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Articoli marcati con tag ‘attesa’

Roa e Os Gemeos: anteprima da ‘Art in the Streets’ a Los Angeles

domenica, 17 aprile 2011
listen it it Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles

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Oltreoceano cresce l’attesa per Art in The Streets, la mostra che aprirà al MOCA di Los Angeles il prossimo 17 aprile. Per gentile concessione del dentro espositivo diretto da Jeffrey Deitch, siamo in grado di fornirvi alcune foto in anteprima, scattate da Gregory Bojorquez. Abbiamo il lavoro di Roa quasi al completo, mentre ancora nessuna immagine della stanza di Banksy, ma chi ha avuto l’occasione di sbirciare dice sia fatta di tele di grandi dimensioni e alcune rielaborazioni di certa famosa iconografia pittorica classica.

Dalle foto possiamo vedere qualcuno al lavoro che sta realizzando un pezzo interamente a colori e sembra che nei suoi meccanismi e macchinari si venga a frammentare e ricomporre una singolare storia d’America. Nessuna traccia di lavori di Blu all’interno del Moca (il diverbio con Deitch non sembra essersi ricomposto), menre i tipi di Nuart ci segnalano un’impressionante installazione dei brasiliani Os Gemeos.

Il percorso retrospettivo ideato insieme a Roger Gastman, Aaron Rose e molti altri, parte simbolicamente dalle prime esperienze su strada negli anni ‘60, segnalando come non sia mai esistita una vera e propria spaccatura tra arte contemporanea e street art, che vedrà in personaggi come Basquiat, Haring, Scharf e Schnabel anelli di congiunzione e “punti di rottura” nel sistema ufficiale dell’arte.

‘Art in The Streets’ – Lavori in corso al MOCA
9e1cd thn GregoryBojorquez Moca4 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles9e1cd thn GregoryBojorquez Moca3 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles9e1cd thn GregoryBojorquez Moca2 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles9e1cd thn GregoryBojorquez Moca Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles

Roa e Os Gemeos: anteprima da ‘Art in the Streets’ a Los Angeles é stato pubblicato su artsblog alle 14:34 di mercoledì 13 aprile 2011.

 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles

 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles

 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles  Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles

 Roa e Os Gemeos: anteprima da Art in the Streets a Los Angeles

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Julian Assange Colouring Book

mercoledì, 2 febbraio 2011
listen it it Julian Assange Colouring Book

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Che fine ha fatto Julian Assange? Per adesso rimane in Inghilterra agli arresti domiciliari in attesa di una decisione sull’eventuale estradizione in Svezia per accuse di violenza sessuale. Il fondatore di Wikileaks ha però ricevuto in gennaio un prestigioso riconoscimento, la Medaglia dalla Sydney Peace Foundation, per il suo fondamentale contributo allo sviluppo della democrazia nel mondo. Prima di lui avevano ricevuto questa onorificenza tipi come il Dalai Lama e Nelson Mandela.

“Assange si è battuto per il diritto dei cittadini di conoscere e ha contestato la secolare tradizione che vuole che i governi abbiano il diritto di tenere la gente in uno stato di ignoranza”, ha dichiarato il presidente della fondazione Stuart Rees

Nel frattempo, il popolo della rete ha dato vita ad un piccolo, interessante progetto partecipativo. Il Julian Assange Coloring Book, un libro da colorare in cui il protagonista è proprio lui. Tutti sono invitati a partecipare, colorando i ritratti di Assange direttamente online. Si possono scegliere le dimensioni del pennello, lo zoom, salvare e stampare le foto. I più bravi possono ritoccare le immagini da casa propria col Photoshop ed uploadare le immagini sul sito, le migliori vengonmo scelte per la galleria.

Julian Assange Colouring Book – Immagini degli utenti
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Julian Assange Colouring Book é stato pubblicato su artsblog alle 11:30 di mercoledì 02 febbraio 2011.

 Julian Assange Colouring Book

 Julian Assange Colouring Book

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 Julian Assange Colouring Book

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Niente iAd per il The Daily di Murdoch

giovedì, 20 gennaio 2011
listen it it Niente iAd per il The Daily di Murdoch

42792 Rupert Murdoch  World Economic Forum Annual Meeting Davos 2009 Niente iAd per il The Daily di Murdoch

AdvertisingAge ha segnalato che sebbene News Corporation ed Apple stiano lavorando assieme allo sviluppo del The Daily per iPad, il servizio non utilizzerà iAd. La scelta è ricaduta in favore dell’azienda newyorkese Medialets. La notizia rivela che il The Daily opterà per un modello basato su abbonamento, che per la visualizzazione dei contenuti del quotidiano costerà $0,99 alla settimana.

Il servizio sarà disponibile gratuitamente per due settimane a chi vorrà valutare il passaggio dalla versione cartacea a quella digitale. Questo dettaglio potrebbe significare una modifica alle regole dell’App Store: Apple potrebbe aggiungere alcune clausole che consentano la pubblicazione di applicazioni gratuite per un certo periodo. Ammesso che non si opti per una soluzione già collaudata: spostare i controlli direttamente su Web.

Altri dettagli circa il quotidiano sono emersi per mezzo del direttore esecutivo di Virgin America: “Lo abbiamo visto all’opera solo nella fase di sviluppo e pensiamo che sarà altamente innovativo in termini d’uso e immagine”.

Si vocifera che l’applicazione utilizzerà uno stile grafico molto simile a quello del magazine. Ovviamente l’applicazione prevederà l’ausilio di tutte le gesture che l’interfaccia multi-touch mette a disposizione. L’app era stata annunciata per questa settimana ma tutto è stato rimandato al prossimo mese. L’attesa per questa applicazione è giustificata essenzialmente da due aspetti: uno di breve periodo e l’altro di lungo periodo.

Sul piano del breve periodo sarà interessante osservare il giornale per iPad secondo Apple. Ci sono già schiere di esperti di marketing che non vedono l’ora di studiare ogni minimo dettaglio di quella che si preannuncia essere l’applicazione di esempio per intere generazioni di applicazioni emule. Sul piano del lungo periodo, sono gli esperti di economia a fremere dalla voglia di dare una risposta alla loro domanda: è davvero possibile un simile modello di business?

[Via AdvertisingAge]

Niente iAd per il The Daily di Murdoch é stato pubblicato su Melablog.it alle 08:00 di mercoledì 19 gennaio 2011.

 Niente iAd per il The Daily di Murdoch

 Niente iAd per il The Daily di Murdoch

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 Niente iAd per il The Daily di Murdoch

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Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

sabato, 15 gennaio 2011
listen it it Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

afc99 Alfred Hitchcock Taschens 25th anniversary Special edition Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

Tutta l’incertezza angosciosa, l’attesa devastante, la tensione crescente e incontenibile, che scatenano certi istanti dell’esistenza, è stata elevata dal genio di Alfred Hitchcock a sublime meccanismo narrativo cinematografico che ammalia e spaventa.

La suspense che accelera il battito cardiaco, fa stare con il fiato sospeso, e sussultare ad ogni effetto sorpresa, i protagonisti e gli spettatori di capolavori come “Psycho”, “Vertigo”, “La finestra sul cortile”, “Gli uccelli” o “Rebecca”, serpeggia anche nelle pagine del volume di Duncan Paul che la Taschen ripropone in una Taschen’s 25th anniversary Special edition super economica.

Un compendio tutto da sfogliare di vita e opere, dai primi film muti all’ultimo nel 1976, ritmo calibrato e suggestioni, difficili da eguagliare nonostante i numerosi tentativi di imitazione, ma da sempre notevole fonte di ispirazione, da accaparrarsi al prezzo speciale di soli € 9.99, a partire da febbraio 2011.

Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition é stato pubblicato su clickblog alle 10:00 di sabato 15 gennaio 2011.

 Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

 Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

 Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition  Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

 Alfred Hitchcock Taschen’s 25th anniversary Special edition

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Obiettivi usati e garanzia

lunedì, 27 dicembre 2010
listen it it Obiettivi usati e garanzia

Salve a tutti,

ho acquistato un nikon sb600 import usato, accompagnato da fattura d’acquisto di aprile 2010 da Granbazaar. Il flash ha smesso di funzionare e intendo far valere la mia garanzia.

Purtroppo nella confezione non c’era il foglio di garanzia che consente di rivolgersi per 1 anno dal produttore, ovvero anche nei centri d’assistenza convenzionati Nital, pertanto l’unica soluzione è la garanzia ex-lege per due anni dal venditore.

Ho mandato 3 mail a granbazaar senza risposta, ho provato a chiamarli 30 minuti d’attesa e niente. Ora intendo mandare una messa in mora con raccomandata A/R ma mi chiedo….

- posso farlo io….quando l’acquirento originaro è un terzo?
- la legge copre la garanzia su beni dei quali non si è l’acquirente originario?

Grazie a tutti per eventuali risposte credo che un po’ di chiarezza sulla garanzia del materiale usato possa far comodo a tutti!!

Buone feste,
G.

Fonte Google News

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C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

lunedì, 20 dicembre 2010
listen it it C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.

Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.

Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.

Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura )

Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:

  • Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
  • Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
  • Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.

Passiamo ora al corso.

Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:

  • Inquadratura
  • Lunghezza focale e prospettiva
  • Regola dei terzi e rapporti aurei
  • Simmetrie ed asimmetrie

Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.

CAPITOLO UNO: Inquadratura

Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.

Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.

Alcune citazioni dotte sul tema.

The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.

Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

c186f metzker58AM15 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.

In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

c186f 749px Adams The Tetons and the Snake River C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.

In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

914ec PAR121453 C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:

  • Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
  • Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.

Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.

10428 4044612580 50685649d2 z C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.

06c7e 5099270570 6d6811350b C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

L’inquadratura e le linee

L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.

Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.

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Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.

In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.

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In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.

L’inquadratura e la terza dimensione

L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.

Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.

L’inquadratura come strumento scenico

Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.

I formati

Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:

  • 1/1 ovvero quadrata
  • Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.

E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.

Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.

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Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.

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Orientamento dell’inquadratura

Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?” 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale

La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.

Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.

Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 32013 biggrin C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.

Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.

Conclusioni

Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.

IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’ 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

  • Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
  • Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
  • Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
  • Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
  • Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
  • Riempite il fotogramma
  • Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
  • Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
  • Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.

ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa 32013 ohmy C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.

Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo 5ed7d wink C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura

Fonte Google News

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D300s difettosa

giovedì, 16 dicembre 2010
listen it it D300s difettosa

Ciao a tutti.
Indeciso tra la D7000 e la D300s ho optato per quest’ultima perché comunque trasmette un meraviglioso feeling “pro” che la bella 7000 nemmeno si sogna. Di sicuro uscirà un nuovo modello nel 2011, ma vedremo.
Della macchina sono sostanzialmente contento (una maggiore definizione non mi dispiacerebbe), ma lavorarci assieme è davvero una gran goduria.
Dopo aver girato parecchi rivenditori che mi offrivano il kit con il 16-85 (quello che mi interessava di più) tutti con prezzi intorno ai 2000 euro (poco di più o poco di meno), sono passato dal Mediaworld di Modena dove me la offrivano a 1600 euro. Non ho aspettato un attimo e me la sono accaparrata assieme ad una batteria di scorta.

Purtroppo mi sono accorto che la durata della batteria, a macchina spenta, era drammaticamente bassa e dopo una nottata mi ritrovavo la povera Nikon completamente morta. Questo capitava con entrambe le batterie

Ho quindi notato che il led verde che indica la lettura della memory card, a macchina spenta, iniziava a lampeggiare per non smettere mai: ecco il problema! Ho provato a formattare la memory card, a inserirne altre, ma nulla. Ho aggiornato anche il firmware senza alcun risultato….

Sono quindi tornato da Mediaworld dove, constatato il difetto, molto gentilmente mi hanno offerto di cambiare il corpo macchina pur lasciandomi usare il mio finché questo non arriva (il prezzaccio infatti era dovuto al fatto che era l’ultima rimasta).
Sono in attesa da 3/4 giorni, ma nel frattempo continuo a scattare e a divertirmi…

Ah, dopo nemmeno una settimana dalla registrazione la Nital mi ha inviato il kit GPS: velocissimi!

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D3s – 70-200 Vr2 — Help: Domande

domenica, 21 novembre 2010
listen it it D3s   70 200 Vr2     Help: Domande

Intanto buongiorno a chiunque legga,
chiedo anche qui lumi, ho chiesto in giro ma ancora non ho avuto risposte e spero di trovarle per chiarirmi alcuni dubbi.
Avrei quindi bisogno di alcune informazioni sui due oggetti in questione, al momento sono 2 o 3 le cose che mi lasciano un po’ sorpreso.

1) Nel caso del 70-200vr2 avrei bisogno di sapere da chi lo ha se l’attivazione del VR è udibile, se si sente il tac dell’attivazione e disattivazione (non è che parlo di frustata in aria, ma per intendersi se c’è silenzio si sente ..e senza star vicini).
Il rumore generale della meccanica interna (AF nel suo fine corsa, e VR) mi pare più vicino a quello del 100-400 canon che non a quello del 70-200, soprattutto dell’ultimo IIis che in effetti è praticamente non udibile in tutte le sue funzioni.
Dato che la lente per quanto nuova e in garanzia, mi arriva da un altro fotografo, sapere se vale la pena verificare il tutto o se è così mi farebbe comodo (anche se alla prima occasione farò in modo di provarne uno nuovo in un negozio).
Ovviamente la lente funziona (almeno al momento) e non da nessun problema, è solo curiosità perché il mio unico riferimento al momento viene da un attrezzatura diversa e non ho idea se preoccuparmi o meno.

2) D3s: c’è una cosa che non mi sembra normale e non so da cosa dipenda, ho cercato anche sul web ma non mi pare se ne parli.
In pratica in modo piuttosto randomico, o per lo meno non intuibile, quando si accede al menu’ ci sono volte in cui appare una clessidra con tempi che possono arrivare anche a 3-4secondi.
Se si richiama immediatamente dopo è istantaneo (come se lavorasse in cache), ma basta un tot di attesa, qualche tipo di operazione successiva, anche se non ho ben capito quale, ed il fenomeno si ripropone.
Capita anche nella visualizzazione dell’immagine capita ma la cosa mi pare plausibile.
Mi pare che in molte operazioni la macchina acceda alla/e schede di memoria.
Preciso che: Ho provato con 3 tipi di schede (da 280x a 366x di varie marche), con 2 o con 1 scheda inserita, ho formattato la scheda in macchina.
E’ molto probabile che ci sia qualcosa che mi sfugge ma al momento trovo la cosa veramente fastidiosa.

Ringrazio in anticipo per ogni informazione e soluzione.

Fonte Google News

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nikon 24-70 f2.8

domenica, 21 novembre 2010
listen it it nikon 24 70 f2.8

Ciao a tutti,
dopo un attesa di circa 2 anni, sto per comprare l’ottica in oggetto da un privato e siccome il prezzo mi sembra buono sui 950 €, vorrei dei consigli per vedere subito provandolo al momento dell’incontro, montandolo sulla mia D300 se è tutto ok, insomma i test da fare subito per capire se ci sono problemi o meno.
grazie

ciao
Romano

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Nikon, l’arrivo di una Evil sempre più vicino?

mercoledì, 29 settembre 2010
listen it it Nikon, larrivo di una Evil sempre più vicino?

87e7e nikonMX Nikon, larrivo di una Evil sempre più vicino?

Digitimes, una rivista taiwanese, ha pubblicato una dichiarazione di Nikon che intende arrivare, nel mercato asiatico, al 40% del mercato degli obiettivi intercambiabili nel 2011 ed al 50% nel 2012.

Questi risultati saranno ottenuti grazie all’arrivo sul mercato dell’attesa prima evil. Attualmente la quota di mercato dell’azienda è del 25%, ma è calata quest’anno per colpa di alcuni problemi di fornitura. Con il solo mercato degli obiettivi per le reflex hanno calcolato di arrivare al 35%.

Siamo quindi molto vicini all’annuncio? Sembrerebbe proprio di sì. Idealmente potrebbe arrivare per il CES 2011 o anche prima.

Via | Digitimes

Nikon, l’arrivo di una Evil sempre più vicino? é stato pubblicato su clickblog alle 08:30 di mercoledì 29 settembre 2010.

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Nikon D3100, foto e caratteristiche

sabato, 14 agosto 2010
listen it it Nikon D3100, foto e caratteristiche

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Il mensile tedesco Foto Digital ha involontariamente fornito a tutti noi le ultime informazioni sulla futura Nikon D3100 quando ha inviato il numero di settembre ai suoi abbonati.

In copertina potete trovare la scansione con la foto della nuova reflex. Ecco le caratteristiche:

  • sensore Cmos da 14 megapixel
  • live view
  • schermo da 3 pollici
  • sensibilità iso da 100 a 12800
  • 11 punti di messa a fuoco automatica
  • registrazione video HD 1080p
  • Processore Expeed2
  • Costo di circa 650€

Dopo il salto potrete trovare anche i nuovi obiettivi che verranno annunciati.

c2070 nikonlenses Nikon D3100, foto e caratteristiche

Nessuna novità inattesa per questi obiettivi che dovrebbero essere presentati nel corso della prossima settimana.

  • Nikkor AF-S DX 55-300mm f/4.5-5.6 G ED VR (420€)
  • Nikkor AF-S 85mm f/1.4 G with Nano (1650€)
  • Nikkor AF-S 24-120mm f/4 G ED VR (1220€)
  • Nikkor AF-S 28-300mm f/3.5-5.6 G ED VR (1000€)

Via | NikonRumors

Nikon D3100, foto e caratteristiche é stato pubblicato su clickblog alle 09:00 di sabato 14 agosto 2010.

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Panasonic LX5, il leak

martedì, 20 luglio 2010
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19f30 panasonic lx5 leak Panasonic LX5, il leak

Con le Panasonic DMC-FX700K, DMC-FZ100K e DMC-FZ40K è apparsa sul sito di Panasonic anche la pagina relativa alla nuova ed attesa Panasonic LX5.

Per gli impazienti le differenze principali fra la LX5 e la vecchia LX3 sono:

  • Uno zoom 3,8x che copre le focali equivalenti da 24mm a 90mm. La LX3 ha uno zoom 2,5x
  • La sensibilità che arriva fino a 12800 iso anziché fermarsi a 3200 iso
  • Filmani 720@60p in formato AVCHD Lite

Il sensore della fotocamera è un CCD da 10 megapixel con caratteristiche tecniche avanzate che dovremo attendere l’annuncio ufficiale per conoscere. Lo schermo LCD da 3 pollici ha 460.000 pixel. La raffica di scatto è di 2,5 fps. Può salvare in formato raw. Sarà disponibile sia in versione bianca sia in versione nera.

Via | Panasonic

Panasonic LX5, il leak é stato pubblicato su clickblog alle 11:00 di domenica 18 luglio 2010.

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