della stessa realtà.
Ma detto questo, come si fa? Come si fa a stabilire chi ha detto il vero tra la D700 e la D3000? Beh l’istinto e il marketing ci portano a dire:”Uè ciccio, la D3000 sicuro ha fatto la foto falsa”, quindi l’idea istintiva sarebbe quella di portare la foto della D3000 verso quella della D700.
Ma siamo sicuri che la foto della D700 sia quella VERA?
Abbandoniamo cioè per un momento la coppia di macchine e lavoriamo solamente con la D700. Faccio lo stesso scatto, ma solo con lei e il 28-70 montato. Sono sicuro che è vera sta foto? Cioè senza preoccuparmi se ho fatto meglio o peggio di una D3000 con il 18-55, quello che la D700 ha fatto è VERO?
Beh bisogna vedere se la foto RAPPRESENTE IN MODO FEDELE LA REALTA’. E cioé?????? Come se fa sta cosa?
Beh innanzi tutto dobbiamo controllare se su macchina abbiamo la stessa cosa che i nostri occhi stanno guardando. Le famose transazioni cromatiche, le saturazioni, le rappresentazioni dei colori, la nitidezza, ecc ecc, sono VERE? Sono cioè identiche alle vere?
Beh per quanto uno si sforzi di comprare ottiche e corpi costosi e pregiati, niente è come i nostri occhi e ogni elemento introduce un suo modo di leggere le scene e questo va sempre bene?
Cioè siamo sicuri che quello che fa la macchina è esattamente quello che facevamo noi con gli occhi?
Nella mia esperienza ho potuto constatare che spesso, anche le macchine più elevate di fascia, hanno un’inevitabile distorsione della realtà, ovvero introducono un loro marchio sulla foto, rappresentando in modo più o meno veritiero gli elementi della scena. Perché io allora, in quanto essere che ha premuto il pulsante di scatto, non devo riportare la foto che la macchina ha fatto a quello che vedevano i miei occhi?
Perché non dovrei cioè sviluppare il file? Mutuo questo termine dalla pellicola per chiarire come sia secondo me addirittura necessario riportare a quanto si vedeva la scena catturata dalla reflex.
Molte molte volte sento gente che dice:”Io le foto non le ritocco, le lascio così come uscite dalla macchina. Queste sono foto vere, non quelle ritoccate”.
Ma siete sicuri che siano davvero VERE tali foto? In base a quanto detto prima, la macchina fotografica ha fatto una SUA cattura della realtà, che potrebbe discostarsi, e tanto, dal mondo che i notri occhi vedevano al momento. Perché allora “doversi accontentare”? O meglio, perché rendere lecito il fotoritocco che fa la fotocamera e colpevolizzare il nostro al computer?
Dopotutto io vorrei solamente riportare la foto a quello che vedevo, perché questo dovrebbe essere sbagliato?
Vorrei lasciare spazio ad un esempio fotografico, piuttosto che continuare con le parole. Le due foto allegate sono relative ad un RAW scattato al tramonto al lago di Bolsena. Come si nota il RAW ha delle tonalità molto meno sature, transazioni cormatiche delicate, ma non accentuate. Era davvero questo quello che vedevo mentre scattavo?
Nei miei occhi c’era davvero quello che il RAW rappresenta?
La risposta è ASSOLUTAMENTE NO, ovvero nonostante il 35/2 montato e la D700, comunque non c’è stata una rappresentazione REALE della scena.
La foto “elaborata”, o meglio sviluppata, è un tentativo di riportare la foto, l’immagine a quello che effettivamente vedevo con gli occhi.
E’ lecito secondo voi? Qual è vera e qual è falsa delle due foto?
Secondo quanto detto prima, così come la pensano in tanti, il RAW è la foto vera perché è uscita dalla macchina senza il minimo ritocco, ma vi posso garantire che non è così, perché quello che vedevo non è affatto quanto rappresentato dal RAW
La foto, VERA, ovvero quella che rappresenta al meglio quello che avevo visto, è quella sviluppata, quella cioé che ha i colori esattamente come erano al momento, la prospettiva esattamente come la vedevo al momento.
Se ci fate caso infatti ho scelto questa foto, anche per l’evidentissima distorsione prospettica e l’inclinazione dell’orizzonte visibili nel RAW. Nel JPEG è sparito tutto, orizzonte dritto e prospettiva corretta. Non è forse anche questo mettere mani sulla foto? Certo, ma se non l’avessi fatto, avrei rappresentato VERAMENTE la scena?
Beh no, perché la balaustra è dritta nella realtà e l’orizzonte è orizzontale.
Inoltre in questo scatto ho dovuto distorcere entrambi per poterli recuperare senza troppe difficoltà, quindi perché non dovrei sviluppare il file?
Come si nota cioè da quanto scritto, una prima fase di approccio al file è quella di riportarlo al vero, appunto di svilupparlo. Questo lo si fa inevitabilmente fotoritoccando, ovvero intervenendo al computer sulla foto, ma l’intento è quello di riportare “al vero” lo scatto.
Non mi piace che sia la macchina (più ottica) a dirmi cosa effettivamente c’era e come era. Sono IO che so come era la realtà che stavo riprendendo… la macchina è solo uno strumento al mio servizio per portarmi dietro QUELLA scena e se non ci è risucita, allora ci penso io a recuperarla.
Ma allora, il fotoritocco, ovvero la II Fase detta prima… che roba é? Beh ogni volta che supero la realtà col fotoritocco, introducendo qualcosa di eccessivo, valico lo sviluppo. Se cioè supero quello che effettivamente i mei occhi vedevano, se la mia rappresentazione non è realistica, allora ho fotoritoccato in modo secondo me criticabile.
Certo è che il limite è soggettivo e proprio di ogni foto, perché solo l’autore sa di preciso cosa c’era al momento dello scatto…
Con questo topic spero di aver suscitato se non altro senso critico sulla cosa, che poi può essere a favore o contrario, ma spero quantomeno se ne parli.
Il tema scotta, so benissimo di toccare delle corde molto sensibili, ma vorrei sapere cosa ne pensate…
Fonte Google News
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martedì, 5 ottobre 2010

Nikon ha svelato la Nikon D7000, ma non ha ancora rimpiazzato né la D700 né la D300s e Thom Hogan ha pubblicato alcune riflessioni sulle reflex future.
Nei prossimi mesi la concorrenza continuerà ad essere spietata e Nikon aumenterà il numero di modelli di reflex in vendita per coprire ogni singola fascia di prezzo e le esigenze di ogni tipo di fotografo per non lasciare spazi ad altri, come Canon. Per fine 2011 potremmo vedere in listino la EVIL, D3100, D5100/D6000, D7000, D400, D700x/D800 e D4.
Secondo Thom la D5100/D6000 e D700x/D800 prenderanno il nome in baso alla data di rilascio. Se verranno presentate prima della D4 avranno il nome dispari, altrimenti il pari.
Non si sa ancora se la D400 farà il grande salto al full frame, ma probabilmente resterà DX con una risoluzione di 16 megapixel e sicuramente avrà una raffica da almeno 8 fps e probabilmente un sistema di messa a fuoco derivato dalla prossima ammiraglia.
Via | ByThom
Thom Hogan, cosa aspettarsi da Nikon? é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di martedì 05 ottobre 2010.
Fonte Google News
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