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Tamron 70-300mm f/4-5.6 vs SIGMA 70-300mm f/4-5.6 DG Macro

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Tamron 70 300mm f/4 5.6 vs SIGMA 70 300mm f/4 5.6 DG Macro

Salve a tutti, come da titolo sono molto indeciso tra questi due obiettivi, che per quanto ho capito sono molto simili.
So gia che un 70-300 nikon sarebbe molto meglio, ma il mio budget non è quello.
Sapreste consigliarmi il migliore?
ps: ho una d3100

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‘Sogno compassionevole’, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

 Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

Si rinsalda il legame tra Jean Fabre e la città di Venezia. Dopo i laboratori tenuti lo scorso marzo, da mercoledì 1 giugno 2011, in concomitanza con la Biennale, l’artista fiammingo presenterà cinque nuove sculture di grandi dimensioni presso la Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia.

Tra le opere, sta facendo parlare molto di sé una personale rilettura della Pietà di Michelangelo, che Fabre ha intitolato Sogno compassionevole (Pietà V). Cristo è raffigurato con il volto dell’artista e la Madonna ha quello di un teschio. Si tratta, per lo scultore, di un’opera performativa, in cui sulla scena sono rappresentate le sensazioni di una madre che vuole sostituirsi al figlio morto.

La fruizione delle sculture avverrà attraverso un rituale particolare. Gli spettatori si dovranno togliere le scarpe e, muniti di un paio di pantofole fornite dall’artista, potranno salire sulla pedana-palcoscenico ed immergersi nella visione.

Aspettando dunque che qualcuno di noi o di voi ci vada… che ne pensate?

Jean Fabre Venezia
 Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

‘Sogno compassionevole’, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo é stato pubblicato su artsblog alle 18:50 di lunedì 23 maggio 2011.

 Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo
 Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

 Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo  Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

 Sogno compassionevole, Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

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Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

765f4 ve1.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

Iniziamo la settimana con una densa intervista a Eleonora Oreggia, aka xname.

Forse qualcuno di voi si ricorda di lei e del lavoro che abbiamo conosciuto circa un anno fa, Virtual Entity. Lo spunto iniziale dell’intervista nasce ancora da lì: a marzo, nel corso della mostra “Remix the World! Reinvent Reality” opitata dalla Furtherfield Gallery (Londra), Virtual Entity è stata presentata per la prima volta sotto forma di un’installazione, ma sono tante le novità strutturali aportate al progetto, da una web app fino all’ifovisualizzazione delle diverse sostanze che compongono la Ve. Per questo ho chiesto a Eleonora raccontarcele.

Il nostro dialoo online è proseguito toccando due nuovi progetti che Eleonora ha appena concluso: “Noise_Objects”, frutto di una residenza artistica presso Acess Space (Sheffield) e “FlavourCollider”, realizzato in collaborazione con l’artista ed ipnotista ispano-britannico Marcos Lutyens e presentato per la prima volta al Festival Future Everything (Manchester).

Come avete notato, tanta Inghilterra. Eleonora si è infatti trasferita a Londra dove attualmene vive e lavora. L’ultima domanda, quasi inevitabile, riguarda la questa “migrazione” e la possibilità concreta di portare avanti i suoi progetti qui in Italia. La cosidetta “fuga di cervelli” è fenomeno cronico e ben codificato della penisola su cui vale sempre la pena riflettere e soffermarsi, e ringrazio Eleonora per avermi risposto preferendo a facili retoriche il racconto della sua esperienza diretta.

Buona lettura.

Eleonora Oreggia: Virtual Entity & Noise_Objects
765f4 thn ve1.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn database of souls.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve3.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)765f4 thn ve2.resized Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

- Ho pubblicato una tua intervista il 15 febbraio 2010. A distanza di poco piu’ di un anno eccoci di nuovo a parlare della tua Ve (Virtual Entity). Il progetto continua e se non sbaglio è la prima volta che lo presenti sotto forma di installazione. Prima di tutto: ci racconti l’installazione?

L’installazione è organizzata in forma di trittico: al centro, proiettata sul pavimento, SOUL, l’applicazione a linea di comando che permette di creare anime di files in rete o in locale. A destra la visualizzazione del database di anime in tempo reale realizzata in Fluxus (live coding software) da Gabor Papp, programmatore e artista Ungherese. A sinistra la prima versione di SOULS, la web application utilizzabile direttamente dal browser, scritta da Antonios Galanopoulos.

Tre immagini accompagnano il lavoro: il poster centrale, di maggiore dimensione rispetto agli altri, rappresenta un testo costruito combinando caratteri presi da una rivista inglese degli anni ‘50 (objet trouvé) che, ricordando una lettera minatoria in stile Sex Pistols, invita il visitatore a creare l’anima di un file.

A destra la Cosmogonia raffigura una similitudine tra la fisica Aristotelica, che descrive il mondo sublunare come costituito da cerchi concentrici con al centro l’elemento più pesante ed alla periferia quello più leggero, e il mondo digitale, cosicché le sostanze della rete (testo, suono, immagine, video) sono poste in relazione di similitudine e specularità con i quattro elementi fuoco, aria, acqua, terra. Il software e’ invece paragonato all’Etere, il quinto elemento, quello leggero, divino ed immutabile, capace di creare, distruggere e ricombinare tutte le altre sostanze.

A sinistra le relazioni tra anima, aura, metadata ed entità sono simboleggiate tramite la rielaborazione di un’immagine che rappresenta i legami chimici di una molecola.
http://virtualentity.org

- Web app e infovisualizzazione: sono altre due novità che hai sperimentato nella mostra. Ce le descrivi?

La Web App utilizza Django, un framework in Python per lo sviluppo di applicazioni web, ed e’ la versione ‘user-friendly’ dell’applicazione a linea di comando.

La visualizzazione raffigura invece un universo parallelo a tre dimensioni in cui sfere di colore e dimensioni diverse rappresentano le anime delle varie sostanze: le sfere bianche sono anime di testo, quelle rosse rappresentano il video, le blu il suono, e quelle lilla le immagini. Le sfere più luminose sono quelle che hanno molti alias, ovvero quelle il cui file esiste in diversi formati (es, .mov, .ogg e .mp4 per il video).

La dimensione delle sfere indica il numero di relazioni genetiche: un’enorme sfera è un po’ come un vecchio e grasso nonno dalla progenie numerosa.

Lo spazio trasparente attorno all’anima rappresenta invece l’aura che può anch’essa crescere smisuratamente a seconda di quante annotazioni vi vengono scritte. Infine le relazioni sono rappresentate da linee che congiungono queste sfere: la linea continua e’ una relazione semantica, mentre la linea spezzata (o filamentosa) è una relazione genetica, dove dall’ancestor (antenato) il vettore punta verso il discendente.

- Come pensi si svilupperanno nel futuro? Altre novità in cantiere?

L’universo di anime ha la possibilità di crescere ed espandersi proprio come il nostro universo, e vi sono stelle e pianeti e galassie, o, in termini meno poetici, grafi. In questo modo il viaggio nella rete può tornare ad essere una specie di naufragio, e quali saranno allora i ‘messaggi nella bottiglia’ che vi si potranno leggere e scrivere? Navigando verso un’anima, ed entrando nella sua ‘atmosfera’, il testo contenuto nell’aura prima, quello nell’anima poi, si dispiegheranno nel cielo.

Inoltre il sistema non e’ statico: entità che hanno relazioni tra loro tendono a muoversi una verso l’altra, e ci suono due tipi di movimento che influenzano questo universo, il movimento genetico e quello semantico. Dunque i grafi tendono a raggrupparsi, e la loro disposizione nello spazio potrà forse un giorno, come l’immagine di un rebus composta da puntini, raccontarci una storia che, sebbene di fronte ai nostri occhi, non avevamo ancora visto.

- Subito dopo la mostra hai iniziato una nuova residenza: ce ne parli? Di che si tratta?

A Sheffield, capitale dell’acciaio e della musica elettronica, ho trascorso una residenza di tre settimane ad ‘Access Space’, un progetto comunitario commistione tra galleria d’arte, hacklab e centro di integrazione sociale.
Il progetto, che connette hacking e street art, noise music ed arte povera, è chiamato “Noise_Objects”, e consiste in una serie di sculture fatte di materiale di riciclo e micro componenti elettroniche che gli permettono, quando attivati da pannelli solari, di compiere azioni dalla valenza più semantica che tecnologica, ovviamente a seconda delle condizioni metereologiche. Il progetto elabora il concetto di scarto nella società industriale, teorizzando una presa di coscienza dei rifiuti stessi verso un processo che stimoli l’immaginazione: creando macchine ‘inutili’ fatte di spazzatura, e dandogli potere enunciativo, ovvero: permettendogli di parlare, gli si da la possibilità di aprire un dialogo con noi umani affinché ci inducano a riflettere sul nostro operato, svelando alcuni dei meccanismi nascosti in questa società.

Le sculture sono complete quando vengono inserite nello spazio pubblico urbano ed iniziano un loro processo di adattamento, un’esistenza per sé o in relazione a piccioni, gatti randagi e passanti distratti.

La maggior parte delle sculture sono scomparse dopo pochi giorni, dunque restano il gusto innocente dell’effimero, la documentazione ed un velo di mistero: che fine hanno fatto i Noise_Objects in public space?

http://noise.hotglue.me

- E adesso?

Al momento sto lavorando a “FlavourCollider”, una collaborazione con Marcos Lutyens, artista ed ipnotista ispano-britannico.
Indossando cuffie che detettano gli stati del cervello (i mindwave sets realizzati da Neurowsky), i visitatori dell’Absolute Vodka bar potranno influenzare un’immagine in movimento proiettata su quattro schermi adiacenti. Il software che genera questa animazione video in tempo reale esplora in un iperspazio autonomo determinati modelli matematici alla ricerca di comportamenti emergenti che si possano definire interessanti (life-alike, alife). Questa e’ un’elaborazione del modello ‘cellular automata’ creata da Claude Heiland-Allen, autore appunto di RDEX (reaction-diffusion explorer). Le variazioni dei livelli di attenzione (ovvero di elettricita’) nel cervello durante il processo di degustazione delle bevande influenzeranno l’evoluzione di questo mondo parallelo.
Questo progetto è stato esposto per la prima volta a Manchester al Future Everything festival dall’11 al 14 Maggio.

http://futureeverything.org/art/marcos-luytens-absolut-flavourcollider/
http://rdex.goto10.org/

- Ti sei trasferita recentemente a Londra: potresti svolgere il tuo lavoro in Italia? Ce ne sono le condizioni?

In verità non saprei, prima di vivere a Londra ho abitato in Olanda per sette anni e per un breve periodo in Belgio, dunque la mia figura professionale, come artista e ricercatrice, si è formata direttamente al di là delle Alpi. Ho trascorso qualche mese nella mia città d’origine, Milano, nel periodo di transizione tra Olanda ed Inghilterra tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Devo ammettere che è stato tanto difficile quanto interessante. Inizialmente non potevo fare a meno di notare mille piccoli dettagli che mi facevano sembrare il paese in piena rovina, dai corpi femminili e vuoti, con sorrisi robotici e denti bianchissimi, spalmati su enormi cartelloni nelle strade, fino a ironiche e quasi iconiche immagini di un verde inesistente alla periferia Nord Ovest della città, dove, ad esempio, un metro quadrato di rifiuti urbani lo scorso anno sfoggiava un cartello pubblicitario che reclamava: “Questo verde e’ curato da Bayer e dal Comune di Milano”. Certo, dopo anni in un posto come Amsterdam in cui è normale che il cittadino si prenda cura del verde pubblico piantando fiori e piante nelle aiuole della città, una scritta così, accanto ad una pianta morta ed un cumulo di spazzatura, non può che far pensare.
Dal punto di vista del lavoro quei mesi sono stati scoraggianti: ho avuto l’impressione ci fosse più competizione che collaborazione, e poi difficoltà a trovare ingaggi, tempi lunghissimi per farsi pagare, un mondo lavorativo dominato da una mentalità maschile e da tutta una serie di stereotipi che non lasciano molto spazio alla libertà di espressione. In pratica la mia impressione è stata che in Italia un giovane, al giorno d’oggi, se non ha alle spalle una famiglia che gli permette di avere una casa di proprietà e possibilmente una rendita che gli permette di vivere e lavorare pressoché gratuitamente, ha veramente poche possibilità di poter sviluppare in maniera libera la propria professione, specialmente se questa implica una occupazione artistica, creativa o intellettuale.
Non ci vedo molta democrazia in questo, in uno stato in cui la possibilita’ di successo ti viene data piu’ dal bagaglio – e dall’abbienza – familiare, che non dalla tenacia e dal talento, ed in cui lo stato non ti offre alcuna sicurezza sociale.

Per quanto straniera e “migrante”, una volta stabilitami a Londra, che pure è gravemente colpita dalla recessione, le cose mi sono sembrate più semplici e naturali, e mi sono trovata davanti a possibilità che altrimenti non avrei avuto, anche se devo ammettere che, come tutti ben sappiamo sa di sale lo pane altrui.

Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname) é stato pubblicato su artsblog alle 18:27 di lunedì 23 maggio 2011.

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)
 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

 Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)  Da Virtual Entity a FlavourCollider, intervista a Eleonora Oreggia (aka xname)

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Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

lunedì, 23 maggio 2011
listen it it Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

15895 cinadipintodiviso2 Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

Noi italiani, di opere d’arte frammentate e divise in giro per il mondo, ne sappiamo qualcosa. Ma questa volta il protagonista è un dipinto cinese realizzato tra il 1347 e il 1350 (660 anni fa) da Huang Gongwang. Si tratta di un paesaggio intitolato “Abitare sui monti Fuchun” che accidentalmente venne diviso circa 300 anni fa.

Agli inizi di maggio un pezzo del dipinto è partito da est, dalla provincia di Zhejiang, diretto a Pechino per la prima tappa del suo viaggio. Arrivato in questi giorni al Taipei Museum, incontrerà la sua “dolce metà” e saranno esposti dal 1 giugno 2011. Si tratta di un vero capolavoro nella tradizione pittorica cinese, una delle poche opere superstito do Huang. Basti pensare che è il solo frammento proveniente da Zhejiang stato assicurato per 130 milioni di euro.

La riunificazione tra i due pezzi è anche un grande passo in avanti a livello comunicativo e culturale, per la riunificazione tra Taiwan e Cina.

Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan é stato pubblicato su artsblog alle 17:12 di lunedì 23 maggio 2011.

 Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan
 Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

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Fotografi per il nucleare fra Roma e Milano [Nuclear Anxity]

domenica, 22 maggio 2011
listen it it Fotografi per il nucleare fra Roma e Milano [Nuclear Anxity]

Per la nostra domenica nucleare, questo pomeriggio parliamo di fotografia, con due mostre diverse che partono dalla stessa spinta.

A Roma, dal 25 maggio l’assoiazione Seven Cults, in collaborazione con la Provincia, inaugura la mostra “La Notte di Chernobyl“: un modo per riflettere sull’ambiente e sui nostri modelli di produzione e consumo, a partire dal disastro bielorusso di 25 anni fa per arrivare ai nostri giorni con Fukushima. Fra i fotografi che esporranno ricordiamo Joao Rachena, Mads Eneqvist, Marco Bulgarelli ed Emiliano Bartolucci. Alla realizzazione della iniziativa contribuiscea anche la rivista “Loop”, che già negli anni scorsi ha avviato progeti in sostegno dei bambini ucraini. La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta fio al 6 giugno prossimo.

Ma Milano, sempre il 26 maggio, la mostra KOKORO è invece un’iniziativa a fini benefici a cui molti fotografi hanno donato i loro scatti: tutto il ricavato sarà infati devoluto a sostegno delle vittime dello tzunami in Giappone. KOKORO è ospitata dalla galleria Camera 16, con l patrocinio del Consolato Generale del Giappone: fra i fotografi che hanno sostenuto l’iniziativa presenti anche Shoot4Change con i loro scatti.

Fotografi per il nucleare fra Roma e Milano [Nuclear Anxity] é stato pubblicato su artsblog alle 17:32 di domenica 22 maggio 2011.

 Fotografi per il nucleare fra Roma e Milano [Nuclear Anxity]
 Fotografi per il nucleare fra Roma e Milano [Nuclear Anxity]

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Che profilo colore impostare su Imac 27?

domenica, 22 maggio 2011
listen it it Che profilo colore impostare su Imac 27?

Salve ragazzi, ho un quesito da porvi 589e8 birgits scratch Che profilo colore impostare su Imac 27?
Da qualche giorno mi son fatto un regalino, mi son fatto un imac con lo schermo da 27′ il base con il nuovo processore i5 quad-core.
Una macchina da guerra con uno schermo da paura, l’unico neo è che essendo con una risoluzione 2560×1440 tutto è un po più piccolo…..
Ora vi chedo, che tipo di profilo colore devo impostare per un utilizzo fotografico???
Queste le tre opzioni

Adobe RGB ( 1998 )

Profilo RGB Generico

sRGB IEC61966-2.1

Chiaramente le ho provate e cambia un bel po da profilo a profilo, quale mi consigliate??
Grazie, buon we intanto!!

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Ho fatto la pazzia

domenica, 22 maggio 2011
listen it it Ho fatto la pazzia

Ciao a tutti, oggi ho notato sul sito amazon.it il sigma 70-200f2.8 HSM OS (stabilizzato avete letto bene) a 769€ e l’ho preso trainato da un insano sentimento dato che ho sempre sognato questo obiettivo considerando il costo inarrivabile del nikon e la mia decisa posizione sul fatto che i tele li voglio stabilizzati.

Il punto è ho il nikon 70-300VR ne vale veramente la pena? (considerate che venderei il nikon)

Una buona domenica a tutti…

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AIUTO! 35-70 2.8 usato…qualche prova per vedere se ha difetti

sabato, 21 maggio 2011
listen it it AIUTO! 35 70 2.8 usato...qualche prova per vedere se ha difetti

ciao ragazzi

ho trovato questo obiettivo(35-70 2.8) usato apparentemente in buono stato.

Ho la possibilità di “giocarci” in mattinata prima di fare l’acquisto.

Visto che è una bella spesuccia e il negoziante mi da la possibilità di provarlo finchè son stufo, che scatti di prova posso fare per vedere se ha difetti strani?(opacità,vignettatura,polvere,lenti graffiate,messa a fuoco)Magari poi le foto me le guardo anche al pc.

Grazzzzzie!! 5fb04 biggrin AIUTO! 35 70 2.8 usato...qualche prova per vedere se ha difetti

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Da Analigica a Digitale

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Da Analigica a Digitale

Ciao Ragazzi sono nuovo di queste parti, uso una Praktica analogica da un paio di anni, un lascito del mio povero nonno, siccome per lavoro l’analogica risulta obsoleta, per via dei tempi di sviluppo e della scansione dopo, ho sempre usato un paio di compatte digitali per poi mettere sul mio sito le immagini, ora pero’ comprendo che in fin dei conti, la foto ad un’opera o un prodotto è tutto per internet…è un pò la confezione del prodotto stesso.

Non avendo grosse disponibilità economiche attualmente, (diciamo che meno spendo meglio è, per ora posso stare sui 600 Euro) mi sono guardato in giro per cercare una reflex digitale che non mi facesse accendere mutui, e che magari con qualche adattatore mi desse la possibilità di usare gli obbiettivi che ho a disposizione…….la faccio breve…..

Ho visto che per le economiche, la D3100 come prezzo mi va bene, non mi frega molto dei video ma c’e', anche la 3000 andava bene, ma per spendere 100 euro meno a questo punto meglio avere qualche mpx in più.

Ditemi se è vero che esistono degli adattatori per gli obbiettivi più anziani perchè io non ne ho trovati, che non abbiano l’autofocus, chissene frega, non è bello smanettare…..?

E poi se secondo voi, il passaggio a questo punto ne vale la pena.
Grazie a tutti da subito

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Software principiante

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Software principiante

Buongiorno, sono nuovo del Forum e quindi mi presento.
Dopo qualche anno con una Nikon F80 a pellicola sono passato alla D80. Ho un 50 1.8, un 20 2.8 e il 18-55 ereditati dalla macchina a pellicola. Amo fare foto street e in viaggio.

Una volta tornato a casa, però scopro che una foto è un po’ troppo buia, un’altra ha troppa luce in un punto, una è storta, un’altra andrebbe croppata…

Chiedo a voi esperti due consigli, di cui sicuramente si sarà parlato nel forum, ma se vado a caccia di risposte con la funzione “cerca” mi perdo perchè sono proprio al giorno zero del digitale.
1- meglio scattare in raw o jpeg?
2- che software usare? vedo decine di nomi da Photoshop a Gimp, da Ligtbox a Capture… Per dare una sistematina alle mie immagini quale devo usare?

Mille grazie a chi mi vorrà dare una mano

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In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra

sabato, 21 maggio 2011
listen it it In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra

Secondo lo speaker di Al Jazeera che presenta il video nel servizio qui sopra, le figure dello Zodiaco cinese realizzate da Ai Weiwei a Londra alla Somerset House, rappresentano la pazienza e il sacrificio.

Katie Hill, esperta d’arte contemporanea cinese, sostiene che dietro l’operazione ci sia una critica nei confronti del comportamento dell’Occidente verso la Cina, quasi a sottolineare tutta la violenza utilizzata negli ultimi secoli.

Nel video si fa riferimento anche all’installazione dedicata a Weiwei da Anish Kapoor al Grand Palais di Parigi, di cui vi parleremo presto.

In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra é stato pubblicato su artsblog alle 18:31 di venerdì 20 maggio 2011.

 In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra

 In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra

 In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra  In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra

 In un video le sculture di Ai Weiwei alla Somerset House di Londra

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Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

sabato, 21 maggio 2011
listen it it Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

93fc9 sculturepixellegno Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

Shawn Smith è un artista di Dallas classe 1972, il suo lavoro è una continua tensione tra il mondo digitale e quello reale. E soprattutto gli preme la percezione che abbiamo della natura attraverso la tecnologia, perchè quando noi vediamo la natura in uno schermo, in realtà stiamo vedendo tanti pixel che la riproducono.

Di solito Smith individua le immagini di animali e oggetti naturali in internet e poi li ricrea attraverso le sue sculture tridimensionali, il nome di queste produzioni è infatti “Re-Things”; attraverso la riproduzione di pixel in tre dimensioni, si può finalmente captare l’identità del soggetto.

Attraverso la pixelizzazione il colore viene distillato e certe componenti infinitesimali si perdono, contribuendo così a definire un immagine vagamente astratta; il processo di costruzione diventa allora una sorta di alchimia in cui i materiali di recupero definiscono l’immagine, casella dopo casella, interpretati dal lavoro manuale dell’artista.

Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith é stato pubblicato su artsblog alle 08:30 di venerdì 20 maggio 2011.

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith  Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

 Le sculture in particelle di legno di Shawn Smith

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