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Garantire la coerenza dei colori delle stampe – fonte www.Nikon Italia.it....


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a cura di Mauro Fratus

Introduzione Il monitor: una finestra sul colore
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Introduzione

Prima o poi capita a tutti di sentire parlare di “gestione dei colori“, in situazioni in cui la stampa non corrisponde a quanto visualizzato e, di conseguenza, si sprecano tempo e inchiostro nel tentativo di modificare le impostazioni del driver della stampante o del monitor per ottenere una stampa accettabile. Questa breve guida al flusso di lavoro e’ stata creata proprio per indicare le corrette impostazioni dell’applicazione e del profilo per garantire la stampa di colori coerenti e prevedibili. Verranno fornite informazioni sulla gestione dei colori del Browser Nikon View NX, dell’editor Nikon Captare NX, del software Adobe Adobe Photoshop Release CS3 ma soprattutto sulle impostazioni di stampa da gestire con un driver Epson. Per l’illustrazione del flusso di lavoro viene utilizzato principalmente Windows Vista. Le procedure con versioni precedenti di Windows oppure con Mac OS X sono tuttavia simili. Come esempio per i seguenti passaggi viene utilizzata la stampante EPSON Stylus Pro 3800, ma il flusso di lavoro e’ comunque lo stesso per le altre stampanti Epson.

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Il monitor: una finestra sul colore

Per garantire prevedibilita’ e coerenza durante il flusso di lavoro per attivita’ che coinvolgono i colori, e’ fondamentale disporre di un monitor ben calibrato e profilato. In caso contrario, non e’ possibile correggere i colori sullo schermo o aspettarsi che la stampa corrisponda a quanto visualizzato. I colori restano infatti rappresentabili con assoluta precisione fino a quando rimangono numeri all’interno del computer ma gli stessi numeri varieranno la loro intensita’ e colore in base a come rappresentati dalla periferica di visualizzazione nelle variabili di luminosita’ e gamut o nella stampa anche per le sostanziali differenze riscontrabili dagli inchiostri in uso e dal supporto carta.

Gestire il colore aiuta quindi a “spostare” in forma quanto più automatizzata e controllata, luminosita’ e colori rappresentati numericamente per adeguare la conseguente percezione visiva ottenuta dall’osservazione del supporto immagine sia esso un monitor o una stampa.
In altre parole, gestire il colore e i conseguenti gamut, non significa “calibrare” un monitor per visualizzare un ipotetico colore non rappresentabile dalla specifica unita’ ma, in conseguenza alle differenze fisiche, sostituire il colore non rappresentabile con quello percettivamente più prossimo possibile, modellando l’intera gamma al fine di renderla visivamente come molto simile.

Per quanto concerne gli aspetti di calibrazione monitor, e’ oggi possibile accedere a soluzioni di buona qualita’ e a prezzi contenuti acquistando un colorimetro o uno spettrofotometro. Cercare di eseguire una calibrazione e una profilatura visiva non e’ consigliabile in quanto gli occhi non costituiscono uno strumento sufficientemente preciso e costante. Una soluzione basata su uno strumento consente di eseguire sia la calibrazione che la profilatura. La calibrazione garantisce il funzionamento del monitor in uno stato ottimale, stabile e ripetibile. La profilatura descrive le temporali capacita’ di riproduzione del colore del monitor. Poiché la visualizzazione varia nel tempo, la profilatura del monitor deve essere ripetuta a intervalli periodici, più frequentemente in ambienti di gestione professionale, fermo restando sempre la necessita’ di mantenere costanti anche le condizioni di illuminazione dell’ambiente dove il monitor opera. È infatti inutile ricercare calibrazioni d’eccellenza se poi l’ambiente di lavoro varia le condizioni di luce della stanza attraverso la luce solare irraggiata delle finestre o le luci artificiali con le differenti temperature di colore che comunque, riflettendo sul monitor, variano sostanzialmente la percezione della luminosita’, del contrasto e del colore analizzata ad occhio.
Per maggiori dettagli sull’argomento di calibrazione monitor, rimandiamo ad un precedente
eXperience

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Le stampanti a getto d’inchiostro sono dispositivi RGB

In generale, le stampanti a getto d’inchiostro sono dispositivi RGB, anche se per la stampa utilizzano inchiostro ciano, magenta, giallo e nero. Inviare pertanto al driver della stampante a getto d’inchiostro Epson un file di immagine in uno spazio colore RGB e non CMYK. Le impostazioni del driver della stampante a getto d’inchiostro Epson consentiranno di convertire i dati dell’immagine da valori RGB a valori CMYK e di calcolare la quantita’ di inchiostro necessaria per riprodurre qualsiasi valore CMYK. Per il calcolo viene preso in considerazione anche il tipo di supporto utilizzato. In genere, sulla superficie della carta fotografica e’ possibile depositare più inchiostro rispetto alla carta normale, senza provocare sbavature. L’invio di immagini in stampa a getto d’inchiostro con spazi colore in quadricromia CMYK sono da ipotizzarsi solo per sistemi specifici di prova colore di simulazione di sistemi di stampa offset.

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