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	<title>Commenti per Nikon Test</title>
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	<description>Test, Nikkor, Review, Prove, Ottiche, Reflex, Nikon, Tokina, Tamron, Sigma</description>
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		<title>Commenti su COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMA di Samantha</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/coolpix-s620-veloce-divertente-e-bellissima.htm/comment-page-1#comment-589</link>
		<dc:creator>Samantha</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:23:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3297#comment-589</guid>
		<description>Salve a tutti io possiedo una Nikon coolpix 8700 e sono molto contenta, purtroppo la porto poco via per questione di peso e ingombro, ho deciso di acquistare una nikon coolpix s620 per praticità, le foto fatte con quest&#039;ultima son impostate con il max di risoluzione e circa un 75% delle foto scattate viene offuscato, la foto non risulta limpida, non credo che sia un problema di impostazione perchè se scatto 6 foto uguali, 4 sono offuscate e 2 limpide, perfette senza cambiare niente? Nel piccolo display si vede poco ma quando le scarico nel pc c&#039;è un abisso tra una foto ed un&#039;altra. questo problema non l&#039;ho mai riscontrato con la 8700. 
Come posso rimediare?
Grazie, Samantha</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti io possiedo una Nikon coolpix 8700 e sono molto contenta, purtroppo la porto poco via per questione di peso e ingombro, ho deciso di acquistare una nikon coolpix s620 per praticità, le foto fatte con quest&#8217;ultima son impostate con il max di risoluzione e circa un 75% delle foto scattate viene offuscato, la foto non risulta limpida, non credo che sia un problema di impostazione perchè se scatto 6 foto uguali, 4 sono offuscate e 2 limpide, perfette senza cambiare niente? Nel piccolo display si vede poco ma quando le scarico nel pc c&#8217;è un abisso tra una foto ed un&#8217;altra. questo problema non l&#8217;ho mai riscontrato con la 8700.<br />
Come posso rimediare?<br />
Grazie, Samantha</p>
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	<item>
		<title>Commenti su COOLPIX S230 /COOLPIX S220: UN MIX PERFETTO DI STILE, PRECISIONE E MANEGGEVOLEZZA di PAOLA</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/coolpix-s230-coolpix-s220-un-mix-perfetto-di-stile-precisione-e-maneggevolezza.htm/comment-page-1#comment-588</link>
		<dc:creator>PAOLA</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 11:43:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3299#comment-588</guid>
		<description>Buongiorno a tutti, quest&#039;estate ho comprato una Nikon S230. L&#039;ho usata in vacanza ed ero abbastanza soddisfatta. Da settembre la qualità delle fotografie è cambiata, in peggio. 9 foto su 10 erano sfuocate, sopratutto quelle fatte negli interni. Ho provato a cambiare manualmente le funzioni ma le foto erano ugualmente sfuocate. L&#039;ho mandata in riparazione ma non è cambiato assolutamente nulla. Poi, curiosando su internet ho scoperto che tante altre persone si lamentano di questo prodotto e molte dicono di avere foto sfuocate ... Un mio conoscente che vende macchine fotografiche dice che sconsiglia a tutti i suoi clienti di acquistare questo modello perchè pare che la Nikon abbia fatto cilecca ... l&#039;avessi saputo prima!!!!! Ho speso € 190,00 e sono pentita amaramente ... Non capisco come mai questo prodotto continui ad essere sul mercato ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti, quest&#8217;estate ho comprato una Nikon S230. L&#8217;ho usata in vacanza ed ero abbastanza soddisfatta. Da settembre la qualità delle fotografie è cambiata, in peggio. 9 foto su 10 erano sfuocate, sopratutto quelle fatte negli interni. Ho provato a cambiare manualmente le funzioni ma le foto erano ugualmente sfuocate. L&#8217;ho mandata in riparazione ma non è cambiato assolutamente nulla. Poi, curiosando su internet ho scoperto che tante altre persone si lamentano di questo prodotto e molte dicono di avere foto sfuocate &#8230; Un mio conoscente che vende macchine fotografiche dice che sconsiglia a tutti i suoi clienti di acquistare questo modello perchè pare che la Nikon abbia fatto cilecca &#8230; l&#8217;avessi saputo prima!!!!! Ho speso € 190,00 e sono pentita amaramente &#8230; Non capisco come mai questo prodotto continui ad essere sul mercato &#8230;</p>
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	<item>
		<title>Commenti su NIKON D3 USATA VERO AFFARE&#8230; di Guglielmo</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d3-usata-vero-affare.htm/comment-page-1#comment-583</link>
		<dc:creator>Guglielmo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 22:23:26 +0000</pubDate>
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		<description>sono interessato anch&#039;io se poi il prezzo e&#039; interessante...fatemi saperegrazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono interessato anch&#8217;io se poi il prezzo e&#8217; interessante&#8230;fatemi saperegrazie</p>
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	<item>
		<title>Commenti su COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMA di Franz</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/coolpix-s620-veloce-divertente-e-bellissima.htm/comment-page-1#comment-572</link>
		<dc:creator>Franz</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 15:51:53 +0000</pubDate>
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		<description>Devi impostare il bilanciamento del bianco su &quot;flash&quot; così vedrai che le tue foto non tenderanno all&#039;azzurro. ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devi impostare il bilanciamento del bianco su &#8220;flash&#8221; così vedrai che le tue foto non tenderanno all&#8217;azzurro. ciao</p>
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	<item>
		<title>Commenti su COOLPIX S620: VELOCE, DIVERTENTE E BELLISSIMA di Gerardo Meliddo</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/coolpix-s620-veloce-divertente-e-bellissima.htm/comment-page-1#comment-569</link>
		<dc:creator>Gerardo Meliddo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 07:52:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3297#comment-569</guid>
		<description>Salve a tutti ho un problema con la mia nuova Nikon Coolpix s620. Tutte le foto che ho scattato con l&#039;ausilio del flash risultano esageratamente tendente all&#039;azzurro/ celeste il chè ovviamente altera la fedeltà dei colori. Qalcuno sa dirmi se si tratta di un problema tecnico dovuto alla fabbricazione del flash che evidentemente è troppo luminoso oppure devo settare nelle impostazioni qualche paramentro particolare ?
Ringrazio chiunque voglia darmi una risposta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti ho un problema con la mia nuova Nikon Coolpix s620. Tutte le foto che ho scattato con l&#8217;ausilio del flash risultano esageratamente tendente all&#8217;azzurro/ celeste il chè ovviamente altera la fedeltà dei colori. Qalcuno sa dirmi se si tratta di un problema tecnico dovuto alla fabbricazione del flash che evidentemente è troppo luminoso oppure devo settare nelle impostazioni qualche paramentro particolare ?<br />
Ringrazio chiunque voglia darmi una risposta.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su NIKON D3 USATA VERO AFFARE&#8230; di stefano berruti</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d3-usata-vero-affare.htm/comment-page-1#comment-567</link>
		<dc:creator>stefano berruti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:19:11 +0000</pubDate>
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		<description>gentili signori, sono interessato alla d3 nikon, se è ancora disponibile, fatemi sapere per favore quale è la richiesta economica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gentili signori, sono interessato alla d3 nikon, se è ancora disponibile, fatemi sapere per favore quale è la richiesta economica</p>
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	<item>
		<title>Commenti su COOLPIX S230 /COOLPIX S220: UN MIX PERFETTO DI STILE, PRECISIONE E MANEGGEVOLEZZA di Silvia</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/coolpix-s230-coolpix-s220-un-mix-perfetto-di-stile-precisione-e-maneggevolezza.htm/comment-page-1#comment-565</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 18:23:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3299#comment-565</guid>
		<description>Salve a tutti, volevo chiedervi una cosa: in moltissimi siti che riguardano la Coolpix S230 risulta un grandissimo difetto,compare una striscia gialla a sinistra dello schermo. Quest&#039;ultima nelle foto compare solo quando si scatta e poi nella foto svanisce ma nei video il problema persiste.Apparte tutto è una macchina fantastica con tantissime caratteristiche ottime.Secondo voi vale la pena comprarla o no?Rispondete per piacere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, volevo chiedervi una cosa: in moltissimi siti che riguardano la Coolpix S230 risulta un grandissimo difetto,compare una striscia gialla a sinistra dello schermo. Quest&#8217;ultima nelle foto compare solo quando si scatta e poi nella foto svanisce ma nei video il problema persiste.Apparte tutto è una macchina fantastica con tantissime caratteristiche ottime.Secondo voi vale la pena comprarla o no?Rispondete per piacere.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su NIKON D3 USATA VERO AFFARE&#8230; di Luca</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d3-usata-vero-affare.htm/comment-page-1#comment-563</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 13:58:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3428#comment-563</guid>
		<description>Sono molto interessato, mandatemi una mail con il prezzo e le specifiche, vi contatto il prima possibile.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto interessato, mandatemi una mail con il prezzo e le specifiche, vi contatto il prima possibile.<br />
Grazie</p>
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	<item>
		<title>Commenti su NIKON D3 USATA VERO AFFARE&#8230; di Nicola</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d3-usata-vero-affare.htm/comment-page-1#comment-562</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:52:49 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera sarei interessato a conoscere il prezzo della Nikon D3 usata da voi proposta.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera sarei interessato a conoscere il prezzo della Nikon D3 usata da voi proposta.<br />
Grazie</p>
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	<item>
		<title>Commenti su NIKON D3 USATA VERO AFFARE&#8230; di federico ferrari</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d3-usata-vero-affare.htm/comment-page-1#comment-560</link>
		<dc:creator>federico ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 02:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>sono interessato a una d3 usata, ne avete in casa?
grazie
federico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono interessato a una d3 usata, ne avete in casa?<br />
grazie<br />
federico</p>
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	<item>
		<title>Commenti su NIKON D3 USATA VERO AFFARE&#8230; di Giancarlo Bianchetti</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d3-usata-vero-affare.htm/comment-page-1#comment-558</link>
		<dc:creator>Giancarlo Bianchetti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 09:23:54 +0000</pubDate>
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		<description>Sono interessato alla NIKON D3 usata della vostra inserzione. Giancarlo Bianchetti 3496132920</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono interessato alla NIKON D3 usata della vostra inserzione. Giancarlo Bianchetti 3496132920</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Sindone, un&#8217;opera fotografica di Leonardo da Vinci di Rodolfo ultimo custode</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/la-sindone-unopera-fotografica-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-557</link>
		<dc:creator>Rodolfo ultimo custode</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 16:38:36 +0000</pubDate>
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		<description>I TRE VOLTI DELLA SINDONE SECONDO LEONARDO DA VINCI
....................

Sono il Volto del Cristo, che comprende metà volto del Molay e metà volto di Leonardo.

Agli inizi la Sindone era stata conservata dalla comunità cristiana, come reliquia della Passione di Gesù; a causa delle persecuzioni veniva tenuta nascosta.
In seguito, venne portata nella città di Edessa e chiamata mandylion.
Dopo che Edessa venne occupata dai musulmani, i bizantini trasferirono il mandylion a Costantinopoli.
Nel 1204 Costantinopoli venne saccheggiata dai crociati, e del mandylion, ovvero della Sindone, si persero le sue tracce. 
Infatti, la storia “certa” della Sindone inizia intorno alla metà del Trecento, quando riappare inspiegabilmente 150 anni dopo a Lirey in Francia. Da quella data tutti i passaggi sono rigorosamente documentati (Lirey,Chambéry,Torino).
Da Costantinopoli alla Francia?
Sono state avanzate diverse ipotesi per ricostruire in quale modo la Sindone sia pervenuta in Francia, per riapparire nel 1353 in mano a Goffredo di Charny.
Tra le tante ipotesi fatte, la più credibile è anche la più semplice,  quella che sarebbero stati i Templari a prendere la Sindone e a custodirla segretamente fino allo scioglimento dell&#039;ordine: nel 1314, quando l&#039;ultimo Gran maestro Jacques de Molay vene messo al rogo, insieme a lui fu bruciato anche un alto dignitario dell&#039;Ordine a nome Goffredo di Charny, omonimo e probabilmente parente di colui che quarant&#039;anni dopo espose pubblicamente la Sindone.
Sicuramente prima di Lirey, qualche cosa è esistito, un lenzuolo  funebre che recava l’impronta di un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30-33, “se così fosse ci troveremmo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù”, se così non fosse, esisteva già un falso. Un telo funebre con l’impronta di un volto, e di un corpo usato come reliquia dai Templari convinti che fosse autentica.
Perché di quel telo funebre così antico, si mostrava solo il volto? In realtà l’immagine più antica impressa sulla Sindone di Torino, quella che doveva mostrare il volto del Cristo per intenderci, soprattutto il corpo era talmente sfumata che le ferite sui polsi non si potevano neanche notare. Per questo motivo, è lecito supporre che il mandylion fosse in realtà la Sindone ripiegata e conservata in un reliquiario: il telo così piegato (tetradiplon) nascondeva l&#039;impronta sbiadita del cadavere, facendo castamente emergere soltanto il Volto. La Sindone di Torino non mostra solo il volto e il corpo di Cristo, cela ben altri segreti mai svelati, e tenuti gelosamente nascosti. I nuovi personaggi che si troverebbero coinvolti nella più grande beffa del secolo, sono:- “Lo stesso de Molay che suo malgrado reciterà la parte del nuovo crocifisso, e parecchi anni più tardi Leonardo da Vinci, che cercherà di sistemare il volto e varie parti dell’intera immagine del telo funebre”.               
 Perché proprio il corpo del de Molay?                    
Secondo una tesi certamente originale di alcuni ricercatori, il Gran Maestro sarebbe stato sottoposto ad una forma di tortura mirante a riprodurre sul suo corpo i segni della Passione di Cristo. Probabilmente anche nella crocifissione del Molay per consuetudine, i chiodi furono messi nel palmo delle mani e non nei polsi. Gli venne posata attorno al capo una corona di spine e fu flagellato. Liberato dai chiodi, all’uso Templare, fu poi disteso con molta cura su un lenzuolo “lo stesso lenzuolo che veniva considerato dal Molay e da alcuni Templari come una reliquia di grande potere”, come se fosse già segnato dalla morte, ma inaspettatamente “forse per il potere miracoloso del lenzuolo?”, riuscì a riprendersi lasciando, come traccia delle sofferenze gratuitamente inflittegli, la sagoma del proprio corpo impressa sulla superficie del lino. La Sindone torinese riproporrebbe, perciò in superficie, anche la figura e i tratti somatici di Jacques de Molay, compresi quelli di Cristo che si troverebbero ben  sotto il suo corpo, considerando la stazza fisica del Molay di qualche centimetro più lunga e più larga. L’ipotesi è suggestiva, ma alcuni Templari d’altronde, sono da sempre considerati come i depositari di conoscenze magiche al limite dell’atteggiamento eretico.  
La lacunosità delle fonti relative alla Sindone tra 1204 e 1353 lascia spazio ad ogni sorta di interpretazione, alcune più verosimili, altre del tutto fantasiose. Come anticipato, tutte le tracce riguardanti il tragitto della Sindone tra il 1204 e il 1353 conducono all’approdo di Lirey, centro abitato della regione della Champagne a circa venti chilometri da Troyes, la città nella quale si ratificò la fondazione dell’Ordine dei Templari. 
La storia trasuda di coincidenze, tutto sta nell’interpretarle correttamente.
Vi è un fatto da non sottovalutare che collega il Molay alla Sindone di Torino, Il Molay fu portato al rogo nel 1314, assieme al suo amico d’arme Geoffroy de Charny, guarda caso presunto zio dell’omonimo Goffredo di Charny (nipote), proprietario documentato della Sindone di Torino dal 1353. Non ci è dato di sapere se quella Sindone fosse la stessa Sindone di Costantinopoli, o qualche cosa d’altro. Dopo trentasei anni dalla morte dello zio, il nipote omonimo, dichiara apertamente di essere in possesso della Sindone, morirà, senza mai spiegare come sia venuto in suo possesso. Se fosse stata la vera Sindone di Costantinopoli, era tutto interesse del nipote rendere chiara la sua provenienza, ma questo non lo fece. Non se la sentiva di dire che era la reliquia tanto venerata dai Templari, e che per il capriccio di alcuni era diventata qualche cosa d’altro. Lo stesso telo funebre che recava l’immagine di un uomo crocifisso e adorato dai templari come se fosse il Cristo, in realtà aveva avvolto anche il corpo del Gran Maestro Molay. Sostenere delle mezze bugie per il nipote di Geoffroy de Charny, era più difficile che tacere. Ma questo nipote, non si era mai dimenticato dello zio (del quale portava il nome).                       
Infatti nello svelare l’esistenza e la proprietà di questo telo funebre, faceva coniare una targhetta commemorativa, in piombo e stagno a sbalzo, di (cm. 4,5x6,2) che riproduceva per la prima volta esattamente la Sindone di Torino, con gli stemmi nobiliari di Geoffroy de Charny e dei Vergy il casato di sua moglie. In mezzo ai quali è rappresentato un sepolcro vuoto, mentre il sepolcro vuoto per effetto di un finissimo intervento a sbalzo, mostrava una croce templare, idealmente doveva essere il sepolcro per contenere il corpo di un Templare, quello del Molay ultimo Gran Maestro, bruciato sul rogo con lo zio di Goffredo. Non a caso questa targhetta-ricordo fu trovata nella Senna nel 1855 presso il Ponte di Change, proprio difronte al ponte di Neuf, il luogo dove Molay e lo Zio furono immolati sul rogo. Probabilmente gettata nella Senna durante una cerimonia segreta per commemorare tutti i Templari giustiziati dalla Santa Inquisizione. Di questo medaglione considerato importantissimo anche per altri motivi, esiste solo questo esemplare, sicuramente non furono stampati molti pezzi, solo qualche esemplare ad uso e consumo di una stretta cerchia di Cavalieri del Tempio. Oggi l’unico medaglione si trova a Parigi, nel Museo Nazionale del Medioevo-Thermes de Cluny. 
Perché proprio Leonardo da Vinci?                                 
 Leonardo, come il padre era profondamente anticattolico, non tollerava il clero ed era attratto da una religione personale più vicina alla natura che alla storia di Gesù o dei Santi.
 Il geniale toscano, arrivò a Milano nel 1482 e vi rimase per ben sedici anni, “mai una riga di ufficiale, che rivelasse dei contatti con i custodi della Sindone i Savoia”, mentre le cronache ci riferiscono di come si occupasse nei diversi campi delle scienze e delle arti, con prevalenza nell’arte pittorica, infatti, qui realizzò opere molto importanti tra le quali l’ultima cena che fu realizzata intorno al 1495-1497 nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. 
Nel 1499 Ludovico il Moro fuggì da Milano, dopo l’invasione del ducato da parte dei francesi, mentre Leonardo intraprese una serie di viaggi, si recò a Mantova, a Venezia, e poi ritornò a Firenze, in questi anni iniziò anche il famoso ritratto della Gioconda, un dipinto a lui caro che portò con se anche in Francia, alla quale non poté negare quel sorriso quasi complice per quello che aveva appena fatto.
 Leonardo come avrebbe potuto architettare questa gigantesca beffa della storia? In realtà Lui fu lo strumento, lavorò su commissione in gran segreto. Probabilmente il volto della Sindone necessitava di urgenti lavori di restauro, sin dalla sua apparizione nel lontano 1353, nel tempo, sempre più spesso, durante le ostensioni il telo veniva considerato come una grande bugia. Durante la sua permanenza al soldo di Ludovico il Moro, Leonardo, aveva continui contatti con esponenti del Priorato di Syon, e con artisti più o meno noti, iniziati alle scienze esoteriche. Anche se mai dichiarato apertamente, la Sindone di Torino fu da sempre in un certo senso, un protettorato dei Cavalieri del Tempio, non dimentichiamo chi la possedeva, quando riapparve nel 1353 a Lirey in Francia. Quali le sue segrete origini, e chi era in realtà impresso sul telo funebre, “l’ultimo Gran Maestro del Tempio”.        
Quale migliore occasione, per architettare in gran segreto una simile beffa, imprimendo mezzo volto del nuovo ospite della Sindone, e inserendo nel contempo metà volto della propria immagine, quasi una firma autografa. 
Non è un dipinto né una stampa, è assente qualsiasi pigmento che non sia quello sanguigno. Si può dipingere con il sangue diluito in un ampolla con acqua e sale senza usare i pennelli, solo per contatto facendo una piccola pressione circoscritta attraverso una matrice? (Certo sì!) La tecnica usata, permetteva anche di produrre immagini al negativo. 
“IL VOLTO NUOVO DELLA SINDONE IN PRATICA E’ LA SOMMA DI DUE MEZZI VOLTI, META’ VOLTO DEL MOLAY E META’ VOLTO DI LEONARDO.
Ce lo spiega Leonardo stesso come  lo ha fatto:-
La scrittura con la seta, per questo sistema impressivo veniva utilizzata una matrice di seta.                    
Il sistema è un procedimento di stampa per contatto, che consiste nel far passare il sangue diluito, attraverso le maglie del tessuto di una matrice facendo una pressione con uno strumento a forma di spatola. Leonardo stravolse questo attrezzo, lo avvolse completamente con delle bende o garze cercando di mantenere la sua rigidità, ma nello stesso tempo renderlo morbido e assorbente, lo intingeva nel sangue molto diluito in acqua e sale e con una leggera pressione faceva passare il sangue diluito attraverso le maglie libere e strette del tessuto di seta usato come matrice, depositando le gocce sul supporto da imprimere “il telo funebre”.          
La matrice è costituita normalmente da un telaio, sul quale viene teso ed incollato il tessuto di seta facendo sì che le maglie, in tensione, risultino ben aperte secondo la necessità, per facilitare il passaggio della miscela di sangue. Con un procedimento manuale si chiudono le maglie nelle zone che non si vogliono stampare e si lasciano aperte le maglie nelle zone da stampare, in questo caso la soluzione sanguigna che impregna lo strano pennello, viene quasi guidata dalle sapienti mani dell’ artista. Dobbiamo anche considerare di come si è formata la doppia superficie sulla Sindone, vi è una impronta quella al negativo per intenderci, che riguarda tutto il corpo dell’uomo della Sindone, soffusa poco appariscente. Questa impronta è la più in superficie,  è stata impressa dosando la soluzione sanguigna delicatamente, non permettendo al pigmento sanguigno di penetrare in profondità, una tinta che non doveva superare per un terzo lo spessore del filo di lino, come se l’immagine aleggiasse in superficie sul telo. Mentre tutte le impronte al positivo quelle che riguardavano le ferite della passione per intenderci, oltrepassarono da parte a parte il filo di lino, quindi se per ipotesi il telo venisse sezionato longitudinalmente in due parti, una parte superiore e una parte inferiore, la parte superiore oltre che il corpo completo al negativo, recherà anche le impronte più marcate della passione al positivo, mentra la parte inferiore, recherà solo le impronte più marcate della passione al positivo senza alcun altra immagine.
 Non era necessario fare una pressione forte perché la soluzione acquosa di sangue e sale potesse oltrepassare gli spazi liberi della matrice, in modo che si depositasse per contatto sul supporto da imprimere. In questa maniera, il lenzuolo funebre assorbiva quasi naturalmente piccole dosi di pigmento sanguigno sotto il sapiente controllo dell’artista, prendendo le forme e le volumetrie volute da Leonardo, seguiva ad ogni passaggio del liquido sanguigno, il riscaldamento con un gran numero di candele per asciugare la stesura, e qualche volta passando a distanza ravvicinata con un attrezzo metallico riscaldato.
Per riprodurre esattamente la Sindone di Torino non basta un p’ò di polvere e qualche agente chimico, bisogna aver prima conosciuto tutte le verità nascoste che il Sacro Telo cela tra le Sue pieghe.
Per lasciare una traccia di ciò, Leonardo trascrisse questo messaggio su un misterioso telaio in seta, rimasto segreto per più di cinque secoli, una tempera all’uovo del XV secolo, molto particolare, perché non presenta sottofondo, l’immagine dipinta poggia tra filo e filo la cui trama rimane libera, osservando la tela di seta in contro luce si possono vedere tutti gli spazi tra filo e filo, come se fosse dipinta su un telaio a maglie larghe, in controluce dal retro possiamo distinguere perfettamente l’immagine dipinta anteriormente.  
Questa mirabile tempera all’uovo, fu riscoperta verso la fine del XX secolo durante un rocambolesco recupero effettuato da alcuni fiduciari per conto del Terzo Reich durante lultimo conflitto mondiale. Questo recupero venne eseguito presso un facoltoso custode, non fu mai portato completamente a termine, infatti prima di essere recapitato all’Ordine delle Tenebre, il dipinto venne intercettato da un nuovo ignaro Custode, che lo ospitò nella sua dimora fino al 1972.
Leonardo, sicuramente anche per le sue capacità tecniche, si è trovato “suo malgrado”, coinvolto in questo artificio solo per caso, e che a causa della sua vena ironica, trasformò un segreto per pochi, in una beffa per molti. A conferma di ciò, solo un particolare alquanto singolare, i proprietari della Sindone, probabilmente informati per tempo della morte di Leonardo, per paura che l’inganno venisse a galla, mandarono in Francia alcuni fiduciari per recuperare in gran fretta uno dei tanti taccuini dove Leonardo prendeva appunti per i sui lavori, evidentemente appunti compromettenti che riguardavano lavori eseguiti segretamente sulla Sindone, tutte le prove dovevano scomparire per sempre. Ma non si accorsero che un disegno collegato di Leonardo, si era smarrito nella Biblioteca Reale di Torino, e il telaio di seta con il quale Leonardo operò sul volto del telo funebre. Sul quale dopo aver terminato l’opera di ricostruzione del volto della Sindone, Leonardo dipinse una mirabile tempera all’uovo per indicare l’arcano appena commesso, rimasta tutt’ora  in circolazione fuori della portata di possibili inquisitori.
Dunque da questa relazione, risulterebbe che sulla Sindone vi siano state impresse più immagini, un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30-33, “se così fosse ci troveremmo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù”, se così non fosse, esisteva già un falso, un corpo presumibilmente morto in stato di rigor mortis, usato come reliquia dai Templari convinti che fosse autentico; 1281 anni dopo, verso il 1314, fu disteso e avvolto con molta precisione un secondo corpo ancora vivo e febbricitante, che recava anch’esso i segni della passione di Gesù, vi rimase avvolto immobile per molte ore, quasi un giorno intero, si che l’impronta a contatto diretto, si asciugò quasi completamente; 181 anni dopo, verso il 1495 qualcuno intervenne su commissione, con una mirabile tecnica, per definire il volto e alcune parti sul telo. Quindi sulla Sindone vi sono tre periodi ben distinti, e tre differenti impressioni sul telo, questo è il motivo per il quale la Sindone di Torino non può essere mai riprodotta esattamente come è attualmente. In questo contesto tanto turbolento, non dobbiamo dimenticare le vicissitudini cruente subite dal telo funebre a causa degli incendi nelle varie epoche.
La Sindone è un falso o meglio più falsi?  Dove potrebbe celarsi anche una grande verità ormai nascosta dagli eventi. Quanto rimarrebbe di questa verità dopo tante manipolazioni? Per i credenti Cristiani può rimanere tranquillamente il simbolo della Resurrezione. Per i Cavalieri del Tempio anche il telo funebre del loro ultimo Gran Maestro Molay, mentre Leonardo intervenendo con tanta decisione sul volto della Sindone, mettendoci anche parte del suo volto “metà volto del Molay e metà volto di Leonardo, risultando l’attuale volto della Sindone”, è diventato suo malgrado il loro profeta. 
a.D. 2009
L’ultimo custode 
Rodolfo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I TRE VOLTI DELLA SINDONE SECONDO LEONARDO DA VINCI<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Sono il Volto del Cristo, che comprende metà volto del Molay e metà volto di Leonardo.</p>
<p>Agli inizi la Sindone era stata conservata dalla comunità cristiana, come reliquia della Passione di Gesù; a causa delle persecuzioni veniva tenuta nascosta.<br />
In seguito, venne portata nella città di Edessa e chiamata mandylion.<br />
Dopo che Edessa venne occupata dai musulmani, i bizantini trasferirono il mandylion a Costantinopoli.<br />
Nel 1204 Costantinopoli venne saccheggiata dai crociati, e del mandylion, ovvero della Sindone, si persero le sue tracce.<br />
Infatti, la storia “certa” della Sindone inizia intorno alla metà del Trecento, quando riappare inspiegabilmente 150 anni dopo a Lirey in Francia. Da quella data tutti i passaggi sono rigorosamente documentati (Lirey,Chambéry,Torino).<br />
Da Costantinopoli alla Francia?<br />
Sono state avanzate diverse ipotesi per ricostruire in quale modo la Sindone sia pervenuta in Francia, per riapparire nel 1353 in mano a Goffredo di Charny.<br />
Tra le tante ipotesi fatte, la più credibile è anche la più semplice,  quella che sarebbero stati i Templari a prendere la Sindone e a custodirla segretamente fino allo scioglimento dell&#8217;ordine: nel 1314, quando l&#8217;ultimo Gran maestro Jacques de Molay vene messo al rogo, insieme a lui fu bruciato anche un alto dignitario dell&#8217;Ordine a nome Goffredo di Charny, omonimo e probabilmente parente di colui che quarant&#8217;anni dopo espose pubblicamente la Sindone.<br />
Sicuramente prima di Lirey, qualche cosa è esistito, un lenzuolo  funebre che recava l’impronta di un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30-33, “se così fosse ci troveremmo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù”, se così non fosse, esisteva già un falso. Un telo funebre con l’impronta di un volto, e di un corpo usato come reliquia dai Templari convinti che fosse autentica.<br />
Perché di quel telo funebre così antico, si mostrava solo il volto? In realtà l’immagine più antica impressa sulla Sindone di Torino, quella che doveva mostrare il volto del Cristo per intenderci, soprattutto il corpo era talmente sfumata che le ferite sui polsi non si potevano neanche notare. Per questo motivo, è lecito supporre che il mandylion fosse in realtà la Sindone ripiegata e conservata in un reliquiario: il telo così piegato (tetradiplon) nascondeva l&#8217;impronta sbiadita del cadavere, facendo castamente emergere soltanto il Volto. La Sindone di Torino non mostra solo il volto e il corpo di Cristo, cela ben altri segreti mai svelati, e tenuti gelosamente nascosti. I nuovi personaggi che si troverebbero coinvolti nella più grande beffa del secolo, sono:- “Lo stesso de Molay che suo malgrado reciterà la parte del nuovo crocifisso, e parecchi anni più tardi Leonardo da Vinci, che cercherà di sistemare il volto e varie parti dell’intera immagine del telo funebre”.<br />
 Perché proprio il corpo del de Molay?<br />
Secondo una tesi certamente originale di alcuni ricercatori, il Gran Maestro sarebbe stato sottoposto ad una forma di tortura mirante a riprodurre sul suo corpo i segni della Passione di Cristo. Probabilmente anche nella crocifissione del Molay per consuetudine, i chiodi furono messi nel palmo delle mani e non nei polsi. Gli venne posata attorno al capo una corona di spine e fu flagellato. Liberato dai chiodi, all’uso Templare, fu poi disteso con molta cura su un lenzuolo “lo stesso lenzuolo che veniva considerato dal Molay e da alcuni Templari come una reliquia di grande potere”, come se fosse già segnato dalla morte, ma inaspettatamente “forse per il potere miracoloso del lenzuolo?”, riuscì a riprendersi lasciando, come traccia delle sofferenze gratuitamente inflittegli, la sagoma del proprio corpo impressa sulla superficie del lino. La Sindone torinese riproporrebbe, perciò in superficie, anche la figura e i tratti somatici di Jacques de Molay, compresi quelli di Cristo che si troverebbero ben  sotto il suo corpo, considerando la stazza fisica del Molay di qualche centimetro più lunga e più larga. L’ipotesi è suggestiva, ma alcuni Templari d’altronde, sono da sempre considerati come i depositari di conoscenze magiche al limite dell’atteggiamento eretico.<br />
La lacunosità delle fonti relative alla Sindone tra 1204 e 1353 lascia spazio ad ogni sorta di interpretazione, alcune più verosimili, altre del tutto fantasiose. Come anticipato, tutte le tracce riguardanti il tragitto della Sindone tra il 1204 e il 1353 conducono all’approdo di Lirey, centro abitato della regione della Champagne a circa venti chilometri da Troyes, la città nella quale si ratificò la fondazione dell’Ordine dei Templari.<br />
La storia trasuda di coincidenze, tutto sta nell’interpretarle correttamente.<br />
Vi è un fatto da non sottovalutare che collega il Molay alla Sindone di Torino, Il Molay fu portato al rogo nel 1314, assieme al suo amico d’arme Geoffroy de Charny, guarda caso presunto zio dell’omonimo Goffredo di Charny (nipote), proprietario documentato della Sindone di Torino dal 1353. Non ci è dato di sapere se quella Sindone fosse la stessa Sindone di Costantinopoli, o qualche cosa d’altro. Dopo trentasei anni dalla morte dello zio, il nipote omonimo, dichiara apertamente di essere in possesso della Sindone, morirà, senza mai spiegare come sia venuto in suo possesso. Se fosse stata la vera Sindone di Costantinopoli, era tutto interesse del nipote rendere chiara la sua provenienza, ma questo non lo fece. Non se la sentiva di dire che era la reliquia tanto venerata dai Templari, e che per il capriccio di alcuni era diventata qualche cosa d’altro. Lo stesso telo funebre che recava l’immagine di un uomo crocifisso e adorato dai templari come se fosse il Cristo, in realtà aveva avvolto anche il corpo del Gran Maestro Molay. Sostenere delle mezze bugie per il nipote di Geoffroy de Charny, era più difficile che tacere. Ma questo nipote, non si era mai dimenticato dello zio (del quale portava il nome).<br />
Infatti nello svelare l’esistenza e la proprietà di questo telo funebre, faceva coniare una targhetta commemorativa, in piombo e stagno a sbalzo, di (cm. 4,5&#215;6,2) che riproduceva per la prima volta esattamente la Sindone di Torino, con gli stemmi nobiliari di Geoffroy de Charny e dei Vergy il casato di sua moglie. In mezzo ai quali è rappresentato un sepolcro vuoto, mentre il sepolcro vuoto per effetto di un finissimo intervento a sbalzo, mostrava una croce templare, idealmente doveva essere il sepolcro per contenere il corpo di un Templare, quello del Molay ultimo Gran Maestro, bruciato sul rogo con lo zio di Goffredo. Non a caso questa targhetta-ricordo fu trovata nella Senna nel 1855 presso il Ponte di Change, proprio difronte al ponte di Neuf, il luogo dove Molay e lo Zio furono immolati sul rogo. Probabilmente gettata nella Senna durante una cerimonia segreta per commemorare tutti i Templari giustiziati dalla Santa Inquisizione. Di questo medaglione considerato importantissimo anche per altri motivi, esiste solo questo esemplare, sicuramente non furono stampati molti pezzi, solo qualche esemplare ad uso e consumo di una stretta cerchia di Cavalieri del Tempio. Oggi l’unico medaglione si trova a Parigi, nel Museo Nazionale del Medioevo-Thermes de Cluny.<br />
Perché proprio Leonardo da Vinci?<br />
 Leonardo, come il padre era profondamente anticattolico, non tollerava il clero ed era attratto da una religione personale più vicina alla natura che alla storia di Gesù o dei Santi.<br />
 Il geniale toscano, arrivò a Milano nel 1482 e vi rimase per ben sedici anni, “mai una riga di ufficiale, che rivelasse dei contatti con i custodi della Sindone i Savoia”, mentre le cronache ci riferiscono di come si occupasse nei diversi campi delle scienze e delle arti, con prevalenza nell’arte pittorica, infatti, qui realizzò opere molto importanti tra le quali l’ultima cena che fu realizzata intorno al 1495-1497 nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie.<br />
Nel 1499 Ludovico il Moro fuggì da Milano, dopo l’invasione del ducato da parte dei francesi, mentre Leonardo intraprese una serie di viaggi, si recò a Mantova, a Venezia, e poi ritornò a Firenze, in questi anni iniziò anche il famoso ritratto della Gioconda, un dipinto a lui caro che portò con se anche in Francia, alla quale non poté negare quel sorriso quasi complice per quello che aveva appena fatto.<br />
 Leonardo come avrebbe potuto architettare questa gigantesca beffa della storia? In realtà Lui fu lo strumento, lavorò su commissione in gran segreto. Probabilmente il volto della Sindone necessitava di urgenti lavori di restauro, sin dalla sua apparizione nel lontano 1353, nel tempo, sempre più spesso, durante le ostensioni il telo veniva considerato come una grande bugia. Durante la sua permanenza al soldo di Ludovico il Moro, Leonardo, aveva continui contatti con esponenti del Priorato di Syon, e con artisti più o meno noti, iniziati alle scienze esoteriche. Anche se mai dichiarato apertamente, la Sindone di Torino fu da sempre in un certo senso, un protettorato dei Cavalieri del Tempio, non dimentichiamo chi la possedeva, quando riapparve nel 1353 a Lirey in Francia. Quali le sue segrete origini, e chi era in realtà impresso sul telo funebre, “l’ultimo Gran Maestro del Tempio”.<br />
Quale migliore occasione, per architettare in gran segreto una simile beffa, imprimendo mezzo volto del nuovo ospite della Sindone, e inserendo nel contempo metà volto della propria immagine, quasi una firma autografa.<br />
Non è un dipinto né una stampa, è assente qualsiasi pigmento che non sia quello sanguigno. Si può dipingere con il sangue diluito in un ampolla con acqua e sale senza usare i pennelli, solo per contatto facendo una piccola pressione circoscritta attraverso una matrice? (Certo sì!) La tecnica usata, permetteva anche di produrre immagini al negativo.<br />
“IL VOLTO NUOVO DELLA SINDONE IN PRATICA E’ LA SOMMA DI DUE MEZZI VOLTI, META’ VOLTO DEL MOLAY E META’ VOLTO DI LEONARDO.<br />
Ce lo spiega Leonardo stesso come  lo ha fatto:-<br />
La scrittura con la seta, per questo sistema impressivo veniva utilizzata una matrice di seta.<br />
Il sistema è un procedimento di stampa per contatto, che consiste nel far passare il sangue diluito, attraverso le maglie del tessuto di una matrice facendo una pressione con uno strumento a forma di spatola. Leonardo stravolse questo attrezzo, lo avvolse completamente con delle bende o garze cercando di mantenere la sua rigidità, ma nello stesso tempo renderlo morbido e assorbente, lo intingeva nel sangue molto diluito in acqua e sale e con una leggera pressione faceva passare il sangue diluito attraverso le maglie libere e strette del tessuto di seta usato come matrice, depositando le gocce sul supporto da imprimere “il telo funebre”.<br />
La matrice è costituita normalmente da un telaio, sul quale viene teso ed incollato il tessuto di seta facendo sì che le maglie, in tensione, risultino ben aperte secondo la necessità, per facilitare il passaggio della miscela di sangue. Con un procedimento manuale si chiudono le maglie nelle zone che non si vogliono stampare e si lasciano aperte le maglie nelle zone da stampare, in questo caso la soluzione sanguigna che impregna lo strano pennello, viene quasi guidata dalle sapienti mani dell’ artista. Dobbiamo anche considerare di come si è formata la doppia superficie sulla Sindone, vi è una impronta quella al negativo per intenderci, che riguarda tutto il corpo dell’uomo della Sindone, soffusa poco appariscente. Questa impronta è la più in superficie,  è stata impressa dosando la soluzione sanguigna delicatamente, non permettendo al pigmento sanguigno di penetrare in profondità, una tinta che non doveva superare per un terzo lo spessore del filo di lino, come se l’immagine aleggiasse in superficie sul telo. Mentre tutte le impronte al positivo quelle che riguardavano le ferite della passione per intenderci, oltrepassarono da parte a parte il filo di lino, quindi se per ipotesi il telo venisse sezionato longitudinalmente in due parti, una parte superiore e una parte inferiore, la parte superiore oltre che il corpo completo al negativo, recherà anche le impronte più marcate della passione al positivo, mentra la parte inferiore, recherà solo le impronte più marcate della passione al positivo senza alcun altra immagine.<br />
 Non era necessario fare una pressione forte perché la soluzione acquosa di sangue e sale potesse oltrepassare gli spazi liberi della matrice, in modo che si depositasse per contatto sul supporto da imprimere. In questa maniera, il lenzuolo funebre assorbiva quasi naturalmente piccole dosi di pigmento sanguigno sotto il sapiente controllo dell’artista, prendendo le forme e le volumetrie volute da Leonardo, seguiva ad ogni passaggio del liquido sanguigno, il riscaldamento con un gran numero di candele per asciugare la stesura, e qualche volta passando a distanza ravvicinata con un attrezzo metallico riscaldato.<br />
Per riprodurre esattamente la Sindone di Torino non basta un p’ò di polvere e qualche agente chimico, bisogna aver prima conosciuto tutte le verità nascoste che il Sacro Telo cela tra le Sue pieghe.<br />
Per lasciare una traccia di ciò, Leonardo trascrisse questo messaggio su un misterioso telaio in seta, rimasto segreto per più di cinque secoli, una tempera all’uovo del XV secolo, molto particolare, perché non presenta sottofondo, l’immagine dipinta poggia tra filo e filo la cui trama rimane libera, osservando la tela di seta in contro luce si possono vedere tutti gli spazi tra filo e filo, come se fosse dipinta su un telaio a maglie larghe, in controluce dal retro possiamo distinguere perfettamente l’immagine dipinta anteriormente.<br />
Questa mirabile tempera all’uovo, fu riscoperta verso la fine del XX secolo durante un rocambolesco recupero effettuato da alcuni fiduciari per conto del Terzo Reich durante lultimo conflitto mondiale. Questo recupero venne eseguito presso un facoltoso custode, non fu mai portato completamente a termine, infatti prima di essere recapitato all’Ordine delle Tenebre, il dipinto venne intercettato da un nuovo ignaro Custode, che lo ospitò nella sua dimora fino al 1972.<br />
Leonardo, sicuramente anche per le sue capacità tecniche, si è trovato “suo malgrado”, coinvolto in questo artificio solo per caso, e che a causa della sua vena ironica, trasformò un segreto per pochi, in una beffa per molti. A conferma di ciò, solo un particolare alquanto singolare, i proprietari della Sindone, probabilmente informati per tempo della morte di Leonardo, per paura che l’inganno venisse a galla, mandarono in Francia alcuni fiduciari per recuperare in gran fretta uno dei tanti taccuini dove Leonardo prendeva appunti per i sui lavori, evidentemente appunti compromettenti che riguardavano lavori eseguiti segretamente sulla Sindone, tutte le prove dovevano scomparire per sempre. Ma non si accorsero che un disegno collegato di Leonardo, si era smarrito nella Biblioteca Reale di Torino, e il telaio di seta con il quale Leonardo operò sul volto del telo funebre. Sul quale dopo aver terminato l’opera di ricostruzione del volto della Sindone, Leonardo dipinse una mirabile tempera all’uovo per indicare l’arcano appena commesso, rimasta tutt’ora  in circolazione fuori della portata di possibili inquisitori.<br />
Dunque da questa relazione, risulterebbe che sulla Sindone vi siano state impresse più immagini, un corpo molto antico presumibilmente risalente all’anno 30-33, “se così fosse ci troveremmo difronte al telo di lino che avvolse il corpo di Gesù”, se così non fosse, esisteva già un falso, un corpo presumibilmente morto in stato di rigor mortis, usato come reliquia dai Templari convinti che fosse autentico; 1281 anni dopo, verso il 1314, fu disteso e avvolto con molta precisione un secondo corpo ancora vivo e febbricitante, che recava anch’esso i segni della passione di Gesù, vi rimase avvolto immobile per molte ore, quasi un giorno intero, si che l’impronta a contatto diretto, si asciugò quasi completamente; 181 anni dopo, verso il 1495 qualcuno intervenne su commissione, con una mirabile tecnica, per definire il volto e alcune parti sul telo. Quindi sulla Sindone vi sono tre periodi ben distinti, e tre differenti impressioni sul telo, questo è il motivo per il quale la Sindone di Torino non può essere mai riprodotta esattamente come è attualmente. In questo contesto tanto turbolento, non dobbiamo dimenticare le vicissitudini cruente subite dal telo funebre a causa degli incendi nelle varie epoche.<br />
La Sindone è un falso o meglio più falsi?  Dove potrebbe celarsi anche una grande verità ormai nascosta dagli eventi. Quanto rimarrebbe di questa verità dopo tante manipolazioni? Per i credenti Cristiani può rimanere tranquillamente il simbolo della Resurrezione. Per i Cavalieri del Tempio anche il telo funebre del loro ultimo Gran Maestro Molay, mentre Leonardo intervenendo con tanta decisione sul volto della Sindone, mettendoci anche parte del suo volto “metà volto del Molay e metà volto di Leonardo, risultando l’attuale volto della Sindone”, è diventato suo malgrado il loro profeta.<br />
a.D. 2009<br />
L’ultimo custode<br />
Rodolfo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Sindone, un&#8217;opera fotografica di Leonardo da Vinci di Lorenzo</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/la-sindone-unopera-fotografica-di-leonardo-da-vinci.htm/comment-page-1#comment-556</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 00:57:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=4055#comment-556</guid>
		<description>Quello che è stato detto in questa pagina è non vero, infatti sono stati effettuati studi che dimostrano che per ottenere lo stesso effetto sul telo della Sindone vera non occorre chiara d&#039;uovo o gelatina, ma enormi quantità di energia elettrica che purtroppo per Leonardo ai suoi tempi non esistevano.
Infatti la particolare impronta lasciata in negativo sulla sindone non affonda nelle fibre di lino ma rimane soltanto in superficie in maniera perfetta e non come altri inventori di sindoni false cercano di fare.

VEDI ANCHE

http://colo.re/Sindone/Sindone.pdf     Immagine originale della Sindone

Elaborazione in negativo su Photoshop  del sottoscritto.

http://colo.re/Sindone/Sindone+.pdf

Per le mie affermazioni leggi:

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=104&amp;id_n=4567
http://www.studiosindone.it/pages/003.php

Allego parte del testo:

Per la prima volta si poteva penetrare nel segreto strutturale di quelle ombre giallastre che, viste a occhio nudo tutte insieme e da lontano, apparivano come una forma umana. Al microscopio si vide che quell’ombra giallastra non aveva invaso interamente le fibre del lino. Su ogni fibra, aveva toccato soltanto le fibrille più superficiali. Se, ingrandito al microscopio, un filo di lino si poteva paragonare a una folta treccia di capelli, il colore giallastro dell’impronta aveva toccato soltanto una decina dei capelli più esterni della treccia. Perfino nelle parti che, ad occhio nudo, appaiono più scure, come le sopracciglia o le dita, l’impronta non penetrava.
E si vide una cosa singolarissima: la maggiore intensità di certi punti (il naso, le mani, le ginocchia) non era dovuta a fibrille più scurite, ma solo al fatto che, in quei punti, un numero maggiore, una massa più fitta di fibrille era stata toccata da quel colore giallastro; e così, nella somma, esso sembrava più scuro. E infatti l’impronta delle guance, delle occhiaie, dei lati delle dita - che ad occhio nudo appare così pallida -, aveva toccato solo pochissime fibrille, in mezzo a tante altre che non lo erano state.
In nessun punto, l’impronta era penetrata negli avvallamenti della tessitura: non appena il filo tendeva a infossarsi per seguire il corso della tessitura, essa scompariva. Per tutta l’estensione degli oltre quattro metri del telo, essa era tutta e ovunque egualmente ed estremamente superficiale. La sua regolarità, nella sua estrema lievità, appariva impossibile ad ottenersi, oltre tutto su una superficie così vasta e fluttuante, con un qualsiasi mezzo d’applicazione o di trasporto di colore.
La pallida lievissima colorazione giallastra non dilagava mai dalla fibrilla interessata a quelle vicine, non vi era una sola sbavatura, non vi era diffusione per capillarità. Quindi non potevano essere stati liquidi colorati a formare l’impronta. La superficialità e la non migrazione dell’Impronta escludeva qualsiasi meccanismo che avesse portato alla migrazione di liquidi per capillarità: escludeva cioè l’applicazione di pitture o coloranti. Ciò era anche più evidente se si confrontava l’Impronta con le gore d’acqua lasciate dallo spegnimento dell’incendio del 1532: quell’acqua, dove era caduta, aveva pervaso il tessuto fino al rovescio e si era allargata capillarmente, come appunto fa un liquido o un fluido.
Esplorando con un ago da dissezione le fibrille dove appariva l’Impronta, color paglia, del corpo, si trovava che non erano cementate o incollate fra loro da niente: non vi era nulla cioè che sembrasse in qualche modo «spalmato» sul tessuto per formare l’Immagine. Ingrandendole fino a mille ingrandimenti, poi, non si trovò nessuna particella di sostanze coloranti. (...)
La massa dei reperti, catturati dai nastri adesivi, era di pochi nanogrammi (bilionesimi di grammo) per i più piccoli; ed arrivava ad alcuni microgrammi (millesimi di milligrammo) per i più grandi e fortunati frammenti. La maggior parte delle particelle aveva dimensioni inferiori al micron.
In pratica, nulla di ciò che sarebbe stato esaminato, e soggetto a tests chimici, con contatto, aggiunta, immersione in bagni di altre sostanze, reagenti, specialità biochimiche, era visibile ad occhio nudo.
Tutta la ricerca, quindi, si svolse a questi livelli infinitesimali. Vi era inoltre il problema di lavorare su campioni che non avrebbero potuto essere sostituiti o integrati in nessun modo. La difficoltà, che ne sorgeva, fu per Heller l’occasione di mettere a punto una nuova tecnica specifica per compiere analisi su quantità così infinitesimali..



Qual&#039;è dunque la scoperta tanto stupefacente? E&#039; il fatto che l&#039;immagine possiede un&#039;informazione tridimensionale in codice non rilevabile dall&#039;occhio e dall&#039;obiettivo fotografico. Informazione tridimensionale significa che in ogni suo punto i chiari e gli scuri sono legati da un rapporto matematico preciso e costante con il piano frontale tangente al viso per la faccia anteriore del corpo e l&#039;analogo tangente alla nuca per quello posteriore, per cui, stabilito che tutti i punti bianchi si trovino in superficie e tutti i neri alla massima profondità, ogni altro punto si trova a una profondità che è in rapporto alla tonalità del suo grigio. Se è più chiaro, si può anche dire che tutti i punti di uno stesso grigio si trovano alla stessa profondità. Si è riusciti pure a scoprire che questo rapporto planare non è lineare, ma quadratico. Insomma: una costruzione regolata da un rigido sistema matematico. Si noti che negatività fotografica e tridimensionalità sono due fenomeni solo apparentemente analoghi. Nella prima, infatti, il chiaro e lo scuro dipendono esclusivamente da una quantità, quella della luce, mentre nel secondo dipendono da una distanza. Peraltro, come per la scoperta della negatività fu necessaria una macchina fotografica, per la tridimensionalità ci volle un computer e un programma assai complesso che, realizzato appositamente per la trasduzione in profondità della scala dei grigi, fosse capace di riprodurre in rilievo verticale l&#039;intensità del colore.

Quando Jackson e Jumper, due scienziati dell&#039;areonautica statunitense, pensarono di fare questo studio sulle foto sindoniche - e si trattò di una vera e propria intuizione, se non si vuole usare il termine sospetto di ispirazione -, il computer trasformò sotto i loro occhi sbalorditi un&#039;immagine piana in una in rilievo. Insomma: il &quot;disegno&quot; si era trasformato in una statua e, ciò che più conta, in una statua dall&#039;anatomia armoniosa e ineccepibile, rappresentante un volto in modo quasi segnaletico e con l&#039;inconfondibile espressione della morte. L&#039;esperimento fu poi ripetuto con uguale risultato da altri ricercatori.

Ricostruzione tridimensionale del Volto con la traccia della moneta

Fig. 5: la ricostruzione tridimensionale del Volto
con evidenziata la traccia circolare della moneta
(Fonte: G. Bazoli)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che è stato detto in questa pagina è non vero, infatti sono stati effettuati studi che dimostrano che per ottenere lo stesso effetto sul telo della Sindone vera non occorre chiara d&#8217;uovo o gelatina, ma enormi quantità di energia elettrica che purtroppo per Leonardo ai suoi tempi non esistevano.<br />
Infatti la particolare impronta lasciata in negativo sulla sindone non affonda nelle fibre di lino ma rimane soltanto in superficie in maniera perfetta e non come altri inventori di sindoni false cercano di fare.</p>
<p>VEDI ANCHE</p>
<p><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://colo.re%2FSindone%2FSindone.pdf" rel="nofollow">http://colo.re/Sindone/Sindone.pdf</a>     Immagine originale della Sindone</p>
<p>Elaborazione in negativo su Photoshop  del sottoscritto.</p>
<p><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://colo.re%2FSindone%2FSindone%2B.pdf" rel="nofollow">http://colo.re/Sindone/Sindone+.pdf</a></p>
<p>Per le mie affermazioni leggi:</p>
<p><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.culturacattolica.it%2Fdefault.asp%3Fid%3D104%26amp%3Bid_n%3D4567" rel="nofollow">http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=104&amp;id_n=4567</a><br />
<a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.studiosindone.it%2Fpages%2F003.php" rel="nofollow">http://www.studiosindone.it/pages/003.php</a></p>
<p>Allego parte del testo:</p>
<p>Per la prima volta si poteva penetrare nel segreto strutturale di quelle ombre giallastre che, viste a occhio nudo tutte insieme e da lontano, apparivano come una forma umana. Al microscopio si vide che quell’ombra giallastra non aveva invaso interamente le fibre del lino. Su ogni fibra, aveva toccato soltanto le fibrille più superficiali. Se, ingrandito al microscopio, un filo di lino si poteva paragonare a una folta treccia di capelli, il colore giallastro dell’impronta aveva toccato soltanto una decina dei capelli più esterni della treccia. Perfino nelle parti che, ad occhio nudo, appaiono più scure, come le sopracciglia o le dita, l’impronta non penetrava.<br />
E si vide una cosa singolarissima: la maggiore intensità di certi punti (il naso, le mani, le ginocchia) non era dovuta a fibrille più scurite, ma solo al fatto che, in quei punti, un numero maggiore, una massa più fitta di fibrille era stata toccata da quel colore giallastro; e così, nella somma, esso sembrava più scuro. E infatti l’impronta delle guance, delle occhiaie, dei lati delle dita &#8211; che ad occhio nudo appare così pallida -, aveva toccato solo pochissime fibrille, in mezzo a tante altre che non lo erano state.<br />
In nessun punto, l’impronta era penetrata negli avvallamenti della tessitura: non appena il filo tendeva a infossarsi per seguire il corso della tessitura, essa scompariva. Per tutta l’estensione degli oltre quattro metri del telo, essa era tutta e ovunque egualmente ed estremamente superficiale. La sua regolarità, nella sua estrema lievità, appariva impossibile ad ottenersi, oltre tutto su una superficie così vasta e fluttuante, con un qualsiasi mezzo d’applicazione o di trasporto di colore.<br />
La pallida lievissima colorazione giallastra non dilagava mai dalla fibrilla interessata a quelle vicine, non vi era una sola sbavatura, non vi era diffusione per capillarità. Quindi non potevano essere stati liquidi colorati a formare l’impronta. La superficialità e la non migrazione dell’Impronta escludeva qualsiasi meccanismo che avesse portato alla migrazione di liquidi per capillarità: escludeva cioè l’applicazione di pitture o coloranti. Ciò era anche più evidente se si confrontava l’Impronta con le gore d’acqua lasciate dallo spegnimento dell’incendio del 1532: quell’acqua, dove era caduta, aveva pervaso il tessuto fino al rovescio e si era allargata capillarmente, come appunto fa un liquido o un fluido.<br />
Esplorando con un ago da dissezione le fibrille dove appariva l’Impronta, color paglia, del corpo, si trovava che non erano cementate o incollate fra loro da niente: non vi era nulla cioè che sembrasse in qualche modo «spalmato» sul tessuto per formare l’Immagine. Ingrandendole fino a mille ingrandimenti, poi, non si trovò nessuna particella di sostanze coloranti. (&#8230;)<br />
La massa dei reperti, catturati dai nastri adesivi, era di pochi nanogrammi (bilionesimi di grammo) per i più piccoli; ed arrivava ad alcuni microgrammi (millesimi di milligrammo) per i più grandi e fortunati frammenti. La maggior parte delle particelle aveva dimensioni inferiori al micron.<br />
In pratica, nulla di ciò che sarebbe stato esaminato, e soggetto a tests chimici, con contatto, aggiunta, immersione in bagni di altre sostanze, reagenti, specialità biochimiche, era visibile ad occhio nudo.<br />
Tutta la ricerca, quindi, si svolse a questi livelli infinitesimali. Vi era inoltre il problema di lavorare su campioni che non avrebbero potuto essere sostituiti o integrati in nessun modo. La difficoltà, che ne sorgeva, fu per Heller l’occasione di mettere a punto una nuova tecnica specifica per compiere analisi su quantità così infinitesimali..</p>
<p>Qual&#8217;è dunque la scoperta tanto stupefacente? E&#8217; il fatto che l&#8217;immagine possiede un&#8217;informazione tridimensionale in codice non rilevabile dall&#8217;occhio e dall&#8217;obiettivo fotografico. Informazione tridimensionale significa che in ogni suo punto i chiari e gli scuri sono legati da un rapporto matematico preciso e costante con il piano frontale tangente al viso per la faccia anteriore del corpo e l&#8217;analogo tangente alla nuca per quello posteriore, per cui, stabilito che tutti i punti bianchi si trovino in superficie e tutti i neri alla massima profondità, ogni altro punto si trova a una profondità che è in rapporto alla tonalità del suo grigio. Se è più chiaro, si può anche dire che tutti i punti di uno stesso grigio si trovano alla stessa profondità. Si è riusciti pure a scoprire che questo rapporto planare non è lineare, ma quadratico. Insomma: una costruzione regolata da un rigido sistema matematico. Si noti che negatività fotografica e tridimensionalità sono due fenomeni solo apparentemente analoghi. Nella prima, infatti, il chiaro e lo scuro dipendono esclusivamente da una quantità, quella della luce, mentre nel secondo dipendono da una distanza. Peraltro, come per la scoperta della negatività fu necessaria una macchina fotografica, per la tridimensionalità ci volle un computer e un programma assai complesso che, realizzato appositamente per la trasduzione in profondità della scala dei grigi, fosse capace di riprodurre in rilievo verticale l&#8217;intensità del colore.</p>
<p>Quando Jackson e Jumper, due scienziati dell&#8217;areonautica statunitense, pensarono di fare questo studio sulle foto sindoniche &#8211; e si trattò di una vera e propria intuizione, se non si vuole usare il termine sospetto di ispirazione -, il computer trasformò sotto i loro occhi sbalorditi un&#8217;immagine piana in una in rilievo. Insomma: il &#8220;disegno&#8221; si era trasformato in una statua e, ciò che più conta, in una statua dall&#8217;anatomia armoniosa e ineccepibile, rappresentante un volto in modo quasi segnaletico e con l&#8217;inconfondibile espressione della morte. L&#8217;esperimento fu poi ripetuto con uguale risultato da altri ricercatori.</p>
<p>Ricostruzione tridimensionale del Volto con la traccia della moneta</p>
<p>Fig. 5: la ricostruzione tridimensionale del Volto<br />
con evidenziata la traccia circolare della moneta<br />
(Fonte: G. Bazoli)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Video introduzioni agli esposimetri di giuseppe tinelli</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/video-introduzioni-agli-esposimetri.htm/comment-page-1#comment-554</link>
		<dc:creator>giuseppe tinelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:09:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=4086#comment-554</guid>
		<description>vorrei comprare il vostro esposimetro come devo fare ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vorrei comprare il vostro esposimetro come devo fare ?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fuji 3D in vendita dopo le ferie &#8211; www.reflex.it di paolo</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/fuji-3d-in-vendita-dopo-le-ferie-wwwreflexit.htm/comment-page-1#comment-551</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 09:03:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=4240#comment-551</guid>
		<description>giÃ ....disponibilitÃ  limitata....anche io ho avuto questa notizia....
e ti confermo il prezzo : poco sotto i 900euro per il kit fotocamera e cornice 3D....
sempra che la vendita verrÃ  fatta on-line tramite un sito dedicato....
mi hanno detto che a breve ci saranno novitÃ  sul sito fujifilm...
attendo anch&#039;io.....la regalero&#039; a natale a mia figlia
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giÃ &#8230;.disponibilitÃ  limitata&#8230;.anche io ho avuto questa notizia&#8230;.<br />
e ti confermo il prezzo : poco sotto i 900euro per il kit fotocamera e cornice 3D&#8230;.<br />
sempra che la vendita verrÃ  fatta on-line tramite un sito dedicato&#8230;.<br />
mi hanno detto che a breve ci saranno novitÃ  sul sito fujifilm&#8230;<br />
attendo anch&#8217;io&#8230;..la regalero&#8217; a natale a mia figlia<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fuji 3D in vendita dopo le ferie &#8211; www.reflex.it di 3D fan</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/fuji-3d-in-vendita-dopo-le-ferie-wwwreflexit.htm/comment-page-1#comment-549</link>
		<dc:creator>3D fan</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 09:41:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=4240#comment-549</guid>
		<description>...sembra che il kit formato da FOTOCAMERA 3D e CORNICE 3D verrÃ  proposto da Fuji a circa 850/900euro.
DisponibilitÃ  LIMITATA.....chi prima arriva....
Io ho giÃ  provato a contattare direttamente FUJI per accaparrarmene una!
ATTENDO...vi faro&#039; sapere---</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;sembra che il kit formato da FOTOCAMERA 3D e CORNICE 3D verrÃ  proposto da Fuji a circa 850/900euro.<br />
DisponibilitÃ  LIMITATA&#8230;..chi prima arriva&#8230;.<br />
Io ho giÃ  provato a contattare direttamente FUJI per accaparrarmene una!<br />
ATTENDO&#8230;vi faro&#8217; sapere&#8212;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fuji 3D in vendita dopo le ferie &#8211; www.reflex.it di max</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/fuji-3d-in-vendita-dopo-le-ferie-wwwreflexit.htm/comment-page-1#comment-548</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 07:38:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=4240#comment-548</guid>
		<description>...finalmente un bella novitÃ !
come sempre FUJI riesce ad innovare proponendo qualcosa di veramente rivoluzionario....
non vedo l&#039;ora di poterla comprare....manca poco...
GRANDE FUJI !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;finalmente un bella novitÃ !<br />
come sempre FUJI riesce ad innovare proponendo qualcosa di veramente rivoluzionario&#8230;.<br />
non vedo l&#8217;ora di poterla comprare&#8230;.manca poco&#8230;<br />
GRANDE FUJI !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nikon 70-200mm f/2.8G, un aggiornamento in arrivo? di ***dani***</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-70-200mm-f28g-un-aggiornamento-in-arrivo.htm/comment-page-1#comment-542</link>
		<dc:creator>***dani***</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 14:05:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=4111#comment-542</guid>
		<description>se non fosse che anche il 70-200 VR odierno ha il VRII... Le prioritÃ  al fuoco od al manuale vanno giÃ  bene cosÃ¬ e non vedo come possano essere implementate senza toccare il corpo macchina.

Le altre caratteristiche mi sembrano invariate... quindi... non mi convince proprio come news...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se non fosse che anche il 70-200 VR odierno ha il VRII&#8230; Le prioritÃ  al fuoco od al manuale vanno giÃ  bene cosÃ¬ e non vedo come possano essere implementate senza toccare il corpo macchina.</p>
<p>Le altre caratteristiche mi sembrano invariate&#8230; quindi&#8230; non mi convince proprio come news&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Superzoom: Kodak propone 24x di silva5</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/superzoom-kodak-propone-24x.htm/comment-page-1#comment-539</link>
		<dc:creator>silva5</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 18:11:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3496#comment-539</guid>
		<description>VarrÃ  la pena sostituire la mia Canon Poweshot G9 con questa Kodak, per la focale da 24 a 600mm?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VarrÃ  la pena sostituire la mia Canon Poweshot G9 con questa Kodak, per la focale da 24 a 600mm?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Superzoom: Kodak propone 24x di silva5</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/superzoom-kodak-propone-24x.htm/comment-page-1#comment-538</link>
		<dc:creator>silva5</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 18:10:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3496#comment-538</guid>
		<description>Mi chiedo, da perfetta &#039;amatoriale&#039;: varrÃ  la pena sostiotuire la mia Canon Poweshot G9 con questa Kodak, dato che mi interessa la focale raggiunta, di 26-600mm?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo, da perfetta &#8216;amatoriale&#8217;: varrÃ  la pena sostiotuire la mia Canon Poweshot G9 con questa Kodak, dato che mi interessa la focale raggiunta, di 26-600mm?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Edizioni Master: esaurito il primo numero di Computer di piÃ¹ &#8211; PubblicitaItalia di paolo</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/edizioni-master-esaurito-il-primo-numero-di-computer-di-piu-pubblicitaitalia.htm/comment-page-1#comment-525</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 17:47:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/edizioni-master-esaurito-il-primo-numero-di-computer-di-piu-pubblicitaitalia.htm#comment-525</guid>
		<description>Ho ricevuto tutti i fascicoli dopo un pÃ² di tempo, ma senza il regalo che promettevano, anche se non era un granchÃ¨, io pensavo che era finito il corso, ora vedo che c,Ã¨ un secondo volume, questo non era stato detto all&#039;inizio altrimenti non la avrei comprato,devo dire che si sono mostrati scorretti e certamente io non comprerÃ² il secondo volume.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto tutti i fascicoli dopo un pÃ² di tempo, ma senza il regalo che promettevano, anche se non era un granchÃ¨, io pensavo che era finito il corso, ora vedo che c,Ã¨ un secondo volume, questo non era stato detto all&#8217;inizio altrimenti non la avrei comprato,devo dire che si sono mostrati scorretti e certamente io non comprerÃ² il secondo volume.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cerchiamo fotografi per la Superbike! di Massimiliano</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/cerchiamo-fotografi-per-la-superbike.htm/comment-page-1#comment-516</link>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 18:42:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3584#comment-516</guid>
		<description>Bellissima iniziativa ... peccato che questa newsletter, ricevuta oggi 21/05/09, Ã¨ arrivata con un &quot;leggerissimo&quot; ritardo ... appena un mese e quindi non Ã¨ piÃ¹ possibile partecipare, visto che il termine ultimo per inviare le foto era il 15 maggio.

Grazie e un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima iniziativa &#8230; peccato che questa newsletter, ricevuta oggi 21/05/09, Ã¨ arrivata con un &#8220;leggerissimo&#8221; ritardo &#8230; appena un mese e quindi non Ã¨ piÃ¹ possibile partecipare, visto che il termine ultimo per inviare le foto era il 15 maggio.</p>
<p>Grazie e un saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cerchiamo fotografi per la Superbike! di tiziano</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/cerchiamo-fotografi-per-la-superbike.htm/comment-page-1#comment-515</link>
		<dc:creator>tiziano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:26:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=3584#comment-515</guid>
		<description>ho ricevuto l&#039;invito per l&#039;evento SBK soltanto ora, sono ancora i tempo per inviare le foto?? grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho ricevuto l&#8217;invito per l&#8217;evento SBK soltanto ora, sono ancora i tempo per inviare le foto?? grazie.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Edizioni Master: esaurito il primo numero di Computer di piÃ¹ &#8211; PubblicitaItalia di bibi</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/edizioni-master-esaurito-il-primo-numero-di-computer-di-piu-pubblicitaitalia.htm/comment-page-1#comment-513</link>
		<dc:creator>bibi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 14:18:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/edizioni-master-esaurito-il-primo-numero-di-computer-di-piu-pubblicitaitalia.htm#comment-513</guid>
		<description>Ho pagato 49.90 euro il 12 gennaio per abbonarmi a &quot;computer di piÃ¹&quot;, e al 12 maggio malgrado vari solleciti non ho ancora ricevuto NEMMENO UN NUMERO della rivista.

Questa casa editrice Ã¨ quella che a Roma chiamiamo una sÃ²la, non avrÃ  vita lunga: non sono seri, hanno un servizio clienti che non risponde nemmeno se chiami al primo minuto dell&#039;orario di lavoro, sono degli autentici cialtroni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho pagato 49.90 euro il 12 gennaio per abbonarmi a &#8220;computer di piÃ¹&#8221;, e al 12 maggio malgrado vari solleciti non ho ancora ricevuto NEMMENO UN NUMERO della rivista.</p>
<p>Questa casa editrice Ã¨ quella che a Roma chiamiamo una sÃ²la, non avrÃ  vita lunga: non sono seri, hanno un servizio clienti che non risponde nemmeno se chiami al primo minuto dell&#8217;orario di lavoro, sono degli autentici cialtroni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gorillapod, treppiedi a palline &#8211; www.reflex.it di Federico Salis</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/gorillapod-treppiedi-a-palline-wwwreflexit.htm/comment-page-1#comment-501</link>
		<dc:creator>Federico Salis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 14:11:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=1586#comment-501</guid>
		<description>Per chi ha una reflex e vuole fare macro e spendere poco..insostituibile il gorillapod ZOOM !! 50 euro comprese le spese!
regge il mio 150 sigma senza problemi ( il gorillapod ZOOM Ã¨ dato per reggere fino a 3Kg)
http://www.joby.com/it/products/gorillapod/slrzoom/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi ha una reflex e vuole fare macro e spendere poco..insostituibile il gorillapod ZOOM !! 50 euro comprese le spese!<br />
regge il mio 150 sigma senza problemi ( il gorillapod ZOOM Ã¨ dato per reggere fino a 3Kg)<br />
<a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.joby.com%2Fit%2Fproducts%2Fgorillapod%2Fslrzoom%2F" rel="nofollow">http://www.joby.com/it/products/gorillapod/slrzoom/</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su KAF-50100, il CCD Kodak da 50MP di Che senso hanno 10Mpixel se poi..... &#124; hilpers</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/kaf-50100-il-ccd-kodak-da-50mp.htm/comment-page-1#comment-497</link>
		<dc:creator>Che senso hanno 10Mpixel se poi..... &#124; hilpers</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 20:51:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/?p=947#comment-497</guid>
		<description>[...] Che senso hanno 10Mpixel se poi.....     Leggiti questo, va: http://www.nikonclubitalia.com/test/...ak-da-50mp.htm  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Che senso hanno 10Mpixel se poi&#8230;..     Leggiti questo, va: <a href="http://www.nikonclubitalia.com/test/...ak-da-50mp.htm" rel="nofollow">http://www.nikonclubitalia.com/test/&#8230;ak-da-50mp.htm</a>  [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Scatti multipli e photomerge di Alessandro</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/scatti-multipli-e-photomerge.htm/comment-page-1#comment-493</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 01:50:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/scatti-multipli-e-photomerge.htm#comment-493</guid>
		<description>Non riesco a copiare i link, comunque aggiugo due mie immagini, sono il merge di 6-7 scatti ciascuna! 
Ciao 
 
&lt;a href=&quot;http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.flickr.com%2Fphotos%2Fantares67%2F3084380265%2Fsizes%2Fo%2F%26quot%3B target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/antares67/3084380265...&lt;/a&gt;
 
&lt;a href=&quot;http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.flickr.com%2Fphotos%2Fantares67%2F2489553540%2Fsizes%2Fl%2F%26quot%3B target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/antares67/2489553540...&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco a copiare i link, comunque aggiugo due mie immagini, sono il merge di 6-7 scatti ciascuna!<br />
Ciao </p>
<p><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.flickr.com%2Fphotos%2Fantares67%2F3084380265%2Fsizes%2Fo%2F" target="_blank"></a><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.flickr.com%2Fphotos%2Fantares67%2F3084380265.." rel="nofollow">http://www.flickr.com/photos/antares67/3084380265..</a>.</p>
<p><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.flickr.com%2Fphotos%2Fantares67%2F2489553540%2Fsizes%2Fl%2F" target="_blank"></a><a href="http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.flickr.com%2Fphotos%2Fantares67%2F2489553540.." rel="nofollow">http://www.flickr.com/photos/antares67/2489553540..</a>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nikon D200 DSLR DSLR &#8211; Test &amp; Prova sul campo a cura di ZMPHOTO di ddd</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d200-test-prova-sul-campo-a-cura-di-zmphoto.htm/comment-page-1#comment-491</link>
		<dc:creator>ddd</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 12:31:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/nikon-d200-test-prova-sul-campo-a-cura-di-zmphoto.htm#comment-491</guid>
		<description>non ha il live view </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ha il live view</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su PerchÃ© e&#8217; importante investire nel gel di silice di AlexFoto</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/perche-e-importante-investire-nel-gel-di-silice.htm/comment-page-1#comment-474</link>
		<dc:creator>AlexFoto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 07:53:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nikonclubitalia.com/test/perche-e-importante-investire-nel-gel-di-silice.htm#comment-474</guid>
		<description>Io ho trovato questo negozio online che produce gel di silice per diversi utilizzi: 
&lt;a href=&quot;http://www.nikonclubitalia.com/forum/redirect.php?url=http://www.levosil.com%2Fsacchetti-disidratanti.php%26quot%3B target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.levosil.com/sacchetti-disidratanti.php&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho trovato questo negozio online che produce gel di silice per diversi utilizzi:<br />
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		<title>Commenti su Su Dpreview la nuova reflex nikon d90 di Recent Links Tagged With "removable" - JabberTags</title>
		<link>http://www.nikonclubitalia.com/test/su-dpreview-la-nuova-reflex-nikon-d90.htm/comment-page-1#comment-472</link>
		<dc:creator>Recent Links Tagged With "removable" - JabberTags</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 23:34:32 +0000</pubDate>
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