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La Fotografia – Le origini 1839–1890 (vol. 1) – Guadagnini Walter

martedì, 6 settembre 2011
listen it it La Fotografia   Le origini 1839–1890 (vol. 1)   Guadagnini Walter

8857207179 La Fotografia   Le origini 1839–1890 (vol. 1)   Guadagnini Walter

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Il volume La Fotografia. Le origini 1839–1890, così come i tre che seguiranno e completeranno la collana trattando il tema fino ai giorni nostri, propone una lettura inedita dello sviluppo storico della fotografia che tiene conto degli interrogativi suscitati da questo strumento e dalle sue molteplici storie.
Si è scelto di utilizzare una voce narrante costituita da brevi monografie, scritte da Francesco Zanot, incentrate su quello che può definirsi il destino pubblico della fotografia: testi dedicati a mostre, libri, eventi, protagonisti che hanno segnato profondamente il discorso fotografico nelle sue diverse incarnazioni, attraverso numerose e spesso sorprendenti immagini emblematiche e simboliche.
La lettura è completata da saggi affidati a tre noti studiosi internazionali: Quentin Bajac, che si concentra sulla percezione della fotografia alla sua nascita; Elizabeth Siegel, che affronta le vicende della pratica dell’album fotografico, e cioè di quella fotografia privata e apparentemente ‘senza storia’, e Walter Guadagnini – curatore dell’intera collana –, che colloca in una prospettiva storica uno degli usi più comuni del mezzo fotografico, quello del racconto di viaggio e dell’incontro con l’altro da sé, il diverso, il nuovo.

Descrizione: edizione italiana, inglese e tedesca 21 x 28 cm, 304 pagine, 240 colori, cartonato

Questa opera è suddivisa in quattro volumi ed è il grande racconto della fotografia mondiale. L’opera si contraddistingue  per un taglio innovativo, che permette al lettore differenti percorsi di lettura al- l’interno di una struttura  chiaramente definita.

Monografie

Sono la colonna portante dei singoli volumi: redat- te da un unico autore, Francesco Zanot, seguono l’e- volversi della storia della fotografia attraverso i li- bri e le mostre che ne hanno segnato le tappe prin- cipali. Si tratta di veri e propri  saggi brevi, che si concentrano sull’autore della pubblicazione o sugli autori presenti nelle esposizioni, contestualizzan- doli nel periodo storico. Il volume o la mostra pre- si in considerazione non sono dunque  isolati dal contesto, ma divengono i punti dai quali si dipana un’analisi più articolata del clima culturale all’interno del quale sono nati e sono stati presentati. Volumi e mostre sono stati individuati seguendo di volta in volta criteri di importanza storica, di esemplarità e di rappresentatività di un determinato utilizzo del- la fotografia. Per questo motivo sono legati ad ar- gomenti specifici, di carattere artistico, scientifico, storico, etnografico, seguendo ed evidenziando co- sì le differenti nature del mezzo fotografico. Ogni saggio si conclude  con una bibliografia di riferi- mento relativa all’autore o agli autori presi in con- siderazione, destinata  a chi voglia approfondire  i temi trattati al suo interno.

Saggi I saggi costituiscono un secondo livello di lettura, che approfondisce alcune delle tematiche principali del periodo storico preso in esame. Affidati a specialisti internazionali della materia, affrontano  argomenti che i saggi brevi accennano sinteticamente, oppure si concentrano su aspetti relativi a pratiche fotogra- fiche che non trovano espressione nei canali ufficia- li rappresentati  dai volumi a stampa o dalle mostre. Per questa loro natura, coprono un arco di tempo piuttosto ampio, configurandosi come una storia al- l’interno della storia, e soprattutto  come spazi di ri- flessione su alcuni dei concetti e delle pratiche che hanno segnato la storia della fotografia, le sue fun- zioni e le letture che ne sono state fornite.

Iconografia

In quest’opera le immagini ovviamente giocano un ruolo fondamentale non solamente come supporto e visualizzazione di affermazioni e analisi presenti nel testo, ma soprattutto  come percorso autonomo di lettura. Le fotografie sono state scelte con il cri- terio di privilegiare opere poco viste e/o conosciu- te, ma importanti nell’economia generale del di- scorso, che si alternano  alla presentazione  di im- magini entrate definitivamente in un’ideale e condivisa galleria dei capolavori della fotografia. Gli accostamenti, i dettagli e le didascalie tecniche per- mettono al lettore di leggere visivamente le diver- sità e le similitudini, le influenze reciproche, le straor- dinarie novità tecnico-espressive insieme alle novità tematiche e al trasformarsi inesorabile dello stile.

Glossario

La storia della fotografia è indissolubilmente lega- ta a quella della tecnica, all’evoluzione degli stru- menti di ripresa e di stampa, dal dagherrotipo  sino alla fotografia digitale. Per questo motivo, la foto- grafia si avvale di una terminologia estremamente specifica, che soprattutto  nei primi anni di vita del mezzo vede susseguirsi tecniche particolari, talvol- ta fondamentali  per comprendere  la natura  delle immagini che abbiamo davanti. Per questo si è ri- tenuto opportuno  fornire un glossario di base, che aiuti il lettore a entrare all’interno di un mondo nel quale la dimensione tecnica ha un ruolo centrale.

Tavole sinottiche

In ogni storia le tavole sinottiche rivestono un ruo- lo fondamentale di supporto  per il lettore nella ri- costruzione del contesto socio-culturale all’interno del quale si sviluppano gli eventi narrati nel testo. Nel caso della fotografia, queste tavole divengono anco- ra più importanti, proprio perché è nella natura di questo mezzo dialogare costantemente con tutte le manifestazioni del sapere, della storia, della vita quo- tidiana. A partire dalla nascita della fotografia, non c’è evento che non abbia avuto il suo resoconto fo- tografico, non c’è personaggio che non sia stato ri- tratto. Allo stesso tempo, i progressi della scienza si sono spesso riflessi in progressi della tecnica foto- grafica, che a loro volta hanno inciso profondamen- te sul linguaggio. Infine, il confronto tra la fotogra- fia e le arti cosiddette maggiori è stato uno dei temi fondamentali sollevati a partire dal 1839, e quindi an- che gli eventi artistici trovano un rapporto diretto con l’evoluzione del linguaggio fotografico.

Bibliografia

All’interno di questi volumi si trovano due biblio- grafie: la prima è quella che accompagna le mono- grafie e i saggi, destinata a chi voglia approfondire tematiche e autori trattati al loro interno; la secon- da è quella posta in chiusura del volume, che for- nisce una visione complessiva, seppure  sintetica, della ricchissima bibliografia relativa all’intero pe- riodo preso in esame. È organizzata per grandi aree tematiche, che permettono al lettore di individuare facilmente i propri centri di interesse. In questa bi- bliografia generale si è scelto di non fornire volumi monografici dei singoli autori, per i quali si riman- da o alle bibliografie delle singole schede o a quel- le dei numerosi volumi citati.

Isbn (978): 8857207179

Maggiori Info cliccando qui: www.skira.net

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EIS, l’evil di Canon si avvicina?

giovedì, 9 dicembre 2010
listen it it EIS, levil di Canon si avvicina?

980dc canon eis EIS, levil di Canon si avvicina?

Qualcosa sembra muoversi anche in casa Canon per quel che riguarda il segmento delle fotocamere ad ottiche intercambiabili e senza specchio.

Il nome del nuovo sistema dovrebbe essere EIS, Electronic Image System, ed il primo modello, EIS 60, dovrebbe essere particolarmente avanzato. Il sensore back illuminated avrà una risoluzione di 22 megapixel in un’area di 18 mm x 12 mm che è simile alla dimensione del micro quattro terzi.

Al momento del lancio, che dovrebbe arrivare nel secondo trimestre del 2011, saranno presenti almeno due obiettivi: 12-75mm F2.8-4 IS Macro e 70-300mm F3.5-5.6 IS. Il nuovo sistema avrà anche la possibilità di utilizzare solo la parte centrale del sensore per far aumentare la raffica di scatto, fino a 20fps, al prezzo di una più bassa risoluzione.

Per quanto riguarda i video, ogni pixel del filmato HD sarà prodotto fondendo insieme 9 pixel del sensore. Il nuovo processore Digic consentirà anche di produrre foto con una più alta qualità. La EIS 60 dovrebbe avere una sensibilità di 100-6400 iso, ma espandibili a 12800 e 25600 con la fusione dei pixel.

Il problema fondamentale di ogni nuovo sistema è la mancanza di una buona gamma di obiettivi. Canon pensa di fornire in tempi brevi i seguenti modelli:

  • 5mm F4 Fisheye
  • 8-25mm F4
  • 14mm F2 pancake
  • 25mm F1.2 pancake
  • 45mm F1.5 pancake
  • 65mm F2.0 Macro

Probabilmente arriverà anche un adattatore per obiettivi EF. La EIS 60 avrà due slot SDXC per poter registrare video e scattare foto contemporaneamente. Stiamo parlando solo di indiscrezioni, ma se dovesse uscire un modello di questo tipo immaginiamo che sarà ben accolto dai possibili utenti.

Aspettiamo di vedere cosa ci nascondono ancora Nikon e Pentax. La prima non si sbilancia, ma sembra prossima al lancio e la seconda aveva già spifferato tutto agli investitori, ma non si hanno ancora informazioni aggiuntive.

Via | EosHD

EIS, l’evil di Canon si avvicina? é stato pubblicato su clickblog alle 13:00 di giovedì 09 dicembre 2010.

Fonte Google News

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Foto notturna a soggetto in movimento

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Foto notturna a soggetto in movimento

Vorrei fotografare un aereo di notte e vorrei anche avere una foto statica. Ossia,non voglio settare il tempo di esposizione a valore elevati(facendo apparire tutte le scie delle luci);vorrei fotografare l’aereo così come lo vedo quando passa.
So che sono necessari ISO alti e,immagino,dei tempi di esposizione brevi.
Sapreste darmi dei consigli più precisi?

Fonte Google News

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I° CanonClubItalia Art Director’s Cup (CCI AD’s Cup)!

martedì, 20 luglio 2010
listen it it I° CanonClubItalia Art Directors Cup (CCI ADs Cup)!

I° CanonClubItalia Art Director’s Cup (CCI AD’s Cup)!

tema: “INSIEME”

in palio:

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CCI AD’s Cup REGOLAMENTO

Norme Generali:
- Ogni utente può postare una ed una sola foto.
- Le foto in gara devono essere postate in questo topic.
- Non è assolutamente possibile cambiare una foto già postata per la partecipazione al contest.
- La foto utilizzata per il contest deve essere “inedita”, cioè mai postata sul Domiad Photo Network (Gallery o Forum).
- i partecipanti non devono aver già postato foto simili o addirittura della stessa serie, né potranno postarne durante lo svolgimento del Contest
- In questo thread dovranno essere pubblicate solamente le foto in concorso: qualunque altro intervento sarà rimosso
- le immagini inviate per un contest non potranno essere riproposte per un’altro
- l’autore inviando la propria opera si assume ogni e qualsiasi responsabilità verso terzi sollevando esplicitamente il CCI e il suo Staff da ogni e qualsiasi responsabilità
- sono vietate foto di contenuto pornografico o eccessivamente erotiche
- Possono partecipare sia gli iscritti del CCI che gli iscritti del Domiad Photo Network di cui il CCI è parte integrante (Nikon Club Italia, Sony Alpha Community e Fuji Club Italia)
- possono partecipare tutti gli utenti (senza limiti di messaggi già postati e senza limiti di data di iscrizione) ed i membri dello Staff con le sole eccezioni dei Commentatori e del Direttore Artistico che restano esclusi

Responsabilità
- CanonClubItalia non può in alcun modo essere ritenuto responsabile di eventuali contestazioni riguardanti la paternità e l’autorizzazione alla pubblicazione; esse sono a totale carico dell’utente che ha inviato le immagini e che dichiara altresì di esserne Autore e detentore dei relativi Diritti di Pubblicazione con ciò sollevando esplicitamente il CCI e lo Staff da ogni e qualsiasi responsabilità in merito, in ogni e qualsiasi grado.
- Per ogni e qualsiasi altro parametro non espressamente previsto nel presente Regolamento, fa fede il giudizio del DA che è inappellabile.

Capitolato
- le immagini dovranno avere lato lungo di 1000 pixel (né più né meno) e 500kb di peso massimo. vietato postare su server esterni
- L’utente ha facoltà di pubblicare nuovamente la medesima foto nelle dimensioni e peso richiesti.
- Non saranno accettate foto postate su server esterni.
- Le foto postate all’esterno del topic non verranno unite ma verrá cancellato il topic creato dall’utente.
- La post produzione è da ritenersi libera da ogni vincolo.
- sono ammesse cornici o altri bordi fermo restando che esse saranno considerate, nel bene e/o nel male, nella valutazione dell’elaborato.
- sono consentiti titoli o didascalie, fermo restando che esse saranno considerate, nel bene e/o nel male, nella valutazione dell’elaborato.
- Le foto possono essere accompagnate da testo, fermo restando che esso sarà considerato, nel bene e/o nel male, nella valutazione dell’elaborato.
- E’ possibile inserire la firma o indicazioni di copyright nella foto, tuttavia l’Autore accetta l’eventuale penalizzazione che ciò potrebbe comportare nell’apprezzamento estetico dell’immagine stessa.

Tema
Il tema proposto è da intendersi vincolante nell’ambito di tutte le sue legittime interpretazioni o “declinazioni” che ciascun concorrente potrà e vorrà trovare, fermo restando il vincolo del non stravolgimento dello stesso. Saranno pertanto ammesse immagini che ne diano interpretazioni (a puro titolo di esempio e in senso non limitativo) figurate, evocative, descrittive, didascalico-documentaristiche, umoristiche ecc

COMMENTI:
- tutte le immagini inviate potranno essere commentate sia positivamente che negativamente dalla Giuria: gli autori accettano pertanto ogni e qualunque valutazione effettuata, anche pubblicamente, sulle proprie immagini
- si può partecipare con 1 e 1 sola immagine per ogni contest
- la valutazione della Giuria è inappellabile e insindacabile. ogni commento palesemente polemico porterà a sanzioni.

VOTAZIONE
il DA attribuirà il proprio giudizio alle immagini secondo diversi parametri di valutazione:
- idea
- tecnica esecutiva
- qualità finale
- attinenza al tema
- comunicativa
- fotografia
individuando così il 1° e 2° classificato che riceveranno rispettivamente 10 e 5 PuntiCCI , sarà facolta del DA menzionare eventuali altre opere che riceveranno 3 PuntiCCI.
- Ove necessario, eventuali ex-equo saranno valutati e risolti in totale autonomia dal DA, al cui giudizio ogni partecipante si rimette impegnandosi ad astenersi da qualunque polemica in merito.

Premi
- L’indicazione dei/l premi/io fornita nel presente annuncio è da intendersi NON vincolante.
- L’organizzazione e lo sponsor si riservano la facoltà di modificare i/il premi/io del contest in ogni momento per il sopraggiungere di difficoltà o impedimenti di forza maggiore.

- Al raggiungimento di 30PuntiCCI si riceverà in regalo una FOTOCAMERA DIGITALE COMPATTA CANON IXUS Dig.105 con SD2gb e Custodia

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- A fine anno, tra quanti avranno superato la soglia di 50PuntiCCI, verrà assegnato il SUPERPREMIO FINALE: FOTOCAMERA DIGITALE COMPATTA CANON POWERSHOT G-11!!

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NB: questa prima edizione della CCI AD’s Cup è da intendersi come sperimentale, data la forte componente di innovazione, pertanto potranno esserci delle variazioni nelle edizioni successive

il Contest inizierà alle ore 0:01 di domenica 18 luglio per terminare alle 23:59 di domenica 25 luglio

cos’è la CCI AD’s Cup?

come gia anticipato qui http://www.canonclubitalia.com/public/foru…up-t275713.html
si tratta di un ciclo di Contest che si affiancherà a quelli ufficiali, avendo caratteristiche, modalità, regolamento e finalità differenti.
Infatti mentre resta e anzi cresce il ciclo dei Contest tradizionali, cui da sempre si da ampio spazio come è giusto che sia, questa iniziativa vuole essere un qualcosa di più snello ma al tempo stesso una sfida ad un livello di difficoltà un pochino più alto, non fosse altro che per le modalità con cui si svolgerà: ovvero unan competizione serrata, cruda, e prolungata nel tempo in tappe la cui singola durata sarà invece brevissima… infatti saranno effettuati nell’arco dell’anno diversi Contest che avranno durata di pochissimi giorni, ll che costituisce una difficoltà non da poco e implica uno sforzo di ideazione, progettazione e realizzazione non indifferenti, tantopiù che non sarà dato alcun preavviso: infatti la data di ogni Contest non sarà resa nota fino all’inizio del contest stesso! Per ogni contest verrà attribuito ai vincitori e ai più meritevoli un punteggio e alla fine dell’anno, chi avrà raggiunto (sommando i punti di ogni Contest) determinate soglie riceverà il premio corrispondente.
Inoltre così come per i Contest tradizionali, verrà redatto un commento/motivazione per il vincitore.. ma potranno esserci commenti anche per i perdenti.. commenti ovviamente di tipo negativo! Insomma.. partecipare al CCI AD’s Cup significa sentirsi cuore e fegato di affrontarne le conseguenze! anche le eventuali esplicite stroncature! Infatti la Giuria sarà composta da un Giudice unico: il Direttore Artistico del CCI che valuterà in modo schietto e severo gli elaborati.. distribuendo così onori e cassazioni! Ma questo significa che chi la spunta… avrà ancor maggiore onore! Molti cadranno sotto la falce spietata e schietta del Direttore Artistico… ma chi avrà fantasia e tenacia… potrà avere buone probabilità di sopravvivere! Una lotta all’ultimo click col fiato sempre sospeso… ecco la CCI AD’s Cup!

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I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.

mercoledì, 5 maggio 2010
listen it it I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.


d3 I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.

I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon
Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.


Il seminario sarà condotto da


Marco Maria D’Ottavi
(Marigò),

con la collaborazione di

EurossModels
, presso la sala posa di


Foto Store
in Via Nicola Pellati N°42 ROMA.


 I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.
eurossmodels logo 150x150 I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.

 I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto. I giorni 22 e 23 Maggio con il patrocinio del Nikon Club Italia, si terrà un seminario dedicato al ritratto.



Programma del seminario:

Sabato:

ore 09,45 -     Arrivo presso Foto Store

ore 10,00    -     13,00 Briefing iniziale. Conosciamo la nostra nikon, come si arriva
ai menu e
quali di questi sono importanti per la corretta esposizione (formato
immagine, istogrammi, profilo colore, bilanciamento bianco)

ore 13,00     -     13,30 pausa panino

ore 13,30     -     15,30 conosciamo le luci che useremo, brevi accenni sulle
lampade e su come la direzione e il colore della luce possa influire
sull’atmosfera.

ore 15.30     -     18.00 shooting su modella: un solo punto luce, un punto luce
e un riflettente, tre punti luce. Controluce solo e taglio laterale.

ore 18,00 compiti a casa e appuntamento all’indomani.

Domenica:

ore 10,00     -     11,00 sistemazione dei computer e visione degli scatti scelti.

ore 11,00     -     13,00 postrpoduzione, le manovre “essenziali”

ore 13,00     -     13.30 pranzo

ore 13.30     -     17.30 stampa e approfondimenti di carattere generale.

L’evento è dedicato a chi vuole iniziare ad affrontare l’argomento del ritratto
fotografico, attraverso l’uso di luci facilmente reperibili ed imparando a
conoscere le basi del loro posizionamento. Si svolgerà un percorso che, partendo
dalla luce, attraverso i vari passaggi porterà a quello che dovrebbe essere
l’atto finale della fotografia: la stampa.

Il seminario è riservato ad un massimo di 10 partecipanti ed avrà luogo se si
raggiungerà un minimo di 6 iscritti.
Il costo è di euro 100,00.

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Video ad alta velocità con gli attuali sensori

giovedì, 18 febbraio 2010
listen it it Video ad alta velocità con gli attuali sensori

Hardware e tecnologia

65904598 8ebe6cde2d Video ad alta velocità con gli attuali sensori

Alcuni scienziati dell’università di Oxford hanno sviluppato una nuova tecnologia che permette di catturare immagini ad alta risoluzione e video ad altissima velocità

Il gruppo guidato da Peter Kohl ha ottenuto questo risultato sfruttando quanto è già comunemente in fotocamere o proiettori e questo consentirà di arrivare ad una produzione di massa in tempi brevi ed a prezzi contenuti.

Per dare un’idea della portata di questa ricerca si può arrivare a registrare video a 250000 frame al secondo. Al momento è stata sperimentata per osservare alcune cellule del muscolo cardiaco, ma si sono fatti avanti molti produttori anche del settore non scientifico interessati a questa scoperta.

Foto | jurvetson
Via | SideWaysNews

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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

venerdì, 28 agosto 2009
listen it it SCEGLIERE LOBIETTIVO GIUSTO

Prof.Angelo Meduri

La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche reflex, cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi reflex sono:

1. Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;

2. Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;

3. Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;

4. Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.

Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’immagine (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’immagine ben inquadrata ed esposta. Ogni fotocamera monta solo obiettivi della stessa marca (come Canon, Nikon, Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della fotocamera, l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.

In generale, gli obiettivi sono tubi che contengono gruppi di lenti o di specchi per formare le immagini su un’area circolare, detta cerchio di copertura. E’ sufficiente che il diametro del cerchio di copertura sia pari alla diagonale del formato utilizzato. I formati usati oggi sono numerosi, perciò occorre controllare bene per quale formato l’obiettivo sia stato progettato. Ma la caratteristica più importante nell’effettuare la scelta dell’ottica è la sua lunghezza focale, che stabilisce l’ampiezza dell’angolo di campo e l’ingrandimento della zona inquadrata. Un obiettivo di lunghezza focale minore abbraccia un angolo di campo maggiore, mentre un obiettivo con lunghezza focale maggiore ingrandisce una zona più ristretta. La variazione dell’angolo di campo non altera la prospettiva, cioè il rapporto dimensionale tra gli elementi della scena vicini e lontani, purché non si cambi la posizione dell’apparecchio. Il procedimento meccanico di formazione dell’immagine risiede nelle proprietà di propagazione della luce attraverso le lenti o gli specchi. Le onde luminose piane, dopo aver subito riflessione o rifrazione, diventano sferiche, perciò le onde emergenti risultano deformate e questa deformazione può dare origine alle aberrazioni, ossia a difetti sull’immagine che si è formata dietro l’obiettivo. Le aberrazioni che affliggono le immagini sono:

1. Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;

2. Coma, cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;

3. Astigmatismo, ossia immagini puntiformi allungate come segmenti;

4. Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;

5. Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;

6. Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;

7. Curvatura di campo, ossia formazione dell’immagine su una superficie curva, invece che sul piano focale.

Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come Nikon o Canon ad esempio, minimizzano tali difetti.

La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della fotocamera, poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato Nikon APS-C.

Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le immagini risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo. Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle immagini non è sempre uguale.

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Scilla con uno standard di 50mm

Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le immagini sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.

Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della fotografia, come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.

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Duomo di Reggio Calabria con grandangolo di 35mm.

Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’immagine. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti. Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.

Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104° includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.

Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio-immagine al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.

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Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.

L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.

Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.

Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.

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Scilla vista attraverso un teleobiettivo da 105mm.

La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere immagini di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.

Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di un’ottica professionale di alte prestazioni.

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Scilla con un tele di 300mm f/2.8

Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle immagini, annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.

Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.

Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.

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Foglia ripresa da vicino con obiettivo macro.

Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.

Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.

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Stretto di Messina con obiettivo 16-85 formato DX, equivalente a un 24-120mm.

Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.

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Santuario di S.Antonio con zoom 10-20 formato DX, equivalente a un 15-30mm.

Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.

I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle immagini è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.

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Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm f/2.8

In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere immagini perfette.

Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento. Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali Nikon, con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le immagini poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La Nikon ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.

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Rosa fotografata con uno zoom standard.

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Torre Ruggero con obiettivo grandangolare di 20mm.

In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.

Tabella delle focali.

Campo in gradi

Formato 24×36

Formato Nikon DX

(la focale si moltiplica per 1,5 volte)

Formato Canon

(1,6 volte)

180° fisheye circ.

8mm

4.5mm

4.5mm

122° grandangolo

12

8

7.5

114° grandangolo

14

9

8.5

110° grandangolo

15

10

9

180° fisheye diag.

16

10.5

10

104° grandangolo

17

11

10

100° grandangolo

18

12

11

94° grandangolo

20

13

12.5

84° grandangolo

24

16

15

75° grandangolo

28

19

17.5

63° grandangolo

35

23

22

46° standard

50

33

31

34° tele

70

47

44

28° tele

85

57

53

23° tele

105

70

66

18° tele

135

90

84

12° tele

200

133

125

8° tele

300

200

187.5

6° tele

400

267

250

5° tele

500

333

312.5

4° tele

600

400

375

3° tele

800

533

500

2.5° tele

1000

667

625

2° tele

1200

800

750

1.2° tele

2000

1333

1250

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FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

domenica, 16 agosto 2009
listen it it FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Prof.Angelo Meduri

 

 

Dopo aver imparato a trovare le costellazioni e gli oggetti celesti più importanti, si può avere il desiderio di fissare l’immagine su un supporto. La fotografia celeste (o astrofotografia) offre numerose attrattive ed apre ampi orizzonti di ricerca ai cacciatori di immagini. In effetti, ci sono diversi vantaggi rispetto all’osservazione visuale:

1)   E’ possibile avere a disposizione un documento che testimonia definitivamente tutto quello che si è registrato con la fotocamera in quel giorno;

2)   L’immagine così ottenuta rappresenta un documento fedele ed oggettivo, mentre l’osservazione visuale o il disegno sono soggettivi;

3)   Le esposizioni fotografiche consentono di accumulare la luce e di rendere visibili gli oggetti più deboli, anche quelli invisibili ad occhio;

4)   Le pellicole ed i sensori digitali offrono una gamma di sensibilità ai colori dello spettro molto estesa, perciò possiamo cogliere immagini  nell’infrarosso e nell’ultravioletto, con i colori degli oggetti celesti fotografati;

5)   La zona di cielo inquadrata da una fotografia è molto più estesa di quella che si osserva all’oculare di un binocolo o di un telescopio.

L’evoluzione del mercato informatico sta facendo calare l’interesse per la fotografia analogica in favore di quella digitale, infatti la fotografia digitale resta la più nitida (decine di Megapixel) e la più economica da realizzare.

 

 

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Una reflex a pellicola.

 

    Per numerosi dilettanti appassionati di astrofotografia, la foto a vasto campo rappresenta il primo passo verso una visione più grande dell’universo di quella che il telescopio svelava alla mente del curioso. Per altri, questo può essere solo il primo passo sulla strada dell’apprendimento dei mezzi per realizzare fotografie molto belle ed eccitanti. Prescindendo dal motivo, la macchina fotografica reflex per il 35mm, dotata di un obiettivo normale da 50mm di lunghezza focale è lo strumento ordinario per la prima avventura in questo campo affascinante e misterioso. La macchina fotografica deve essere quindi reflex, dotata di posa B o T e provvista di un innesto per ottiche tra i più facilmente reperibili in commercio. L’impiego di un cavetto di scatto flessibile per agire a distanza permette inoltre di eliminare gran parte delle vibrazioni. L’otturatore deve restare aperto anche per diversi minuti, perciò è meglio se le batterie sono ben cariche.  

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Fotocamera reflex digitale moderna.

    Gli obiettivi fotografici comuni sono diffusissimi, spesso vengono sottovalutati, ma consentono di ottenere immagini spettacolari, se utilizzati opportunamente. Il 50mm è chiamato normale, perché inquadra le cose come l’occhio umano, mentre gli obiettivi con focali più corte vengono chiamati grandangolari e quelli con lunghezze focali maggiori del 50mm teleobiettivi.   La fotografia astronomica a vasto campo si occupa delle costellazioni, degli oggetti del profondo cielo (nebulose, ammassi stellari, galassie), della Via Lattea, delle meteore e delle comete. La lunghezza focale F dell’obiettivo determina l’ampiezza del campo inquadrato, che deve essere scelto in relazione alle dimensioni dell’oggetto da fotografare. Per la Via Lattea, presa  da una parte all’altra dell’orizzonte, occorre adoperare focali da 8mm a 17mm di tipo fish-eye (occhio di pesce, 180° di campo inquadrato). Per ingrandire alcune parti occorrerà un 50mm oppure un 85mm, o più, mentre per avere sul fotogramma anche i particolari del paesaggio sarà utile un super-grandangolare di 14-20mm. Se si vuole fotografare invece la nebulosa di Orione ci vorrà una focale superiore ai 300mm. La tabella riporta le dimensioni angolari del campo inquadrato da ogni obiettivo sul fotogramma 24×36mm del piccolo formato 35mm. Naturalmente, si possono adoperare formati più ampi, o più piccoli, come il formato APS (1,5-1,6 volte più piccolo del 35mm).  

 

 

Lunghezza focale in mm

Dimensioni del campo

Angolo sulla diagonale del formato 35mm

14

81,2° × 104,2°

114,2°

18

67,3° × 90,0°

100,4°

20

61,9° × 83,9°

94,5°

24

53,1° × 73,7°

84,0°

28

46,3° × 65,4°

75,3°

35

37,8° × 54,4°

63,4°

50

26,9° × 39,5°

46,7°

85

16,0° × 23,9°

28,5°

105

13,0° × 19,4°

23,2°

135

10,1° × 15,1°

18,2°

200

6,8° × 10,2°

12,3°

300

4,5° × 6,8°

8,2°

400

3,4° × 5,1°

6,1°

600

2,2° × 3,4°

4,1°

800

1,7° × 2,5°

3,0°

1000

1,3° × 2,0°

2,4°

2000

41’ × 62’

1,2°

3000

28’ × 42’

50’

  

Oltre agli obiettivi a focale fissa, vi sono quelli a focale variabile, meglio noti come zoom; con essi non sempre esistono dei vantaggi, i principali punti critici sono i seguenti:

1)   il meccanismo che fa variare la lunghezza focale generalmente tende a spostarsi    durante le lunghe pose, rovinando così le foto, tranne che non sia dotato di un blocco;

2)   il costo di un obiettivo a focale variabile di alta qualità fino ai bordi è assai più elevato di un’ottica a focale fissa;

3)   la luminosità dell’immagine fornita dagli zoom generalmente è inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa;

4)   gli zoom distorcono le immagini più facilmente;

5)   gli zoom pesano di più.

Da ciò si può dedurre che, se si sceglie di utilizzare un obiettivo zoom, si dovrebbe controllare attentamente il suo funzionamento. Recentemente sono apparsi sul mercato degli obiettivi zoom professionali di alta luminosità (2,8) con lenti asferiche per eliminare la distorsione e gli altri difetti delle immagini: essi offrono risultati decisamente positivi, superando talvolta le focali fisse! Ho provato uno di questi zoom alla massima apertura ed ho notato che il comportamento era uniforme da un bordo all’altro, non c’era traccia di distorsione e le aberrazioni erano quasi invisibili, tuttavia il funzionamento può variare con la lunghezza focale. Se alle lenti asferiche vengono abbinate anche le lenti a bassa dispersione, persino l’aberrazione cromatica diventerà irrilevante ed usciranno immagini straordinarie, anche a tutta apertura. Inoltre, ho utilizzato un 300mm a tutta apertura (2,8) ed ho ottenuto sempre immagini puntiformi su tutto il campo inquadrato (anche agli angoli), segno di un’ottima correzione delle aberrazioni e della vignettatura già dalla piena apertura.

L’apertura relativa (o luminosità f=F/D) di un obiettivo fotografico convenzionalmente varia secondo il tipo di progetto adottato. Solitamente è possibile fare variare la luminosità da un massimo (2,0) ad un minimo (22,0). Tra uno scatto e l’altro c’è una variazione del 50% (il diametro D si riduce di 1,4 volte), perciò se si apre di uno stop un obiettivo si avrà il doppio della luce, mentre se di chiude di uno stop si otterrà una riduzione della metà. Le grandi aperture sono assai vantaggiose in astronomia, poiché gli oggetti celesti hanno basse luminosità intrinseche e si deve inseguire per lungo tempo.

a3372b24321e369354425796f1cd4b26 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Alcuni filtri per obiettivi.

        L’inseguimento si effettua su di una montatura equatoriale con motore, dato che la Terra si sposta e gli oggetti sorgono, culminano e tramontano. Un errore comune che si osserva nelle foto a vasto campo è l’uso costante degli obiettivi alla massima apertura. Poiché quasi tutti gli obiettivi delle macchine reflex sono stati progettati per offrire la prestazione migliore a 1-2 valori dopo la massima apertura, l’uso dell’obiettivo a tutta apertura spesso accentua le aberrazioni, produce una vignettatura eccessiva e causa velature forti ed irregolari. Le ottiche delle macchine fotografiche comuni sono state progettate in modo da rispondere alle necessità dell’utente medio. Questi requisiti non sono tanto rigorosi come quelli della fotografia stellare, che è il test più severo per ogni obiettivo. Le aberrazioni sono difetti degli obiettivi che non si vedono facilmente sui ritratti o sulle fotografie di paesaggio. Oltretutto, nella maggior parte delle applicazioni di tutti i giorni, il fotografo è interessato soltanto alla parte centrale della fotografia, così le aberrazioni ai bordi passano inosservate. Per di più, nella maggior parte delle applicazioni fotografiche, gli obiettivi vengono utilizzati raramente in prossimità della massima apertura, il che rende meno appariscente la presenza delle aberrazioni e della vignettatura (=perdita di luce ai bordi).

Per le applicazioni astronomiche, il test più semplice per determinare l’apertura di diaframma migliore di ogni dato obiettivo è eseguire una serie di foto guidate del cielo notturno. Se l’obiettivo deve essere diaframmato oltre 2 valori dopo la massima apertura per ridurre le aberrazioni e la vignettatura a livelli accettabili, servirà poco nel lavoro astronomico. I vantaggi del diaframmare sono duplici: non solo si sopprimono le aberrazioni e la vignettatura, ma si riduce anche il velo di fondo, migliorando il contrasto da ogni parte. Con le nuove pellicole supersensibili che stanno uscendo, un’esposizione di 20 minuti a f/4 con una pellicola da 1000 ISO produrrà risultati stupendi. Con i sensori digitali riducete il tempo di posa almeno ad un terzo. Poiché le fotografie eseguite con un obiettivo da 50mm ed un motorino d’inseguimento di buona qualità non dovrebbero essere guidate con cannocchiali e oculari con crocicchio, non c’è motivo di rinunciare alla qualità per fare un’esposizione più breve. Per migliorare ulteriormente la resa degli obiettivi è conveniente utilizzare talvolta un filtro (UV, Skylight, giallo o rosso). Di recente sono comparsi sul mercato alcuni filtri, detti interferenziali, che bloccano certe lunghezze d’onda e ne trasmettono invece altre, tuttavia il loro costo resta ancora elevato.

304253bf789a7ba774dd0560ab270990 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Le tracce stellari lasciate dopo 45 minuti di posa a f/4 con un obiettivo di 35mm su pellicola di 400 ISO.

 

 

    L’attrezzatura ideale comprende quindi una serie di obiettivi per poter riprendere meglio i vari aspetti del cielo nelle diverse stagioni. In estate potete fotografare bene la Via Lattea, molte nebulose e ammassi aperti. In autunno puntate gli obiettivi sulla galassia di Andromeda, l’ammasso doppio del Perseo e su Cassiopea. D’inverno spiccano Orione con le sue nebulose ed il Toro con i suoi ammassi. Disporre di diversi obiettivi vi servirà per riempire meglio il fotogramma secondo l’oggetto desiderato. Occorrono, in linea di massima, un 24mm, un 50mm ed un 300mm, oppure uno zoom 28-70mm ed un 300mm. Si può acquistare poi un moltiplicatore di focale 1,4x. La possibilità di avere l’autofocus qui è inutile, giacché si lavora sempre impostando la messa a fuoco sull’infinito (∞), è importante invece disporre di una grande apertura (2 o 2,8). Se potete permettervi solo un obiettivo la scelta per eccellenza è quella di un 50mm, anche usato. Se usate il formato APS dovete impiegare invece un 30mm o un 35mm. L’impiego di un trascinatore è indispensabile ed implica pure la conoscenza della messa in stazione verso il Polo Celeste, aiutandosi con la Stella Polare. Il treppiedi (o cavalletto) è un altro accessorio indispensabile per la buona riuscita delle foto.

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La cometa Hale-Bopp, apparsa nel 1997, fotografata con un obiettivo di 300mm a f/2,8 su pellicola di 800 ISO con una posa della durata di 8 minuti.

 

 

    Dopo aver montato un telescopio, nel luogo prescelto, sulla montatura equatoriale, si deve sistemare correttamente tutto l’insieme in modo da poter mantenere l’oggetto celeste costantemente puntato al centro del campo per ore. Ciò significa che si deve orientare con molta precisione la montatura del telescopio per farla funzionare perfettamente dopo aver bilanciato ogni parte dell’insieme. Per orientare correttamente l’asse polare della montatura esistono vari metodi, qui ne descriverò uno. E’ un metodo approssimato, che consente di fotografare con strumenti di corta focale in tempi abbastanza brevi. Questo procedimento permette di rendere l’asse polare della montatura parallelo all’asse di rotazione terrestre, in modo da riuscire ad annullare gli effetti del moto diurno, come previsto dalla teoria. Nell’emisfero boreale le stelle sembrano girare attorno alla Stella Polare ( Ursae Minoris), che è l’ultima stella della coda del Piccolo Carro. Gli appassionati che si recano nell’emisfero australe sono purtroppo meno fortunati dei loro colleghi, poiché le stelle prossime al Polo Sud Celeste non sono splendenti come la Stella Polare. Dunque, le stelle più vicine ai poli celesti sono la Polare (di magnitudine +2) e la σ Octantis (di magnitudine +5,5), che distano rispettivamente 48’ e 59’.  Innanzi tutto, si deve mettere in piano la montatura equatoriale, regolando la lunghezza delle gambe del treppiedi ed osservando la posizione della bolla di livello, finché non si sposta proprio sul centro. Le montature equatoriali alla tedesca spesso sono corredate da un cannocchiale polare (ad esempio 6×30, 8×50, 9×60, ecc.), perciò basta osservare direttamente nel cannocchiale per orientare correttamente l’asse della montatura. In pratica, la Polare deve rientrare in un apposito circoletto. Il cannocchiale polare ha un reticolo illuminato che contiene pure le posizioni delle stelle del campo vicine alla Stella Polare, regolabile tramite un disco orario ed un cerchio datario. I reticoli speciali servono proprio a facilitare l’allineamento polare della montatura. Questa regolazione permetterà di sistemare definitivamente l’inclinazione dell’asse polare della montatura e sarà utile ogni volta che si ritorna a fotografare sullo stesso sito. 

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Stelle sopra la città fotografate con un obiettivo di 24mm aperto a f/2.8 per 60s a 800ISO.

 

 

  Il problema più difficile da risolvere per la fotografia celeste è quello della presenza dell’inquinamento luminoso, dovuto alle luci artificiali dei centri urbani ed extraurbani. Questo fenomeno arreca disturbo alla buona riuscita delle fotografie e si manifesta nelle vicinanze dei centri abitati, a causa del riverbero dell’illuminazione, che alla fine renderà le foto inaccettabili, con un cielo dalla tinta gialla, verde o grigia. La soluzione del problema richiede l’uso di un buon paraluce e la ricerca di luoghi più bui, dove la Via Lattea risalta bene anche ad occhio nudo. In Italia, i cieli più bui si trovano in Valle d’Aosta, sull’Appennino tosco-emiliano, vicino Grosseto, al confine tra Abruzzo e Molise, al confine tra Basilicata e Calabria, sulle vette centrali della Sardegna.

Comunque, non crediate che sia possibile ingrandire le stelle come piccoli globi, perché la loro distanza richiede focali di 200 metri. Di conseguenza, una stella resterà sempre un puntino sia con un obiettivo di 35mm, che con un 2000mm.

Per evidenziare la rotazione della volta celeste stellata, basta sistemare la fotocamera su un treppiedi, fare scattare l’otturatore via cavo e lasciarlo aperto diversi minuti, anche fino a 10-15 minuti per pose digitali, usando basse sensibilità, come 100 ISO, e diaframmi piuttosto aperti, come 2.8 o 4. Con le pellicole la posa deve essere unica, anche di diverse ore, mentre in digitale si sommeranno diverse foto al computer, sempre per ottenere come risultato finale delle strisce lasciate dalle stelle più luminose nel cielo notturno. Per quanto riguarda le pellicole da utilizzare (fresche e ben conservate), è opportuno sceglierne una piuttosto sensibile 400-1600 ISO, se invece si vogliono ottenere stelle puntiformi. Inoltre, quando si porta a sviluppare il rullino, occorre specificare che si tratta di foto astronomiche senza margini ben definiti e che si devono sviluppare senza tagliare la pellicola (si dice sviluppo in striscia). Durante la fase dello sviluppo, infatti, il macchinario o l’operatore potrebbero tagliare a metà una foto, perché fanno fatica a distinguere lo spazio vuoto tra due fotogrammi e lo sfondo del cielo, solitamente sempre nero. Il tempo di posa limite in minuti è dato dalla seguente tabella, per un cielo buio, limpido e senza Luna. Si tiene conto anche del difetto di reciprocità delle pellicole impiegate.

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Rotazione delle stelle attorno al polo celeste nord ottenuta con un obiettivo di 35mm a f/4 e 2 ore a 200ISO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella del tempo limite di saturazione in minuti per varie pellicole e cieli assai bui.

Apertura

100 ISO

250 ISO

400 ISO

800 ISO

1600 ISO

2,0

66 min.

24 min.

14 min.

6 min.             

3  min.

2,8

141

50

30  

14  

6  

3,5

233

83

49  

23  

10  

4,0

315

113

66  

30  

14  

5,6

671

240

141   

65  

30  

 

 

 

Tempo limite in secondi per macchine fisse sul treppiedi e stelle puntiformi

Obiettivo

0°

30°

45°

60°

20mm

30 sec.

35 sec.

42 sec.

60 sec.

24mm

25

29

35

50

28mm

21

25

30

43

35mm

17

20

24

34

50mm

12

14

17

24

100mm

6

7

8

12

300mm

2

2

3

4

La distanza in gradi è dall’equatore celeste, distante 90° dalla stella Polare.

 

 

Tipo di astrofotografia

Pellicola consigliata

Obiettivo e tempo di posa

Congiunzioni di pianeti

Luminosi al tramonto con

La Luna

100-400 ISO  come

Kodak Ektachrome E200

Fuji Provia 400F

35-70mm a f/2.8

Scattare quando l’esposi- metro segna 1-8 secondi

Costellazioni, aurore

800 ISO come

Fuji Superia X-tra 800

20-50mm a f/2.8

20-40 secondi

Costellazioni, Via Lattea,

stelle cadenti, con motore

800-1600 ISO

8-50mm a f/2.8

5 minuti

Foto con inseguimento al

telescopio

800-1600 ISO

14-300mm a f/2.8 

Fino a 5 minuti

 

 

 

 

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COOLPIX S630: STRAORDINARIA OTTICA ED ERGONOMIA UNICA

sabato, 14 febbraio 2009
listen it it COOLPIX S630: STRAORDINARIA OTTICA ED ERGONOMIA UNICA

Con un’impugnatura originale ed ergonomica che si adatta comodamente alla mano di chiunque, la Coolpix S630 risulta piacevole sin da subito e il piacere viene confermato quando si effettuano i primi scatti, che risultano impeccabili. Esattamente come le sue prestazioni, garantite dal sensore da 12 megapixel effettivi, dal sistema di riduzione delle vibrazioni (VR), da un eccezionale obiettivo zoom Nikkor 7x (equivalente ad un 37 – 260 mm nel formato 35 mm), dalla sensibilità ISO estendibile fino a 6400 e da una velocità di risposta straordinaria (il tempo di avvio è pari a 1 secondo ed il ritardo allo scatto di 0,45 secondi). La qualità delle immagini prodotte esalterà ogni occasione e sarà un piacere rivederle sullo schermo LCD da 2,7 pollici. a4ab4b5d0ce8406f3a9f17854a9e3b2c COOLPIX S630: STRAORDINARIA OTTICA ED ERGONOMIA UNICA

Inoltre la S630 presenta diverse funzioni all’avanguardia per ottenere ritratti sempre perfetti, come la Modalità Sorriso, l’Avviso Occhi chiusi e la nuovissima funzione Verifica occhi aperti, basata su una combinazione tra la modalità Sorriso e l’Avviso occhi chiusi, grazie alla quale la fotocamera rileva il volto e scatta automaticamente due immagini in sequenza quando il soggetto sorride, quindi salva quella in cui gli occhi del soggetto sono aperti. A queste caratteristiche si aggiungono la funzione Selezione scene auto, che regola automaticamente le impostazioni della fotocamera per adattarle perfettamente alla scena ripresa, le modalità Sequenza sport, assai utile nella ripresa di scene d’azione, e la funzione Ritocco rapido, che crea automaticamente una copia dell’immagine ritoccata con il bilanciamento ottimale tra contrasto e saturazione. La Coolpix S630 si avvale inoltre di quattro funzioni avanzate di stabilizzazione, in grado di garantire risultati nitidi ad ogni scatto, ovvero: stabilizzazione dell’immagine tramite sistema Vibration Reduction (VR), che compensa gli effetti del movimento della fotocamera; funzione di rilevamento del movimento che controlla automaticamente il tempo di posa e la sensibilità ISO; possibilità di estendere la sensibilità alla luce fino a ISO 6400 (il che consente di avere tempi di posa più brevi quando ci si trova in ambienti scarsamente illuminati o si desidera fotografare soggetti in rapido movimento); infine, funzione Scelta dello scatto migliore (BSS), grazie alla quale la fotocamera esegue automaticamente una serie di scatti sequenziali e salva l’immagine più nitida.
Inoltre, grazie alla modalità AF con priorità al volto, la Coolpix S630 rileva automaticamente il viso (fino a dodici volti!) di una persona in qualunque posizione all’interno dell’inquadratura.
La Coolpix S630 sarà disponibile da fine febbraio nei colori black o red.

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Coolpix P90, la nuova ammiraglia Nikon

sabato, 14 febbraio 2009
listen it it Coolpix P90, la nuova ammiraglia Nikon

La nuova Nikon Coolpix della serie Performance è dotata, tra le prime al mondo, di uno straordinario obiettivo Zoom-Nikkor 24x.

2a0d9b8c9d93c52416d6ac7d4df49a74 Coolpix P90, la nuova ammiraglia NikonTorino, 03 febbraio 2009 – Nital S.p.A. è lieta di presentare la Nikon Coolpix P90, una delle prime fotocamere compatte digitali al mondo dotate di zoom 24x grandangolare. Ma la “potenza” della nuova ammiraglia della gamma Coolpix non risiede solo nel super teleobiettivo ad alte prestazioni: in questa fotocamera sono infatti presenti diverse straordinarie funzioni, molto semplici da utilizzare.
La Coolpix P90 rappresenta quindi il connubio ideale per coloro che ricercano la prestigiosa qualità Nikon in una fotocamera facilmente trasportabile e dall’utilizzo intuitivo.

Nikon dichiara: “questa fotocamera dimostra ancora una volta la volontà di Nikon di soddisfare le esigenze di molti appassionati di fotografia. Il suo zoom Nikkor 24x incredibilmente potente con funzionalità di ripresa grandangolare, lo schermo LCD da 3 pollici inclinabile ad angolo variabile (fino a 90°), il sistema VR per la riduzione delle vibrazioni, il motore di elaborazione delle immagini Nikon Expeed e l’elevata sensibilità ISO raggiungibile, fanno della Coolpix P90 il naturale “trait d’union” tra il mondo della compatte e quello delle reflex digitali”.


CARATTERISTICHE STRAORDINARIE
La Nikon Coolpix P90 è dotata di un potente zoom ottico grandangolare Nikkor 24x con un’escursione focale, equivalente al formato 35 mm, compresa tra 26 mm e 624 mm; in grado, in modalità macro, di scattare foto a una distanza ravvicinata di 1 cm, la nuova Coolpix serie P consente anche di effettuare riprese in sequenza ad alta velocità fino a un massimo di 45 scatti a 15 fps: insomma, è possibile passare dalla macrofotografia alla fotografia sportiva con la massima semplicità. Inoltre, in modalità “Sequenza sport” è addirittura possibile registrare, nel brevissimo tempo intercorrente tra l’inizio e la fine della pressione del pulsante di scatto, una sequenza di immagini: attimi prima inafferrabili diventano ora fotografabili con semplicità! Se a tutto ciò si aggiungono i 12,1 megapixel effettivi del sensore ed una sensibilità massima pari a ISO 6400, è chiaro perché la Coolpix P90 si ritenga eccellente per ogni situazione di ripresa. È possibile utilizzarla nella modalità Auto, semplice ed automatica, consigliata per gli utenti “alle prime armi” oppure in una delle tante modalitàScene“, grazie alle quali la macchina regola automaticamente le impostazioni in base al tipo di soggetto selezionato. Gli utenti più esperti possono invece scegliere diverse impostazioni manuali tramite i quattro modi di esposizione della fotocamera (P, S, A, M) ed è inoltre possibile eseguire riprese con le impostazioni personalizzate, ruotando il selettore dei modi su U1 o U2. Nell’elegante e maneggevole corpo camera sono inoltre presenti il flash “pop-up”, attivabile manualmente, ed il mirino elettronico, che agevola ulteriormente la composizione della foto ideale.
Ma la P90 non è solo ottica, potenza e velocità: all’interno, infatti, della nuova ammiraglia Coolpix “batte” un cuore altamente tecnologico, contraddistinto da diverse funzioni avanzate: come le quattro funzioni avanzate di stabilizzazione miranti ad eliminare l’effetto mosso, ovvero la Riduzione Vibrazioni (VR), che consente di ridurre il tremolio quando si scatta a mano libera; la Sensibilità ISO elevata che permette di ottenere l’esposizione e la nitidezza appropriate anche in condizioni di luce scarsa; la funzione Scelta dello scatto migliore (BSS), con cui la fotocamera esegue fino a dieci scatti sequenziali e salva automaticamente l’immagine più nitida; la funzione di rilevamento del movimento, che riduce automaticamente il tempo di posa e aumenta le impostazioni ISO per compensare il movimento della fotocamera e del soggetto.

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Happy Holidays, dpreview dieci giri

giovedì, 8 gennaio 2009
listen it it Happy Holidays, dpreview dieci giri

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L’intero team di dpreview vorrei augurare a tutti i nostri lettori un Happy Holidays (a seconda che si ‘re di osservazione). Come sempre Natale segna un altro anniversario per il sito, questa volta ‘sa uno grande, a dieci anni. Per festeggiare abbiamo aperto la nostra nuova sezione laboratori così come rivelare la nostra prima beta pubblica funzione; Sfide. Come un po ‘di una retrospettiva sugli ultimi dieci anni abbiamo ‘ ve producono anche due brevi blog guardare indietro e facendo un primo bilancio. Qualsiasi cosa tu ‘nuovamente facendo oggi, godono di voi e vi ringrazio per essere una parte di dpreview.com!


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 Happy Holidays, dpreview dieci giri

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Indiscrezioni del giorno – www.reflex.it

giovedì, 27 novembre 2008
listen it it Indiscrezioni del giorno   www.reflex.it

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08.09.2008CANON. Un banner “teaser” spaziale sul sito americano annuncia una reflex destinata ad eclissare la concorrenza. Si parla dell’erede della 5D, di una 1D Mark IV o di tutt’e due? Canon ha perso qualche quota di mercato nel settore professionale a favore di Nikon e giustamente ha riarmato il suo arsenale per ridare battaglia. Allo stesso tempo l’ipotesi che la casa lanci una nuova serie di compatte con sensore APS-C sembra del tutto probabile. LEICA. Rimbalzano voci di una Leica M8 con sensore 24x36mm. L’apparecchio era stato annunciato al Pma di Las Vegas a Febbraio dall’allora Amministratore Delegato che fu poco dopo licenziato. La domanda e’:

556eea53585caa7e6acfd65baad8e728 Indiscrezioni del giorno   www.reflex.it

la grande novita’ di photokina sara’ rappresentata dalla nuova M8 e da nuovi lenti M o dalla promessa reflex digitale? NIKON. Una fotocamera biottica medio formato era stata la prima scelta della Nippon Kogaku (l’originale nome della casa) subito dopo la guerra e nella fase di riorganizzazione. Non se ne fece nulla e nessun progetto ha mai visto la luce. Sessant’anni dopo la voce torna a circolare. Su internet gira

9c462b2c4af6cc1428a3615e4310aa54 Indiscrezioni del giorno   www.reflex.it

la notizia di un sensore MX formato 48x48mm che Nikon monterebbe su una fotocamera tipo Mamiya 6 a telemetro. Il tutto sarebbe confermato da un annuncio pubblicato sulla rivista americana “Ragenfinder” che promuove il congresso dei fotografi di matrimonio americani sponsorizzato da Nikon a febbraio 2009 nel corso del quale la casa presenterebbe qualcosa di “big” ovvero “molto grosso”. Il testo dell’annuncio promette che il mistero sara’ svelato “il prossimo mese” quindi, cosi’ parrebbe, a brevissimo. Una foto da cellulare di un testo giapponese con caratteristiche tecniche relative ad un “modio formato” darebbe ulteriore valore a quella che per ora resta una congettura. PANASONIC. Sul nuovo sensore Micro 4:3 Panasonic creera’ una importante generazione di fotocamere. Anche tipo reflex. Lo rivela la newsletter “Pen Weekly”, citando le confidenze di un manager della casa. Il cui progetto sarebbe quello di offrire al mercato una gamma di prodotti imaging senza soluzione di continuita’ dal fotocellulare alla reflex, passando per le compatte digitali. In attesa di sviluppi sara’ presentata una seconda versione della reflex QuattroTerzi sul genere della Lumix L-10. Panasonic, che e’ entrata direttamente nel mercato in punta di piedi nel 2002, punta a sfornare 17,4 milioni di fotocamere nel 2009 con un incremento del 34%. Come dire che il gioco si fa sempre più grosso. SONY. L’attesa Alpha 900 con sensore da 24 MP sara’ presentata domani 9 settembre in una conferenza stampa ad Edimburgo.

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