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Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

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Noi italiani, di opere d’arte frammentate e divise in giro per il mondo, ne sappiamo qualcosa. Ma questa volta il protagonista è un dipinto cinese realizzato tra il 1347 e il 1350 (660 anni fa) da Huang Gongwang. Si tratta di un paesaggio intitolato “Abitare sui monti Fuchun” che accidentalmente venne diviso circa 300 anni fa.

Agli inizi di maggio un pezzo del dipinto è partito da est, dalla provincia di Zhejiang, diretto a Pechino per la prima tappa del suo viaggio. Arrivato in questi giorni al Taipei Museum, incontrerà la sua “dolce metà” e saranno esposti dal 1 giugno 2011. Si tratta di un vero capolavoro nella tradizione pittorica cinese, una delle poche opere superstito do Huang. Basti pensare che è il solo frammento proveniente da Zhejiang stato assicurato per 130 milioni di euro.

La riunificazione tra i due pezzi è anche un grande passo in avanti a livello comunicativo e culturale, per la riunificazione tra Taiwan e Cina.

Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan é stato pubblicato su artsblog alle 17:12 di lunedì 23 maggio 2011.

 Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan
 Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

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 Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

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Ai Weiwei incarcerato: chi è l’artista che fa paura alla Cina

domenica, 10 aprile 2011
listen it it Ai Weiwei incarcerato: chi è lartista che fa paura alla Cina

107b7 weiweidissidentearrestato Ai Weiwei incarcerato: chi è lartista che fa paura alla CinaAi Weiwei è l’ultima vittima di un’ondata di repressione che si sta abbattendo su chiunque in Cina non sia completamente allineato al regime. Come ricorda La Stampa

La vicenda si inserisce in quella che alcuni gruppi umanitari internazionali hanno definito la più severa ondata di repressione del dissenso a verificarsi in Cina dal 1989, in seguito al massacro di studenti su piazza Tiananmen. A partire da febbraio – qui la mappa dei dissidenti scomparsi su Shangaiist, segnalata da Simone Pieranni su Wired ndr – tra le cento e le duecento persone sono state sottoposte a provvedimenti repressivi – arresti, arresti domiciliari o altre restrizioni della libertà personale, spesso extragiudiziali – e più di venti persone, tra cui alcuni degli avvocati più in vista impegnati sul terreno dei diritti umani, sono scomparse e si teme siano detenute segretamente e a rischio di essere sottoposte a tortura

Ma chi è Ai Weiwei e perché fa così paura al governo di Pechino?

Il 24 marzo 2010 scorso è uscito sul New Yorker un lungo ritratto dell’artista cinese scritto da Evan Osnos, uno che la situazione del celeste impero la conosce più che bene – leggetevi il suo blog Letters from China sempre sul sito del New Yorker – vediamo qualche passo.

Per prima cosa, che genere di artista è Ai Weiwei? Prova a spiegare il New Yorker

Nei primi vent’anni di attività Ai Weiwei ha prodotto un flusso di lavoro eclettico, quasi erratico (…) ha creato installazioni, scattato fotografie, realizzato mobili, scritto libri, diretto film (…) ma è negli ultimi anni che la sua irrefrenabile audacia e la sua immaginazione l’hanno portato ad avere un ruolo di primo piano tra chi non si rassegna al regime cinese. Solo quest’anno Ai parteciperà a quindici mostre collettive e a cinque personali, una delle quali all’interno della Turbine Hall alla Tate Modern. Annunciando alla stampa la mostra, il direttore della Tate, Vicente Todolì ha descritto le installazioni di Weiwei come “tra i lavori più impegnati sul sociale che siano realizzati oggi nel mondo dell’arte”

I suoi problemi con la censura accelerano dopo il 2008, quando Weiwei diventa attivissimo sul web: c’è un’intervista uscita su Wired nel maggio scorso in cui si racconta l’inizio – con la consulenza per la costruzione dello stadio di Pechino e il successivo rifiuto di partecipare in qualunque modo alle cerimonie olimpiche – fino al violento pestaggio di cui fu vittima da parte della polizia nel 2009 – pezzo in inglese sullo Spiegel se volete approfondire – dopo aver preso le difese di alcuni studenti attivisti del Sichuan.

Rei questi ultimi, di avere accusato il governo per la scarsa qualità delle costruzioni crollate durante il tragico terremoto del 12 maggio 2008.

La storia di Weiwei, di come si rapporta alla censura e al regime non è comprensibile senza fare un passo indietro. E il passo indietro da fare è leggersi la storia del padre di Weiwei, vittima anch’egli della censura cinese, in maniera ancora più violenta – se possibile… – di come lo sarà il figlio.

In questo passo c’è tutto quello che vi serve leggere per capire perché un uomo come Weiwei si sia ribellato

Da sempre Ai Weiwei sentiva di essere nato nella famiglia sbagliata – o quanto meno in una famiglia sfortunata. Suo padre, Ai Qing, che studiò da pittore, si spostò a Parigi nel 1929, appena diciannovenne per studiare. Lì scoprì il realismo di Dostoevskij, Gogol, e Turgenev (…) ma l’influenza più forte che subì fu quella del poeta modernista belga Émile Verhaeren, che colpì Ai Qing con le sue descrizioni degli angoli più squallidi delle città europee, spingendolo a interessarsi di più alla corruzione e alle ingiustizie del suo Paese d’origine.

Ritornato in Cina nel 1932, fu incarcerato a causa del suo attivismo. Impossibilitato a dipingere in carcere, si dedicò alla poesia, e una volta uscito dal carcere entrò nel Partito Comunista, dove si fece apprezzare per alcuni versi sullo spirito della rivoluzione. Subiva il fascino di Mao, per il quale scrisse anche un poema encomiastico che iniziava in questa maniera “Ovunque Mao appaia/l’applauso risuona tonante”. Nel 1956, all’età di quarantasei anni si sposò per la terza volta, e l’anno successivo la sua nuova moglie, Gao Ying, diede alla luce un bambino.

Al tempo stava scatenandosi la repressione maoista contro gli intellettuali, e la fedeltà di Ai Qing al Partito fu messa in discussione. Aveva scritto un racconto, “Il sogno del giardiniere”, che sottolineava la necessità di permettere un ventaglio maggiormente ampio di opinioni, di libertà di pensiero. In quel racconto, un giardiniere che coltiva solo rose cinesi, capisce che sta “causando malcontento tra tutti gli altri fiori”. Un altro poeta, Feng Zhi, attaccò Ai Qing, sostenendo che fosse caduto “nel pantano del formalismo reazionario”.

Ai Qing perse ogni onorificenza e fu espulso dall’associazione degli scrittori. Nel frattempo, Ai Qing e Gao Ying dovevano dare un nome al loro figlio, come ricorda Gao Ying nel libro di memorie pubblicato nel 2007 “Io e Ai Qing”. Il padre aprì semplicemente il dizionario e fece cadere il dito su un ideogramma: ?, che viene pronunciato “wei,” e significa “potere”. L’ironia mal si addiceva alle circostanze, così cambiò leggermente la pronuncia del nome, dandogli un significato diverso, trasformandolo in ?, che significa “non ancora”. Il nome di loro figlio diventò quindi Weiwei, “Non ancora, non ancora”.

La famiglia di Weiwei fu spedita in Manciuria, e pi nella remota regione dello Xinjiang, dove ad Ai Qing fu assegnato il compito di pulire i bagni pubblici, erano tredici ogni giorno.

Il padre in seguito tentò varie volte il suicidio.

Seguite Weiwei su Twitter, sperando che presto possa tornare libero. Al momento è ancora incarcerato dopo l’arresto avvenuto domenica 3 aprile per ancora non meglio precisati crimini economici.

Ai Weiwei incarcerato: chi è l’artista che fa paura alla Cina é stato pubblicato su artsblog alle 00:01 di venerdì 08 aprile 2011.

 Ai Weiwei incarcerato: chi è lartista che fa paura alla Cina

 Ai Weiwei incarcerato: chi è lartista che fa paura alla Cina

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 Ai Weiwei incarcerato: chi è lartista che fa paura alla Cina

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Art Dubai 2011

venerdì, 18 marzo 2011
listen it it Art Dubai 2011

Cominciata ieri, fino a sabato 19 marzo 2011 va in scena la quinta edizione di Art Dubai. La location è il resort Madinat Jumeirah, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, uno dei pochi stati del medio-oriente dove non sono scoppiati disordini, dove il turismo, le banche ed i grattacieli continuano a prosperare.

Il direttore artistico della fiera è Antonia Carver, che ha selezionato con il suo team 81 gallerie provenienti da 34 paesi. Rappresentano circa 500 artisti, che lavorano principalmente con pittura, scultura e video animazioni. Per la prima volta sono presenti due gallerie dalla Cina (da Pechino, Liu Ling) e una da Hong Kong.

Affiancata da un ricco programma di presentazioni e performances, quella di Dubai è una fiera in crescita, per il continuo interesse dei piccoli collezionisti. Gli espositori italiani presenti sono la Galleria Continua e Cardi Black Box, tra gli inviati alle conferenze spuntano i nomi di Francesco Vezzoli e Germano Celant.

Art Dubai 2011
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Art Dubai 2011 é stato pubblicato su artsblog alle 08:02 di giovedì 17 marzo 2011.

 Art Dubai 2011

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 Art Dubai 2011

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2011, l’Anno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

domenica, 20 febbraio 2011
listen it it 2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

bae98 Mibac Colosseorosso 2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

Forse non tutti lo sanno, ma il 2011 è l’Anno della Cultura Cinese in Italia. Le celebrazioni si erano aperte nell’ottobre del 2010, con il colosseo che si era vestito di rosso e le lanterne sulla via dei Fori Imperiali.

Nel frattempo, a Prato ed in altre città d’Italia, la scorsa settimana le comunità cinesi hanno festeggiato il loro capodanno con la Danza del dragone nella zona industriale del Macrolotto. Le celebrazioni si sono portate dietro diverse polemiche, perché all’inizio il percorso concordato con le autorità prevedeva il passaggio nel centro storico del capoluogo toscano, ma una modifica dell’ultimo minuto delle autorità a relegato i festeggiamenti all’area della chinatown pratese.

Arriviamo così alle mostre. Questa settimana a Milano si è aperta la Milano Asian Art, sei mostre tra Giappone e Cina, tra cui la Chinese Export Porcelain, che raccoglie opere in porcellana realizzate durante la dinastia cinese Qing.

Sul versante contemporaneo invece, è partita ieri a Milano al Consolato Cinese una mostra itinerante di tre artisti, che toccherà anche Venezia e a Roma. L’artista di maggior rilievo è Li Yaolin, che rivisita le case tradizionali e antichi edifici reali in Cina. Poi c’è la serie di dipinti olio di Yao Jianbo Sogno d’acqua, fiumi, laghi e città e, infine, l’armonia dei colori e l’energia visiva dei dipinti di Zhong Jikun.

Insomma, l’anno della cultura cinese in Italia è iniziato, vi terremo informati.

2011, l’Anno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità
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2011, l’Anno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità é stato pubblicato su artsblog alle 17:11 di venerdì 18 febbraio 2011.

 2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

 2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

 2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità  2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

 2011, lAnno della Cultura Cinese in Italia tra tradizione e contemporaneità

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D7000

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it D7000

Salve, mi sono iscritta da poco…! mi sono informata su tutte le marche di macchine fotografiche, ma alla fine da quello che ho letto e ho potuto constatare, ho deciso di concentrarmi sulla Nikon, perchè risulta la migliore…! Io sono amante delle foto e vorrei cogliere ogni particolarità di un’immagine (la pioggia, un insetto, le gocce d’acqua che sono posate sulle foglie etc, sono alcuni esempi per farvi capire cosa cerco), che purtroppo con la macchina compatta (regalata) che ho adesso fa poco e niente… e mi sta lasciando bb363 21 D7000 ! Se devo spendere, spendo una volta sola e ho un prodotto ottimo, piuttosto che prenderne una scarsa!! Ho visto che è uscita la D7000, e poi la cosa bella che fa i video “saranno di ottima risoluzione, e si sa quanto tempo ha di registrazione o dipende dalla scheda di memoria?forse sì” e poi è molto compatta, rispetto alle altre e mi affascina molto…! cosa ne pensate? e che obbiettivo mi consigliate?? ovviamente non la prenderò adesso, ma tra qualche mese e poi è ottima per me, per cui non ho bisogno di altri nuovi modelli, perchè questa racchiude tutto ciò che mi serve…! un’ ultima cosa, sapete consigliarmi degli ottimi tutorial di fotografia sia su internet, se è possibile gratis, altrimenti anche a pagamento, o anche dei programmi che si possono trovare nelle librerie!
Forse sono molte domande, ma con voi voglio coltivare questa mia passione o meglio hobby!!!
Porgo i miei saluti e ringraziamenti a coloro che mi aiuteranno a decidere la mia futura macchina fotografica e chi mi darò ottimi consigli!!!
Lucia
bb363 smile D7000

Fonte Google News

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Da FD a Nikon

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it Da FD a Nikon

Ciao ragazzi,

mio padre possiede 3 Canon f-1 con un buon set di ottiche ( circa una decina di lenti ) che ci dispiace non poter utilizzare.

Mi son letto tutta la manfrina sul diverso tiraggio e 2 strade possibili :
Anello senza lente : per macro
Anello con lente : bassa qualità altamente sconsigliato.

Fino ad oggi. Ho controllato sul sito di Adriano Lolli e ho visto questa nuova lente :

http://www.adrianololli.com/articolo.asp?ID=2633

158€ . Cosa dite ne vale la pena?

Fonte Google News

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Che tipo di post produzione?

martedì, 21 dicembre 2010
listen it it Che tipo di post produzione?

Sono affascinato da questo tipo di ritratti , come è possibile ottenere questi colori?http://www.nikonclubitalia.com/forum/post-a55415-song-of-universe-ii-by-cikolatali-w.html

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

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Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

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Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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Min.us, condividere immagini facilmente

martedì, 30 novembre 2010
listen it it Min.us, condividere immagini facilmente

266d0 minus Min.us, condividere immagini facilmente

Min.us è un nuovo servizio partito da alcuni mesi che vi consente di condividere immagini in maniera molto semplice.

Tutto quel che dovete fare è trascinare nella finestra del sito i file dal vostro disco e saranno automaticamente caricati. Niente più form da compilare o procedure complicate da seguire. Per fare una prova non è neanche necessario potete prendere semplicemente un’immagine dal vostro desktop. Ovviamente con la registrazione diventa più semplice tenere traccia dei propri upload.

Il nome Minus è stato scelto per enfatizzare la semplicità e minimalismo con cui è stato sviluppato il sito. Il servizio è gratuito ed i costi saranno coperti da annunci pubblicitari testuali. In futuro sarà anche la possibilità di caricare anche altri tipi di file.

Via | Min.us

Min.us, condividere immagini facilmente é stato pubblicato su clickblog alle 12:00 di sabato 27 novembre 2010.

Fonte Google News

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Olympus userà i sensori Kodak?

martedì, 16 novembre 2010
listen it it Olympus userà i sensori Kodak?

d7375 modular Olympus userà i sensori Kodak?

Ci sono voci sempre più insistenti che danno Olympus vicina all’acquisto di sensori Kodak da utilizzare nelle sue prossime evil micro quattro terzi.

Fino ai primi mesi del 2011 l’azienda sarà costretta ad utilizzare solo sensori prodotti da Panasonic, dopodiché sarà libera di firmare un accordo con Kodak. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui non abbiamo visto arrivare una nuova Pen al Photokina.

Il sensore scelto avrà una risoluzione da 16 megapixel e sarà dotato di otturatore elettronico consentendo, quindi, l’eliminazione di quello meccanico. Sembra che nel reparto ricerca e sviluppo di Olympus si stia pensando anche ad un sistema di fotocamera modulare ed una nuovo ipotetico Super4/3 per il quale non ci sono ancora informazioni dettagliate.

Via | 43Rumors

Olympus userà i sensori Kodak? é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di mercoledì 10 novembre 2010.

Fonte Google News

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Archivio Fotografico Imagitaly

mercoledì, 13 ottobre 2010
listen it it Archivio Fotografico Imagitaly

Salve a tutti, inserisco questo annuncio con il benestare del responsabile di questo sito Domenico Addotta.

Sono il responsabile di progetto del nascente archivio fotografico Imagitaly facente capo alla società Imagitaly s.r.l. che intende proporsi con forza ed entusiasmo nel panorama internazionale (punteremo molto su U.S.A., Centro ed Est Europa e Paesi Orientali) come la prima vera banca immagini interamente dedicata all’ Italia e al Made in Italy, sulla sua promozione e valorizzazione in un momento di grande fermento, attraverso fotografie di elevata qualità rappresentative del territorio in tutti i suoi aspetti, dai monumenti all’ artigianato, dai luoghi più famosi a quelli meno conosciuti passando per il food ed il folklore.
I nostri clienti saranno grandi e piccoli editori, agenzie di stampa, enti sul territorio, film commissions regionali, agenzie di grafica, web agency, tour operator, e cosi via;

L’ archivio prevede una copertura abbastanza capillare del territorio con l’ inserimento di un fotografo per regione (per le regioni più grandi ed importanti) ed al massimo uno per due regioni per quelle tipo Abruzzo e Molise.

I fotografi selezionati diverranno partners del progetto e riceveranno una percentuale fissa sugli utili derivanti dalla vendita degli abbonamenti (abbiamo calcolato e stimato che nel primo anno di attività dovremmo venderne circa mille), che saranno di due tipologie:

semestrale ed annuale, ognuno dei quali avrà un limite di downloads possibili e, soprattutto, sarà venduto a prezzi estremamente concorrenziali in relazione alla assoluta eccellenza delle immagini proposte. Il sito dell’ archivio che stiamo sviluppando da quasi due anni con grande profusione di mezzi e fondi e che avrà funzionalità molto avanzate è attualmente sotto indirizzo URL nascosto (sono attualmente presenti circa un migliaio di immagini, a campione, realizzate da me che copro Campania e Basilicata) e sarà reso pubblico solo al momento della presentazione ufficiale del progetto che realizzeremo a Roma alla presenza della stampa internazionale visto e considerato che il Mondo sarà il nostro principale mercato d’azione, e non prima che siano presenti all’ interno dell’ archivio almeno 50/60000 fotografie rappresentative della gran parte del territorio nazionale.

L’indirizzo URL dell’ archivio sarà reso noto per ragioni di riseravtezza solo ai colleghi che si dimostreranno concretamente interessati ad aderire al nostro progetto. Ora, avendo quasi completato lo sviluppo del sito siamo alla ricerca dei fotografi partners per le regioni che risultano ancora scoperte:

Lombardia, Piemonte e VdA, Liguria, Veneto, Trentino e FVG, Emilia Romagna, Umbria e Marche, Abruzzo e Molise, Sardegna, Sicilia;

Siamo quindi alla ricerca di 10 partners che se non proprio professionisti dovranno avvicinarsi molto a tale definizione, dovranno essere già in possesso di un buon archivio del territorio nel quale vivono ed operano o essere disponibili a proporre in tempi ragionevoli un primo campione di almeno 3/4000 foto di alta qualità rappresentative dei luoghi di maggior interesse della regione/i per la quale si presentano. Inutile precisare ancora che le foto dovranno essere al limite dell’ eccellenza e non ci sarà spazio per l’ improvvisazione.

La selezione avverà valutando un campione di 30 immagini scattate dall’ autore nei luoghi in cui vive e per le quali dovrà garantire l’ assoluta autenticità con apposita dichiarazione. Le fotografie dovranno essere inviate nella risoluzione originale ed in formato JPG all’ indirizzo: info@imagitaly.com; insieme alle foto è gradita anche una breve presentazione di se stessi ed un breve curriculum professionale.

Sono ovviamente a vostra disposizione per fornire ogni ulteriore chiarimento.

Antonio Botte
Imagitaly s.r.l.
Ph.: +39 081 3791958
info@imagitaly.com

Fonte Google News

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DropMocks, condividere foto con facilità

venerdì, 1 ottobre 2010
listen it it DropMocks, condividere foto con facilità

eae22 dropmocks DropMocks, condividere foto con facilità

DropMocks è un nuovo servizio per la condivisione delle vostre foto online. È stato creato utilizzando HTML5 e vi consente di caricare le foto semplicemente trascinando le foto nella finestra del browser.

L’interfaccia è minimalista e non richiede di impostare alcun opzione né di creare un account. Le foto saranno visibili a tutti con scorrimento orizzontale. Se poi avete intenzione di guadagnare qualche funzione in più è possibile fare il login con il vostro account google per tenere traccia delle foto caricate.

L’idea e l’implementazione sono ottime, ma per l’upload è necessario utilizzare tecnicamente in pari con le più moderne tecnologie come Firefox 4 o Chrome 6.

Via | DropMocks

DropMocks, condividere foto con facilità é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di giovedì 30 settembre 2010.

Fonte Google News

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