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consiglio ottica

venerdì, 10 dicembre 2010
listen it it consiglio ottica

Ciao a tutti ragazzi sono nuovo ho appena preso una d3100 vorrei prendere l’ottica 70-300 ho visto che c’è sigma apo MACRO che ne offre una esempio 225 euro, poi c’è il 70-300 della nikon NIKON 70-300mm f/4.5-5.6G AF-S VR Zoom-Nikkor però a 579 euro vuoi cosa mi consigliate? grazie a tutti sono entrato nel mondo reflex da 3 giorni

Fonte Google News

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Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

lunedì, 9 novembre 2009
listen it it Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex

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Dopo aver recensito i modelli Alpha 350 e Alpha 700 ci è giunta in redazione la Sony Alpha 330, fotocamera dedicata a chi vuol muovere i primi passi nel mondo reflex. Questa fotocamera piccola e leggera è dotata di un sensore CCD in formato APS-C da 10,2 megapixel, 9 punti di messa a fuoco e di un range ISO che va da 100 a 3200.

Questa fotocamera stupisce davvero per le sue dimensioni contenute e per la conseguente riprogettazione della sua interfaccia da parte di Sony. Sono infatti spariti i pulsanti sulla sinistra dello schermo (tipici dei precedenti modelli da noi recensiti) e gran parte delle funzioni sono state incorporate da una pulsantiera rotonda che permette di modificare al volo iso, flash, autofocus, le modalità di scatto (immagine singola, scatto continuo, autoscatto) e i diversi pannelli informativi del display. Molto utile anche il tasto Fn che permette di accedere facilmente ad altre funzioni della fotocamera come i metodi di misurazione dell’esposizione, il bilanciamento del bianco, gli stili creativi ecc.

Se peso e dimensioni contenute sono un punto a favore di questa fotocamera lo è decisamente meno la sua ergonomia. Infatti nonostante l’ottimo grip in gomma, l’impugnatura manca di una sagomatura e di una forma che permetta una presa ferma e sicura. Senza contare che, stringendo troppo, si finisce per premere accidentalmente la pulsantiera rotonda. Un’altra cosa che lascia poco convinti è la qualità delle plastiche, anche questa volta decisamente al di sotto delle aspettative.

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Per quanto riguarda i supporti di memoria l’ Alpha 330 è dotata di due slot di memoria, uno per le schede SD e uno per le schede PRO HG Duo di Sony. Un selettore posto nello stesso vano degli slot permette di scegliere quale memoria usare. Sono inoltre presenti una presa Hi-Speed USB 2.0 e mini HDMI video.

La qualità delle immagini è un’altra bella sorpresa di questa fotocamera. Secondo quanto riportato dai test effettuati da PopPhoto la fotocamera ha ottenuto eccellenti risultati sia nei test di fedeltà del colore che in quelli di controllo del rumore fino a 800 ISO. Da 800 ISO in su i risultati, seppur non eccellenti, si mantengono comunque molto alti. Dalle immagini scattate non posso che confermare questa valutazione. L’autofocus è un’altra nota positiva infatti è molto veloce e preciso anche in situazioni di scarsa luminosità o di poco contrasto. Lo schermo della fotocamera, 2.7 pollici TFT con una risoluzione di 230,400 punti, è molto chiaro e brillante e viene naturale utilizzarlo con la fotocamera in modalità live view. Lo schermo è solidamente attaccato al corpo macchina tramite una cerniera in metallo. Questa cerniera se da un lato è molto utile e dà un senso di sicurezza notevole, permette di muovere lo schermo soltanto verticalmente, cosa che potrebbe dare fastidio a chi è abituato a schermi più snodati.

Sempre utile e sempre ottimamente funzionale lo SteadyShot interno alla fotocamera che permette di fare scatti con tempi di posa più lunghi del normale. Strana, quantomeno, la scelta di Sony di non dotare questa fotocamera della funzione video, che la fa arretrare al confronto con altre competitor dotate invece di tale caratteristica. La vera chicca di questa fotocamera sta però nei bellissimi menu grafici. Questi menu sono ottimamente disegnati e permettono anche all’utente meno avvezzo al mondo reflex di capire chiaramente a cosa servono le varie funzioni. Ogni programma di scatto (auto, program auto, priorità di tempi, priorità diaframmi, ritratti in notturna, tramonto, sport, macro, paesaggio, ritratto, auto senza flash) viene chiaramente spiegato in poche righe fornendo anche consigli, apparentemente banali ma utili per chi inizia, su come scattare al meglio con quel particolare programma.

La fotocamera è stata provata con l’obiettivo Sony AF DT 18-55 F3.5-5.6 SAM che si può trovare in kit. Questa lente, pur avendo una qualità costruttiva davvero mediocre (sempre il solito problema delle plastiche) e un motore SAM (Smooth Autofocus Motor) che non rende davvero silenziosa la messa a fuoco, è comunque comoda da usare e dà immagini sostanzialmente pulite, nette e senza distorsioni eccessive, che per un prezzo che si aggira intorno ai 50 € (se non meno) è davvero un’ottima performance. Alla fine della prova posso dire che la fotocamera si è rivelata piacevole da trasportare data la sua leggerezza e il suo ingombro ridotto, versatile e molto facile da usare. Il prezzo, che si aggira intorno ai 500€ nella sua versione in kit con il 18-55, la rende una fotocamera adatta a tutti coloro che decidono di fare il grande salto da compatta a reflex e che vogliono farlo divertendosi ed essendo sicuri di comprare una fotocamera che non sia troppo complicata.


Scatti effettuati con Sony Alpha 330

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FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

domenica, 16 agosto 2009
listen it it FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Prof.Angelo Meduri

 

 

Dopo aver imparato a trovare le costellazioni e gli oggetti celesti più importanti, si può avere il desiderio di fissare l’immagine su un supporto. La fotografia celeste (o astrofotografia) offre numerose attrattive ed apre ampi orizzonti di ricerca ai cacciatori di immagini. In effetti, ci sono diversi vantaggi rispetto all’osservazione visuale:

1)   E’ possibile avere a disposizione un documento che testimonia definitivamente tutto quello che si è registrato con la fotocamera in quel giorno;

2)   L’immagine così ottenuta rappresenta un documento fedele ed oggettivo, mentre l’osservazione visuale o il disegno sono soggettivi;

3)   Le esposizioni fotografiche consentono di accumulare la luce e di rendere visibili gli oggetti più deboli, anche quelli invisibili ad occhio;

4)   Le pellicole ed i sensori digitali offrono una gamma di sensibilità ai colori dello spettro molto estesa, perciò possiamo cogliere immagini  nell’infrarosso e nell’ultravioletto, con i colori degli oggetti celesti fotografati;

5)   La zona di cielo inquadrata da una fotografia è molto più estesa di quella che si osserva all’oculare di un binocolo o di un telescopio.

L’evoluzione del mercato informatico sta facendo calare l’interesse per la fotografia analogica in favore di quella digitale, infatti la fotografia digitale resta la più nitida (decine di Megapixel) e la più economica da realizzare.

 

 

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Una reflex a pellicola.

 

    Per numerosi dilettanti appassionati di astrofotografia, la foto a vasto campo rappresenta il primo passo verso una visione più grande dell’universo di quella che il telescopio svelava alla mente del curioso. Per altri, questo può essere solo il primo passo sulla strada dell’apprendimento dei mezzi per realizzare fotografie molto belle ed eccitanti. Prescindendo dal motivo, la macchina fotografica reflex per il 35mm, dotata di un obiettivo normale da 50mm di lunghezza focale è lo strumento ordinario per la prima avventura in questo campo affascinante e misterioso. La macchina fotografica deve essere quindi reflex, dotata di posa B o T e provvista di un innesto per ottiche tra i più facilmente reperibili in commercio. L’impiego di un cavetto di scatto flessibile per agire a distanza permette inoltre di eliminare gran parte delle vibrazioni. L’otturatore deve restare aperto anche per diversi minuti, perciò è meglio se le batterie sono ben cariche.  

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Fotocamera reflex digitale moderna.

    Gli obiettivi fotografici comuni sono diffusissimi, spesso vengono sottovalutati, ma consentono di ottenere immagini spettacolari, se utilizzati opportunamente. Il 50mm è chiamato normale, perché inquadra le cose come l’occhio umano, mentre gli obiettivi con focali più corte vengono chiamati grandangolari e quelli con lunghezze focali maggiori del 50mm teleobiettivi.   La fotografia astronomica a vasto campo si occupa delle costellazioni, degli oggetti del profondo cielo (nebulose, ammassi stellari, galassie), della Via Lattea, delle meteore e delle comete. La lunghezza focale F dell’obiettivo determina l’ampiezza del campo inquadrato, che deve essere scelto in relazione alle dimensioni dell’oggetto da fotografare. Per la Via Lattea, presa  da una parte all’altra dell’orizzonte, occorre adoperare focali da 8mm a 17mm di tipo fish-eye (occhio di pesce, 180° di campo inquadrato). Per ingrandire alcune parti occorrerà un 50mm oppure un 85mm, o più, mentre per avere sul fotogramma anche i particolari del paesaggio sarà utile un super-grandangolare di 14-20mm. Se si vuole fotografare invece la nebulosa di Orione ci vorrà una focale superiore ai 300mm. La tabella riporta le dimensioni angolari del campo inquadrato da ogni obiettivo sul fotogramma 24×36mm del piccolo formato 35mm. Naturalmente, si possono adoperare formati più ampi, o più piccoli, come il formato APS (1,5-1,6 volte più piccolo del 35mm).  

 

 

Lunghezza focale in mm

Dimensioni del campo

Angolo sulla diagonale del formato 35mm

14

81,2° × 104,2°

114,2°

18

67,3° × 90,0°

100,4°

20

61,9° × 83,9°

94,5°

24

53,1° × 73,7°

84,0°

28

46,3° × 65,4°

75,3°

35

37,8° × 54,4°

63,4°

50

26,9° × 39,5°

46,7°

85

16,0° × 23,9°

28,5°

105

13,0° × 19,4°

23,2°

135

10,1° × 15,1°

18,2°

200

6,8° × 10,2°

12,3°

300

4,5° × 6,8°

8,2°

400

3,4° × 5,1°

6,1°

600

2,2° × 3,4°

4,1°

800

1,7° × 2,5°

3,0°

1000

1,3° × 2,0°

2,4°

2000

41’ × 62’

1,2°

3000

28’ × 42’

50’

  

Oltre agli obiettivi a focale fissa, vi sono quelli a focale variabile, meglio noti come zoom; con essi non sempre esistono dei vantaggi, i principali punti critici sono i seguenti:

1)   il meccanismo che fa variare la lunghezza focale generalmente tende a spostarsi    durante le lunghe pose, rovinando così le foto, tranne che non sia dotato di un blocco;

2)   il costo di un obiettivo a focale variabile di alta qualità fino ai bordi è assai più elevato di un’ottica a focale fissa;

3)   la luminosità dell’immagine fornita dagli zoom generalmente è inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa;

4)   gli zoom distorcono le immagini più facilmente;

5)   gli zoom pesano di più.

Da ciò si può dedurre che, se si sceglie di utilizzare un obiettivo zoom, si dovrebbe controllare attentamente il suo funzionamento. Recentemente sono apparsi sul mercato degli obiettivi zoom professionali di alta luminosità (2,8) con lenti asferiche per eliminare la distorsione e gli altri difetti delle immagini: essi offrono risultati decisamente positivi, superando talvolta le focali fisse! Ho provato uno di questi zoom alla massima apertura ed ho notato che il comportamento era uniforme da un bordo all’altro, non c’era traccia di distorsione e le aberrazioni erano quasi invisibili, tuttavia il funzionamento può variare con la lunghezza focale. Se alle lenti asferiche vengono abbinate anche le lenti a bassa dispersione, persino l’aberrazione cromatica diventerà irrilevante ed usciranno immagini straordinarie, anche a tutta apertura. Inoltre, ho utilizzato un 300mm a tutta apertura (2,8) ed ho ottenuto sempre immagini puntiformi su tutto il campo inquadrato (anche agli angoli), segno di un’ottima correzione delle aberrazioni e della vignettatura già dalla piena apertura.

L’apertura relativa (o luminosità f=F/D) di un obiettivo fotografico convenzionalmente varia secondo il tipo di progetto adottato. Solitamente è possibile fare variare la luminosità da un massimo (2,0) ad un minimo (22,0). Tra uno scatto e l’altro c’è una variazione del 50% (il diametro D si riduce di 1,4 volte), perciò se si apre di uno stop un obiettivo si avrà il doppio della luce, mentre se di chiude di uno stop si otterrà una riduzione della metà. Le grandi aperture sono assai vantaggiose in astronomia, poiché gli oggetti celesti hanno basse luminosità intrinseche e si deve inseguire per lungo tempo.

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Alcuni filtri per obiettivi.

        L’inseguimento si effettua su di una montatura equatoriale con motore, dato che la Terra si sposta e gli oggetti sorgono, culminano e tramontano. Un errore comune che si osserva nelle foto a vasto campo è l’uso costante degli obiettivi alla massima apertura. Poiché quasi tutti gli obiettivi delle macchine reflex sono stati progettati per offrire la prestazione migliore a 1-2 valori dopo la massima apertura, l’uso dell’obiettivo a tutta apertura spesso accentua le aberrazioni, produce una vignettatura eccessiva e causa velature forti ed irregolari. Le ottiche delle macchine fotografiche comuni sono state progettate in modo da rispondere alle necessità dell’utente medio. Questi requisiti non sono tanto rigorosi come quelli della fotografia stellare, che è il test più severo per ogni obiettivo. Le aberrazioni sono difetti degli obiettivi che non si vedono facilmente sui ritratti o sulle fotografie di paesaggio. Oltretutto, nella maggior parte delle applicazioni di tutti i giorni, il fotografo è interessato soltanto alla parte centrale della fotografia, così le aberrazioni ai bordi passano inosservate. Per di più, nella maggior parte delle applicazioni fotografiche, gli obiettivi vengono utilizzati raramente in prossimità della massima apertura, il che rende meno appariscente la presenza delle aberrazioni e della vignettatura (=perdita di luce ai bordi).

Per le applicazioni astronomiche, il test più semplice per determinare l’apertura di diaframma migliore di ogni dato obiettivo è eseguire una serie di foto guidate del cielo notturno. Se l’obiettivo deve essere diaframmato oltre 2 valori dopo la massima apertura per ridurre le aberrazioni e la vignettatura a livelli accettabili, servirà poco nel lavoro astronomico. I vantaggi del diaframmare sono duplici: non solo si sopprimono le aberrazioni e la vignettatura, ma si riduce anche il velo di fondo, migliorando il contrasto da ogni parte. Con le nuove pellicole supersensibili che stanno uscendo, un’esposizione di 20 minuti a f/4 con una pellicola da 1000 ISO produrrà risultati stupendi. Con i sensori digitali riducete il tempo di posa almeno ad un terzo. Poiché le fotografie eseguite con un obiettivo da 50mm ed un motorino d’inseguimento di buona qualità non dovrebbero essere guidate con cannocchiali e oculari con crocicchio, non c’è motivo di rinunciare alla qualità per fare un’esposizione più breve. Per migliorare ulteriormente la resa degli obiettivi è conveniente utilizzare talvolta un filtro (UV, Skylight, giallo o rosso). Di recente sono comparsi sul mercato alcuni filtri, detti interferenziali, che bloccano certe lunghezze d’onda e ne trasmettono invece altre, tuttavia il loro costo resta ancora elevato.

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Le tracce stellari lasciate dopo 45 minuti di posa a f/4 con un obiettivo di 35mm su pellicola di 400 ISO.

 

 

    L’attrezzatura ideale comprende quindi una serie di obiettivi per poter riprendere meglio i vari aspetti del cielo nelle diverse stagioni. In estate potete fotografare bene la Via Lattea, molte nebulose e ammassi aperti. In autunno puntate gli obiettivi sulla galassia di Andromeda, l’ammasso doppio del Perseo e su Cassiopea. D’inverno spiccano Orione con le sue nebulose ed il Toro con i suoi ammassi. Disporre di diversi obiettivi vi servirà per riempire meglio il fotogramma secondo l’oggetto desiderato. Occorrono, in linea di massima, un 24mm, un 50mm ed un 300mm, oppure uno zoom 28-70mm ed un 300mm. Si può acquistare poi un moltiplicatore di focale 1,4x. La possibilità di avere l’autofocus qui è inutile, giacché si lavora sempre impostando la messa a fuoco sull’infinito (∞), è importante invece disporre di una grande apertura (2 o 2,8). Se potete permettervi solo un obiettivo la scelta per eccellenza è quella di un 50mm, anche usato. Se usate il formato APS dovete impiegare invece un 30mm o un 35mm. L’impiego di un trascinatore è indispensabile ed implica pure la conoscenza della messa in stazione verso il Polo Celeste, aiutandosi con la Stella Polare. Il treppiedi (o cavalletto) è un altro accessorio indispensabile per la buona riuscita delle foto.

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La cometa Hale-Bopp, apparsa nel 1997, fotografata con un obiettivo di 300mm a f/2,8 su pellicola di 800 ISO con una posa della durata di 8 minuti.

 

 

    Dopo aver montato un telescopio, nel luogo prescelto, sulla montatura equatoriale, si deve sistemare correttamente tutto l’insieme in modo da poter mantenere l’oggetto celeste costantemente puntato al centro del campo per ore. Ciò significa che si deve orientare con molta precisione la montatura del telescopio per farla funzionare perfettamente dopo aver bilanciato ogni parte dell’insieme. Per orientare correttamente l’asse polare della montatura esistono vari metodi, qui ne descriverò uno. E’ un metodo approssimato, che consente di fotografare con strumenti di corta focale in tempi abbastanza brevi. Questo procedimento permette di rendere l’asse polare della montatura parallelo all’asse di rotazione terrestre, in modo da riuscire ad annullare gli effetti del moto diurno, come previsto dalla teoria. Nell’emisfero boreale le stelle sembrano girare attorno alla Stella Polare ( Ursae Minoris), che è l’ultima stella della coda del Piccolo Carro. Gli appassionati che si recano nell’emisfero australe sono purtroppo meno fortunati dei loro colleghi, poiché le stelle prossime al Polo Sud Celeste non sono splendenti come la Stella Polare. Dunque, le stelle più vicine ai poli celesti sono la Polare (di magnitudine +2) e la σ Octantis (di magnitudine +5,5), che distano rispettivamente 48’ e 59’.  Innanzi tutto, si deve mettere in piano la montatura equatoriale, regolando la lunghezza delle gambe del treppiedi ed osservando la posizione della bolla di livello, finché non si sposta proprio sul centro. Le montature equatoriali alla tedesca spesso sono corredate da un cannocchiale polare (ad esempio 6×30, 8×50, 9×60, ecc.), perciò basta osservare direttamente nel cannocchiale per orientare correttamente l’asse della montatura. In pratica, la Polare deve rientrare in un apposito circoletto. Il cannocchiale polare ha un reticolo illuminato che contiene pure le posizioni delle stelle del campo vicine alla Stella Polare, regolabile tramite un disco orario ed un cerchio datario. I reticoli speciali servono proprio a facilitare l’allineamento polare della montatura. Questa regolazione permetterà di sistemare definitivamente l’inclinazione dell’asse polare della montatura e sarà utile ogni volta che si ritorna a fotografare sullo stesso sito. 

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Stelle sopra la città fotografate con un obiettivo di 24mm aperto a f/2.8 per 60s a 800ISO.

 

 

  Il problema più difficile da risolvere per la fotografia celeste è quello della presenza dell’inquinamento luminoso, dovuto alle luci artificiali dei centri urbani ed extraurbani. Questo fenomeno arreca disturbo alla buona riuscita delle fotografie e si manifesta nelle vicinanze dei centri abitati, a causa del riverbero dell’illuminazione, che alla fine renderà le foto inaccettabili, con un cielo dalla tinta gialla, verde o grigia. La soluzione del problema richiede l’uso di un buon paraluce e la ricerca di luoghi più bui, dove la Via Lattea risalta bene anche ad occhio nudo. In Italia, i cieli più bui si trovano in Valle d’Aosta, sull’Appennino tosco-emiliano, vicino Grosseto, al confine tra Abruzzo e Molise, al confine tra Basilicata e Calabria, sulle vette centrali della Sardegna.

Comunque, non crediate che sia possibile ingrandire le stelle come piccoli globi, perché la loro distanza richiede focali di 200 metri. Di conseguenza, una stella resterà sempre un puntino sia con un obiettivo di 35mm, che con un 2000mm.

Per evidenziare la rotazione della volta celeste stellata, basta sistemare la fotocamera su un treppiedi, fare scattare l’otturatore via cavo e lasciarlo aperto diversi minuti, anche fino a 10-15 minuti per pose digitali, usando basse sensibilità, come 100 ISO, e diaframmi piuttosto aperti, come 2.8 o 4. Con le pellicole la posa deve essere unica, anche di diverse ore, mentre in digitale si sommeranno diverse foto al computer, sempre per ottenere come risultato finale delle strisce lasciate dalle stelle più luminose nel cielo notturno. Per quanto riguarda le pellicole da utilizzare (fresche e ben conservate), è opportuno sceglierne una piuttosto sensibile 400-1600 ISO, se invece si vogliono ottenere stelle puntiformi. Inoltre, quando si porta a sviluppare il rullino, occorre specificare che si tratta di foto astronomiche senza margini ben definiti e che si devono sviluppare senza tagliare la pellicola (si dice sviluppo in striscia). Durante la fase dello sviluppo, infatti, il macchinario o l’operatore potrebbero tagliare a metà una foto, perché fanno fatica a distinguere lo spazio vuoto tra due fotogrammi e lo sfondo del cielo, solitamente sempre nero. Il tempo di posa limite in minuti è dato dalla seguente tabella, per un cielo buio, limpido e senza Luna. Si tiene conto anche del difetto di reciprocità delle pellicole impiegate.

91b2ad53ff1e58ba24a10ee5f3208564 FOTOGRAFIA CELESTE A VASTO CAMPO

Rotazione delle stelle attorno al polo celeste nord ottenuta con un obiettivo di 35mm a f/4 e 2 ore a 200ISO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella del tempo limite di saturazione in minuti per varie pellicole e cieli assai bui.

Apertura

100 ISO

250 ISO

400 ISO

800 ISO

1600 ISO

2,0

66 min.

24 min.

14 min.

6 min.             

3  min.

2,8

141

50

30  

14  

6  

3,5

233

83

49  

23  

10  

4,0

315

113

66  

30  

14  

5,6

671

240

141   

65  

30  

 

 

 

Tempo limite in secondi per macchine fisse sul treppiedi e stelle puntiformi

Obiettivo

0°

30°

45°

60°

20mm

30 sec.

35 sec.

42 sec.

60 sec.

24mm

25

29

35

50

28mm

21

25

30

43

35mm

17

20

24

34

50mm

12

14

17

24

100mm

6

7

8

12

300mm

2

2

3

4

La distanza in gradi è dall’equatore celeste, distante 90° dalla stella Polare.

 

 

Tipo di astrofotografia

Pellicola consigliata

Obiettivo e tempo di posa

Congiunzioni di pianeti

Luminosi al tramonto con

La Luna

100-400 ISO  come

Kodak Ektachrome E200

Fuji Provia 400F

35-70mm a f/2.8

Scattare quando l’esposi- metro segna 1-8 secondi

Costellazioni, aurore

800 ISO come

Fuji Superia X-tra 800

20-50mm a f/2.8

20-40 secondi

Costellazioni, Via Lattea,

stelle cadenti, con motore

800-1600 ISO

8-50mm a f/2.8

5 minuti

Foto con inseguimento al

telescopio

800-1600 ISO

14-300mm a f/2.8 

Fino a 5 minuti

 

 

 

 

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Panasonic GF1, altre foto

lunedì, 10 agosto 2009
listen it it Panasonic GF1, altre foto

pubblicato da Derfy in: Fotocamere Panasonic Rumors

ce9733581348abdfe3969430a521854d Panasonic GF1, altre foto

Sembra che le foto della Panasonic GF1 siano decisamente reali.

Un’altra fonte importante ha confermato la notizia ed ha affermato che verrà presentata al mercato entro l’inizio di settembre, in tempo per IFA di Berlino.

Riportiamo le caratteristiche:

  • Flash interno simile alla LX3
  • Modalità video hd 720p@30fps
  • Sistema di rimozione della polvere
  • 4:3, 3:2, 16:9, 1:1
  • 12.1 megapixel
  • Otturatore: 1/4000 – 60s, B: circa 4 min
  • LCD: 3″, 460,000 punti
  • Dimensioni: 119 x 71 x 36.3mm
  • Peso: 285g

4aac6cc40d2116db7516a7c84ade5338 Panasonic GF1, altre fotoc086e02c88aee36a9a46e6ebbab6de33 Panasonic GF1, altre foto4b69818ffc845792f276013377487754 Panasonic GF1, altre foto

Via | 43rumors

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I dati di vendita dei sensori CCD e CMOS

sabato, 1 agosto 2009
listen it it I dati di vendita dei sensori CCD e CMOS

pubblicato da Derfy in: Mercato

75ee2f8bc146b8ef1ad24b03ba3cb4eb I dati di vendita dei sensori CCD e CMOS

Dalle statistiche pubblicate durante Image Sensor 2009 si nota come le vendite complessive di sensori CMOS sia dieci volte superiore a quella dei sensori CCD.

Escludendo, però, i sensori per i cellulari i CCD restano degli avversari validi in molti segmenti del mercato, comprese le fotocamere, videocamere e videosorveglianza.

Alcuni dati emersi:

  • entro il 2013 i sensori CCD copriranno meno del 4% del mercato dei sensori
  • Il mercato dei sensori delle videocamere integrati nei computer moderni diventerà il secondo mercato entro il 2011
  • Il 62% dei sistemi di videosorveglianza utilizzerà sensori CMOS entro il 2013.

Via | ImageSensorsWorld

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Manfrotto i-Family

venerdì, 3 luglio 2009
listen it it Manfrotto i Family

pubblicato da Derfy in: Accessori

e326d9d7b93cca31d8f3ba43275799b0 Manfrotto i Family

Manfrotto ha rinnovato la sua linea di telecomandi i-Family.

Questa nuova versione ha aggiornamenti sia dal punto di vista del firmware sia dei componenti elettronici interni per rendere il prodotto più user friendly e per sfruttare tutte le nuove caratteristiche dei prodotti Canon e Sony.

Queste nuove versioni sono compatibili anche con i controlli di registrazione delle videocamere e consentono un uso da una distanza maggiore.

Via | PhotographyBlog

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Nikon Super Coolscan 9000 Ed

domenica, 31 maggio 2009
listen it it Nikon Super Coolscan 9000 Ed

Lo scanner multiformato è destinato specificamente all’impiego professionale

1be298655122b44a0f17b56837d274e9 Nikon Super Coolscan 9000 Ed Lo scanner multiformato Super Coolscan 9000 Ed è destinato specificamente all’impiego professionale.

Permette la scansione di originali 35mm, 120/220, 6×7, positivi 6×9, 16mm, formato microscopio elettronico ed altri formati ancora. L’obiettivo Scanner Nikkor ED di grande diametro, il sensore CCD a tre linee e la sorgente luminosa a LED sono stati migliorati per ottenere migliore qualità d’immagine e velocità di scansione. Queste caratteristiche di primo piano vi offrono il massimo per la grafica e l’immagine professionale.

Caratteristiche principali

* Multi formato (120/220, 35mm, ecc.)
* Risoluzione ottica reale di 4000 dpi.
* Conversione A/D a 16-bit.
* Obiettivo Scanner Nikkor ED di grande diametro.
* Illuminazione LED con barra di dispersione
* Scansione veloce (pellicola dia 35mm: 40 secondi; 6 x 9: 185 secondi).
* Nuovo sensore CCD di elevata qualità a tre segmenti.
* Nuovo algoritmo avanzato specifico per le negative colore.
* Scansione multi campionamento
* Autofocus e previsualizzazione rapidi.
* Interfaccia veloce IEEE 1394
* Ottimizzatore della qualità d’immagine.
* Digital ICE4 Advanced (TM) Digital ICE Quad Advanced) con Digital ICE Professional(TM)

Caratteristiche tecniche:
Risoluzione ottica [dpi] ………………… 4000
Formati pellicola ………………… Medium format (120/220), 35mm (135), 16mm, Electron Microscope, slide glass for microscope
Interfaccia ………………… IEEE 1394
Gamma densità ………………… 4.8
Area di scansione [max, mm] ………………… 56.9 x 83.7
Fonte di illuminazione ………………… R, G, B and infrareded (IR) LEDs; light source with rod disperser and light output slot
Schema ottico: lenti (lenti in vetro ED) / gruppi ………………… 6 / 14
Tempo di scansione approssimativo (35mm, 2900 dpi, no CMS, Windows Pc) [sec] ………………… 40
Dimensioni (L x A x P) [mm] ………………… 249 x 498.5 x 202
Peso approssimativo [kg] ………………… 9

c6d8bad1858e696a7f1334d8b49bf26b Nikon Super Coolscan 9000 Ed La serie di scanner Nikon Coolscan è l’unica ad utilizzare LED come fonte di illuminazione. I LED rappresentano una fonte luminosa stabile e precisa che non richiede manutenzione né tempo di preriscaldamento e non c’è alcun pericolo che la pellicola possa soffrire problemi di calore. L’illuminazione mediante LED assicura anche stabilità cromatica per una migliore fedeltà di riproduzione.

Nikon Colour Management System
Il sistema di gestione dei profili colore Nikon Colour Management System, detto anche Nikon CMS, offre una accurata riproduzione delle immagini sia a monitor che in stampa. Questo potente strumento permette di gestire i colori negli spazi calibrati RGB prima che i dati vengano trasferiti all’ applicazione che gestisce l’immagine. I profili che descrivono le caratteristiche colore ed il sistema di riproduzione (stampante o monitor) assicurano una elevata fedeltà di riproduzione in qualunque ambiente operativo. Ogni scanner della linea 2a82a310ed2b5280c8687f15bded1f6d Nikon Super Coolscan 9000 EdNikon Coolscan è compatibile con lo standard ICC (International Consortium Standard) versione 4.

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Breve gallery
b5c37a7900c648e6ce396e2110a6cf29 Nikon Super Coolscan 9000 Ed

ba0662446c01e9cc1ee090a48a2adb10 Nikon Super Coolscan 9000 Edae3d7cee15c842a579fc2bb2a958ea24 Nikon Super Coolscan 9000 Ed4ad36fe4008cc00c7b59a4e31b9e027e Nikon Super Coolscan 9000 Ed1cb795f822bce10038524dd6fe627189 Nikon Super Coolscan 9000 Ed9edcf6a75d4ca6768453cbb6ad3bbdc7 Nikon Super Coolscan 9000 Ed

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Un sensore come l’occhio umano

sabato, 7 febbraio 2009
listen it it Un sensore come locchio umano

205979a14c39e7c39a25799286792217 Un sensore come locchio umano

Un materiale fotosensibile attualmente attualmente in sviluppo potrebbe rivoluzionare alla base della fotografia.

Il professor Zhenqiang Ma, de University of Wisconsin-Madison Electrical and Computer Engineering, ed i suoi colleghi hanno sviluppato un rete flessibile di fotorecettori usando come base il germanio.

Ogni obiettivo è composto da più lenti al suo interno per cercare di limitare gli effetti della distorsione dovuta al cono di messa a fuoco su un sensore o pellicola che è piatta. I risultati sono migliori o peggiori in base alle caratteristiche di ogni modello, ma aggiungere questi elementi complica il design, aumenta il peso ed incrementa il prezzo finale.

Grazie a questa nuova tecnologia apparsa sul numero di gennaio di Applied Physics Letters ha come modello proprio la retina, su cui le immagini arrivano attraversando una sola lente, il cristallino.

Per ora si tratta di tecnologia di laboratorio e siamo ancora lontani da una commercializzazione, ma sicuramente i giganti del settori saranno molto interessati

Foto | fazen
Via | Blorge

Fonte ClickBlog.it

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FujiFilm svela una compatta con sensore Super CCD EXR – Dinox PC Hardware

sabato, 7 febbraio 2009
listen it it FujiFilm svela una compatta con sensore Super CCD EXR   Dinox PC Hardware
ae57909e4ea56bb90b38b9dcb1564179 FujiFilm svela una compatta con sensore Super CCD EXR   Dinox PC Hardware
Dinox PC
Hardware
 FujiFilm svela una compatta con sensore Super CCD EXR   Dinox PC Hardware
FujiFilm svela una compatta con sensore Super CCD EXR
Dinox PC Hardware - 6 feb 2009
Fervono in questo periodo i preparativi per aggredire il mercato 2009 delle fotocamere digitali e dopo Nikon arriva anche Fuji che toglie i veli dalla prima

Fonte Google News

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McDigital rinnova la propria veste grafica

mercoledì, 14 gennaio 2009
listen it it McDigital rinnova la propria veste grafica

b4ddb2fa7eb579c32e1f58509cc4c3c2 McDigital rinnova la propria veste grafica

il noto sito di compravendita di materiale fotografico nuovo e usato rinnova la propria veste grafica, ora molto più gradevole, e le sezioni facilmente consultabili tramite un pratico menu a sinistra.

MCdigital nasce nel Giugno 2007, ad opera di Cristian Milazzo, gia’ conosciuto da Fotoamatori e Professionisti per la disponibilita’ e competenza dimostrata per piu’ di un decennio in Reflex Top Linea assieme al fratello Massimiliano , rinomato per le sue competenze nel settore Fotografico Analogico e Digitale , 35mm, Medio Formato , Grande Formato ed Informatico su sistemi Windows/Apple.

In negozio si effettua anche la manutenzione e l’aggiornamento delle fotocamere ed i computer ad esse connesse, installazione dei software e l’assemblaggio dei PC, oltre che il tradizionale sviluppo e stampa e vendita di pellicole.

Le offerte variano poi dalla fotografia piccolo formato al medio formato e grande formato, esi ffettuiano tutti i tipi di assistenza e vengono compriati e permutati  materiale con altro materiale nuovo o usato.

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SilverFast Ai: recensione e tutorial su Nadir

domenica, 23 novembre 2008
listen it it SilverFast Ai: recensione e tutorial su Nadir

c0412c642ad579374200ef45b9095966 SilverFast Ai: recensione e tutorial su NadirAgostino Maiello di Nadir Magazine ha pubblicato una recensione – ma che e’ anche un tutorial – di SilverFast Ai, software della tedesca Lasersoft Imaging utile per calibrare scanner e stampanti.

Grazie alla funzione Scanner Calibration, ed all’opzione Printer Calibration, la piattaforma software SilverFast Ai/AI Studio offre, ad un costo contenuto, la possibilita’ di creare dei profili colore per le proprie periferiche aumentando cosi’ il grado di fedelta’ del nostro flusso di lavoro. Se a cio’ si aggiunge che il tutto avviene con una notevole facilita’ d’uso operando all’interno dello stesso software e seguendo una procedura guidata assai intuitiva, il giudizio finale non puo’ che essere molto positivo.

La versione 6.6 del software e’ in vendita in versione italiana sul sito del produttore.

Fonte ClickBlog.it

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Bologna, le promozioni si sfidano sui notebook – Il Salvagente

domenica, 23 novembre 2008
listen it it Bologna, le promozioni si sfidano sui notebook   Il Salvagente
 Bologna, le promozioni si sfidano sui notebook   Il Salvagente
Bologna, le promozioni si sfidano sui notebook
Il Salvagente - 13 nov 2008
“Offerta convenienza” anche per il notebook Samsung NPR510FAA4 a 579 € e la fotocamera reflex Nikon D60 DSLR con incluso lente (lens) Nikon (Nikkor) AF-S DXVR 18-55mm

Fonte Google News

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