domenica, 19 dicembre 2010

MorgueFile è un sito dove creativi possono condividere le proprie foto con altri in maniera gratuita.
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Via | MorgueFile
MorgueFile é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di domenica 19 dicembre 2010.
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sabato, 18 dicembre 2010

La maggior parte della popolazione vede correttamente tutto lo spettro dei colori, ma c’è una piccola percentuale della popolazione che ha problemi con la percezione di alcuni colori.
Dan Kaminsky, un famoso hacker, ha così sviluppato DanKam, un’applicazione in grado di compensare il deficit visivo dell’utilizzatore dopo una fase di calibrazione iniziale. In copertina potete vedere un esempio relativo a chi ha problemi a percepire il verde. L’applicazione corregge l’immagine caricando i verdi, che anche se ai nostri occhi sembrano eccessivi, consentono a chi ha problemi di percepire l’immagine come noi vediamo la parte superiore della foto qui sopra.
Il programma è in vendita per iPhone a 3$ ed essendo un’app per la realtà aumentata chi ha questi problemi la può usare come filtro nel caso voglia capire il vero colore di quello che vede.
Via | DanKaminsky
DanKam, un’app per chi ha problemi con i colori é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di sabato 18 dicembre 2010.
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domenica, 12 dicembre 2010
Mi scuso in anticipo con i moderatori. Ho inserito questo post nel forum “altro” come risposta ad un topic precedente, ma credo che sia più corretta questa sezione.
Sono sicuro che le recensioni puramente tecniche le trovate in rete, anche molto più approfondite di quello che potrei scriverei io…
Impressioni…
E’ un’ottima macchina 
In mano sembra avere la D90. Le dimensioni, in fondo, sono molto simili.
Il peso è un po superiore di quello della D90, ma di poco. Non noto la differenza.
Il mirino è fantastico con copertura al 100% anche se l’ingrandimento è leggermente ridotto (0,98).
Per quanto riguarda la sezione “foto” la vera novità sono i 39 punti di MAF che permettono una selezione migliore del punto su cui mettere a fuoco, senza penalizzare l’inquadratura (immagino i 51 della D300
).
Vi è una ghiera in più sotto quella principale, che permette di scegliere velocemente alcune impostazioni tra qui la possibilità dello scatto silenzioso , già presente sui corpi di fascia superiore.
Il menu è più completo.
Si possono assegnare i nomi ai file.
I files sono molto più pesanti, a 16megapixel. Vi è la possibilità di scegliere tra profondità colore 12 o 14 bit. Si può scegliere tra il RAW non compresso e compresso.
I jpg possono essere salvati con compressione a priorità qualità o dimensione.
A 14 bit i nef hanno dimensione tra i 18 ed i 21MB. Sono un po pesanti ai fini dell’elaborazione, ma indubbiamente contengono molte informazioni.
La resa ad alti ISO è ottima. Tuttavia, per mia scelta, sfrutterò questa potenzialità in casi estremi. Di default ho tolto la scelta automatica degli ISO.
Il tempo di sincro fash è aumentato. Ora si va a 1/320 contro 1/60 della D90. Nei modi P o A si può scendere sotto, impostando tempi più lunghi.
Vicino al pulsante di scatto o meglio vicino al pulsante di compensazione dell’esposizione sulla D90 c’era il pulsante per scegliere l’area di messa a fuoco o il modo. Sulla D7000 questo pulsante non c’è e l’impostazione è fattibile premendo il pulsante sul selettore di AF/M.
Utile il doppio slot per schede SD.
Video.
Secondo me la D7000 ha ancora da migliorare sui video rispetto le camcoder dedicate.
Es.
- si sente il rumore del motore autofocus sulla ripresa (a me non importa perché aggiungo sempre musiche) ed è più lento di quello di una camcoder, specie con obiettivi zoom.
- è percepibile l’effetto aliasing su dettagli.
- il frame rate di 24f in Full HD è solo per il sistema NSTC e non PAL per cui all’atto del montaggio video devi fare la conversione.
Fare i video con una reflex è abbastanza difficile. La macchina pesa ed è difficile, senza cavalletto, tenere la scena correttamente per lungo tempo.
Spesso si vogliono riprendere momenti in famiglia e non si sta li a studiare la scenografia, piazzare luci e cavalletti…
Se però si sceglie di fare scene corte, di pochi secondi, la macchina è fantastica. L’autofocus non è strettamente necessario e si può giocare con il fuoco selettivo, come sulle videocamere professionali.
Per ora posso dire solo questo. Sono le cose che mi sono balzate all’occhio. Leggendo le caratteristiche tecniche di dettaglio ce ne saranno tantissime altre che tralascio.
Se guardate gli exif delle foto che inserirò nei vari post, magari saranno quelle fatte con la D7000 
Ciao a tutti
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mercoledì, 24 novembre 2010
Ciao a tutti ho un problema con le immagini esportate da lightroom.
Se le apro con editor come TheGimp o altri, le vedo esattamente come in lightroom. Se le apro invece con firefox o con il visualizzatore di windows queste hanno colori molto scuri e un po sballati…
Ho googleggiato ma non capisco come risolvere il problema. E’ chiaro che mi è fondamentale esportare l’immagini in modo che poi sia visibile da tutti in modo corretto, specie perchè le pubblico su internet….
Penso sia un problema di profili colore che non vengono incorporati con lightroom.. magari mi sfugge qualche opzione :S
Aiuto! Non ci ho dormito sopra… grrr
p.s.
A è il jpeg che esporto da lightroom aperto con firefox o visualizzatore di immagini di windows 7 o viewnx2
B è il jpeg che esporto da lightroom aperto con the gimp (quello più simile al raw visto da lightroom stesso..)
Fonte Google News
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martedì, 23 novembre 2010
In questo topic vorrei presentare un tema molto scottante, che è quello del fotoritocco e della sua liceità. Ovvero, è lecito fotoritoccare?
Si potrebbero fare considerazioni lunghe km, stare qui a parlare per ore, ma quello che vorrei sottoporvi è un approccio del tutto personale verso l’argomento. Siete quindi ovviamente liberi di contraddirmi, ma quello che spero è che nasca un sano confronto, su un tema che ripempie spesso topic e discussioni.
Secondo me esistono due tipi di diversi di fotoritocco: lo sviluppo del file e il fotoritocco
Non voglio essere tautologico, ma quello che viene generalmente definito fotoritocco, secondo me è un secondo step nell’elaborazione di un file ottenuto dopo uno scatto.
Provo a spiegarmi, introducendo qualche dettaglio in più sulle due fasi introdotte precedentemente.
Immaginiamo di avere a disposizione 2 equipaggiamenti diversi:
1. Nikon D3000 + 18-55VR
2. Nikon D700 + 28-70/2.8
Con entrambe le macchine ci mettiamo sullo stesso treppiede, con la stessa inquadratura (quindi fate la conversione dell’angolo di campo), impostiamo gli stessi parametri di scatto (diaframma, tempo, sensibilità, saturazione, contrasto, ecc ecc) e facciamo la stessa foto.
Prendiamo le nostre macchine dopo aver fatto i due scatti e li confrontiamo. Sono uguali?
Ovviamente no, anzi, verosimilmente lo scatto della coppia D700+28-70 sarà migliore di quello D3000+18-55, ma questo significa che i due scatti non sono uguali
Eh già perché le due macchine non hanno ottenuto lo stesso risultato, nonostante l’estrema cura nel controllare che tutto fosse uguale. Un esempio banalissimo? Secondo voi la definizione del 28-70 e del 18-55 sono uguali? Beh sicuramente no, quindi tra le due foto, così al volo, già notiamo che c’è qualcosa di diverso, nonostante gli sforzi per avere tutto uguale.
Ancora? Beh le transizioni cromatiche, ovvero come si passa da un colore all’altro. Beh il 28-70 è un’ottica vecchia scuola, col transazioni dolci, mentre il 18-55 è sicuramente di concezione più nuova è sarà più plasticoso come resa, con gradini più evidenti tra i colori. Ma allora anche per questo aspetto el foto non sono uguali nonostante gli sforzi fatti per renderle tali…
Ancora? Beh il rumore. Gli ISO della D3000 hanno lo stesso effetto sulla foto di quelli della D700? Eppure sono su entrambe, ad esempio, 400ISO… Quindi anche per questo le foto non sono uguali
Questa digressione semplicemente per mostrare come ci sia una fortissima dipendenza dal mezzo, ovvero entrambe le macchine riprendono nelle medesime condizioni la stessa scena, ma danno due risultati diversi…
Non sarebbe allora lecito operare in una qualche maniera per avere le due foto uguali? Cioè mi spiegate perché io non devo ottenere due cose uguali in un contesto come questo? Non è lecito intervenire in post produzione per portare le foto allo stesso risultato finale?
Secondo me, e qui rinnovo la soggettività della trattazione, la risposta è positiva. Cioè mi sembra più che lecito agire per avere due foto uguali… Perché devo avere il limite del mezzo? Perché devo avere qualcosa di falso tra le mie mani?
Eh sì perché o la D3000 o la D700 hanno ritratto in modo artefatto la realtà, in modo falso, perché non hanno fatto la stessa cosa. Confrontando i due scatti, fatti nelle medesime condizioni, ho due cose diverse. Sicuro una delle due almeno rappresenta in modo falso la realtà…
Ecco quindi che questo scenario sembra essere uno per cui fotoritoccare è lecito, quantomeno per evitare che il fotografo si trovi davanti due rappresentazioni diverse della stessa realtà.
Ma detto questo, come si fa? Come si fa a stabilire chi ha detto il vero tra la D700 e la D3000? Beh l’istinto e il marketing ci portano a dire:”Uè ciccio, la D3000 sicuro ha fatto la foto falsa”, quindi l’idea istintiva sarebbe quella di portare la foto della D3000 verso quella della D700.
Ma siamo sicuri che la foto della D700 sia quella VERA?
Abbandoniamo cioè per un momento la coppia di macchine e lavoriamo solamente con la D700. Faccio lo stesso scatto, ma solo con lei e il 28-70 montato. Sono sicuro che è vera sta foto? Cioè senza preoccuparmi se ho fatto meglio o peggio di una D3000 con il 18-55, quello che la D700 ha fatto è VERO?
Beh bisogna vedere se la foto RAPPRESENTE IN MODO FEDELE LA REALTA’. E cioé?????? Come se fa sta cosa?
Beh innanzi tutto dobbiamo controllare se su macchina abbiamo la stessa cosa che i nostri occhi stanno guardando. Le famose transazioni cromatiche, le saturazioni, le rappresentazioni dei colori, la nitidezza, ecc ecc, sono VERE? Sono cioè identiche alle vere?
Beh per quanto uno si sforzi di comprare ottiche e corpi costosi e pregiati, niente è come i nostri occhi e ogni elemento introduce un suo modo di leggere le scene e questo va sempre bene?
Cioè siamo sicuri che quello che fa la macchina è esattamente quello che facevamo noi con gli occhi?
Nella mia esperienza ho potuto constatare che spesso, anche le macchine più elevate di fascia, hanno un’inevitabile distorsione della realtà, ovvero introducono un loro marchio sulla foto, rappresentando in modo più o meno veritiero gli elementi della scena. Perché io allora, in quanto essere che ha premuto il pulsante di scatto, non devo riportare la foto che la macchina ha fatto a quello che vedevano i miei occhi?
Perché non dovrei cioè sviluppare il file? Mutuo questo termine dalla pellicola per chiarire come sia secondo me addirittura necessario riportare a quanto si vedeva la scena catturata dalla reflex.
Molte molte volte sento gente che dice:”Io le foto non le ritocco, le lascio così come uscite dalla macchina. Queste sono foto vere, non quelle ritoccate”.
Ma siete sicuri che siano davvero VERE tali foto? In base a quanto detto prima, la macchina fotografica ha fatto una SUA cattura della realtà, che potrebbe discostarsi, e tanto, dal mondo che i notri occhi vedevano al momento. Perché allora “doversi accontentare”? O meglio, perché rendere lecito il fotoritocco che fa la fotocamera e colpevolizzare il nostro al computer?
Dopotutto io vorrei solamente riportare la foto a quello che vedevo, perché questo dovrebbe essere sbagliato?
Vorrei lasciare spazio ad un esempio fotografico, piuttosto che continuare con le parole. Le due foto allegate sono relative ad un RAW scattato al tramonto al lago di Bolsena. Come si nota il RAW ha delle tonalità molto meno sature, transazioni cormatiche delicate, ma non accentuate. Era davvero questo quello che vedevo mentre scattavo?
Nei miei occhi c’era davvero quello che il RAW rappresenta?
La risposta è ASSOLUTAMENTE NO, ovvero nonostante il 35/2 montato e la D700, comunque non c’è stata una rappresentazione REALE della scena.
La foto “elaborata”, o meglio sviluppata, è un tentativo di riportare la foto, l’immagine a quello che effettivamente vedevo con gli occhi.
E’ lecito secondo voi? Qual è vera e qual è falsa delle due foto?
Secondo quanto detto prima, così come la pensano in tanti, il RAW è la foto vera perché è uscita dalla macchina senza il minimo ritocco, ma vi posso garantire che non è così, perché quello che vedevo non è affatto quanto rappresentato dal RAW
La foto, VERA, ovvero quella che rappresenta al meglio quello che avevo visto, è quella sviluppata, quella cioé che ha i colori esattamente come erano al momento, la prospettiva esattamente come la vedevo al momento.
Se ci fate caso infatti ho scelto questa foto, anche per l’evidentissima distorsione prospettica e l’inclinazione dell’orizzonte visibili nel RAW. Nel JPEG è sparito tutto, orizzonte dritto e prospettiva corretta. Non è forse anche questo mettere mani sulla foto? Certo, ma se non l’avessi fatto, avrei rappresentato VERAMENTE la scena?
Beh no, perché la balaustra è dritta nella realtà e l’orizzonte è orizzontale.
Inoltre in questo scatto ho dovuto distorcere entrambi per poterli recuperare senza troppe difficoltà, quindi perché non dovrei sviluppare il file?
Come si nota cioè da quanto scritto, una prima fase di approccio al file è quella di riportarlo al vero, appunto di svilupparlo. Questo lo si fa inevitabilmente fotoritoccando, ovvero intervenendo al computer sulla foto, ma l’intento è quello di riportare “al vero” lo scatto.
Non mi piace che sia la macchina (più ottica) a dirmi cosa effettivamente c’era e come era. Sono IO che so come era la realtà che stavo riprendendo… la macchina è solo uno strumento al mio servizio per portarmi dietro QUELLA scena e se non ci è risucita, allora ci penso io a recuperarla.
Ma allora, il fotoritocco, ovvero la II Fase detta prima… che roba é? Beh ogni volta che supero la realtà col fotoritocco, introducendo qualcosa di eccessivo, valico lo sviluppo. Se cioè supero quello che effettivamente i mei occhi vedevano, se la mia rappresentazione non è realistica, allora ho fotoritoccato in modo secondo me criticabile.
Certo è che il limite è soggettivo e proprio di ogni foto, perché solo l’autore sa di preciso cosa c’era al momento dello scatto…
Con questo topic spero di aver suscitato se non altro senso critico sulla cosa, che poi può essere a favore o contrario, ma spero quantomeno se ne parli.
Il tema scotta, so benissimo di toccare delle corde molto sensibili, ma vorrei sapere cosa ne pensate…
Fonte Google News
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domenica, 21 novembre 2010
Ciao a tutti,
dopo qualche uscita e qualche gita ho notato che la mia D60 nomina i files in maniera diversa, alcuni con _DSCxxx e altri con DSC_xxx
Ho letto che dipende dallo spazio colore impostato ed infatti nelle impostazioni personali ho messo AdobeRGB.
Penso che il problema dei nomi sia dato dal fatto che io scatto quasi sempre in modalità A, mentre quando la passo in mano alla mia ragazza gliela imposto in Automatico (e qui penso avvenga il cambio di spazio colore e quindi di nomenclatura).
Il problema maggiore però è che se utilizzo un qualunque programma per rinominare i files per data di scatto leggendo gli Exif (ad esempio su Mac uso ExifRenamer) i files vengono comunque nominati in sequenza non corretta
Per fare un esempio rinomino i files avendo quindi
- Pic001 data 10/10/2010
- Pict002 data 09/10/2010
Ma il secondo file cronologicamente andrebbe prima
Dopo vari tentativi l’unica soluzione è stata quella di utilizzare ViewNX che a quanto pare è stato l’unico programma ad ordinare i files correttamente per data di scatto.
La cosa però non mi è chiara…
Qualcuno può aiutarmi?
Grazie mille
Fonte Google News
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