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La shadow arts di Kumi Yamashita

martedì, 1 marzo 2011
listen it it La shadow arts di Kumi Yamashita

Bellissima e delicata l’opera dell’artista giapponese Kumi Yamashita, capace di creare installazioni e vere e proprie sculture lavorando attraverso contrasti di ombra e luce e giochi di rifrazione.

Una manciata di numeri e lettere tridimensionali appoggiate su una parete generano la figura di una donna che si sporge da una ringhiera. Da una lastra di metallo emerge una figura umana in posizione riflessiva. Da una serie di profili ritagliati su carta e montati su un asse rotante, l’ombra prende vita e le labbra iniziano a muoversi, mettendo in scena un dialogo fra due teste (l’installazione si chiama appunto “Dialogue”). Tutto quando la lampadina si accende.

Nel video in alto – uno show televisivo giapponese – l’opera dell’artista viene mostrata in modo molto chiaro (il video è in lingu originale con sottotitoli in inglese) in un’atmosfera spiazzante (una sorta di quizz), inseme ad altre particolari tecniche utilizzate per disegnare diverse dalle ombre. Anche qui un lavoro di dettaglio minutissimo che vi lascio però scoprire.

Kumi Yamashita
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La shadow arts di Kumi Yamashita é stato pubblicato su artsblog alle 11:23 di domenica 27 febbraio 2011.

 La shadow arts di Kumi Yamashita

 La shadow arts di Kumi Yamashita

 La shadow arts di Kumi Yamashita  La shadow arts di Kumi Yamashita

 La shadow arts di Kumi Yamashita

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Gruber: niente Retina Display su iPad

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Gruber: niente Retina Display su iPad

67f54 John Gruber Gruber: niente Retina Display su iPad

Da qualche tempo impazza sul Web un’ipotesi piuttosto succulenta (suffragata in tempi diversi da Topolsky e Rose), vale a dire che la prossima generazione di iPad in arrivo tra poche settimane possa integrare una qualche forma di Retina Display. E invece, dopo aver contattato le proprie fonti, uno scettico John Gruber smentisce senza pietà. La risoluzione è e resta la solita, vecchia 1024?×?768.

L’idea è semplice. Almeno a giudicare da alcune piccole scoperte fatte sul Web, sembrava quasi che la risoluzione del tablet di Cupertino fosse destinata ad essere raddoppiata fino ad una densità di 2048×1536 pixel. D’altro canto, il display di GlobaDirectParts ce lo aveva fatto un po’ credere, e l’indiscrezione dello sfondo in iBooks sembrava confermarlo. Certo, per motivi di convenienza economica e possibilità tecnologiche, era difficilmente ipotizzabile che il nuovo schermo eguagliasse gli incredibili 326 ppi (pixels-per-inch) dell’iPhone 4, ma qualcosa attorno ai 264 ppi a molti non appariva un’idea peregrina.

A fare due conti tuttavia ci si rende conto che un display del genere, soprattutto su di un gingillo tanto relativamente piccolo, sarebbe oltremodo costoso. Una risoluzione di 2048 x 1536 significa esattamente 3.145.728 pixel, vale a dire appena il 17% in meno di un iMac 27″ o un Cinema Display di nuova generazione; o in alternativa, il 52% in più rispetto ad una moderna tv 50″ 1080p. Una risoluzione che richiede maggiori costi, maggiore dettaglio grafico e relativa elaborazione, nonché un uso più esoso della carica in batteria.

C’è la possibilità che Apple decida di passare ad una risoluzione intermedia, che lenirebbe gran parte dei problemi sin qui riscontrati, creandone tuttavia di nuovi. Quando, con l’iPhone 4, Apple è passata dai vecchi display LCD a 480 x 320 agli attuali 960 x 640, il cambiamento è avvenuto in maniera trasparente per piattaforma, sviluppatori e utenti. Ogni pixel sui vecchi schermi occupava semplicemente un blocco di 2×2 pixel sui nuovi; ciò garantiva che l’intero parco software esistente avrebbe funzionato senza soluzione di continuità e senza adattamenti. Adattamenti che sono comunque arrivati in seguito, quando gli sviluppatori hanno iniziato ad aggiornare le proprie app con texture, sfondi e pulsanti più dettagliati. Un escamotage non ripetibile con risoluzioni inferiori alla costosa 2048 x 1536.

E a confondere ulteriormente le acque, ci pensa John Gruber:

Ho fatto qualche domanda e, secondo le mie fonti, è troppo bello per essere vero: l’iPad 2 non avrà alcun Retina Display. Credo che lo schermo dell’iPad 2 resterà a 1024?×?768. Forse il suo display sarà migliorato in altri modi (più luminosità, maggiore efficienza energetica, minore spessore). Forse userà le nuove tecniche manifatturiere che Apple ha introdotto con iPhone 4, che portano l’LCD più vicino alla superficie del vetro touchscreen, facendolo somigliare maggiormente a dei pixel sul vetro, più che a pixel sotto il vetro. Ma le mie fonti sono decisamente certe del fatto che non vedremo alcuna 2048?×?1536 o altra super-risoluzione.

E in effetti, tra tanti rumor che indicano la “super risoluzione” citata da Gruber ce ne sono altri che la smentiscono, ad esempio quelli della ricostruzione degli screenshot di Camera.app per iPad 2. Senza contare che, alla fin fine, il termine Retina Display non indica né uno standard riconosciuto né una definizione scientifica, e ciò equivale a dire che, qualunque diavoleria Apple abbia in mente, alla fin fine sarà il marketing a infondergli un’anima.

Gruber: niente Retina Display su iPad é stato pubblicato su Melablog.it alle 09:26 di mercoledì 19 gennaio 2011.

 Gruber: niente Retina Display su iPad

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Niente iAd per il The Daily di Murdoch

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Niente iAd per il The Daily di Murdoch

42792 Rupert Murdoch  World Economic Forum Annual Meeting Davos 2009 Niente iAd per il The Daily di Murdoch

AdvertisingAge ha segnalato che sebbene News Corporation ed Apple stiano lavorando assieme allo sviluppo del The Daily per iPad, il servizio non utilizzerà iAd. La scelta è ricaduta in favore dell’azienda newyorkese Medialets. La notizia rivela che il The Daily opterà per un modello basato su abbonamento, che per la visualizzazione dei contenuti del quotidiano costerà $0,99 alla settimana.

Il servizio sarà disponibile gratuitamente per due settimane a chi vorrà valutare il passaggio dalla versione cartacea a quella digitale. Questo dettaglio potrebbe significare una modifica alle regole dell’App Store: Apple potrebbe aggiungere alcune clausole che consentano la pubblicazione di applicazioni gratuite per un certo periodo. Ammesso che non si opti per una soluzione già collaudata: spostare i controlli direttamente su Web.

Altri dettagli circa il quotidiano sono emersi per mezzo del direttore esecutivo di Virgin America: “Lo abbiamo visto all’opera solo nella fase di sviluppo e pensiamo che sarà altamente innovativo in termini d’uso e immagine”.

Si vocifera che l’applicazione utilizzerà uno stile grafico molto simile a quello del magazine. Ovviamente l’applicazione prevederà l’ausilio di tutte le gesture che l’interfaccia multi-touch mette a disposizione. L’app era stata annunciata per questa settimana ma tutto è stato rimandato al prossimo mese. L’attesa per questa applicazione è giustificata essenzialmente da due aspetti: uno di breve periodo e l’altro di lungo periodo.

Sul piano del breve periodo sarà interessante osservare il giornale per iPad secondo Apple. Ci sono già schiere di esperti di marketing che non vedono l’ora di studiare ogni minimo dettaglio di quella che si preannuncia essere l’applicazione di esempio per intere generazioni di applicazioni emule. Sul piano del lungo periodo, sono gli esperti di economia a fremere dalla voglia di dare una risposta alla loro domanda: è davvero possibile un simile modello di business?

[Via AdvertisingAge]

Niente iAd per il The Daily di Murdoch é stato pubblicato su Melablog.it alle 08:00 di mercoledì 19 gennaio 2011.

 Niente iAd per il The Daily di Murdoch

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Gli oli d’oliva per iOS – intervista ad Emilio Vacca

lunedì, 17 gennaio 2011
listen it it Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

43ebe Schermata20110113a20.20.25 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio VaccaGli oli d’oliva è un applicazione per iPod Touch ed iPhone sviluppata dall’italiano Emilio Vacca. Come il titolo lascia intendere si tratta di un’applicazione che raccoglie tantissime informazioni relative ad uno dei tanti prodotti che l’Italia vanta a livello internazionale.

Più in dettaglio, l’applicazione contiene una ricca sezione dedicata alla storia dell’olio nelle diverse epoche storiche e nelle diverse zone del pianeta oltre che un dettagliato elenco di tutti gli oli più costosi assieme a quelli qualitativamente migliori. Ricca è anche la sezione inerente i diversi tipi di olive esistenti e i possibili accostamenti culinari. A completare l’opera sono stati inserite due sezioni rispettivamente riguardanti i corsi e i libri consigliati.

Gli oli d’oliva è disponibile tramite App Store al prezzo di € 0,79 in lingua italiana ed inglese. Dopo il salto trovate l’intervista ad Emilio Vacca, sviluppatore di Gli oli d’oliva.

Ciao Emilio, come mai hai deciso di sviluppare applicazioni per piattaforma iOS?

E’ stata una fortunata sequenza di eventi: inizia tutto con l’acquisto di un iMac per sviluppare con OpenFrameworks, un toolkit open source per XCode per realizzare applicativi di interactive design. Questo mi ha permesso di avvicinarmi all’ambiente Apple e all’Objective-C, dopo anni di sviluppo in ambiente Windows. Utilizzando openFrameworks ho scoperto un porting per iPhone, molto utilizzato per creative apps, e ho iniziato a studiare l’ambiente specifico di iOS, trovandolo fantastico. Dopo esser diventato un felice possessore di iPhone ho compreso appieno le potenzialità del device e soprattutto il paradigma completamente diverso che rappresenta e che oggi, come possiamo vedere anche dal recente CES di Las Vegas, è diventato assolutamente dominante nel mercato.

L’idea di un’applicazione che avesse come tema gli oli d’oliva mi ha molto incuriosito. Come è nata esattamente?

Anche qui un buon aiuto dal caso: un caro amico, Francesco Liello, fondatore di un’associazione no-profit che aiuta i ragazzi di strada, Chefs Sans Frontieres, mi ha chiesto di aiutarlo con il sito internet dell’associazione. Francesco è sommelier dell’olio e la cosa mi ha incuriosito, dal momento che conoscevo solo i sommelier del vino; ho verificato se sull’App Store per caso fosse disponibile un’applicazione per approfondire la conoscenza dell’olio d’oliva. Con grande sorpresa ho scoperto che non esisteva nulla che raccontasse come si produce, come si assaggia o semplicemente permettesse di conoscere le varietà di olio d’oliva prodotte in Italia e nel mondo e ho perciò deciso di colmare questa lacuna.

Si tratta della tua prima applicazione per dispositivi mobili?

No, ho sviluppato un prototipo di un visualizzatore di immagini su iPad per una società italiana che si occupa di radiologia, che però non è ancora rilasciato su App Store.

E’ stato difficile sviluppare per iOS oppure ti aspettavi di peggio?

Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso: gli strumenti a disposizione sono straordinari e davvero offrono la possibilità di sviluppare ottimi prodotti in tempi rapidi. Ovviamente è necessario conoscere la programmazione ad oggetti, ma anche per un neofita il tempo necessario per acquisire padronanza con XCode e l’SDK è decisamente ridotto. L’applicazione ha richiesto un totale di due mesi di sviluppo, tra scrittura del codice, realizzazione dei contenuti, oggetti grafici (immagini, layout, ecc), traduzione (l’applicazione è disponibile anche in inglese) e testing.
Ho preso ispirazione dall’ottima app di Nike, True City, per la schermata di avvio: volevo qualcosa che permettesse di avere una visione d’insieme delle funzionalità dell’applicazione sin dalla prima schermata, senza necessità di passaggi ulteriori. Non volevo ‘copiare’ quanto realizzato da Nike e soprattutto volevo qualcosa di colorato, che facesse riferimento al concetto di ’solare’ legato alla produzione dell’olio d’oliva e al ‘belpaese’, motivo per cui ho inserito le gradazioni di colori come tema dominante. Ho realizzato tutto da solo, con la supervisione sui testi da parte del Sommelier dell’olio d’oliva.

Prevedi di implementare altre funzionalità in futuro? Se si, puoi anticiparci quali?

Sto pensando di introdurre la possibilità di visualizzare le diverse tipologie di olive in modalità grafica (ogni oliva ha caratteristiche estetiche ben precise, infatti), e la possibilità di acquistare i libri consigliati direttamente dall’interno dell’applicazione.

Quanti download speri di totalizzare con la tua applicazione?

Al momento in cui scrivo l’applicazione, a cinque giorni dalla pubblicazione, è al 26mo posto nella sua categoria nello store Italiano ed al 99mo in quello Statunitense. Sinceramente non ho pensato ad un numero di download, ma devo dire che sarei molto contento se salisse nella classifica USA, perchè mentre noi Italiani abbiamo una cultura enogastronomica che già ci permette di apprezzare l’olio d’oliva (oltre a moltissimi altri prodotti della nostra terra), negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni è ancora abbastanza sconosciuta la differenza tra un olio extravergine ed un olio qualunque. Sarebbe molto bello che, nel suo piccolo, l’applicazione contribuisse a diffondere la conoscenza di un prodotto così legato al nostro territorio.

Hai già progetti in cantiere per altre app?

Assolutamente si e precisamente un gioco, di cui che però, per ovvi motivi, non posso dire molto e un’applicazione più ‘classica’ nella categoria salute e benessere.

Che consiglio daresti a chi si avvicina per la prima volta allo sviluppo iOS?

Innanzitutto di comprendere le regole della programmazione orientata ad oggetti. Senza questa base non è possibile affrontare lo sviluppo per iOS. Poi di studiare testi come quelli di Erica Sadun, Dave Mark o di Richard Wagner. Molti sono disponibili su Wrox o Safari Books, a costi contenuti: non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine, perchè dopo l’impatto iniziale entrerete facilmente nella logica della programmazione iOS seguendo gli esempi, che permettono soprattutto di iniziare a padroneggiare l’ambiente di sviluppo, ovvero XCode, Interface Builder e soprattutto Instruments, fondamentale per il controllo del codice ed il testing. Molto importante, in questa fase iniziale è registrarsi come sviluppatore sul sito Developer di Apple, che rappresenta sicuramente la risorsa più importante in assoluto, in qualunque fase dello sviluppo e a qualunque livello. Ci sono decine di esempi, il forum è straordinario e si entra in contatto con sviluppatori molto più esperti di noi che ci faciliterranno il percorso di apprendimento (se poi ci si registra pagando la quota annuale si può accedere ai video dell’Apple Worldwide Developers Conference che sono assolutamente magnifici). E poi provare, provare, provare, solo così sarà possibile evidenziare cosa sappiamo fare da quelle che sono le nostre carenze come sviluppatori: quindi se vedete un’interfaccia in un’app che vi piace particolarmente, provate a replicarla da soli, anche se non la userete mai per una vostra app (io l’ho fatto cercando di replicare l’interfaccia di Pulse); acquisirete familiarità e allargherete le vostre conoscenze applicando la programmazione ad un obbiettivo preciso.

Per finire: quali sono le prime 5 app che ti saltano in mente?

Pulse e FlipBoard: perché hanno ridefinito il concetto di RSS reader, trasformandolo in un’esperienza molto più interattiva e piacevole, la prima elevando le immagini che normalmente accompagnano un post a punto focale dell’attenzione dell’utente, la seconda perché crea ogni volta che la si usa un vero e proprio magazine, con l’unico limite che non ogni feed è utilizzabile. Molto bella, infine, la nuova impaginazione dei siti partner di Flipboard, i cui feed sono ancora più belli da vedere e semplici da sfogliare.
Cut the Rope: è impossibile non amare quel meraviglioso personaggio che non aspetta altro che le caramelle da mangiare. Consiglio a tutti di fermarsi nel giocare ogni tanto e gustarsi le animazioni che ci invitano a fare qualcosa! Giocabilità geniale nella sua semplicità. Se poi amate i giochi in cui la fisica e l’intelligenza sono parte fondamentale, allora è il gioco perfetto.
SpringPad: reminder, lista della spesa, sistema di gestione delle scadenze, foglio per appunti, e tutto quello che si potrebbe fare con un foglio di carta ed una penna, tutto in una sola applicazione. Solo che rispetto a carta e penna lo sincronizzi su qualunque device e tutto è organizzato per categorie, così non si perde tempo a cercare nulla.
The Accidental News Explorer: qui siamo alla genialità applicata alla disponibilità di notizie sul web. Partire da una notizia ed arrivare ad una completamente diversa ma assolutamente collegata alla prima. Serendipity alla sua massima espressione.

Grazie mille per l’intervista ed in bocca al lupo per il tuo futuro da sviluppatore.

Grazie a voi, soprattutto per il vostro blog che offre sempre un gran numero di informazioni utili.

Gli oli d’oliva per iOS – intervista ad Emilio Vacca é stato pubblicato su Melablog.it alle 18:00 di sabato 15 gennaio 2011.

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca  Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

 Gli oli doliva per iOS   intervista ad Emilio Vacca

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Nikon Coolpix P7000, firmware 1.1

mercoledì, 15 dicembre 2010
listen it it Nikon Coolpix P7000, firmware 1.1

e7b5e nikon p7000 Nikon Coolpix P7000, firmware 1.1

Nikon ha rilasciato un aggiornamento per la sua compatta di fascia alta Nikon P7000.

Il firmware 1.1 (mac e windows) apporta i seguenti cambiamenti:

  • Il tempo per registrare l’immagine RAW su supporto è stato ridotto
  • Il controllo dell’obiettivo è stato ottimizzato per diminuire la frequenza con cui appariva il messaggio di inizializzazione che impediva la messa a fuoco
  • È stato corretto un problema che poteva impedire il funzionamento dello zoom
  • È stato corretto il messaggio di perdita di dettaglio alle alte luci quando si presentava nel momento sbagliato

Vi consigliamo di controllare sempre come aggiornare il firmware della fotocamera e di seguire tutte le procedure riportate nel sito di Nikon.

Via | NikonRumors

Nikon Coolpix P7000, firmware 1.1 é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di mercoledì 15 dicembre 2010.

Fonte Google News

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Domanda per Nikon D3000/D3100

venerdì, 26 novembre 2010
listen it it Domanda per Nikon D3000/D3100

Ciao a tutti, volevo gentilmente chiedervi un consiglio…
Sono indecisa se comprare la D3000 o la D3100…voi direte:”Meglio la D3100, ormai la D3000 è superata”…
Uhm, da un lato vi do ragione ma, c’è un ma…anzi più di uno a dire il vero:

-prima di tutto sarebbe la mia prima Reflex, fin’ora ho usato solo ed esclusivamente una compatta consumer.Io colleziono cactacee e succulente e mi servirebbe per fotografare i loro fiori e le loro spine in dettaglio per eventuali identificazioni di specie.

-la grossa differenza di prezzo: mi varrebbe davvero la pena spendere quei soldi in più non avendo la dimestichezza d’uso e, comunque, per l’uso che ne dovrei fare dovrei ne più ne meno acquistare un obiettivo macro al posto del 18/55 mm che si trova in kit?

-ci sono differenze sostanziali tra le due?

Tenete conto che in questi giorni la D3000 l’ho trovata al costo di 429€ con obiettivo 18/55mm (non VR e quindi non stabilizzato) in kit, garanzia Italia…
Non sono esperta e pratica per quel che riguarda il mondo delle Reflex, quindi chiedo gentilmente a voi…
Grazie a chi vorrà rispondere, un saluto! f5f0f happy Domanda per Nikon D3000/D3100

Fonte Google News

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Fotoritocco

martedì, 23 novembre 2010
listen it it Fotoritocco

In questo topic vorrei presentare un tema molto scottante, che è quello del fotoritocco e della sua liceità. Ovvero, è lecito fotoritoccare?
Si potrebbero fare considerazioni lunghe km, stare qui a parlare per ore, ma quello che vorrei sottoporvi è un approccio del tutto personale verso l’argomento. Siete quindi ovviamente liberi di contraddirmi, ma quello che spero è che nasca un sano confronto, su un tema che ripempie spesso topic e discussioni.

Secondo me esistono due tipi di diversi di fotoritocco: lo sviluppo del file e il fotoritocco
Non voglio essere tautologico, ma quello che viene generalmente definito fotoritocco, secondo me è un secondo step nell’elaborazione di un file ottenuto dopo uno scatto.

Provo a spiegarmi, introducendo qualche dettaglio in più sulle due fasi introdotte precedentemente.

Immaginiamo di avere a disposizione 2 equipaggiamenti diversi:
1. Nikon D3000 + 18-55VR
2. Nikon D700 + 28-70/2.8

Con entrambe le macchine ci mettiamo sullo stesso treppiede, con la stessa inquadratura (quindi fate la conversione dell’angolo di campo), impostiamo gli stessi parametri di scatto (diaframma, tempo, sensibilità, saturazione, contrasto, ecc ecc) e facciamo la stessa foto.

Prendiamo le nostre macchine dopo aver fatto i due scatti e li confrontiamo. Sono uguali?
Ovviamente no, anzi, verosimilmente lo scatto della coppia D700+28-70 sarà migliore di quello D3000+18-55, ma questo significa che i due scatti non sono uguali

Eh già perché le due macchine non hanno ottenuto lo stesso risultato, nonostante l’estrema cura nel controllare che tutto fosse uguale. Un esempio banalissimo? Secondo voi la definizione del 28-70 e del 18-55 sono uguali? Beh sicuramente no, quindi tra le due foto, così al volo, già notiamo che c’è qualcosa di diverso, nonostante gli sforzi per avere tutto uguale.

Ancora? Beh le transizioni cromatiche, ovvero come si passa da un colore all’altro. Beh il 28-70 è un’ottica vecchia scuola, col transazioni dolci, mentre il 18-55 è sicuramente di concezione più nuova è sarà più plasticoso come resa, con gradini più evidenti tra i colori. Ma allora anche per questo aspetto el foto non sono uguali nonostante gli sforzi fatti per renderle tali…

Ancora? Beh il rumore. Gli ISO della D3000 hanno lo stesso effetto sulla foto di quelli della D700? Eppure sono su entrambe, ad esempio, 400ISO… Quindi anche per questo le foto non sono uguali

Questa digressione semplicemente per mostrare come ci sia una fortissima dipendenza dal mezzo, ovvero entrambe le macchine riprendono nelle medesime condizioni la stessa scena, ma danno due risultati diversi…
Non sarebbe allora lecito operare in una qualche maniera per avere le due foto uguali? Cioè mi spiegate perché io non devo ottenere due cose uguali in un contesto come questo? Non è lecito intervenire in post produzione per portare le foto allo stesso risultato finale?

Secondo me, e qui rinnovo la soggettività della trattazione, la risposta è positiva. Cioè mi sembra più che lecito agire per avere due foto uguali… Perché devo avere il limite del mezzo? Perché devo avere qualcosa di falso tra le mie mani?
Eh sì perché o la D3000 o la D700 hanno ritratto in modo artefatto la realtà, in modo falso, perché non hanno fatto la stessa cosa. Confrontando i due scatti, fatti nelle medesime condizioni, ho due cose diverse. Sicuro una delle due almeno rappresenta in modo falso la realtà…

Ecco quindi che questo scenario sembra essere uno per cui fotoritoccare è lecito, quantomeno per evitare che il fotografo si trovi davanti due rappresentazioni diverse della stessa realtà.

Ma detto questo, come si fa? Come si fa a stabilire chi ha detto il vero tra la D700 e la D3000? Beh l’istinto e il marketing ci portano a dire:”Uè ciccio, la D3000 sicuro ha fatto la foto falsa”, quindi l’idea istintiva sarebbe quella di portare la foto della D3000 verso quella della D700.

Ma siamo sicuri che la foto della D700 sia quella VERA?

Abbandoniamo cioè per un momento la coppia di macchine e lavoriamo solamente con la D700. Faccio lo stesso scatto, ma solo con lei e il 28-70 montato. Sono sicuro che è vera sta foto? Cioè senza preoccuparmi se ho fatto meglio o peggio di una D3000 con il 18-55, quello che la D700 ha fatto è VERO?
Beh bisogna vedere se la foto RAPPRESENTE IN MODO FEDELE LA REALTA’. E cioé?????? Come se fa sta cosa?

Beh innanzi tutto dobbiamo controllare se su macchina abbiamo la stessa cosa che i nostri occhi stanno guardando. Le famose transazioni cromatiche, le saturazioni, le rappresentazioni dei colori, la nitidezza, ecc ecc, sono VERE? Sono cioè identiche alle vere?

Beh per quanto uno si sforzi di comprare ottiche e corpi costosi e pregiati, niente è come i nostri occhi e ogni elemento introduce un suo modo di leggere le scene e questo va sempre bene?
Cioè siamo sicuri che quello che fa la macchina è esattamente quello che facevamo noi con gli occhi?

Nella mia esperienza ho potuto constatare che spesso, anche le macchine più elevate di fascia, hanno un’inevitabile distorsione della realtà, ovvero introducono un loro marchio sulla foto, rappresentando in modo più o meno veritiero gli elementi della scena. Perché io allora, in quanto essere che ha premuto il pulsante di scatto, non devo riportare la foto che la macchina ha fatto a quello che vedevano i miei occhi?

Perché non dovrei cioè sviluppare il file? Mutuo questo termine dalla pellicola per chiarire come sia secondo me addirittura necessario riportare a quanto si vedeva la scena catturata dalla reflex.

Molte molte volte sento gente che dice:”Io le foto non le ritocco, le lascio così come uscite dalla macchina. Queste sono foto vere, non quelle ritoccate”.
Ma siete sicuri che siano davvero VERE tali foto? In base a quanto detto prima, la macchina fotografica ha fatto una SUA cattura della realtà, che potrebbe discostarsi, e tanto, dal mondo che i notri occhi vedevano al momento. Perché allora “doversi accontentare”? O meglio, perché rendere lecito il fotoritocco che fa la fotocamera e colpevolizzare il nostro al computer?
Dopotutto io vorrei solamente riportare la foto a quello che vedevo, perché questo dovrebbe essere sbagliato?

Vorrei lasciare spazio ad un esempio fotografico, piuttosto che continuare con le parole. Le due foto allegate sono relative ad un RAW scattato al tramonto al lago di Bolsena. Come si nota il RAW ha delle tonalità molto meno sature, transazioni cormatiche delicate, ma non accentuate. Era davvero questo quello che vedevo mentre scattavo?
Nei miei occhi c’era davvero quello che il RAW rappresenta?
La risposta è ASSOLUTAMENTE NO, ovvero nonostante il 35/2 montato e la D700, comunque non c’è stata una rappresentazione REALE della scena.
La foto “elaborata”, o meglio sviluppata, è un tentativo di riportare la foto, l’immagine a quello che effettivamente vedevo con gli occhi.
E’ lecito secondo voi? Qual è vera e qual è falsa delle due foto?
Secondo quanto detto prima, così come la pensano in tanti, il RAW è la foto vera perché è uscita dalla macchina senza il minimo ritocco, ma vi posso garantire che non è così, perché quello che vedevo non è affatto quanto rappresentato dal RAW

La foto, VERA, ovvero quella che rappresenta al meglio quello che avevo visto, è quella sviluppata, quella cioé che ha i colori esattamente come erano al momento, la prospettiva esattamente come la vedevo al momento.

Se ci fate caso infatti ho scelto questa foto, anche per l’evidentissima distorsione prospettica e l’inclinazione dell’orizzonte visibili nel RAW. Nel JPEG è sparito tutto, orizzonte dritto e prospettiva corretta. Non è forse anche questo mettere mani sulla foto? Certo, ma se non l’avessi fatto, avrei rappresentato VERAMENTE la scena?
Beh no, perché la balaustra è dritta nella realtà e l’orizzonte è orizzontale.
Inoltre in questo scatto ho dovuto distorcere entrambi per poterli recuperare senza troppe difficoltà, quindi perché non dovrei sviluppare il file?

Come si nota cioè da quanto scritto, una prima fase di approccio al file è quella di riportarlo al vero, appunto di svilupparlo. Questo lo si fa inevitabilmente fotoritoccando, ovvero intervenendo al computer sulla foto, ma l’intento è quello di riportare “al vero” lo scatto.
Non mi piace che sia la macchina (più ottica) a dirmi cosa effettivamente c’era e come era. Sono IO che so come era la realtà che stavo riprendendo… la macchina è solo uno strumento al mio servizio per portarmi dietro QUELLA scena e se non ci è risucita, allora ci penso io a recuperarla.

Ma allora, il fotoritocco, ovvero la II Fase detta prima… che roba é? Beh ogni volta che supero la realtà col fotoritocco, introducendo qualcosa di eccessivo, valico lo sviluppo. Se cioè supero quello che effettivamente i mei occhi vedevano, se la mia rappresentazione non è realistica, allora ho fotoritoccato in modo secondo me criticabile.
Certo è che il limite è soggettivo e proprio di ogni foto, perché solo l’autore sa di preciso cosa c’era al momento dello scatto…

Con questo topic spero di aver suscitato se non altro senso critico sulla cosa, che poi può essere a favore o contrario, ma spero quantomeno se ne parli.
Il tema scotta, so benissimo di toccare delle corde molto sensibili, ma vorrei sapere cosa ne pensate…

Fonte Google News

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Quale lente per D200

lunedì, 22 novembre 2010
listen it it Quale lente per D200

Avrei bisogno del vostro prezioso supporto. So che il tema è stato a lungo dibattuto e ho cercato di leggere più 3d possibili a riguardo, ma ora mi trovo con i tempi ristretti perchè una mia amica mi ha chiesto di farle le foto del matrimonio. Saremo in due con corpi macchina D200 e D300. Il problema è la lente da affinacare.
Il corredo che ho a disposizione è il seguente:

Nikon 18-200 VR
Sigma 10-20
Nikon 50 2.8
Sigma 70-200 2.8

Premetto che il Niokn 24-70 2.8 non me lo posso permettere… Avevo pensato di prendermi il 16-85 VR, ma ho sentito pareri non soddisfacenti sulla resa dello sfuocato. Sulla scarsa luminosità ci passerei anche sopra, visto che ho l’SB900 e alla fine farei le foto con il flash, ma questa cosa dello sfuocato mi preoccupa… Calcolando che su quelle focali trovo il VR quasi inutile, non sarebbe preferibile il 18-70 f/3.5-4.5 o magari il Nikon 24-85 f/2.8-4? Magari sul DX perde, ma compenserei abbastanza con il 10-20 sigma.
Mi sono fatta prestare dal negoziante per un test anche il Tamron 28-75 2.8 E’ una lente bellissima come resa del dettaglio, ma sulla D200 ha un difetto di backfocus pazzesco… Potrebbe essere un problema di quell’esemplare o è inutile provarne altri secondo voi? Il sigma 17-75 2.8 me lo hanno sconsigliato tutti in quanto inutilizzabile a TA.
Insomma, ora non so proprio cosa fare…. Qualche idea?
Grazie 1000

Fonte Google News

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Thom Hogan, le previsioni per il 2011

martedì, 16 novembre 2010
listen it it Thom Hogan, le previsioni per il 2011

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Come ogni anno Thom Hogan ha pubblicato i suoi pensieri su quello che succederà nel 2011. Potete anche controllare quanto di quello che aveva previsto per il 2010 si è effettivamente avverato.

Quel che sicuramente vedremo nel 2011 saranno le reflex full frame che sono mancate quest’anno. Prima di entrare nel dettaglio vi proponiamo le liste dello stato dei vari marchi.

Molto successo Poco successo Difficile da stimare
Leica
Nikon
Panasonic
Canon
Fujifilm
Kodak
Sigma
Samsung
Sony
Casio
Pentax
Ricoh
Olympus

Canon

Sembra che Canon non si stia rendendo conto del mercato che le cambia attorno. Infatti continua a riproporre la medesima strategia del passato: più megapixel, aggiunta del video, ma la stessa reflex. Non si vede molta innovazione, mentre le altre aziende si stanno accapigliando sugli ultimi ritrovati della tecnica a partire dai sistemi di messa a fuoco a quelli di metering.

Nel 2011 sicuramente vedremo arrivare la Canon 1Ds mark IV con una risoluzione di 32 megapixel ed una Canon 5D Mark III che spingerà ancora molto nel segmento video per ripetere il successo della precedente. Oltre a questo non c’è molto all’orizzonte. Non si parla assolutamente di sistemi tipo evil e la risoluzione sulle APS-C è già arrivata al massimo possibile. Per invogliare nuovi utenti a scegliere Canon è necessario rivedere la strategia e proporre qualcosa di innovativo.

Nikon

Il 2010 per Nikon è stato un’ottima annata con crescita sotto ogni punto di vista ed un po’ di innovazione. Sembra, inoltre, che la dirigenza si renda conto che bisogna avere una politica diversa dal “more pixels, more video”.

Il 2011 potrebbe essere una grande annata per Nikon che inevitabilmente annuncerà D800, D400 e D4. Sarà interessante vedere come verranno ricevute dal mercato nei confronti degli analoghi modelli di Canon.

Sony

Sony quest’anno è partita per la tangente proponendo due sistemi innovativi: Nex e SLT. La loro politica con le reflex tradizionali non si è rivelata un successo, ma con questa mossa rischiosa possono riuscire ad ottenere ampie fette di mercato. Ammesso che mantengano tutte le promesse per il futuro.

Sicuramente arriverà la reflex che prenderà il posto della A700 con qualche interessante caratteristica, ma è poco probabile che possa essere al livello della concorrenza di CaNikon e di ottenere grandi fette di mercato. C’è la possibilità che abbia un sensore da 24 megapixel, ma non sono molti gli obiettivi di Sony ad essere nitidi con una simile risoluzione. Nel 2011 potrebbero arrivarne 5 nuovi, fra cui anche il 200mm. Non mancheranno nuove evil e nuovi obiettivi anche per i nuovi sistemi.

Olympus

Olympus così come Sony sta scommettendo su un sistema diverso dalle reflex tradizionali decidendo di abbandonare il 4/3. A differenza di Sony oltre a produrre obiettivi per il micro quattro terzi i suoi utenti potranno utilizzare nativamente anche quelle prodotte dagli altri marchi del consorzio. Una carta che potrebbe essere vincente.

Nel 2011 vedremo probabilmente due nuovi modelli il cui scopo fondamentale sarà contenere i costi di produzioni, e quindi di vendita, mantenendo le medesime prestazioni di quelli attualmente sul mercato. Sarà interessante vedere la micro quattro terzi professionale che sicuramente debutterà il prossimo anno poiché tutto il team di sviluppo è ormai focalizzato su questo sistema.

Panasonic

Anche in Panasonic hanno deciso di scommettere tutto sul micro quattro terzi, ma nel 2010 hanno fatto un grave errore che si spera non venga ripetuto con i nuovi modelli. La GH1 è un’ottima evil e molti hacker hanno modificato il firmware per ottenere di più, ma l’azienda ha cercato di bloccare il tutto dimostrando di non capire le esigenze dei suoi stessi utenti.

Nel 2011 vedremo sicuramente nuovi modelli di evil micro quattro terzi, ma arriveranno anche molti obiettivi, sicuramente dei fissi grandangolari su cui l’azienda essersi specializzata ultimamente. Purtroppo la scelta di nomi contenenti tutti la lettera G ed il numero 2 potrebbero confondere i potenziali utenti (GH-2, G2, G20, GF-2).

Pentax

Purtroppo la situazione di Pentax nonostante le novità non è ancora rosea come si meriterebbe. Non ci sono molte indiscrezioni anche se potrebbe arrivare una evil.

Leica

Il 2010 ha visto Leica lavorare per riuscire a soddisfare la domanda per i suoi nuovi modelli, ma la vera sfida la combatterà nel 2011 quando dovrà dimostrare di essere cambiata continuando ad innovare.

Nel 2011 vedremo sicuramente due nuovi obiettivi sia per il sistema S sia per il sistema M. Probabilmente arriverà una X2 con un 35mm f/2. Potrebbero sbancare il mercato producendo i loro classici fissi per il micro quattro terzi, ma sicuramente non si cimenteranno mai in quest’impresa.

Sigma

Purtroppo nonostante l’annuncio dell’interessante DP1 non sembra ancora attirare molta attenzione da parte di nuovi potenziali utenti.

Samsung

Samsung nel 2011 cercherà di trovare una nicchia di mercato in cui superare la concorrenza e la sua video camera NX100 potrebbe essere il suo cavallo di battaglia, ma al momento sta ricalcando, con un po’ di ritardo, le mosse di Panasonic. Arriveranno sicuramente nuovi corpi NX, ma la mancanza di obiettivi di qualità potrebbe penalizzare quest’azienda.

Foto | Yakinik
Via | ByThom

Thom Hogan, le previsioni per il 2011 é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di lunedì 08 novembre 2010.

Fonte Google News

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Canon, una reflex in prova?

martedì, 26 ottobre 2010
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In copertina potete vedere il dettaglio di una reflex Canon nascosta all’interno di un Sound Blimp, una custodia per rendere gli scatti realmente silenziosi.

Dallo stile si intuisce che si tratta di una reflex Canon, ma ci sono alcune piccole differenze rispetto ai modelli in circolazione e subito sono nate molte ipotesi.

Una custodia di quel tipo può essere molto utile per nascondere il vero modello di reflex utilizzata, ma abbinarla ad una tracolla marchiata Canon è un po’ strano. Voi cosa ne pensate?

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Via | PhotoRumors

Canon, una reflex in prova? é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di martedì 26 ottobre 2010.

Fonte Google News

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Panasonic LX5, ci siamo quasi

mercoledì, 7 luglio 2010
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lx5 Panasonic LX5, ci siamo quasi

In copertina potete vedere uno screenshot preso dal sito di Panasonic Uk.

Il dettaglio più importante è la presenza dell’attesa Panasonic LX5 subito sotto alla LX3. Questo significa che siamo effettivamente vicino alla data di rilascio come vi avevamo raccontato nelle ultime indiscrezioni.

L’effettiva data di rilascio dovrebbe essere il 28 luglio, ma la vedremo sicuramente entro al fine di questo mese. Il nuovo modello non sarà una rivoluzione, ma un’evoluzione del precedente ed apprezzato modello.

Via | 43Rumors

Panasonic LX5, ci siamo quasi é stato pubblicato su clickblog alle 08:30 di mercoledì 07 luglio 2010.

Fonte Google News

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Comparativa reflex entry-level

sabato, 17 aprile 2010
listen it it Comparativa reflex entry level

ffc2f comparison entry Comparativa reflex entry level

Siete interessati ad acquistare una reflex e non avete ancora deciso quale modello scegliere fra ricerche, amici e forum?

Nonostante sia sempre molto importante avere la possibilità di provare il nuovo modello dal vivo potrebbe interessarvi la comparativa realizzata da Barry Fitzgerald (trovate la tabella dopo il salto) fra Canon 1000D, Nikon D3000, Pentax K-x e Sony A230.

Per ogni fotocamera sono discussi un po’ più in dettaglio i pregi ed i difetti anche se in molte di queste reflex i produttori hanno tolto caratteristiche solo per evitare concorrenza con il modello superiore.

Proprio per questo la vincitrice risulta la Pentax che ha realizzato un modello con buone caratteristiche non “castrato” da motivi di marketing.

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Via | AlphaMountWorld

Fonte Google News

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