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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

lunedì, 9 novembre 2009

Prof.Angelo Meduri

 

    La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche , cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi sono:

  1. Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;
  2. Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;
  3. Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;
  4. Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.

Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’ (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’ ben inquadrata ed esposta. Ogni monta solo obiettivi della stessa marca (come , , Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della , l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.

  1. Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;
  2. Coma,  cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;
  3. Astigmatismo, ossia puntiformi allungate come segmenti;
  4. Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi  delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;
  5. Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;
  6. Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;
  7. Curvatura di campo, ossia formazione dell’ su una superficie curva, invece che sul piano focale.

Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come o ad esempio, minimizzano tali difetti.

Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm.

Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm.

 

   La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della , poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato APS-C.

    Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo.  Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle non è sempre uguale.

    Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.

    Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della , come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo di 35mm.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo di 35mm.

    Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto  diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.

    Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Torre Ruggero con obiettivo di 20mm.

Torre Ruggero con obiettivo di 20mm.

    Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti.  Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.

     Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104°  includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.

    Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

    Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio- al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.

    Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.

    L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.

    Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.

    Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.

    La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.

    Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di  un’ottica professionale di alte prestazioni.

La Luna con 2000mm di focale.

La Luna con 2000mm di focale.

  

  Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle , annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.

    Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.

    Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.

    Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.

    Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.

    Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Stretto di Messina con zoom standard.

Stretto di Messina con zoom standard.

  

  Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.

    Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.

    I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Rosa con obiettivo macro 105mm.

Rosa con obiettivo macro 105mm.

    Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.

    In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere perfette.

    Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento.  Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali , con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.

    In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.

Tabella delle focali.

Campo in gradi Formato 24×36  Formato DX(la focale si moltiplica per 1,5 volte) Formato (1,6 volte)
180° fisheye circ. 8mm 4.5mm 4.5mm
122°  grandangolo 12 8 7.5
114° grandangolo 14 9 8.5
110° grandangolo 15 10 9
180° fisheye diag. 16 10.5 10
104° grandangolo 17 11 10
100° grandangolo 18 12 11
94°  grandangolo 20 13 12.5
84°  grandangolo 24 16 15
75°  grandangolo 28 19 17.5
63°  grandangolo 35 23 22
46°  standard 50 33 31
34°  tele 70 47 44
28°  tele 85 57 53
23°  tele 105 70 66
18°  tele 135 90 84
12°  tele 200 133 125
8°     tele 300 200 187.5
6°     tele 400 267 250
5°     tele 500 333 312.5
4°     tele 600 400 375
3°     tele 800 533 500
2.5° tele 1000 667 625
2°     tele 1200 800 750
1.2° tele 2000 1333 1250
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CANON DAY DOMENICA 11 OTTOBRE 2009 (www.otticauniversitaria.it)

domenica, 27 settembre 2009

Gentile iscritto,
domenica 11 ottobre 2009 Ottica Universitaria organizza insieme a noi e a a Italia s.p.a. un Day!L’evento, che si svolgerà presso l’hotel Best Western sito accanto alla sede di Ottica Universitaria, ci darà l’occasione di assistere ad un presentazione dei nuovi prodotti di questo marchio fotografico straordinario nonché di toccare con mano le nuove fotocamere digitali per il touch and try e per scattare qualche foto sul momento. Sarà infatti allestito per l’occasione un piccolo set fotografico per dare sfogo alla nostra passione.
Vi è inoltre la possibilità di portare con noi memory card per rivedere a casa i risultati delle nostre prove.
Nei giorni successivi sarà possibile stampare presso Ottica Universitaria alcune foto senza alcun costo fino ad un massimo di 10-15 scatti ognuno.Sono previsti infine gadget .Alleghiamo invito e modulo di adesione. E’ possibile scaricare i predetti documenti su www.otticauniversitaria.it.
Ti aspettiamo!

Modulo di adesione+invito-DEF

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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

venerdì, 28 agosto 2009
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Da NIKON arriva la prima compatta digitale al mondo dotata di proiettore integrato, la Coolpix S1000pj – www.reflex.it

sabato, 8 agosto 2009

dbaf6aa1cf00b36ac103a9159ffe736e Da NIKON arriva la prima compatta digitale al mondo dotata di proiettore integrato, la Coolpix S1000pj    www.reflex.it Da NIKON arriva la prima compatta digitale al mondo dotata di proiettore integrato, la Coolpix S1000pj (foto). Oltre al display LCD TFT da 2,7 pollici, infatti, questa nuova permette di rivedere le foto in dimensioni che vanno dai 13 ai 104cm su schermi, pareti o su un muro in mezzo alla strada. Inoltre, in dotazione anche un telecomando per gestire la proiezione delle fotografie, ma anche per gestire la in fase di ripresa. Al suo intero c’è anche un sensore da 12,1 milioni di , processore Expeed e completa il tutto l’obiettivo Nikkor 5x. Sempre per la serie S in arrivo anche la S70, caratterizzata da un ampio schermo OLED touchscreen da 3,5 pollici (foto), da cui grazie alla funzione “tocca e scatta” la con un solo tocco la in automatico mette a fuoco e scatta la . La S70 è equipaggiata con un sensore da 12,1 megapixel, da uno zoom grandangolare 5x e offre ripreso video in alta definizione. Altra novità interessante, sempre per la gamma Style è la S640, una veloce che si attiva in pochissimo tempo e offre una velocità di autofocus incredibile per una compatta, infatti il motore dell’autofocus è lo stesso della D40. La S640 ha una risoluzione da 12 megapixel e zoom Nikkor 5x, processore d’ Expeed e display da 2,7 pollici. Infine, in arrivo anche la Coolpix S570, una compatta digitale per tutti, facile da usare grazie alla modalità Scene Auto che sceglie automaticamente la funzione più appropriata all’occasione. Al suo interno c’è un sensore da 12 milioni di e zoom 5x.

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Nikon presenta la D300s e la D3000 – www.reflex.it

sabato, 8 agosto 2009

5da37fab0087cf37b24f5e14f42a27d2 Nikon presenta la D300s e la D3000   www.reflex.it mostra di credere molto alla funzione video nelle sue digitali. Infatti, dopo la D90 e la D5000 ecco una nuova versione della di classe media D300 che guadagna, oltre alla lettera “s” nella sigla, la possibilità di effettuare filmati in formato HD 720p e non solo. In occasione del rinnovo della D300, infatti, il produttore giapponese ha rivisto anche altri dettagli della tra cui la velocità di scatto in sequenza che è ora di 7 fotogrammi al secondo (8 con lo speciale Multi Power Pack) e la possibilità dello scatto silenzioso Quiet Drive molto apprezzata in ambienti ove i rumori dell’apparecchio possono disturbare il soggetto. La nuova Nikon D300s vede anche la presenza di due slot per schede di memoria, una di formato CompactFlash e l’altra SD, utilizzabili sia in contemporanea per registrare una copia di backup o in formato diverso sia separatamente. Rinnovati anche alcuni comandi e funzioni; presente ad esempio una funzione Info semplificata che consente di regolare rapidamente i parametri di ripresa così come la possibilità di visualizzare, nel display, una livella elettronica durante la funzione video. L’otturatore è testato per 150.000 cicli, mentre il corpo è impermeabilizzato. L’apparecchio è dotato inoltre di ingressi per microfono stereo e di possibilità di editare in modo semplice, i filmati ripresi, direttamente nell’apparecchio. Rimangono tutte le altre caratteristiche della precedente D300 a cominciare dal sensore da 12 megapixel formato Aps-C e dal processore d’ Expeed.
Insieme alla D300s la ha presentato anche una nuova digitale di fascia economica che si chiama D3000 e rappresenta il nuovo biglietto di ingresso nel mondo . Il nuovo apparecchio che sostituisce la D60, offre una sensore da 10 megapixel e diverse caratteristiche provenienti dai modelli superiori come ad esempio il processore d’ Expeed ed il sistema autofocus ad 11 punti già adottato nella D5000 e nella D90; inoltre l’apparecchio è dotato di display da tre pollici e funzioni facilitare tra cui una modalità guidata per chi ha meno esperienza con le fotocamere . Avrà, a detta di , un prezzo estremamente competitivo.

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Offerte Nikon e Offerte Canon Estate 2009

venerdì, 24 luglio 2009

Gentili Iscritti al NikonClub e al CanonClub,
in occasione del periodo estivo www.otticauniversitaria.it propone solo a Voi la seguente offerta.
Per ogni acquisto di fotocamere digitali di importo superiore ai 500 euro riceverete in OMAGGIO una borsa fotografica e 200 stampe digitali 10×15 da stampare al rientro dalle vacanze.

Di seguito si riportano, a titolo esemplificativo, alcune delle offerte solo a Voi riservate:
EOS 500D kit 18/55is 839,00 euro;
D90 Kit 18/55 929,00 euro;
D300 Body 1.249,00 euro;
D700 Body 2175,00 euro.

IL TUTTO FINANZIABILE A TASSO ZERO!!!!

Un cordiale saluto e BUONE VACANZE A TUTTI.

www.otticauniversitaria.it

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Onore al Kodachrome – www.reflex.it

mercoledì, 24 giugno 2009

241429d42b3bd6ee246024b7c6d49dcb Onore al Kodachrome   www.reflex.it La storia si chiude. Da molti anni ormai la Kodak aveva mostrato l’intenzione di terminare la produzione della pellicola per diapositive a colori Kodachrome in vendita dal 1935. Ma le poteste degli utenti (e dei non utenti) l’avevano indotta a tenere in vita una piccola produzione le cui scorte si esauriranno nei prossimi mesi. Oltre al crollo delle vendite dovuto a nuove emulsioni e poi al digitale, la crisi del Kodachrome è dovuta alla scomparsa del cinema a passo ridotto (Super-8), poi alla difficoltà di reperire alcuni componenti chimici, all’aumento del costo degli stessi. Dal punto di vista pratico all’aumento del costo della pellicola, arrivato fino a 25 dollari, è corrisposta la quasi scomparsa dei laboratori in grado di trattarla. Oggi solo la ditta Dwayne’s nel Kansas, è in grado di eseguire il trattamento. Inventata da due musicisti, Leopold Mannes e Leopold Godowsky (foto nella home) con l’hobby della chimica, è stata la pellicola che più ha segnato la storia della a cominciare dalla foto dell’incidente del dirigibile Hindemburg nel 1937, l’unica a colori. Per l’occasione Kodak ha creato una galleria di famose dedicata alla pellicola nel suo sito ove saranno realizzati podcast dei fotografi Steve McCurry e Peter Guttman.

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Torna la PEN, ma digitale – www.reflex.it

mercoledì, 24 giugno 2009

2cdb404c4591210348c0cf610f0f5fb7 Torna la PEN, ma digitale   www.reflex.it Rivoluzione annunciata in casa Olympus. Il prototipo della digitale Micro Quattro Terzi visto alla scorsa Photokina di Colonia e poi al Photoshow di Milano, diventa realtà. Per l’occasione la Olympus rispolvera il mitico nome Pen che, cinquanta anni fa identificava gli apparecchi mezzo formato della casa giapponese, e compatte dalle dimensioni contenute e dalle prestazioni eccellenti. La nuova digitale si chiama Pen E-P1 ed offre, nelle dimensioni di una compatta, le prestazioni di una ad ottica intercambiabile. L’aspetto del corpo macchina è improntato ad un design tradizionalista mentre il contenuto tecnologico è di prim’ordine, a cominciare dal sensore LiveMOS da 12 megapixel, al processore d’ TruePic V, allo stabilizzatore IS, alla completa dotazione di funzioni di controllo dell’ compresi i filtri digitali Art Filter. A tutto questo si aggiunge la funzione video HD con audio in qualità PCM, la bolla elettronica, la tecnologia Face Detection ed il riconoscimento automatico della scena ripresa. Manca l’oculare mentre il display posteriore che funziona anche come mirino è un HyperCrystal con diagonale di tre pollici; come accessori è disponibile un mirino ottico esterno. L’innesto obiettivi Micro Quattro Terzi accetta anche, tramite un adattatore da acquistare a parte, gli obiettivi per il formato Quattro Terzi. Insieme all’apparecchio sono state presentate due nuove ottiche disegnate apposta per questa , un 17mm f/2,8 Pancake, e quindi ultrapiatto, ed uno zoom 14-42mm f/3,5-5,6. La nuova digitale Olympus Pen E-P1 è disponibile in finitura nera, silver o bianca a partire dal mese prossimo.

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Concorso “Il Paese e le sue Forze Armate” – www.reflex.it

mercoledì, 24 giugno 2009

4b1566a37d86c5edbe0c3e5682cabc1d Concorso Il Paese e le sue Forze Armate   www.reflex.it Il Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore della Difesa, con la collaborazione di Nital S.p.A. e , in occasione della Festa della Repubblica Italiana del 2 giugno, hanno bandito una gara fotografica a premi dal titolo “Il Paese e le sue Forze Armate in una foto”. Il tema della gara rispetto alle precedenti edizioni, è stato ampliato per permettere a tutti di partecipare ed esprimere al meglio la propria creatività fotografica aldilà del giorno della Festa della Repubblica. Il soggetto dovrà essere comunque ispirato all’Italia ed alla sua componente militare. La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti i fotografi non professionisti di qualsiasi età o nazionalità. Sono previsti tre vincitori cui sarà assegnata una copia del libro “, teoria e pratica della ” di Giulio Forti ed una targa di riconoscimento dello Stato Maggiore della Difesa. L’invio della (una per concorrente) deve essere effettuato online entro le ore 23.59 del 30 settembre 2009. La selezione delle fotografie sarà effettuata entro il 15 ottobre 2009, mentre la loro pubblicazione avverrà il 30 ottobre 2009. Data prevista della comunicazione e pubblicazione online delle fotografie vincitrici: entro il 15 novembre 2009. Il regolamento con tutte le necessarie informazioni è disponibile sul sito del Ministero della Difesa.

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Premio Arte Laguna, il futuro dell’arte fotografica

martedì, 23 giugno 2009

Visitate il portale www.premioartelaguna.it per scoprire tutte le novità e per potervi iscrivere al Premio Laguna 2009, il concorso che sta rivoluzionando l’approccio verso l’ contemporanea, dando uno sguardo originale e inedito sulle opere della nuova generazione di giovani artisti, i “maestri” di domani. La 4a edizione si apre con importanti novità e prospettive di ampio respiro, che rendono questo concorso uno stimolante scenario aperto al futuro dell’.

Studio Laguna e l’Associazione Culturale MoCA hanno aperto ufficialmente le iscrizioni alla quarta edizione del Premio Internazionale Laguna, patrocinato tra gli altri dal Ministero degli Esteri, dalla Regione del Veneto, dall’Istituto Europeo di Design, e da , un premio che, a partire dalle proprie origini nel 2006, è in costante evoluzione verso l’internazionalità, ma che continua a credere nelle proprie origini e fondamenti: la forte identità veneziana e la propensione verso le espressioni artistiche giovani, innovative, in grado di spronare il mondo dell’, dando nuova linfa al panorama mondiale e dando voce alle “new generations” che attendono solo di farsi scoprire.

Il Premio Laguna si suddivide – come nelle precedenti edizioni – in tre sezioni: Pittura, Scultura e Fotografica, ognuna delle quali presieduta da un quotato critico e curatore italiano. Una giuria volutamente giovane e aperta alle nuove proposte, tecniche e modalità espressive, curiosa e stimolante, che si prefigge l’obiettivo di rendere questo concorso peculiare e mai banale.

(continua…)

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