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Arte da ascoltare: l’installazione di Zimoun e Hannes Zweifel al MNAC di Bucarest

martedì, 17 maggio 2011
listen it it Arte da ascoltare: linstallazione di Zimoun e Hannes Zweifel al MNAC di Bucarest

Se chiudi gli occhi all’ascolto ti viene l’impulso di aprire l’ombrello, ma quel rumore non è pioggia in realtò. Al Muzeul National de Arta Contemporana di Bucarest fino al 12 giugno 2011, ecco l’installazione dell’artista Zimoun e dell’architetto Hannes Zweifel: 2.000 scatoloni di cartone assemblati in una elaborata struttura tutta vuoti e pieni.

Aggiungete 200 piccoli motori DC collegati a un filo metallico, sistemati qua è là e il gioco è fatto; Zimoun, artista svizzero classe 1977, è uno specialista di questo tipo di strutture architettoniche che generano suoni grazie a supporti meccanici.

Insieme a Hannes Zweifel, condivide la fascinazione per i materiali grezzi e la relativa semplicità delle composizioni, la loro collocazione negli spazi, il tipo di movimento che ne scaturisce. L’installazione è stata presentata in occasione del Rokolectiv di quest’anno, un fesival di musica elettronica ed arti correlate giunto alla sesta edizione, che ha visto la presenza di Staalplaat Soundsystem and Feedbacksociety.

Arte da ascoltare: l’installazione di Zimoun e Hannes Zweifel al MNAC di Bucarest é stato pubblicato su artsblog alle 13:20 di martedì 17 maggio 2011.

 Arte da ascoltare: linstallazione di Zimoun e Hannes Zweifel al MNAC di Bucarest

 Arte da ascoltare: linstallazione di Zimoun e Hannes Zweifel al MNAC di Bucarest

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Street art dall’Inghilterra: Phlegm

sabato, 14 maggio 2011
listen it it Street art dallInghilterra: Phlegm

7b446 phlegm Street art dallInghilterra: Phlegm

Ecco un esempio di street art che ci piace davvero, Phlegm è un graffiti artist di Sheffield, UK, un po’ anomalo. Lui stesso afferma di avere un rapporto inconsueto con il mondo dei graffiti, a cui si è avvicinato dopo l’esperienza di designer di fumetti autopubblicati, e comunque senza comprendere mai i lettering nei suoi lavori.

Sui muri (spesso molto lunghi o molto alti, quasi sempre fabbriche dismesse o costruzioni lungo fiumi e canali) di varie città in Inghilterra, Phlegm (tecnicamente il termine significa catarro o muco) gioca con gli spazi e i dettagli architettonici.

E dipinge personaggi e città, prevalentemente in bianco e nero, che sembrano usciti da certi libroni medievali, in un’estetica da mondo amanuense con quel senso particolare della prospettiva e del tratteggio.

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Street art dall’Inghilterra: Phlegm é stato pubblicato su artsblog alle 10:20 di venerdì 13 maggio 2011.

 Street art dallInghilterra: Phlegm

 Street art dallInghilterra: Phlegm

 Street art dallInghilterra: Phlegm  Street art dallInghilterra: Phlegm

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Vita e morte dell’uomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen

sabato, 7 maggio 2011
listen it it Vita e morte delluomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen

Ecco un simpatico video realizzato con una tecnica dal sapore vintage. Prodotto da Alligator AS, l’autore è Lasse Gjertsen, un video animatore norvegese che si è fatto conoscere negli ultimi anni proprio grazie a Youtube (a questo link il suo fanclub italiano su Facebook).

Attraverso la grafica a 8 bit dei videogiochi anni ottanta (ricreata con Adobe Photoshop e After Effects ispirandosi ai videogiochi Amiga, Sega, Nintendo ), Consoul racconta con la leggerezza di un gioco la storia della vita e della morte degli esseri umani. Per la lavorazione del video (originariamente in 35 mm), è stato necessario un anno.

Lasse, oltre ad essere un purista della videoanimazione (che rifiuta di lavorare per il mondo della pubblicità), è anche un compositore di musica elettronica e sua è la colonna sonora del video.

Vita e morte dell’uomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen é stato pubblicato su artsblog alle 12:34 di giovedì 05 maggio 2011.

 Vita e morte delluomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen

 Vita e morte delluomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen

 Vita e morte delluomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen  Vita e morte delluomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen

 Vita e morte delluomo in una videoanimazione di Lasse Gjertsen

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Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek

mercoledì, 4 maggio 2011
listen it it Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

cf372 giornatamondialelibertinformazione2011 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di WindhoekOggi è il 3 maggio 2011, ventesimo World Press Freedom Day: è la giornata mondiale della libertà di stampa. Perché si festeggia proprio oggi? Perché risale al 3 maggio 1991 la Dichiarazione di Windhoek – la trovate sul sito Unesco – una carta destinata a delineare il futuro degli stati africani in tema di libertà di stampa.

A leggerla cosa ci troviamo? Troviamo molti punti ancora attuali: se pensate che tutto ciò fu pensato per l’Africa del 1991, un continente a pezzi forse ancora più di quanto lo è oggi, fa un discreto effetto notare come alcuni dei punti del manifesto siano perfettamente applicabili anche all’Italia del 2011, e non solo.

Naturalmente nella Dichiarazione di Windhoek manca qualcosa senza cui non leggereste questo post: internet. Le libertà digitali, le infinite possibilità che la rete offre alla libertà di espressione e di stampa erano chiaramente impensabili vent’anni fa in Europa, figuriamoci in Africa: proviamo ad approfondire dopo il salto.

Il primo punto riprende la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sostiene che la presenza di una stampa libera, indipendente e pluralistica sia essenziale allo sviluppo e al mantenimento della democrazia di una nazione – oltre che allo sviluppo economico.

Il secondo punto spiega cosa si intenda per stampa libera: una stampa indipendente da controllo governativo, politico, economico. Ecco: già a questo punto, qualche riflessione sull’Italia del 2011 inizierei a farla. Ma è al terzo punto della Dichiarazione che si descrive un Paese che conosciamo abbastanza bene: quello in cui viviamo.

Traduco “per stampa pluralistica, intendiamo la fine dei monopoli di ogni tipo, e l’affermazione del maggior numero possibile di quotidiani, magazine, e periodici che riflettano il raggio più ampio possibile di opinioni della comunità”. Ecco: sentire “fine dei monopoli” e pensare al sistema televisivo italiano…

Fa pensare un po’. Di fatto quello italiano non è un monopolio in senso stretto, ma non definirei esattamente Rai e Mediaset come concorrenti. È un amichevole oligopolio quello che si spartiscono, molto, molto amichevole. Ricordiamoci sempre: Dichiarazione Windhoek, Namibia 1991. Questo post: Milano, Italia 2011.

Ed è un oligopolio particolarmente problematico in quanto è tramite la televisione che la maggior parte degli italiani riceve informazioni e si forma un’opinione – Sartori aveva tratteggiato perfettamente in Homo Videns questa tendenza – Più della carta stampata, più naturalmente del web, territorio ancora relativamente libero. Libero davvero? Il web? Libero, più o meno.

Certo, la situazione italiana non è sicuramente quella che ci ha raccontato ieri Eleonora Bianchini – reduce dall’incontro MediEncounter ad Alicante – dove si sono ritrovati gli attivisti del Mediterraneo protagonisti delle rivoluzioni in Libia, Tunisia o Egitto. Rispetto a loro dovremmo stappare champagne: rispetto ad altri Paese europei, decisamente no.

Quanto si desideri chiudere un po’ il rubinetto della libertà sulla rete è evidente: pensate al Decreto Pisanu, per esempio. Decaduto? Magari: come potete leggere per esempio in questo pezzo di Guido Scorza su Wired del 31 gennaio 2011. Un decreto che potete immaginare così: come se ogni volta che salite in macchina, qualcuno vi controllasse la patente. L’impressione è che la tentazione di un giro di vite anche sul web sia forte.

Ma anche che quello stesso web conti ancora poco, e che sia più interessante mantenere il pallino del gioco in un altro campo, più facilmente gestibile: quel campo è la tv. Perché la carta stampata conta, sì – parlo dell’Italia – ma la partita del consenso vero si gioca in un altro campo, quello catodico. La bandierina meglio tenerla ancora lì.

Sono i dati usciti da Freedom House a metà aprile scorso – qui il pdf integrale – quelli in cui si descrive l’Italia come libera sul web – ecco il pdf – mentre la stessa organizzazione ci descriveva nel 2010 come “partly free” – qui pdf integrale 2010 – per quanto riguarda la libertà di stampa “tradizionale” a confermarlo indirettamente.

Una classifica quest’ultima nella quale ci troviamo in maniera imbarazzante indietro, ultimi tra i Paesi dell’area Euro insieme alla Turchia: per un quadro più completo, Fabio Chiusi scrisse questo ottimo post a riguardo. Buon 3 maggio a tutti.

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek é stato pubblicato su artsblog alle 11:26 di martedì 03 maggio 2011.

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek  Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

 Giornata mondiale della Libertà di stampa, ventanni dopo la Dichiarazione di Windhoek

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Nuova Nikon D310

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Nuova Nikon D310

Ecco l’indirizzo dove vedere le prime foto della nuova super reflex:

http://www.gettyimages.it/detail/103332483/OJO-Images

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Occasione safari e caccia fotografica

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Occasione safari e caccia fotografica

Ciao ragazzi,
quest’estate avrò la fortuna di andare in Africa, in Malawi, in una missione di padri Monfortani. Tra le attività proposte non c’è un vero e proprio safari fotografico, nè tanto meno “sessioni” di caccia fotografica, ma ci è stato proposto un safari dal fiume, ovvero prendiamo una barca (una zattera a motore direi, no cavalletto, mano libera, di giorno) e risaliamo un fiume da cui si può vedere qualche esemplare tra volatili, mammiferi e quant’altro, se si è fortunati..(per farvi capire la situazione di scatto).
Ora: io ho la d700 e arrivo al massimo a 200mm (bighiera). Non chiedetemi la grandezza del fiume, ma a prescindere da ciò credo di essere corto, così stavo pensando di arrivare almeno a 300.
Rientro dunque nella categoria di fotografi che non fanno fotografia naturalistica, questa è la prima volta per intenderci, e non hanno intenzione di praticare questo tipo di fotografia, ma hanno questa occasione, ecco..
Mi consigliate di acquistare un Nikon 70-300, o acquistare/affittare un 300 f4 (sempre che riesca a trovarlo..) per le due settimane che sarò via?
O mi consigliate altro?
Grazie!

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Ecco la Rainbow gun: tra spray art e calligrafia

sabato, 2 aprile 2011
listen it it Ecco la Rainbow gun: tra spray art e calligrafia

1 2 3 4 5 6 7 è il titolo di questa performance divertente e molto teatrale, in cui il tipografo olandese Job Wouters (Letman) e suo fratello Roel (grafico), sperimentano uno strumento che permette di utilizzare fino a sette diverse tracce di vernice spray in parallelo.

La Rainbow gun viene direttamente da un’idea di Daniel Tagno e i due fratelli l’hanno progettata per If You Could Collaborate, una piattaforma di lavoro collaborativo fra coppie. Ne è nata una performance divertente e molto teatrale, in cui uno disegna e l’altro passa a cancellare con il rullo.

Ecco la Rainbow gun: tra spray art e calligrafia é stato pubblicato su artsblog alle 22:36 di mercoledì 30 marzo 2011.

 Ecco la Rainbow gun: tra spray art e calligrafia

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 Ecco la Rainbow gun: tra spray art e calligrafia

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Ecco la Raimbow gun: tra spray art e calligrafia

mercoledì, 30 marzo 2011
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1 2 3 4 5 6 7 è il titolo di questa performance divertente e molto teatrale, in cui il tipografo olandese Job Wouters (Letman) e suo fratello Roel (grafico), sperimentano uno strumento che permette di utilizzare fino a sette diverse tracce di vernice spray in parallelo.

La Rainbow gun viene direttamente da un’idea di Daniel Tagno e i due fratelli l’hanno progettata per If You Could Collaborate, una piattaforma di lavoro collaborativo fra coppie. Ne è nata una performance divertente e molto teatrale, in cui uno disegna e l’altro passa a cancellare con il rullo.

Ecco la Raimbow gun: tra spray art e calligrafia é stato pubblicato su artsblog alle 22:36 di mercoledì 30 marzo 2011.

 Ecco la Raimbow gun: tra spray art e calligrafia

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 Ecco la Raimbow gun: tra spray art e calligrafia

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Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro

venerdì, 18 marzo 2011
listen it it Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro

Ecco Biocity, il video dell’intervento di Andreco nel sottopasso di Pianoro, poco fuori Bologna. Il progetto di wall-painting a cura di Mili Romano risale all’ottobre del 2010 e ha visto l’artista romano di base a Bologna collaborare con i writer della Pianoro Factory.

Il più grande mammifero al mondo rappresenta un simbolo ancestrale in questa zona dell’Apennino Bolognese, in Val di Zena infatti vennero trovati i resti di un’antica balena. Nell’immaginario di Andreco la balena diventa un microverso in continua trasformazione, che porta sul dorso enigmatici esseri viventi e contribuisce a costruire abitazioni che diventano città.

Il murales fa parte del progetto Cuore di pietra, in cui la balena è protagonista, con il suo ritmo, il suo tempo, del risveglio di una nostra sensibilità recondita.

Il Video Report è realizzato dallo stesso Andreco con le musiche di OKAPI.

Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro
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Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro é stato pubblicato su artsblog alle 18:54 di mercoledì 16 marzo 2011.

 Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro

 Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro

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 Biocity, il video del murales di Andreco a Pianoro

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Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dell’artista Michael Tompert

giovedì, 24 febbraio 2011
listen it it Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert

86ae2 michaeltompert Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael TompertUn’idea figlia del suo tempo, non c’è che dire, quella avuta dall’artista digitale Michael Tompert, che vede computer, iPad & company come oggetti superflui e dalla vita breve, dopotutto sappiamo bene che ogni anno ne esce una nuova versione molto più accattivante. Tompert deve l’ispirazione ai suoi figli, che un giorno si sono messi a litigare per giocare con l’iPad, allora lui da bravo papà si è messo a pensare a un modo per dimostrare loro la “caducità” di questi oggetti.

Una volta distrutto il primo macchinario, Tompert si accorse che in effetti il suo interno era molto affascinante e si mise a fotografarlo, così nacque la erie di lavori e distruzioni creative che per un anno l’artista ha effettuato con l’aiuto di martello, sega, e fiamma ossidrica e fotografato, stampando poi in formato gigante.

Un gesto di rottura che ha incuriosito molti perchè si tratta in fondo di una specie di sacrilegio, visto che certi gioiellini tecnologici vengono ormai riveriti in tutto il mondo e sono parecchie le persone che da essi dipendono nel loro quotidiano. Che faccia fareste voi nel vedere il vostro iPhone spiaccicato?

86ae2 thn mt5 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert86ae2 thn mt4 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert2c0f5 thn mt3 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert2c0f5 thn mt2 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert

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Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dell’artista Michael Tompert é stato pubblicato su artsblog alle 10:00 di mercoledì 23 febbraio 2011.

 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert

 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert

 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert  Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert

 Prodotti Apple maltrattati: ecco le opere dellartista Michael Tompert

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Cambio, miglioramente corredo Ottiche

domenica, 26 dicembre 2010
listen it it Cambio, miglioramente corredo Ottiche

Salve ragazzi,
eccomi di nuovo a rompere anche il giorno di natale(tanto io stò lavorando 41138 wacko Cambio, miglioramente corredo Ottiche )
come da titolo vorrei cambiare o migliorare il mio corredo Fotografico,
questa è la lista:

Nikkor 35mm f/1.4 ai
Tamron 18-250 f/3.5-5.6
Tokina 12-24 f/4
Nikkor 300 AF f/4

Come posso migliorare se eventualmente mi togliessi il 18-250?

Grazie Ricky

E Buon Natale a tutto il Forum

Fonte Google News

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negozio online

domenica, 26 dicembre 2010
listen it it negozio online

Qualcuno conosce ed ha provato a fare acquisti in questo negozio OnLine cinese? Ecco il link del sito http://www.racac.com/.
Il sito sembra essere fatto bene, almeno ad una prima occhiata, ed i prezzi: incredibili!!!
Es: Sigma 120/300 F2.8 a soli 410 €.
Ed è proprio questo che mi fa venire qualche dubbio sia sull’autenticità dei prodotti che sul buon esito dell’eventuale transazione.
Qualcuno ha qualche esperienza o ha dei feed back sul sito.

Ringraziando anticipatamente chiunque abbia news in merito, auguro a tutti un Buon Natale.

Ricky

Fonte Google News

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