Articoli marcati con tag ‘apo’
Comparativa tele-zoom
sabato, 7 maggio 2011
Ciao, per la mia D90, ho un obiettivo Sigma 70-300 APO macro 4.5/5.6 ma volevo sostituirlo con qualcosa di altro, per fare qualche scatto in riserva naturale e per qualche evento sportivo..
Avevo pensato a queste opzioni, qualcuno conosce questi modelli e potrebbe darmi un consiglio su quale scegliere?? I prezzi sono similari, ma le caratteristiche spesso sono distanti credo
Nikon Nikkor 70-300 4,5/5,6 VR2 stabilizzato importazione Nital
Tamron SP70-300mm f/4-5.6 Di VC USD stabilizzato, il nuovo modello ultimo arrivato.
Tokina AT-X 840 AF D 80-400 f/4.5-5.6 (credo di importazione parallela trovato nuovo a meno di 500 euro)
Sigma 120-400 4-5.6 AF APO DG OS HSM
Grazie.
Sigma 70-300 DG APO non motorizzato
domenica, 17 aprile 2011
Ciao non ho trovato un topic con la stessa domanda …
Ho un 70-300 Sigma APO DG non motorizzato (con anello rosso e ghiera diaframmi) …
Lo uso su D3000 e, a parte l’autofocus gestisco tutto …
Domanda:
Se usato su una fotocamera con motorino interno, l’ottica gestisce per l’autofocus?
Scusate l’ignoranza ma non ne ho capito molto …
Grazie delle info.
Tags: apo, autofocus, Capito, dg, Fonte, fotocamera, Molto Grazie, motorino, notizia, ottica, Sigma 70 300il fuoco scattando in verticale
giovedì, 7 aprile 2011
Ciao ragazzi, ho un problema con lo zoom 70 300 f4-5,6 DG APO della sigma, ovvero quando scatto in verticale fa fatica a mettere a fuoco. E lento gia di suo fuoco perchè e un obbiettivo vecchio ed e stato per 2 stagione a scattare foto hai turisti…il corpo macchina e la d70.
La domanda cruciale e questa: il fuoco lento e un problema del corpo o dell’obbiettivo? Non avendo il motore l obbiettivo penso che sia per la macchina ma vorrei avere conferme.
P.S il corpo macchina lo devo cambiare e ho gia i soldi per il nuovo ma se fosse anche da cambiare lo zoom mi slitta il piano di acquisto.
Grazie ciao
Tags: apo, Dell, dg, Fonte, foto, Gia, Il Nuovo, motore, notizia, Penso, scatto, sigma, ZoomSigma 150/2,8 EX APO MACRO DG
giovedì, 24 febbraio 2011nikon 70 200 vr1
giovedì, 6 gennaio 2011
dopo aver pensato al 70 300 quindi all 80 200 2.8 ho deciso di fare una follia e prendere l’obiettivo “della vita” 70 200 2.8.Attualmente il mio corredo è:nikon d90 nikon 20 mm, 35 mm f2 d, 10.5 dx, 12 24 tokina dx, 50 1.8 nikon, 85 1.8 e sigma apo 180.Con questo obiettivo conterei di “chiudere” il mio corredo ottiche (…per ora) pe rpassare alla d700 o aspettare il nuovo ingresso della sua erede (e prendere sempre la d700 magari con un prezzo inferiore).Ho trovato in giro dei 70 200 vr1 a circa 1100-1200 euro.Vorrei sapere se riteniate che “ne valga la spesa” alla luce del mio corredo presente futuro e se il vr1 sia comunque molto superiore all’80 200 bighiera.grazie a tutti.paolo
Tags: apo, d700, d90 nikon, Dei, Dx 50, Follia, Giro, Google, luce, Nikon 85, nikon d90, obiettivo, Sia, sigma, spesa, Valga, vitaSigma 50-500 ?????
martedì, 4 gennaio 2011
Anche in questa sezione oltre a quella del Compro Obbiettivi chido 1 aiuto riguardante 1 tele Sigma 50-500mm stabil, APO ecc. visto che vorrei fare 1 po di caccia fotografica pensavo di prendere 1 ottica fissa da 500-600mm ma NON è possibile costano come 1 FIAT-PANDA!!! Allora valutavo di prender 1 Zummone Sigma 50-500 che sembra esser 1 discreta lente e 1 prezzo attorno i 1350 su Fotocolombo. Dovrebbe esser gia il modello nuovo dato che c’è scritto novità.
Qualcuno mi sa consigliare o addirittura se qualcuno ce l’ha mi puo dare la sue impressioni.
Premetto che ho 1 D700 e quindi 1 ottica da 500mm rimane tale non come nelle macchina DX che aumenta di 1.5.
Aspetto con ansia i vostri consigli e le vostre proposte e se conoscete negozi con vetrina on-line seri e vantaggiosi vi prego di farmelo sapere dato che sono nuovo e non ho mai comprato in rete ma se la cosa sara vantaggiosa e sicura lo faro
…………………….GRAZIE MILLE A TUTTI
Prima reflex Nikon D50….???
lunedì, 27 dicembre 2010
Salve, mi sono appena iscritto e volevo consigli
avrei trovato una Nikon D50 con obiettivo 28-80 a 200 Euro, lo so che è una macchina un pò datata ma forse per quello che serve a me potrebbe essere piu che sufficiente
dico subito che sono mega ignorante in materia di fotografia, e che una macchina con 1000 mila funzioni sarebbe decisamente sprecata per me, alla fine l’ultima macchina che avevo preso era una compatta da 5 mega pixel e che da un po mi da qualche problema, ragione per la quale ultimamente le uniche foto che posso fare sono col telefonino, anche quello da 5 mega, ma una reflex penso che sia propio un altro mondo
ho guardato anche per la D80, ma la si trova a prezzi superiori, e forse per me la spesa in piu non vale la resa
poi comunque la D50 è dotata di motorizzazione sul corpo macchina, quindi potre utilizzare obbiettivi AF o AFD senza perdere l’autofocus
questa D50 la dovrei andare a vedere nei prossimi giorni, dalle foto sembra ok, mi devo informare sugli scatti all’attivo, ho visto che tramite un software “opanda” si potrebbe vedere la quantità reali degli scatti fatti, qualcuno mi potrebbe spiegare il procedimento per fare questo
per adesso vi ringrazio e a breve tante altre domande
Negozi di materiale fotografico usato
domenica, 26 dicembre 2010
Come da titolo cerco qualche negozio di materiale fotografico usato e nuovo in provincia di Napoli
Tags: apo, Cerco, Font, foto, fotografi, materiale fotografico, Provincia Di Napoli, titolo, ZioNikkor AF-S DX VR 55-200 mm f/4-5.6G IF-ED
giovedì, 23 dicembre 2010
Ciao a tutti ragazzi sto per comprare questa lente cosa ne dite? va bene è una buona lente da montare su la nikon d3100??? io ero optato per prendere il sigma apo 70-300 però questo mi attira di + mi dite cosa ne pensate grazie e auguri di buon natale a tutti!!!!
Tags: 3100, 6g, apo, auguri, Ciao A Tutti, dx, Ero, Font, lente, montare, Mp, Natale, nikkor, nikon, Nikon D3, Pensa, Ragazzi, sigma, Tutti Ragazzi, Va Benesuggerimenti per acquisto obbiettivi a NY
lunedì, 20 dicembre 2010
ciao a tutti, per capodanno sarò a New York dove vorrei,oltre che fare un sacco di foto, acquistare qualche nuovo obbiettivo x la mia D5000.Premesso che sono alle prime armi e che ho già un 18-105mm f3.5/5.6 oltre al 18-55 di serie, vorrei acquistare qualcosa di più luminoso e magari un bel grandangolo. Ho ancora molti dubbi ma il 17-55mm f2,8 Nikkor mi piaceebbe tanto oppure c’è il 16-50 f2.8 Tokina….. come lo vedete? e magari un nikkor 10,5mm f2,8…..anche se di sicuro sentirei la mancanza di un piccolo zoom…..
mi date qualche suggerimento? anche su dove acquistare a NY, ho visto sul forum che i migliori sono Adorama e 42photo…..altri aiutini???
grazie mille
C2 (Composizione) Parte 1: Inquadratura
lunedì, 20 dicembre 2010
Primo capitolo del corso C2 della sQuola Romana di Fotografia.
Si ringrazia prima di tutto 16ale16 per i contributi ad alcune parti di questo testo, poi flasher e tutti gli altri membri dell’organizzazione scolastica per gli spunti di discussione ed i suggerimenti.
Dopo aver affrontato il primo corso introduttivo (C1: Profondità di campo focale,diaframma e distanza, iperfocale) eccoci ad entrare nel mondo in cui la tecnica (intesa come fredda applicazione di regole matematiche) lascia il posto al senso artistico del fotografo e in cui non si riesce più a trovare consensi unanimi, ma ogni ragionamento può essere viziato da considerazioni ed esperienze personali.
Innanzitutto poche considerazioni generali.
Cos’è la Composizione? Difficile (se non impossibile) darne una definizione esaustiva o che almeno lasci intendere i tanti aspetti che ci si riferiscono.
Partendo da wikipedia: Composizione, nel linguaggio artistico, indica la disposizione/collocazione degli elementi all’interno di un campo visivo.
Se in pittura è l’artista a decidere come collocare gli elementi, in fotografia abbiamo dei vincoli spesso molto stingenti e dobbiamo usare la tecnica per ‘comporre’ una scena di cui non siamo i padroni. Questo è probabilmente l’aspetto più affascinante della composizione fotografica: riuscire a dare una lettura personale ed unica di una scena altrimenti ordinaria e poco interessante.
Come e più che nei confronti di un quadro il risultato potrà non piacere a tutti, anzi più larga sarà la base di consensi per una foto, più questa rischierà di essere ordinaria; solo i grandi artisti riescono a stupire le masse, i comuni mortali si devono accontentare di ottenere un consenso (ma non è poco
)
Dove leggere di composizione (studiare non può limitarsi al leggere, ma è indispensabile tanta pratica)?
Esistono migliaia di testi, classici e moderni. Ciascuno di voi potrà trovarne altri, ma da un elenco bisogna pur partire.
Senza scadere sul Composition for dummies o andare su trattati accademici, alcuni testi non banali, ma accessibili sono:
- Michael Freeman – L’occhio del fotografo (The-Photographers-Eye). Letto in italiano (ben tradotto). Il migliore dei tre, approfondito ed appassionante.
- Bryan F Peterson – Learning to See Creatively. Letto in inglese. Stile molto moderno e dissacrante (come l’autore) è una raccolta di ricette pratiche.
- Robert Hirsh – Light and Lens – Photography in the Digital Age. Letto in inglese. Spazia oltre la composizione e contiene anche interessanti elementi di storia della fotografia come arte visuale.
Passiamo ora al corso.
Il corso C2 è intitolato: Inquadratura, lunghezza focale e prospettiva, regola dei terzi, rapporti aurei, simmetrie ed asimmetrie.
Il suo indice è:
- Inquadratura
- Lunghezza focale e prospettiva
- Regola dei terzi e rapporti aurei
- Simmetrie ed asimmetrie
Ne svilupperemo uno alla volta, in modo da favorire la discussione.
CAPITOLO UNO: Inquadratura
Troppo spesso questo che, a ragion veduta può essere considerato il primo elemento che abbiamo a disposizione nel curare la composizione fotografica, viene bistrattato dai fotografi intenti a puntare un soggetto che ha attirato la loro attenzione, salvo poi rendersi conto che il soggetto si perde nell’insieme, che è troppo ‘piccolo’, che ci sono elementi di disturbo o che al contrario mancano elementi di contesto utili a valutare pienamente il soggetto in relazione a ciò che ci ha permesso di notarlo.
Come si deve dunque scegliere l’inquadratura?
La scelta di una determinata inquadratura è prima di tutto il mezzo che abbiamo per escludere dalla vista dell’osservatore quello che non ci interessa o che non deve distrarre l’osservatore dal vero soggetto della nostra foto.
Alcune citazioni dotte sul tema.
“The camera is nothing but a vacuum cleaner picking up everything within range. There has to be a higher degree of selectivity.” – Ray Metzker dice che la nostra macchina altro non è che una aspirapolvere che raccoglie tutto quello che trova nell’inquadratura e che quindi dobbiamo essere selettivi; il fatto di essere selettivi ci costringe a doverlo essere a volte in modo spietato.
Ecco un’immagine di Ray Metzker, tagliata senza tanti complimenti:

“There is nothing worse than a sharp image of a fuzzy concept.” – Ansel Adams dice che nulla è peggio di un’immagine nitida di un concetto confuso (o sfocato, giocando sui tanti significati di sharp e fuzzy); egli membro fondatore del gruppo f/64, paesaggista sopraffino in quegli immensi spazi dello Yosemite Park ci ha abituato ad immagini piene di significato.
In questa famosa immagine Ansel Adams inserisce uno scorcio di paesaggio in modo che l’inquadratura valorizzi i rapporti esistenti tra le varie parti senza distrarre.

“If your pictures aren’t good enough, you aren’t close enough.” – Robert Capa dice che se la nostra foto non è abbastanza buona, allora non siamo abbastanza vicini; il reporter delle guerre ha un bel coraggio a dire di fare un passo avanti, ma l’impatto di certe sue fotografie è proprio legato al fatto che le inquadrature proiettano l’osservatore nella storia.
In una delle sue famose immagini, tecnicamente compromessa, l’inquadratura stretta sul soggetto pur rispettando il minimo di contesto necessario, ci proietta sulla spiaggia della Normandia.

Il noto motto ‘Fill The Frame‘ (riempi l’inquadratura) significa che è importante che l’inquadratura scelta racchiuda ciò che vogliamo rappresentare e, per quanto possibile, nulla più.
Spesso, analizzando una foto, ci capita di notare ‘elementi di disturbo’ che distarggono l’osservatore e non si riescono a collegare con il resto di ciò che cade dentro l’inquadratura.
Il fotografo ha davanti due scelte compositive di fronte a questo tipo di situazione:
- Eliminare dall’inquadratura ogni elemento superfluo rispetto al soggetto in modo da dare un messaggio semplice ed il più possibile univoco all’osservatore.
- Lasciare nell’inquadratura almeno alcuni degli elementi non immediatamente riconducibili con il soggetto. La presenza di soggetti (o oggetti) molteplici nell’inqudratura logicamente separati introduce potenzialmente nella foto tensioni dinamiche e contrasti che sono alla base di una composizione creativa. In questo caso ovviamente i rischi di fare ‘fiasco’ sono molto maggiori, per cui in assenza di motivazioni valide e di una consapevilezza del messaggio che si vuole dare fill the frame rimane il must.
Prelevando dalla mia esperienza personale, ecco un esempio del quale mi ricordo una sofferta ricerca dell’inquadrata più efficace. L’Estasi di Santa Teresa è un’opera magnifica che coinvolge l’osservatore, ma l’ambientazione tipica del barocco funziona molto bene dal vivo, mentre io non sono riuscito a trovare una rappresentazione che fosse valida usando un campo largo. Ecco che allora ho scelto di concentrarmi sul rapporto tra l’angelo e la santa, con un taglio deciso che ‘incorniciasse’ i due protagonisti.
Nell’ammirare le forme plastiche della Fontana del Nettuno a Roma, invece ho scelto di escludere ogni forma di riferimento esterno per rendere la foto astratta (pur potendo riconoscere i particolari) e decontestualizzata: forme e basta.
L’inquadratura e le linee
L’inquadratura gioca un ruolo importante anche per enfatizzare, in modo che può essere gradevole o meno, particolari elementi della foto.
Il principale di questi elementi che vengono fortemente influenzati dall’inquadratura è la linea.
Proprio per il fatto che l’inquadratura è una cornice fatta di linee, perpendicolari tra loro, grande importanza possono assumere i rapporti tra le linee che sono presenti nella foto e quelle che la incorniciano.
Allineare quindi linee presenti nell’immagine con i bordi dell’inquadratura porta ad enfatizzarle.
Un allinemento imperfetto risulta per molti versi sgradevole, perchè l’occhio è portato a cercare il parallelimo e, non trovandolo, rimane insoddisfatto.
Un tentativo imperfetto di giocare con le linee della facciata di Santa Maria sopra Minerva rende comunque le linee protagoniste al punto da trasformare l’immagine in una rappresentazione piatta, quasi fosse un foglio con stampati su note e pentagramma.
Per ragioni simili la presenza di angoli decisi tra le linee presenti nell’immagine ed i bordi della fotografia crea un effetto dinamico.
In questa immagine, sempre alla Fontana del Nettuno a Roma la presenza di un pezzo di obelisco verticale da un riferimento stabile all’immagine, mentre la lancia inclinata aggiunge tensione dinamica. La lancia non è in realtà l’unica linea presente, altre immaginarie appaiono e guidano l’osservatore ad esplorare la scena.
In conclusione curare un allinemento perfetto con i bordi o allontanarsi decisamente da esso, pena il laconico commento: “La foto è storta”.
L’inquadratura e la terza dimensione
L’inquadratura definisce due dimensioni fondamentali di una rappresentazione bidimensionale di un mondo a tre dimensioni. Se questo rappresenta uno degli elementi di fascino della fotografia, è anche vero che la terza dimensione va gestita in modo consapevole.
La profondità di campo (argomento studiato nel corso C1), applicata coerentemente alla scena aiuta a rendere la profondità della scena. Se lo sfondo incluso in una certa inquadratura non è interessante e disturba la scena la soluzione di sfocarlo è un classico.
Quando non si riesce ad evitare di mettere in relazione il soggetto con lo sfondo o si vuole che questo succeda allora entrano in gioco altri elementi che possono favorire o meno una composizione adeguata. Il discorso non è banale, ma è comunque importante considerare tutto ciò che entra dentro l’inquadratura, soggetto o sfondo. E’ importante, se lo sfondo non è rilevante ai nostri fini, che il soggetto sia chiaramente distinguibile da esso, ma questo è un tema che verrà affrontato più avanti.
Altri fattori, come le proporzioni tra le varie parti che compongono l’inquadratura (o vedremo nel capitolo 3) o i rapporti di simmetria e asimmetria (li vedremo nel capitolo 4).
La prospettiva, resa dal rapporto tra le distanze in gioco e quindi legata al punto di ripresa abbinato ad un opportuna focale (argomento del prossimo capitolo), è un elemento altrettanto cruciale.
L’inquadratura come strumento scenico
Dal punto di vista narrativo l’inquadratura può molto, permettendoci di includere o meno un oggetto nella storia che vogliamo raccontare o rappresentare. Molte sono le leve compositive che abbiamo a disposizione per scrivere questa storia e verranno affrontate man mano, ma per adesso basti pensare che tutto ciò che lasciamo entrare nell’inquadratura deve avere un ruolo. Una ripetizione, una simmetria, o invece un motivo troncato oppure una asimmetria sono messi a disposizione per noi, ma possiamo fare molto con l’inquadratura per enfatizzare o meno questi aspetti.
I formati
Un elemento doveroso da citare è rappresentato dai formati. Questi sono direttamente collegati al rapporto di aspetto (aspect ratio) che li caratterizza.
Molti sono i rapporti d’aspetto ovvero le proporzioni tra base ed altezza dell’inquadratura utilizzati nelle arti visive e tanto il cinema, quanto gli altri mezzi di fruizione di immagini hanno condizionato la nostra cultura a ruguardo.
In fotografia dominano i cosiddetti rapporti in proporzioni aromoniche:
- 1/1 ovvero quadrata
- Vari tipi di rettangoli con i lati in proporzioni: 1/2, 2/3, 3/4, 4/5.
E’ importante scegliere consapevolmente il formato di riproduzione della nostra fotografia perché l’inquadratura ne dovrà tenmere conto.
Se è vero che si possono tagliare le foto come si preferisce, è vero che discostandoci da rapporti già visti genereremmo nell’osservatore un probabile disagio (da sfruttare o meno).
Sui formati si suggerisce questa interessante lettura di approfondimento.
Per rendere l’idea dei vari formati usati nella fotografia ecco un’illustrazione con le note degli esempi più comuni per ogni formato.
Oggi in fotografia si è spesso influenzati dai rapporti d’aspetto tipici del cinema, specie quelli panoramici di cui sono qui illustrati i più diffusi.
Orientamento dell’inquadratura
Un tema collegato al formato è l’orientamento dell’inquadratura: verticale od orizzontale.
Dato per scontato che esso deve rispondere alle esigenze descritte fin’ora (riempire il fotogramma, rispettare le linee presenti nella scena) va detto che il formato orizzontale restituisce un senso di stabilità, mentre quello verticale è più dinamico.
Per scegliere l’orientamento giova molto una prima analisi del soggetto, da fare prima di inquadrare.
Sebbene non esista una risposta univoca a questo interrogativo, c’è un concetto da seguire (che non è legge scritta), che può essere di aiuto. Analizziamo infatti il soggetto e vediamo in quale direzione principale si sviluppa. Se ad esempio davanti a noi è il Colosseo, sicuramente questo sarà più largo che alto e quindi un orientamento orizzontale sarebbe da preferisi; mentre se scattiamo ad una persona, questa (quanto meno glielo auguro
) sarà più alta che larga e quindi un orientamento verticale sarebbe da preferirsi.
Rompendo questa regola (consapevolmente) si può inserire una tensione dinamica in una foto con sviluppo orizzontale ripresa invece in verticale od il viceversa; le ampie zone vuote (o non impegnate dal soggetto) lasciano spazio per l’osservatore da esplorare e chiedersi perché. Il più delle volte si chiederà: “Perché ha scelto questa inquadratura?”
Inquadratura, distanza dal soggetto e lunghezza focale
La distanza dal soggetto e la lunghezza focale sono due punti molto importanti da valutare. Quando si studia un’inquadratura ci si trova spesso a ragionare sulla focale più conveniente per fare entrare tutto quello che vogliamo (o per escludere quello che non vogliamo). E’ importante in questo caso ricordarsi che abbiamo anche i piedi e cercare un punto di ripresa adatto ad inquadrare tutto (e solo) quello che desideriamo usando la focale che ci piace. Il tema della focale da usare e della relazione tra punto di ripresa e prospettiva verrà affrontato nel prossimo capitolo, ma già ora iniziando a studiare le inquadrature, sperimentiamo diverse soluzioni di focale abbinate a diversi punti di ripresa. Anche questo è un modo per includere o escludere un oggetto dall’inquadratura, allineare i bordi con una linea od enfatizzare l’inclinazione di alcune linee rispetto ai bordi.
Inquadratura ed inclinazione verso l’alto o verso il basso della fotocamera
Cercando l’inquadratura perfetta, oltre a girare ansiosamente la ghiera dello zoom, ci si trova spesso a roteare l’obiettivo come fosse un fucile in caccia di immagini rare (shot non per niente significa sparare). Vedremo nel prossimo capitolo che l’inclinazione verso l’alto o verso il basso dell’obiettivo (basculaggio) produce distorsioni prospettiche (altrimenti dette linee cadenti) che in genere non donano all’immagine, specie se si tratta di architettura. Chiaramente una rottura netta di questa regola produce tensione dinamica notevole che può essere sfruttata (vederemo nel prossimo capitolo), ma va gestita con attenzione.
Un passo indietro può essere spesso una soluzione corretta più che l’accorciamento della focale, specie se si tratta di focali grandangolari.
Inquadratura e inclinazione a destra o sinistra della fotocamera
Un altro elemento da considerare nella corretta inquadratura è quello dell’inclinazione della macchina, che è ben diversa dal basculaggio. Mentre infatti per basculaggio si intende l’inclinazione verso l’alto o verso il basso, l’inclinazione indica se la macchina è inclinata (scusate la tautologia) verso destra o verso sinistra.
Foto con la macchina inclinata riprendono l’orizzonte non perfettamente orizzontale, ma inclinato e quindi la foto appare storta. Questo difetto può essere molto fastidioso in alcuni scatti, specie se la linea dell’orizzonte è ripresa nello scatto. Ad esempio se scattiamo la foto ad un lago o al mare, la linea dell’orizzonte deve essere dritta (orizzontale), avete infatti mai visto un orizzonte inclinato? Si svuoterebbe il lago 
Come si fa a gestire questa variabile? Beh la prima cosa da fare è quella di attivare il reticolo nel mirino della propria fotocamera, laddove presente. Infatti questa funzione permette di visualizzare delle linee orizzontali e verticali nel mirino, che ci permettono di inquadrare correttamente. Ad esempio, per l’orizzonte, basta far sì che questo sia parallelo ad una delle linee orizzontali che si vedono nel mirino.
Alcuni modelli di reflex permettono di avere anche un altri strumento molto utile nello scattare orizzontale: l’orizzonte artificiale. In particolare questa funzione permette di sapere se la macchina è effettivamente “dritta” e se invece pende, in quale direzione.
Come abbiamo già detto più sopra a proposito delle linee e del loro rapporto con l’inquadratura le foto vanno fatte o molto storte o ben diritte, specie se in esse entra ima linea (l’orizzonte già citata, il bordo di un muro, la parete di un palazzo, una colonna, …) di cui si riconosce in modo inequivocabile quale debba essere l’inclinazione naturale.
Conclusioni
Molti altri sono i motivi per curare l’inquadratura e moltissimi i rapporti che è possibile creare tra questa e i soggetti contenuti nella foto, ma questi fatti dovrebbero da soli bastare a convincerci che l’inquadratura è il primo elemento da curare per qualsiasi composizione.
IL DECALOGO SULL’INQUADRATURA
A seguire una serie di regole, da infrangere solo dopo averle rispettate per un bel po’
- Scegliete il formato prima di scattare per quanto possibile. E’ vero che poi si possono operare ritagli a piacere della nostra foto, ma l’inquadratura è un elemento compositivo troppo rilevante per semplicemente buttare dentro un po’ di roba da selezionare con calma a a casa.
- Guardate ed analizzate il soggetto, per capire se inquadrare in orizzontale o verticale.
- Non inclinate la macchina a destra o a sinistra oppure fatelo in modo netto, pena la foto semprerà irrimediabilmente storta.
- Non inclinate la macchina verso l’alto o verso l’alto oppure fatelo in modo netto, pena la presenza di distorsioni prospettiche (linee cadenti).
- Rispettate le linee presenti nella scena e curate l’allineamento (o il disallineamento) tra queste ed i margini dell’inquadratura
- Riempite il fotogramma
- Non tagliate di poco un elemento rilevante della scena (esempio classico è l’amputazione o decapitazione di una persona). Tagliate in modo netto o per nulla.
- Valutate la distanza dal soggetto e la lunghezza focale da adottare (in attesa del capitolo due sperimentate)
- Summa delle precedenti alla Murphy: se all’allargare e stringere l’inquadratura non corrisponderà un suo adattamento alle linee presenti nella scena la foto verrà sbagliata. Corollario: qualunque quadrilatero regolare scegliate per la vostra inquadratura un elemento di disturbo entrerà inevitabilmente oppure un importante parte del soggetto uscirà senza possibilità di recupero.
ESERCIZI PER CASA
Come detto, non si può studiare la composizione sui libri, ma è necessario sperimentare molto e trovare un proprio modo di gestire gli elementi che abbiamo davanti.
Non è necessaria la macchina fotografica, anzi parlando di inquadratura è utile lasciarla a casa
per un po’.
Meglio girare con una cornice vuota e inquadrare il mondo che ci circonda sperimentando tagli diversi; l’avrete visto fare ai registi o direttori della fotografia nei backstage. Rinunciare al mirino ha il vantaggio di vedere anche quello che circonda la nostra inquadratura e valutare un suo restringimento o allargamento.
INQUADRATE E VERIFICATE SE STATE RISPETTANDO IL DECALOGO
Poi verificate se il risultato vi piace e cosa manca per migliorarlo.
Analizzate se è necessario violare qualche ‘regola’ per ottenere lo scopo e chiedetevi se ha senso.
Altro esercizio per le giornate di pioggia è prendere una foto a campo largo e ritagliarla per evidenziare zone di interesse ed eliminare ciò che non ci interessa; vedrete che nel fare questo vi verrò voglia di esserci spostati per scattare. Bene siete pronti per il secondo capitolo

















