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Ella Manor la Lady Gaga della fotografia

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Ella Manor la Lady Gaga della fotografia

Ella Manor è una fotografa di New York con una visione della fotografia un po’ diversa dal solito.

Nei suoi lavori si diverte a combinare in maniera fantasiosa modelle ed abiti elaborati e stravaganti dalle proporzioni particolari. Le sue foto hanno spesso effetti particolari grazie a tutta la serie di obiettivi prodotti da Lensbaby a tal punto da essere stata definita “Photo Guru” dall’azienda.

Nel video sopra e dopo il salto potete vedere il suo approccio alla moda ed alla fotografia.

Via | FStoppers

Ella Manor la Lady Gaga della fotografia é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di mercoledì 19 gennaio 2011.

 Ella Manor la Lady Gaga della fotografia

 Ella Manor la Lady Gaga della fotografia

 Ella Manor la Lady Gaga della fotografia  Ella Manor la Lady Gaga della fotografia

 Ella Manor la Lady Gaga della fotografia

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2048×1536: iBook svela la risoluzione del display di iPad 2?

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it 2048x1536: iBook svela la risoluzione del display di iPad 2?

 2048x1536: iBook svela la risoluzione del display di iPad 2?

I rumor relativi all’adozione dei Retina Display sulla nuova generazione di iPad cominciano a trovare fondamento. Rafeed Chaudhury, ricercatore presso l’Arizona State University e Steve Troughton-Smith, sviluppatore di app mobile, hanno scoperto immagini di iBook 1.2 ed 1.1 che mostrano lo sfondo dell’applicazione ad una risoluzione doppia rispetto a quella attualmente utilizzata da iPad. L’immagine del pannello di legno è larga 1.536 pixel, il doppio degli attuali schermi montati su iPad, l’altezza di conseguenza è di 2048 pixel: 2048×1536 potrebbe davvero essere la nuova risoluzione dei prossimi tablet di Cupertino.

La risoluzione è diversa da quella attualmente utilizzata in iPhone 4, 960×640 pixel con una densità di 326 pixel per pollice contro i 264 pixel per pollice del nuovo iPad. Sebbene non si arrivi all’iPhone 4 si tratterà di un display nitido come quello del Motorola Droid 2. Un display ancora più nitido (denso di pixel) al momento potrebbe essere realizzabile ma estremamente proibitivo. Il problema più grande potrebbe essere quello delle performance sebbene la rumoreggiata adozione di un processore dual-core ARM Cortex-A9 e un chip grafico PowerVR SGX543 aiuti a colmare l’eventuale calo di performance (se non a superarlo).

La commercializzazione di display sempre migliori potrebbe essere uno dei punti sui quali Apple ha interesse a primeggiare nella sfida con i nuovi tablet Android. I requisiti minimi di Android 3.0 richiedono una risoluzione minima di 1280×720 laddove per alcuni altri come il Motorola Xoom il requisito sale a 1280×800. Al momento non si hanno notizie relative a competitor pronti ad adottare risoluzioni maggiori di quelle probabilmente impiegate nel nuovo iPad.

[Via MacNN]

2048×1536: iBook svela la risoluzione del display di iPad 2? é stato pubblicato su Melablog.it alle 19:34 di domenica 16 gennaio 2011.

 2048x1536: iBook svela la risoluzione del display di iPad 2?

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 2048x1536: iBook svela la risoluzione del display di iPad 2?

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

612b7 5099273876 1d40f713c3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

7d33d 5275817344 11d753ea58 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

32013 5275210049 d5ccc7f2b3 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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qualità della stampa o foto fatte male?

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it qualità della stampa o foto fatte male?

ciao a tutti! 3735e smile qualità della stampa o foto fatte male?
ho ritirato oggi le stampe di due rullini a colori (Kodak ultramax 400 e Kodak Ektar 100) utilizzati con la mia nuova (comprata usata 3735e wink qualità della stampa o foto fatte male? ) nikon FM2. sono rimasta a dir poco delusa dal risultato e mi chiedo quanta colpa sia mia e quanta dello studio fotografico.

non sono una fotografa, e quindi non mi aspettavo di vedere immagini da maestro, ma lo scontento deriva (soprattutto) da colori e definizione: più che da negativo, le stampe sembrano fatte da digitale. sembra tutto un po’ “piatto”, in alcune immagini i colori sembrano troppo saturi, troppo contrastati, così che alcune parti sono piuttosto scure e altre troppo chiare, in generale prive di sfumature.
a parlare sono anche i rami degli alberi (spogli) contro il cielo: i contorni non sono netti. e poi: in una foto fatta al chiuso il muro bianco digrada verso il verde! eppure era tutto bianco…

ho scattato con luce invernale e col cielo coperto, generalmente a f/2.8 e con tempi 1/100 o 1/60, e confesso che a volte ho scattato con l’esposimetro che mi diceva “occhio, è sottoesposta di un terzo di stop”, ma l’ho fatto per evitare il mosso. Non ho approfittato dello sfocato del f/2.8, come distanza focale ho messo infinito, perché ero in strada e riprendevo i soggetti che camminavano, i palazzi, l’ambiente in genere.

non mi aspettavo quindi di avere ombre nette e forte contrasto come se fossi sotto un bel sole estivo, ma per lo meno di avere una buona definizione, una definizione migliore che con la mia vecchia digitale minolta z1 (vecchia vecchia…). la cosa che mi stupisce, infatti, è che non ci sono grandi differenze tra le foto fatte con iso 400 e quelle con iso 100 nello stesso frangente (lungo la stessa strada, alla stessa ora): vista la diversa grana, mi aspettavo qualcosa di minimamente differente.

proverò domani a scansionare alcune stampe (oltretutto avendo chiesto il 13×19 certe foto sono croppate in maniera vergognosa, con teste, piedi, spalle e lampioni mozzati), così da cercare di rendere meglio l’idea.

nel frattempo, qualcuno sa dirmi se è una questione di stampa mediocre (su fujicolor crystal archive paper) o se il grosso dell’errore sta nella scelta di aver scattato in quelle condizioni? [b]oppure, ancora, l’esposimetro non funziona granché bene?
[/b]grazie sin d’ora a chi avrà avuto la pazienza di leggere i miei deliri 3735e happy qualità della stampa o foto fatte male?

ornella

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Aiuto per bilanciare il bianco con faretti in casa

giovedì, 2 dicembre 2010
listen it it Aiuto per bilanciare il bianco con faretti in casa

ciao a tutti,
volendo fare degli scatti in casa e non avendo molta attrezzatura a disposizione avrei bisogno di alcuni consigli…

volevo creare uno sfondo bianco usando un lenzuolo, ho a disposizione un faretto che ho montato su un cavalletto…la lampada originale è da 1000w 3400k (r7s)…accecante!…ho preso una lampada da 200w 3000k, mi procurerò un pannello di polistirolo o altro per riflettere la luce…

il mio dubbio è questo…visto che la luce da 3000k è troppo calda, posso impostare la macchina su una temperatura diversa senza dover ricorrere alla post produzione?

devo impostare 3000k oppure un valore maggiore?

l’alternativa è procurarmi un softbox su ebay e utilizzare una lampada da 5000k…

il soggetto da fotografare è la mia figlioletta di pochi mesi, ecco perchè ho scartato la lampada da 1000w…esagerata per una stanza d’appartamento

Fonte Google News

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è arrivata la D3100

mercoledì, 1 dicembre 2010
listen it it è arrivata la D3100

Ciao ragazzi e grazie a tutti per i consigli datomi nei post precedentemente scritti. La D3100 per me che provendo da una compattina, è mostruosa.

C’ho smanettato un po anche se non quanto avrei voluto causa febbre.

Domandona:
Leggendo le guide per fare gli HDR (lo so che è presto ma a me piace leggere di tutto) ho letto come fare con le nikon i 3-5 scatti con diversa esposizione ma la funzione AEB (credo si kiami così) sulla D3100 non c’è

come fare?? HELPPPP

grazie a tutti e buona luceeee

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Problema Nomi Files e Riordino per Data

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Problema Nomi Files e Riordino per Data

Ciao a tutti,
dopo qualche uscita e qualche gita ho notato che la mia D60 nomina i files in maniera diversa, alcuni con _DSCxxx e altri con DSC_xxx

Ho letto che dipende dallo spazio colore impostato ed infatti nelle impostazioni personali ho messo AdobeRGB.

Penso che il problema dei nomi sia dato dal fatto che io scatto quasi sempre in modalità A, mentre quando la passo in mano alla mia ragazza gliela imposto in Automatico (e qui penso avvenga il cambio di spazio colore e quindi di nomenclatura).

Il problema maggiore però è che se utilizzo un qualunque programma per rinominare i files per data di scatto leggendo gli Exif (ad esempio su Mac uso ExifRenamer) i files vengono comunque nominati in sequenza non corretta 1aff6 ohmy Problema Nomi Files e Riordino per Data
Per fare un esempio rinomino i files avendo quindi
- Pic001 data 10/10/2010
- Pict002 data 09/10/2010

Ma il secondo file cronologicamente andrebbe prima 1aff6 huh Problema Nomi Files e Riordino per Data

Dopo vari tentativi l’unica soluzione è stata quella di utilizzare ViewNX che a quanto pare è stato l’unico programma ad ordinare i files correttamente per data di scatto.

La cosa però non mi è chiara…
Qualcuno può aiutarmi?

Grazie mille

Fonte Google News

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D3s – 70-200 Vr2 — Help: Domande

domenica, 21 novembre 2010
listen it it D3s   70 200 Vr2     Help: Domande

Intanto buongiorno a chiunque legga,
chiedo anche qui lumi, ho chiesto in giro ma ancora non ho avuto risposte e spero di trovarle per chiarirmi alcuni dubbi.
Avrei quindi bisogno di alcune informazioni sui due oggetti in questione, al momento sono 2 o 3 le cose che mi lasciano un po’ sorpreso.

1) Nel caso del 70-200vr2 avrei bisogno di sapere da chi lo ha se l’attivazione del VR è udibile, se si sente il tac dell’attivazione e disattivazione (non è che parlo di frustata in aria, ma per intendersi se c’è silenzio si sente ..e senza star vicini).
Il rumore generale della meccanica interna (AF nel suo fine corsa, e VR) mi pare più vicino a quello del 100-400 canon che non a quello del 70-200, soprattutto dell’ultimo IIis che in effetti è praticamente non udibile in tutte le sue funzioni.
Dato che la lente per quanto nuova e in garanzia, mi arriva da un altro fotografo, sapere se vale la pena verificare il tutto o se è così mi farebbe comodo (anche se alla prima occasione farò in modo di provarne uno nuovo in un negozio).
Ovviamente la lente funziona (almeno al momento) e non da nessun problema, è solo curiosità perché il mio unico riferimento al momento viene da un attrezzatura diversa e non ho idea se preoccuparmi o meno.

2) D3s: c’è una cosa che non mi sembra normale e non so da cosa dipenda, ho cercato anche sul web ma non mi pare se ne parli.
In pratica in modo piuttosto randomico, o per lo meno non intuibile, quando si accede al menu’ ci sono volte in cui appare una clessidra con tempi che possono arrivare anche a 3-4secondi.
Se si richiama immediatamente dopo è istantaneo (come se lavorasse in cache), ma basta un tot di attesa, qualche tipo di operazione successiva, anche se non ho ben capito quale, ed il fenomeno si ripropone.
Capita anche nella visualizzazione dell’immagine capita ma la cosa mi pare plausibile.
Mi pare che in molte operazioni la macchina acceda alla/e schede di memoria.
Preciso che: Ho provato con 3 tipi di schede (da 280x a 366x di varie marche), con 2 o con 1 scheda inserita, ho formattato la scheda in macchina.
E’ molto probabile che ci sia qualcosa che mi sfugge ma al momento trovo la cosa veramente fastidiosa.

Ringrazio in anticipo per ogni informazione e soluzione.

Fonte Google News

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Thom Hogan, le previsioni per il 2011

martedì, 16 novembre 2010
listen it it Thom Hogan, le previsioni per il 2011

c5dfc 4609177760 164a323f52 z Thom Hogan, le previsioni per il 2011

Come ogni anno Thom Hogan ha pubblicato i suoi pensieri su quello che succederà nel 2011. Potete anche controllare quanto di quello che aveva previsto per il 2010 si è effettivamente avverato.

Quel che sicuramente vedremo nel 2011 saranno le reflex full frame che sono mancate quest’anno. Prima di entrare nel dettaglio vi proponiamo le liste dello stato dei vari marchi.

Molto successo Poco successo Difficile da stimare
Leica
Nikon
Panasonic
Canon
Fujifilm
Kodak
Sigma
Samsung
Sony
Casio
Pentax
Ricoh
Olympus

Canon

Sembra che Canon non si stia rendendo conto del mercato che le cambia attorno. Infatti continua a riproporre la medesima strategia del passato: più megapixel, aggiunta del video, ma la stessa reflex. Non si vede molta innovazione, mentre le altre aziende si stanno accapigliando sugli ultimi ritrovati della tecnica a partire dai sistemi di messa a fuoco a quelli di metering.

Nel 2011 sicuramente vedremo arrivare la Canon 1Ds mark IV con una risoluzione di 32 megapixel ed una Canon 5D Mark III che spingerà ancora molto nel segmento video per ripetere il successo della precedente. Oltre a questo non c’è molto all’orizzonte. Non si parla assolutamente di sistemi tipo evil e la risoluzione sulle APS-C è già arrivata al massimo possibile. Per invogliare nuovi utenti a scegliere Canon è necessario rivedere la strategia e proporre qualcosa di innovativo.

Nikon

Il 2010 per Nikon è stato un’ottima annata con crescita sotto ogni punto di vista ed un po’ di innovazione. Sembra, inoltre, che la dirigenza si renda conto che bisogna avere una politica diversa dal “more pixels, more video”.

Il 2011 potrebbe essere una grande annata per Nikon che inevitabilmente annuncerà D800, D400 e D4. Sarà interessante vedere come verranno ricevute dal mercato nei confronti degli analoghi modelli di Canon.

Sony

Sony quest’anno è partita per la tangente proponendo due sistemi innovativi: Nex e SLT. La loro politica con le reflex tradizionali non si è rivelata un successo, ma con questa mossa rischiosa possono riuscire ad ottenere ampie fette di mercato. Ammesso che mantengano tutte le promesse per il futuro.

Sicuramente arriverà la reflex che prenderà il posto della A700 con qualche interessante caratteristica, ma è poco probabile che possa essere al livello della concorrenza di CaNikon e di ottenere grandi fette di mercato. C’è la possibilità che abbia un sensore da 24 megapixel, ma non sono molti gli obiettivi di Sony ad essere nitidi con una simile risoluzione. Nel 2011 potrebbero arrivarne 5 nuovi, fra cui anche il 200mm. Non mancheranno nuove evil e nuovi obiettivi anche per i nuovi sistemi.

Olympus

Olympus così come Sony sta scommettendo su un sistema diverso dalle reflex tradizionali decidendo di abbandonare il 4/3. A differenza di Sony oltre a produrre obiettivi per il micro quattro terzi i suoi utenti potranno utilizzare nativamente anche quelle prodotte dagli altri marchi del consorzio. Una carta che potrebbe essere vincente.

Nel 2011 vedremo probabilmente due nuovi modelli il cui scopo fondamentale sarà contenere i costi di produzioni, e quindi di vendita, mantenendo le medesime prestazioni di quelli attualmente sul mercato. Sarà interessante vedere la micro quattro terzi professionale che sicuramente debutterà il prossimo anno poiché tutto il team di sviluppo è ormai focalizzato su questo sistema.

Panasonic

Anche in Panasonic hanno deciso di scommettere tutto sul micro quattro terzi, ma nel 2010 hanno fatto un grave errore che si spera non venga ripetuto con i nuovi modelli. La GH1 è un’ottima evil e molti hacker hanno modificato il firmware per ottenere di più, ma l’azienda ha cercato di bloccare il tutto dimostrando di non capire le esigenze dei suoi stessi utenti.

Nel 2011 vedremo sicuramente nuovi modelli di evil micro quattro terzi, ma arriveranno anche molti obiettivi, sicuramente dei fissi grandangolari su cui l’azienda essersi specializzata ultimamente. Purtroppo la scelta di nomi contenenti tutti la lettera G ed il numero 2 potrebbero confondere i potenziali utenti (GH-2, G2, G20, GF-2).

Pentax

Purtroppo la situazione di Pentax nonostante le novità non è ancora rosea come si meriterebbe. Non ci sono molte indiscrezioni anche se potrebbe arrivare una evil.

Leica

Il 2010 ha visto Leica lavorare per riuscire a soddisfare la domanda per i suoi nuovi modelli, ma la vera sfida la combatterà nel 2011 quando dovrà dimostrare di essere cambiata continuando ad innovare.

Nel 2011 vedremo sicuramente due nuovi obiettivi sia per il sistema S sia per il sistema M. Probabilmente arriverà una X2 con un 35mm f/2. Potrebbero sbancare il mercato producendo i loro classici fissi per il micro quattro terzi, ma sicuramente non si cimenteranno mai in quest’impresa.

Sigma

Purtroppo nonostante l’annuncio dell’interessante DP1 non sembra ancora attirare molta attenzione da parte di nuovi potenziali utenti.

Samsung

Samsung nel 2011 cercherà di trovare una nicchia di mercato in cui superare la concorrenza e la sua video camera NX100 potrebbe essere il suo cavallo di battaglia, ma al momento sta ricalcando, con un po’ di ritardo, le mosse di Panasonic. Arriveranno sicuramente nuovi corpi NX, ma la mancanza di obiettivi di qualità potrebbe penalizzare quest’azienda.

Foto | Yakinik
Via | ByThom

Thom Hogan, le previsioni per il 2011 é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 08 novembre 2010.

Fonte Google News

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Canon, cosa aspettarci?

lunedì, 7 giugno 2010
listen it it Canon, cosa aspettarci?

 Canon, cosa aspettarci?

CanonRumors ci fornisce un riepilogo di quello che dovremo aspettarci da Canon nel prossimo futuro.

Al Photokina dovrebbe arrivare una nuova reflex ibrida, ma non si ancora se sostituirà la Canon 5D mark II che attualmente ha un forte sconto in Canada.

Sempre più negozi affermano di avere più Canon 50D e questo farebbe supporre l’arrivo della Canon 60D con sempre più probabilità. Se Nikon aggiornerà il suo 80-400mm allora sarà più probabile vedere l’uscita del nuovo 100-400mm da parte di Canon.

Vedremo presto anche la nuova Canon G12 che sarà dotata di un sensore Cmos e potrà registrare video HD. Potrebbe avere una forma diversa ed un miglior mirino.

Via | CanonRumors

Canon, cosa aspettarci? é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di lunedì 07 giugno 2010.

Fonte Google News

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Snapixel, un’agenzia microstock un po’ diversa

lunedì, 19 aprile 2010
listen it it Snapixel, unagenzia microstock un po diversa

fd528 snapixel Snapixel, unagenzia microstock un po diversa

Snapixel è un’agenzia microstock che si definisce figlia di un ipotetico matrimonio fra Flickr ed iStockphoto.

L’idea è quella di creare un mercato per le foto che non sono le classiche “stock”. La condivisione delle foto ed i gruppi sono esattamente come Flickr, seguire altri fotografi è un po’ come Twitter e potete visualizzare l’attività come succede su Facebook.

Non c’è un processo di revisione, le immagini devono solo rispettare uno standard qualitativo. Il sito paga al raggiungimento dei 30€ ed il fotografo guadagna il 60% del prezzo di vendita. Esiste la possibilità di creare un account gratuito, non troppo limitativo.

Via | SnaPixel

Fonte Google News

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Nuovi JumpDrive da Lexar – www.reflex.it

mercoledì, 24 giugno 2009
listen it it Nuovi JumpDrive da Lexar   www.reflex.it

e77ec2c39d93fb53588fc2822713385b Nuovi JumpDrive da Lexar   www.reflex.it LEXAR MEDIA ha ampliato la propria gamma di JumpDrive USB, dopo quella delle schede di memoria con prodotti adatti alle riprese video in alta definizione. Le nuove pennette USB si dividono in due modelli, il Retrax (foto) ed il TwistTurn entrambi con capacità fino a 32GB. Il primo è un modello senza cappuccio dotato di un resistente meccanismo a ritrazione che protegge il drive ed i suoi contenuti; disponibile in varie colorazioni che contraddistinguono la capacità del JumpDrive. Il modello TwistTurn, invece, è caratterizzato da un cappuccio girevole che può essere facilmente attaccato ad un portachiavi, ed anche in questo caso ogni diversa colorazione rappresenta la capacità della pennetta. Lexar collabora con FOTOGRAFIA REFLEX offrendo un JumpDrive Lightning 4GB agli autori delle foto pubblicate nella rubrica Ingresso Libero della rivista.

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