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Articoli marcati con tag ‘8 mm’

Supergrandangolare DX? Consigli?

lunedì, 3 gennaio 2011
listen it it Supergrandangolare DX? Consigli?

Ciao a tutti necessito come sempre un aiuto della comunity 1fedc smile Supergrandangolare DX? Consigli?… ho raccimolato il budget per un supergrandangolare decente per Dx (no fish eye). Il campo di utilizzo è grossomodo 1 volta su 4 paesaggi, 3 su 4 interni.
Fino a un anno fa sarei andato sicuro sul tokina 11-16 f2.8 (la grande luminosità 2.8 mi avrebbe fatto comodo in alcuni interni scuri), ma ora con l’arrivo sul mercato di SIGMA 8-16 ho le idee un po confuse, tanto più che ho sentito che gli ultimi sigma non soffrono più tanto del fattore c… (come tutti sappiamo con sigma poteva andarti benissimo o malissimo a seconda della realizzazione del singolo pezzo).
E’ vero che sarebbe buio (4.5-5.6), ma 8 mm potrebbero aiutarmi nell’inquadrare le volte di molti edifici ampi o farmi divertire con prospettive estreme… stavo pensando se un po di iso alte e l’uso di noise ninja su photoshop non poteva compensare.
Insomma da un lato i millimetri dall’altro il diaframma, la possibilità di montare filtri(cosa che però sul grandangolo non avverto come necessità per quello che faccio) e forse la qualità costruttiva. Per il prezzo li ho visti entrambi a 580€ quindi non può esere un fattore discriminante

Voi cosa ne pensate? qualcuno ha esperienza con il nuovo nato di casa SIGMA?

Grazie

P.S.
Un po di analisi del sigma per chi non lo conoscesse

http://www.slrgear.com/reviews/showproduct.php/product/1330

http://www.dpreview.com/news/1002/10022011sigma8mm16mm.asp

http://www.photozone.de/canon-eos/515-sigma816f4556apsc

http://www.lenstip.com/index.php?test=obie…amp;test_ob=246

Fonte Google News

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Pareri su ottiche fisse AI

domenica, 21 novembre 2010
listen it it Pareri su ottiche fisse AI

Buongiorno a tutti,
avrei bisogno di un parere per un acquisto che sto metidando (ma devo decidere velocemente).
Vorrei comprare una macchina analogica (tranquilli è solo apparentemente off topic;) e ho trovato quella che desidero corredata da un parco ottiche che mi alletta…
Sono tutte ottiche fisse, con attacco a baionetta ai, e si tratta in particolare di queste:

28 mm f3.5
50 mm f1.8
105 mm f2.8
200 mm f4.0

ho fatto un po’ di ricerche e le quotazioni di questi obiettivi nell’usato sono basse. La motivazione del basso prezzo che hanno non so se interpretarla come il fatto che siano effettivamente ottiche di bassa qualità o per il fatto che perderebbero gli automatismi sulle attuali macchine.

premessa doverosa è che mi interessa la qualità dell’ottica e non mi interessa perdere gli automatismi. quindi, se fossero ottiche che danno una buona resa io le prenderei al volo. Vorrei usarle anche sulla mia nikon d80 per la quale attualmente ho solo un 50ino 1,8 af e l’obiettivo venduto in kit che è il 18-135 3.5-4.5 che però, da quando ho il 50mm fisso, resta per la maggior parte del tempo in borsa. Scusate la lunga premessa ma è per far capire le mie aspettative in un eventuale acquisto, visto che non sono uguali per tutti e magari per molti la comodità di ottiche più versatili o che abbiano più automatismi è fondamentale.

Riassumendo, il quesito che pongo a chi è più esperto: sono delle buone ottiche a livello di resa e qualità del risultato? paragonabili (in senso lato) al 5oino, più moderno, che possiedo?

Grazie infinite a chi potrà aiutarmi a capire qualcosa in più!
Silvia

Fonte Google News

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SCEGLIERE L’OBIETTIVO GIUSTO

venerdì, 28 agosto 2009
listen it it SCEGLIERE LOBIETTIVO GIUSTO

Prof.Angelo Meduri

La difficoltà più presente nel settore degli acquisti di attrezzature fotografiche è quella di non riuscire a prendere con sicurezza l’obiettivo giusto. Le macchine fotografiche reflex, cioè ad obiettivo intercambiabile, sono gli apparecchi più usati, ma anche le compatte con ottica fissa costituiscono un mezzo efficace per scattare foto in ogni condizione. I vantaggi degli apparecchi reflex sono:

1. Possibilità di adottare ottiche ed accessori diversi, dai 180° di campo degli obiettivi ad occhio di pesce (fisheye) fino ai microscopi ed ai telescopi più potenti;

2. Possibilità di collegare e di impiegare flash più potenti;

3. Possibilità di sfruttare motori per scattare velocemente a raffica su soggetti in rapido movimento, anche in condizioni di scarsa luminosità ambientale;

4. Possibilità di aumentare il valore della sensibilità ISO senza temere troppo l’effetto della grana.

Invece, le compatte sono l’ideale se non si vuole portare con sé oggetti pesanti ed ingombranti, risparmiando grosse cifre di denaro. In commercio oggi esistono obiettivi diversi, per tutte le necessità, che hanno alcune funzioni utili, come l’autofocus, lo zoom e lo stabilizzatore d’immagine (per eliminare l’effetto dei movimenti involontari che provocano il mosso a mano libera). Tuttavia, non è facile sceglierne uno oppure un gruppo per avere in ogni circostanza un’immagine ben inquadrata ed esposta. Ogni fotocamera monta solo obiettivi della stessa marca (come Canon, Nikon, Sony e Pentax) e pure quelli di marche universali (come Sigma, Tamron e Tokina), per motivi di interesse commerciale. Per impressionare con la giusta quantità di luce la pellicola o il sensore della fotocamera, l’obiettivo ha all’interno un’apertura regolabile, detta diaframma, mentre nel corpo macchina si regola il tempo di esposizione alla luce. Chiudendo il diaframma, oltre a diminuire l’intensità della luce, si aumenta la profondità della zona messa a fuoco, nella quale appaiono nitidi tutti gli oggetti.

In generale, gli obiettivi sono tubi che contengono gruppi di lenti o di specchi per formare le immagini su un’area circolare, detta cerchio di copertura. E’ sufficiente che il diametro del cerchio di copertura sia pari alla diagonale del formato utilizzato. I formati usati oggi sono numerosi, perciò occorre controllare bene per quale formato l’obiettivo sia stato progettato. Ma la caratteristica più importante nell’effettuare la scelta dell’ottica è la sua lunghezza focale, che stabilisce l’ampiezza dell’angolo di campo e l’ingrandimento della zona inquadrata. Un obiettivo di lunghezza focale minore abbraccia un angolo di campo maggiore, mentre un obiettivo con lunghezza focale maggiore ingrandisce una zona più ristretta. La variazione dell’angolo di campo non altera la prospettiva, cioè il rapporto dimensionale tra gli elementi della scena vicini e lontani, purché non si cambi la posizione dell’apparecchio. Il procedimento meccanico di formazione dell’immagine risiede nelle proprietà di propagazione della luce attraverso le lenti o gli specchi. Le onde luminose piane, dopo aver subito riflessione o rifrazione, diventano sferiche, perciò le onde emergenti risultano deformate e questa deformazione può dare origine alle aberrazioni, ossia a difetti sull’immagine che si è formata dietro l’obiettivo. Le aberrazioni che affliggono le immagini sono:

1. Cromatismo, cioè formazione di contorni colorati;

2. Coma, cioè formazione di punti luce a ventaglio, come comete;

3. Astigmatismo, ossia immagini puntiformi allungate come segmenti;

4. Aberrazione di sfericità, quando i raggi luminosi delle zone ai bordi delle lenti non vanno tutti a fuoco come quelli delle zone centrali;

5. Vignettatura, o perdita di luce ai bordi;

6. Distorsione, cioè formazione di linee incurvate invece di linee rette;

7. Curvatura di campo, ossia formazione dell’immagine su una superficie curva, invece che sul piano focale.

Un altro difetto può essere anche il flare, che consiste nella produzione di riflessi all’interno dell’obiettivo, con sorgenti luminose inquadrate o ai bordi del campo. Chiudendo il diaframma e scegliendo un obiettivo con un buon trattamento antiriflessi, si eliminano alcuni problemi. Gli obiettivi di marca buona, come Nikon o Canon ad esempio, minimizzano tali difetti.

La scelta dell’obiettivo si traduce nella possibilità di utilizzare tre tipi di lunghezze focali: normali, grandangolari e teleobiettivi. Le riprese effettuate con un normale di 50mm sul formato 24×36mm hanno un angolo di 46° e i vari elementi si avvicinano molto alle dimensioni osservate ad occhio nudo. Attenzione al formato della fotocamera, poiché lo stesso obiettivo può far cambiare l’angolo visivo sulla foto se usato su formati diversi. Ad esempio, un 35mm è grandangolare sul formato pieno 24×36mm, ma diventa uno standard da 52mm sul formato Nikon APS-C.

Gli obiettivi normali sono molto luminosi (anche f/1,4) e nitidi, hanno bassissima distorsione, sono compatti e leggeri. La luminosità di un obiettivo è il rapporto tra la focale ed il diametro e si può variare aprendo o chiudendo il diaframma. I numeri piccoli indicano grandi aperture, mentre valori alti producono piccole aperture. Con gli obiettivi da 50mm ai bordi le immagini risultano perfette solo se si chiude il diaframma a f/2,8 o di più, ma in casi estremi si può anche aprire al massimo. Il 50mm è stato molto usato in passato, perché era venduto insieme ai corpi macchina. Oggi si tende a sostituirlo con uno zoom, ma la qualità delle immagini non è sempre uguale.

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Scilla con uno standard di 50mm

Gli obiettivi grandangolari hanno una focale inferiore a quella di un obiettivo normale. Quando si fotografa con un grandangolo sembra di allontanarsi, perché le immagini sono più piccole e con un campo visivo vasto. In commercio le focali vanno da 8mm a 35mm. La caratteristica essenziale, che viene accentuata quando diminuisce la focale, è quella di portare le cose in primo piano ed allontanare tutto il resto, facendo sentire chi osserva immerso nella scena.

Il 35mm copre 63° e può sostituire il normale nelle riprese di paesaggio, street, ecc., è molto nitido e luminoso. Diversi maestri della fotografia, come Henri Cartier Bresson, lo hanno usato sempre per anni nei loro reportage, poiché non provoca effetti esagerati di allontanamento prospettico, pur mantenendo la sua profondità di campo, estesa più del tradizionale 50mm.

Il 28mm ha 75° di campo ed è il grandangolo standard, molto diffuso, ben corretto, nitido ed economico. E’ utile per far entrare sempre tutti in una foto di gruppo senza allontanarsi molto, come obiettivo polivalente per la documentazione geografica in luce ambiente, nei paesaggi, in interni, ecc.. Sulle fotocamere compatte la presenza della focale 28mm è utilissima in numerose situazioni comuni. E’ nitidissimo sin dalla massima apertura.

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Duomo di Reggio Calabria con grandangolo di 35mm.

Il 24mm è molto interessante, ampio 84°, allarga bene le inquadrature bilanciando gli elementi vicini e lontani per i giornalisti, documentaristi, paesaggisti, gli architetti. Esso genera grande profondità di campo nitido con larghe aperture di diaframma. Inoltre, è possibile scattare con tempi di posa più lunghi. La regola è quella di regolare il tempo secondo la focale dell’obiettivo, cioè 1/F di secondo o di meno, lavorando a mano libera. Perciò mentre con il 50mm non si scende oltre 1/50 di secondo, con il 24mm si arriva a 1/25 di secondo, sempre a mano libera. Il 24mm è stato l’obiettivo preferito di grandi fotografi, come Galen Rowell e John Shaw. La correzione delle aberrazioni è già buona a tutta apertura. Con 24mm occorre già fare attenzione nel montare filtri spessi anteriormente, per non mozzare gli angoli dell’immagine. In commercio si trovano anche 24mm decentrabili, utilizzati per le correzioni prospettiche delle linee cadenti in foto di architettura.

Il 20mm è un obiettivo ultragrandangolare eccellente per le scene ad ampio respiro, poiché dilata in profondità la scena, aumentando la sensazione di essere presenti. Con 20mm ci sono problemi di buona definizione ai bordi del campo di 94°, perciò si deve scegliere una buona marca. Il 20mm crea atmosfere magiche, con fuga di colline dove le nuvole bianche galleggiano immense in un cielo blu su uno splendido scenario naturale che sembra enorme e lontano, mentre il primo piano emerge dalla scena.

Le focali di 17 o 18 mm sono utili solo in casi particolari, quando si desidera un grandangolo veramente spinto ed il 20mm non risulta sufficiente. Le deformazioni prospettiche del 17mm sono incredibili, dato l’amplissimo angolo di campo, che arriva a 104° includendo quasi ogni cosa. L’uso di queste ottiche non è comunque facile, poiché i riflessi e gli elementi indesiderati possono spuntare da ogni parte.

Diminuendo la focale fino a 14mm si allarga maggiormente l’inquadratura, con un campo che giunge a 114°, indispensabile solo in pochissimi casi nella foto di architettura e di arredamento, oppure dentro barche o edifici. E’ luminoso e nitido, tuttavia è meglio utilizzarlo diaframmando un po’ vista la grande copertura angolare, per avere buona definizione anche ai bordi.

Per ottenere effetti creativi d’incurvamento delle linee si può adoperare invece un obiettivo speciale ad occhio di pesce (o fisheye), che abbraccia 180° di campo, utile in situazioni in cui si richiede un angolo vastissimo, per le foto meteorologiche e astronomiche, di paesaggio o di reportage. Esistono fisheye a pieno formato (detti diagonali), oppure circolari; questi ultimi formano un cerchio-immagine al centro del fotogramma che rimane nero, come se si guardasse attraverso un buco.

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Duomo di Reggio Calabria con obiettivo fisheye.

Abbiamo visto che con i grandangoli si dilatano in profondità le scene. Viceversa, adoperando un teleobiettivo si provoca un effetto di compressione della scena in profondità e l’osservatore ha la sensazione di ritagliare ed ingrandire un particolare privilegiato, dove tutto sembra come essere appiattito.

L’obiettivo di 85mm ha un campo di 28°, lo standard per i ritratti, ma può essere utilizzato in moltissime altre occasioni, perché è molto luminoso e nitido, anche a f/2 offre un’ottima correzione e permette di lasciare sfocato lo sfondo, isolando così il soggetto.

Il 105mm è un altro teleobiettivo moderato, che assieme al 50mm ed al 24mm forma un valido kit da viaggio. E’ venduto in versione macro, per effettuare riprese a brevi distanze di oggetti, documenti, francobolli, monete, ritratti, fiori ed insetti. Il suo rapporto di riproduzione arriva alla scala naturale 1:1, quando è alla minima distanza di messa a fuoco. E’ nitidissimo fino ai bordi del campo di 23° già dalla massima apertura e permette di mettere in risalto particolari che rappresentano un certo ambiente.

Il 135mm ha un campo più ristretto, di 18°, rispetto al 105mm, utile anche in luce ambiente, per foto di ritratti, animali, paesaggi, in teatro, per lo sport ed i particolari architettonici. Offre prestazioni di qualità elevata anche a tutta apertura ed ha una messa a fuoco rapida, però a mano libera il tempo non deve essere superiore a 1/F, perciò si arriva massimo a 1/160 di secondo senza l’uso del treppiedi.

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Scilla vista attraverso un teleobiettivo da 105mm.

La lunghezza focale di 200mm è la via di mezzo tra i teleobiettivi molto pesanti ed ingombranti e quelli piccoli e compatti, tali da non costituire un problema per la borsa del fotografo. Le versioni con lenti a bassa dispersione avvicinano molto il soggetto inquadrato senza pericoli di cromatismi, con aperture massime molto vantaggiose, come f/2 o f/2,8, che staccano il soggetto sullo sfondo sfocato. Sulla diagonale l’angolo di ripresa scende a 12°, rendendolo adatto per le foto di animali, sport, ritratti, astronomia. E’ ottimamente corretto anche alla massima apertura del diaframma. Diventa necessario quasi sempre l’uso del treppiedi, ma per avere immagini di qualità elevata è indispensabile pure la trasparenza dell’aria.

Il 300mm è un teleobiettivo davvero interessante, non solo per le fotografie di paesaggio, ma anche per riprendere gli animali in libertà particolarmente timorosi, oppure nel ritratto di soggetti inconsapevoli, nelle foto astronomiche e sportive. E’ perfettamente corretto fino agli angoli già alla massima apertura. La messa a fuoco però deve essere molto precisa, dato l’ingrandimento così elevato, pari a 6 volte quello di un normale. Inoltre, c’è il rischio che le foto escano mosse a causa delle vibrazioni, perciò diventa necessario l’uso del treppiedi. I soggetti lontani, situati a distanze differenti lungo la linea della visuale sembrano schiacciarsi letteralmente l’uno contro l’altro in profondità, all’interno del campo di 8°. Il peso, le dimensioni ed il costo di questa focale non sono indifferenti, ma si tratta di un’ottica professionale di alte prestazioni.

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Scilla con un tele di 300mm f/2.8

Il 400mm f/2,8 è un obiettivo impressionante, poiché il diametro della lente anteriore, che determina la luminosità massima in rapporto alla focale, sale fino a 15cm, mentre il campo si riduce a 6°. Le lenti in vetro a bassa dispersione fanno aumentare il contrasto e la nitidezza delle immagini, annullando l’effetto negativo dell’aberrazione cromatica, che aumenta con la focale. E’ ottimo anche a piena apertura. Gli usi più frequenti sono per foto di animali e sport.

Procedendo verso le focali superiori non sono più disponibili le grandi luminosità f/2,8 perché i prezzi lievitano di molto e le case costruttrici hanno accantonato l’idea preferendo le più accettabili aperture inferiori di f/4 e f/5,6. Con aperture ancora inferiori si trovano anche i catadiottrici, obiettivi a specchi molto compatti, leggeri ed economici, come il 500mm f/8 e il 1000mm f/11. Ovviamente, non c’è dubbio che un 500mm f/4 sia un magnifico oggetto, di qualità certamente elevata rispetto a un teleobiettivo più piccolo con un moltiplicatore di focale aggiunto sul retro, oppure rispetto ad un catadiottrico. Con queste focali lo stabilizzatore può anche rappresentare un favoloso meccanismo per ottenere foto nitide.

Dopo le focali fisse sono stati inventati gli obiettivi a focale variabile, detti zoom, che dominano ormai da anni il mercato. Per realizzare gli zoom è stata necessaria la progettazione al computer di sistemi ottici a lenti flottanti, con vetri a bassa dispersione e l’uso di lenti asferiche. Questo è stato un traguardo significativo, che ha soddisfatto le necessità di molti fotografi. Anche gli obiettivi zoom possono essere raggruppati in tre categorie: standard, grandangolari e tele.

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Foglia ripresa da vicino con obiettivo macro.

Considerando la grande escursione focale, la massima luminosità costante di f/2,8 e la minima distanza di messa a fuoco macro, i 28-70mm e i 24-70mm sono diventati dei classici zoom standard professionali, utili in un numero enorme di situazioni, per viaggiare leggeri. Essi sono ben corretti per la distorsione e le altre aberrazioni. Per i formati APS-C ci sono gli obiettivi equivalenti da 17-55mm o 18-50mm, aperti sempre a f/2,8.

Il vero obiettivo tuttofare può essere un 24-85, un 24-120 o un 28-200mm, ma la luminosità è piuttosto bassa e varia tra 3,5 e 5,6 con una nitidezza ai bordi meno buona, specialmente alla massima apertura. Per i formati APS-C vi sono i 16-85, i 18-55, i 18-105 e i 18-200mm. Negli zoom c’è pure il problema della distorsione, a volte assai alta, che li rende inutilizzabili in foto con linee rette di architettura e paesaggi, quantunque oggi sia possibile correggere ciò al computer.

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Stretto di Messina con obiettivo 16-85 formato DX, equivalente a un 24-120mm.

Gli zoom grandangolari luminosi come i 14-24, i 20-35 e i 17-35mm sono utili nei reportage d’azione, a contatto con il soggetto. Hanno elevata flessibilità operativa. Comunque, se si cambia l’inquadratura con lo zoom non è come avvicinarsi al soggetto, o allontanarsi, per escludere i particolari che disturbano, perché così facendo si modifica la prospettiva e l’ingrandimento totale. Nel formato APS-C la scelta è ancora limitata al Tokina 11-16mm f/2,8.

Le ottiche zoom grandangolari meno aperte sono più numerose, meno ingombranti e pesanti, ma anche meno versatili per l’uso in condizioni di luce scarsa: limitano quindi la libertà espressiva del fotografo. Il 18-35mm è un esempio di zoom meno luminoso, utile per alcuni generi di ripresa, incluso il paesaggio e l’architettura. Per il formato APS-C vi sono il 10-20 e i 12-24mm, aperti a f/3,5 o a f/4, o a f/5,6.

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Santuario di S.Antonio con zoom 10-20 formato DX, equivalente a un 15-30mm.

Gli zoom tele 70-200mm luminosi sono i favoriti dei giornalisti, sebbene siano costosi e pesanti. Il loro costo è elevato, ma in luce debole o nella foto d’azione sono indispensabili. La grande luminosità permette di scattare a mano libera senza problemi di mosso e consente pure di mettere a fuoco con molta rapidità e precisione in situazioni di luce scarsa, tramite l’impiego di motori interni silenziosi e veloci. Le prestazioni in termini di nitidezza e contrasto sono buone e anche la costruzione è molto robusta e duratura.

I 70-300mm aperti a f/4-5,6 sono assai compatti e leggeri, adatti a chi non intende spendere grosse cifre. In luce ambiente debole però l’autofocus ha una risposta incerta e alla focale massima non possono competere con le focali fisse, specialmente ai bordi, dove il calo di nitidezza è sensibilmente evidente. Se si opera con diaframmi più chiusi come f/8 diventano più interessanti.

Gli zoom di lunghissima focale, infine, hanno il problema del trasporto manuale, a causa del peso e dell’ingombro, offrono luminosità interessanti, ma sono popolari solo tra i cultori della caccia fotografica, dello sport e i paparazzi. L’uso obbligatorio di questi obiettivi in congiunzione con un treppiedi robusto e pesante fa aumentare il numero degli attrezzi da trasportare. La qualità delle immagini è buona solo in condizioni di discreta illuminazione e rimane tale anche aggiungendo un buon moltiplicatore di focale.

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Regata velica dello Stretto di Messina con zoom 70-200mm f/2.8

In genere si tende a pensare che tutti gli obiettivi offrano buone prestazioni, che abbiano una costruzione solida e robusta, un autofocus rapido e silenzioso, ma purtroppo non è così. Esistono infatti obiettivi che ai bordi lasciano a desiderare come nitidezza, specialmente se si scende sotto f/8, e mostrano forti aberrazioni, rispetto ad altri apparentemente uguali. Nei negozi di materiale usato bisogna controllare attentamente ogni pezzo prima di effettuare la scelta definitiva, se si desidera portare a casa qualcosa di veramente buono. In antitesi, non bisogna credere che siano sempre indispensabili lenti asferiche o a bassa dispersione per avere immagini perfette.

Se si sceglie un obiettivo, nuovo o usato, prima dell’acquisto è meglio controllare il suo funzionamento e l’integrità della superficie delle lenti, che possono essere strisciate o con molta polvere all’interno. La solidità e la fluidità nei movimenti del diaframma e della messa a fuoco è pure molto importante. Non ci devono essere giochi nelle regolazioni, lenti che si muovono, attriti nello scorrimento. Ad esempio, la superiorità delle ottiche originali Nikon, con la resa qualitativa che rimane sempre su alti livelli, porta a consigliare il loro acquisto ed utilizzo, senza dimenticare però che esistono pure alternative interessanti e talvolta superiori. Nulla vieta di usare sempre ottiche universali economiche, ma queste non sempre si destreggiano bene con i loro rivali originali. La resa migliore di certi obiettivi consente di muoversi con agilità a qualsiasi valore del diaframma impostato, mentre con altri obiettivi si devono fare i conti con le aberrazioni che li affliggono. Comunque, le immagini poco ingrandite non saranno quasi mai deludenti, se si adoperano gli obiettivi con la giusta tecnica, neanche se scattate con ottiche scadenti. Se invece si desidera ingrandire ed osservare attentamente le foto realizzate, solo un obiettivo davvero buono sarà in grado di rivelare anche i dettagli più fini. La Nikon ha una reputazione molto buona, anche se si può preferire qualcos’altro.

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Rosa fotografata con uno zoom standard.

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Torre Ruggero con obiettivo grandangolare di 20mm.

In conclusione, se desiderate viaggiare leggeri scegliete uno o più zoom, come la terna 14-24, 24-70 e 70-200mm e simili, per il formato 24×36mm. Se, a priori, sapete cosa state andando a fotografare, portate solo le focali utili, ma se un po’ di peso e d’ingombro in più non vi creano problemi le focali fisse sono imbattibili.

Tabella delle focali.

Campo in gradi

Formato 24×36

Formato Nikon DX

(la focale si moltiplica per 1,5 volte)

Formato Canon

(1,6 volte)

180° fisheye circ.

8mm

4.5mm

4.5mm

122° grandangolo

12

8

7.5

114° grandangolo

14

9

8.5

110° grandangolo

15

10

9

180° fisheye diag.

16

10.5

10

104° grandangolo

17

11

10

100° grandangolo

18

12

11

94° grandangolo

20

13

12.5

84° grandangolo

24

16

15

75° grandangolo

28

19

17.5

63° grandangolo

35

23

22

46° standard

50

33

31

34° tele

70

47

44

28° tele

85

57

53

23° tele

105

70

66

18° tele

135

90

84

12° tele

200

133

125

8° tele

300

200

187.5

6° tele

400

267

250

5° tele

500

333

312.5

4° tele

600

400

375

3° tele

800

533

500

2.5° tele

1000

667

625

2° tele

1200

800

750

1.2° tele

2000

1333

1250

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LEICA veste di bianco la sua M8 – www.onedigital.it

domenica, 31 maggio 2009
listen it it LEICA veste di bianco la sua M8    www.onedigital.it

f8382b3fd42fc5cf4d141ad1773a1b5b LEICA veste di bianco la sua M8    www.onedigital.it

Le sue caratteristiche tecniche e le funzioni sono identiche a quelle dei modelli M8 standard, ma la nuova LEICA M8 White Edition, è destinata a diventare l’oggetto del desiderio della prossima estate. Si tratta infatti di un’edizione speciale a tiratura limitata (solo 275 esemplari) con un’elegante finitura in pelle bianca assai diversa dai classici modelli nero e cromato della serie M8.

Un esclusivo rivestimento bianco in nappa di puro cuoio rende questa fotocamera particolarmente comoda da impugnare. Tutti i comandi sono in finitura cromata, in combinazione con l’obiettivo (un LEICA ELMARIT-M 1:2.8/28 mm ASPH anch’esso cromato) perfettamente in sintonia con lo stile complessivo del kit.

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IL PIACERE DI FOTOGRAFARE

sabato, 14 febbraio 2009
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Con i 10 megapixel effettivi della Coolpix L100, il sistema di elaborazione delle immagini digitali Nikon Expeed che garantisce alte prestazioni ed un obiettivo zoom Nikkor 15x, con un’escursione focale compresa tra la ripresa grandangolare di 28 mm e quella super-tele di 420 mm (equivalente nel formato 35 mm), si ha la garanzia di cogliere ogni dettaglio di qualsiasi scena ripresa (in modalità macro è addirittura possibile catturare oggetti alla distanza ravvicinata di 1 cm).

c399ab4d3735b53420beb9f655b62146 IL PIACERE DI FOTOGRAFARE Sono presenti, nella nuova “top di gamma” della serie Coolpix Life, quattro funzioni avanzate per la stabilizzazione dell’immagine, che permettono di ottenere risultati sempre più nitidi: il Sistema Vibration Reduction (VR), che compensa gli effetti dei movimenti della fotocamera; la funzione di rilevamento del movimento, che controlla automaticamente il tempo di posa e la sensibilità ISO; la sensibilità ISO estendibile fino a 3200, che aiuta ad ottenere risultati più nitidi in ambienti con poca luce o quando si desidera scattare foto a soggetti in rapido movimento; infine, la funzione Scelta dello scatto migliore (BSS), grazie alla quale la fotocamera esegue automaticamente una serie di scatti sequenziali e salva l’immagine più nitida.
La Coolpix L100 sarà anche apprezzata da chi pratica la fotografia sportiva, visto che il modo Sequenza sport consente di realizzare fino a 30 fotografie consecutive alla velocità di 13 fps. E non mancano altre utilissime funzioni, come la Selezione scene auto, grazie alla quale la fotocamera adatta automaticamente le impostazioni rispetto alla scena che si vuole immortalare; o la modalità Sorriso, che consente alla fotocamera di scattare la foto automaticamente quando il soggetto sorride. Tra le altre funzioni troviamo la Correzione automatica occhi rossi, che elimina l’antipatico effetto causato talvolta dal flash, il sistema D-Lighting per l’ottimizzazione dell’immagine “on-camera”, le 15 modalità scena, la possibilità di effettuare filmati con audio e la modalità Avviso occhi chiusi, che avverte quando il soggetto ritratto non ha gli occhi aperti.

La Nikon Coolpix L100 sarà disponibile da fine marzo esclusivamente nel colore nero.

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COOLPIX S230 /COOLPIX S220: UN MIX PERFETTO DI STILE, PRECISIONE E MANEGGEVOLEZZA

sabato, 14 febbraio 2009
listen it it COOLPIX S230 /COOLPIX S220: UN MIX PERFETTO DI STILE, PRECISIONE E MANEGGEVOLEZZA

Queste due fotocamere sottili, compatte ed eleganti, rappresentano la quintessenza della nuova serie Coolpix Style.

47a4ebd07ca04f5a1ce9a7d397d4a5a7 COOLPIX S230 /COOLPIX S220: UN MIX PERFETTO DI STILE, PRECISIONE E MANEGGEVOLEZZALa Coolpix S230, contraddistinta esteticamente da un ampio monitor touch screen da 3 pollici, miscela sapientemente una serie di funzioni tecnologicamente avanzate, come le nuove modalità Verifica occhi aperti, Ritocco rapido e Selezione scene auto, al divertimento ed alla semplicità di scattare usando la punta di un dito, in abbinamento a pulsanti pratici ed innovativi. È possibile, per esempio, scegliere il soggetto da ritrarre, semplicemente toccandolo nel display touch screen: la fotocamera imposterà automaticamente su di lui l’autofocus e l’esposizione. I controlli a sfioramento aggiungono, inoltre, una nuova divertente dimensione alla visualizzazione delle immagini. Ad esempio, si potranno selezionare le miniature con le dita o scorrere le immagini a pieno formato. Oppure utilizzare la funzione Decora, per personalizzare le immagini aggiungendo bordi o timbri colorati o scrivendo sullo schermo con la penna fornita in dotazione.

9c1628458e3ba21291561ed33e6ac7e0 COOLPIX S230 /COOLPIX S220: UN MIX PERFETTO DI STILE, PRECISIONE E MANEGGEVOLEZZA Caratterizzata da un corpo camera sottilissimo (appena 18 mm), la nuova Coolpix S220 si distingue per stile sofisticato, funzioni avanzate e prestazioni elevate. Nonostante le ridotte dimensioni, questa nuova Coolpix serie S presenta un monitor LCD da 2,5 pollici ad alta risoluzione, che permette di rivedere comodamente le foto realizzate. Anche in questo modello non mancano le nuove modalità Verifica occhi aperti, Ritocco Rapido e Selezione scene auto.

Le due nuove Coolpix serie Style sono dotate delle quattro funzioni avanzate di stabilizzazione, in grado di garantire risultati estremamente nitidi in ogni situazione (Vibration Reduction, rilevamento del movimento, sensibilità ISO estendibile fino a 2000, BSS).
I diciassette modi scena della Coolpix S230 ed i sedici della Coolpix S220 e gli oltre 10 megapixel effettivi del sensore CCD, uniti al potente obiettivo zoom 3x Nikkor (equivalente ad un 35 -105 mm nel formato 35 mm), garantiscono, insieme alle altre straordinarie funzioni, la realizzazione di immagini eccellenti in qualsiasi situazione di ripresa.

Le Coolpix S230 e S220 sono disponibili in un’ampia gamma di colori accattivanti che comprendono red (S230 e S220), blue (S230 e S220), purple (S230), black (S230 e S220), green (S220) e pink (S220).
La serie S sarà disponibile da fine febbraio.

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Leica ritocca la M8 e proietta – www.reflex.it

giovedì, 27 novembre 2008
listen it it Leica ritocca la M8 e proietta   www.reflex.it

bf98d56eb551ddaa47b0def2916d731a Leica ritocca la M8 e proietta   www.reflex.it

18.09.2008 -Leica rinnova la sua fotocamera digitale M8 a telemetro che ribattezza M8.2. La principale novita’ riguarda il nuovo otturatore più silenzioso e con vibrazioni ridotte che, a detta del fabbricante, offre ora lo stesso feeling delle Leica M a pellicola. Lo stesso otturatore e’ possibile sostituirlo in fabbrica sulle prime versioni M8 al perché effettivamente piuttosto rumoroso. Tra le possibilita’ operative della M8.2 e’ stata aggiunta la funzione S che imposta automaticamente i parametri di ripresa (priorita’ dei diaframmi, sensibilita’ Iso e bilanciamento dei bianco) per consentire di scattare istantanee senza dover effettuare pre-regolazioni. La funzione Info nel display offre una panoramica delle impostazioni dell’apparecchio, mentre il display e’ ora coperto da un cristallo di zaffiro ultra resistente che lo protegge da graffi ed urti, anch’esso sostituibile sulle prime M8.

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Comoda, infine, l’impostazione automatica della sensibilita’ Iso. Nuova anche la finitura del corpo della versione nera denominata con l’antico termine di “vulcanite”. A corredo di ogni apparecchio viene fornito un succinto manuale di istruzioni impermeabile in formato carta di credito. A fianco della M8.2 due nuove compatte digitali (ex-Panasonic) da 10,1 megapixel: la C-Lux 3 e la D-Lux 4 dotata di un Ccd da 1/1,63”. Quest’ultima monta lo zoom Vario-Summicron 5.1-12.8 mm f/2.0-2.8 ASPH, 24-60mm equivalente (lens). Rilancio anche per un marchio famoso tra i cultori della diapositive, si tratta del proiettore digitale Pradovit D-1200, erede di una lunga tradizione di proiettori offerti fin dagli albori del marchio.

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Compatto (3.5KG), adotta una lampada ultima generazione 220W FusionPlus VIDI UHP di Philips con una vita operativa fino a circa 3000 ore. L’obiettiv o e’ un Vario-Elmarit-P 33-42mm f/2,8-3,1 per proiezioni fra uno e 15 metri. La risoluzione effettiva e’ di 1920×1200 pixel con contrasto 2500:1 e luminosita’ 1400 lumen Ansi.

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RectFish e le lenti fisheye

domenica, 2 marzo 2008
listen it it RectFish e le lenti fisheye

df721f7285bea75e60745f64624501c1 RectFish e le lenti fisheye La casa software AcaPixus ha prodotto un particolare programma chiamato RectFish che e’ in grado di rimappare le immagini scattate utilizzando le ben note lenti fisheye. In sostanza RectFish cerca di estendere la riproduzione circolare della foto in modo da riempire tutto il fotogramma. In questo modo viene ridotto l’effetto tipico di distorsione senza perdere dettagli importanti.

Il software, cosi’ riporta il sito ufficiale, e’ particolarmente valido se usato in accoppiata con certe lenti quali Sigma EX 8mm f:4.0 oppure Peleng 8 mm f:3.5. Sono comunque supportate diverse fotocamere e lenti fisheye di cui troverete l’elenco su questa pagina. RectFish e’ disponibile nelle versioni Windows e Linux a questo indirizzo.

Via | Acapixus.dk

 RectFish e le lenti fisheye

Fonte ClickBlog.it

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