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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

30144 5098671117 ed7cf38be9 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

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Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

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Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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Aggiornamento firmware d90/d5000

lunedì, 13 dicembre 2010
listen it it Aggiornamento firmware d90/d5000

Piccolo aggiornamento firmware per d90/d5000, riguarda solo le distorsioni correggibili on-camera con l’apposito menu di ritocco! La fotocamera rileva il tipo di ottica utilizzata ed è in grado di correggerne i difetti! (funzione già disponibile in nx2) ma per chi usa il jpeg e non ha NX magari è utile 8bb0a biggrin Aggiornamento firmware d90/d5000

i link
qui

e la procedura per l’aggiornamento

qui

La lista delle ottiche riconosciute è questa comunque nei link c’è scritto tutto

AF-S DX NIKKOR 35mm f/1.8G
AF-S DX NIKKOR 10-24mm f/3.5-4.5G ED
AF-S DX Zoom-NIKKOR 12-24mm f/4G ED IF
AF-S DX NIKKOR 16-85mm f/3.5-5.6G ED VR
AF-S DX Zoom-NIKKOR 17-55mm f/2.8G ED IF
AF-S DX Zoom-NIKKOR 18-55mm f/3.5-5.6G ED
AF-S DX Zoom-NIKKOR 18-55mm f/3.5-5.6G ED II
AF-S DX NIKKOR 18-55mm f/3.5-5.6G VR
AF-S DX Zoom-NIKKOR 18-70mm f/3.5-4.5G ED IF
AF-S DX Zoom-NIKKOR 18-105mm f/3.5-5.6G ED VR
AF-S DX Zoom-NIKKOR 18-135mm f/3.5-5.6G ED IF
AF-S DX Zoom-NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6G ED IF
AF-S DX Zoom-NIKKOR 55-200mm f/4-5.6G ED
AF-S DX Zoom-NIKKOR 55-200mm f/4-5.6G ED IF VR
AF-S NIKKOR 50mm f/1.4G
AF-S Micro NIKKOR 60mm f/2.8G ED
AF-S MicroNIKKOR 105mm f/2.8G ED IF VR *1
AF-S NIKKOR 200mm f/2G ED IF VR *1
Ai AF-S NIKKOR 300mm f/2.8D ED IF *1*2
Ai AF-S NIKKOR 300mm f/2.8D ED IF II *1
AF-S NIKKOR 300mm f/2.8G ED IF VR *1
Ai AF-S NIKKOR 300mm f/4D ED IF *1
Ai AF-S NIKKOR 400mm f/2.8D ED IF *1*2
Ai AF-S NIKKOR 400mm f/2.8D ED IF II *1
AF-S NIKKOR 400mm f/2.8G ED VR *1
Ai AF-S NIKKOR 500mm f/4D ED IF *1*2
Ai AF-S NIKKOR 500mm f/4D ED IF II *1
AF-S NIKKOR 500mm f/4G ED VR *1
Ai AF-S NIKKOR 600mm f/4D ED IF *1*2
Ai AF-S NIKKOR 600mm f/4D ED IF II *1
AF-S NIKKOR 600mm f/4G ED VR *1
AF-S NIKKOR 14-24mm f/2.8G ED
Ai AF-S Zoom-NIKKOR 17-35mm f/2.8D ED IF
AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8G ED
AF-S Zoom-NIKKOR 24-85mm f/3.5-4.5G ED IF
AF-S Zoom-NIKKOR 24-120mm f/3.5-5.6G ED IF VR
Ai AF-S Zoom-NIKKOR 28-70mm f/2.8D ED IF
AF-S Zoom-NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED IF VR *1
AF-S Zoom-NIKKOR 70-300mm f/4.5-5.6G ED IF VR
Ai AF-S Zoom-NIKKOR 80-200mm f/2.8D ED IF *1
AF-S Zoom-NIKKOR 200-400mm f/4G ED IF VR *1
Ai AF DC-NIKKOR 105mm f/2D
Ai AF DC-NIKKOR 135mm f/2D
Ai AF NIKKOR 14mm f/2.8D ED
Ai AF NIKKOR 18mm f/2.8D
Ai AF NIKKOR 20mm f/2.8D
Ai AF NIKKOR 24mm f/2.8D
Ai AF NIKKOR 28mm f/1.4D
Ai AF NIKKOR 28mm f/2.8D
Ai AF NIKKOR 35mm f/2D
Ai AF NIKKOR 50mm f/1.4D
Ai AF NIKKOR 50mm f/1.8D
Ai AF MicroNIKKOR 60mm f/2.8D
Ai AF NIKKOR 85mm f/1.4DIF
Ai AF NIKKOR 85mm f/1.8D
Ai AF MicroNIKKOR 105mm f/2.8D
Ai AF NIKKOR 180mm f/2.8D ED IF
Ai AF MicroNIKKOR 200mm f/4D ED IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 18-35mm f/3.5-4.5D ED IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 20-35mm f/2.8D IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 24-50mm f/3.3-4.5D
Ai AF Zoom-NIKKOR 24-85mm f/2.8-4D ED IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 24-120mm f/3.5-5.6D ED IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 28-70mm f/3.5-4.5D
AF Zoom-NIKKOR 28-80mm f/3.3-5.6G
Ai AF Zoom-NIKKOR 28-80mm f/3.5-5.6D
Ai AF Zoom-NIKKOR 28-80mm f/3.5-5.6D
AF Zoom-NIKKOR 28-100mm f/3.5-5.6G
Ai AF Zoom-NIKKOR 28-105mm f/3.5-4.5D IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 28-200mm f/3.5-5.6D IF
AF Zoom-NIKKOR 28-200mm f/3.5-5.6G ED IF
Ai AF Zoom-NIKKOR 35-80mm f/4-5.6D
Ai AF Zoom-NIKKOR 35-105mm f/3.5-4.5D IF
Ai AF ZoomMicroNIKKOR 70-180mm f/4.5-5.6D ED
Ai AF Zoom-NIKKOR 70-210mm f/4-5.6D
Ai AF Zoom-NIKKOR 70-300mm f/4-5.6D ED
AF Zoom-NIKKOR 70-300mm f/4-5.6G ED
Ai AF Zoom-NIKKOR 75-240mm f/4.5-5.6D
Ai AF Zoom-NIKKOR 80-200mm f/4.5-5.6D
Ai AF Zoom-NIKKOR 80-200mm f/2.8D ED
Ai AF Zoom-NIKKOR 80-400mm f/4.5-5.6D ED VR
Ai AF-I NIKKOR 300mm f/2.8D ED IF *1*2
Ai AF-I NIKKOR 400mm f/2.8 ED IF *1*2
Ai AF-I NIKKOR 500mm f/4 ED IF *1*2
Ai AF-I NIKKOR 600mm f/4 ED IF *1*2
AF-S DX NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6G ED VR II
AF-S DX NIKKOR 55-300mm f/4.5-5.6G ED VR
AF-S DX Micro NIKKOR 85mm f/3.5G ED VR
AF-S NIKKOR 16-35mm f/4G ED VR
AF-S NIKKOR 24mm f/1.4G ED
AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED VR II *1
AF-S NIKKOR 200-400mm f/4G ED VR II *1
AF-S NIKKOR 300mm f/2.8G ED VR II *1
AF-S NIKKOR 24-120mm f/4G ED VR
AF-S NIKKOR 28-300mm f/3.5-5.6G ED VR
AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G
AF-S NIKKOR 85mm f/1.4G
AF-S NIKKOR 200mm f/2G ED VR II *1

Fonte Google News

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Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

sabato, 17 aprile 2010
listen it it Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

7c910 pscs5313x400 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5Sigma ha annunciato che ha stipulato una collaborazione Adobe.

Tutti gli obiettivi di Sigma saranno, quindi, compatibili con la funzionalità “Lens Correction” di Photoshop CS5 e la sua versione Extended. Quando viene utilizzata le aberrazioni cromatiche e le distorsioni vengono corrette automaticamente in base all’obiettivo utilizzato.

Potete capire come funziona insieme a tutte le altre novità del nuovo Photoshop guardando la video presentazione.

Via | PhotographyBlog

 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

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 Sigma, correzioni automatiche con Photoshop CS5

Fonte ClickBlog.it

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Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

lunedì, 9 novembre 2009
listen it it Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

0342d7d4b0582b34fa28262f4ebe940c Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex. Questa fotocamera piccola e leggera è dotata di un sensore CCD in formato APS-C da 10,2 megapixel, 9 punti di messa a fuoco e di un range ISO che va da 100 a 3200.

Questa fotocamera stupisce davvero per le sue dimensioni contenute e per la conseguente riprogettazione della sua interfaccia da parte di Sony. Sono infatti spariti i pulsanti sulla sinistra dello schermo (tipici dei precedenti modelli da noi recensiti) e gran parte delle funzioni sono state incorporate da una pulsantiera rotonda che permette di modificare al volo iso, flash, autofocus, le modalità di scatto (immagine singola, scatto continuo, autoscatto) e i diversi pannelli informativi del display. Molto utile anche il tasto Fn che permette di accedere facilmente ad altre funzioni della fotocamera come i metodi di misurazione dell’esposizione, il bilanciamento del bianco, gli stili creativi ecc.

Se peso e dimensioni contenute sono un punto a favore di questa fotocamera lo è decisamente meno la sua ergonomia. Infatti nonostante l’ottimo grip in gomma, l’impugnatura manca di una sagomatura e di una forma che permetta una presa ferma e sicura. Senza contare che, stringendo troppo, si finisce per premere accidentalmente la pulsantiera rotonda. Un’altra cosa che lascia poco convinti è la qualità delle plastiche, anche questa volta decisamente al di sotto delle aspettative.

997f505995b33dd87029d93baedfacfd Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflexab2a4af2dbeca371ec5317056967f5df Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflexbe9f7adce5373c06599807cbf4974e2b Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflexc6ba174a10bcdc31605d377949d06e34 Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

Per quanto riguarda i supporti di memoria l’ Alpha 330 è dotata di due slot di memoria, uno per le schede SD e uno per le schede PRO HG Duo di Sony. Un selettore posto nello stesso vano degli slot permette di scegliere quale memoria usare. Sono inoltre presenti una presa Hi-Speed USB 2.0 e mini HDMI video.

La qualità delle immagini è un’altra bella sorpresa di questa fotocamera. Secondo quanto riportato dai test effettuati da PopPhoto la fotocamera ha ottenuto eccellenti risultati sia nei test di fedeltà del colore che in quelli di controllo del rumore fino a 800 ISO. Da 800 ISO in su i risultati, seppur non eccellenti, si mantengono comunque molto alti. Dalle immagini scattate non posso che confermare questa valutazione. L’autofocus è un’altra nota positiva infatti è molto veloce e preciso anche in situazioni di scarsa luminosità o di poco contrasto. Lo schermo della fotocamera, 2.7 pollici TFT con una risoluzione di 230,400 punti, è molto chiaro e brillante e viene naturale utilizzarlo con la fotocamera in modalità live view. Lo schermo è solidamente attaccato al corpo macchina tramite una cerniera in metallo. Questa cerniera se da un lato è molto utile e dà un senso di sicurezza notevole, permette di muovere lo schermo soltanto verticalmente, cosa che potrebbe dare fastidio a chi è abituato a schermi più snodati.

Sempre utile e sempre ottimamente funzionale lo SteadyShot interno alla fotocamera che permette di fare scatti con tempi di posa più lunghi del normale. Strana, quantomeno, la scelta di Sony di non dotare questa fotocamera della funzione video, che la fa arretrare al confronto con altre competitor dotate invece di tale caratteristica. La vera chicca di questa fotocamera sta però nei bellissimi menu grafici. Questi menu sono ottimamente disegnati e permettono anche all’utente meno avvezzo al mondo reflex di capire chiaramente a cosa servono le varie funzioni. Ogni programma di scatto (auto, program auto, priorità di tempi, priorità diaframmi, ritratti in notturna, tramonto, sport, macro, paesaggio, ritratto, auto senza flash) viene chiaramente spiegato in poche righe fornendo anche consigli, apparentemente banali ma utili per chi inizia, su come scattare al meglio con quel particolare programma.

La fotocamera è stata provata con l’obiettivo Sony AF DT 18-55 F3.5-5.6 SAM che si può trovare in kit. Questa lente, pur avendo una qualità costruttiva davvero mediocre (sempre il solito problema delle plastiche) e un motore SAM (Smooth Autofocus Motor) che non rende davvero silenziosa la messa a fuoco, è comunque comoda da usare e dà immagini sostanzialmente pulite, nette e senza distorsioni eccessive, che per un prezzo che si aggira intorno ai 50 € (se non meno) è davvero un’ottima performance. Alla fine della prova posso dire che la fotocamera si è rivelata piacevole da trasportare data la sua leggerezza e il suo ingombro ridotto, versatile e molto facile da usare. Il prezzo, che si aggira intorno ai 500€ nella sua versione in kit con il 18-55, la rende una fotocamera adatta a tutti coloro che decidono di fare il grande salto da compatta a reflex e che vogliono farlo divertendosi ed essendo sicuri di comprare una fotocamera che non sia troppo complicata.


Scatti effettuati con Sony Alpha 330

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Sony Alpha 330: la recensione di clickblog

giovedì, 10 settembre 2009
listen it it Sony Alpha 330: la recensione di clickblog

0342d7d4b0582b34fa28262f4ebe940c Sony Alpha 330: la recensione di clickblog

Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex. Questa fotocamera piccola e leggera è dotata di un sensore CCD in formato APS-C da 10,2 megapixel, 9 punti di messa a fuoco e di un range ISO che va da 100 a 3200.

Questa fotocamera stupisce davvero per le sue dimensioni contenute e per la conseguente riprogettazione della sua interfaccia da parte di Sony. Sono infatti spariti i pulsanti sulla sinistra dello schermo (tipici dei precedenti modelli da noi recensiti) e gran parte delle funzioni sono state incorporate da una pulsantiera rotonda che permette di modificare al volo iso, flash, autofocus, le modalità di scatto (immagine singola, scatto continuo, autoscatto) e i diversi pannelli informativi del display. Molto utile anche il tasto Fn che permette di accedere facilmente ad altre funzioni della fotocamera come i metodi di misurazione dell’esposizione, il bilanciamento del bianco, gli stili creativi ecc.

Se peso e dimensioni contenute sono un punto a favore di questa fotocamera lo è decisamente meno la sua ergonomia. Infatti nonostante l’ottimo grip in gomma, l’impugnatura manca di una sagomatura e di una forma che permetta una presa ferma e sicura. Senza contare che, stringendo troppo, si finisce per premere accidentalmente la pulsantiera rotonda. Un’altra cosa che lascia poco convinti è la qualità delle plastiche, anche questa volta decisamente al di sotto delle aspettative.

997f505995b33dd87029d93baedfacfd Sony Alpha 330: la recensione di clickblogab2a4af2dbeca371ec5317056967f5df Sony Alpha 330: la recensione di clickblogbe9f7adce5373c06599807cbf4974e2b Sony Alpha 330: la recensione di clickblogc6ba174a10bcdc31605d377949d06e34 Sony Alpha 330: la recensione di clickblog

(continua…)

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GTKRawGallery, un software per linux che matura

martedì, 23 dicembre 2008
listen it it GTKRawGallery, un software per linux che matura

02a7f24ca19306e7f124fc97c51369c0 GTKRawGallery, un software per linux che matura

Sotto linux esistono molti software per manipolare i Raw e convertirli in altri formati.

GTKRawGallery è un software scritto in python e nato poco più di un anno fa, ma il cui sviluppo procede rapido trasformandolo da un semplice visualizzatore in un programma anche in grado di gestire e manipolare i Raw.

Tutte le modifiche alla foto vengono fatte senza modificare direttamente l’immagine originale e con una profondità di colore a 16bit e grazie all’uso di codice utilizzato anche in altri software.

I prossimi passi dello sviluppo sono la correzione di normali difetti delle foto come gli occhi rossi, vignettatura e distorsioni.

Via | Jcornuz

Fonte ClickBlog.it

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Lumix G1, la prima Micro 4/3 – www.reflex.it

giovedì, 27 novembre 2008
listen it it Lumix G1, la prima Micro 4/3   www.reflex.it

0ec1e174285815d9ca6def4d669f3af0 Lumix G1, la prima Micro 4/3   www.reflex.it

12.09.2008 – Ad un mese dall’annuncio dello standard Micro Quattro Terzi (vedi news del 05.08), PANASONIC presenta la Lumix DMC-G1. La prima fotocamera ad lenti intercambiabili dotata di un mirino reflex elettronico al posto del classico sistema con specchio e schermo di messa a fuoco. Questa innovazione di cui FOTOGRAFIA REFLEX aveva anticipato l’arrivo più di due anni fa, fa nascere una nuova categoria di fotocamere che, al momento, va a collocarsi tra le digitali compatte più avanzate e le reflex class

9ed5e99b620e502cc5d23508cd2b86de Lumix G1, la prima Micro 4/3   www.reflex.it

iche. La Lumix G1, concettualmente entry-level, concentra nel sistema di visione il massimo dell’innovazione. Il mirino, infatti, e’ un Live View molto avanzato e di grande complessita’. Panasonic afferma che la su

fc87d1876db27ac1815127ec2d7257c4 Lumix G1, la prima Micro 4/3   www.reflex.it

a risoluzione sia equivalente (lens) a 1,44 megapixel. Molto compatta ed offerta in tre colori, la G1 adotta un nuovo processore Venus Engine HD ed un nuovo sensore 4/3 Live Mos da 12,1 milioni di pixel che incorpora la funzione di riduzione della polvere Dust Reduction. Il sistema autofocus a “rilevazione del contrasto” su 23 aree selezionabili e’ anche incorporato nel sensore. Il display LCD posteriore da 3 pollici e’ ruotabile di 180° in orizzontale e di 270° in verticale ed offre una risoluzione di 460,000 pixel. La fotocamera adotta il sistema di controllo Intelligent Auto con diversi utili modi di ripresa derivato dalle compatte ultima serie, ma consente anche il controllo dell’esposizione a priorita’ dei tempi, dei diaframmi e manuale. Sensibilita’ Iso 100-300, otturatore con tempi da 60 secondi a 1/4000 e flash incorporato sono tra le tante altre caratteristiche del modello. Con la nuova LUMIX G1, sono stati presentati anche due lenti stabilizzati con innesto a baionetta Micro Quattro Terzi. Il primo e’ un Lumix G Vario 14-45mm f/3,5-5,6 ASPH/MEGA O.I.S., equivalente (lens) ad un 28-90mm, molto compatto e leggero, l’altro e’ il tele zoom Lumix G Vario 45-200mm f/4,0-5,6 MEGA O.I.S., equivalente (lens) ad un 90-400mm. Entrambi sono dotati di lenti asferiche ed a bassa dispersione, che aiutano a diminuire le distorsioni, soprattutto quando si utilizza lo zoom sulla posizione grandangolo, e le aberrazioni cromatiche. La distanza minima di messa a fuoco per entrambi e’ di 30cm, anche alla massima estensione dello zoom. Questi due lenti sono i primi compatibili con il Micro Quattro Terzi, ma cio’ non vuol dire che gli lenti per le reflex Quattro Terzi di Panasonic e Olympus non possano essere montati su questa fotocamera, infatti, con un semplice adattatore (adapter), si potranno montare anche sulla Lumix G1, probabilmente con qualche limitazione. Il prezzo in kit con il 14-45mm e’ di 749.00 €.

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Correggi automaticamente le tue foto con PTLens

venerdì, 6 giugno 2008
listen it it Correggi automaticamente le tue foto con PTLens

d877cc1ee1bf1cbff8b834ee5008c172 Correggi automaticamente le tue foto con PTLensSi chiama PTLens ed e’ un software di correzione automatica delle fotografie disponibile sia come stand alone che come plug-in per Adobe Photoshop.

PTLens corregge vignettature, aberrazioni, distorsioni di prospettiva (o effetti a barile), il tutto in maniera automatica. Ovviamente si tratta di correzioni che si possono tranquillamente ottenere con un po’ di tecnica in Adobe Photoshop; il vantaggio qui sta nell’applicazione automatica e nella possibilita’, quindi, di correggere in batch tutta una serie di foto, o di non perdere troppo tempo nel cercare di ottenere una correzione da soli.

Sul sito di PTLens, nella sezione Examples, potete vedere le potenzialita’ del software tramite una serie di esempi: c’e’ anche una interessante correzione delle immagini fisheye.

PTLens e’ disponibile sia per PC che per Mac. La versione trial e’ limitata a un massimo di 10 immagini ritoccabili, la licenza costa 15 $.

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